Aprile 22, 2026
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Acquistare un’auto d’epoca è un buon investimento? Alcuni esempi nella fascia di prezzo da 6.000 a 15.000 euro

Sebbene le auto classiche siano aumentate di valore nel lungo periodo, investire in un motore d’epoca non garantisce sempre un guadagno nel breve periodo. Mai procedere “a naso”.

Milioni di persone sono follemente innamorate della loro vecchia auto classica, e alcuni collezionisti pagherebbero una fortuna per una Ferrari F40 in condizioni ottimali. Ma i pezzi da collezione più preziosi non sono alla portata di tutti; infatti, il mercato è costituito per lo più da auto classiche che altro non erano che le vecchie macchine di ieri tenute bene dai pochi proprietari (a volte, da uno solo di essi).

Quel vecchio secchio di ruggine che oggi raccoglie polvere e ragnatele sotto una tettoia in campagna, tra 30 anni potrebbe valere un bel po’ di denaro, se nel frattempo non è andato in pezzi!

C’è da dire che il mercato delle auto classiche è notoriamente instabile. I prezzi sono cominciati ad aumentare notevolmente alla fine degli anni ’80, quando per la prima volta una Ferrari F40 aveva raggiunto all’asta il prezzo di più di un milione di euro attuali, ma all’inizio degli anni ’90 il mercato è crollato, ed i prezzi sono scesi anche del 40% negli anni immediatamente successivi. Oggi, una Ferrari F40, solo se in ottime condizioni, ha ripreso e superato di poco quella quota (circa un milione di euro), ma ci sono voluti oltre 15 anni, durante i quali si è sviluppato un mercato fiorente di auto classiche appartenenti alle fasce di prezzo inferiori. Secondo la ricerca di una banca londinese, i prezzi delle auto classiche sono aumentati del 257% in 13 anni in UK (del 218% in UE), e alcune quotazioni di auto d’epoca sarebbero ora ai massimi e potrebbero non aumentare ulteriormente, ma scendere fisiologicamente.

Il problema con l’investimento in auto d’epoca è che non tutti i modelli sono uguali, e che la passione ed il mito prevalgono spesso sulle tipiche logiche dell’investimento. Alcune auto si apprezzano molto più di altre, come i veicoli associati a film o celebrità. Ad esempio, il valore delle Aston Martin DB7 è aumentato moltissimo grazie al film di James Bond 007; anche la Lotus Elan è un acquisto intelligente, grazie alla connessione con il film Avengers; qualsiasi auto classica associata a Steve McQueen merita un posto d’onore, come la sua Ferrari 275 GTB, battuta all’asta per 6 milioni di sterline nel 2014.

La scarsità degli esemplari in circolazione influenza i valori delle auto classiche, e quelle più rare tendono ad essere più preziose. Una Ferrari 335 Sport Scaglietti del 1957, per esempio, è stata venduta alla strabiliante somma di 25 milioni di sterline nel 2016, dal momento che era una delle quattro ancora esistenti ed era anche stata guidata da Stirling Moss a Le Mans. Il “simbolo” di questa equazione (pochi esemplari=prezzo sempre crescente) è rappresentato dalla leggendaria “barchetta” della fabbrica Auto Avio, ossia quella che Ferrari fondò dopo essere uscito dall’Alfa Romeo senza poter utilizzare, per via di un accordo commerciale vincolante, il suo stesso cognome per 5 anni. Successivamente, venuto a conoscenza che un meccanico d’auto di nome Mario Righini era venuto in possesso del suo primo veicolo costruito (Auto Avio numero 1), Ferrari sino a pochi mesi prima della morte inviò emissari da Righini muniti di assegni in bianco su cui egli avrebbe potuto scrivere la cifra che voleva. Ma Righini non accettò e si tenne l’auto, ancora adesso parte più importante della sua grande collezione.

E’ bene sapere che, in generale, per investire in auto d’epoca bisogna speculare su quali dei modelli di oggi saranno i classici di domani. Pertanto, rispetto ad altri tipi di investimento, quello nelle auto classiche richiede una certa lungimiranza. Molti sostengono, ad esempio, che le auto a benzina di oggi potrebbero valere una fortuna tra 30 anni, allorquando il motore a benzina sarà stato sostituito da auto elettriche ad alta efficienza energetica. Possederne una oggi, quindi, potrebbe significare molto, a condizione di avere un garage e poter curare la propria auto meticolosamente, proprio come si farebbe con la propria casa. L’importante, come sempre, sarà scegliere i modelli “giusti”, magari evitando di fidarvi del vostro naso e confrontandovi con gli esperti che troverete nei club di appassionati di auto d’epoca. Ecco alcuni esempi per giovani (e non) amatori.

– Da 6.000 a 8.000 euro – Porsche Boxster 986 – Lanciato nel 1996, il Boxster originale sta diventando un classico moderno a sé stante. Si trova anche a circa 6.000 euro con un chilometraggio alto, ma un buon intervento nella meccanica e nella carrozzeria potrebbe ripagare subito l’investimento con un aumento di valore, ma dato che gli esemplari in circolazione sono diverse migliaia, non c’è da aspettarsi lo stesso apprezzamento ottenibile acquistandone una con chilometraggio basso, che invece garantisce una buona tenuta del prezzo nel tempo e una maggiore “liquidità” nel mercato, ossia la possibilità di realizzare rapidamente il passaggio di mano da un proprietario all’altro.

– Da 8.000 a 12.000 euro – Fiat 500 (originale) – Fino a tre anni fa, per una Fiat 500 leggermente sporca e mal tenuta chiunque avrebbe chiesto anche 6.000 euro; oggi la stessa auto ne varrebbe 8.000. A detta degli appassionati (soprattutto inglesi e americani, che ne vanno letteralmente matti), la Fiat 500 trasuda fascino e stile retro come poche altre, e come tutte le vecchie auto italiane la ruggine è il suo principale nemico; pertanto, è bene cercarne una che richieda un intervento minimo, perchè se ne trovano parecchie per le quali il solo costo di rimozione della ruggine richiede somme finanziariamente non convenienti. I modelli di Fiat 500 in ottime condizioni vengono venduti anche a 11-12.000 euro, e quelli eccezionali arrivano fino a 20.000.

– Da 12.000 a 15.000 euro – Jaguar XJS – L’XJS è uno dei modelli Jaguar dall’aspetto più classico, mescolando sportività con stile. I modelli più ricercati risalgono agli inizi degli anni Novanta, soprattutto quelli che incorporano parti del corpo in acciaio zincato. In un intervallo di prezzo compreso tra 12.000 e 15.000 euro, oggi ci si può aspettare di poter acquistare una coupé successiva al 1991, a condizione di controllare accuratamente il motore e, soprattutto, le condizioni del condensatore dell’aria condizionata, delle pale della ventola di raffreddamento e del radiatore (oltre alla ruggine, molto presente nei punti di sollevamento e nei sotto-telai della carrozzeria).

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Auto d’epoca, crescono gli appassionati. Gli scambi sul segmento Youngtimer accendono il mercato dei collezionisti più giovani

Prima di lanciarsi sulle “oldtimer” (auto d’epoca), i neofiti guardano ai più recenti modelli “youngtimer”. Linee contemporanee, prezzi abbordabili e sconto sul bollo.

Il mercato delle auto d’epoca non accenna a diminuire la sua corsa, neanche dopo anni di crescita sostenuta. Nonostante la crisi economica che ha colpito molte fasce di reddito, la domanda di auto “veteran” viene sostenuta dal costante aumento degli appassionati, soprattutto più giovani.

Il vero motore delle performance annuali (di tutto rispetto per alcuni modelli) si conferma essere la forte passione che lega tutti i collezionisti di auto, attratti non solo per via dello status derivante dal possesso di un pezzo raro, ma anche per il senso di appartenenza ad una cerchia ristretta di amatori, alimentato attraverso le numerose kermesse e manifestazioni sportive organizzate da centinaia di club e associazioni di settore, che attirano appassionati da tutto il mondo e tengono alta l’attenzione su questa particolare tipologia di Passion Investment.

L’acquisto di un’auto d’epoca, infatti, ha una preponderante componente emozionale e sociale, che concorre alla formazione dei prezzi dei vari modelli e mantiene il mercato, nel suo complesso, piuttosto liquido.

Naturalmente, nel corso degli anni è cambiata la composizione della domanda, oggi rivolta maggiormente a modelli accessibili sia come prezzo che come linea, tanto da poter parlare di un vero e proprio sdoppiamento del mercato in due segmenti distinti e con pochissimi punti di contatto tra loro: quello delle “oldtimer”, che richiede adeguate disponibilità finanziarie e continua ad interessare una ristretta elìte di proprietari, e quello delle “youngtimer”, che a fronte di un investimento contenuto regala ai proprietari emozioni del tutto simili a quelle dei possessori di modelli “old”.

In particolare, con il termine youngtimer si indicano le autovetture appartenenti al ventennio che va dalla metà degli anni 80 al 1999. Si tratta quindi di modelli che si trovano in una fase intermedia della loro vita da collezione, con un’età compresa tra i 20 e i 35 anni, che oggi possono contare su una comunità di appassionati in crescita e di una diffusa popolarità. In più, le youngtimer offrono un ingresso accessibile al costoso hobby delle auto d’epoca, e molte compagnie assicurative offrono tariffe speciali.

Il termine usato per definirle non si riferisce all’età delle vetture, ma a quella dei loro acquirenti. Gli appassionati di queste vetture, infatti, sono per lo più quarantenni e cinquantenni, che acquistano le youngtimer anche per ricordare i tempi in cui questi modelli erano quelli più desiderati e, in relazione al prezzo dell’epoca, irraggiungibili. Il loro costo, peraltro, spesso non supera i 10.000 euro per i modelli più popolari.

Dal punto di vista finanziario, l’investimento in una youngtimer presenta alcuni vantaggi. Il primo è che di solito si trovano in buone condizioni generali e necessitano di bassi costi di manutenzione. Il secondo è che si trovano ad un buon prezzo e, a seconda del modello, hanno un elevato potenziale per futuri aumenti di valore.

E’ fondamentale, relativamente a quest’ultimo aspetto, prestare molta attenzione alla “storia” del veicolo, ossia allo stato di conservazione e di funzionamento risultanti dal libretto dei tagliandi (che deve essere completo e di prima mano!). I modelli più apprezzati nel mercato delle youngtimer sono la FIAT 500, la Mini vecchio modello e la Lancia Thema Ferrari, fino ad arrivare alle Volvo 850, alle Peugeot 205 GTI e alle Volkswagen Golf GTI (quest’ultima una regina del mercato). Ingresso d’autorità, proprio di recente, per la BMW Z3 datata 1996, resa celebre perché usata da James Bond nel film “Golden Eye”.

Dal punto di vista fiscale, con la nuova legge di bilancio vengono nuovamente introdotte le agevolazioni per le auto ventennali, come la riduzione del 50% sulla tassa di possesso (bollo).

Come ottenere lo sconto sul bollo per le auto storiche?

E’ molto semplice: bisogna avere il Certificato di Rilevanza Storica e Collezionistica, introdotto dal DM 17/12/2009 (“Disciplina e Procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, nonché per la loro riammissione in circolazione e la revisione periodica”), da richiedere a un club federato ASI (Automotoclub Storico Italiano) a cui è obbligatorio iscriversi. I più importanti di questi soggetti sono, appunto, ASI, e poi Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI ed altri ancora.

Una volta ottenuto il certificato bisogna recarsi in motorizzazione per farsi applicare il tagliando che attesta la storicità dell’auto sulla carta di circolazione. Da qui in poi, entrerete nel club esclusivo dei timers.

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