Maggio 15, 2026
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Eutanasia, Cei “Referendum inquieta, è sconfitta umana”

ROMA (ITALPRESS) – "Suscita una grave inquietudine la prospettiva di un referendum per depenalizzare l'omicidio del consenziente. Autorevoli giuristi hanno messo in evidenza serie problematiche di compatibilità costituzionale nel quesito per il quale sono state raccolte le firme e nelle conseguenze che un'eventuale abrogazione determinerebbe nell'ordinamento. Senza voler entrare nelle importanti questioni giuridiche implicate, è necessario ribadire che non vi è espressione di compassione nell'aiutare a morire, ma il prevalere di una concezione antropologica e nichilista in cui non trovano più spazio nè la speranza nè le relazioni interpersonali". Così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella sua introduzione ai lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana.
"C'è una contraddizione stridente tra la mobilitazione solidale, che ha visto un Paese intero attivarsi contro un virus portatore di morte, e un'iniziativa che, a prescindere dalle intenzioni dei singoli firmatari della richiesta referendaria, propone una soluzione che rappresenta una sconfitta dell'umano. Chi soffre va accompagnato e aiutato a ritrovare ragioni di vita; occorre chiedere l'applicazione della legge sulle cure palliative e la terapia del dolore", ha aggiunto Bassetti.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Registrati 1.772 casi di Covid e 45 morti, prosegue trend discendente

ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.772 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 3.099) a fronte di 124.077 tamponi effettuati per un tasso di positività pari all'1,4%. E' quanto risulta dal bollettino del Ministero della Salute-Istituto Superiore di Sanità di oggi. Si conferma dunque il trend in calo, con 635 nuovi casi in meno rispetto a quelli registrati lo scorso lunedì 20 settembre. Nelle ultime 24 ore sono stati 45 i decessi (ieri 44), che portano il totale di vittime da inizio pandemia a 130.742. Con quelli di oggi diventano 4.662.087 i casi totali di Covid in Italia. Attualmente i positivi sono 101.080 (-1.164), 97.105 le persone in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 3.487 (+52) di cui 488 (+5) in Terapia intensiva con 29 nuovi ingressi. I dimessi/guariti sono 4.430.265 con un incremento di 2.892 unità nelle ultime 24 ore. La regione con il maggior numero di nuovi casi nelle ultime 24 ore è l'Emilia Romagna (289), seguita da Sicilia (227) e Lazio (217). (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Round di investimento da 1 milione di euro per la digital company Endu

ROMA (ITALPRESS) – Endu, digital company leader nel mondo dello sport di endurance, ha concluso un round di investimento con il Fondo Rilancio Startup, gestito da CDP Venture Capital Sgr, per un importo di 1 milione di euro in matching con alcuni Business Angels. L'obiettivo del progetto è quello di sostenere la crescita del primo player digitale nel mondo degli sport endurance quali running, cycling, triathlon, nuoto e sci.
Il Fondo Rilancio Startup è il fondo da 200 milioni di euro sottoscritto dal Ministero dello Sviluppo Economico al fine di sostenere e supportare lo sviluppo di progetti e di attività di startup e di PMI innovative italiane, con l'obiettivo di dare un forte impulso all'ecosistema imprenditoriale, per il rilancio economico del Paese. Gli investimenti del Fondo Rilancio Startup sono realizzati in co-investimento con investitori proponenti e sono effettuati, per quanto attiene agli investimenti iniziali nelle imprese target, attraverso lo strumento del finanziamento convertendo.
Endu durante il periodo di pandemia da Covid-19 ha innovato il suo bouquet di servizi, integrando nella sua piattaforma, alcuni importanti progetti che erano in pipeline nel biennio successivo, accelerando la componente media ed esperienziale per gli appassionati di sport.
Gli asset di business di Endu sono la base dati profilata, la piattaforma, i media, l'experience digi-field "creando un unicum per beginner, appassionati e agonisti nel trovare servizi, informazioni ed esperienze legate alle loro passioni – come si legge in una nota -. Questo crea touch point esclusivi e fortemente targettizzati per brand e territori verso gli appassionati e il potenziale mercato di oltre 4 mld che il mercato italiano vale nel suo insieme come spese afferenti a questo target".
"Gli sport di endurance sono i più diffusi e praticati dalla popolazione over 20 anni. Il running, il nuoto e il ciclismo hanno da anni trend in forte crescita e sempre più costituiscono una motivazione turistica dominante. Si è aggiunta così per Endu una nuova linea di crescita legata al cicloturismo e al turismo sportivo in generale", spiega il presidente, Andrea Balestrieri.
L'investimento del Fondo Rilancio Startup è volto a dare sostegno al rilancio del progetto in uscita dalla pandemia e a sostenerlo fino al prossimo importante round, previsto tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, che permetterà a Endu di raggiungere il proprio obiettivo sul mercato italiano e lanciare l'espansione internazionale.
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Cingolani “Nel prossimo decennio al massimo 10% rifiuti in discarica”

GENOVA (ITALPRESS) – "Nel prossimo decennio dobbiamo arrivare al 65% dei rifiuti completamente riciclabili, non più del 10% nelle discariche. Al momento è esattamente il contrario". Lo ha detto Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, durante l'intervento alla conferenza di alto livello del forum G20 sulle infrastrutture in corso a Genova. "Serve un'infrastruttura molto ben organizzata per trattare i rifiuti, è una sfida nella sfida, quindi bisogna cambiare completamente il comportamento della gente ma anche l'infrastruttura", ha aggiunto.
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Infrastrutture, Franco “La manutenzione è una priorità per il G20”

GENOVA (ITALPRESS) – "Il ruolo preminente delle istituzioni locali già immerso in diverse iniziative e risultati realizzati dal G20 sotto la presidenza italiana, ad esempio la manutenzione e le infrastrutture sostenibili. La manutenzione è una priorità per il 2021". Lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco durante il suo intervento alla conferenza di alto livello del forum G20 sulle infrastrutture in corso a Genova. "A luglio i governatori hanno supportato il programma di manutenzione riconoscendo l'importanza di finanziamenti, pianificazione e resilienza per tutta la durata degli asset e come questo fosse un'emergenza e una priorità urgente per tutti i paesi. La manutenzione è fondamentale per gli amministratori locali", ha aggiunto Franco.
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“Re-Coding”, a Roma la mostra personale di Quayola

ROMA (ITALPRESS) – Tecnologia digitale e percorsi immersivi. E' stata inaugurata "Re-Coding", la mostra di Quayola allestita a Palazzo Cipolla, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale e visitabile dal 29 settembre 2021 al 30 gennaio 2022.
L'arte tecnologica e generativa di uno degli esponenti più importanti della media-art a livello internazionale fa dunque tappa a Roma, città natale di Quayola. Presente un panorama completo della creazione dell'artista attraverso un viaggio immersivo nei principali temi della sua arte computazionale. Le opere esposte, realizzate tra il 2007 e il 2021, restituiscono una panoramica del processo creativo di Quayola, passaggi temporali, futuri anticipati e passati ricostruiti in in tre aree tematiche: iconografia classica, sculture non finite e tradizione della pittura di paesaggio.
Grazie all'utilizzo di sistemi di robotica, Intelligenza Artificiale (AI) e software generativi, Quayola trasforma la tecnologia computazionale in una nuova tavolozza: dipinti rinascimentali e del barocco sono infatti trasformati in complesse composizioni digitali attraverso metodi computazionali, e sculture ispirate alla tecnica michelangiolesca del non-finito sono scolpite mediante mezzi robotici. Seguono rappresentazioni della natura, prodotto di un'arte generativa che evidenzia l'affascinante somiglianza tra il mondo naturale e quello digitale.
Davanti a videoproiezioni, sculture, e stampe ad altissima definizione, gli spettatori hanno la possibilità di confrontarsi con le incredibili potenzialità artistiche di questi mezzi espressivi, lontane dai clichè di una tecnologia disumanizzata.
Per Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale che promuove la mostra, "Quayola utilizza gli algoritmi che regolano il mondo digitale non soltanto o non semplicemente per creare delle opere d'arte, ma piuttosto per scandagliare, con le infinite opportunità che la tecnologia gli offre, il processo di ricerca che è alla base dell'opera d'arte stessa, per esplorare la moltitudine di possibilità di concretizzazione dell'idea creativa".
"Nel percorso innovativo e originale – ha aggiunto Emanuele – è significativo che per Quayola sia fondamentale il dialogo costante con i grandi maestri dell'arte classica, come Raffaello, Botticelli, Rubens, Bernini, di cui predilige i bozzetti e i disegni preparatori, perchè ciò che è incompiuto gli consente di allontanarsi dall'idea di rappresentazione per concentrarsi sul processo".
"L'idea non è quella di scomporre o ricreare qualcosa ma quella di osservare attraverso uno scambio con la tecnologia un nuovo modo di osservare e di scoprire nuove estetiche – ha spiegato Quayola – Creare quindi lasciando una sorta di tensione con l'originale. Gli algoritmi è come se facessero parte dall'opera stessa. Tutto il mio lavoro si può definire come la documentazione di un processo".
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Recovery, Casellati “Il Parlamento abbia un ruolo strategico”

FIRENZE (ITALPRESS) – "Adesso che riprendono le attività economiche, sociali e culturali e torna a vibrare nel Paese un fermento di laboriosa normalità, anche il nostro Parlamento può recuperare la pienezza della sua centralità nel sistema della democrazia rappresentativa". Lo ha detto la presidente del Senato Elisabetta Casellati, intervenendo a un convegno a Palazzo Vecchio a Firenze.
"E l'occasione è proprio il PNRR, come ho già avuto modo di dire, laddove le Camere hanno un ruolo strategico perchè devono controllare che le riforme siano davvero attuate – ha aggiunto Casellati -. La nostra riflessione sul ruolo del Parlamento come sull'opportunità di una più efficace integrazione tra autonomia degli enti territoriali e poteri del legislatore deve partire proprio da qui".
"L'unità della Repubblica, la sovranità popolare, la centralità del Parlamento devono tener conto anche dei nuovi linguaggi del dibattito pubblico, che si svolgono sempre più insistentemente in quel mare magnum incontrollato che è la Rete – ha proseguito -. Il Parlamento deve tornare a essere il fulcro della politica nazionale, sia sul fronte del dibattito pubblico e democratico, sia su quello della concreta attività legislativa, di indirizzo e di controllo".
"Ecco, questi sono alcuni dei temi con cui penso sia necessario confrontarsi per affrontare il problema dei problemi: il ritorno a una vera centralità del Parlamento – ha aggiunto Casellati -. Al concerto di idee e opinioni diverse che diventa il perno della decisione pubblica, perchè è questo che ci chiede il principio di sovranità popolare. Nella trasparenza e pubblicità".
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Mattarella alle Nazionali di pallavolo “Esempio per l’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – "Complimenti al presidente del Coni, Malagò, al presidente federale Manfredi, alle squadre, ai capitani e ai CT Mazzanti e De Giorgi. Avete reso onore alla maglia italiana. Grazie per il significato che avete attribuito alle vostre vittorie, perchè avete vinto sempre nettamente e con spirito sportivo". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ricevuto al Quirinale le due nazionali di pallavolo che a settembre hanno vinto i campionati europei maschili e femminili. "Le due finali le avete vinte in rimonta – ha aggiunto il Capo dello Stato – significa avere determinazione e controllo delle emozioni". Mattarella ha ricordato l'incontro del 2018, sempre al Quirinale, con le azzurre vicecampionesse del mondo. "La medaglia d'oro sfumò contro la Serbia, questa volta avete vinto a Belgrado. Vi invito a non pensare troppo a Tokyo, nelle grandi competizioni può succedere di incontrare squadre in giornata di grazia. Quando posso, e quando qualche emittente televisiva, purtroppo di rado, trasmette le partite, io vi seguo sempre. E vi dico che i premi individuali a questi Europei sono anche premi alla squadra, perchè le individualità si esprimono al massimo quando la squadra gioca a livelli alti".
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Nessuno vuole la revisione dei valori catastali. La riforma colpirà il ceto medio

Da anni ormai si parla di revisione dei valori catastali, ma la riforma di settore rimane una eterna incompiuta. Dal primo dei parlamentari all’ultimo dei piccoli proprietari di immobili, nessuno la vuole. Eppure la strada sembra segnata.

Di Massimo Bonaventura

In Italia esiste un asse politico-sociale trasversale ed eterogeneo, che in occasione della convergenza di interessi economici primari si muove all’unisono, senza essere sollecitata dalle lobbies che animano i corridoi di Camera e Senato. Succede ad ogni legislatura con le aliquote di donazione e successione – in relazione alle quali il nostro Paese viene tacciato di essere una sorta di “paradiso fiscale” – ma nel caso della tassazione sulle abitazioni si tratta di un rarissimo esempio di perfetta sintonia tra Politica e Popolo, e basterebbe anche un dieci per cento di questa sintonia per risolvere problemi “decisivi” come la redistribuzione del reddito, la tassazione delle imprese e dei lavoratori dipendenti, lo sfascio della Sanità, la responsabilità civile dei magistrati e la vergogna di una legge elettorale basata ancora sulle liste bloccate e sulla supremazia dei partiti, solo per fare un esempio.

La questione della tassazione della casa e della revisione del metodo di calcolo dei valori catastali, a ben vedere, va oltre il semplice dibattito politico e finisce per investire aspetti che hanno a che fare con la politica fiscale interna e, in un certo modo, con la nostra stessa sovranità. Infatti, era il 28 settembre del 2015 quando la Commissione Europea cominciò a sollecitare l’Italia ad adottare misure che alleggerissero gli oneri fiscali gravanti sul lavoro, e spostassero il carico sui consumi, sugli immobili e sulle donazioni/successioni. In particolare, nel rapporto Riforme fiscali negli Stati membri dell’Unione europea, ci venne chiesto espressamente di tassare meno il lavoro e tassare più efficacemente le abitazioni, ossia il patrimonio, ma nonostante siano passati sei anni non si è mossa neanche una foglia.

In verità, stessa cosa fu chiesta a Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria e Finlandia, ma è in Italia che il c.d. cuneo fiscale sul salario medio è più elevato, attestandosi al 48,2% contro il 43,4% della media UE. Quest’ultimo dato, poi, si aggiungeva al nostro tasso di occupazione complessivo, pari nel 2014 al 59,9% contro il 70,9% dell’Unione europea di allora. Dal raffronto tra queste due grandezze nasce il “consiglio” dell’Europa di riequilibrare le due poste (cuneo fiscale e tasso di occupazione), strettamente collegate tra loro, e spostare il peso fiscale sulle case, in modo da utilizzare i proventi aggiuntivi per ridurre le tasse sul lavoro. Peccato che questa visione lasci fuori la riduzione della tassazione sui redditi, e riveli un approccio alla redistribuzione della ricchezza affatto “in sintonia” con i produttori di reddito, i quali preferirebbero vederselo detassare, aumentare i consumi e attivare il moltiplicatore dell’economia reale, utilizzando il maggior gettito “strutturale” derivante dalla riforma dei valori catastali proprio per ridurre gradualmente, anno dopo anno, le imposte sui redditi. Oppure ancora, entrambe le cose.

Invece, sposando la visione della Commissione europea, si sposta solo il peso del fisco sui patrimoni, ed è proprio questo che unisce in un sorprendente abbraccio classi sociali così diverse tra loro. In ogni caso, la resistenza del centrodestra all’ipotesi di alzare l’imposizione sulle ricchezze di qualsivoglia natura mette al riparo, al momento, da misure del genere. Però si deve riconoscere che, qualora la riforma venisse fatta senza danneggiare i piccolissimi proprietari di immobili – quelli che hanno la sola abitazione in cui vivono, insomma – il riordino dei valori catastali potrebbe essere un primo passo per ridistribuire la ricchezza dai più ricchi ai meno ricchi. Ciò potrebbe avvenire aumentando significativamente le tasse sugli immobili di pregio, che in Italia non sono pochi, e offrendo ai piccoli proprietari una sorta di “franchigia fiscale” entro un dato valore commerciale della propria casa, individuabile tramite l’Osservatorio OMI dell’Agenzia delle Entrate.

Sul tema generale, il dibattito del Governo si snoda sul riequilibrio del prelievo fra chi ha un immobile dal valore di mercato più basso di quello richiesto oggi dal fisco e chi si trova nella situazione opposta, e questo potrebbe avvenire solo utilizzando il metro quadro, e non più il “vano catastale” come unità di misura alla base delle rendite. In questo modo, il valore di reddito delle abitazioni potrebbe essere affiancato dal valore medio di mercato, e fare giustizia tra micro-proprietari di periferia e grandi detentori di immobili di lusso. Darebbe maggiore equità fiscale, infine, tassare in base ad altri parametri specifici, come la natura del fabbricato, la sua classe energetica, il contesto del quartiere ed in generale tutta una serie di caratteristiche relative all’area in cui l’immobile è inserito (es. trasporto pubblico, presenza di scuole, di ospedali e di esercizi commerciali).

Naturalmente, nessuno si aspetti che da una riforma del Catasto possa scaturire l’esenzione da possibili aumenti della tassazione: chiunque verrà colpito, poiché la motivazione di una simile misura è l’aumento del gettito fiscale. E poco importa se, in Italia, la casa è “sacra” anche per i parlamentari e i lobbisti, poiché il percorso sembra essere ineluttabile, ed il gettito previsto ben più ingente di quello derivante dall’aumento delle aliquote di donazione e successione. Peraltro, i più colpiti da questa riforma saranno i piccoli proprietari del ceto medio delle grandi città, ossia proprio coloro che la riforma fiscale dovrebbe favorire dopo venti anni di Unione Monetaria e di continuo depauperamento del potere d’acquisto e della capacità di risparmio.

Pioli “Contro l’Atletico gara importante ma non decisiva”

MILANO (ITALPRESS) – "La voglia di fare la partita non ci mancherà, torniamo a giocare davanti ai nostri tifosi, nella competizione che abbiamo voluto con tutte le nostre forze. Contro l'Atletico sarà una partita importante ma non decisiva per il passaggio del turno, perchè poi ce ne saranno altre quattro. Vogliamo però togliere lo zero dalla nostra classifica". Dopo il rocambolesco ko dell'esordio ad Anfield, Stefano Pioli e il suo Milan si rituffano nella Champions: a San Siro arriva l'Atletico Madrid campione di Spagna ma reduce dalla sconfitta di sabato con l'Alaves. "Fino ad allora, però, l'Atletico era imbattuto ed è ancora nei primi posti della Liga – ricorda il tecnico rossonero – E' una squadra molto forte, molto solida, con un allenatore preparato e giocatori di grandissimo livello, pronti a cogliere ogni minimo errore. Dovremo giocare una partita tecnicamente di altissimo livello ed essere concentrati e attenti per tutti i 95 minuti. Il livello in Champions è molto alto, i particolari fanno la differenza. Dovremo giocare semplice, veloce, non sbagliare scelte. Dobbiamo alzare tutti il nostro livello e l'esperienza di Liverpool ci aiuterà a essere più pronti". Pioli sottolinea che "stiamo facendo le nostre esperienze e sfruttiamo ogni situazione per fare qualcosa in più, per fare meglio. Siamo una squadra giovane e questo dà tanti vantaggi, dove non arriviamo con l'esperienza ci arriviamo con le idee e con l'entusiasmo, entusiasmo che ci daranno i nostri tifosi anche domani". Per quanto riguarda Giroud, "il minutaggio a La Spezia era necessario e giusto per migliorare la condizione, crescerà nelle prossime partite" mentre per Kjaer e Florenzi una decisione sarà presa "dopo gli allenamenti di oggi e domani mattina. Speriamo di recuperarli". Ibrahimovic e gli altri indisponibili, invece, sono ancora fuori: "Più probabile che rientrino dopo la sosta". Infine, sulla possibilità di emulare Simeone che dal 2011 guida l'Atletico, Pioli chiosa: "Nella mia testa il rapporto col club, con i giocatori, con l'ambiente Milan non ha scadenza. Abbiamo le stesse motivazioni, le stesse ambizioni di ottenere il massimo da ogni partita, da ogni stagione. Ma ora pensiamo alla partita di domani".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.