Aprile 23, 2026
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Mutui casa, andamento 2020. Regge il mercato del credito alle famiglie

Crescono del 12% nel quarto trimestre 2020 i mutui erogati alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55% nel corso dell’anno).

Di Renato Landoni*

Le famiglie italiane hanno ricevuto mutui per l’acquisto dell’abitazione per 15.485 milioni di euro nel quarto trimestre 2020, rispetto allo stesso trimestre del 2019 si registra una crescita delle erogazioni pari a 7,5% per un controvalore di 1.076 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2020, pubblicato da Banca d’Italia a fine Marzo e analizzati da Kìron.

Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui nel IV trimestre in Italia scopriamo che crescono di circa +12% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Si ridimensiona invece il fenomeno delle operazioni di surroga e sostituzione che registrano un calo del -12% dopo la grande crescita dei trimestri precedenti. Alla luce di questi nuovi dati possiamo affermare che il mercato della surroga ha sostenuto nel corso dell’anno il mercato dei mutui alla famiglia nonostante il calo dell’ultimo trimestre. Nell’ultimo trimestre la surroga ha pesato il 15,3% sul totale delle erogazioni.

Il totale delle erogazioni alle famiglie dell’intero anno 2020 è di circa 50,5 miliardi di euro. Anche il saldo da inizio anno porta un valore positivo +5,2% con una incremento dei volumi erogati di +2,5 miliardi di euro rispetto al 2019.

Questi dati ci restituiscono la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga dei tassi ai minimi, che giustificano la crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55%), dall’altra la sostanziale tenuta delle operazioni di acquisto (-1,7%) rispetto al calo, più consistente, del numero di compravendite immobiliari (-7,7%).  

Alla luce dei numeri di chiusura dell’anno 2020, possiamo affermare che sebbene l’anno sia stato caratterizzato dalla pandemia che ha impattato negativamente sull’economia globale, il mercato del credito alla famiglia ha retto molto bene.

Per fare previsioni più precise, si dovrà attendere il Recovery Fund europeo i cui piani finanziari per il nostro Paese restano da attuare e che dovrebbero impattare positivamente sull’economia nazionale già dalla seconda metà del 2021; molto dipenderà dalle politiche economiche che il nostro Paese adotterà. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui ancora ai minimi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare per chi vuole comprare sia a scopi abitativi sia a titolo di investimento.

* Presidente Kìron Partner S.p.A.

 

Vaccini, Federpromm: non esistono lavoratori di serie A e serie B. Autonomi discriminati

Marucci della Federpromm: occorre tutelare anche i consulenti finanziari, gli agenti finanziari, i mediatori e tutti gli operatori del settore assicurativo e previdenziale. 

Roma 19 marzo 2021 –  “Vaccini contro il Covid senza discriminazioni nell’interesse  di tutti i lavoratori, indipendentemente se siano lavoratori subordinati o lavoratori che professionalmente  esercitano l’ attività  come autonomi o come persone giuridiche.”. Così in una nota Federpromm-Uiltucs  si è espressa attraverso le dichiarazioni del suo presidente Manlio Marucci, che nel dare il proprio assenso come organizzazione a quanto proposto da ABI e Sindacali del settore bancario, e cioè di favorire il percorso da parte delle banche di somministrazione dei vaccini ai propri dipendenti, ha tuttavia sottolineato come nell’aggiornamento del protocollo del Ministero della Salute del 10 marzo  debbano essere inseriti anche i consulenti finanziari, nonché tutti gli operatori del settore creditizio ed assicurativo che nella loro attività professionale svolgono consapevolmente e con “rischio” il proprio lavoro nell’interesse dei clienti, dei risparmiatori e degli investitori. E questo per assicurare una copertura quanto più ampia possibile in tali settori maggiormente esposti al contagio.

“Fare una discriminazione a livello sociale tra lavoratori di serie A o di serie B o dettare delle condizioni non giustifica – ha proseguito Marucci – quali siano i presupposti  e i criteri di selezione che devono essere adottati nella scelta o priorità da seguire su chi tutelare prima e chi dopo, ma richiedono una consapevolezza e una organizzazione e capacità da parte di tutti nell’assumere atteggiamenti responsabili e comuni, almeno fino a quando non si creano le condizioni oggettive per soddisfare – con l’arrivo massiccio di tutti i farmaci esistenti sul mercato – una vaccinazione a largo raggio e di massa, così da debellare  la pandemia che ha creato danni irreparabili sulla tenuta del sistema economico e produttivo del paese, nonchè danni ancor più gravi a livello psicologico, familiare e di socializzazione primaria.

Tassi di interesse, si assottiglia la distanza tra rata fissa e variabile. Analisi delle consistenze

Cosa dobbiamo aspettarci per la chiusura del 2020 e per il 2021? Si delinea un panorama poco favorevole al proseguimento del trend di crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione.

Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta impattando in maniera importante sul PIL europeo, la BCE ha già annunciato che metterà in atto ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli, e se necessario continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario, in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi. Inoltre, grazie all’intesa raggiunta dai leader europei riguardo allo straordinario pacchetto di misure economiche per contrastare gli effetti della pandemia, lo scenario che dovremo attenderci per il 2021 sul fronte tassi sembra piuttosto favorevole.

In questo momento, le proposte di mutuo delle banche sono molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda i tassi fissi.

EURIBOR (indicizzazione mutui a tasso variabile) – Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (Dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014. Ha virato sottozero col mese di Maggio 2015, e dopo una progressiva discesa ha raggiunto il suo minimo storico a -0.55% nel mese di Gennaio 2021. Oggi quota -0.537%.

EURISRS (indicizzazione mutui a tasso fisso) – Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a Dicembre 2020 segnando 0,02%. L’ultima rilevazione del mese di Marzo 2021 (giorno 5) fa registrare 0,44%, in netta risalita sui timori di inflazione ma sempre ad un livello che permette di trovare sul mercato mutui a tasso fisso ancora molto vantaggiosi.

In base alle dinamiche dei tassi fino al 5  Marzo 2021, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti all’1% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso si sosterrebbe una rata di 438 euro, circa 50 euro in più al mese rispetto a quanto risulterebbe se si optasse per un mutuo a tasso variabile (rata pari a 388 euro).

Qualora si decidesse per la situazione di maggior risparmio, ossia per il mutuo a tasso variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita.

È chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus stanno condizionando il mercato del credito alla famiglia. La buona notizia, però, è che i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa o per gli uffici a condizioni veramente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento.

CONSISTENZA DEI MUTUI IN ITALIATecnocasa e Kiron hanno analizzato i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione. Tracciandone il trend storico, è emerso che nel terzo trimestre 2020 è stato registrato lo stock di mutui in essere più alto di sempre raggiungendo quota 335.299 milioni di euro.

E’ dal terzo trimestre del 2015 che lo stock dei mutui circolanti cresce con costanza. Ed anche in questo terzo trimestre 2020 si registra un nuovo massimo storico, superando quindi anche il precedente.

Il ritmo con il quale crescono le consistenze è tuttavia in contrazione, segno che lo scenario che ci aveva contraddistinto negli ultimi anni ha subito una variazione anche in virtù dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando: +1,6% su base annua (+0,58% su base trimestrale). Alla luce dei favorevoli tassi di mercato coi quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, la composizione dello stock è in buona parte composta da finanziamenti a tasso fisso, il che presuppone un minor rischio sia in capo alle famiglie sia in capo agli istituti eroganti.

Cosa dobbiamo aspettarci per la chiusura del 2020 e per il 2021? Si delinea un panorama poco favorevole al proseguimento del trend di crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione. Gli ultimi dati riguardanti le erogazioni restano tuttavia meno negativi di quel che ci si potesse aspettare, pertanto permangono buone probabilità che anche nel quarto trimestre assisteremo ad un’ulteriore crescita dello stock circolante, tendenza che potrà poi proseguire fino all’inizio del 2021.

Mercato dei mutui positivo nel 2020. Nel 2021 nessun cambiamento particolare in vista

Le politiche di credito degli istituti saranno prudenziali, ma non si registrerà nel 2021 un irrigidimento dei parametri, ed il mutuo rimarrà al centro delle politiche di sviluppo degli istituti di credito a vantaggio delle famiglie.

Il mercato dei mutui non sembra aver subito scossoni particolari nell’arco del 2020, e le stime parlano di una chiusura pari a circa 52 miliardi di erogato, con una crescita rispetto al 2019 (che si era chiuso a quasi 49 miliardi di euro). Questo dato è estremamente positivo, se consideriamo la difficile situazione economica generata dalla pandemia.

Gli istituti, pertanto, hanno comunque continuato ad erogare, sebbene con tempi più lunghi rispetto alla media, a causa della riorganizzazione delle strutture nel rispetto delle norme anti covid-19. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità, soprattutto per chi vuole comprare una casa a scopo abitativo. Chi compra per investimento, infatti, raramente si indebita a lungo termine e utilizza la propria liquidità, ricorrendo molto meno all’indebitamento.

La maggior parte degli operatori, in virtù del calo generalizzato nel numero di compravendite immobiliari nei primi 9 mesi dell’anno, aveva ipotizzato una diminuzione dei volumi erogati, ma il terzo trimestre del 2020 ha invece fatto registrare una crescita del 10,8%, portando i volumi dei primi nove mesi del 2020 a 37 mld di euro.

La vera crescita – com’è noto – riguarda le operazioni di surroga e sostituzione, che hanno segnato un incremento pari a +120%, anche grazie ai tassi di interesse in calo da diverso tempo a causa della particolare situazione economica degli ultimi anni. Nel 2021 non si prevedono particolari cambiamenti, e i tassi rimarranno contenuti anche per quanto riguarda il tasso fisso. Ciò dovrebbe determinare un inasprimento della competitività tra gli istituti relativamente all’offerta.

Secondo Renato Landoni  (Kiron, gruppo Tecnocasa) “in questo periodo di pandemia il supporto della Banca Centrale è stato ancora più massiccio. Oltre al sostegno economico che arriverà presto per via dei Recovery Fund, l’impegno della BCE è quello di non aumentare i tassi di interesse per i prossimi mesi. Questa ventata di fiducia sta contribuendo a rasserenare i mercati, e di conseguenza gli indici di riferimento si confermano ai minimi storici. L’economia del nostro Paese dovrebbe avere un beneficio anche dalla distribuzione generalizzata del vaccino anti covid-19, in particolare nella seconda parte dell’anno, sebbene per tutto il 2021 la situazione generale rimarrà incerta”.

“Il mercato del credito – conclude Landoni – continuerà ad essere un settore interessante e in moderata crescita rispetto al 2020, sempre grazie ai tassi contenuti e alla qualità dell’offerta. Le politiche di credito degli istituti saranno prudenziali, ma non si registrerà nel 2021 un irrigidimento dei parametri, ed il mutuo rimarrà al centro delle politiche di sviluppo degli istituti di credito a vantaggio delle famiglie”.

Mercato immobili turistici, in aumento nel 2020 chi acquista una casa per le vacanze

Secondo l’analisi socio demografica dell’ufficio studi di Tecnocasa, gli italiani hanno manifestato un maggiore desiderio di acquisto dell’abitazione nelle località turistiche, soprattutto subito dopo il primo lockdown. Coppie e famiglie con figli i maggiori acquirenti.

L’analisi delle compravendite nei primi nove mesi del 2020 sembra confermare il buon trend della casa vacanza. Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2019, si registra un aumento della percentuale degli acquisti di questa tipologia passata dal 5,9% al 6,5%. Un risultato, questo, in linea con i dati del Gruppo Tecnocasa che, subito dopo il lockdown, hanno registrato un maggiore desiderio di acquisto dell’abitazione nelle località turistiche.

La tenuta dei valori, nella prima parte del 2020, sembrerebbe confermare questo andamento. Infatti, subito dopo il primo lockdown, in tanti si sono riversati nelle località turistiche del Belpaese che, pur trovandosi orfano dei turisti internazionali, ha potuto beneficiare di un incrementato turismo di prossimità.

Il trilocale si conferma la tipologia maggiormente scambiata, raccogliendo nel periodo considerato il 35,6% degli acquisti. Avanzano le soluzioni indipendenti che concentrano il 28,4% delle transazioni, in aumento rispetto allo stesso periodo di un anno fa quando si fermavano al 26%. Anche questo dato può essere letto alla luce di quanto è successo durante il lockdown, periodo in cui le soluzioni indipendenti sono state particolarmente ricercate ed apprezzate.

Da chi è rappresentato il target che acquista la casa vacanza? Soprattutto da coppie, in lieve aumento rispetto al 2019 (passate da 50,7% a 51,2%) e famiglie con figli (34,2%) rimaste stabili.

Se analizziamo l’età degli acquirenti si conferma, ancora una volta, la fascia compresa tra 45 e 54 anni quella maggiormente interessata all’acquisto della casa vacanza. Infatti, raccoglie il 31% degli acquisti realizzati nei primi nove mesi dell’anno. A seguire la fascia tra 35 e 44 anni con il 22,1%, in leggero aumento rispetto ad un anno fa.

Interessante sicuramente il dato sul ricorso al credito per realizzare questo tipo di acquisto: si passa dal 16,7% al 21,8%. Si conferma, quindi, la tendenza ad acquistare questo tipo di abitazione facendo ricorso al credito, alla luce dei bassi tassi di interesse che stanno spingendo tanti a riservare parte del proprio capitale per eventuali necessità.

Intermediazione creditizia, incontro tra Federpromm e OAM: un AEC per rivedere il monomandato

Federpromm-Uiltucs riprende il confronto con l’OAM sui temi che coinvolgono tutto il settore dell’intermediazione creditizia e finanziaria con annessi operatori: agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi.

A seguito della richiesta avanzata da Federpromm-Uiltucs, si è svolto un incontro-confronto in modalità remoto con il presidente Antonio Catricalà e il direttore generale Federico Luchetti dell’OAM (Organismo degli agenti e mediatori creditizi) sui vari temi che coinvolgono direttamente, in questa difficilissima fase, lo svolgimento delle attività degli operatori del settore dell’Intermediazione creditizia.

Una delle questioni di rilievo riguarda, nello specifico, le modalità  di applicazione della sentenza della CGUE per il caso “Lexitor” (decisione n. C-383/18), che ha comportato l’esigenza di immediata chiarezza nei rapporti tra clientela e intermediari nell’ambito dell’attività di concessione di credito ai consumatori. In particolare, sulla scorta della sentenza della Corte di Giustizia Europea, sono sorte alcune importanti conseguenze operative in merito alla rimborsabilità di tutti i costi e oneri commissionali nei casi di estinzione anticipata del finanziamento da parte del consumatore, ivi compresi anche i costi c.d. di up front (le commissioni una tantum). Infatti, la sentenza ha segnato il superamento di qualunque distinzione tra costi “up front” e costi “recurring” (ricorrenti), prevedendo il diritto del consumatore al rimborso di tutti i costi.

Durante l’incontro FederprommOAM,  è stato rimarcato come alcuni tribunali, come quelli di Milano e Torino, abbiano applicato in modo sistematico la decisione della Corte di Giustizia, influenzandone il suo orientamento nel contesto italiano, nel rispetto del principio di prevalenza del diritto comunitario su quello dei singoli paesi in caso di norme contrastanti. E’ stata tuttavia condivisa l’ipotesi della necessità di un ricorso in sede europea da parte dello Stato italiano per rivedere nel merito le decisioni legate al recepimento di tale sentenza, attualmente applicate in maniera integrale – senza alcun criterio di armonizzazione – nel modello normativo e regolamentare del nostro Paese. 

Un apprezzamento, inoltre, è stato espresso  per le decisioni dell’OAM circa la delibera assunta lo scorso 17 Dicembre dalla Presidenza e dagli Organi deliberanti della Fondazione Enasarco, grazie alla quale è stata accettata la richiesta corale avanzata da quasi tutte le  organizzazioni del settore per la riduzione della quota associativa nell’anno 2021, per via della grave crisi che tali operatori stanno vivendo.

Inoltre, per poter affrontare la riduzione delle provvigioni che sta creando notevoli problemi agli agenti e mediatori – causa anche l’applicazione avanzata del Fintech e del crowdfunding all’intera filiera del settore – è stato proposto di riconoscere, da parte del soggetto erogatore, un compenso forfettario minimo all’agente,  sotto il quale non sarà possibile scendere e che sarà subordinato alla durata effettiva del contratto inizialmente stipulato; ciò anche al fine di non creare quegli scompensi operativi generati dalla “distonia” interna all’organizzazione dei prodotti e servizi offerti, anche tramite i canali legati alla applicazione di tali tecnologie avanzate. 

Proprio in funzione di un riordino di carattere normativo e di adeguamento alla realtà del mercato, è emersa l’esigenza – come ha sottolineato Daniela Pascolini, responsabile del coordinamento del settore di Federpromm – di rivedere il vincolo del mono-mandato in capo agli agenti finanziari, apportando le modifiche alla regolamentazione dettata dal D.Lgs.n.141/2010; esigenza  ormai inderogabile in ordine ai cambiamenti in atto.

Anche Manlio Marucci (foto sopra), segretario Federpromm, ha affrontato in modo organico il problema del rapporto di natura contrattuale che lega l’Agente all’Intermediario creditizio, ed ha proposto – vista l’esigenza di dare un riconoscimento formale a tali operatori professionali per il ruolo sociale da questi ricoperti nella relazione “intermediario-cliente-agente” – di disciplinare il settore con un Accordo Economico Collettivo (AEC), che meglio regolamenti il profilo normativo, professionale, economico e previdenziale degli agenti.

Easy Corporate, gli strumenti di Consultique per la consulenza finanziaria aziendale

Quello aziendale e quello della Consulenza Finanziaria, fino a qualche anno fa, sembravano due mondi senza alcun punto di contatto: banche tradizionali da una parte, e banche-reti dall’altra. Non così il mondo dei  consulenti finanziari indipendenti, che da più tempo lavorano a fianco degli imprenditori, sviluppando specifiche competenze.

Negli ultimi anni, anche nel mondo della consulenza finanziaria, si è fatto strada il desiderio di adattare sempre più l’offerta di servizio al mondo delle imprese – ed in particolar modo all’imprenditore come capofamiglia – allo scopo di aprire nuovi mercati e opportunità di gestione del risparmio prima di allora riservate quasi esclusivamente alle banche tradizionali. L’impresa, infatti, necessita di una serie di interventi (credito e servizi di pagamento/incasso, soprattutto, ma non solo) che fanno parte del core business degli istituti di credito e che, generalmente, non sono alla portata dei consulenti finanziari, i quali invece desiderano acquisire in gestione gli attivi della famiglia dell’imprenditore non riconducibili all’attività d’impresa

Luca Mainò (Consultique)

Quello aziendale e quello strettamente finanziario, pertanto, sembravano due mondi senza alcun punto di contatto: imprese (e banche tradizionali) da una parte, e consulenti finanziari (e banche-reti) dall’altra. Non così il mondo dei consulenti finanziari indipendenti, che rispetto ai professionisti non autonomi (quelli con mandato) hanno cominciato a lavorare a fianco degli imprenditori già da una ventina d’anni, spesso in team con avvocati e commercialisti, sviluppando specifiche competenze anche di matrice tipicamente aziendale. Consultique, per esempio, già dal 2000 presta consulenza ad imprenditori, artigiani e commercianti. Ai servizi tradizionali di gestione del patrimonio, l’azienda veronese guidata da Luca Mainò ha aggiunto nel tempo servizi mirati che, da un lato, permettono al consulente di aiutare in maniera tangibile le imprese impreparate ad occuparsi adeguatamente dei rapporti con gli istituti di credito e, dall’altro, consentono all’utente finale – l’imprenditore – di costruire un metodo efficiente, per esempio, sui seguenti temi:

– come valutare efficienza e solidità delle banche e metterle in competizione tra loro;

– come aumentare il potere contrattuale delle imprese e migliorare le loro condizioni bancarie;

– come rendere efficiente la gestione della liquidità aziendale e utilizzare i fidi in maniera intelligente;

– come organizzare il piano welfare.

Questi appena elencati sono solo alcuni dei temi che ogni giorno un imprenditore deve affrontare, spesso senza avere le informazioni per trovare le risposte. Per trasferire queste competenze esclusive ai consulenti finanziari che lavorano a fianco delle aziende (c.d. consulenti finanziari corporate), Consultique ha creato “Easy Corporate”, un percorso composto da 12 ore di webinar operativi, due software unici ed un team di esperti con i quali interagire via telefono e e-mail.

Il metodo acquisito tramite questo sistema di formazione permette al professionista che presta consulenza all’imprenditore di poter costruire analisi chiare e specifiche sulle reali necessità finanziarie del cliente-azienda, fidelizzando il cliente-imprenditore

OBIETTIVI E FINALITÀ – Le finalità sono quelle di trasferire alle PMI il know-how in termini sia teorici che pratici: gestire efficacemente le posizioni bancarie delle aziende, affrontare le crisi d’impresa, gestire le trattative bancarie per migliorare le condizioni contrattuali del credito, pianificare il welfare e la previdenza in azienda.

COSA COMPRENDE IL SERVIZIO “Easy Corporate” – Un software completo per il calcolo del merito creditizio, degli indicatori della crisi d’impresa e l’analisi della centrale rischi; contrattualistica e documenti utili per la consulenza; supporto su casi pratici, pre-analisi gratuite su finanziamenti, conti correnti, fideiussioni e derivati; webinar relativi a metodologie e contenuti della consulenza indipendente corporate.

A CHI SI RIVOLGE – Il servizio può essere acquistato da consulenti finanziari e professionisti che vogliono dare valore aggiunto alla propria consulenza.

COME PARTECIPARE? Per adesioni e informazioni scrivere a formazione@consultique.com

Mutui in Italia e in Sicilia nei primi due trimestri del 2020. Giù i volumi, ma la ripresa è già iniziata

Dai dati dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa relativi al primo semestre e da quelli di Crif riguardanti il secondo, è scaturita una analisi dettagliata sull’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio siciliano nel primo semestre 2020.

Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, in un’analisi che fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie  aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Giugno 2020, c’è stata una forte contrazione del mercato dei mutui nel primo trimestre per via del lockdown, ma i dati di Crif relativi al secondo mostrano una crescita del 4,8% del numero di italiani che hanno attivo un contratto di mutuo nell’intero semestre.

Pertanto, c’è abbastanza fiducia sulla ripresa dei volumi, che si prevede essere già in corso. Inoltre, i dati Crif mostrano la rata media mensile in calo del 3,2%: se nei primi sei mesi del 2019 la rata media era pari a 362 euro, ora si attesta su 333 euro.

ITALIA – Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.345,5 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +10,0%, per un controvalore di 1.122,9 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza del quarto trimestre 2019 (quando la variazione è stata pari a +9,2%), mentre il terzo trimestre 2019 aveva fatto segnare una variazione del -10,1%.

Gli ultimi dodici mesi si sono chiusi con 50.017,2 milioni di euro erogati, con una variazione pari a -1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

SICILIA – Le famiglie siciliane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 511,5 milioni di euro, che collocano la regione al 9° posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 4,14%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +4,5%, per un controvalore di +22,1 milioni di euro.

Se si osserva l’andamento delle erogazioni sui 12 mesi, e si analizzano quindi i volumi da Aprile 2019 a Marzo 2020, la regione Sicilia mostra una variazione negativa pari a -4,7%, per un controvalore di -101,4 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 2.048,7 mln di euro, volumi che rappresentano il 4,10% del totale nazionale.

PROVINCE DELLA SICILIA – Nel primo trimestre 2020 le province della Sicilia hanno evidenziato il seguente andamento. La provincia di Agrigento ha erogato volumi per 19,3 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +2,5%. Nell’ultimo anno, invece, sono stati erogati 81,4 mln di euro, pari a -1,7%. La provincia di Caltanissetta sono stati erogati volumi per 17,2 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +8,0%. Nei precedenti dodici mesi sono stati erogati 64,7 mln di euro (-7,8%). La provincia di Catania ha erogato volumi per 134,6 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +3,0%.

I dodici mesi appena trascorsi hanno evidenziato volumi per 548,5 mln di euro, corrispondenti a -8,2%. In provincia di Enna i volumi erogati sono stati 8,1 mln di euro, con una variazione pari a -8,4%. Quelli nei quattro trimestri considerati sono stati 32,5 mln di euro, (-14,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). In provincia di Messina sono stati erogati volumi per 60,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a +6,9%. Sommando i volumi dei precedenti quattro trimestri, i volumi sono stati 243,3 mln di euro e la variazione -3,7%.

La provincia di Palermo ha erogato volumi per 163,9 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +9,9%. Questi dodici mesi hanno evidenziato volumi per 650,6 mln di euro e una variazione pari a -1,0%.

La provincia di Ragusa ha erogato volumi per 31,4 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +8,1%. L’anno appena trascorso ha segnalato un totale di 123,6 mln di euro, con una variazione di -1,7%. In provincia di Siracusa sono stati erogati volumi per 42,9 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a -9,6%. I quattro trimestri passati, invece, hanno visto un totale 170,2 mln di euro (-10,3%). La provincia di Trapani ha erogato volumi per 33,8 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a +1,9% nel trimestre. Andando indietro di un anno sono stati erogati 133,9 mln di euro (-2,3% rispetto all’anno scorso).

IMPORTO MEDIO PER SINGOLO MUTUO – Nel primo trimestre 2020 in Sicilia si è registrato un importo medio di mutuo pari a 100.800 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 104.400 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa l’11% in meno rispetto al mutuatario medio italiano.

In conclusione, sembra chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus e dal conseguente lockdown decretato dal Governo e dalle Regioni nei mesi scorsi sono andati ad impattare sul mercato del credito alla famiglia. Una stima per il primo trimestre 2020 fa ipotizzare una perdita di volumi erogati sui mutui di 3,5/4,5 miliardi di euro; di contro la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa a condizioni veramente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento. Prima del blocco, infatti, la domanda di surroga era in forte aumento e tutto lascia presupporre il fatto che tale crescita non sia destinata ad esaurirsi ma che possa proseguire alla luce dell’interessante offerta bancaria.

Inoltre, le istituzioni europee hanno previsto ingenti piani di supporto alle economie dei Paesi dell’Eurozona, con importanti iniezioni di liquidità che dovrebbero supportare anche il mercato del credito.

Visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, pertanto, sul mercato immobiliare permangono interessanti opportunità, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi vuole comprare a titolo di investimento.

Enasarco Libera, lettera aperta ai ministeri vigilanti: inerzie e ritardi dei vostri dirigenti

“Agenti di commercio e consulenti finanziari pagano sulla loro pelle (e su quella delle loro famiglie) i ritardi e le inerzie dei dirigenti ben remunerati dei vostri ministeri…”

Gentili Ministri, siamo agenti di commercio e consulenti finanziari, partecipi della Lista Enasarco Libera, impegnati ogni giorno, come milioni di lavoratori, nello svolgimento di un’attività autonoma che si trova esposta da mesi alle conseguenze nefaste e funeste dell’emergenza Coronavirus. Un’emergenza che si è aggiunta in maniera devastante alla crisi strutturale e alle rapide e continue trasformazioni tecnologiche che investono i nostri settori.

Purtroppo, dobbiamo fare i conti, nello nostre sfide quotidiane, con una Pubblica Amministrazione e, più in generale, con un potere pubblico che ha finito per far aumentare  le difficoltà, le incertezze, gli ostacoli di chi, come noi, opera come lavoratore autonomo, sottoposto a una tassazione svantaggiosa, e privo di adeguate politiche di sostegno e di supporto al credito, alla formazione, alla strumentazione e quindi alla competitività.

Nonostante questo quadro non favorevole, la lista Enasarco Libera, unitamente alla UILTuCS, si è fatta promotrice presso l’attuale Consiglio di amministrazione della Fondazione di un’iniziativa per ottenere, in via del tutto straordinaria, delle anticipazioni su conti FIRR «nella misura lorda massima del 30% delle somme accantonate dall’agente presso il fondo FIRR», subordinatamente alla valutazione di sostenibilità economica e finanziaria della proposta.  La soluzione indicata prevede, nello specifico, che le anticipazioni saranno erogate nella misura del 10% nel più breve tempo possibile e comunque entro il 31 dicembre 2020. Mentre ulteriori due erogazioni, ognuna fino al massimo del 10%, potranno essere effettuate previa verifica di solvibilità e specifiche approvazioni con successive deliberazioni a cura del Consiglio di Amministrazione.

Ebbene, egregi Ministri, sappiate che dal 9 giugno si attende l’approvazione della determina, deliberata in Consiglio di amministrazione della Fondazione, da parte dei ministeri vigilanti, che peccano ancora una volta di mancanza di attenzione e tempestività, particolarmente grave in un momento di emergenza come quello attuale.

Non è ammissibile che, in presenza di una crisi drammatica economica e sociale come quella che viviamo, i dirigenti dei vostri ministeri agiscano con tale ritardo nella valutazione e approvazione di un atto che permette di garantire a migliaia di agenti di commercio e consulenti finanziari un minimo di ristoro con risorse che, per di più, sono il frutto di versamenti a favore degli stessi iscritti alla Cassa.

Ma i ritardi e le inadempienze non finiscono certo qui. Il Consiglio di amministrazione della Fondazione, con la delibera n. 59 del 10 giugno 2020, ha autorizzato lo stanziamento straordinario di natura assistenziale di una ulteriore somma di 16 milioni di euro per interventi e misure di assistenza e supporto per gli iscritti alla Cassa più in difficoltà. Ebbene, anche su questa iniziativa della Fondazione si attende il provvedimento autorizzativo dei ministeri vigilanti. Anche su questa iniziativa, insomma, si è accumulato un ritardo intollerabile a danno di una categoria che vive sulla propria pelle un grave disagio economico.

Gentili Ministri, a questo punto riteniamo urgente che prendiate in mano voi direttamente le questioni che abbiamo denunciato.

Ma l’occasione torna propizia e utile per sottolineare come queste nostre proposte siano coerenti con la visione del welfare che riteniamo opportuno debba essere assicurato dalla Fondazione Enasarco. Un welfare a supporto dell’attività lavorativa, perché deve essere chiaro anche ai ministeri vigilanti e alla politica che senza il lavoro e senza redditi adeguati è inutile parlare di sostenibilità previdenziale.

Per questo il secondo pilastro previdenziale Enasarco deve essere più flessibile e venire incontro ai bisogni di vite lavorative sempre più lunghe ed incerte.

Per questo la “nostra” Fondazione Enasarco dovrà essere in grado di assicurare un welfare attivo e adeguato al nuovo contesto economico e sociale.

E, dunque, nella nuova consiliatura che verrà scelta dagli iscritti nelle elezioni di queste settimane, una volta eletti, lavoreremo per far partire anche i seguenti servizi:

  • aumento del credito in favore degli iscritti alla Fondazione;
  • aumento del sostegno all’acquisto della strumentazione (auto, computer, etc.);
  • previsione di contributi per la formazione e l’aggiornamento professionale;
  • attivazione della sanità integrativa;
  • mobilitazione politica per misure fiscali in favore della platea degli iscritti alla Fondazione.

L’iscrizione alla Fondazione Enasarco, insomma, non deve costituire uno svantaggio competitivo, un maggior costo, ma diventare il volano, la leva, lo strumento per un sostegno più efficace e per servizi più efficienti.

Mercato immobiliare. Nonostante la pandemia, gli italiani continuano a voler acquistare casa

Sul mercato immobiliare si attende un andamento differente a seconda del territorio regionale di riferimento, e laddove si dovessero manifestare fragilità economiche in alcune aree, il trend potrebbe risentirne per via della maggiore difficoltà di accesso al credito riscontrabile in questo periodo.

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa – che ha monitorato il mercato durante tutto il periodo di lockdown – il trend di mercato dimostra come neanche il Covid è riuscito a scalfire la volontà degli italiani di acquistare casa, volontà venuta meno, per una certa fascia di occupati, solo con l’arrivo della cassa integrazione e con la conseguente incertezza del mantenimento del posto di lavoro.

Pertanto, gli effetti della pandemia saranno più evidenti nella seconda parte del 2020, quando si vedrà l’efficacia delle misure messe in atto dal Governo e dall’U.E. a sostegno dell’economia. In tal senso, Tecnocasa si attende un andamento di mercato differente a seconda del territorio di riferimento, e laddove si dovessero manifestare fragilità economiche in alcune regioni, il trend del mercato immobiliare potrebbe risentirne per via della maggiore difficoltà di accesso al credito.

I dati sulle compravendite dei primi tre mesi del 2020, registrate dall’Agenzia delle Entrate, hanno evidenziato un calo delle transazioni del 15,5%; una contrazione che, quasi certamente, ci porteremo fino alla fine dell’anno, che potrebbe chiudersi con circa 100 mila compravendite in meno rispetto al 2019. Tuttavia “c’è movimento”, e un certo dinamismo dovuto sia alle compravendite che erano rimaste in sospeso (e definite alla riapertura), sia alle nuove ricerche di case, come dimostrano anche i dati record registrati dal portale Tecnocasa.

Durante la pandemia c’è stata un’impennata di richieste di case con spazi esterni, dettata dal prolungato confinamento domestico, ma nei prossimi mesi il punto cruciale sarà l’accesso al credito, indispensabile per potersi permettere queste abitazioni. Il mercato dei mutui decisamente favorevole consente di tentare l’acquisto migliorativo, ma bisognerà fare i conti con l’atteggiamento degli istituti di credito, che pur propensi ad erogare si muoveranno con maggiore prudenza.

Dopo il lockdown, si stanno muovendo  prevalentemente persone alla ricerca della prima casa o della soluzione migliorativa, e si evidenzia una contrazione degli acquisti per investimento. Gli investitori, infatti, indirizzati verso gli affitti brevi nelle grandi città, si sono fermati. Si stanno però attivando piccoli risparmiatori che considerano il “mattone” ancora una valida modalità di impiego del capitale, meno volatile di altre forme di investimento.

Dal lato dei prezzi, si evidenzia una certa rigidità da parte dei proprietari, poco propensi a ribassarli (tranne nei casi in cui si ha necessità ed urgenza di vendere). La tendenza è quella di una certa stabilità delle quotazioni in alcune grandi città (tra queste Milano e Bologna, che prima del lockdown erano in forte crescita), ed un probabile ribasso nelle città più piccole, che ancora non erano uscite dalla crisi immobiliare ed i cui prezzi erano in discesa. Al momento, sembrano soffrire maggiormente i centri storici delle metropoli che prima attiravano soprattutto gli investitori.

Si evidenziano aspettative diverse a seconda delle tipologie: potrebbero rivalutarsi gli immobili con spazi esterni, soprattutto nelle zone che ne sono carenti, e deprezzarsi le soluzioni con difetti da sanare. Le quotazioni terranno, e ci aspetta la tenuta dei valori per i quartieri che hanno una maggiore concentrazione di servizi e di negozi di vicinato così come di quelle zone periferiche e dell’hinterland in grado di offrire soluzioni indipendenti a prezzi più accessibili. Anche il segmento del prestigio sembra tenere

Sembrano esserci, invece, segnali di ribasso sui canoni di locazione in seguito all’incremento dell’offerta di immobili che, soprattutto nelle grandi città, sta calmierando la crescita delle richieste mensili. Attualmente, molti immobili con destinazione turistica sono stati immessi sul canale residenziale con contratti transitori, in attesa dei dati sulle presenze turistiche. Ma sarà interessante capire come si muoveranno gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede (la cui domanda è venuta meno nel lockdown). Resta l’incognita della domanda di locazione da parte dei trasfertisti, che dipenderà dalla modalità in cui si svolgeranno le lezioni universitarie e dal prolungamento dello smart working. Altro aspetto da valutare sarà un possibile aumento della domanda da parte di chi non dovesse più essere in grado di accedere al credito per le peggiorate condizioni economiche. 

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Il segmento delle case vacanza è stato colpito in pieno dalla pandemia, proprio in un periodo fondamentale (Marzo e Aprile), e cioè quello in cui chi cerca la casa vacanza inizia a guardarsi intorno. L’impossibilità di spostarsi, infatti, non ha consentito di fare ciò. Gradualmente, con l’allentamento delle restrizioni relative agli spostamenti sul territorio e la definizione delle linee guida sui distanziamenti da tenere nelle località balneari, si sono iniziati a vedere i primi sold out in diverse località di mare e montagna. Quest’anno, infatti, tanti italiani sceglieranno di trascorrere le vacanze nel Belpaese. Sembrerebbe in recupero anche l’acquisto delle case vacanza, il cui destino è legato alla solidità economica e alla propensione al risparmio. 

In definitiva, il mercato ha voglia di ripartire, ma deve fare i conti con un quadro macroeconomico ancora molto incerto, che richiede un costante aggiornamento e rende difficile ogni previsione.