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MILANO (ITALPRESS) – Il Milan rispetta i pronostici e supera con merito il Lecce per 3-0 a San Siro, staccando il pass per gli ottavi di finale. A decidere la gara sono i centri di Gimenez nel primo tempo e quelli di Nkunku e Pulisic nella ripresa. I padroni di casa creano la prima occasione dopo nemmeno due minuti, quando Frùchtl sbarra la strada a Gimenez in uscita ed è poi Siebert a salvare i suoi sulla linea negando a Loftus-Cheek un facile gol a porta vuota. Al 9′, Frùchtl compie un miracolo su Rabiot, che si fa respingere un potente mancino ravvicinato dal portiere avversario. Pochi istanti dopo, lo stesso Frùchtl esce a vuoto su una palla vagante ma Nkunku lo perdona colpendo clamorosamente il palo a porta sguarnita. La partita cambia al 18′, quando Siebert viene espulso per un fallo da ultimo uomo su Nkunku in seguito a una revisione al Var. I sette volte campioni d’Europa ci mettono solo due minuti a sbloccare meritatamente il match. Ricci serve in profondità Bartesaghi, il quale trova al centro Gimenez che in spaccata trafigge Fruchtl e firma la sua prima rete della stagione. Alla mezz’ora, Saelemaekers sgasa sulla destra e mette dentro una palla insidiosa sulla quale si avventa in spaccata Rabiot, che centra in pieno la traversa. Allo scadere, Pavlovic sfiora il raddoppio con una bella punizione dal limite che viene alzata sopra la traversa dal portiere. Si va al riposo sull’1-0.
A pochi secondi dall’inizio della ripresa, Loftus-Cheek prende il palo con una conclusione ravvicinata con il destro. Il raddoppio giunge al 6′. Saelemaekers crossa con il mancino dalla destra e pesca Nkunku sul secondo palo, che con una pregevole mezza rovesciata batte Frùchtl e sigla la prima rete con la nuova maglia. Al 19′ arriva il tris. Fofana crossa dalla destra e il neo entrato Pulisic attacca l’area da vero opportunista e con una zampata di destro infila Frùchtl nell’angolino per il 3-0. Il primo e unico tiro dei salentini di tutto il match si registra al 16′, quando il rientrante Maignan alza sopra la traversa una punizione dal limite di Berisha. Nel finale ci sarà anche il tempo per annotare l’esordio assoluto di Odogu con la casacca rossonera. Il risultato non cambierà più. Il Milan festeggia così il passaggio del turno. Ad aspettarlo agli ottavi, a Roma, ci sarà la Lazio.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Si è spenta all’età di 87 anni Claudia Cardinale. L’attrice italiana – come riportano i media francesi – è deceduta a Nemours, vicino a Parigi, dove viveva da tempo. La notizia è stata confermata dal suo agente.
Claudia Cardinale, pseudonimo di Claude Josèphine Rose Cardinale, era nata a Tunisi il 15 aprile del 1938 da genitori siciliani immigrati durante il protettorato britannico. Dalla commedia all’italiana agli spaghetti western, dalle pellicole drammatiche a quelle storiche sino a quelle di stampo hollywoodiano, lavorando saltuariamente anche nella musica, in teatro e in televisione. Ha partecipato a più di 150 film, alcuni dei quali considerati delle pietre miliari del cinema d’autore. Oltreoceano ha raggiunto un grande successo di pubblico ricevendo numerosi consensi da parte della critica, affiancando alcuni degli attori internazionali più acclamati. Il suo primo film italiano è I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli, ma il primo ruolo importante fu in Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi.
La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini, mise in scena involontariamente la parte più dolorosa della sua vita reale: il figlio nascosto e le permise un’identificazione totale con il personaggio della ragazza-madre Aida. Il 1963 rappresentò un anno cruciale per la carriera della Cardinale: ebbe l’irripetibile occasione di lavorare contemporaneamente con due dei maggiori maestri del cinema italiano in film-simbolo della loro carriera. Partecipò a Il Gattopardo di Luchino Visconti e a 8 e mezzo di Federico Fellini. La sua prima vera interpretazione con la propria voce, nel film La ragazza di Bube di Luigi Comencini, le valse il primo importante riconoscimento al suo lavoro di attrice: il Nastro d’argento per la migliore attrice. Solo già sessantenne Cardinale esordisce a teatro, accettando la proposta di Squitieri, mentre in passato aveva rifiutato quelle prestigiose di Luchino Visconti e Giorgio Strehler. Claudia Cardinale è stata sposata con il produttore cinematografico italiano Franco Cristaldi (1966), ma la loro convivenza era iniziata molti anni prima, sebbene tenuta segreta a causa delle leggi italiane che non permettevano il divorzio, dal momento che Cristaldi era precedentemente sposato. I due si lasciarono definitivamente nel 1975. Nel 1973 durante le riprese di un film, incontra il regista napoletano Pasquale Squitieri, con cui successivamente ha iniziato un lungo sodalizio artistico.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ousmane Dembelè, attaccante del Psg, vince la 69esima edizione del Pallone d’Oro. Il 28enne calciatore francese, protagonista del “triplete” della squadra di Luis Enrique nella scorsa stagione (Ligue 1, Coppa di Francia e Champions), batte lo spagnolo Lamine Yamal (Barcellona) e il compagno di squadra Vitinha. Ai piedi del podio ci sono Mohamed Salah (Liverpool) e Raphinha (Barcellona), che precedono Achraf Hakimi (Psg), Kylian Mbappè (Real Madrid) e Cole Palmer (Chelsea), nono Gianluigi Donnarumma con Nuno Mendes (Psg) che completa la top ten. Il portiere della Nazionale, protagonista fino allo scorso giugno in maglia Psg e ora agli ordini di Guardiola nel Manchester City, si consola col premio Yashin riservato al miglior portiere: “Sono onorato di ricevere questo riconoscimento. Sono contentissimo delle mie prestazioni fatte nella scorsa stagione. Abbiamo ottenuto risultati incredibili, grazie a tutta la squadra e a tutti i miei ex compagni. Abbiamo fatto una stagione formidabile. Ora sono concentrato sulla mia nuova avventura al Manchester City e spero di vincere tanti trofei. Ringrazio tutta la mia famiglia, che mi è stata sempre vicina nei brutti momenti. E’ grazie a loro se sono qui”. Tornando alla classifica finale del Pallone d’Oro, la serie A piazza tre giocatori nella Top 30: 18° Scott McTominay (Napoli), 20° Lautaro Martinez (Inter), 25° Denzel Dumfries (Inter). A loro si potrebbe aggiungere Khvicha Kvaratskhelia, 12° e fino a gennaio in forza al Napoli.
A Lamine Yamal va il premio Kopa come miglior giovane (quinto lo juventino Yildiz), il Psg domina la serata portandosi a casa anche i premi come miglior squadra e quello di miglior allenatore con Luis Enrique che batte la concorrenza, fra gli altri, di Antonio Conte (Napoli) ed Enzo Maresca (Chelsea).
In campo femminile terzo Pallone d’Oro consecutivo per Aitana Bonmatì, in una classifica in cui sono presenti anche le azzurre Cristiana Girelli (16esima) e Sofia Cantore (24esima). Fra i tecnici la spunta Sarina Wiegman, campionessa d’Europa alla guida dell’Inghilterra, miglior squadra l’Arsenal.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
NAPOLI (ITALPRESS) – La prima fuga della Serie A è del Napoli, che approfitta subito dello stop della Juventus. Conte e i suoi sconfiggono 3-2 il Pisa dopo una gara che si è rivelata più complicata del previsto, coi toscani ampiamente in partita fino alla fine e capaci di spaventare i campioni d’Italia nel recupero.
Conte fa turnover, cambiando qualche pedina: De Bruyne è l’unico superstite della mediana titolare, Anguissa e Lobotka partono dalla panchina. Di fronte un Pisa che si schiera col 3-5-2 e rischia di avere subito una clamorosa chance per il vantaggio, quando De Bruyne stende Leris in area. L’arbitro però annulla il rigore per un precedente tocco di mano, chiamata al limite del Var e grosso rischio per il belga. Il Napoli riprende subito il focus del gioco e si vede annullare il vantaggio, siglato da Elmas, ma la partita è decisamente equilibrata nella prima mezz’ora. La rete che cambia tutto arriva al 39′, sulla prima disattenzione difensiva dei toscani: Spinazzola brucia Leris e la mette dietro per Gilmour, che insacca l’1-0. Scelta vincente di Conte, dunque, quella sullo scozzese. Il Pisa spreca il pari proprio con Leris e nella ripresa alza il baricentro, complici anche i cambi di Gilardino. Nasce così il pari, che arriva su rigore: Nzola trasforma dal dischetto, evidente il mani di Beukema in area. Siamo al 60′ e il Napoli, che reinserisce Lobotka e Anguissa, non perde comunque il controllo delle operazioni. Passano tredici minuti e Spinazzola firma il nuovo vantaggio: tiro che sorprende Semper, non esente da colpe, e 2-1. Entra anche Lucca, che sembra chiudere la sfida all’82’ sull’assist di McTominay. La gara è però apertissima e il Pisa lo dimostra, divorandosi un gol fatto con Tramoni e accorciando le distanze. Ci pensa Lorran, giovane fantasista ex Flamengo e arma della disperazione di Gilardino, che sfrutta l’assist di Angori. Colpevole la distrazione di Giovanni Di Lorenzo, che si fa rubare palla in area e non è esente da colpe neanche al 92′ quando Angori sfiora il pari, ma era tutto fermo per offside. Nel finale il Pisa spinge a caccia del pari, ma un Napoli irriconoscibile e impaurito riesce a gestire il risultato, non senza affanni. Vincono 3-2 i campani, nonostante il grande finale di Cuadrado e compagni. Conte resta in testa con 12 punti, +2 sulla Juventus e +3 sul Milan e sulla Roma, l’Inter resta a -6. Pisa fermo a un solo punto, ma i toscani possono sorridere: degne di nota le prove contro Atalanta, Roma e Napoli.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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