Maggio 10, 2026
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Investimenti e mercati. Non chiamatele emergenti: le ex tigri asiatiche verso il dominio del mondo

Oggi il termine “emergente” non risulta più idoneo a definire la qualità di queste asset class, che è sicuramente superiore a molte altre ritenute tradizionalmente più affidabili.

Con l’espressione Paesi Emergenti ci si riferisce, di solito, a Stati in rapida espansione la cui struttura economica è in ritardo rispetto ai paesi c.d. sviluppati. Si tratta quindi di economie ricche, nelle quali la popolazione cresce velocemente, con i conti pubblici in ordine, ma caratterizzati da forti squilibri sociali, un certo connubio tra malavita organizzata e politica ed un elevato tasso di corruzione (vi ricorda qualcosa…?). Pertanto, i mercati emergenti rappresentano una opportunità di investimento che, a fronte di alte potenzialità di guadagno (in determinate condizioni di mercato), presentano rischi piuttosto elevati.

L’elenco dei Paesi che fanno parte di questo gruppo, come vedremo, è in continuo divenire. Alcuni di essi, infatti, sono diventati a tutti gli effetti “sviluppati”, mentre altri hanno peggiorato la propria condizione, arricchendo la statistica riguardante le regioni più povere del mondo (come il Venezuela, ad esempio).

Tecnicamente, un Paese si definisce emergente quando:

– rappresenta un mercato sufficientemente “grande” in termini di popolazione e superficie geografica;

– ha un tasso di crescita del PIL elevato;

– possiede una grande potenzialità di consumi interni non ancora sviluppati;

– ha una buona infrastruttura commerciale, un sistema politica economicamente liberista ed è aperto agli scambi internazionali.

Sulla base di queste caratteristiche, fino a pochi anni fa era possibile individuare circa trenta paesi c.d. emergenti, che vanno dall’Asia all’Africa, passando per l’est Europa: Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Israele, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Ungheria, India, Polonia, Turchia, Malesia, Russia, Messico, Thailandia, Cile, Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Pakistan, Indonesia, Filippine, Brasile, Sud Africa, Perù, Venezuela, e Colombia. Negli ultimi 30 anni, però, le trasformazioni avvenute in questi stati sono state epocali, e da “arretrati” (rispetto a quelli europei e USA), molti di essi sono diventati “sviluppati”, al pari (se non di più) di quelli occidentali.

Di conseguenza, volendo conservare la definizione di “emergenti”, oggi i gestori professionali possono scegliere tra circa 50 paesi e mercati differenti, ognuno dei quali con differenti opportunità e rischio (compresa la possibilità di fallire, come il Venezuela). Infatti, rivedendo a ritroso gli sviluppi di quei paesi che una volta chiamavamo “tigri asiatiche”, abbiamo assistito a una rapida trasformazione della loro economie e delle loro società civili, tanto che oggi il termine “emergente” non risulta più idoneo a definirli. La qualità di queste asset class è sicuramente superiore a molte altre ritenute tradizionalmente più affidabili, e pertanto il giudizio su dovesse deve ritenersi superato, così come il concetto di maggior rischio ad essi associato.

Trenta anni fa, quelle economie miravano soprattutto a produrre merci a basso costo da fornire alle economie occidentali affamate di materie prime e semilavorati, concentrando la propria ricchezza nelle mani di pochi imprenditori dell’export; oggi, invece, si è sviluppata in quei paesi una classe media che ha spinto i consumi interni, tanto che molti di questi paesi, ormai del tutto “emersi”, superano quelli occidentali in termini di diffusione capillare di beni e servizi all’interno della società.

Sicuramente l’export continua ad essere un tratto distintivo delle loro economie, ma esse si caratterizzano ormai per il consumismo ed il livello di trasformazione tecnologica, che consente a questi paesi di bruciare le tappe del loro sviluppo rispetto a quanto è successo nei paesi occidentali in assenza di tecnologia. Questo consente di poter investire, in campo azionario, su una rosa molto ampia di aziende promettenti e attive nel campo dell’innovazione, oltre a poter valutare i loro strumenti di debito (obbligazioni corporate) ad esse legati. Le aziende che operano nell’e-commerce, ad esempio, stanno cambiando in maniera irreversibile il panorama economico in diversi settori, come le banche, l’alimentare, le vendite al dettaglio, i viaggi e le consegne di cibo a domicilio; ma anche il Cloud computing, l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose, la tecnologia 5G rappresentano tutte opportunità di crescita che molti investitori faticano ancora a cogliere.

Immaginando i prossimi trenta anni, è impossibile non individuare negli ex emergenti altre grandi opportunità, perché la classe media presente in quei paesi, molto popolosi e con un continuo travaso di residenti dalle campagne alle megalopoli, continua a crescere in maniera vertiginosa. Si stima che in paesi come la Cina e l’India (ma anche in Indonesia e nello Sri Lanka), per esempio, le classi media consumatrici aumenteranno di almeno un miliardo di individui nei prossimi 15 anni, ed un altro miliardo di essi migliorerà le proprie condizioni di vita attuali. Ciò si tradurrà in elevati ritmi di sviluppo dei consumi interni e delle relative economie per un lunghissimo periodo, suggerendo di spostare l’attenzione verso gli strumenti finanziari che investono in quei paesi.

Non sono in pochi a prevedere che il mercato europea e quello statunitense, molto presto, potrebbero entrare in una fase di “declino” strutturale e di profonda stagnazione economica. I sintomi ci sono già tutti: tassi negativi, consumi interni in diminuzione, assenza di inflazione e PIL appena positivo; in più, la guerra commerciale USA – Cina, che ci rivela come questa fase di transizione del potere economico mondiale verso gli ex emergenti sia già in atto da qualche anno.

Nel frattempo, occhio al continente africano, su cui Cina e USA hanno già messo le mani da tempo. Entro qualche anno, dopo aver raggiunto una maggiore stabilità geo-politica, saranno alcuni dei maggiori stati africani a diventare i nuovi mercati emergenti su cui puntare.

L’era delle “tigri sub-sahariane” sta per cominciare.

BINOTTO “CONCLUDERE STAGIONE DI F.1 CON UN RISULTATO DA RICORDARE”

MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – "Abu Dhabi è l'ultima gara di quella che per tutti è stata una stagione molto lunga. Per noi della Scuderia Ferrari si è trattato di un anno di rifondazione, con una squadra giovane nei rispettivi ruoli e Charles al suo primo anno con noi. Per questo uno degli obiettivi del 2019 era gettare le fondamenta per il futuro" dice Mattia Binotto presentando l'ultima gara della stagione 2019 di F.1. "Come è ovvio ci sono stati alti e bassi: la prima parte della stagione non è andata come volevamo ma quei momenti difficili mi hanno dato modo di vedere lo spirito di squadra, la compattezza, la capacità di rimboccarsi le maniche e la voglia di lottare per recuperare" aggiunge il team principal della Ferrari. "Particolarmente significativa è stata la reazione che si è vista dopo la pausa estiva, con sei pole position consecutive e tre vittorie di fila, tra cui quella di Monza arrivata pochi giorni dopo aver celebrato in maniera incredibile i 90 anni della Scuderia insieme a un gran numero di tifosi in Piazza Duomo a Milano. È evidente che il secondo posto non sarà mai abbastanza per la Scuderia Ferrari ed è per questo che stiamo già guardando avanti all'intenso lavoro che ci sarà da fare durante l'inverno per continuare a crescere come gruppo. L'ambizione è quella di tornare più forti per essere all'altezza delle sfide che ci attendono. Presentando questo ultimo appuntamento di campionato, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare i nostri tifosi che in tutto il mondo ci hanno sostenuto costantemente con la loro passione. Questo weekend cercheremo di dare il massimo per concludere la stagione con un risultato da ricordare" conclude Binotto. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

ILLEGALITÀ COSTA 30 MILIARDI ALLE IMPRESE

ROMA (ITALPRESS) – In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2019 il 30,5% dei consumatori ha acquistato un prodotto contraffatto o ha usufruito di un servizio illegale (+3,7% rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013). Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell'illegalità si eleva a oltre 30 miliardi, mettendo peraltro a rischio circa 200 mila posti di lavoro. Sono i dati presentati da Confcommercio in occasione della settima edizione della giornata della legalità. "Contraffazione e abusivismo sono due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del made in Italy e la salute del sistema paese sovvenzionando le catene della criminalita' organizzata", ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. E' in aumento rispetto al passato l'acquisto illegale di abbigliamento (+9,4% sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4) e giocattoli (+0,3). In crescita l'utilizzo del web, in prevalenza per giocattoli (+12,1%), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9). Per la maggior parte dei consumatori l'acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto "normale" (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell'acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno. Per il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, "La sottrazione di risorse dell'economia illegale non soltanto produce perdite negative in termini economici, ma anche sociali". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Enasarco, Conti Nibali: mettiamo in sicurezza i contributi dei consulenti. Stop agli sprechi e alle inefficienze

La richiesta forte di uscire da Enasarco si è tramutata in un più diplomatico “entriamo e (se possibile) contiamo”, finendo per venire invischiati in logiche politiche.

Articolo di Elio Conti Nibali

La previdenza è un argomento centrale nella pianificazione finanziaria. Lo sanno bene i risparmiatori che per le loro scelte si affidano ai consulenti finanziari, le ricerche e le analisi  confermano infatti che nei loro portafogli è maggiore l’incidenza dei piani di risparmio finalizzati all’aspetto previdenziale rispetto ai portafogli dei clienti seguiti da altri canali distributivi.

A maggior ragione nell’attuale contesto, nel quale si vengono a intrecciare molteplici fattori che aumentano l’incertezza sul futuro, e non solo per le giovani generazioni.

Ma la previdenza è un argomento delicato anche per gli stessi consulenti finanziari, tenuti a lungo in un limbo, fino a quando con l’obbligo della doppia contribuzione si è scelta una strada probabilmente comoda ma poco coraggiosa.
L’Anasf nel tempo ha condotto una battaglia determinata, immaginando invece nella costituzione di un’autonoma forma previdenziale, declinata con proposte diverse, una soluzione certamente più efficiente, anche in considerazione delle peculiarità della nostra categoria professionale.

I fatti dicono che poi si è andati da un’altra parte: “la madre di tutte le battaglie”, cioè la richiesta forte di uscire da Enasarco, si è tramutata in un più diplomatico “entriamo e (se possibile) contiamo”, finendo per venire invischiati in logiche più politiche che rispettose del mandato che i nostri associati ci hanno assegnato.

Il mandato cioè di mettere in sicurezza intanto i contributi che versiamo, eliminare il superfluo e abbattere le inefficienze, gestire con prudenza ma professionalmente, in una visione che non può che essere di lunghissimo termine, che però si deve confrontare con le criticità contingenti.

Coniugare tutto è un’impresa certamente difficile, ma ancor più complessa per le pluralità di soggetti e situazioni che convergono nella Fondazione Enasarco.

Un Ente dalla storia travagliata, per usare un eufemismo, ma che ha dato la sensazione ormai da un po’ di tempo quantomeno di voler cambiare rotta. E tutto questo si intreccia adesso con un momento delicato per altri versi, la competizione elettorale per il rinnovo degli organi sociali.

Per la verità, da un osservatorio esterno, sembra che ci sia più attenzione sulle composizione delle liste e sulle alleanze invece che sui contenuti, un vizio ahimè ben recepito da altri mondi. Poco si dice, o lo si fa in modo superficiale, su come concretamente si potrà continuare a tenere in piedi la “cassa” e garantire le pensioni, a tacere poi di problemi atavici, e non per questo non meritevoli di soluzione, come quello dei silenti.

Ma, tornando ai consulenti finanziari, quello che maggiormente dovrebbe interessarci, non fosse altro in ragione delle nostre competenze, è la gestione del patrimonio mobiliare, stiamo parlando cioè di attivi di diversi miliardi di euro, non di noccioline.

E se nei programmi elettorali si vuole affrontare il tema, bisogna che sia fatto con l’attenzione che merita e con il massimo rigore, evitando formulazioni generiche e abbastanza anacronistiche. In alternativa, meglio non scrivere nulla.

Leggere di un mondo di investimenti oggi diviso tra obbligazioni ed azioni francamente appare poco rispettoso anche della categoria che rappresentiamo, che si confronta quotidianamente con dinamiche dei mercati e soluzioni che debbono necessariamente spaziare ben oltre, soprattutto tenendo in considerazione un patrimonio come quello dell’Ente, e le finalità a cui è destinato.

Mettere nero su bianco che l’obbligazionario oggi sia meno complesso dell’azionario è roba da fare saltare dalla sedia, come appare miope non ampliare gli orizzonti.

Gli investimenti alternativi sono un esempio: riferendosi ad asset class spesso molto più sofisticate di quelle tradizionali, richiedono competenze specifiche e, in alcuni casi, processi di governance ad-hoc: ne vogliamo parlare?
Di come la gestione del patrimonio mobiliare dovrebbe integrare aspetti come questi ci piacerebbe leggere, al fine di valutare se l’approccio di investimento sarà davvero orientato al futuro. E in quest’ottica, è importante comprendere con quali modalità un Ente quale Enasarco debba trattare, a parere di chi si candida a guidarlo, i temi della sostenibilità, che per gli Investitori Istituzionali non sono più un optional, oramai anche in Italia.

Pensare di affrontare le complessità del nuovo scenario economico e di mercato con lo stesso approccio e gli stessi strumenti del passato è probabilmente la strada giusta per finirne schiacciati: se per  Enasarco si propone di  cambiare rotta, è bene che il cambio sia reale e sostanziale, senza timore di riconsiderare prassi e processi che si attardano a guardare nello specchietto retrovisore.

Fonte: Bluerating

ALBANIA, FARNESINA “FINORA NESSUN ITALIANO COINVOLTO”

"Stamattina abbiamo attivato come sempre l'unità di crisi della Farnesina che sta monitorando l'eventualità che ci possano essere italiani coinvolti, ma in questo momento non risulta. Non risultano neanche segnalazioni alla nostra Centrale operativa". Lo ha detto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, parlamentare e leader del Movimento 5 Stelle, ad Agorà Rai Tre, sul terremoto in Albania di stamane.

Articolo di Italpress.

ALBANIA, SQUADRE E MEZZI DI SOCCORSO DALL’ITALIA

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha autorizzato la partenza di uomini e mezzi per rispondere alla richiesta di soccorso avanzata dall'Albania dopo che la scossa di terremoto di magnitudo 6.5 che ha colpito il Paese. Il team è composto da squadre di ricerca e soccorso dei Vigili del fuoco della Toscana e squadre operative da Puglia e Campania – integrate da personale medico della Lombardia – da ingegneri e tecnici dei Vigili del fuoco esperti nella valutazione e analisi del danno, da personale del Dipartimento della Protezione Civile e della Croce Rossa italiana. Compito del team italiano sarà anche quello di garantire supporto alle autorità locali nelle attività di valutazione dei danni e dell'agibilità di edifici privati e pubblici.

Articolo di Italpress.

BLITZ NEL RIONE SANITÀ DI NAPOLI, 19 ARRESTI

NAPOLI (ITALPRESS) – I carabinieri di Napoli hanno arrestato 19 persone (18 in carceere, 1 ai domiciliari) ritenute, a vario titolo, gravemente indiziate di associazione a delinquere di stampo camorristico, associazione dedita al traffico di stupefacenti, estorsioni aggravate dal metodo e dalla finalità mafiosa. Nell'operazione "Stella Nera" i militari hanno ricostruito "i mutamenti verificatisi negli assetti criminali del 'Rione Sanità' di Napoli negli ultimi anni, ricostruendo il ruolo rivestito negli stessi dal clan Mauro, attivo nella zona cosiddetta 'ai Miracoli'". Ricostruita l'esistenza di rapporti di contrapposizione armata con altri clan in lotta per il predominio sul quartiere Sanità. Grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche, gli investigatori hanno fatto luce sull'organigramma del clan di una parallela associazione criminale dedita alla distribuzione -imposizione di stupefacenti alle diverse piazze di spaccio del quartiere. "Nonostante il perdurante clima di omertà e timore di ritorsioni che induce le vittime a non presentare denunzia", fatta luce su mandanti ed esecutori materiali di vicende estorsive, tentate e consumate, ai danni di attività imprenditoriali e commerciali con richieste di denaro tra 1.000 e 20.000 euro. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

OKLAHOMA VINCE IN TRASFERTA NELLA NOTTE NBA, 15 PUNTI DI GALLINARI

ROMA (ITALPRESS) – Vittoria in trasferta per Oklahoma City Thunder nella notte italiana della regular-season dell'Nba. La squadra di coach Donovan passa per 100-97 sul parquet dei Golden State Warriors, costretti alla resa nonostante i 49 punti complessivi della coppia formata da Glenn Robinson e Ky Bowman. Tra gli ospiti, 22 punti di Dennis Schroder, 20 di Chris Paul e 15 (con 7 rimbalzi e 6 assist) di Danilo Gallinari, che totalizza 34 minuti di impiego. Solo panchina per Marco Belinelli nella sconfitta casalinga dei San Antonio Spurs, superati per 114-104 dai Los Angeles Lakers, al loro ottavo centro consecutivo e trascinati dai 33 punti infilati da LeBron James. Stessa striscia positiva per i Milwaukee Bucks, che mettono al tappeto Utah Jazz per 122-118 con una prova monumentale di Giannis Antetokounmpo, capace di realizzare la bellezza di 50 punti, suo nuovo record stagionale. Primo successo di Carmelo Anthony (25 punti) con i Portland Trail Blazers: Chicago Bulls ko per 94-117. Philadelphia 76ers battuti in casa dei Toronto Raptors per 101-96 e prima volta in carriera con lo zero in casella per Joel Embiid. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

VIOLENTA SCOSSA DI TERREMOTO IN ALBANIA, VITTIME

ROMA (ITALPRESS) – Una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 è stata registrata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alle 3.54 italiane nei pressi della Costa albanese settentrionale, a una profondità stimata intorno a 10 km. La località più vicina all'epicentro è Durazzo (Albania), la capitale Tirana dista 30 km. Nella stessa zona sono seguite altre scosse, le più forti delle quali di magnitudo 5.3 (ore 4.03) e 5.4 (ore 7.08). Secondo le prime stime ci sarebbero almeno 6 morti e un centinaio di feriti. In tanti ancora sotto le macerie. L'evento, fa sapere l'Ingv, è stato ampiamente avvertito sul territorio italiano, in tutta la costa adriatica e in gran parte delle regioni meridionali. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

DUE GIORNI DI INCONTRI A MILANO SU DOVE VA L’ELETTRICO

MILANO (ITALPRESS) – Vaielettrico Academy in collaborazione con l'Associazione Motus-E promuove, a Milano, i seminari di formazione sulla mobilità elettrica. Due gli eventi in programma: il 28 novembre presso la Sala Congressi Cesi di Via Rubattino 45 e il 29 novembre presso l'Auditorium del Politecnico di Milano, di Via Pascoli 53 a Milano. L'associazione Motus-E, promotrice dei seminari di formazione, ha la missione di contribuire ad accelerare la transizione dell'Italia verso modelli sostenibili, promuovendo la mobilità elettrica. Obiettivo comune con Vaielettrico.it, che si occupa di mobilità a tutto tondo offrendo servizi di consulenza, organizzazione eventi e di formazione con Vaielettrico Academy. Ad introdurre la prima giornata di seminario dal titolo – Mobilità Sostenibile e veicoli elettrici, una risposta all'inquinamento e al cambiamento climatico – dedicata ai giornalisti, fleet manager e dealer, è Mauro Tedeschini, che spiegherà la mobilità elettrica tra ambiente e salute, decarbonizzazione dei trasporti e smartmobility. L'obiettivo è fare il punto sulla transizione dal termico all'elettrico in Italia e analizzarne le prospettive future. Nella seconda giornata di seminario invece, patrocinato dall'ANCI Nazionale e del Comune di Milano, dal titolo – Infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici: come realizzare una rete al servizio della mobilità sostenibile. Tecnologie, buone pratiche per l'identificazione dei siti, sostenibilità economica – sarà affrontato il tema della ricarica per i veicoli elettrici, le tecnologie di ricarica e i criteri per identificare i siti ideali in cui collocare i punti di ricarica. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.