Aprile 20, 2026
Home Posts tagged nuove tecnologie

Primo Ventures e LifeGate: partnership strategica su innovazione tecnologica e cambiamento climatico

Vincere la sfida del cambiamento climatico richiederà ingenti investimenti in ricerca e startup. Il 45% delle tecnologie che saranno applicate fino al 2050 per la neutralità carbonica sono oggi sotto forma di startup, spin-off accademici e ricerca di base.

Primo Ventures SGR, Società di Gestione del Risparmio indipendente specializzata in investimenti tecnologici, e LifeGate, Società Benefit considerata il punto di riferimento della sostenibilità in Italia, hanno annunciato una partnership strategica per l’analisi di trend e investimenti nel settore climatico. Vincere la sfida del cambiamento climatico richiederà investimenti in molteplici ambiti, tra cui uno assolutamente centrale: quello dello sviluppo di nuove tecnologie.

Nell’ultimo decennio sono stati investiti a livello globale, ogni anno, dai 3 ai 5 trilioni di dollari, ma si stima che nei prossimi venticinque anni gli investimenti per mitigare gli effetti del cambiamento climatico cresceranno esponenzialmente fino a raggiungere i 100 triliardi di dollari. Ogni attività umana, infatti, dovrà soddisfare requisiti di sostenibilità sempre più severi, come stabilito dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, catalizzando lo sviluppo di nuove soluzioni attraverso le quali l’innovazione nelle tecnologie per l’energia pulita potrà accelerare per raggiungere lo scenario di neutralità carbonica (Net Zero Emissions) entro il 2050. Pertanto, mentre l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 può essere raggiunto con le tecnologie esistenti, il percorso di azzeramento delle emissioni al 2050 si basa su tecnologie che non sono ancora mature o comunque non sono ancora commercializzate su ampia scala. Questo vale in particolare nei settori difficili da decarbonizzare, come l’industria pesante e i trasporti a lunga distanza. 

“La sfida del climate change richiederà uno sforzo tecnologico e finanziario senza precedenti nella storia dell’umanità” – ha dichiarato Gianluca Dettori (nella foto), Presidente di Primo Ventures – “Siamo onorati di poter collaborare con un partner scientifico e così concentrato da molti anni su questo problema come LifeGate, che da molti anni analizza e sviluppa questo settore proponendo soluzioni concrete”. Da uno studio dell’Agenzia Internazionale dell’Energia emerge che circa la metà delle tecnologie necessarie per raggiungere gli obiettivi 2050 si trova ancora in fase di startup, sotto forma di prototipo nei laboratori di ricerca o di impianto dimostrativo. Diventa quindi fondamentale analizzare un mercato emergente, che sta rapidamente rivoluzionando la nostra risposta al cambiamento climatico

Il Climate Tech a oggi rappresenta il 16% degli investimenti complessivi in Venture Capital in Europa, il 10% nel resto del mondo, ma le proiezioni suggeriscono che questa percentuale sia destinata a crescere in maniera significativa nel prossimo decennio. “Nel mondo, nel 2022, per ogni quattro dollari di venture capital investiti più di un dollaro è stato destinato a tecnologie di contrasto al cambiamento climatico. Si tratta di circa 50 miliardi di dollari, una somma cresciuta di 24 volte in 10 anni che rivoluzionerà il panorama – spiega Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate – ma in nessun modo questa notizia deve essere letta come un invito a rinviare la transizione ecologica in attesa di nuove tecnologie. Quello che serve oggi è già disponibile e si deve agire subito per raggiungere il primo traguardo al 2030. Di tempo ne è già stato perso abbastanza”. 

“Il risparmio sostenibile è l’ultimo tassello di uno stile di vita etico, insieme alla mobilità, all’alimentazione, all’energia. Ma forse è il tassello più importante perché può davvero cambiare le cose. Bisogna dare alle persone la possibilità di scegliere dove investire i propri risparmi per spostare la bilancia del pianeta verso un futuro migliore e più sostenibile – dichiara Enea Roveda, CEO di LifeGate“. La partnership è volta ad analizzare le dinamiche di questo settore emergente per individuare trend, spazi di opportunità e possibili attività congiunte che possano contribuire alla crescita del settore climate tech soprattutto nell’accelerare lo sviluppo di tecnologie abilitanti a raggiungere l’obiettivo della piena sostenibilitàLifeGate e Primo Ventures intendono inoltre sviluppare modelli di analisi, tracciamento e benchmarking degli investimenti sotto il profilo dei criteri ESG e di impatto delle nuove tecnologie sulla decarbonizzazione

L’economia mondiale cambia troppo velocemente. Ci attende un futuro alla “Blade Runner”?

Come nel celebre film di Ridley Scott, l’economia iper-tecnologica e i profondi cambiamenti della geografia umana accelerano la velocità di sviluppo delle innovazioni e aumentano il rischio di effetti collaterali per la qualità di vita.

Il mondo sta cambiando più velocemente che mai. Con miliardi di persone iper-connesse tra loro in una rete globale senza precedenti nella storia dell’Umanità, la Rivoluzione Digitale consente una diffusione quasi istantanea e senza attriti di nuove idee e innovazioni.

La Rete combina questa estrema connessione con i dati demografici in rapido cambiamento, spostando valori e atteggiamenti, creando crescente incertezza politica e, contemporaneamente, progressi esponenziali nella tecnologia.

Solo un cieco potrebbe non vedere i cambiamenti in corso, ed è chiaro a tutti che il prossimo decennio si appresta a diventare quello che segnerà una trasformazione storica nella Società Mondiale.

Allora, come possiamo impostare le vele della nostra nave per sfruttare le opportunità offerte da questo mare di cambiamenti?

Non senza difficoltà. La più evidente è quella di non essere in grado di interpretare le enormi quantità di dati disponibili sui cambiamenti del mondo. Per questo motivo, sta aumentando esponenzialmente la diffusione di video, capaci come sono di utilizzare la narrazione visiva per rendere le informazioni più accessibili e veloci.

I temi principali su cui il cambiamento si distribuisce vanno dallo spostamento della geografia umana all’evoluzione infinita del denaro; in mezzo, una immensa area di contenuti e informazioni alle quali è quasi impossibile stare dietro. Se proprio volessimo fare esercizio di sintesi, potremmo elencare alcune direttrici principali, ad ognuna delle quali sono collegati diversi sotto-gruppi di informazioni.

L’invasione tecnologica – Per la maggior parte della storia economica, le aziende leader a livello mondiale si sono sempre focalizzate sulle strategie di sviluppo industriale. Pionieri come Henry Ford e Thomas Edison hanno innovato nel regno fisico escogitando nuovi modi per riorganizzare la produzione ed il godimento di beni e servizi (rispettivamente la catena di montaggio per le auto e la lampadina a incandescenza per l’illuminazione). Di conseguenza, le aziende hanno investito enormi quantità di capitale per costruire fabbriche fisiche, pagare migliaia di lavoratori e costruire queste “cose”. Anche la maggior parte delle grandi società sono state costruite in questo modo: IBM, General Electric, Walmart e Ford sono solo alcuni esempi. Ma la realtà aziendale di oggi è molto diversa. Viviamo in un mondo di byte, e per la prima volta la tecnologia e il commercio si sono scontrati in un modo che rende i dati molto più preziosi degli oggetti fisici e tangibili. Ne è testimonianza il successo di aziende come Apple, Amazon e Microsoft, le quali hanno soppiantato in valore le tradizionali blue chips che costruiscono cose fisiche. Infatti, l’invasione tecnologica sta sfruttando la connettività, gli effetti di rete e l’intelligenza artificiale per creare piattaforme globali con cui è quasi impossibile competere. L’invasione tecnologica, per esempio, ha già preso il controllo della vendita al dettaglio (Amazon) e della pubblicità (Google e Facebook), e presto primeggeranno anche in altri settori come la Sanità, la Finanza e l’istruzione.

L’evoluzione del denaro – Nel mondo moderno, la definizione di denaro è più sfocata che mai. Le banche centrali, a seguito della grande crisi finanziaria del 2008, hanno optato per creare miliardi di dollari di valuta dal nulla, e oggi si fa strada la tecnologia blockchain, capace di creare le c.d. criptovalute. Indipendentemente da ciò che è denaro e cosa non lo è, le persone ne prendono in prestito quantità record: il mondo ha accumulato oggi 247 trilioni di USD di debiti, di cui 63 trilioni presi in prestito dai governi centrali:

La distribuzione della ricchezza – il panorama della ricchezza sta cambiando. Amazon e Apple valgono oltre 1 trilione di dollari, Jeff Bezos ha una fortuna di oltre 100 miliardi di dollari e l’attuale mercato al rialzo è il più lungo della storia moderna. Questa crescita continuerà? E se sì, da dove verrà?

Promesse orientali – L’ascesa economica della Cina è stata una storia avvincente per decenni, ma fino ad oggi siamo stati in grado di vedere solo un’anteprima di ciò che la superpotenza orientale sarà in grado di realizzare nei prossimi anni su una scala sconcertante per molti. Infatti, la Cina ha oltre 100 città con oltre 1.000.000 di abitanti. Queste città, molte delle quali sconosciute ai più, hanno ciascuna economie impressionanti costruite su fabbriche, produzione di risorse naturali o economia dell’informazione. Ad esempio, il delta del fiume Yangtze – una singola regione che contiene Shanghai, Suzhou, Hangzhou, Wuxi, Nantong, Ningbo, Nanchino e Changzhou – ha un PIL pari a 2,6 trilioni di USD, che è più dell’Italia.

Accelerazione del progresso tecnologico – Parlando di progresso tecnologico, il tasso di cambiamento sta diventando sempre più veloce. Ogni anno porta in grembo sempre più progressi tecnologici rispetto a quello precedente, confermando la validità di teorie come la legge dell’accelerazione dei rendimenti ipotizzata da Ray Kurzweil già decenni fa.

Non solo la velocità del cambiamento sta diventando più veloce, ma per vari motivi i mercati sono in grado di adottare più rapidamente le nuove tecnologie. Infatti, i nuovi prodotti possono raggiungere milioni di utenti in pochi mesi, come è successo con il gioco Pokémon Go, che nel 2017 ha accumulato 50 milioni di utenti in soli 19 giorni. Per fare un paragone, le automobili ci misero 62 anni a raggiungere quella cifra, il telefono 50 anni e le carte di credito 28 anni.

La rivoluzione verde – Non è un segreto che la nostra civiltà sia nel mezzo di uno spostamento sistemico verso fonti di energia più sostenibili. Studi autorevoli dimostrano che, negli ultimi due secoli e mezzo, l’energia che utilizziamo per alimentare lo sviluppo non è stata permanente o statica nel corso del tempo. Pertanto, con la velocità con cui la tecnologia oggi si muove, ci si deve aspettare che le nostre infrastrutture energetiche si evolvano a un ritmo ancora più intenso di quanto abbiamo sperimentato prima.

Geografia umana mutevole – I dati demografici globali cambiano sempre, ma l’ondata di marea della popolazione nei prossimi decenni ridisegnerà completamente l’economia globale. Nei paesi occidentali e in Cina, le popolazioni si stabilizzeranno a causa dei tassi di fertilità e della composizione demografica. Nel frattempo, nel continente africano e in tutto il resto dell’Asia, le popolazioni in forte espansione, combinate con una rapida urbanizzazione, si tradurranno nella crescita di megalopoli che potranno contenere fino a 50 milioni di persone. Entro la fine del 21° secolo, l’Africa da sola potrebbe contenere almeno 13 megalopoli più grandi di New York:

Le relazioni commerciali internazionali – Basandosi sul consenso degli economisti sul libero scambio, i paesi di tutto il mondo hanno costantemente lavorato per rimuovere le barriere commerciali fin dal secondo Dopoguerra. Oggi, però, sembriamo intrappolati in un paradosso commerciale in cui i politici si dichiarano favorevoli al libero scambio, ma spesso agiscono nella direzione opposta. La dimostrazione di ciò è data dalla guerra commerciale tra USA e Cina, o dai continui stop ai nuovi trattati commerciali internazionali, bloccati (tra i molti motivi) dalle nuove tendenze protezionistiche degli stati.

La conclusione di tutta questa analisi è logica: poiché le nuove tecnologie vengono create a un ritmo sempre più rapido, e vengono adottate a velocità record dai mercati, è corretto affermare che il futuro potrebbe arrivare a un ritmo vertiginoso, con tutto il suo portato di possibili controindicazioni e contraddizioni sociali: sovrappopolamento di alcune aree geografiche continentali e natalità negativa di altre, conseguenti migrazioni di massa (quelle di oggi nell’area del Mediterraneo sono solo un assaggio di ciò che succederà nei prossimi 10 anni…), inquinamento dell’aria che respiriamo, scarsità di cibo e continua ricerca di metodi di produzione aumentata delle colture di base, estremo divario nella distribuzione della ricchezza mondiale, ed altri “effetti collaterali”, che fanno sembrare il futuro più prossimo del tutto simile a quello vagheggiato nel visionario (a quei tempi) mondo del film “Blade Runner”.

Come affrontare questo futuro così incerto e quasi scontato, dipende dalla capacità dell’attuale élite economica, ancora troppo affascinata dalle ipotesi di crescita senza conseguenze, di mettere da parte i piani di sviluppo tradizionali, aggiornandoli con la semplicità di un ragioniere: minori risorse nei settori che creano i problemi, e maggiori in quelli che li risolvono, rendendo gradualmente obsoleti i primi.

Tutto questo, evitando di pensare ai replicanti e alle macchine volanti.

Se hai trovato utile questo articolo forse potrebbe interessarti sapere come tutelare e trasmettere intatto il tuo patrimonio alle future generazioni 

Scarica l’e-book “La Protezione del Patrimonio Familiare dai possibili atti di aggressione dei terzi“, edito da PATRIMONI&FINANZA.

Non costa assolutamente nulla, è sufficiente registrarsi

Buona lettura !