Maggio 15, 2026
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D’Amato rassicura “Entro 72 ore ripartono le prenotazioni per i vaccini”

ROMA (ITALPRESS) – "Entro 72 ore verranno ripristinate le funzionalità per le nuove prenotazioni di vaccino, con le medesime modalità di prima. E' in corso una trasmigrazione e la deadline è quella delle 72 ore". Lo ha detto a Sky TG24 Alessio D'Amato, assessore alla Sanita della Regione Lazio, parlando degli effetti dell'attacco hacker che ha colpito la Regione. "Le somministrazioni – ha aggiunto – in questi giorni non si sono mai interrotte, secondo le prenotazioni precedenti che erano state prese, per cui non c'è mai stata l'interruzione della campagna vaccinale".
"Tutti i servizi di natura ospedaliera, le degenze, le emergenze e urgenze delle reti tempo-dipendenti sono tutte funzionanti, 118, 112, i Pronto Soccorso, la rete trasfusionale – ha aggiunto D'Amato -. Al momento sono sospese le prenotazioni per la specialistica ambulatoriale e i pagamenti del ticket, anche qui contiamo che vengano riprese in questa settimana".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

L’Italia del volley eliminata dall’Argentina nei quarti

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Italia fuori dal torneo olimpico di pallavolo maschile. Nei quarti gli azzurri sono stati battuti 3-2 dall'Argentina (21-25 25-23 25-22 14-25 15-12). All'Italia non sono bastati i 22 punti di Osmany Juantorena e i 21 di Alessandro Michieletto. "La partita è svoltata nel secondo
set, quando pur avendo qualche punto di vantaggio abbiamo iniziato a mettere qualche errore di troppo al servizio" il commento del tecnico dell'Italvolley Gianlorenzo Blengini. "A quel punto loro hanno iniziato a difendere molto rientrando in partita. Nel terzo ci abbiamo messo un attimo a riorganizzarci, mentre il quarto si commenta da solo. Il tie-break è stato deciso da un bel turno in battuta di Lima che ha creato un gap che non è più stato possibile colmare. Loro sono stati più bravi. Per me allenare questa nazionale è stato un privilegio".
Nelle semifinali, in programma giovedì, l'Argentina aspetta la vincente dell'ultimo quarto di finale tra Polonia e Francia. Dall'altra parte del tabellone si sfideranno invece il Brasile e la rappresentativa russa.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Lemanik: la stretta cinese non è finita

Il commento di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity. I governi cominciano a mettere in discussione il dominio economico e l’influenza intellettuale delle grandi aziende tecnologiche globali.

“Le modifiche normative apportate dal Governo cinese nel settore dell’educazione sono solo un altro passo per reprimere le industrie monopolistiche e sensibili al Governo. Tutto è iniziato nel novembre 2020, con i regolatori cinesi che hanno fermato la quotazione da 34 miliardi di dollari di Ant Group, poi lo stop nel luglio 2021 alla fusione di DouYu Int e Huya Inc, due delle migliori aziende cinesi di video streaming, controllate da Tencent, infine nuovi regolamenti per le aziende cinesi che vogliono quotarsi negli Stati Uniti. Tutto questo fa parte di una tendenza generale a indebolire il dominio delle grandi aziende tecnologiche globali, che è visibile anche negli Stati Uniti e in Europa, dove i governi cominciano a mettere in discussione il dominio economico e l’influenza intellettuale di queste aziende. In Cina, a causa della struttura politica e del potere del Governo, gli interventi di questo tipo sono chiaramente più radicali e diretti”. È il commento di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity.

Gli investitori stranieri – continua l’analisi di Zimmermann – erano già allarmati dalla politica statunitense verso la Cina. Il presidente degli Stati Uniti Biden non ha riavviato un dialogo con la Cina, come invece prevedevano alcuni partecipanti al mercato. Al contrario, gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione sulla Cina con ulteriori sanzioni e stanno attivamente spingendo gli alleati a partecipare ai suoi sforzi. Alcuni senatori statunitensi vogliono che il mercato dei capitali Usa sia chiuso alle aziende cinesi, dopo che sono emersi diversi scandali come quello di Lucking Coffee. Negli ultimi 10 anni, più di 100 aziende cinesi quotate negli Stati Uniti sono state delistate o sospese.

In questo periodo, caratterizzato da un contesto globale di denaro facile, creato dalle principali banche centrali, il boom delle azioni cinesi di internet e della new economy ha spinto le valutazioni molto in alto verso obiettivi di lungo termine – prosegue il commento di Zimmermann. I cambiamenti normativi possono chiaramente avere un impatto drammatico sui prezzi delle azioni. Inoltre, l’aumento della volatilità dovuto ai punti menzionati e l’attuale situazione geopolitica negativa potrebbero spingere gli investitori fuori dal mercato. Nonostante questo, la Cina rimane la seconda economia più grande del mondo e l’attuale sell-off sta certamente creando valore per gli investitori con una visione a lungo termine. Il mercato azionario cinese è dominato da investitori locali e il governo conosce chiaramente i benefici a lungo termine di un sistema finanziario solido. Crediamo che gli investitori stranieri per il momento potrebbero restare venditori netti sul mercato, il che potrebbe influenzare principalmente le azioni quotate a Hong Kong e negli Stati Uniti, che hanno una grande percentuale di partecipazione straniera.

“Il governo cinese vuole che le sue società attingano ai mercati locali dei capitali con un grande bacino di liquidità. Inoltre, la sua capitalizzazione di borsa combinata vale più di 12 trilioni di dollari, la seconda più grande dopo gli Stati Uniti e abbastanza grande da assorbire nuove emissioni”, conclude Zimmermann (nella foto). “In questo contesto, è possibile riprendere gradualmente in considerazione l’esposizione verso le società cinesi di qualità sulla base di un’ulteriore debolezza dei prezzi e vediamo valutazioni in crescita nel medio termine. Il sistema politico cinese non cambierà e gli attuali commenti negativi sul suo operato probabilmente lo spingeranno ad agire nella maniera più indipendente possibile”.

Immobiliare Italia, primo semestre 2021: gli stranieri stanno tornando

Secondo i dati elaborati da Gate-away.com, cresce in maniera vertiginosa l’interesse per l’Italia, che si attesta a +102,66%. Americani, tedeschi e inglesi, sono i principali interessati a comprare casa in Italia. Ai primi posti delle preferenze sempre la Toscana, poi Lombardia, Liguria e Puglia.

Questo è il risultato del report semestrale che Gate-away.com  – il portale immobiliare italiano esclusivamente dedicato agli stranieri che vogliono comprare case italiane – presenta ogni anno a luglio, dopo aver analizzato i dati dei primi 6 mesi del 2021 e averli messi a confronto con quelli dello stesso periodo del 2020. “I lunghi mesi di stallo dei viaggi, per il Covid – commenta il Ceo di Gate-away.com, Simone Rossi –  non hanno frenato la voglia d’Italia. Gli stranieri hanno continuato a ricercare immobili sul portale. Poi l’impennata, da gennaio in poi. Probabilmente dovuta alla diffusione di vaccinazione su scala mondiale, che ha permesso la riapertura di diverse rotte verso il Belpaese”.

Si evidenzia crescita ovunque nel report semestrale 2021. Tutte le prime posizioni sono caratterizzate da un trend positivo, da un evidente segno più, rispetto allo stesso periodo, 1 gennaio-30 giugno, del 2020. Soprattutto dagli Stati Uniti, che si aggiudica un 23,39% sul totale e una variazione del 121,72% rispetto all’anno scorso, poi la Germania (14,51% con +171,41%), il Regno Unito (10,24% con +76,92%), Olanda (6,28% con +208,71%), Canada (5,21% con +130,01%).

Tra le regioni troviamo l’immancabile Toscana 16,05% sul totale, poi la Lombardia (10,49%), Liguria (9,06), Puglia (8,18%), Piemonte (8,15%). Il 77,73% delle richieste è la casa, completamente restaurato/abitabile (67,64%), con giardino (61,11%), piscina (21,4%), Terreno (33,94%). Il valore medio degli immobili ricercati sale a 474mila euro.

Novembre 2021, nasce ufficialmente il mercato unico europeo del Crowdfunding

Le piattaforme italiane dovranno attrezzarsi per poter essere competitive, altrimenti dovranno fondersi con quelle di altri paesi europei per raggiungere la massa critica sufficiente. Investitori più tutelati, grazie ad una specifica profilatura e maggiori controlli.

Di Alberto Villa*

Non in molti sono al corrente che il 10 Novembre 2021 nascerà ufficialmente il Mercato Unico Europeo del Crowdfunding. Probabilmente – anzi, certamente – gli Stati membri utilizzeranno la proroga di un anno, concessa dalla normativa del Regolamento Europeo 2020/1503, per potersi adeguare alle nuove disposizioni, quindi con ogni probabilità la deadline verrà spostata a Novembre 2022. La logica sottostante è quella di predisporre una regolamentazione più coerente tra i diversi Paesi europei, sostituendo le normative nazionali frammentate e diverse tra loro. L’arrivo di questa novità porterà sicuramente dei cambiamenti ad un settore che, secondo il report del Politecnico di Milano, è in forte crescita. Ma cosa cambierà esattamente per il Crowdfunding rispetto al passato?

In primo luogo, l’obiettivo dichiarato ufficialmente dalla Commissione e dal Parlamento Europeo è quello di creare un mercato unico, armonizzato e più competitivo; in secondo luogo, quello di salvaguardare con norme più trasparenti e maggior controlli i potenziali investitori, specialmente quelli retail e non professionali, poiché la partecipazione attiva ad una campagna di Crowdfunding richiede un supporto di competenze “non tradizionali” che, nel caso di una startup, devono necessariamente privilegiare la conoscenza dei bilanci preventivi e, soprattutto, la determinazione del c.d. valore di Pre-money dichiarato dall’azienda che chiede di essere finanziata-partecipata e, quindi, del rendimento potenziale dell’investimento.

Le novità del Regolamento Europeo 2020/1503 riguardano, in primis, la licenza di cui dovranno essere dotate le piattaforme, poiché basterà ottenerla in un qualunque Stato Membro per poter operare in tutti gli altri, facendo precedere il tutto da una semplice notifica. Sarà poi l’ESMA ad istituire un registro di tutti i fornitori dei servizi di Crowdfunding, disponibile sul suo sito web e regolarmente aggiornato. Inoltre, riguardo l’ambito di applicazione, le nuove disposizioni si applicheranno a tutti i fornitori europei di servizi di Crowdfunding e fissano un limite massimo di 5 milioni di euro per ogni offerta su piattaforma, che la startup destinataria potrà ottenere entro un periodo massimo di 12 mesi.

In merito alla tutela degli investitori: le piattaforme dovranno dotarsi di indicatori specifici del rischio e simulatori in merito alla capacità di perdita dell’investimento. In riferimento alla loro remunerazione, le piattaforme dovranno assicurare ai potenziali investitori offerte di investimenti su base neutrale, e non potranno agire in conflitto di interessi, accettando remunerazioni, sconti o benefici non monetari per il fatto di canalizzare gli ordini degli investitori verso una particolare campagna.

Altro elemento normativo riguarda il sistema di Governance, che devono assicurare “…un’efficace e prudente gestione, comprese la separazione delle funzioni, la continuità operativa e la prevenzione dei conflitti di interesse, in modo tale da promuovere l’integrità del mercato e gli interessi dei propri clienti. Al fine di evitare conflitti di interesse, ai fornitori di servizi di Crowdfunding è impedita qualsiasi partecipazione alle offerte di Crowdfunding presenti sulle loro piattaforme e i principali conflitti di interesse, azionisti, i dirigenti e dipendenti e qualsiasi persona fisica o giuridica collegata a questi da un legame di controllo non devono agire in qualità di titolari di progetti in relazione ai servizi di Crowdfunding offerti sulle loro piattaforme”. Elemento importante risiede nella scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento (Key Investment Information Sheet – KIIS), che riassume l’obbligo dei fornitori di servizi di Crowdfunding di fornire ai potenziali investitori una scheda – redatta dalla società titolare del progetto in almeno una delle lingue ufficiali dello Stato membro o in un’altra lingua accettata da tali autorità – contenente le informazioni chiave sull’investimento.

Anche riguardo alle autorizzazioni e alla vigilanza ci saranno novità importanti. Infatti, “….I fornitori di servizi di Crowdfunding forniranno le loro prestazioni sotto la vigilanza delle autorità competenti che hanno rilasciato l’autorizzazione, mentre l’ESMA istituisce un registro di tutti i fornitori. Il fornitore di servizi di Crowdfunding autorizzato potrà poi fornire i propri servizi anche a livello transfrontaliero, presentando una serie di informazioni all’autorità competente designata quale punto di contatto unico dallo Stato membro in cui è stata concessa l’autorizzazione…”.

CONSEGUENZE DERIVANTI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMATIVA – Dato che la normativa si applicherà sia all’Equity che al Lending Crowdfunding, ci saranno dei cambiamenti per gli emittenti dei progetti, le piattaforme e gli investitori. Infatti, dal momento che basterà ottenere la licenza di gestire una piattaforma in uno Stato membro per poter operare e raccogliere denaro in tutti gli altri Stati (previa una semplice notifica), i fornitori di servizi di Crowdfunding maggiormente sviluppati, come quelli di Francia e Germania, potranno operare la raccolta di progetti anche in Italia, dove operano circa 80 piattaforme di dimensioni medio-piccole e aventi volumi non sufficienti per raggiungere il pareggio tra costi e ricavi e un buon utile. Pertanto, è legittimo aspettarsi operazioni di consolidamento, fusioni e acquisizioni tra gli operatori italiani e quelli europei, al fine di raggiungere la “massa critica” e, parallelamente al progressivo sviluppo del settore e delle iniziative, assicurare stabilità economica.

Del resto, la nuova normativa porterà anche sensibili aumenti dei costi di adeguamento normativo, stimabili tra i 20 e i 60mila euro per ciascuna piattaforma. A questi si dovranno aggiungere tutte le spese necessarie per poter competere con concorrenti molto più strutturati, capaci di attrarre capitali maggiori e, quindi, maggiori ricavi. Solo a titolo di esempio, in Italia ogni campagna raccoglie mediamente intorno ai 150.000 euro, mentre in Francia supera il milione. Nel nostro Paese si parla ancora di un “settore di nicchia”, mentre in Germania il Crowdfunding viene considerato come un mercato che ha spazi per sviluppare tematiche ancora più innovative.

Relativamente agli investitori, le norme sono orientate, attraverso indicatori specifici di rischio, a determinare la reale capacità di sopportare perdite, attraverso un test d’ingresso di verifica delle conoscenze e una simulazione della capacità di sostenere patrimonialmente delle perdite. In particolare, i fornitori di servizi di Crowdfunding saranno obbligati a chiedere ai potenziali investitori poco evoluti una serie di informazioni circa l’esperienza, gli obiettivi di investimento, la situazione finanziaria e la comprensione di base sulle tipologie di investimento e sui loro rischi. In Francia, ad esempio, viene già utilizzata una profilatura completa del cliente per poter accedere alla campagna, e non è più sufficiente rispondere a poche domande.

In merito alla capacità di sostenere perdite, nella misura massima del 10% del patrimonio netto, l’investitore dovrà comunicare alcune informazioni, come il proprio reddito abituale ed il reddito totale, nonché la sua stabilità nel tempo; le sue attività patrimoniali, ivi compresi gli investimenti finanziari e i depositi in contante, con esclusione degli immobili a scopo privato o dei fondi pensione; e infine gli impegni finanziari, esistenti o futuri.

Consulente Finanziario Autonomo, socio AIAF e partner di M&V Private Corporate Advisor 

Pil, rimbalzo forte nel secondo trimestre ma rischi da contagi

L’aumento dei contagi a luglio in mercati importanti per i beni italiani potrebbe frenare le vendite, ma il timone della ripresa italiana è nelle mani delle famiglie, la cui spesa è stimata finalmente in recupero grazie a più mobilità e utilizzo del risparmio accumulato.
 
ROMA (ITALPRESS) – Secondo il Centro Studi Confindustria lo scenario che si va consolidando per l’Italia, è di un forte rimbalzo del Pil nel secondo trimestre 2021, meno nel terzo e nel quarto trimestre. A giugno si è irrobustita la risalita, grazie all’accelerazione delle vaccinazioni e a meno restrizioni. A luglio, però, l’aumento dei contagi in varie parti d’Europa pone nuovi rischi di raffreddamento dell’attività economica, specie nel turismo e in particolare da agosto, sia tramite il canale della fiducia che per eventuali nuove misure anti-Covid.
I datori di lavoro sono tornati ad aspettative di aumento degli occupati: da marzo nel manifatturiero, da maggio nei servizi. Gli occupati a tempo determinato sono cresciuti molto da marzo, tornando oltre i livelli pre-crisi (a maggio sono a +60mila). Non è ancora iniziata, invece, la risalita di quelli a tempo indeterminato: -403mila da gennaio 2020, al netto degli assenti dal lavoro da oltre 3 mesi (ad esempio per CIG). Non si arresta, invece, il calo dei lavoratori indipendenti (-458mila dal pre-crisi). Inoltre, resta da assorbire l’eccezionale aumento di inattività: ancora quasi +400mila. Dai dati della Congiuntura flash del Csc, emerge come le risorse pubbliche per misure emergenziali in campo per il 2021 raggiungono il 6% del Pil, poco meno del 6,6% del 2020. Il Dl Sostegni bis, appena convertito in legge, mobilita 39 miliardi: due terzi per rifinanziare (con miglioramenti) gli indennizzi e la liquidità per le imprese; il resto per lavoratori, enti territoriali, tutela della salute.
A maggio l’export italiano si è ridotto (-2,6% in volume), restando comunque sopra i livelli pre-crisi. A frenare sono state le vendite extra-UE, condizionate dalla volatilità nella cantieristica navale. Inoltre, l’aumento dei contagi a luglio in mercati importanti per i beni italiani potrebbe frenare le vendite. Secondo il Csc, mentre gli investimenti continuano la loro dinamica favorevole nei mesi primaverili, con ordini in aumento, il timone della ripresa italiana è nelle mani delle famiglie, la cui spesa è stimata finalmente in recupero, grazie a più mobilità e utilizzo del risparmio accumulato. Nell’industria il percorso di crescita prosegue su ritmi stabili. Le attese su produzione e ordini sono a livelli elevati, ma ci sono preoccupazioni per l’aumento dei prezzi di acquisto e, in alcuni casi, per la carenza di materiali.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Domanda immobiliare nelle località di lago: vivace quella sul Garda, dove gli scambi parlano tedesco

Secondo i dati dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, il lago di Garda mette a segno un aumento dei valori dello 0,3%, con la sponda veronese che chiude con +0,9%. Bene anche la sponda bresciana e il lago di Lecco. Si conferma l’interesse all’acquisto da parte dei turisti tedeschi sul lago di Garda.

Le quotazioni immobiliari delle località turistiche di lago mantengono una sostanziale stabilità dei valori (+0,3%), con quelle sulla sponda veronese in leggero aumento (+0,9%). Si conferma quindi una buona tenuta del mercato immobiliare turistico, grazie ad una domanda che arriva anche dall’estero e grazie anche alle infrastrutture offerte, in modo particolare le piste ciclabili.

Sulla sponda veronese, il mercato immobiliare di Lazise segnala prezzi stabili. Tra gli acquirenti, oltre ai veneti, anche turisti tedeschi. Sono aumentati gli acquisti di case indipendenti e rustici da ristrutturare, grazie anche al superbonus. Una soluzione degli anni ’70 da ristrutturare si scambia a prezzi medi di 2000-2500 euro al mq. Gli acquirenti italiani hanno cambiato il budget da destinare all’acquisto dell’immobile, portandolo anche a 300 mila euro per soluzioni indipendenti e con spazi esterni. La zona più ricercata è quella di Barum dove, un ristrutturato con vista lago, tocca punte di 4000 – 4500 euro al mq. A Malcesine e Brenzone la domanda è vivace ed è alimentata da acquirenti italiani e tedeschi. Questi ultimi, in particolare, apprezzano in particolare le nuove costruzioni, che si aggirano intorno a 4000-4500 euro al mq.

A Peschiera del Garda il mercato immobiliare si sta rivelando dinamico, con prezzi sostanzialmente stabili nel 2020 ma in aumento nei primi mesi del 2021. In Veneto è attualmente in vigore il “Piano Casa Veneto 2050” che concede la possibilità di aumentare le volumetrie. Nelle zone residenziali di vecchia edificazione con aree scoperte ridotte, i nuovi edifici si sviluppano verso l’alto, operazione consentita se si realizzano fabbricati ad alto risparmio energetico e con criteri antisismici. Questo ha fatto in modo che ci siano in vendita degli attici con vista lago le cui quotazioni possono arrivare a 6000-7000 euro al mq.

Gli acquirenti  tedeschi sono sempre molto interessati e hanno un budget più elevato rispetto agli italiani, superiore anche a 500 mila euro, mentre gli acquirenti italiani hanno un budget medio di 300 – 400 mila euro. Nelle zone centrali del comune di Garda ci sono prezzi intorno a 2900 – 3000 euro al mq e punte di 4200 euro al mq per le soluzioni signorili e con bella vista lago, mentre a Costermano, dove stanno facendo interventi di nuova costruzione di categoria di pregio/lusso, i prezzi sfiorano i 4000 euro al mq mentre l’usato scende sotto i 2500 euro. Bardolino resta sempre molto richiesto, e si registrano prezzi medi di 2900 euro al mq con punte di oltre 4000 euro per le soluzioni nuove o ristrutturate con vista lago.

L’entroterra del Lago di Garda si conferma un ottimo mercato. Sono prevalentemente italiani ad acquistare ma la presenza dei tedeschi è sempre molto forte. Qui un buon usato vista lago si valuta intorno a 3500 euro al mq, con punte di 4000-4500 euro per le soluzioni nuove con vista lago, sempre più difficili da trovare. A Riva del Garda la ricerca della casa vacanza si orienta su bilocali e trilocali, e a ricercarli sono trentini, lombardi e veneti, ma si segnala una buona componente di acquirenti tedeschi. Nel centro storico e nell’area di Sant’Alessandro i prezzi delle soluzioni usate, vista lago, si aggirano intorno a 2600-2700 euro al mq, mentre il nuovo fascia lago costa 3000-3500 euro.

A Desenzano, invece, il mercato immobiliare si è rimesso in moto decisamente bene e su tutti i segmenti: prima casa, casa vacanza ed investimento. Sul segmento della prima casa c’è stato un notevole incremento di richieste di abitazioni con ampi spazi e dotate di giardino (soluzioni indipendenti ed appartamenti in contesti semi-indipendenti). Il segmento della seconda casa vede acquirenti in arrivo dalla Lombardia, che acquistano sia bilocali sia trilocali principalmente con spazi esterni e al piano terra. I tempi di vendita sono in diminuzione. Gli investitori acquistano bilocali da 150-180 mila euro per diversificare gli investimenti, e i prezzi hanno subito lievi rialzi. In tutta l’area che si snoda lungo il lago verso Sirmione i prezzi delle abitazioni in buono stato vanno da 3600 -3700 a 4600 – 4800 euro al mq. Si scende a 2500 – 2700 euro al mq per le soluzioni prive di vista lago. C’è anche una notevole ripresa delle locazioni turistiche, con canoni pari mediamente a 1200 euro nel mese di giugno, 2000 – 2300 euro nel mese di luglio e 2500-2800 euro nel mese di agosto.  

Sono stabili tendenti all’aumento anche i prezzi a Salò, dove si segnala un mercato decisamente dinamico che ha visto molto interesse per l’acquisto della casa vacanza e della casa per investimento da destinare agli affitti turistici. Gli stranieri stanno acquistando anche tramite l’utilizzo di visite virtuali e portandosi in loco solo per l’atto di compravendita. I valori immobiliari cambiano molto, e possono variare da 3000 fino a 7000 euro al mq, e le tipologie più richieste sono sempre il bilocale ed il trilocale.

Relativamente ai valori immobiliari del lago di Iseo, si registra una certa stabilità dopo una leggera flessione nel 2020 (-0,3%). Il mercato è frizzante, decisamente positivo, sorretto anche da molte famiglie provenienti dalla provincia di Brescia che stanno cercando immobili in affitto per i mesi estivi per fare smart working o perché stanno ristrutturando la prima casa in città. Per l’intero periodo i canoni di locazione possono arrivare anche a 6000 euro. La tipologia più richiesta in acquisto è il bilocale o il piccolo trilocale, con un budget medio di 140 mila euro. La zona più ricercata è quella centrale, i cui prezzi possono andare da 2500 a 3000 euro al mq, con punte di 3500 euro al mq per le soluzioni in buono stato fronte lago, di cui però c’è bassa offerta.

A Sale Marasino, Sulzano e Marone i prezzi degli immobili sono rimasti stabili, e la domanda di casa vacanza arriva principalmente da persone residenti in zone che consentono di raggiungere queste località son spostamenti da fare entro un’ora. La domanda si orienta verso soluzioni con vista lago, ed anche verso soluzioni indipendenti e case singole. Sulzano è il comune che attira maggiormente perché dotato di un’uscita della tangenziale comoda per chi arriva da Brescia, mentre Sale Marasino è penalizzato dalla mancanza di uscita della tangenziale. Riguardo le locazioni stagionali, un bilocale in residence con piscina o situazioni con ampie terrazze vista lago o centrali fronte lago, di 4 posti letto, si affitta a 1000 euro al mese a giugno, a 1500 euro al mese a luglio, 2000 euro ad agosto e 1000 euro a settembre.  

Il lago di Lecco è molto apprezzato, e a Mandello del Lario acquistano prevalentemente italiani alla ricerca di bilocali o trilocali a cui destinare budget compresi tra 80 e 150 mila euro. Le famiglie acquirenti arrivano da Milano e dalla provincia, con sporadiche presenze di russi e tedeschi.  L’immobile fronte lago è quello più ambito, ed un buon usato costa 2500 euro al mq (con punte di 3000 euro a seconda dello stato di conservazione).

Dando uno sguardo alle quotazioni di mercato del lago Maggiore, i prezzi sono in lieve aumento ad Arona, dove c’è una domanda abbastanza sostenuta ed un’offerta più bassa. La cittadina è facilmente raggiungibile in autostrada e si presta ad essere utilizzata spesso durante l’anno, soprattutto dai milanesi, la cui domanda si orienta su bilocali da 30 a 90 mila euro con spazio esterno come giardino, terrazzo o balcone abitabile. Le quotazioni più elevate sul fronte lago, dove si toccano i 4000-5000 euro al mq e si contano anche degli immobili invenduti. Invece, a Sesto Calende e Angera gli acquirenti arrivano per lo più dalla Lombardia e dal Piemonte, e cercano bilocali su cui investire da 90 a 130 mila euro o soluzioni indipendenti su cui impiegare intorno a 300 mila euro.

Credito al consumo e rimborso anticipato, chiarezza sull’applicabilità della sentenza “Lexitor”

Approvato definitivamente dal Parlamento il  Decreto Legge c.d. Sostegni bis, (ddl n.2320) che interviene anche in tema di rimborso anticipato dei contratti di credito ai consumatori. Si è finalmente fatto chiarezza sull’applicabilità della sentenza “Lexitor”, ma Federpromm è critica sugli effetti della sua applicazione.

Con l’approvazione del testo del cd Decreto Sostegno Bis, ed in particolare, l’art. 11-octies del testo approvato che ha modificato  l’art. 125 sexies TUB in tema di rimborso anticipato dei contratti di credito ai consumatori si è finalmente fatta chiarezza sull’applicabilità della sentenza “Lexitor” che ha reso possibile determinare con oggettiva  trasparenza le condizioni di accesso al credito al consumo e quindi rendere possibile un percorso sulla effettiva natura delle condizioni contrattuali in capo ai soggetti interessati. 

Si tratta – come afferma Daniela Pascolini, responsabile del coordinamento nazionale del settore creditizio della Federpromm – di una scelta operata dal Legislatore su criteri oggettivi e di circoscrivere gli effetti della nuova regolamentazione dell’articolo 125-sexies ai soli contratti sottoscritti dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione dello stesso Decreto, lasciando tuttavia le questioni inerenti le estinzioni anticipate dei contratti sottoscritti prima della data di entrata in vigore a quanto prevede la disciplina di cui all’art. 125-sexies del TUB e le disposizioni date dalla Banca d’Italia vigenti alla data della sottoscrizione dei contratti.

Secondo il presidente di Federpromm Manlio Marucci, l’articolo in esame è stato introdotto in recepimento alla direttiva 2008/48/CE e regola il diritto del consumatore che estingue anticipatamente un prestito al rimborso della quota “non goduta” delle spese sostenute in sede di stipula. Tale disposizione ha costituito  – ribadisce lo stesso Marucci, citando una ricerca elaborata in collaborazione con la Società ConSerF. –  il fondamento di un imponente contenzioso, sviluppatosi prevalentemente presso l’Arbitro Bancario Finanziario, dove solo nel 2018 i ricorsi sull’argomento sono stati 17.350 e, nella quasi totalità dei casi, l’intermediario non restituisce al consumatore quanto gli è effettivamente dovuto.

Tuttavia con questo nuovo orientamento dettato dall’applicazione dell’art. 125-sexies TUB  – come evidenziato nella stessa ricerca – le problematiche  che  lasciano aperte ancora alcune questioni riguardano: una prima questione di tipo manageriale in cui le aziende operando in uno scenario di incertezza potrebbero ridurre gli investimenti nel settore; una seconda questione di tipo fiscale, poiché l’ intermediario paga le imposte sulla base dei risultati ottenuti e se questi risultati poi vengono rivisti nel tempo per via delle restituzioni dovute al soggetto finanziato, si otterrebbe una distorsione fiscale in tutti quei casi in cui la restituzione delle provvigioni, qualora fosse conosciuta a priori, avrebbe comportato l’applicazione di uno scaglione di reddito inferiore; una terza problematica è di tipo relazionale, poiché la norma crea sicuramente un contrasto all’interno della catena del settore finanziario. Gli intermediari saranno costretti a valutare i propri partner sulla base di ulteriori variabili. Infine una quarta problematica è di tipo settoriale poiché la norma impatta negativamente sull’evoluzione del settore in quanto è possibile che si vada in due direzioni:

a) una disintermediazione della catena di distribuzione dei prodotti finanziari, con conseguente perdita di occupazione nel settore;
b) un aumento atteso dei costi a carico del cliente connesso ai rischi conseguenti.

Sulla base delle considerazioni esposte dopo l’approvazione del testo del Decreto Sostegno bis, appare quanto mai legittimo – secondo le dichiarazioni espresse dai dirigenti di FederprommUiltucs  – evidenziare  le criticità legate all’emendamento approvato al testo, soprattutto il comma 3, laddove si fa confusione tra i servizi finanziari di durata e servizi commerciali  per via della loro natura di “upfront”.  “Tutto ciò – concludono Marucci e Pascolini – si pone in aperto contrasto con gli obiettivi dell’intervento legislativo.

Covid, in Italia 3.117 nuovi contagiati e 22 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 3.117 i positivi al Covid registrati nelle ultime 24 ore (in calo rispetto ai 4.743 di ieri) come riportato dal bollettino del ministero della Salute. Sono invece 22 le vittime. I tamponi effettuati sono 88.247 (ieri erano 176.653). I guariti sono 1.114, e con un incremento di 1.979 unità gli attualmente positivi raggiungono il numero totale di 68.236. I nuovi ricoveri nei reparti ordinari sono 182 (ieri erano stati 178), mentre i nuovi ricoveri in terapia intensiva sono 11 (ieri erano stati 16). In isolamento domiciliare vi sono 66.542 persone. La regione con il maggior numero di casi è il Lazio (550), seguita da Emilia Romagna (469) e Sicilia (457).
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Il cinema italiano domina Venezia, Sorrentino in concorso

VENEZIA (ITALPRESS) – Cinquantanove i film rappresentati, presenza italiana da record con 5 film in concorso e 3 fuori concorso e il ritorno in forza delle star americane: queste le grandi promesse della 78esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma dall'1 all'11 settembre 2021 al Lido di Venezia. Il concorso Venezia 78 sfodera le migliori armi del cinema italiano, tra grandi maestri e piacevoli conferme: America Latina dei fratelli D'Innocenzo, Il Buco di Michelangelo Frammartino a 11 anni da Le Quattro volte, Freaks Out di Gabriele Mainetti, scritto con Nicola Guaglianone come Lo Chiamavano Jeeg Robot, Qui rido io di Mario Martone che torna a Venezia con un film su Eduardo Scarpetta e il teatro napoletano e infine E' stata la mano di Dio, film confessione di Paolo Sorrentino. Fuori concorso ancora cinema italiano, ben 3 i titoli: Il bambino nascosto di Roberto Andò, Aria Ferma di Leonardo Di Costanzo e La scuola cattolica di Stefano Mordini.
Programma pienissimo per la vera edizione della ripartenza cinematografica per Venezia, come sottolinea il direttore Artistico Alberto Barbera: "Ci eravamo illusi che l'edizione 2020 fosse l'inizio di tutto ma non è stato così. Ci ha sorpreso la qualità media che è complessivamente più alta del solito, come se la pandemia fosse servita a stimolare la creatività di tutti" dichiara speranzoso. Dal punto di vista tecnico, Roberto Cicutto, presidente della Biennale ci tiene a sottolineare: "siamo riusciti a fare la Mostra in presenza con un protocollo che ha funzionato l'anno scorso – ricorda – per quest'anno speravamo in qualcosa di più rilassato ma anche con vaccini e greenpass le restrizioni rimangono uguali: su una capienza nelle sale del Lido di circa 8000 posti siamo di nuovo a 4000".
Annunciato a Sezioni unificate (Mostra, Sic e Giornate) un omaggio al cineasta Citto Maselli, previsto per il 5 settembre con proiezione del restauro di Storia d'Amore.
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Articolo di Italpress.