Giugno 7, 2026
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Ethenea, elezioni USA e strategie di investimento: conta più il distacco tra candidati che il nome del vincitore

Una chiara vittoria di Biden con maggioranza democratica sia alla Camera sia al Senato favorirebbe l’approvazione di un nuovo pacchetto di stimoli e avrebbe effetti positivi sui mercati azionari. Una vittoria di Trump, ma con il Congresso diviso, aumenterebbe l’incertezza sulle misure di stimolo fiscale e potrebbe influenzare negativamente la Borsa nel breve termine. 

“Fare previsioni sulle imminenti elezioni americane è difficile e rischioso, ma è possibile analizzare i probabili scenari e adeguare di conseguenza le scelte di investimento”, spiega Andrea Siviero, Investment Strategist di Ethenea Independent Investors. “Negli ultimi decenni abbiamo osservato che l’avvicendamento delle amministrazioni americane può avere un impatto sui mercati nel breve termine – nota Siviero – ma generalmente non incide sul funzionamento né sulla performance dell’economia statunitense. Il principale driver dei prezzi degli asset Usa è sempre stata la politica monetaria.

Dollaro poco sensibile al voto – A medio termine, è più importante il distacco tra i candidati che il nome del vincitore. Una chiara vittoria di Biden, accompagnata da una maggioranza democratica sia alla Camera sia al Senato, la cosiddetta “Onda blu”, aumenterebbe le possibilità di una rapida approvazione di un nuovo pacchetto di stimoli, con effetti positivi per i mercati azionari e per altre attività di rischio, come il credito alle imprese e le obbligazioni high yield. E comporterebbe anche una maggiore prospettiva di deficit e, di conseguenza, un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato Usa. Tuttavia, nel medio termine il piano di Biden di aumentare le imposte sulle società e di attuare severe misure antitrust e norme più radicali avrebbe probabilmente un impatto negativo sull’economia e sui mercati azionari.

Dall’altra parte, una vittoria di Trump, ma con il Congresso diviso, avrebbe probabilmente scarse ripercussioni sui mercati, anche se l’incertezza sulle ulteriori misure di stimolo fiscale potrebbe influenzare negativamente la Borsa nel breve termine. Mentre con l’andare del tempo, potrebbe proseguire il clima sostanzialmente favorevole al sistema delle imprese, con ulteriori tagli fiscali in cantiere, e anche al mercato azionario. Bisogna temer conto però di un possibile aumento degli attriti commerciali con la Cina e con l’Unione Europea, in uno scenario non positivo per l’economia globale.

Per quanto riguarda il dollaro, è probabile che i maggiori effetti sul cambio verranno dalla pandemia da Coronavirus e dalla politica economica globale, piuttosto che dall’esito delle elezioni presidenziali. Le ultime settimane hanno comunque dimostrato che il dollaro rimane uno dei beni rifugio più rilevanti in tempi di crisi e di incertezza.

Per prepararsi ad affrontare questo contesto di grande incertezza, Ethenea ha individuato tre strategie di investimento per posizionare i portafogli in vista delle elezioni americane: una strategia difensiva, una strategia bilanciata a breve medio termine e una terza strategia bilanciata a medio lungo termine.

Strategia difensiva – La strategia più prudente è quella implementata dal fondo Ethna-DEFENSIV, che è attualmente posizionato in modo conservativo e, per tutto il periodo che precede le elezioni Usa, non si è esposto all’investimento azionario. Il portafoglio obbligazionario rappresenta l’85% del portafoglio totale e si concentra su obbligazioni societarie. Il portafoglio è disegnato con una quota di investimento in oro e posizioni valutarie in franchi svizzeri e yen giapponesi, che hanno lo scopo di contribuire a stabilizzare il fondo in caso di scenario negativo, e cioè quello in cui i risultati elettorali venissero contestati in tribunale.

Andrea Siviero

Strategia bilanciata a breve-medio termine – Data la varietà dei possibili esiti elettorali, è opportuno abbassare il livello di rischio per poter intervenire con flessibilità quando le condizioni lo permettono. Questa è la strategia adottata per il fondo Ethna-AKTIV, allo scopo di utilizzare le “battute d’arresto” del mercato per approfittare dei livelli di entrata più interessanti e per incrementare la quota in azioni, eventualmente facendo acquisti in un contesto di mercato in crescita. Le posizioni in valuta e in oro, anche in questo caso, hanno una funzione stabilizzatrice prima delle elezioni.

Strategia bilanciata di medio-lungo termine – Dal momento che gli effetti a lungo termine delle elezioni saranno relativamente limitati, è possibile disegnare un’asset allocation strategica indipendente dal risultato elettorale. Questa è la strategia adottata con il fondo l’Ethna-DYNAMISCH, nel quale la selezione dei singoli titoli avviene ponendo attenzione ai fondamentali delle aziende, riducendo al minimo la possibile influenza di decisioni politiche ed evitando così di essere costretti ad un adeguamento immediato. Le imminenti elezioni sono solo uno dei tanti fattori che influenzeranno il processo decisionale a breve termine, ma finora non ci sono state grandi evidenze che abbiano richiesto un adeguamento dell’attuale posizionamento di medio lungo periodo.

Ethenea, con i green bond “gemelli” la Germania risparmia 25 milioni l’anno sugli interessi

Con l’introduzione dei green bond governativi, la Germania ha avviato la politica dei titoli gemelli, con sconto sugli interessi rispetto ai titoli sovrani. Grazie alla domanda del mercato pari a 5 volte l’offerta, il governo tedesco risparmierà 2,5 milioni di euro all’anno per i prossimi 10 anni 

La politica dei titoli gemelli prevede la possibilità, per l’acquirente, di scambiare in qualsiasi momento il suo green bond con il gemello tradizionale. Tuttavia, saranno in pochi a farlo, poiché si può presumere che il gemello green avrà sempre un valore più alto del suo corrispettivo tradizionale. Quest’ultimo, a sua volta, dovrebbe essere leggermente più liquido, a causa del volume di emissione più elevato: un piccolo svantaggio per il green bond che viene però compensato dall’opzione di scambio.

Con l’introduzione dei green bond governativi, la Germania ha avviato la sua politica dei titoli gemelli. Infatti, il green bond a 10 anni ha esattamente la stessa scadenza e la stessa cedola dell’obbligazione sovrana ordinaria a 10 anni: entrambe scadranno il 15 agosto 2030 e hanno una cedola dello 0%. Tuttavia, una differenza esiste, visto che al momento dell’emissione il green bond tedesco offriva un rendimento negativo del -0,46%, leggermente inferiore al -0,45% del bond convenzionale. “In altri termini”, spiega Volker Schmidt, Senior portfolio manager ed esperto obbligazionario di Ethenea Independent Investors Sa, “questo è esattamente l’importo a cui gli investitori sono disposti a rinunciare per sostenere gli obiettivi di protezione del clima della Germania”.

Volker Schimdt

“Sulla base del volume di emissione iniziale di green bond pari a 6,5 miliardi di euro, e con un rendimento che oggi è inferiore di due punti base rispetto ai titoli governativi convenzionali, il Governo tedesco risparmierà 650mila euro all’anno per i prossimi 10 anni”, aggiunge Schmidt. “Se ipotizziamo che il Governo tedesco possa emettere un totale di 50 miliardi di euro in obbligazioni verdi e che lo sconto sui tassi di interesse possa salire a cinque punti base, il risparmio in termini di interessi per il Governo tedesco salirebbe a 25 milioni di euro l’anno”.

Entro la fine del 2020, il governo tedesco prevede di collocare presso gli investitori un totale di 11 miliardi di euro in obbligazioni verdi ed emetterà quindi un green bond quinquennale nell’ultimo trimestre dell’anno, con un differenziale di rendimento, rispetto ai governativi classici, che potrebbe collocarsi ancora tra 1 e 2 punti base. È probabile inoltre che lo sconto di rendimento tra uno a due punti base visto finora rappresenti soltanto l’inizio, data la domanda elevata di investimenti green.

Il Governo tedesco si è confrontato con una domanda di 33 miliardi di euro per il suo primo green bond, quindi non stupirebbe se lo sconto si allargasse rapidamente verso i cinque punti base. Ora sarà interessante vedere quali sconti gli investitori sono disposti ad accettare a lungo termine nel momento in cui investono in titoli sovrani green.

Ethenea, Volker Schmidt: Gran Bretagna verso il punto di non ritorno?

Gli errori di Johnson nel fronteggiare la pandemia più dannosi della Brexit. La Bank of England potrebbe essere costretta a tagliare i tassi fino a -0,5% in caso di hard Brexit.

“Nel secondo trimestre dell’anno, la produzione economica della Gran Bretagna è caduta del 20,4% rispetto al trimestre precedente, ben al di sotto della media dell’Eurozona, dove il calo si è fermato al 12,1%. Una differenza che, a nostro parere, è chiaramente dovuta a una gestione sbagliata nel contenimento del Coronavirus e non al risultato dei negoziati sulla Brexit, che pure appaiono in stallo”, spiega Volker Schmidt, Senior Portfolio Manager Ethenea.

Prima della crisi pandemica, il Regno Unito appariva stabile quanto la Germania: economia in buona forma, dati solidi, crescita sostenuta, basso livello di nuovo debito. Tuttavia la pandemia o, meglio, la risposta inadeguata adottata dal governo ha cambiato drasticamente la situazione. L’amministrazione britannica ha impiegato troppo tempo a prendere misure efficaci e la riapertura dell’economia è stata troppo lenta. E mentre molti paesi della zona euro hanno riacquistato un certo slancio economico, la Gran Bretagna si trova in ritardo e, a causa del massiccio aumento di nuove infezioni, rischia di dover nuovamente tenere a freno l’economia prima di ripartire davvero.

La Bank of England costretta ai tassi negativi? Inoltre, in due occasioni nel mese di marzo 2020, la Banca Centrale d’Inghilterra ha ridotto il tasso base dallo 0,75% allo 0,1%. Benché comprensibili, queste misure hanno però eroso le risorse della Banca centrale in vista di possibili interventi sui tassi di interesse per frenare gli effetti negativi della Brexit. Sulla scia di questi tagli dei tassi e delle incertezze sulla Brexit, il Regno Unito ha emesso per la prima volta obbligazioni a rendimento negativo a 6 mesi: “Noi, insieme a molti altri osservatori di mercato, prevediamo che il tasso di base possa scendere ulteriormente in territorio negativo”, aggiunge Schmidt, “e potrebbe anche arrivare rapidamente a -0,5% in caso di hard Brexit”.

Oltre a questo, l’aumento del tasso di disoccupazione, in particolare nei settori della vendita al dettaglio e dell’intrattenimento, e vincoli più severi per l’erogazione dei mutui immobiliari, sono segnali chiari del fatto che l’economia del Regno Unito sta già vivendo una situazione problematica. La crisi da Coronavirus ha ridotto in modo significativo sia il margine di manovra della banca centrale sia la capacità di agire del governo. Se da un lato governo e banca centrale sono già in allarme e le possibili misure di sostegno dovrebbe incontrare poca resistenza, dall’altro lato è lecito chiedersi se queste misure non avranno un effetto troppo limitato nel contesto di una pandemia continuativa. Del resto, quella del Regno Unito è stata una delle economie sviluppate colpite più duramente dalla pandemia, con una caduta del PIL di quasi il 22% nella prima metà del 2020, molto più pronunciata rispetto ad altri Paesi per via del fatto che il lockdown è partito più tardi, ma è durato più a lungo che nel resto d’Europa a causa di un rallentamento meno rapido dei casi.

Volker Schmidt

La pandemia sarà il capro espiatorio dell’amministrazione Johnson? “Il lockdown e il conseguente collasso economico nell’Ue e nel Regno Unito probabilmente non cambieranno le prospettive per i negoziati sulla Brexit. Si può certamente sostenere che la difficile situazione economica dovrebbe spingere i negoziatori a raggiungere un accordo amichevole, tuttavia questa situazione offre ai responsabili politici del Regno Unito l’opportunità di attribuire il fallimento dei negoziati sulla Brexit alla crisi del Coronavirus. Chi potrebbe provare il contrario?”, fa notare Schmidt.

La Gran Bretagna partiva da una posizione migliore della media per far fronte alla pandemia, ma il vantaggio è stato sprecato con noncuranza. Se poi dovesse aggiungersi una Brexit dura (o più dura), ne risulterebbe una combinazione esplosiva, con conseguenze economiche e politiche difficili da prevedere. Ciò che è chiaro è che la Gran Bretagna perderà terreno, in particolare rispetto all’Ue. Fin dall’inizio, molti hanno giudicato un errore storico la decisione di uscire dall’Unione Europea. Oggi, la pandemia, le politiche fallimentari dell’amministrazione Johnson e la Brexit potrebbero rappresentare una battuta d’arresto irreversibile per la Gran Bretagna.

Blümke, Ethenea: dalle elezioni Usa nessun impatto sui mercati a lungo termine

La volatilità della fase elettorale USA suggerisce di adeguare i portafogli in modo anticiclico. È presto per capire dove andrà il dollaro, mentre l’oro tornerà a salire.

“Come quattro anni fa, i sondaggi sulle elezioni presidenziali americane indicano di nuovo un risultato incerto. Se dovesse essere rieletto il presidente Donald Trump, questa volta le sue politiche, per quanto imprevedibili, non sarebbero più una sorpresa. Se tuttavia a vincere le elezioni dovesse essere l’avversario democratico Joe Biden, c’è motivo di credere che non solo saranno revocate parti della riforma fiscale di Trump, ma che inevitabilmente vi sarà l’introduzione di nuove regolamentazioni”, spiega Michael Blümke, portfolio manager del fondo Ethna-Aktiv di Ethenea.

“Questi fattori, insieme all’incertezza generale che circonda il tema della nuova presidenza, suggeriscono che una rielezione di Trump potrebbe avere un impatto più positivo che negativo sui mercati dei capitali, almeno nel breve termine. Tuttavia, a nostro avviso, il risultato delle elezioni non avrà un impatto importante sui mercati nel lungo termine“.

Nelle prossime settimane, sarà importante essere preparati alla fase critica della campagna elettorale, con la maggiore volatilità che ne deriverà. Pertanto, è opportuno adeguare i portafogli in modo leggermente anticiclico, così che eventuali battute d’arresto temporanee nei mercati possano essere utilizzate per acquisizioni piuttosto che per disinvestimenti. Inoltre, è consigliabile astenersi dal riposizionare i portafogli rispetto al dollaro fino a quando non saranno noti i risultati delle elezioni. Guardando al futuro, ci sono in effetti argomenti sia a favore che contro lo sviluppo del dollaro. Mentre la combinazione del disavanzo e, soprattutto, della maggiore portata delle misure di quantitatve easing costituiscono argomenti contro il dollaro, a favorire quest’ultimo nel futuro saranno il vantaggio relativo degli Stati Uniti in termini di crescita e il ritorno quasi certo del rischio politico in Europa. Al momento, tuttavia, il vento contrario è ancora troppo forte, quindi è opportuno attendere gli sviluppi futuri.

Guardando ai mercati, non ci aspettiamo che le turbolenze degli ultimi sei mesi, in termini positivi o negativi, continuino. Tuttavia, resta il fatto che nell’attuale contesto le banche centrali e i governi faranno tutto il possibile per stimolare la crescita economica. Con questo in mente, c’è più ottimismo rispetto a tre mesi fa. Naturalmente, non è un segreto che i maggiori guadagni proverranno dalle azioni, qualora si concretizzasse uno scenario con dati di crescita migliori. Anche in uno scenario positivo, c’è solo una probabilità limitata di aumenti sostenuti dei tassi di interesse.

“Questo è il motivo per cui, in linea con il nostro concetto multi-asset, sovrappesiamo attualmente le azioni, ma continuiamo a mantenere una posizione neutra nelle obbligazioni societarie, che – grazie all’aggiunta di alcune interessanti obbligazioni ad alto rendimento – genera ancora un ritorno positivo”, conclude Blümke. “Riguardo all’oro, sebbene si stia attualmente consolidando dopo un rally significativo, prevediamo che i suoi prezzi continueranno a salire nel lungo termine. Attualmente, nel nostro fondo Ethna-AKTIV abbiamo ridotto l’allocazione in oro al 5%, ma siamo pronti ad aumentarla nuovamente fino al 10%”.

Andrea Siviero dalla Banca Centrale Svizzera nel team di Ethenea Independent Investors

Nuovo ingresso nel team di gestione di Ethenea Independent Investors. Andrea Siviero a capo della squadra che si occupa della visione macroeconomica e membro del Comitato per gli investimenti.

Andrea Siviero è il nuovo investment strategist della società di gestione internazionale Ethenea Independent Investors, società d’investimento indipendente con sede in Lussemburgo.

Siviero, che lascia la Banca Nazionale Svizzera, è un esperto di macroeconomia e sistemi monetari internazionali e nel suo nuovo ruolo sarà responsabile dello sviluppo della visione macroeconomica di Ethenea e membro del Comitato per gli investimenti della società.

“Andrea è un’autorità indiscussa nel suo campo e siamo orgogliosi che sia entrato a far parte del nostro team di gestione”, sottolinea Thomas Bernard, Amministratore delegato e membro del consiglio di amministrazione di Ethenea. “In Ethenea, il lavoro di squadra ha un ruolo centrale: con la sua competenza e la sua vasta esperienza internazionale, Andrea darà un contributo prezioso alla gestione dei fondi Ethna e offrirà un valore aggiunto fondamentale al nostro team“.

Andrea Siviero, svizzero, parla quattro lingue tra cui l’italiano, si è laureato in Economia politica e in Gestione aziendale all’Università di Neuchâtel, in Svizzera, e ha un dottorato in Economia. Prima di entrare in Ethenea, è stato Direttore della Cooperazione monetaria internazionale presso la Banca Nazionale Svizzera.

Andrea Siviero

Durante la sua carriera, ha ricoperto diverse posizioni di alto livello, tra cui quelle di senior economist presso il Fondo Monetario Internazionale a Washington e di Responsabile dell’analisi del mercato finanziario presso il Dipartimento federale delle finanze a Berna. In questi ruoli, ha rappresentato la Svizzera in varie istituzioni finanziarie internazionali e ha partecipato a negoziati internazionali. Siviero è anche docente di Economia e sistemi monetari internazionali presso l’Università di Neuchâtel.

Ethenea è una società d’investimento indipendente con sede in Lussemburgo. Gli Ethna Funds, gestiti da Ethenea Independent Investors, sono fondi d’investimento conservativi, che perseguono una performance continuativa e la minimizzazione del rischio.

Il team di Portfolio Management Ethenea gestisce attivamente un patrimonio di 3,45 miliardi di euro, distribuito su tre fondi: Ethna-DEFENSIV, Ethna-AKTIV e Ethna.

 

Ethenea Independent Investors festeggia il suo decimo anniversario. “La flessibilità è essenziale”

I gestori Luca Pesarini e Arnoldo Valsangiacomo hanno fondato la società di investimento indipendente nel settembre 2010 al fine di gestire in modo ottimale i tre fondi Ethenea già esistenti dal 2002.

10 settembre 2020 – Ethenea ha oggi sede in Lussemburgo e gestisce attivamente un patrimonio di 3,45 miliardi di euro. ETHENEA è una società d’investimento indipendente con sede in Lussemburgo. Gli Ethna Funds, gestiti da ETHENEA Independent Investors S.A., sono fondi d’investimento conservativi, che perseguono una performance continuativa e la minimizzazione del rischio.

Sono passati 18 anni da quando Pesarini e Valsangiacomo hanno lanciato il loro primo fondo comune: l’Ethna-Aktiv. “Quando abbiamo fondato l’Ethna-Aktiv, nel 2002, sui mercati c’era uno stato d’animo di enorme sconvolgimento dopo l’11 settembre e lo scoppio della bolla delle dotcom“, ricorda Pesarini. “A quel tempo, i fondi multi-asset erano a malapena rappresentati e proprio lì abbiamo visto la nostra opportunità“.

Lo scopo del fondo è quello di preservare il capitale affidato ai gestori di portafoglio e di aumentarlo costantemente nel lungo termine con i minori rischi e volatilità possibili. Questo approccio si è rapidamente dimostrato di successo tanto che Pesarini e Valsangiacomo hanno lanciato i fondi Ethna-Defensiv nel 2007 ed Ethna-Dynamisch nel 2009, utilizzando gli stessi principi. Un anno dopo, hanno fondato la società Ethenea per concentrarsi esclusivamente sulla gestione dei tre fondi.

Da allora l’azienda è cresciuta insieme al successo dei fondi. Un team di esperti gestisce i tre fondi insieme ai due fondatori, che sono tuttora gestori attivi in Ethenea. Nonostante la loro diversa focalizzazione in termini di asset class e profili di rischio, tutti i fondi Ethenea hanno un elemento in comune: nel loro DNA c’è un approccio multi-asset gestito in modo attivo e flessibile, indipendente da benchmark.

Guardando al futuro, i fondatori sono convinti che il loro approccio iniziale sia valido oggi come lo era il primo giorno. “Siamo grati per la fiducia che i nostri investitori hanno riposto in noi e orgogliosi dei progressi che abbiamo fatto insieme a loro“, afferma Arnoldo Valsangiacomo. “Vogliamo continuare ad aiutare i nostri clienti a raggiungere i loro obiettivi di investimento e guardare avanti per i prossimi anni”. “Il nostro mondo è in continuo movimento. Cambiano i mercati, i prodotti e le opinioni. Per stare al passo è importante continuare a muoversi e la flessibilità è essenziale”, afferma Luca Pesarini. Entrambi i gestori si sono sempre contraddistinti per la volontà di esplorare nuovi percorsi e affrontare nuove sfide in modo innovativo”.