Maggio 2, 2026
Home Posts tagged tassi negativi

Pasquale Corvino: complicato estrarre valore dai bond, meglio le forme ibride. Commodity per diversificare

L’Asia si pone in posizione favorevole per poter beneficiare delle dinamiche del global trade. Forme di investimento ibride a metà tra azionario puro e obbligazionario possono offrire rendimenti discreti.

 “I titoli esposti a tecnologia e consumo discrezionale sono forti negli indici americani ma non in quelli europei. La carenza di performance di questi comparti potrebbe allora agevolare una sovra-performance dell’Europa nel prossimo futuro”. È l’analisi di Pasquale Corvino, gestore di Zest, società di gestione indipendente svizzera.

Nelle ultime settimane è iniziata una rotazione molto forte da titoli value verso una parte più esposta a cicli di crescita sostenuta, è un trend suscettibile di proseguire nel caso la situazione globale si normalizzi e si vada verso una maggiore apertura di tutte le economie. In Europa il miglioramento della situazione economica è il principale driver di una migliore performance finanziaria. Tecnologia e apparecchiatura medicale non sono presenti in maniera massiccia negli indici europei, espressione di un modo di generare innovazione molto lento. Il processo primario da intraprendere dovrebbe allora essere volto a rimediare a queste carenze, in seguito il miglioramento delle economie e i possibili sforzi della banca centrale europea di reflazionare il sistema cercando di supportare l’economia e ridurre la sofferenza NPL nel settore finanziario potrebbero avere un impatto benefico, visto che il mercato europeo è incentrato su questo tipo di società.

Intanto la politica Usa, con l‘elezione di Biden, si preannuncia più partecipativa e quindi meno sfavorevole a un mondo globalizzato come quello attuale. L’Asia allora si pone in posizione favorevole per poter beneficiare delle dinamiche del global trade, dal momento che si prevede una crescita interna sana e robusta, una situazione sanitaria favorevole a livello relativo e un contesto internazionale più cooperativo rispetto all’ultimo quadriennio.

“L’investimento in attività passive oggi è rischiosa. I tassi sono quasi negativi per i governativi a parte i paesi periferici, quindi diventa molto complicato estrarre valore. Per il futuro esistono forme ibride a metà tra azionario puro e obbligazionario che consentono di ottenere rendimenti discreti e che non sono così irragionevoli in termini di rischi”, sottolinea Corvino. “Per quanto riguarda le commodity, in questa fase è utile averle come strumento di diversificazione. Il maggior motivo per i detrattori dell’oro è che si tratta di uno strumento perpetuo che non paga cedola ma ora, in regime di tassi quasi negativi in cui quasi tutti gli strumenti finanziari sono perpetui, il discorso non attecchisce più. A livello di valute, il franco continua a essere un bene rifugio. Siamo a un punto di equilibrio tollerabile e riteniamo che rimarrà tale a meno che non ci siano nuovi scompensi internazionali forti tali da giustificare un flusso di domanda di franco svizzero che tenderebbe a farlo apprezzare”.

Economia e mercati, previsioni 2021 in dieci punti dai portfolio manager di Ethenea

Nel 2021 i tassi resteranno bassi, ma si manifesteranno anche alcune inversioni di tendenza che impongono grande attenzione alle scelte di investimento. In particolare, le banche centrali potrebbero rallentare i piani di Quantitative Easing e lo spread potrebbe rialzare la testa.

I senior portfolio manager di Ethenea  Independent Investors Volker Schmidt, Michael Blümke e Christian Schmitt hanno elaborato le previsioni economiche e di mercato per il 2021, analizzando 10 punti fondamentali che vanno dalla liquidità all’Oro all’inflazione, passando naturalmente per la variabile-Covid19.

Volker Shmidt

1. Liquidità in contrazione sul mercato dei capitali (Volker Schmidt, senior portfolio manager Ethenea). Nonostante la massiccia iniezione di liquidità da parte delle banche centrali, la liquidità sui mercati sta diminuendo. Negli ultimi anni le banche centrali hanno ripetutamente acquistato obbligazioni attraverso i loro programmi di quantitative easing. Tuttavia, hanno anche ridimensionato ripetutamente questi programmi. I consistenti acquisti delle banche centrali e il basso livello delle scorte delle banche di investimento hanno creato una situazione di bassa offerta, che spinge significativamente al rialzo i prezzi delle obbligazioni quando gli investitori istituzionali, quali le compagnie di assicurazione, i fondi pensione o i fondi di investimento, devono comprare per impiegare la nuova raccolta. Questa situazione proseguirà anche nel 2021, perché la Bce continuerà il suo Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) almeno fino a giugno 2021, mentre sono già stati approvati e sono in corso di implementazione i programmi della Fed, che effettua gli acquisti in modo opportunistico nei periodi di debolezza.

2. Ancora obbligazioni a rendimento negativo (Volker Schmidt). Viviamo ormai da molto tempo in un contesto di bassi tassi di interesse e la Bce ha introdotto i tassi negativi per i depositi delle banche commerciali già nel 2014. Nemmeno le obbligazioni emesse da emittenti sicuri sono state risparmiate, e infatti nel 2016 i tassi dei titoli governativi tedeschi a 10 anni per la prima volta finirono sotto lo zero. All’inizio di novembre 2020, i bond a tassi negativi in circolazione superavano i 17 trilioni di dollari: un ammontare tale che certamente non potrà scomparire in tempi brevi. Quindi le obbligazioni a rendimento negativo rimarranno anche nel 2021.

3. Primi passi indietro delle banche centrali (Volker Schmidt). I governi e le banche centrali stanno cercando di mitigare l’impatto economico della pandemia di Coronavirus con una serie di misure. Il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) per acquisti accelerati di obbligazioni e il programma di ricostruzione dell’Ue “Next Generation Europe” sono gli interventi più noti su questa sponda dell’Atlantico. Inoltre, ci sono in ballo diversi programmi di sostegno nazionali. Anche negli Stati Uniti, la Fed ha già acquistato più di 1,8 trilioni di dollari in titoli di Stato e il governo degli Stati Uniti sostiene i consumatori e le aziende con sussidi di disoccupazione e agevolazioni fiscali programmate e non programmate. Molte di queste misure saranno ancora con noi nel 2021.

4. Alti livelli di indebitamento faranno ripartire lo spread (Volker Schmidt). Il debito pubblico in molti paesi è salito a livelli record e continuerà a crescere. Negli Stati Uniti, il deficit fiscale dell’anno fiscale che si è concluso a settembre era già di 3,1 trilioni di dollari: 2,2 trilioni di dollari in più rispetto all’anno precedente. L’Unione europea diventerà il più grande emittente di obbligazioni nei prossimi anni, nell’ambito del programma di ricostruzione “Next Generation Europe“. Tuttavia, la crisi del Coronavirus e la recessione economica stanno anche ponendo un enorme onere sui bilanci dei singoli stati, e nel momento in cui la ripresa economica continuerà nel 2021, le differenze tra aree o paesi diventeranno evidenti. Le aziende hanno anche accumulato enormi livelli di indebitamento. Attualmente un default di massa è scongiurato grazie ai pacchetti fiscali, e i governi stanno assumendo livelli crescenti di indebitamento per stabilizzare la domanda e mantenere a galla le aziende particolarmente colpite attraverso sussidi o prestiti.

Michael Blumke

5. La corsa dell’oro potrebbe fermarsi (Michael Blümke, senior portfolio manager Ethenea). Dopo essere rimasto fermo per anni, l’oro è tornato sotto i riflettori con un forte movimento al rialzo. Dal nostro punto di vista, ci sono buone ragioni per aspettarsi una prosecuzione di questo rally nel lungo termine. Sullo sfondo di tassi di interesse nominali semi-fissi molto bassi e di continui tentativi di spingere l’inflazione con misure monetarie, i tassi di interesse reali resteranno bassi anche nel prossimo futuro e forse diminuiranno ulteriormente. Il conseguente graduale deprezzamento delle valute gioverà all’oro nella sua funzione di mantenimento del valore.

6. Declino dei fondi-benchmark (Michael Blümke). La crescente popolarità dei fondi passivi, testimoniata da ulteriori aumenti della loro quota di mercato, non può essere negata ed è anzi ben giustificata. Soltanto il gestore attivo, che offre valore aggiunto per il cliente al netto dei costi, ha una ragion d’essere nel lungo termine – e soltanto un manager molto flessibile e attivo può soddisfare questo requisito. Riteniamo che la domanda di soluzioni di fondi intelligenti, che in primo luogo abbiano flessibilità e un sufficiente grado di libertà, e in secondo luogo siano disposti e in grado di trarne vantaggio con profitto, resterà presente e crescerà anche con l’eliminazione delle offerte semi-passive.

7. Il multi-asset come soluzione per i clienti retail (Michael Blümke). È risaputo che la diversificazione del rischio migliora la performance di portafoglio in relazione al rischio. Per molti anni, e giustamente, le soluzioni multi-asset sono cresciute nei portafogli degli investitori privati: questo concetto è oggi più rilevante e necessario che mai in un contesto di mercato inedito, caratterizzato da tassi di interesse molto bassi.

Christian Shmitt

8. Bassa inflazione su beni e servizi, alta sugli investimenti (Christian Schmitt, senior portfolio manager Ethenea). C’è stato un tempo in cui l’inflazione – positiva o negativa – rappresentava una seria minaccia per i paesi industrializzati occidentali. Nella prospettiva del 2020, sembra che quest’era si sia conclusa con il volgere del millennio. È a dir poco improbabile che nel 2021 si verificheranno aumenti dei prezzi sostenuti sui mercati globali dei beni. Sembra quasi certo, tuttavia, che continuerà a sussistere un’ulteriore pressione al rialzo dei prezzi delle principali classi d’investimento in tutto il mondo, date le continue iniezioni di liquidità.

9. Coesistere con il Covid-19 (Christian Schmitt). Dall’inizio della pandemia ad oggi, abbiamo imparato molto sul virus e ci stiamo adattando alla nuova situazione, mentre è in corso uno sforzo globale senza precedenti per sviluppare un vaccino efficace e sistemi di cura adeguati. Al momento, solo una cosa sembra essere chiara: il Covid-19 non sarà affatto finito entro la fine del 2020. La pandemia avrà un impatto importante anche sul prossimo anno.

10. Titoli value ancora in sofferenza (Christian Schmitt). Il raffronto tra gli stili di investimento value e growth è una vecchia storia, ma ormai da 14 anni i titoli growth sono strutturalmente in vantaggio nella corsa alla miglior performance. E nonostante i ripetuti annunci sulla fine di questa era, i titoli growth hanno proseguito la loro overperformance rispetto ai titoli value, soprattutto nel 2020. Con la conseguenza che la cosiddetta trappola del valore, che vede gli investimenti bloccati su titoli i cui prezzi non recuperano, sembra essere più grande che mai. Anzi, in un contesto di tassi d’interesse bassi, nulli o negativi, gli investitori value dubitano che la tendenza si invertirà in maniera sostenibile nel 2021. La performance relativa di entrambi gli stili di investimento sarà certamente una delle domande più interessanti per il prossimo anno.