Luglio 29, 2026
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Economia circolare e Innovazione, al via il bando per le imprese della Lombardia

Tra le finalità ammesse l’innovazione di prodotto e di processo e la sperimentazione di metodologie per l’incremento della durata di vita dei prodotti. La dotazione finanziaria ammonta a euro 3.621.000. L’investimento minimo è di 40.000,00 euro, ed il contributo massimo concedibile è di 120.000 euro per progetto. 

E’ già attivo da una settimana il “Bando di sostegno alle MPMI per l’innovazione delle filiere di Economia Circolare in Lombardia – Edizione 2021”, realizzato in collaborazione con Unioncamere Lombardia e con le Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e le Camere di Commercio lombarde, grazie al quale le micro, piccole e medie imprese lombarde potranno presentare i propri progetti di investimento e beneficiare di una dotazione finanziaria complessiva pari a euro 3.621.000 euro, di cui 2.765.000 euro stanziati da Regione Lombardia e 865.000 euro stanziati dalle Camere di Commercio lombarde (in particolare, 400.000 euro sono stanziati dalla Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi).

FILIERE LOMBARDE – Il bando vuole promuovere e riqualificare le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati in ottica di economia circolare, rendendo possibile la simbiosi industriale, anche ai fini della ripresa economica post Covid 19, attraverso il sostegno a: progetti che promuovano il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini e la riduzione della produzione di rifiuti, Eco-design con metodologia Life Cycle Thinking.

CHI PUO’ PARTECIPARE –  Possono partecipare le micro piccole e medie imprese aventi sede operativa in Lombardia al momento dell’erogazione, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese.

I PROGETTI AMMISSIBILI – Saranno ammessi progetti che puntano a:

innovazione di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse attraverso l’utilizzo di sottoprodotti nei cicli produttivi e riduzione produzione rifiuti e riutilizzo di beni e materiali;
innovazioni di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti e attività di preparazione per il riutilizzo; 
sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento
della filiera, in questo caso verranno considerate la sperimentazione e l’applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design);
– implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali: nonché la riconversione della produzione finalizzata alla realizzazione di nuovi materiali, prototipi, sviluppo di dispositivi e/o componenti anche in ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro.

CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONE – L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute, per un investimento minimo di 40.000,00 euro e un contributo massimo concedibile di 120.000 euro per progetto. 

COME PARTECIPARE  –  Il testo del bando è disponibile sul sito della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e in quello di Unioncamere Lombardia. Le domande possono essere presentate dal 3 maggio al 15 luglio esclusivamente in modalità telematica con firma digitale. Per informazioni sul bando: ambiente@mi.camcom.it.

In aggiunta al bando, la Camera di commercio MI-MZ-Brianza-LO realizza percorsi di accompagnamento alle PMI in tema di economia circolare e di simbiosi industriale, in collaborazione con i migliori esperti, per promuovere crescita, innovazione e competitività e per supportare le PMI nella transizione verso modelli di crescita più sostenibili e circolari. Tra le iniziative, il Progetto LCA – Imprese Settore Tessile e Cartario. Un servizio rivolto alle PMI dei settori tessili e cartario dedicato all’analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA) in un’ottica di economia circolare. C’è inoltre il progetto di accompagnamento rivolto alle PMI per l’upgrading degli impianti da biogas a biometano, ed il “Progetto RI-ECCO”, concepito in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che offre un percorso tecnico-scientifico gratuito alle PMI sull’economia circolare, con strumenti di formazione, analisi e check up approfonditi in azienda.

Il calendario completo dei prossimi webinar gratuiti e di tutte le attività è disponibile a questo link.

Silenti Enasarco, il 16 Settembre manifestazione a Roma. Conferenza stampa in Senato

La manifestazione indetta da Federcontribuenti sarà divisa in tre momenti: alle 10.00 di fronte la sede di Enasarco, alle 13 presso la Sala Nassiriya del Senato per una conferenza stampa, e subito dopo a Piazza Monte Citorio.

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, quella dei c.d. agenti (o ex agenti) “silenti” di Enasarco – agenti senza più mandato che non sono riusciti ad arrivare ai 20 anni obbligatori di contribuzione, perdendo così sia il diritto alla pensione che i versamenti effettuati  – sembra essere non solo una profonda ingiustizia sociale, ma anche un “rimpicapo” di difficile soluzione, che la politica sta accuratamente evitando di risolvere in questo momento delicatissimo per via dell’imminente “test” elettorale e del referendum confermativo.

Da anni, però, alcune organizzazioni (Federcontribuenti, in particolare, con Cosimo Lucaselli, responsabile dei rapporti con il Parlamento della Federazione) hanno portato il problema all’attenzione dei media. Secondo Lucaselli “….i bilanci tecnici, fin da quelli del triennio 2014-2017, ci dicono che i “silenti” oggi ammonterebbero a circa 690.000, ed il tesoro raccolto fino ad oggi da Enasarco ammonterebbe, secondo le medesime stime, a circa 9,2 miliardi di euro…tra i silenti c’è anche chi si è visto accantonare a fondo perduto decine di migliaia di euro, e non intende rinunciarvi“.

Cosimo Lucaselli

A causa della regola dei 20 anni di contribuzione minima, pertanto, un vero e proprio fiume di denaro è confluito nella Cassa durante gli ultimi decenni, costituendo una dotazione finanziaria che oggi stride rumorosamente con alcuni dati relativi al patrimonio ed alle modalità di contribuzione. Uno fra tutti: la consistenza patrimoniale complessiva di Enasarco, che è pari a circa 8 miliardi (a fronte dei 9,2 miliardi rivendicati dai “silenti”).

Pertanto, le organizzazioni che sostengono i silenti hanno posto alla politica nazionale molte domande: dov’è finito questo fiume di denaro? Come è stato speso negli anni, e chi ne ha beneficiato? Senza i versamenti dei silenti, la Cassa sarebbe stata ugualmente in equilibrio finanziario? Fino a che punto è giuridicamente sostenibile che dei contribuenti versino delle somme destinate ad alimentare prestazioni previdenziali di cui sarebbero i beneficiari, e poi debbano accettare passivamente di perdere il denaro accantonato?

Si tratta di domande rimaste fino ad oggi senza risposta. Da qui nasce, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo della Governance di Enasarco (24 Settembre – 7 Ottobre), la protesta organizzata per il 16 Settembre da Federcontribuenti insieme al Movimento Partite IVA. Infatti, le precedenti richieste di intervento inviate al ministro Catalfo, al Premier Conte e al Presidente Mattarella non hanno avuto alcun riscontro. Troppo, per 690.000 contribuenti che si sentono traditi, oggi, anche dalle Istituzioni.

In sintesi, Federcontribuenti chiede che i fondi amministrati da Enasarco vengano veicolati all’interno della gestione INPS e gestiti da Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di apportare benefici immediati alle casse dello Stato che, in cambio, dovrà farsi carico del trattamento pensionistico integrativo dei silenti, in base ai contributi versati, al raggiungimento dell’età pensionabile, superando così l’attuale disciplina che attribuisce al denaro versato dai silenti l’implicita qualità di “versamenti a fondo perduto”.