Maggio 15, 2026
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Covid, Speranza “Non sprechiamo crisi, bisogna investire su Ssn”

RIMINI (ITALPRESS) – "Se c'è una cosa su cui bisogna mettere davvero le risorse è il Servizio sanitario nazionale. Servono risorse, è inutile girarci intorno, perchè se non investiamo sarà difficile rispettare i principi che stanno sulla Carta Costituzionale. Non dobbiamo sprecare questa crisi". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento al Meeting di Rimini, nel talk dal titolo "Nuovi sistemi sanitari nel mondo".
Secondo Speranza "non va bene che sia un ufficio di bilancio che mi dica quanto diritto alla salute devo tutelare e per troppi anni è stato così, ma per me è tutto l'opposto". Sul fronte della lotta alla pandemia "quella di oggi è una stagione importante – ha aggiunto -, è una fase nuova in cui abbiamo anche armi diverse come i vaccini, che ci aiutano a gestire la situazione con meno chiusure. Il diritto alla salute è la cosa più importante che abbiamo. Da ministro in questi mesi ho vissuto una contraddizione. A un certo punto della vicenda Covid si è sviluppata la retorica degli eroi sul personale sanitario e dall'altro lato però in Italia è stata vigente una norma che per 15 anni ha congelato la spesa che le Regioni potevano fare su di loro a quella del 2004. E' una contraddizione intollerabile. Questo dà la sensazione della realtà con cui dobbiamo fare i conti".
"La partita dei vaccini riguarda tutti e per questo non possiamo immaginare che intorno ai vaccini si consumi una forte disuguaglianza – ha evidenziato Speranza -. Credo sia sciocco anche sul piano dei nostri interessi perchè non ci salviamo da soli. Se non aiutiamo anche gli altri Paesi a vaccinarsi, ci arriveranno altre varianti. Dobbiamo imparare a lavorare meglio e di più insieme".
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Covid, 4.168 casi e 44 morti: aumentano ricoveri e terapie intensive

ROMA (ITALPRESS) – Sono 4.168 (ieri erano stati 5.923) i nuovi casi Covid registrati nelle ultime 24 ore in Italia con 101.341 tamponi e 44 morti. Lo riferisce il bollettino del ministero della Salute. Il tasso di positività si attesta al 4,1% in aumento dal 3,4% della precedente rilevazione. Sono 485 le terapie intensive in Italia per Covid, 13 in più rispetto a ieri con 45 nuovi ingressi. 3.928 i ricoveri ordionari, 161 in più nelle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi sono 135.555 (+617 nelle ultime 24 ore), 4.224.429 i dimessi/guariti da inizio emergenza (+3.505). Le persone in isolamento domiciliare sono 131.142.
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Afghanistan, Gentiloni “Debacle occidente, Ue accolga”

RIMINI (ITALPRESS) – "Un altro epilogo era possibile, credo che dobbiamo partire da questa convinzione. Questa è una debacle dell'Occidente, ma non possiamo trasformare una debacle in una abiura di quanto fatto in questi 20 anni, sarebbe un errore ancora più grave. Il lavoro di questi anni non meritavano questa conclusione, non doveva finire così". Lo ha detto il commissario europeo per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, al Meeting di Rimini. "Oggi l'Ue può dare un contributo serio all'accoglienza e alla gestione dei rifugiati, ci sarà un problema dei rifugiati ma abbiamo visto tutti le scene ripugnanti dell'aeroporto di Kabul che dimostrano che ci sono milioni di persone che vogliono scappare da quel regime. Noi che facciamo – ha avvertito – ci giriamo dall'altra parte? Facciamo finta di niente? Credo che l'Ue abbia il dovere di lavorare sull'accoglienza e sulle quote di immigrazione legale dei rifugiati afghani togliendosi l'alibi dell'unanimità delle decisioni. Io rispetto l'unanimità, ma so che non ci sarà mai perchè ci saranno sempre dei paesi contrari a una politica dell'accoglienza, quindi si decide a maggioranza e niente alibi se si vuole dare una mano sui rifugiati".
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Governo, Draghi incontra Salvini

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto un incontro a Palazzo Chigi con il segretario della Lega, Matteo Salvini. "Nel corso del colloquio sono stati affrontati i temi legati alla ripresa dell'attività di governo", rende noto Palazzo Chigi.
Durante l'incontro con il presidente del Consiglio, il leader della Lega ha espresso "grande preoccupazione per la crisi in Afghanistan anche per le potenziali ricadute sul nostro Paese – rende noto il Carroccio -. Non a caso, proprio questa mattina Salvini ha incontrato a Roma gli ambasciatori di Afghanistan e Pakistan. Il leader della Lega e il presidente del Consiglio hanno affrontato anche i temi legati alla ripresa dell'attività di governo: Salvini ha confermato il massimo sostegno per realizzare le riforme utili all'Italia a partire da Giustizia, taglio della burocrazia e delle tasse".
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Covid più grave con bassi livelli di interferoni nelle prime vie aeree

MILANO (ITALPRESS) – E' stato pubblicato sulla rivista CELL un importante studio su SARS-CoV-2, nato dalla collaborazione tra il laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele e la divisione di Immunologia del Boston Children's Hospital, Harvard Medical School. I ricercatori hanno descritto le differenze molecolari tra le infezioni da SARS-CoV-2 con sintomi importanti e con sintomatologia lieve, identificando nella risposta interferonica a livello delle alte vie aeree un elemento cruciale: elevati livelli di risposta antivirale nelle alte vie aeree – meno frequenti nei pazienti più anziani – favoriscono un miglior controllo del virus ed espongono a un rischio ridotto di complicanze gravi.
Il gruppo del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, diretto dal professor Massimo Clementi, è stato coordinato dal professor Nicasio Mancini, che ha condiviso la direzione dello studio con il professor Ivan Zanoni immunologo della Harvard Medical School.
Se è noto che le forme gravi di COVID-19 sono caratterizzate da un'iperproduzione di mediatori immunitari, il ruolo degli interferoni, in particolare di quelli di tipo III, rimaneva ancora da chiarire e aveva dato, in lavori precedenti, evidenze discordanti. Da un lato infatti i pazienti con forme gravi di COVID-19 mostrano risposte interferoniche deficitarie, dall'altro sappiamo però che una produzione molto elevata e protratta nel tempo di interferoni è stata descritta in pazienti con esiti clinici infausti. Per definirne il ruolo nella progressione di COVID-19 i ricercatori hanno quindi analizzato le modalità e il livello di espressione degli interferoni e dei loro trascritti nei campioni provenienti dalle alte e basse vie respiratorie di soggetti infettati da SARS-CoV-2 con diverse forme cliniche di COVID-19.
"Abbiamo rilevato che alti livelli di interferone di tipo III e, in misura minore, di tipo I, caratterizzano le vie aeree superiori dei pazienti a basso rischio, con forme di malattia meno gravi e alta carica virale. In altre parole, la presenza del virus stimola una risposta che funge non solo da campanello d'allarme per risposte immunitarie successive più raffinate, ma anche per un efficace contenimento del virus a questo livello. Una riposta meno efficace, come osservato nei soggetti più anziani che abbiamo studiato, può portare all'interessamento più massiccio delle basse vie respiratorie, dove gli interferoni, sebbene presenti, non sono più in grado di controllare l'infezione e la produzione massiccia di altri mediatori infiammatori. Questi dati – spiega il professor Mancini – evidenziano ulteriormente come gli interferoni assumano ruoli opposti in sedi anatomiche diverse lungo il tratto respiratorio: una produzione efficiente nelle vie aeree superiori può portare a una più rapida eliminazione del virus e a limitarne la diffusione virale alle vie inferiori".
"Tuttavia – aggiunge – quando il virus sfugge al controllo immunitario nelle vie superiori, l'abbondante produzione di interferoni nei polmoni, non solo non è in grado di limitare più in modo efficace il virus, ma contribuisce alla tempesta citochinica e al danno tissutale tipico dei pazienti con COVID-19 grave".
Il professor Clementi aggiunge che "questo lavoro, oltre a fornire alcune conferme motivate e importanti a quanto si rileva nella pratica clinica con i pazienti COVID-19 – pazienti giovani con carica virale alta risolvono efficacemente i sintomi senza interessamento delle basse vie respiratorie – fornisce un'indicazione fino a pochi anni fa impensabile sull'importanza dell'immunità aspecifica nel decorso di una malattia virale: indicazione che andrà approfondita e applicata ulteriormente".
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Sul Monte Bianco omaggio a Dante con il reading più alto d’Europa

ROMA (ITALPRESS) – Sabato 21 agosto, di fronte alla vetta del Monte Bianco, un singolare record della cultura con un tributo a Dante Alighieri. In occasione dei 700 anni dalla sua scomparsa si è tenuto un tributo a quota 3.460 metri: il reading più alto d'Europa con il regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, già direttore artistico di "Dante in Duomo".
Il pubblico ha assistito, nell'ambito della rassegna "Vivo Verde", a due performance, la seconda delle quali dedicata in particolare al Paradiso e all'ascesa verso il cielo con i canti ispirati alle stelle del sommo poeta.
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Inps, nei primi 7 mesi 2021 in aumento le riscossioni dei contributi

ROMA (ITALPRESS) – Al 31 luglio 2021 le riscossioni da entrate contributive dell'Inps sono pari a 120.577 milioni, con incremento di 8.423 milioni (+7,51%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare le entrate contributive della gestione aziende si attestano a 67.225 milioni, con un incremento di 6.340 milioni (+10,41%); il gettito contributivo dei lavoratori autonomi è pari nel complesso a 5.136 milioni, sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente (-49 milioni di euro); le entrate della gestione separata si attestano a 4.664 milioni, con un incremento di 669 milioni (+16,76%); le entrate relative ai lavoratori domestici sono pari a 825 milioni, con un incremento di 128 milioni (+18,36%).
Focalizzando l'attenzione sull'intero settore privato (aziende, lavoratori autonomi, gestione separata, lavoratori domestici, versamenti volontari), nei primi sette mesi del 2021 le entrate contributive correnti (al netto, quindi, delle riscossioni da recupero crediti) ammontano complessivamente a 77.940 milioni, con un incremento di 7.078 milioni (+9,99%) rispetto allo stesso periodo del 2020.
La crescita delle riscossioni contributive registrate nei primi sette mesi del 2021, riporta le entrate a livelli vicini a quelli precedenti la pandemia da Covid-19: le entrate contributive complessive dei primi sette mesi del 2021 sono inferiori dell'1,49% (-1.830 milioni) rispetto a quelle del corrispondente periodo del 2019.
Sulla base dell'attuale trend di espansione delle attività produttive, si stima che nel corso del 2021 le riscossioni dell'Istituto provenienti da entrate contributive possano tornare agli stessi livelli registrati nel 2019.
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Le piccole imprese trainano il manifatturiero per la ripresa

ROMA (ITALPRESS) – Il sistema manifatturiero italiano sta spronando la ripresa. A sottolinearlo Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, disaggregando i dati Istat sull'andamento del prodotto interno lordo. Uno sprone alla ripresa dopo che il sistema manifatturiero ha retto bene perfino alla crisi innescata dalla pandemia. Preservando significative quote di mercato. E confermandosi per il nostro Paese un patrimonio prezioso, da tutelare. Un patrimonio che, al contrario della vulgata comune, è formato nella stragrande maggioranza da imprese artigiane, micro e piccole. Imprese che hanno contribuito in maniera preminente, quindi, a resistere alla crisi socio-economica scaturita dall'emergenza sanitaria. Ragion per cui diventa inderogabile tarare le future misure di politica industriale, spesso invece pensate "a taglia unica" su misura delle grandi. A testimoniare il ruolo delle piccole imprese italiane nel sistema produttivo una indagine del Centro studi CNA, dalla quale scaturisce che, sulla base dei più recenti dati economici omogenei a disposizione, l'Italia rimane la seconda economia manifatturiera d'Europa, dopo la Germania.
La presenza di piccole e piccolissime imprese è preponderante in tutti gli ambiti produttivi del comparto: dai campi più tradizionali, a spiccata vocazione artigiana, a quelli caratterizzati dai processi produttivi maggiormente complessi. Prova inoppugnabile di quanto siano ingiuste e ingiustificate le critiche alle piccole imprese che il pregiudizio ideologico fa accusare di tutti i ritardi del sistema produttivo nazionale e della sua (presunta) scarsa competitività sui mercati internazionali. In Italia, su quasi 380mila imprese attive nei comparti manifatturieri il 92,3% sono micro (82% del totale) o piccole (10,3% del totale), organizzate giuridicamente come imprese artigiane nel 63,8% dei casi. Tra le grandi economie dei 27 Paesi membri dell'Unione europea, l'Italia presenta la struttura produttiva più estesa e diffusa. Solo limitatamente al segmento delle grandi imprese (oltre 250 addetti) il nostro Paese ne conta un numero più basso o uguale rispetto alla Germania e alla Francia. Dal punto di vista occupazionale, invece, le grandi imprese assorbono il 60,5% degli addetti in Germania, il 60% circa in Francia e il 27,2% nel nostro Paese. Il secondo posto europeo dell'Italia per fatturato manifatturiero dimostra come un sistema produttivo frammentato, quale l'italiano, non rappresenti necessariamente un ostacolo per competere con successo a livello internazionale. Nel 2018 il valore aggiunto italiano, pari a 246,9 miliardi, ha superato quello francese, di poco superiore ai 241 miliardi. Per merito, soprattutto, delle piccole imprese. In Francia circa 1300 grandi imprese (lo 0,6% complessivo) hanno creato il 70,9% del valore aggiunto totale, in Italia un numero di grandi imprese di poco inferiore ha contribuito alla creazione solo del 39,4% del valore aggiunto complessivo. Viceversa, il valore aggiunto creato dalle imprese italiane fino a 50 addetti ha più che doppiato quello realizzato in Francia dalle imprese con la stessa dimensione occupazionale. Dal confronto con la Germania sulla specializzazione produttiva, calcolata dal rapporto tra indici di produttività per addetto, l'Italia esce penalizzata di quasi 20 punti percentuali. Garantiscono migliori prestazioni, però, proprio alcuni settori tradizionali del Made in Italy (alimentari, bevande, tessile, moda) nei quali è maggiore la presenza di imprese minori per dimensione.Le piccole imprese della manifattura contribuiscono all'export complessivo del settore per una quota pari al 15,8% del totale, superando i 20 punti percentuali nelle produzioni in legno che non includono i mobili (43,4%), nelle altre industrie manifatturiere (27,6%), nel tessile (31,1%), nella fabbricazione di mobili (29,4%), nell'abbigliamento (27,3%) e negli alimentari (22,5%);
I settori nei quali è maggiormente radicata la presenza delle piccole e medie imprese sono quelli che contribuiscono quasi per intero alla formazione dell'avanzo commerciale dell'intera manifattura. In particolare l'alimentare, il tessile, l'abbigliamento, la pelletteria, la metallurgia, la meccanica e i mobili.
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Vaccino, Sbarra “Sì all’obbligo, fare chiarezza subito”

ROMA (ITALPRESS) – "Vaccinarsi è un dovere morale e civile verso sè e verso gli altri, come ha ricordato qualche giorno fa il capo dello Stato. Un dovere che va sancito solo per legge, perchè lo prevede la Costituzione. Non ci sono alternative, non possiamo introdurlo surrettiziamente attraverso le relazioni sindacali e la contrattazione. Protocolli e contrattazioni invece vanno utilizzati al meglio per l'organizzazione del lavoro e per gestire l'utilizzo degli spazi comuni nelle aziende, a partire dalle mense. Ecco perchè diciamo al governo che bisogna fare chiarezza su questi temi e bisogna farlo subito per evitare che gli ambienti lavorativi diventino campo di battaglia". Lo ha detto Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, ospite di Agorà estate su Rai3.
"Sì all'obbligo vaccinale per legge per tutti i cittadini – ha aggiunto – per mandare in profondità la campagna di vaccinazione. Sul green pass – ha proseguito – diciamo che è uno strumento utile, importante, ma le questioni legate all'organizzazione del lavoro, all'accesso e all'utilizzo degli spazi comuni nelle aziende vanno affrontate in un rapporto trilaterale governo-sindacati-imprese per migliorare, rafforzare, adeguare, aggiornare i protocolli che abbiamo sottoscritto".
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