Aprile 22, 2026
Home Posts tagged madrid

Investire comprando casa in spagna. Valencia e Malaga attirano gli investitori

Interessanti i prezzi a Barcellona e Madrid, dove mediamente si può comprare tra i 2.700 e i 3.000 euro al metro quadro, con ottimi prezzi anche in zone centrali. Le città di medie dimensioni, però, hanno rendimenti più elevati e una buona domanda di locazioni.

In base ai dati di Tecnocasa Spagna, nella penisola iberica sono molte le città con un’alta percentuale di acquisti per investimento. “Le città di medie dimensioni (come Malaga e Valencia) hanno rendimenti più elevati con una buona domanda di locazione, risultano perciò molto interessanti per gli investitori. Inoltre, il prezzo di acquisto è inferiore rispetto alle grandi città, come Barcellona e Madrid. A Barcellona, ad esempio, il prezzo delle case è molto elevato e subisce l’eccessiva regolamentazione dei canoni d’affitto da parte delle istituzioni pubbliche” – dichiara Lazaro Cubero, Responsabile Ufficio Studi Tecnocasa Spagna.

Del resto, la recente classifica della CNN ha rimosso Barcellona dall’elenco delle migliori destinazioni in cui viaggiare nel 2022 e ha puntato su Valencia, ossia la capitale mondiale del design nel 2022 e unico rappresentante spagnolo in questa speciale classifica. Inoltre, mentre i prezzi delle abitazioni nell’Unione Europea sono aumentati del 9,1% su base annua nel terzo trimestre del 2021 – si tratta dell’aumento più alto dal 2007, con Repubblica Ceca (22%), Lituania (18,9%), Estonia (17,3%) e Paesi Bassi (16,8%) in testa – gli aumenti più moderati sono stati osservati a Cipro (2,2%), in Italia e, appunto, in Spagna (4,2%), a testimonianza di una certa appetibilità delle quotazioni rispetto al resto d’Europa.

“Per quanto riguarda il comparto prettamente turistico, attualmente si nota una maggiore richiesta di acquisto per investimento o di seconda casa nelle Isole Canarie, nella città di Santa Cruz de Tenerife (che è la zona meno turistica) e in aree dell’Andalusia, soprattutto in graziose località costiere. Dal punto di vista degli immobili turistici, la città di Malaga ha una grande richiesta di case vacanza. Lo stesso fenomeno si registra in città come Fuengirola (15,4%) o Mijas (15%), dove c’è una forte domanda di investimento per le seconde case. A Motril si registra il dato più significativo, infatti il 44,7% della domanda è relativa alle seconde case” prosegue Cubero.

“Nelle zone turistiche, soprattutto in località di mare, troviamo piccoli paesi con buoni prezzi. A Fuengirola (nella foto) o a Motril, il prezzo al metro quadrato è inferiore alla media nazionale, e lontano dai valori delle città come Barcellona e Madrid. Si tratta di località incantevoli vicine alla spiaggia, dotate di luoghi suggestivi, nonostante siano piccoli centri possiedono molti servizi e attività adatte al turismo”. “Se un italiano acquista una casa in Spagna le spese che dovrà sostenere come proprietario dipendono molto da ciascuna comunità autonoma, poiché l’imposta sul passaggio di proprietà può variare a seconda della zona” conclude Lazaro Cubero.

Mercato delle locazioni in italia ed Europa. 2021 a tinte fosche, 2022 probabile anno della ripresa

Anche in questo primo quadrimestre del 2021 si assiste ad una forte contrazione dei contratti stipulati per motivo di studio e lavoro. Avanzano i contratti transitori e a canone concordato. A Madrid, Berlino e Dublino quotazioni in risalita.

Nonostante i proclami di scampato pericolo e le previsioni di (quasi) azzeramento dei contagi a partire da Agosto, il Covid continua a far sentire i suoi effetti sul mercato immobiliare, e soprattutto su quello delle locazioni nella grandi città. Infatti, il ricorso alla didattica a distanza e allo smart working ha “bloccato” nelle località di origine tanti studenti e lavoratori fuori sede, determinando una flessione sensibile della domanda che, in quanto a ripresa, rimane condizionata al fisiologico aumento previsto per i mesi estivi nelle località di vacanza. L’afflusso dei turisti, però, si prevede inferiore a quello che si verificherebbe con un auspicato ritorno alla normalità, che si pensa possa essere raggiungibile, soprattutto per le grandi città di interesse turistico, solo nell’estate 2022.

La contrazione dei canoni di locazione nelle grandi città è stata ancora pronunciata per monolocali, bilocali e trilocali. Spicca la città di Milano, dove nel corso del 2020 i canoni di locazione avevano perso più che altrove – -6,2% i monolocali, -6,8% i bilocali e -6,5% i trilocali, secondo Tecnocasa – e adesso sembrano essere lentamente indirizzati verso una lenta stabilizzazione. Infatti, nel 2021 i prezzi degli appartamenti a Milano si sono abbassati solo del 3,8% (1,145 euro affitto mensile medio) rispetto al primo trimestre 2020, a Roma del 5,9% (1.060 euro) e a Firenze del 5,4% (936 euro). Le stanze singole a Torino, invece, continuano il trend al ribasso e offrono prezzi più bassi dell’11,5% rispetto allo stesso trimestre del 2020.

Non si sa quando i prezzi raggiungeranno i valori pre-pandemia, ma i valori del primo trimestre 2021 rispetto al quarto trimestre 2020 fanno intravedere una timida ripresa che fa ben sperare per il futuro. Su tutto, però, incideranno i profondi cambiamenti dettati dalla pandemia sull’intero settore immobiliare, per cui è lecito non usare eccessiva sicurezza ed imparare a ragionare in termini di “nuovo mercato delle abitazioni”, poiché quello “vecchio” (abitazioni ampie e offerta pari o inferiore alla domanda) rimarrà un lontano ricordo.

Nei capoluoghi di provincia il fenomeno si è avvertito meno, e i valori degli affitti sono in leggero aumento per i monolocali e i bilocali; in queste aree, la domanda è sostenuta e l’offerta, talvolta, non è sufficiente. E’ confermata, inoltre, la contrazione di contratti stipulati per motivo di studio e lavoro, mentre sono in aumento coloro che hanno scelto volutamente o per necessità l’affitto.

Relativamente alle tendenze generali, la maggiore offerta ha portato numerosi inquilini a migliorare l’immobile in cui vivono, mentre dal lato dei proprietari è cresciuta la percentuale di quanti preferiscono stipulare dei contratti a canone concordato e transitorio. Infatti, i dati sui contratti stipulati nella seconda parte del 2020 segnalano una contrazione di quelli a canone libero (in un anno da 49% a 47,1%), ed un aumento del concordato (da 30% a 31,2%) e del contratto transitorio, che passa da 21,1% a 21,8%. Questo dato, molto interessante, evidenzia una delle conseguenze della pandemia: tutti coloro che avevano acquistato una casa da destinare all’affitto turistico, hanno deciso di collocarlo sul settore residenziale optando per questa tipologia di contratto, al fine di non vincolare l’immobile per troppo tempo e per ritornare agilmente allo short rent in caso di un’inversione di trend dei flussi turistici. Il contratto a canone concordato, visti i canoni calmierati, potrebbe rivelarsi una buona soluzione per inquilini timorosi degli effetti del lockdown, e i proprietari ne apprezzano sempre i vantaggi fiscali.

AUMENTA L’AFFITTO COME SCELTA ABITATIVA – Anche nel 2021 si conferma la tendenza che si era manifestata nel secondo semestre del 2020, quando il 70,9% di coloro che erano in cerca di abitazione aveva scelto l’affitto come scelta abitativa, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando la percentuale era del 64,7%. In questa categoria rientrano coloro che non riescono ad acquistare, oppure chi preferisce scegliere l’affitto nonostante le buone condizioni finanziarie.

EUROPA – Riguardo la locazione di stanze private, si continua ad assistere ad un importante calo dei prezzi degli affitti rispetto al primo trimestre del 2020, tanto che ben tre città italiane sono presenti nella top 5 delle città europee in cui gli affitti per stanze singole hanno subito nel 2021 una riduzione maggiore: Milano è al primo posto, seguita da Madrid, Torino, Roma e Valencia. Rispetto al primo trimestre del 2020, Milano vede nel 2021 i prezzi medi per una stanza singola abbassarsi a 561€ (-13,7%), Torino a 386€ (-13,3%), Roma a 525€ (-13,2%) e Firenze a 431€ (-6,4%).

Al contrario, dopo essere stati in ribasso per tutto il 2020 a causa del limite imposto sugli affitti, i prezzi degli affitti degli appartamenti a Berlino e a Dublino – in quest’ultima complice la Brexit, che ha determinato il trasferimento di numerose banche e compagnie Europee da Londra nella capitale irlandese – mostrano un forte aumento per i bilocali: +11% nella prima (in media 1.122 euro al mese) e + 7,2% nella seconda (1.362 euro al mese). Per la prima volta dal secondo trimestre 2020, anche Madrid ha visto gli affitti aumentare dell’1,4% (1.119 euro al mese) per i bilocali.