Aprile 21, 2026
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Mobile Experience, sfida aperta fra le telco italiane

Sale WindTre nella velocità di rete, mentre Vodafone si aggiudica il premio Games Experience. Tim in pole nei risultati regionali.

ROMA (ITALPRESS) – Windtre, società guidata di Jeffrey Hedberg, conferma la vetta per velocità e anche nella categoria Video. Vodafone si aggiudica il premio Games Experience. Tim in pole nei risultati regionali.
 
“Negli ultimi sei mesi abbiamo visto WindTre consolidare la sua posizione nella nostra classifica nazionale con forti miglioramenti in entrambe le nostre metriche di velocità, oltre a un nuovo vantaggio nella Video Experience, dopo aver vinto il premio con Tim sei mesi fa”: è quanto segnalano gli analisti di Opensignal nel report “Italy Mobile Network Experience”, che fa il punto sulle novità nei 90 giorni da inizio luglio misurando l’esperienza dell’utente dei quattro principali operatori italiani – Iliad, Tim Vodafone e WindTre – sia a livello nazionale che in 21 delle più grandi città del paese.
 
“Abbiamo utilizzato misurazioni 5G in aggiunta a quelle delle generazioni precedenti per determinare i punteggi complessivi per ciascuna metrica”, puntualizza la società. Secondo le rilevazioni WindTre ottiene 69,4 punti sul fronte “Esperienza video” in vantaggio di 0,5 punti – quindi di fatto in parità – su Vodafone. 2,5 punti separano i quattro operatori nazionali, e ciò indica che la concorrenza per questo parametro è ancora alta, evidenzia Opensignal. WindTre consolida la sua posizione sul Download Speed Experience e ha registrato “un impressionante miglioramento di 4,8 Mbps, raggiungendo ora i 30,1 Mbps”, si legge nel report. “L’operatore ha anche mostrato il maggior miglioramento in Upload Speed Experience, con 9,9 Mbps dopo aver aumentato il suo punteggio di 0,7 Mbps. Questi miglioramenti hanno spinto WindTre più avanti e l’operatore è ora in vantaggio rispettivamente di 5,5 Mbps e 1,7 Mbps sul secondo e terzo operatore.
 
Vodafone e Tim sono stati gli unici due operatori a segnare nella categoria Fair (65-75) Games Experience, mentre WindTre e Iliad hanno ottenuto un punteggio inferiore a 65, attestandosi nella categoria Poor (40-65). Tim è stata una forte contendente nei premi regionali: si è assicurata cinque premi su sei a Milano e ha registrato alcuni dei punteggi più alti nelle 21 città analizzate in Video Experience, Games Experience e Voice App Experience. Vodafone ha lanciato servizi 5G commerciali a giugno 2019, seguita da Tim il mese successivo”.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Libra-Facebook: una nobile moneta mondiale, o solo un business planetario per i pagamenti virtuali?

Con Libra, Zuckerberg sposta l’attenzione dalla moneta mondiale al business legato alla sua gestione. Con buona pace delle banche centrali e della grandi corporation.

Il recentissimo lancio di Libra, la moneta che Facebook vorrebbe diffondere tra i suoi “cittadini”, necessita di una serie di chiarimenti per evitare che la si possa scambiare con qualcos’altro. Pertanto, è bene sapere che si tratta di un progetto che viene da lontano: Facebook, già qualche tempo fa, ha creato in Svizzera una fondazione indipendente per gestire tutto il progetto e controllare la moneta. Quest’ultima non sarà minimamente paragonabile al celebre (e famigerato, sotto molti punti di vista) Bitcoin, il quale peraltro è particolarmente soggetto ad una fortissima volatilità di prezzo. Al contrario, Libra perseguirà l’obiettivo di una costante stabilità, e questo certamente piace all’Europa di marca tedesca (terrorizzata dall’inflazione fin dai tempi di Weimar).

La moneta “facebookiana”, che sarà in circolo a partire dal 2020, ha bruciato sul tempo quella di Telegram, che era al lavoro da circa un anno sulla propria criptomoneta (il Gram, per la quale aveva già raccolto finanziamenti per 1,7 miliardi di dollari e adesso pare destinata ad un rapido oblio).

Libra, come dicevamo, non sarà una vera e propria cripto-valuta, perché a differenza delle altre cripto-monete il suo valore sarà ancorato a beni reali, nello specifico un fondo di riserva, ossia una sorta di paniere di valute di vario tipo (la riserva finanziaria, secondo le fonti, sarebbe già stata messa a budget per arrivare prima dei concorrenti).

Con questa moneta virtuale, pertanto, sarà possibile non solo pagare e scambiare denaro sui social network di proprietà, ma in tutto il web e fuori dal web. Infatti, sembra che l’obiettivo sia quello di creare una vera e propria valuta internazionale, alternativa non al bitcoin, bensì al dollaro, trasformandola cioè in una moneta di scambio globale, che già oggi avrebbe qualcosa come due miliardi e mezzo di utenti. Inoltre, verrebbe usata anche da circa 1,7 miliardi di persone nel mondo che non hanno un conto in banca, o che semplicemente trovano conveniente non versare le commissioni ai gestori di carte di credito o di servizi di invio digitale del denaro. Per questo motivo, potenzialmente, sul lungo periodo Libra potrebbe spazzare qualsiasi competitor bancario sui cambi (e non solo), in tutto il mondo.

L’iniziativa di Zuckerberg e dei suoi strateghi è stata profondamente pensata, e condivisa già da 27 partner del calibro di PayPal, Mastercard, Visa, Coinbase, Uber, EBay, Spotify, Lift, Vodafone e Iliad; tutti colossi che, per evitare di essere tagliati fuori dal business, hanno preferito investire nel progetto di Facebook, entrando con una quota pari a 10 milioni di dollari ciascuno, destinata ad aumentare.

In buona sostanza, ci troveremmo di fronte ad un’azienda che batte moneta e accumula miliardi di dollari di riserve valutarie in una propria banca centrale. Chi ci potrebbe perdere? Il Dollaro USA e l’Euro, certamente. E allora, come mai Facebook va avanti nel suo progetto così speditamente, senza ricevere le “attenzioni” del litigioso Trump o della Trojka europea? Semplice, perché Libra, oltre ad aver fatto opera di geniale diplomazia con i propri partner (che altrimenti gli avrebbero fatto una guerra senza quartiere) potrà contenere anche il Dollaro e l’Euro dando stabilità ai propri corsi.

Inoltre, dal momento che Facebook ha fatto sapere che farà da apripista nelle fasi iniziali del progetto, e poi il suo ruolo e le sue responsabilità saranno gli stessi di qualsiasi altro membro fondatore (cosa strana, a dire il vero, ma tant’è), qual è il vero affare di Facebook? Il sistema dei pagamenti, naturalmente. Infatti, per spendere e conservare le libre avremo bisogno di un’app wallet simile a quella che si usa per le cripto-valute. Quella di libra si chiamerà Calibra, e verrà gestita da Facebook, che ha già anticipato che i dati finanziari di Calibra saranno separati dai dati dei social. “Le informazioni sull’account e i dati finanziari dei clienti di Calibra non verranno utilizzati per migliorare il targeting delle inserzioni sulla famiglia di prodotti Facebook”, hanno fatto sapere dall’azienda.

L’unica cosa certa è che, in questa iniziativa di Zuckerberg, non c’è nulla di veramente nobile, se non in via del tutto incidentale.

E poi, sulla privacy staremo a vedere…

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