Maggio 16, 2026
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Equity Crowdfunding, business plan alla prova della “legge di Benford”

Come misurare l’affidabilità dei valori presenti nei business plan di Equity Crowdfunding? Ci viene in aiuto l’approccio innovativo della Legge di Benford.

Di Carlo Mauri

Il Portale web della Consob, nella sezione dedicata alla Educazione Finanziaria in tema di Equity Crowdfunding, evidenzia come nelle decisioni di investimento i risparmiatori non siano messi nelle condizioni di prestare la necessaria attenzione agli elementi razionali, nel senso che spesso non ce ne sono. Infatti, secondo la Consob il problema è che “….la mancanza di elementi economici e razionali cui fare riferimento e, conseguentemente, l’approccio inevitabilmente emozionale con cui si valuta l’investimento, oltre che la intrinseca rischiosità di società neo costituite operanti in settori innovativi, sono alla base dei principali rischi dell’investimento in startup innovative. A questi si aggiunge il rischio di truffa tipico di tutte le transazioni effettuate on-line”.

Invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia: se a dominare le decisioni di investimento in una startup sono le componenti  emotive e suggestionali, è evidente che manchino quelle quantitative e computazionali, con il risultato che l’asimmetria informativa tra startup e risparmiatori non trova alcun freno nei business plan. A ciò si aggiunga che l’assenza di riferimenti storici e comparativi, da utilizzare come elemento di confronto per valutare le prospettive dichiarate dagli  amministratori delle startup, lascia campo aperto alle fascinazioni indotte dal marketing, che trova una valida motivazione nella mancanza, in una startup, di una “storia aziendale” da poter raccontare agli investitori.

Esposto così, il problema sembra di difficile soluzione, poiché l’accesso delle startup al Crowdfunding e ai mercati non può essere inibito senza negare l’essenza stessa del liberismo economico e delle libertà di intrapresa. Infatti, per quanto prudentemente possa essere stato redatto (soprattutto nella quantificazione del valore di Pre-money), un business plan vive all’interno dell’universo delle informazioni che influenzano sia le nostre scelte personali che quelle collettive. Molte di queste informazioni, in relazione ad un investimento, sono a loro volta costituite da una enorme quantità di valori numerici provenienti dalle più disparate fonti, delle quali non abbiamo alcun controllo (a meno che non ne siamo noi stessi gli autori e divulgatori). Pertanto, come possiamo essere veramente sicuri della loro autenticità

Il problema, a causa del fenomeno della “iper-informazione” nato con la condivisione – e sempre più spesso con la “fabbricazione” – delle news sul web e sui social network, si manifesta oggi tramite due principali effetti collaterali: l’impossibilità di verificare le informazioni, da un lato, e la proliferazione delle c.d. fake news, dall’altro. Questo ordine di effetti, in tutta evidenza, non fa bene neanche al settore degli investimenti, dove le informazioni devono obbligatoriamente essere diffuse osservando precise regole di trasparenza e autenticità, ma ciò che esce fuori dai prospetti informativi degli investimenti di Crowdfunding, ed “entra” nel web, è sottoposto agli stessi rischi tipici del più celebre dei paradossi di Internet: troppa informazione=nessuna informazione.

Per dare soluzione al problema, possiamo ricorrere all’utilizzo critico della “Legge di Benford”, che è uno schema matematico statistico scoperto verso la fine dell’Ottocento dal matematico Simone Newcomb ma perfezionato negli anni ’30 del secolo scorso da Frank Benford, un brillante impiegato della General Eletric. Costui aveva intuito che i valori presenti nelle serie storiche prodotte dai più disparati fenomeni naturali, demografici e socio economici non fossero casuali, ma seguissero una “regola” ben precisa che determinava la probabilità del fenomeno osservato con particolare precisione. Il concetto appena espresso è un pó astruso per chi non ha dimestichezza con la statistica, ma basterà un semplice esercizio – davvero divertente – da fare a casa per comprendere l’utilità pratica della legge di Benford. Prendete un foglio di carta qualunque, e scrivete a casaccio un insieme numerico di trenta numeri, i primi che vi vengono in mente, senza alcun limite di cifra. Ebbene, secondo la regola di Benford almeno 9 di questi numeri (e cioè il 30%) inizieranno con la cifra 1, e quelli che iniziano con la cifra 9 saranno in quantità inferiore a quelli che iniziano con la cifra 2. Se avete eseguito l’esercizio, avrete constatato questo risultato con i vostri occhi, e se non lo avete fatto potete fidarvi: anche se raddoppiate o triplicate i numeri contenuti nella serie, il risultato sarà lo stesso.

A livello pratico, di conseguenza, su tutti i valori e le serie storiche che si discostano da questa regola penderà il sospetto di una frode, di una volontaria manipolazione o di un errore. Infatti, grazie alla legge di Benford si è riusciti persino a scoprire le anomalie presenti in alcune piattaforme che trattano le criptovalute – notoriamente prive di controllo istituzionale – e le “finte visualizzazioni” prodotte dai c.d. bot per gonfiare i dati di un’azienda in cerca di sponsor o di acquirenti per i suoi spazi pubblicitari. Allo stesso modo, una serie storica di dati finanziari prospettici riferiti ad un investimento in Equity Crowdfunding può essere messa alla prova della legge di Benford, e in caso di difformità dei dati rispetto ad essa un investitore sarebbe portato a verificare una truffa o, come accade più generalmente, una certa mancanza di accuratezza – a volte volontaria – nella redazione dei risultati prospettici.

In ogni caso, si tratta di una arma in più per gli investitori che, di fronte al business plan di una startup, non hanno molte chance di capire se le informazioni contenute siano autentiche ed esatte. Infatti, i ricavi ipotetici futuri, per essere calcolati correttamente, devono essere ottenuti da un processo moltiplicativo e additivo che coinvolge la quantità di prodotti venduti ogni anno, il prezzo unitario di vendita, i costi diretti ed indiretti ed il margine di profitto desiderato, e se i valori contabili prospettici si discostano dalle corrette operazioni di moltiplicazione e sommatoria di quelle grandezze, al solo scopo di gonfiare i risultati del business plan e facilitare la raccolta fondi, la legge di Benford lo evidenzierà con un eccellente margine di approssimazione.

Mercato immobiliare Milano: i prezzi tengono, in primavera si torna a salire. Olimpiadi all’orizzonte

Nella prima parte del 2020, i valori immobiliari di Milano avevano messo a segno un +2%, ma i dati del secondo semestre sono previsti in calo, con un trend che potrebbe continuare fino a tutto il primo trimestre del 2021. Il mercato immobiliare milanese, però, sembra aver tenuto bene, e le prospettive di ripresa sono ottime.

L’arrivo della pandemia ha scosso anche il mercato immobiliare di Milano, che tuttavia ha visto una buona tenuta in tutte le aree ad eccezione di quelle interessate dai flussi turistici e dall’acquisto di casa ad uso investimento a destinazione turistica. La città ha anche sofferto il massiccio ricorso allo smart working e alla didattica a distanza negli atenei, con conseguente aumento dell’offerta di immobili in affitto e calo dei canoni di locazione. Le zone centrali hanno ben reagito, ma anche quelle periferiche si sono ben difese grazie ai prezzi più convenienti che hanno attirato la domanda di case più ampie o con spazi esterni con budget più contenuto.

Nella prima parte del 2020, rispetto al secondo semestre del 2019, i valori immobiliari di Milano avevano messo a segno un aumento del +2%, ma nel secondo semestre i dati sono in lieve calo, con un trend che potrebbe continuare fino a tutto il primo trimestre del 2021.

Il mercato immobiliare milanese, però, sembra aver tenuto bene nel suo complesso. L’Ufficio Studi di Tecnocasa ha individuato alcuni elementi su cui la città sta scommettendo, con grande energia, resilienza e anche dispiego non indifferente di risorse ed investimenti. Per esempio, Una macro-area che sta beneficiando dell’arrivo della linea 4 della metropolitana è quella di Vercelli – Lorenteggio, ma le aspettative legate ai migliorati collegamenti della metropolitana si avvertono anche nel quartiere di Tolstoj e in quello di Lorenteggio – Frattini. Quest’ultimo ha avuto un cambio generazionale e ha attirato acquirenti giovani alla ricerca di piccoli tagli, sia in acquisto sia in affitto.

Della stessa macro-area fa parte anche il quartiere di Solari-Foppa – che include buona parte dell’area di via Savona e via Tortona – il quale, negli ultimi anni, ha registrato un maggior appeal sugli investitori. In particolare, nell’area da piazza Bande Nere fino a Baggio si segnala già oggi un mercato decisamente simile a quello che c’era prima del lockdown, a parte l’aumento di domanda di case con maggiori spazi.

In corso XXII Marzo il mercato immobiliare segnala prezzi ancora in lieve aumento sia per la domanda elevata, sia per le attese legate all’arrivo della linea 4 della metropolitana e per via della nascita di aree verdi che dovrebbero sorgere non lontano dal complesso di Porta Vittoria.

Nell’area di NavigliFamagosta si apprezza il futuro arrivo della metropolitana 4, che impatterà in particolare sul tratto oltre piazzale Negrelli, dove nascerà un ponte ciclo pedonale tra i quartieri Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio. Le aspettative legate all’arrivo della metropolitana blu si stanno avvertendo anche nelle zone maggiormente periferiche come viale Forlanini.

I lavori di riqualificazione sul territorio hanno consentito una tenuta dei prezzi nella macro-area di Bovisa-Sempione, dove si continua a riqualificare le ex aree terziarie ed industriali.

I costruttori, attenti alle nuove esigenze abitative emerse durante il lockdown, stanno orientandosi sulla costruzione di tagli più ampi. L’intervento di riqualificazione di City Life così come le fermate della linea lilla fanno sentire i loro effetti, ed i prezzi continuano a salire in Piazza Firenze, via Giovanni da Procida e le zone limitrofe. Ottimo riscontro per le abitazioni più signorili presenti in via Alberti, via Giovanni da Procida e le strade limitrofe. Hanno quotazioni medie di 5000 € al mq. Prezzi simili anche in piazza VI Febbraio che beneficia della vicinanza del parco di City life.

Le aree più costose sono piazza Giulio Cesare e piazzale Baiamonti, dove si toccano prezzi di 7000 € al mq. Gli immobili posizionati in via Cenisio, nel tratto compreso tra piazza Firenze, piazza Diocleziano e piazza Gerusalemme, registrano sempre un buon appeal da quando hanno aperto la metropolitana. I valori immobiliari si aggirano intorno a 3500 € al mq. La riqualificazione dello Scalo di Porta Romana e l’arrivo di Symbiosis così come le attese per il Villaggio Olimpico stanno facendo sentire i suoi effetti sulla macro-area di Lodi-Corsica.

Le zone centrali della città, che avevano registrato nella prima parte dell’anno un incremento dei valori dell’1,8%, confermano oggi, nonostante la pandemia, una buona tenuta. Un lieve aumento dei prezzi ha interessato la zona di corso Genova e via De Amicis, dove si muove un target con ottima disponibilità di spesa e dove c’è sempre un’elevata domanda ma un’offerta decisamente contenuta. Qui si concentrano tipologie più signorili che, ristrutturate, raggiungono i valori più elevati: 7000-8000 € al mq.

Gli investitori da sempre interessati alla zona di corso Genova, via Torino, Sant’Agostino, viale Papiniano e Darsena, via Savona e via Tortona hanno rallentato. E questo ha stabilizzato i valori dell’area intorno a 5000 € al mq.

Relativamente a chi sceglie soluzioni di prestigio, resta la preferenza per le ampie metrature, spazi esterni e le aree più richieste sono quelle di via Quadronno, piazza Mondadori e limitrofe dove ci sono abitazioni di pregio che possono arrivare a 9000 € al mq, se in ottime condizioni e con spazi esterni o begli affacci (con punte di 10 mila € al mq per quelle nuove). Inoltre, gli investitori che acquistano tagli grandi da frazionare non si sono fermati.

Infine, ma non meno importante per gli effetti di lungo periodo, l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 a Milano-Cortina è un successo per queste realtà, e in generale per l’Italia. Sono diversi gli studi che hanno sancito l’impatto positivo che avrà l’evento sulle aree interessate in termini di Pil, occupazione, infrastrutture e turismo. Per Milano è un’occasione ulteriore dopo quella dell’Expo i cui frutti si raccolgono ancora oggi. I giochi potranno essere un volano per i lavori di riqualificazione che sono già in corso nel capoluogo lombardo che continuerà così sulla strada già intrapresa.

Saranno riqualificate strutture, saranno creati nuovi spazi per lo sport e per l’accoglienza delle persone coinvolte nell’evento. Questo porterà a migliorare interi quartieri e permetterà anche di attrarre capitale umano.

E’ un’occasione che la città può cogliere per migliorarsi ancora soprattutto se saprà gestire l’eredità post evento.

Speciale weekend 27-29 Novembre: mercato immobiliare Italia. Focus Roma e Milano

Continua la flessione dei prezzi degli immobili in Italia nel secondo semestre 2020. E’ quanto emerge dai sondaggi condotto da Banca d’Italia (1.403 agenti immobiliari coinvolti) e dalle maggiori reti di agenzie. Però, c’è un aspetto positivo: sono migliorate le condizioni della domanda e le valutazioni sull’andamento dei mandati a vendere, a fronte della stabilità dei tempi di vendita e dello sconto medio sui prezzi richiesti dai venditori.

La crisi economica derivante dal Coronavirus lascerà a lungo i suoi pesanti strascichi, e gli stessi agenti immobiliari prevedono una ulteriore diminuzione dei prezzi anche per la prima parte del 2021. Infatti, aumenta la quota di agenti che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita: dal 34 % al 36 %, a causa di offerte di acquisto ritenute troppo basse dal venditore (57,8 per cento) e di prezzi giudicati troppo elevati dai compratori (53,3 per cento). A questo si aggiunge anche una quota elevata di coloro che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo (26,2 per cento), a dimostrazione che il sistema bancario non ha mutato i criteri di acquisizione del credito.

Nelle singole regioni, Ottobre segna un trend in calo un pò ovunque. Spicca la variazione mensile registrata in Sardegna, dove i costi delle case in un solo mese hanno perso l’8,5%, maggiore di quello che ogni anno si rileva dopo l’estate. Anche in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta la discesa dei prezzi a Ottobre è evidente (-4,6% su base mensile), e la tendenza al ribasso si manifesta anche nelle regioni in cui i prezzi, durante la prima ondata, hanno tenuto o addirittura sono lievemente saliti. Ad esempio, a Milano i valori delle case in vendita, in un mese, hanno perso oltre due punti percentuali (-2,2%), cioè tutto quello che, in controtendenza con il resto dell’Italia, avevano guadagnato in piena pandemia.

Lo special weekend di Patrimoni&Finanza sul mercato immobiliare si snoda attraverso cinque contenuti utili sia agli addetti ai lavori, sia agli investitori e ai proprietari “evoluti”, e si avvale dei dati ricevuti da alcune delle maggiori reti di agenzie immobiliari presenti capillarmente sul territorio nazionale.

Come sta il mercato immobiliare italiano? Vive, ma è molto malato

Dal sogno del mattone all’incubo dei prezzi in discesa ormai da anni, è evidente che in Italia esiste un problema di offerta abbondante, che non può essere assorbita agli attuali livelli di reddito e da un numero inadeguato  di “non proprietari”. LEGGI

Compravendita abitazioni, in calo la percentuale degli acquisti per investimento

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato le compravendite effettuate in Italia nel primo semestre del 2020. Dallo studio è emerso che il 16,8% degli acquisti è stato concluso da investitori immobiliari, in calo rispetto al 2019. LEGGI

Mercato immobiliare Milano. Ottima performance nel primo semestre, prezzi in discesa in autunno

Nella prima parte del 2020, i valori immobiliari di Milano hanno messo a segno un aumento del +2%, che fanno della città meneghina la metropoli che ha avuto la performance migliore tra le grandi città. Prezzi in lieve diminuzione nel secondo semestre. LEGGI

Mercato abitazioni a Roma per macro aree. Prezzi in lieve diminuzione fino al 2021, ma più stabilità

Le quotazioni del mercato immobiliare della Capitale mostrano dati non troppo negativi lungo tutto il corso dell’anno. Il mercato dei B&B e degli affittacamere si rivela come il segmento in maggiore sofferenza, sul quale si registrano chiusure e dismissioni. I dati parziali del secondo semestre, nonostante la seconda ondata di pandemia, mostrano un ulteriore discesa dei prezzi ma una maggiore stabilità, che conferisce buone aspettative sulle compravendite del 2021. LEGGI

Locazioni, prezzi in calo anche del 10 per cento. Province e regioni con i maggiori scostamenti

Il Covid-19 ha causato profondi cambiamenti nel mercato delle locazioni, i cui canoni stanno calando notevolmente anche nel presente mese di Novembre. Di seguito un’analisi delle province e regioni, con i relativi andamenti dei prezzi. LEGGI

Mercato immobiliare Milano. Ottima performance nel primo semestre, prezzi in discesa in autunno

Nella prima parte del 2020, i valori immobiliari di Milano hanno messo a segno un aumento del +2%, che fanno della città meneghina la metropoli che ha avuto la performance migliore tra le grandi città. Prezzi in lieve diminuzione nel secondo semestre.

Come sta andando il mercato immobiliare milanese, alla luce del fatto che la Lombardia resta purtroppo una delle regioni italiane maggiormente colpite dalla pandemia di Coronavirus? Secondo i dati provenienti dalla rete Tecnocasa, nei primi sei mesi del 2020 le compravendite residenziali a Milano città sono state 10.138, con una diminuzione del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Tempi di vendita – I tempi di vendita sono di 56 giorni, e piazzano Milano al primo posto per velocità di vendita.

Nuovi interventi ediliziMilano ha retto meglio di altre città alla pandemia, questo grazie agli interventi di riqualificazione che si stanno facendo in città, in particolare abbiamo visto una buona tenuta nelle aree semiperiferiche interessate dal futuro arrivo della metropolitana. Buono anche il riscontro per le zone interessate dalla riqualificazione dell’ex scalo di Porta Romana e Scalo Farini. Fermento anche in Bovisa, dove proseguono i lavori di riqualificazione su ex aree terziarie ed industriali e per il recupero della Goccia.

ANALISI DELLE MACROAREE

Zone centrali – Il centro ha registrato un incremento dei valori dell’1,8% confermando, nonostante la pandemia, una buona tenuta. Le tipologie più signorili, ristrutturate, raggiungono i valori più elevati: 7000-8000 € al mq.

Porta Romana–Crocetta  – I valori sono invariati. Il segmento alto del residenziale non ha avuto, almeno per il momento, impatti legati al Covid. Il mercato è vivace soprattutto sulla prima casa, mentre sono fermi gli investitori che acquistavano per mettere a reddito, visto il rallentamento delle locazioni.

Zona Isola – si registra un buon movimento sulla prima casa da parte di single alla ricerca di bilocali più ampi. Rallentano le nuove costruzioni, e il lockdown costringe ad allontanare il momento della consegna degli appartamenti.

Bonola–Trenno – In questo comprensorio c’è un aumento di domanda di tagli più grandi, trilocali e quattro locali. Meno presenti gli investitori. La sensazione è che il mercato sia in una fase di attesa, ed infatti i tempi di vendita stanno rallentando. C’è ancora timore per cosa potrà accadere. Gli investitori stimolati dal super-bonus si stanno orientando verso soluzioni da ristrutturare e rivendere. Si ricercano sempre più abitazioni con spazio esterno e metrature ampie.

Vercelli–Lorenteggio – Incremento dell’1,9% nella macro area, che include alcuni quartieri in cui si iniziano ad avvertire i segnali positivi per l’arrivo della linea 4 della metropolitana. La presenza di prezzi più contenuti rispetto alle vicine zone di Savona e Tortona ha determinato una maggiore domanda negli ultimi anni. Della stessa macro area fa parte anche il quartiere di Solari-Foppa, che ormai da alcuni semestri registra valori in aumento, grazie ad acquisti di prima casa e ad investimenti. Ricercate le soluzioni indipendenti, difficili da trovare e che per questo motivo si vendono a qualcosa in più.

Fiera-San Siro – in questa area i valori immobiliari hanno registrato un aumento dell’1%. Tra i quartieri che hanno segnalato un lieve incremento dei prezzi c’è Fiera-Monterosa e Domodossola. Entrambi beneficiano della vicinanza di City Life che ha trascinato al rialzo le quotazioni delle aree circostanti. Il mercato registra una buona tenuta grazie ad una domanda sostenuta ed un’offerta ridotta.  Le quotazioni più elevate si raggiungono per le abitazioni presenti in via Monterosa e strade limitrofe e via Dominichino, dove si concentrano prevalentemente immobili signorili costruiti tra gli anni ’60 e gli anni ’70.

Navigli–Famagosta – Si segnala un mercato vivace, ma si è fatto sentire il rallentamento della domanda ad uso investimento che, dopo un boom degli anni scorsi, sembra essere in leggera contrazione. Stanno comprando giovani coppie e single. Il mercato appare più dinamico su via Ludovico il Moro, in cui l’offerta immobiliare include case con balconi abitabili o vivibili. In più si apprezza il futuro arrivo della metropolitana 4.

Città Studi–Indipendenza –  In diminuzione dello 0,4% i prezzi immobiliari in questa area. In corso XXII Marzo il mercato immobiliare segnala prezzi ancora in lieve aumento sia per la domanda elevata e sia per le attese legate all’arrivo della linea 4 della metropolitana e alla nascita di aree verdi che dovrebbero sorgere non lontano dal complesso di Porta Vittoria. Si sono realizzati soprattutto acquisti di prima casa visto che è in atto un ricambio generazionale in zona che vede molti giovani acquistare, quasi sempre residenti in zona.

Relativamente al secondo semestre, un recente report della startup Maiora Solutions ha analizzato l’andamento dei prezzi delle case in vendita a Milano, basandosi sui prezzi degli annunci di vendita – e non su quelli effettivi di compravendita, come nel report del primo semestre di Tecnocasa – pubblicati sui principali portali immobiliari fino a settembre, osservando 35 quartieri del capoluogo. Un primo dato interessante che emerge è quello che vede alcune tipologie di immobili reggere meglio rispetto ad altre, per via dell’emergenza sanitaria della seconda ondata di Covid.

In linea generale, i prezzi degli immobili sono leggermente diminuiti, con eccezione delle abitazioni di piccola metratura situate in centro, le quali mantengono un andamento più competitivo rispetto a quelle simili situate in periferia: il prezzo medio dei monolocali e dei bilocali ha registrato un decremento dell’1% durante l’autunno 2020. In particolare, soffrono soprattutto i monolocali, che dalla fine del primo lockdown a oggi hanno visto una variazione negativa pari al 14,2%.

Pertanto, nel secondo semestre 2020 si sta assistendo a una lieve discesa dei prezzi, senza differenze particolari a seconda dei diversi quartieri. Il mercato, infatti, si sta muovendo in maniera piuttosto omogenea in tutta la città. Attualmente, secondo le ultime rilevazioni (Ottobre 2020), il prezzo medio per gli immobili in vendita a Milano è di 4.731 €/m², con oscillazioni da 2.358 €/m² e fino 9.478 €/m² medi a seconda delle aree prese in considerazione.

Nessun crollo, quindi, ma solo un assestamento dei prezzi da attribuire al particolare periodo che il mercato sta vivendo.

Mercato abitazioni a Roma per macro aree. Prezzi in lieve diminuzione fino al 2021, ma più stabilità

Le quotazioni del mercato immobiliare della Capitale mostrano dati non troppo negativi lungo tutto il corso dell’anno. Il mercato dei B&B e degli affittacamere si rivela come il segmento in maggiore sofferenza, sul quale si registrano chiusure e dismissioni. I dati parziali del secondo semestre, nonostante la seconda ondata di pandemia, mostrano un ulteriore discesa dei prezzi ma una maggiore stabilità, che conferisce buone aspettative sulle compravendite del 2021.

Relativamente alle abitazioni, alcuni studi di mercato ci aiutano a capire come sono andate le cose nel corso di questo annus horribilis per la Società Civile, durante il quale anche gli operatori immobiliari hanno dovuto affrontare la propria percentuale di sacrificio.

L’analisi di Tecnocasa sulla città di Roma, per esempio, prende in considerazione alcune macro aree, ed è stata condotta sulla base di una metodologia specifica. Innanzitutto, i prezzi indicati si riferiscono ai valori medi delle vendite effettivamente avvenute, e non a quelli richiesti dei proprietari. Esse incorporano, quindi, la trattativa con gli eventuali ribassi. Inoltre, le quotazioni si riferiscono a tagli di 80-90 mq; pertanto, in caso di immobili di metratura inferiore devono essere applicati i correttivi al rialzo.

I valori, poi, sono riferiti ad immobili diversi per vetustà (nuovo e usato) e per tipologia (signorile, medio ed economico).

Naturalmente, trattandosi di prezzi medi, essi saranno orientativi, non ricomprendendo le peculiarità e le specifiche caratteristiche di ogni immobile e i suoi eventuali scostamenti di prezzo dalla media. Lo studio, però, fornisce una guida efficace tra le quotazioni delle diverse aree, grazie alla capillarità delle agenzie affiliate.

Prezzi – Nella prima parte del 2020, rispetto al secondo semestre del 2019, i valori immobiliari di Roma sono diminuiti dell’1,5%, mentre la media delle grandi città ha visto prezzi in aumento dell’1%.

Compravendite – Nei primi sei mesi del 2020 le compravendite residenziali a Roma città sono state 13461, con una diminuzione del 19,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. 

Tempi di vendita – per vendere l’abitazione nella capitale occorrono in media 107 gg..

Domanda e disponibilità di spesa – La domanda si focalizza prevalentemente sui trilocali con il 46,9% delle richieste, a seguire i bilocali che compongono il 29,9% della domanda. La disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti è compresa tra 250 e 349 mila € nel 24,4% dei casi e tra 170 e 249 mila € nel 22,8% dei casi. Rispetto allo scorso semestre da segnalare un lieve aumento della percentuale di acquirenti con disponibilità superiore a 250 mila €.

ANALISI DELLE MACROAREE

Le aree centrali della città chiudono il semestre con un ribasso dei valori dell’1,3%. Mercato sempre dinamico quello del Centro storico, anche post lockdown. Le richieste di acquisto e di locazione sono sempre numerose ed i venditori sembrano anche più risoluti nell’accettare le proposte dei potenziali acquirenti. Le quotazioni medie risultano comunque invariate rispetto ai primi mesi del 2020. L’emergenza sanitaria ha determinato però uno stop della domanda per investimento, che in questa area della città era spesso focalizzata sulla realizzazione di B&B ed affittacamere. Non si registrano infine variazioni significative dei tempi medi di vendita, che si mantengono sostanzialmente ai livelli pre-Covid.

Chi acquista nel Centro storico raramente si avvale di un mutuo, ma anche sul fronte del credito non si segnalano difficoltà di erogazione. Inoltre, nel Centro storico, si registra una buona richiesta di immobili di prestigio da parte di famiglie. Per questi immobili si possono toccare anche top prices di 14-15 mila € al mq raggiungibili, ad esempio, in Piazza Di Spagna. In piazza del Popolo e in via del Babuino, le quotazioni toccano gli 8000-9000 € al mq. Nelle altre zone del centro di Roma i prezzi scendono mediamente a 5000-6000 € al mq, per raggiungere valori di 7000-8000 € al mq per quelle posizionate in via Veneto, Fontana di Trevi e piazza Navona.

Intorno al Pantheon e nel Ghetto Ebraico non si superano gli 8000 € al mq per le soluzioni da ristrutturare, con punte di 10 mila € al mq per le abitazioni in buono stato. La domanda di prima casa è concentrata in parte anche in zona Prati, in particolare su via Cola di Rienzo dove si segnalano prezzi medi di 5000-7000 € al mq.

Sono in aumento le quotazioni nell’area dell’Esquilino, Santa Croce in Gerusalemme, viale Manzoni e piazza Vittorio Emanuele. L’area che si sviluppa a ridosso della stazione ha quotazioni medie di 2500-3000 € al mq.

Una lieve contrazione delle quotazioni ha interessato il quartiere di corso Trieste – Villa Torlonia – Coppedè. La domanda è sempre molto sostenuta, tuttavia l’offerta è più abbondante e questo sta determinando un lieve ribasso dei valori. Sono tanti quelli che vendono per realizzare un acquisto migliorativo. Piacciono gli stabili in stile liberty che si trovano all’interno del quartiere Coppedè, dove si raggiungono punte di 9000 € al mq, mentre in zona Villa Torlonia si scende a 7000 € al mq.

Il ribasso più importante dei prezzi nel primo semestre (-2,7%) si è registrato nella macro area di Roma Sud. Hanno sofferto maggiormente i quartieri più periferici della città, tuttavia anche nella zona Eur il post lockdown vede un mercato che riparte ma a rilento. Diminuisce infatti il numero di richieste e le proposte di acquisto dei potenziali acquirenti sono spesso in forte ribasso rispetto al prezzo richiesto, e questo ha portato ad una leggera contrazione dei valori. I valori per un medio usato sono di 4000 € al mq, con punte di 4200 € al mq per le tipologie in buono stato presenti su viale Europa e viale Aereonautica.

Il periodo di fermo ha leggermente aumentato la richiesta di immobili con spazi esterni, ed in particolare chi ha una disponibilità di spesa superiore a 350 mila € ritiene indispensabile la presenza di almeno un terrazzo-balcone abitabile.

Diminuiscono dell’1,7% i valori immobiliari della macro area di Villa Ada – Monte Sacro. Tra i quartieri in calo c’è Montesacro – Ossola dove hanno subito un ribasso soprattutto le soluzioni da ristrutturare. La macro area di Monteverde – Aurelio, allo stesso modo, registra un ridimensionamento dei prezzi dell’1,5%. Ha tenuto l’area intorno a via Gregorio VII. Non si registrano infatti particolari ripercussioni dovute all’emergenza Covid. Le quotazioni non hanno subito variazioni e le compravendite, finito il periodo di lockdown, sono ripartite allo stesso ritmo di inizio anno.

Un discorso a parte va fatto per il mercato dei B&B e degli affittacamere, segmento in sofferenza sul quale si registrano chiusure e dismissioni un po’ in tutte le macro aree. Alcuni imprenditori, infatti, stanno mettendo in vendita gli immobili utilizzati per queste attività, e sono scomparse dal mercato le richieste di acquisto per abitazioni da adibire a questo tipo di strutture ricettive.

Sul fronte della concessione del credito, fortunatamente, non si segnalano particolari variazioni, e le banche stanno erogando come prima. Anche le tempistiche non sembrano essere cambiate. Nonostante questo, i dati parziali sul secondo semestre del 2020 rivelano una ulteriore flessione dei prezzi degli immobili in tutta Italia, e quindi anche a Roma. Ce lo dice un sondaggio condotto da Banca d’Italia, che ha coinvolto 1.403 agenti immobiliari. Il calo che emerge dai dati è significativo, ma c’è anche un aspetto positivo. Infatti, sembrano essere migliorate le condizioni complessive della domanda e l’andamento dei mandati a vendere, mentre i tempi di vendita e gli sconti medi sui prezzi richiesti dai venditori hanno raggiunto una certa stabilità intorno ai valori medi, senza troppi scostamenti  tipicamente speculativi.

In ogni caso, la crisi economica innescata dalla pandemia lascerà i suoi pesanti strascichi anche nel primo semestre del 2021, ma la diminuzione dei prezzi e la maggiore stabilità dovrebbero costituire le basi per una buona ripresa nella seconda parte del prossimo anno.

Mercato immobiliare ancora in calo nel 2019, Milano e Roma le eccezioni. Cresce il mercato delle aste

L’andamento dei prezzi delle case appare ancora strettamente legato ai tassi d’interesse, ed un rialzo significativo del costo del denaro farebbe emergere tutta l’attuale debolezza del mercato.

Il 2019 si è chiuso con il segno negativo per i prezzi del mercato immobiliare. I dati di settore, infatti, rivelano un calo del 2,8%, e pare che questa tendenza al ribasso possa proseguire anche nel corso del 2020.

Nonostante il calo sia generalizzato in tutto il territorio nazionale, la Lombardia, in controtendenza, ha registrato un valore medio stabile, ed a Milano il prezzo medio per una casa ha raggiunto la quotazione di 2.960 euro a metro quadrato (seconda solo a quella media di Roma).

L’atteggiamento dell’acquirente-tipo italiano non è cambiato con il diminuire delle quotazioni, ed anzi si è perfezionato, grazie anche ai siti web del settore che offrono metodi di ricerca ricchi di dettagli che prima venivano trascurati. Pertanto, l’utente medio che aspira ad acquistare casa, oggi prende in considerazione molte più variabili che in passato, e valuta attentamente, oltre alla grandezza ed al numero delle stanze dell’immobile, la qualità dei bagni, la presenza di spazi esterni, di box auto e cantina; ma anche il contesto di quartiere, il vicinato, la vicinanza ai mezzi pubblici, a scuole ed ospedali.

Relativamente all’aumento dei prezzi a Milano, le previsioni non sono eccessivamente ottimistiche, e si pensa che l’andamento dei prezzi potrebbe rivelarsi negativo nei prossimi due anni. Infatti, la crescita del numero di compravendite dura ormai da quasi quattro anni, e si ritiene che si sia vicini al massimo fisiologico per la città. Al contrario, Roma dovrebbe avere ancora un discreto margine  di aumento dei rogiti, mentre le quotazioni rimarranno ferme (tra il -1,2% ed il +2%).

In ogni caso, l’andamento dei prezzi delle case appare ancora strettamente legato ai tassi d’interesse, ed un eventuale rialzo significativo del costo del denaro farebbe emergere tutta l’attuale debolezza del mercato immobiliare, che ha un bisogno disperato di tassi bassi per reggersi su in un panorama, tutto italiano, dove 3 famiglie su 4 sono proprietarie di casa, e l’offerta supera regolarmente la domanda. E non preoccupa affatto l’aumento dell’Eurirs a 20 anni (il parametro utilizzato per i mutui a tasso fisso), che è risalito di 55 centesimi, perché l’impatto sulle rate è piuttosto limitato e non si intravede all’orizzonte una politica monetaria meno favorevole nei prossimi anni.

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Ritornando alle quotazioni, esiste una forbice molto ampia tra alcune regioni del Nord e quelle del Sud. Per esempio, a parità di tipologia e metratura, i valori di mercato di Trentino Alto Adige (339 mila euro) e Valle d’Aosta (oltre 283 mila euro) sono all’apice, mentre quelli della Basilicata (106 mila euro) e Molise (112 mila euro) risultano inferiori anche del 65%.

Queste differenze sono confermate anche dai dati aggregati per città: a Milano le abitazioni valgono complessivamente 207,4 miliardi di euro, mentre a Napoli 104,5 miliardi di euro, quasi la metà.

Accanto al mercato immobiliare ordinario, sempre più potenziali acquirenti si rivolgono al mercato delle aste, dove si possono trovare occasioni irripetibili per chi ha liquidità, e gli immobili di pregio (più grandi e centrali) scontano parecchie difficoltà nella vendita per via della crisi di liquidità e per la stretta creditizia delle banche, poco restie a concedere mutui di grande entità.

Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, composto da operatori specializzati che operano nelle aste dei tribunali. Infatti, ogni qualvolta l’asta va deserta, il bene subisce una riduzione del 25%, da cui ripartirà il prezzo dell’asta successiva. Secondo ReViva (startup italiana specializzata in aste immobiliari), il deprezzamento medio è pari al 57%. Del resto, in Italia si svolgono ogni anno circa 130 mila aste, durante le quali vengono aggiudicati immobili residenziali, non residenziali e terreni.

Si tratta di un giro di 12 miliardi di euro, ammantato di riservatezza e, anche per questo, ancora poco accessibile.

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