Aprile 21, 2026

Vino pregiato, passione senza età. Solo per investitori pazienti e bene organizzati

Investire nel vino comporta anche una necessaria organizzazione di base, che va dal trasporto alla conservazione e alla compravendita.

Bere vino è una tradizione secolare. Una delle prime grandi civiltà occidentali, l’antica Grecia micenea, ha dovuto gran parte del suo successo alla coltivazione e alla creazione del vino. Per gli investitori questo è un investimento senza età, indipendentemente dall’era attuale.

L’investimento nel vino avviene attraverso due metodi diversi. Il primo consiste nell’acquistare e rivendere direttamente singole bottiglie o casse (3, 6, 9 o 12 unità) di un determinato tipo di vino. L’altro metodo è l’acquisto di quote in un pool di investitori, che risulta essere più idoneo per chi non ha sufficiente esperienza nell’investimento diretto.

Scartando i prodotti (anche quelli ottimi, che ci sono) derivanti dalla produzione massiva, per investire bisogna avvicinarsi ai produttori di vini c.d. d’élite, che imbottigliano solo vino pregiato e per questo motivo, con i dovuti distinguo, si possono associare ad un investimento finanziario.

L’Italia è il paese del buon vino per eccellenza, ma il 90% del vino pregiato per gli investimenti viene prodotto nell’area francese di Bordeaux. Alcune annate provenienti da quei rinomati vigneti si vendono a migliaia per una sola bottiglia.

Il vino pregiato, come regola generale, deve partire da 50 euro a bottiglia per essere considerato tale. Una regola (non scritta) di questo particolare mercato è quella secondo cui all’aumentare del prezzo aumenterà anche la domanda di un determinato vino. Questo non ha niente a che vedere con la qualità (che è fuori discussione, per quella categoria di vini!), ma con lo status che il possesso di determinate bottiglie attribuisce al possessore, sia esso cantina o collezionista privato. Inoltre, l’equazione “maggior prezzo=maggior domanda” si realizza grazie ad una circostanza che a molti sfugge: tutto ciò che ha contribuito a produrre un determinato vino non può mai essere replicato. Stiamo parlando di elementi assolutamente non controllabili come le condizioni meteorologiche, l’annata e i metodi di produzione, che in tutta evidenza non possono essere duplicati e aggiungono fascino al tutto.

Investire nel vino comporta anche una necessaria organizzazione di base, che va dal trasporto alla conservazione. Infatti, se si ha l’intenzione di conservare il vino per alcuni anni, è indispensabile assicurarsi di farlo in condizioni ottimali. Ad esempio, una stanza troppo calda accelera il tempo necessario alla maturazione del vino, mentre una eccessivamente fredda causerà la produzione di scaglie di cristallo nel vino, rovinandolo. Pertanto, il posto migliore per conservare il vino è nel seminterrato, o in un armadio buio, ma per un investitore serio che ha spazio sufficiente è meglio acquistare un dispositivo di raffreddamento del vino, in relazione al quale sarà necessario effettuare delle valutazioni energetiche per comprendere l’entità della spesa di elettricità e preventivare con maggior precisione quanto costerà l’investimento complessivo.

Data la natura del tutto simile a quella di un gioiello, il vino costoso è considerato un oggetto prezioso. Una delle prime cose da fare, pertanto, è assicurare la collezione, possibilmente senza franchigie.

Se non si ha lo spazio adatto alla conservazione, esistono diversi magazzini che agiscono in conto terzi, sebbene il loro servizio si aggiunge al costo complessivo dell’investimento.

In relazione alle previsioni di rendimento, ci sono due importanti indicatori da analizzare quando si vuole determinare il valore attuale e previsionale di un vino: la sua scarsità e la sua valutazione. Relativamente alla seconda, in una scala da 1 a 100, i vini che hanno un punteggio superiore a 95 sono considerati pregiati. Prevedere la scarsità, invece, è una cosa più difficile da fare. Un vino imbottigliato in produzione limitata ha alte probabilità di mantenere la sua scarsità, e la ricerca dei prezzi passati sarà utile per prevedere cosa porterà il futuro di una certa annata.

Proprio come le azioni e gli altri investimenti finanziari, esistono indici anche per il vino pregiato. Liv-ex, ad esempio, è una piattaforma di trading online utilizzata da commercianti di vino professionisti, così come Wine Owners, che però è un sito Web indirizzato all’investitore privato. Entrambe le piattaforme sono un ottimo modo per controllare le proprie partecipazioni sotto forma di diversi grafici e diagrammi, in modo simile al funzionamento di un sito web di borsa online.

L’acquisto e la conservazione del vino è solo la prima tappa del viaggio di un investimento nel vino. In media, molti investitori di vino pregiato lo detengono per un minimo di cinque anni, sia per fargli maturare un sapore corposo, sia per alimentare il prestigio attorno ad esso. Un ruolo fondamentale nelle compravendite di vino lo ricoprono le case d’aste, che intermediano gli scambi fisicamente (asta pubblica) o virtualmente (aste online) lucrando una commissione.

Passando ad alcuni esempi di buon investimento in questo settore così alternativo ed emozionale, il Domaine de la Romanee-Conti, comunemente abbreviato in (RDC), è uno dei vini più costosi del mondo e spesso considerato uno dei migliori. Il vino proviene da Cote De Nuits, Francia. Il prezzo medio di una bottiglia è pari a circa 15.000 euro, ed alcune annate si sono avvicinate ai 200.000 per bottiglia. Il Château Mouton Rothschild è un altro vino che proviene dalla regione francese di Bordeaux; una bottiglia del 1945 fu venduta per 114.614 USD alla fine degli anni Novanta.

Questi esempi di successo sono solo alcuni tra i tanti, ma è bene dire che investire nel vino costringe l’investitore ad attendere il lungo periodo per realizzare un buon rendimento, ed il mercato non è liquido come quello dei preziosi o delle opere d’arte. Per evitare il problema della liquidità (possibilità di vendere in qualunque momento), esistono altre opzioni per investire nel vino, e uno di questi è rappresentato dai fondi di investimento. Il Wine Source Fund, per esempio, investe in vino di tutto il mondo e diversifica anche con altri alcolici. Un altro fondo interessante creato alcuni anni fa è The Bottled Asset Fund. Inizialmente è stato lanciato con un investimento di 9 milioni di USD, e nel tempo ha ottenuto rendimenti notevoli, investendo non solo nei vini della regione francese di Bordeaux, ma anche in quelli italiani o della Napa Valley.

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