Giugno 7, 2026
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Lemanik: gestibile un rialzo dei tassi di 50 punti base in Europa

Il 2022 sarà ancora rialzista per l’azionario europeo, nonostante la maggiore volatilità. Portafogli da riposizionare sui titoli value come finanziari e materie prime.

“La Bce seguirà la Fed e aumenterà i tassi di interesse. Tuttavia un incremento di 50 punti base nel 2022, come si attende il mercato, è ampiamente gestibile attraverso rotazioni settoriali e aggiustamenti di portafoglio che consentano di cavalcare un mercato ancora decisamente rialzista nel 2022”. È l’opinione espressa da Andrea Scauri, gestore azionario Italia ed Europa di Lemanik, intervistato da Class Cnbc. 

Dopo aver tenuto una linea molto ferma fino a non più tardi di due settimane fa, con un atteggiamento molto accomodante che si leggeva nelle parole di Christine Lagarde, nella riunione del 3 febbraio la Bce ha capitolato ­– spiega Scauri – lasciando intendere un possibile rialzo dei tassi di interesse, che il mercato ha già prezzato in almeno 50 punti base nel corso del 2022. Alla base, probabilmente, c’è stata una spinta da parte dei paesi nordici ad abbandonare l’atteggiamento ultra-espansivo tenuto finora dalla Bce. In ogni caso, in un contesto di crescita come quello attuale, con le società che stanno riportando utili molto forti per il 2021, un aumento dei tassi di questa entità è assolutamente controllabile da parte del mercato azionario europeo, che può ancora contare su stimoli fiscali importanti, legati alla messa a terra del Recovery fund. Mentre, al contrario, gli Usa hanno già beneficiato degli importanti incentivi fiscali generati negli ultimi due anni.

Quindi la Bce seguirà la Fed nel ritoccare i tassi di interesse, anche se con un ritmo probabilmente meno forte: bisognerà quindi verificare se la domanda continuerà a essere sostenuta per far crescere gli utili nel 2022. “Alla luce di questa situazione”, prosegue il gestore, “abbiamo venduto tutta la componente industriale growth del nostro portafoglio azionario e ci siamo riposizionati in maniera decisa sulla componente value, che si traduce principalmente in banche, assicurazioni e materie prime, che in un mercato ancora molto volatile dovrebbero vedere una revisione dei multipli, legata alle aspettative di risalita dei tassi di interesse, sovraperformando i titoli growth”. “Ci aspetta una volatilità nettamente più alta rispetto al 2021, ma attraverso le rotazioni settoriali e gli opportuni aggiustamenti di portafoglio è possibile andare a trovare quelle opportunità che potranno beneficiare ancora di un bull market europeo nel 2022”.

Restano due elementi di criticità. Da un lato, il tema geopolitco legato alle tensioni tra Russia e Stati Uniti sull’Ucraina, che in caso di escalation colpirà soprattutto l’Europa, e, dall’altro lato, il possibile ulteriore de-rating dei titoli tecnologici, che, trattando a multipli molto elevati, sono più esposti all’irripidimento della curva dei tassi, come sta avvenendo negli Usa con il Treasury.

Lemanik: volatilità e rotazioni settoriali nel 2022 per i mercati azionari

Secondo Filippo Garbarino, sono la pandemia, le decisioni delle banche centrali, l’inflazione e la Cina i fattori di incertezza sul futuro. Privilegiati consumi discrezionali, sanità e industriali, mentre energetici e finanziari sono sottopesati. 

“Diversi elementi di incertezza sullo scenario globale fanno presupporre che i mercati azionari resteranno volatili e affronteranno significative rotazioni settoriali per il resto del 2021 e nel 2022”. È l’analisi di Filippo Garbarino, gestore del fondo Lemanik Global Equity Opportunities.

Nelle scorse settimane i mercati azionari globali hanno subito una lieve correzione, innescata da rinnovati timori per la pandemia e incertezza sulla politica monetaria. I macro-fattori chiave che gli investitori seguiranno con attenzione nei prossimi mesi sono i seguenti: evoluzione della pandemia e potenziali nuove varianti; le strategie di uscita delle banche centrali dagli stimoli monetari; i livelli dell’inflazione e dei tassi di interesse; la pressione normativa e il mercato immobiliare in Cina. Questi elementi prospettano volatilità sui mercati azionari e rotazioni settoriali nei prossimi mesi. Il quadro di fondo dovrebbe comunque rimanere moderatamente rialzista, supportato dalla continua crescita degli utili delle aziende quotate e delle principali economie mondiali.

“Nelle ultime settimane, nel portafoglio è stata aggiunta una nuova posizione in Paypal e nessuna posizione è stata venduta. Il portafoglio del fondo sta attualmente trattando in linea con il mercato in termini valutativi, su base Free Cash Flow Yield. Tuttavia, le società in portafoglio sono più solide del mercato da un punto di vista bottom-up dei fondamentali”, spiega Garbarino. “A livello settoriale, il portafoglio non ha banche ed energetici, settori considerati troppo rischiosi. Il portafoglio è invece sovrappeso sul settore consumi discrezionali, sanità e industriali. I tecnologici sono equipesati”.