Maggio 10, 2026
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“FROZEN 2 – IL SEGRETO DI ARENDELLE” ARRIVA AL CINEMA IN 800 COPIE

ROMA (ITALPRESS) – Diretto da Jennifer Lee e Chris Buck e prodotto da Peter Del Vecho, dopo il debutto record con un incasso globale di 350 milioni di dollari, il nuovo lungometraggio d'animazione Disney Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, sarà nelle sale italiane dal 27 novembre in oltre 800 copie distribuito da The Walt Disney Company Italia. In Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle l'attrice e cantante Serena Autieri torna a prestare la propria voce a Elsa, l'attrice, cantante e conduttrice televisiva Serena Rossi interpreta nuovamente la principessa Anna, l'attore e regista Enrico Brignano è ancora una volta Olaf e il cantautore Giuliano Sangiorgi tinge di rock il nuovo brano "Nell'Ignoto" ("Into the Unknown"), che il pubblico italiano potrà ascoltare nei titoli di coda del film e che negli Stati Uniti ha visto protagonisti i Panic! At The Disco. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

CELLINO BATTUTA INFELICE “BALOTELLI? È NERO, LAVORA PER SCHIARIRSI…”

MILANO (ITALPRESS) – "Cosa succede a Balotelli? Che è nero e sta lavorando per schiarirsi però ha molte difficoltà". Con questa battuta, forse un pò infelice e che potrebbe far discutere, il presidente del Brescia Massimo Cellino ha spiegato l'attuale momento dell'attaccante della sua squadra, Mario Balotelli. "E' successo che nel calcio ci sono squadre che combattono e vincono, se noi pensiamo che un giocatore da solo possa vincere la partita, offendiamo la squadra e il gioco del calcio", ha aggiunto. "Il mio allenatore ha fatto un errore settimana scorsa, in conferenza stampa ha parlato di Balotelli e non della squadra – ha detto ancora Cellino -. Ho preso Balotelli a fine mercato, non per fare abbonamenti né per vendere pubblicità. L'ho comprato perché poteva essere un valore aggiunto, per sovraesposizione lo abbiamo fatto diventare un punto di debolezza. Se continuiamo a parlare di Balotelli facciamo male a lui e a noi stessi". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

SARRI NON FA CASO ALLE CRITICHE “VADO AVANTI PER LA MIA STRADA”

TORINO (ITALPRESS) – "Non è che per valutare la prestazione della squadra devo leggere quello che scrivono gli altri ma ogni tanto mi imbatto in qualche articolo di grande intelligenza. Una squadra ha certe caratteristiche ma prima passavo per talebano e ora non va bene perchè mi sto adeguando alle caratteristiche dei giocatori… Se continuassi ad ascoltare uscirei matto e invece vado avanti per la mia strada, senza dare peso a quello che viene detto intorno". Maurizio Sarri si lascia scivolare addosso le critiche rivolte alla sua Juve dove fin qui la sua mano sembra vedersi poco, come ha sottolineato anche Sacchi. "La penso come Arrigo, vorrei vedere la squadra più continua in un certo tipo di atteggiamento ma bisogna tenere conto delle caratteristiche dei giocatori. Andremo a migliorare sotto tanti punti di vista ma bisogna giocare in base alle caratteristiche dei giocatori, la squadra va accompagnata mettendoci dentro delle idee. Abbiamo grandi margini di miglioramento, per ora siamo in grado di giocare solo sprazzi di quello che vorremmo fare con continuità". Per quanto riguarda Ronaldo, nessun problema. "Il mio rapporto con i giocatori è buono, se si arrabbiano per una sostituzione fa parte del gioco. Ed è anche positivo, significa che ha ancora forti motivazioni, mi sta benissimo", riferendosi nello specifico al portoghese, che dovrebbe tornare a disposizione per la gara di domani con l'Atletico Madrid. "Ieri era in gruppo, sembra in crescita, se abbia risolto completamente il problema lo vedremo ma è molto positivo che abbia fatto tutto l'allenamento con i compagni". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

“CETTO C’È, SENZADUBBIAMENTE” IN TESTA AL BOX OFFICE

ROMA (ITALPRESS) – "Cetto c'è, Senzadubbiamente" si piazza in testa al box office dello scorso weekend con un incasso di 2 milioni 479 mila euro. Secondo posto per "L'ufficiale e la spia" di Roman Polanski con 1 milione 215 mila euro, mentre a completare il podio troviamo "Le Mans '66: La grande sfida" con 734 mila euro (complessivamente 2 milioni 326 mila). Seguono: Le Ragazze di Wall Street – 577 mila, Countdown – 385 mila, La Famiglia Addams – 379 mila, Depeche Mode: Spirits In The Forest – 325 mila, Sono Solo Fantasmi – 305 mila, Parasite – 295 mila, Il Giorno piu' Bello del Mondo – 290 mila. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

NASCITE IN CALO SOPRATTUTTO PER I PRIMOGENITI

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 439.747 bambini, oltre 18 mila in meno rispetto al 2017. Una tendenza negativa che – sottolinea l'Istat nel suo Report – non evidenzia segnali di inversione: secondo i dati provvisori riferiti al periodo gennaio-giugno 2019, le nascite sono già quasi 5 mila in meno rispetto allo stesso semestre del 2018. Nell'arco degli ultimi dieci anni le nascite sono diminuite di 136.912 unità, quasi un quarto (il 24% in meno) rispetto al 2008. Questa diminuzione è attribuibile esclusivamente alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani (343.169 nel 2018, quasi 140 mila in meno nell'ultimo decennio). La fase di calo della natalità avviatasi con la crisi si ripercuote soprattutto sui primi figli, diminuiti del 28% circa tra il 2008 (283.922, pari al 49,2% del totale dei nati) e il 2018 (204.883, pari al 46,6%). Complessivamente i figli di ordine successivo al primo sono diminuiti del 20% nello stesso arco temporale. Tra le cause del calo dei primi figli vi è la prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine, a sua volta dovuta a molteplici fattori. In un contesto di nascite decrescenti, quelle che avvengono fuori del matrimonio aumentano di oltre 29 mila unità rispetto al 2008, raggiungendo i 141.979 nati da genitori non coniugati nel 2018. Le donne residenti in Italia hanno accentuato il rinvio dell'esperienza riproduttiva verso età sempre più avanzate; rispetto al 1995, l'età media al parto aumenta di oltre due anni, arrivando a 32 anni; in misura ancora più marcata cresce anche l'età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,2 anni nel 2018. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

MATTARELLA “VIOLENZA SULLE DONNE RESTA EMERGENZA PUBBLICA”

ROMA (ITALPRESS) – "Venti anni fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, per richiamare l'attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una società. Da allora l'impegno della comunità internazionale per prevenire questo fenomeno e sostenere le vittime della violenza è cresciuto. Molto è stato fatto anche all'interno del nostro Paese: la violenza contro le donne è un tema all'attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Tuttavia, la violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne – ha aggiunto -non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso all'interno delle famiglie o perpetrati da persone conosciute". Per il capo dello Stato "tutti noi dobbiamo continuare ad adoperarci nella prevenzione del fenomeno, nel concreto sostegno delle vittime e dei loro figli, nella applicazione rigorosa degli strumenti esistenti, nel reperimento delle risorse necessarie e nell'elaborazione di ciò che serve per intercettare e contrastare i segnali del maltrattamento delle donne". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

LOUIS VUITTON ACQUISTA TIFFANY PER 16,2 MILIARDI DI DOLLARI

MILANO (ITALPRESS) – LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE (LVMH) e Tiffany & Co. hanno annunciato che le società hanno concluso un accordo definitivo con il quale LVMH acquisirà Tiffany per 135 dollari per azione in contanti, per una transazione dal valore di circa 14,7 miliardi di euro o 16,2 miliardi di dollari. L'acquisizione di Tiffany – si legge in una nota – rafforzerà la posizione di LVMH nella gioielleria e aumenterà ulteriormente la sua presenza negli Stati Uniti. L'aggiunta di Tiffany trasformerà la divisione orologi e gioielli di LVMH. La transazione dovrebbe concludersi verso la metà del 2020 ed è soggetta alle consuete condizioni di chiusura, tra cui l'approvazione degli azionisti di Tiffany e la ricezione delle approvazioni normative. Bernard Arnault, presidente e Ad di LVMH, ha commentato: "Siamo lieti di avere l'opportunità di dare il benvenuto a Tiffany, un'azienda con un patrimonio senza pari e una posizione unica nel mondo della gioielleria globale, nella famiglia LVMH". Per Roger N. Farah, presidente del Cda di Tiffany, "a seguito di una revisione strategica che includeva un processo interno ponderato e una consulenza esterna esperta, il Consiglio ha concluso che questa transazione con LVMH offre un entusiasmante percorso in avanti". Alessandro Bogliolo, Ad di Tiffany, ha dichiarato: "Questa transazione, che si verifica in un momento di trasformazione interna per il nostro marchio, fornirà ulteriore supporto, risorse e slancio per quelle priorità. Come parte del gruppo LVMH, Tiffany raggiungerà nuovi traguardi". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

OMICIDIO DAVANTI A UNA SCUOLA DI NAPOLI, ALTRI DUE ARRESTI

NAPOLI (ITALPRESS) – Altri due arresti per l'omicidio di Luigi Mignano, ucciso lo scorso 9 aprile mentre, assieme al figlio (rimasto ferito nell'agguato), accompagnava il nipotino in una scuola di via Ravello, a Napoli. I carabinieri e la polizia hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale su richiesta della Dda partenopea, nei confronti di due persone, ritenute a vario titolo responsabili di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, incendio e ricettazione, aggravate dalle finalità mafiose. Nei loro confronti gli investigatori hanno raccolto "gravi indizi di colpevolezza". Le indagini, scattate subito dopo il delitto commesso davanti a bambini e genitori che li stavano accompagnando a scuola, avevano permesso a meno di un mese dall'episodio di fermare 7 persone, per gli inquirenti elementi apicali e affiliati al clan D'Amico, articolazione del gruppo camorristico Mazzarella operante nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Raccolti ulteriori indizi che, oltre a far emergere responsabilità nei confronti di altri componenti del commando, oggi arrestati, hanno permesso "di ricostruire in maniera definitiva tutte le fasi dell'azione delittuosa, che va ricondotta nell'ambito della contrapposizione armata tra i clan Mazzarella e Rinaldi, per il controllo delle attività illecite nell'area orientale del capoluogo campano". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

DE ROSSI IN CAMPO COL BOCA DOPO 84 GIORNI “IL MIO FUTURO È QUI”

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – In campo dopo 84 giorni. Daniele De Rossi, archiviato il lungo stop per infortunio, è tornato a vestire la maglia del Boca Juniors. Alfaro lo ha mandato sul terreno di gioco al 65' della gara vinta per 2-0 sull'Union con le reti di Abila e MacAllister, in una Bombonera che ha celebrato pure sugli spalti, fra maglie del Flamengo e maschere col volto di Gabigol, la sconfitta dei rivali del River Plate nella finale di Libertadores. "Sono contento perchè abbiamo vinto e perchè ho giocato un po' – racconta De Rossi a fine gara – Sono sempre stato sicuro di tornare, ho lavorato duro. Mi sono fatto male perchè avevamo una partita importante come Boca-River (ritorno della semifinale di Libertadores, ndr) e volevo giocare, ho accelerato il recupero e mi sono fatto di nuovo male. La pazienza non si compra al supermercato, volevo dare una mano ai miei compagni e ho commesso un errore. Ma ora guardiamo avanti". E nel futuro c'è solo il Boca. "Ho firmato un contratto, ho sempre detto di voler rimanere almeno un anno e questo anno ancora non è finito. Per il resto ogni giorno è buono per prendere delle decisioni. Mi faccio tante domande, voglio sapere come sto fisicamente ma ora sembro stare bene e se sto bene, adoro giocare qui. Non sto pensando di andare altrove – mette in chiaro De Rossi – Mi godo questa occasione ogni giorno di più, adoro vestire questa maglia e voglio giocare un po' di più". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Consulenti finanziari, chi detiene la titolarità del cliente? Meno lobbying e più sindacato

Per la sopravvivenza della categoria dei consulenti finanziari sarà necessario riparametrare (in aumento) i ricavi della rete rispetto a quelli della banca.

Costi del servizio, commissioni di ingresso, commissioni di gestione, altalena dei mercati, crisi dei subprime del 2008, crisi dei titoli di stato del 2011, crisi economica…..nonostante questi eventi, a volte catastrofici, succeduti nel corso degli ultimi dieci anni, il livello di relazione interpersonale consulente-cliente si è evoluto positivamente, al punto che i cambi di consulente sono stati veramente rari ed i professionisti della finanza sono diventati, grazie alla capacità di problem solving, ricercatissimi e fondamentali consiglieri delle famiglie italiane in campi anche molto differenti dalla gestione del risparmio (educazione finanziaria, pianificazione del patrimonio, passaggi generazionali, investimenti immobiliari ed altro ancora).

Cosa sarebbe successo, alle banche che si avvalgono della competenza degli ex promotori, se non avessero avuto proprio i consulenti al loro fianco a spiegare ai risparmiatori cosa stava succedendo? Consistenti deflussi di clientela, probabilmente, con il corollario di una strutturale perdita di fiducia nel sistema. Pertanto, nel vendere e poi gestire i servizi di una banca, è lecito affermare che il consulente e le modalità con cui egli informa i clienti, pesano per un buon 90% sul valore complessivo della vendita. Il rimanente 10% delle motivazioni di acquisto è costituito dai vantaggi intrinsechi degli strumenti di investimento proposti.

E’ opinione ormai comune, infatti, che il cliente, nel momento in cui entra in contatto con il consulente finanziario, non compra il prodotto/servizio, ma il consulente stesso, insieme ai valori (fiducia, affidabilità, puntualità, empatia, competenza  etc) percepiti da questo rapporto. Di conseguenza, sembra che le fortune delle banche-reti siano state determinate grazie all’insostituibile lavoro di relazione degli ex-promotori, ai quali, però, rispetto all’effettivo contributo dato all’acquisizione della clientela, le stesse banche pare abbiano destinato una fetta inadeguata dei ricavi: tra un quarto ed un terzo (nella migliore delle ipotesi) di quelle complessivamente pagate dal cliente. Di più, i consulenti, che forse avrebbero meritato migliore fortuna, sono sempre stati tenuti accuratamente lontani dalla partecipazione al capitale delle aziende mandanti: nessun piano di stock option, nessuna azione gratuita né azioni a sconto ha mai fatto parte delle proposte contrattuali delle banche, neppure nel periodo pre-MiFID, quando i promotori, a parità di portafoglio rispetto ad oggi, portavano a casa il doppio dei ricavi, e avrebbero certamente potuto permettersi di diventare finalmente “comproprietari” dell’azienda alla cui fortuna avevano partecipato attivamente.

A monte di tutto, nessun ente si è eretto a tutela di ben 55.000 consulenti: a parte Federpromm (unica vera organizzazione sindacale di categoria), ANASF persegue altri obiettivi, che l’hanno portata lontana, tra le altre cose, dal combattere per la nascita di un ordine professionale con organizzazione, governance e cassa di previdenza indipendenti, più efficace del pur valido OCF. Un ordine dei consulenti finanziari, infatti, oggi avrebbe fatto la differenza e avrebbe fatto sentire il proprio peso, soprattutto in merito ad una questione rimasta sempre “nell’aria” e che crea non poca confusione: di chi è il cliente, della banca o del consulente?

A ben vedere, questa è la “madre di tutte le domande”, e non è affatto semplice dare una risposta compiuta a meno che non si passi continuamente dal piano formale a quello sostanziale. Anzi, questi due piani, nel caso in questione, sono continuamente in contatto tra loro. Sul piano formale, nella consulenza su base non indipendente il problema non si porrebbe neanche: il consulente è un “semplice” gestore della relazione, e le persone con cui entra in relazione sono “clienti della banca”. In realtà, sul piano sostanziale, il peso del consulente e del suo lavoro di relazione, rispetto al prodotto in sé, è tale da consolidare, nella mente di tutti gli attori della distribuzione (consulente, cliente, mandante e case d’investimento), l’idea che il cliente sia proprio del consulente. Tale principio è dimostrato dal fatto che, nei piani di sviluppo di nuove masse da amministrare, le banche si dedicano molto di più alla sollecitazione commerciale verso i propri consulenti (sui quali, quindi, ripongono grandissima fiducia) ed al reclutamento di consulenti di altre reti, pagando dei premi (bonus) di ingresso, in cambio delle loro masse, su cui ancora oggi si regge questo particolare mercato delle professionalità.

Pertanto, mentre nella consulenza indipendente “il cliente è sempre del consulente” (come in tutte le altre professioni liberali), nel caso dei consulenti abilitati fuori sede esiste un contrasto netto tra il piano formale e quello di realtà, ed è questo contrasto che, giuridicamente e nella sostanza, segna la debolezza di una intera categoria di professionisti attivi (circa 40.000 oggi), la cui fragilità intrinseca è stata di recente messa a nudo dalla seconda edizione della MiFID e dalla nuova fase di riduzione dei margini di ricavo per le reti. Questi ultimi, in relazione all’importanza del consulente nel processo di distribuzione del prodotto/servizio, non sarebbero accettabili; essi, però, hanno tutti la stessa natura, derivando dalla mancata titolarità formale del cliente in capo al consulente, il quale oggi sembra gravato anche da un gravoso carico di mansioni amministrative non retribuite, trasferite in capo alla rete commerciale dalle mandanti, di cui nessuno pare abbia voglia di occuparsi.

Di conseguenza, secondo alcuni esperti, nel prossimo triennio sarà necessario uscire dal “modello lobbistico” di ANASF, del tutto insufficiente a tutelare il futuro di migliaia di professionisti della consulenza finanziaria, e fare ingresso all’interno di un più coraggioso “modello negoziale-sindacale”, che possa sostenere concretamente gli interessi della categoria, rivendicare la titolarità (o almeno la con-titolarità) del cliente, ristabilire un equilibrio economico tra ricavi della mandante e ricavi del consulente, ed infine eliminare quella cronica mancanza di unità che sembra essere, da sempre, alla base della sua debolezza nei rapporti di forza.

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