Maggio 15, 2026
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Scenario di forte ripresa economica, con l’incognita della variante Delta

Secondo Mario Cribari, per l’inflazione si sta aprendo una nuova era dopo il periodo deflazionista del 1997 – 2018. L’elevato peso dei titoli FANG nell’indice S&P 500 costituisce una sorta di “freno di emergenza” a un potenziale peggioramento dello scenario economico.

“Nonostante la gravità legata alla variante Delta e delle future possibili varianti, riteniamo probabile uno scenario di forte ripresa economica. L’elevato tasso vaccinale, l’auspicata estensione globale del green pass, una maggiore sensibilità politica nel voler evitare i lockdown, una maggiore resilienza economica, elevate riserve di risparmio e una robusta crescita del Capex (flussi di cassa in uscita per investimenti) depongono a favore di questa ipotesi. L’inflazione non sarà tuttavia temporanea e a un certo punto, ma sicuramente in ritardo, le banche centrali occidentali dovranno prenderne atto mentre poche altre avranno agito in maniera preventiva e lungimirante”. È l’analisi di Mario Cribari, Partner e responsabile della strategia e ricerca di BlueStar Investment Managers.

Il picco raggiunto da alcuni dati macro, la forte riduzione dei tassi di interesse e la martellante attenzione mediatica riservata alla variante Delta sembrano far temere un imminente nuovo rallentamento economico. I fatti però delineano chiaramente, almeno per ora, una prima fase di boom economico, che non si vedeva da decenni, seguita da una fase più moderata ma pur sempre superiore al “new normal” post 2008. Da decenni non si vedevano interventi fiscali così massicci, sia improduttivi di breve termine che produttivi di lungo termine. E per una volta l’Europa si è dimostrata unita e lungimirante con il suo Recovery plan. Negli Usa invece sono stati facilmente approvati gli “helicopter money” e le varie sovvenzioni che stanno distorcendo il mercato del lavoro mentre sul resto si continua a negoziare.

Nel frattempo l’economia Usa cresce comunque a ritmi compresi tra il 6% – 8% reale. Le imprese, dopo lo spavento del 2020 e i colli di bottiglia nella produzione, stanno tornando a ricostituire scorte e a investire in capacità, spesso rilocalizzando parte della produzione dall’estero, per evitare rischi futuri e aggirare possibili tariffe. La crescita economica riguarda gran parte dei paesi, non solamente gli Usa. In Europa ci si attendono ritmi di crescita molto simili, per non parlare della Cina che dopo l’eccezionale 2020 è attesa in crescita del 6.5%. Solo un nuovo grave shock pandemico potrebbe invertire la tendenza. “Continuiamo a ritenere che per l’inflazione si stia aprendo una nuova era dopo il periodo deflazionista del 1997 – 2018”, sottolinea Cribari. “L’inflazione non sarà temporanea anche se ci vorrà ancora qualche mese di evidenza per convincere il mercato che ancora si affida alla presunta, ma sempre smentita, onniscienza dei banchieri centrali”.

Mentre qualche banca centrale comincia a correre ai ripari con politiche più ortodosse, la Fed e la Bce per motivi simili nicchiano. La prima deve poter permettere allo stato americano di finanziarsi a basso costo comprando essa stessa una buona parte di nuovo debito, mentre la Bce ha impellenza assoluta di continuare a finanziare i faraonici debiti periferici mantenendo stretti gli spread. Intanto la Cina, che già aveva scelto di intervenire meno espansivamente nel 2020, si è addirittura imbarcata in politiche di controllo restrittive a 360 gradi che hanno causato un moderato rallentamento economico e una decisa sottoperformance borsistica. In questo momento le autorità cinesi sono impegnate in un difficilissimo equilibrismo per conciliare una crescita decente con la sua sostenibilità futura.  Ha intanto suscitato molto scalpore la notizia degli interventi alla “cinese” da parte del governo sulle società di tutoring scolastico. La Cina vuole ammonire le società che si quotano solo sul Nasdaq e non a Hong Kong e incentivare quelle società tecnologiche che effettivamente creano un valore aggiunto di know how reale al paese.  Con tali misure, apparentemente estreme, Pechino si sta realmente attrezzando per diventare la prima potenza mondiale. È paradossale che per batterla occorra prenderne spunto, piuttosto che fare l’esatto contrario, esattamente quello che gli Usa non ammetteranno mai.

“A livello di scelte di investimento, restiamo convinti che vista l’elevata dispersione dei rendimenti e le continue rotazioni settoriali il bottom up possa rivelarsi la chiave del successo. A livello aggregato continuiamo a ritenere che il risk/reward non sia favorevole e una correzione compresa tra 5-15% sia possibile”, conclude Cribari. “Al momento ci sentiamo di escludere per ora scenari peggiori viste le caratteristiche, considerate difensive, dell’S&P 500 il quale resta l’indice di riferimento globale. L’elevato peso dei titoli FANG – acronimo delle iniziali di Facebook, Amazon, Netflix e Google (FAANG se vi si aggiunge anche Apple – costituisce una sorta di “freno di emergenza” implicito. L’altro lato della medaglia però non ci fa prevedere grosso potenziale a causa delle loro valutazioni elevate. Ecco perché occorre favorire, moderatamente, alcuni ciclici che sono tornati interessanti.  A livello geografico consigliamo di riaccumulare i mercati emergenti, Cina in particolare, mentre restiamo negativi sulle obbligazioni, soprattutto sui governativi occidentali. Infine consigliamo di diversificare su materie prime, infrastrutture, minerari, energetici, motivo per il quale una percentuale minima di dollari è giustificata”.

Tari e rifiuti, regolazione tariffe arriva a impianti di trattamento

MILANO (ITALPRESS) – ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha deliberato l'avvio del secondo periodo di regolazione tariffaria per il settore dei rifiuti, MTR-2, valido dal 2022 al 2025.
Pur confermando l'impianto generale del Metodo presentato alla fine del 2019 – in primis la garanzia della sostenibilità sociale delle tariffe, grazie al vincolo di crescita delle entrate per gli operatori – sono numerose le novità che ampliano il perimetro di controllo della filiera e di conseguenza il numero di soggetti interessati.
Se il primo MTR introduceva il riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento per le fasi della filiera dei rifiuti fino al conferimento, con l'MTR-2 si regolano da oggi anche le tariffe di accesso agli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani. Si arriva, cioè, fino al "cancello" di impianti e di discariche, prevedendo una programmazione quadriennale, premiando il ricorso ad impianti di trattamento che valorizzino i rifiuti e penalizzando decisamente il conferimento in discarica.
Per il presidente dell'ARERA, Stefano Besseghini, "Con il nuovo Metodo ARERA conferma la propria attenzione al settore, completando il progetto avviato con il precedente metodo. La regolazione del settore è certamente lungi dall'essere matura, ma il percorso procede in un dialogo cercato e costante con i consumatori e tutti i portatori di interesse. L'introduzione della regolazione degli impianti, con una specifica attenzione alla chiusura del ciclo, rappresenta un elemento di assoluta novità. L'MTR-2 è uno strumento flessibile che consente, agli Enti territorialmente competenti e agli operatori, di fornire agli utenti servizi adeguati a costi sostenibili e l'Autorità è pronta ad intervenire nei casi di inerzia nell'applicazione del Metodo".
In questo secondo periodo di regolazione – dopo le consultazioni che hanno coinvolto il tavolo tecnico permanente istituito da ARERA con le Regioni e le Autonomie locali e i focus group con i consumatori e gli operatori – sono incluse variabili di calcolo che tengono conto dei più recenti elementi normativi europei e nazionali, che hanno modificato la classificazione dei rifiuti e gli obiettivi ambientali nel corso di questi anni.
Sono stati considerati gli obiettivi a lungo termine per l'economia circolare, la responsabilità estesa del produttore, le regole per gli imballaggi, la gerarchia dei rifiuti urbani e la loro identificazione, la graduale riduzione dei conferimenti in discarica, il principio "chi inquina paga" e – infine – il collegamento con il PNRR.
Per affrontare le evidenti differenze territoriali e gestionali, sia in termini di presenza di impianti che di gestione dei flussi di rifiuti, l'Autorità ha confermato un modello di regolazione tariffaria "asimmetrica", introducendo un meccanismo di incentivazione tramite perequazione, sulla base della gerarchia dei rifiuti, che prevede componenti a compensazione o maggiorazione dei corrispettivi per l'accesso a seconda del tipo di impianto.
Gli impianti sono classificati secondo la natura del gestore ("integrato" se gestisce più fasi della filiera e ha impianti di trattamento già considerati nella regolazione del precedente MTR) e il ruolo che ricoprono nel ciclo (se impianti di chiusura del ciclo o intermedi).
Il meccanismo di perequazione, nonchè il previsto limite alle tariffe di accesso ai medesimi impianti, mirano a responsabilizzare le realtà locali, supportando i percorsi di miglioramento dell'efficienza gestionale, di completamento della filiera e di realizzazione di impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, premiando la prossimità territoriale.
Sono impianti "minimi" quelli ritenuti indispensabili alla chiusura del ciclo dei rifiuti nel loro territorio e previsti nella programmazione. Sono impianti "aggiuntivi" quelli diversi dai minimi, per i quali si applica una regolazione orientata alla trasparenza
La regolazione MTR-2, quindi, oltre ad applicarsi a tutti i gestori integrati e ai loro impianti, si applica agli operatori non integrati che gestiscono impianti "minimi", con l'introduzione di incentivi decrescenti in base al tipo di trattamento che operano sui rifiuti (compostaggio, digestione anaerobica, termovalorizzazione).
E' sempre penalizzato il conferimento in discarica.
"I livelli di raccolta differenziata, il trattamento dei rifiuti con riutilizzo o riciclo, la prossimità territoriale e le caratteristiche dimensionali, tecnologiche e di impatto ambientale degli impianti, diventano con l'MTR-2 variabili quantitative che determinano la TARI, rendendola più vicina alle esigenze dei cittadini", si legge in una nota.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Ponte Stretto, Giovannini “Prima fase fattibilità entro primavera 2022”

ROMA (ITALPRESS) – "Per dar seguito all'impegno del Governo espresso dalla Camera si dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica e economica andando a indagare tutti gli aspetti che il gruppo di lavoro ha segnalato, sul piano del progetto in quanto tale dal punto di vista ingegneristico, naturalistico, sismico per le due opzioni che sono state evidenziate". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, sull'attraversamento stabile dello Stretto di Messina. "E' disponibile – ha proseguito – il finanziamento di 50 milioni individuato con la legge di bilancio 2021. La prima fase del progetto di fattibilità potrebbe concludersi entro la primavera del 2022, per avviare un dibattito pubblico e pervenire a una scelta condivisa in modo tale da evidenziare le risorse nella legge di bilancio per il 2023, nel caso in cui si scelga uno dei due impianti progettuali. In ogni caso – ha concluso – sarebbe opportuna l'istituzione di un gruppo di lavoro dedicato a supportare e coordinare l'intero processo, con la partecipazione di esperti e rappresentanti dei ministeri coinvolti".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Le Pro Loco scrivono a Draghi: “Sì al Green Pass ma serve chiarezza”

ROMA (ITALPRESS) – "Un'audizione urgente e un intervento emendativo per superare discrasie e difficolta interpretative emerse nella lettura del provvedimento governativo sul green pass": sono i punti al centro della missiva inviata dal presidente dell'Unione Nazionale delle Pro Loco Aps, Antonino La Spina, al Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, al ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, al ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e al ministro per Affari regionali e Autonomie, Mariastella Gelmini.
Nella lettera-appello si evidenzia che le problematiche interpretative emerse rischiano di portare "all'impossibilità di realizzazione di decine di migliaia di eventi sul territorio nazionale da parte delle Pro Loco associate, già in difficoltà per le pressanti misure di sicurezza da mettere in atto, con gravi danni sociali ed economici per le piccole realtà territoriali".
"Siamo d'accordo con la necessità del green pass, ma riteniamo sia necessario fare chiarezza su alcune difficoltà interpretative che emergono dall'applicazione del decreto, in particolare non è sufficientemente chiaro a chi spetta l'onere e la responsabilità dei controlli soprattutto in luoghi all'aperto ma con molteplici accessi, come nel caso delle sagre. Alcune sono realizzate in aree ben delimitate, altre, invece, animano interi borghi e centri storici; in questi casi come fare a controllare tutti gli accessi, dovremmo chiudere interi paesi? Identico problema si pone per i residenti. Per la nostra realtà si tratta di questioni centrali che restando insolute rischiano di far saltare moltissimi eventi", precisa il presidente dell'Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia (Unpli), Antonino La Spina.
Nella nota, infine, si evidenzia che "un ulteriore appesantimento degli adempimenti potrebbe determinare conseguenze disastrose non solo per le Pro Loco ma per l'intero tessuto sociale ed economico dei piccoli centri e non solo, fino al punto di determinare la possibile cancellazione definitiva degli eventi già in programma o in programmazione".
Come acclarato dal Centro Studio Sintesi della Cgia di Mestre, nel 2018 le 6200 Pro Loco associate a Unpli Aps hanno organizzato oltre 110 mila eventi (rievocazioni, fiere, mostre, sagre, eventi culturali, manifestazioni) ai quali hanno partecipato 88milioni di visitatori; dei 110mila eventi, 20mila sono solo sagre e fiere: per realizzarle le Pro Loco hanno sostenuto una spesa complessiva di 700 milioni di euro che ha prodotto, fra effetto diretto, indiretto e indotto, un valore economico e sociale di 2,1 miliardi di euro, dal quale, tra l'altro, sono scaturiti anche 10.500 occupati. Un impatto economico-sociale che nel 2020 è stato quasi azzerato dall'emergenza Covid-19 (sono saltati l'80% degli eventi Pro Loco) e che rischia un ulteriore tracollo.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Italvolley donne fuori ai quarti, Serbia vince 3-0

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L'Italia del volley femminile saluta il torneo olimpico di Tokyo. Le azzurre sono state nettamente sconfitte per 3-0 (25-21 25-14 25-21) dalla Serbia, che affronterà in semifinale gli Stati Uniti (3-0 alla Repubblica Dominicana). Nell'altra semifinale la Corea (3-2 alla Turchia) aspetta la vincitrice dell'ultimo quarto di finale tra Brasile e Russia.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Ciclismo, Italia oro nell’inseguimento a squadre

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Medaglia d'oro per l'Italia del ciclismo su pista nell'inseguimento di squadre. Gli azzurri (Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon e Jonathan Milan) hanno battuto la Danimarca. L'Italia ha migliorato ancora il record del mondo realizzato ieri in semifinale, chiudendo in 3'42"032.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Commercio, a giugno vendite al dettaglio +0,7% su mese, +7,7% anno

ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2021 si stima una lieve crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,7% in valore e +0,6% in volume). Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+0,3% in valore e in volume). Lo rileva l'Istat.
Nel secondo trimestre del 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 2,7% in valore e del 2,9% in volume. La crescita è ampia per i beni non alimentari (+4,4% in valore e +4,8% in volume), più contenuta per gli alimentari (+0,6% in valore e +0,5%in volume).
Su base tendenziale, a giugno 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 7,7% in valore e dell'8,1% in volume. Anche in questo caso la dinamica positiva è particolarmente sostenuta per le vendite dei beni non alimentari (+11,9% in valore e in volume), più moderata per gli alimentari (+2,5% in valore e +3,0% in volume).
Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4,6%) e Mobili, articoli tessili e arredamento (-0,2%). Gli aumenti maggiori riguardano Abbigliamento e pellicceria (+24,5%), Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+19,2%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+19,0%).
Rispetto a giugno 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+3,3%), le imprese operanti su piccole superfici (+10,9%), le vendite al di fuori dei negozi (+4,2%) e il commercio elettronico (+23,7%).
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Mercato immobiliare under 44, ecco i comportamenti abitativi negli ultimi 5 anni

Esaminando le operazioni concluse dagli under 44, la scelta tra acquisto e affitto è sempre stata a favore della compravendita, con percentuali che nel 2016 si attestavano al 64,4% per le compravendite ed al 35,6% delle locazioni.

Le compravendite e locazioni degli ultimi cinque anni di acquirenti con un’età compresa tra 18 e 44 anni sono state recentemente analizzate dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, al fine di evidenziare quali siano state le tendenze sul mercato immobiliare nel periodo considerato.  Infatti, nel 2020, il 55,8% del totale delle compravendite è stato concluso da persone che ricadono in questa fascia di età, mentre gli inquilini under 44 compongono ben il 65,4% dell’intero mercato delle locazioni.  

Prendendo in considerazione solo le operazioni concluse dagli under 44, la scelta tra acquisto e affitto è sempre stata a favore della compravendita, con percentuali che nel 2016 si attestavano al 64,4% per le compravendite ed al 35,6% delle locazioni. Nel corso degli anni si è registrata una progressiva diminuzione della componente affitto, che nel 2020 scende al 29,1% sul totale delle operazioni. Evidentemente, il ribasso dei prezzi immobiliari e la contrazione dei tassi di interesse sui mutui, spingono sempre più persone, anche nelle fasce più giovani di età, a scegliere l’acquisto anziché l’affitto.

Non si registrano particolari tendenze per quanto riguarda il motivo dell’acquisto. Negli ultimi cinque anni, infatti, gli under 44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86%), mentre l’investimento compone solo il 10% delle compravendite. Anche la casa vacanza compone una parte marginale degli acquisti da parte degli under 44 e compone circa il 3% sul totale delle compravendite. La tipologia più acquistata è il trilocale, che nel corso degli anni ha compreso tra il 35% ed il 37% delle compravendite. Al secondo posto si piazzano le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che, in particolare nel 2020, hanno raggiunto quota 22,6% contro una media del 19% degli anni precedenti. In questo caso è evidente l’effetto della pandemia in atto che ha spinto anche i più giovani verso l’acquisto di tipologie più ampie e dotate di spazi esterni.

Gli acquisti di questa fascia di età raggiungono percentuali interessanti anche nelle grandi città, dove spesso si studia e poi si resta a lavorare.

Quasi sempre dietro l’acquisto di casa di questa generazione c’è il supporto della famiglia. Nell’ultimo anno abbiamo visto come le zone periferiche delle grandi città siano state preferite per la possibilità di acquistare spazi più ampi o soluzioni indipendenti a prezzi più accessibili, e la domanda rispecchia le compravendite. Il trilocale si conferma la tipologia maggiormente richiesta anche se nell’ultimo anno sono aumentate le richieste delle tipologie indipendenti.

Scuola, Fedriga “Nessuna alternativa a capienza 80% mezzi”

ROMA (ITALPRESS) – "Bisogna capire quale sia l'evoluzione della pandemia stessa, bisogna mettere in campo delle misure con la massima prudenza ma che rispondano all'esigenza reale del contenimento della pandemia. Rischiare di spingere troppo da una parte o dall'altra potrebbe essere dannoso e non compreso dai cittadini, è un equilibrio difficile ma va trovato. La sfida di oggi è muoversi assieme alla popolazione perchè solo così si vince la sfida". Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a Morning News su Canale 5. Sui trasporti "dobbiamo essere realisti – ha aggiunto – portare il 100% dei ragazzi a scuola comporta un riempimento dell'80% dei mezzi, non esistono alternative. I pullman turistici non si possono utilizzare nei centri urbani e avere a disposizione nuovi mezzi comporterebbe degli anni, quindi dobbiamo puntare sugli strumenti che abbiamo. Per ordinare normalmente nuovi mezzi serve in media un anno e due mesi, questa discussione è impossibile farla in uno o due anni. Raccontare ai cittadini menzogne significa non affrontare il problema".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.