Maggio 15, 2026
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NEVICA IN VAL D’ISÈRE, SALTA LA DISCESA LIBERA DI SCI ALPINO

ROMA (ITALPRESS) – A causa della fitta nevicata in Val d'Isère nelle ultime ore, la Fis e gli organizzatori hanno deciso di cancellare anche la seconda gara di Coppa del mondo femminile prevista nella località francese. Saltano così sia la discesa che la combinata alpina in programma. La Federazione Internazionale comunicherà nelle prossime settimane date e luoghi dei recuperi. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

ITALIA VIVA, RENZI “NON SAREMO LA SESTA STELLA DI GRILLO”

ROMA (ITALPRESS) – "Per me la legislatura deve andare a scadenza naturale. E deve eleggere nel 2022 il Presidente della Repubblica. Ma senza aumentare le tasse o fare norme populiste, giudiziarie o economiche. Al 2023 arriveremo con le nostre idee, non grillizzati. Non saremo mai la sesta stella di Beppe, non ci iscriveremo alla piattaforma Rousseau". Lo dice al quotidiano La Repubblica il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Riguardo ai dissidi nella maggioranza su alcune parti del Milleproroghe, il senatore spiega: "Se qualcuno vuole revocare la concessione ad Autostrade per la vicenda del ponte Morandi si presenti in Parlamento con un disegno di legge. Il Parlamento è sovrano: si discuterà e la maggioranza deciderà. Ma utilizzare il Milleproroghe aprendo un potenziale caos normativo e facendo crollare la fiducia degli investitori esteri sull'Italia è roba da azzeccagarbugli di provincia. Torniamo all'Abc: nel mille proroghe ci vanno le proroghe, non le brillanti intuizioni di qualche demagogo". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

DI MAIO “BANKITALIA FACCIA AUTOCRITICA SULLA POPOLARE DI BARI”

ROMA (ITALPRESS) – "Bankitalia faccia autocritica, il suo silenzio è imbarazzante". Lo afferma il ministro degli Esteri e capo politico del M5S, Luigi Di Maio, in un'intervista al Sole 24 Ore, in merito alla vicenda di Banca Popolare di Bari. "È giusto che i magistrati indaghino. Una banca non è che fallisce dal nulla – aggiunge -. E soprattutto è opportuno approfondire anche come, quando e in che forma Bankitalia ha vigilato, perché qui è necessario che ognuno si assuma le sue responsabilità. Trovo imbarazzante il silenzio che ha regnato fino a oggi. Nemmeno una parola non dico, necessariamente, di scuse, ma almeno mi sarei aspettato un po' di autocritica da parte di chi aveva il compito di vigilare, ovvero Bankitalia. E invece nulla. Non gli fa onore". Per Di Maio "che qualcosa non funzioni nella vigilanza bancaria credo ormai sia sotto gli occhi di tutti. Il commissariamento arriva sempre nel momento in cui la situazione è irrecuperabile e costringe la politica a intervenire per evitare migliaia di posti di lavoro persi, risparmiatori azzerati e crisi economiche territoriali. Serve una riforma che dia al Parlamento più voce in capitolo, con le giuste precauzioni, nella scelta dei vertici, e la vigilanza va riformata per essere maggiormente incisiva negli interventi preventivi". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

LA SPAL RIMONTA IL TORINO E TORNA ALLA VITTORIA

TORINO (ITALPRESS) – Vittoria importantissima per la Spal nell'anticipo del sabato sera della diciassettesima giornata sul campo di un Torino ancora in difficoltà. Nell'ultima partita dell'anno per entrambe arriva un successo in rimonta degli ospiti, che rispondono al vantaggio di Rincon con le reti di Strefezza e di Petagna nel finale con i granata ridotti in dieci uomini. Torino in vantaggio dopo appena quattro minuti: sugli sviluppi di un calcio piazzato, la difesa avversaria è disattenta e la sfera resta nel cuore dell'area, dove Thomas Rincon anticipa tutti bucando Berisha. I ferraresi subiscono il contraccolpo e rischiano di capitolare, ma vengono salvati per due volte dal portiere albanese. A due minuti dall'intervallo il pareggio degli emiliani: granata in dieci per l'infortunio di Ansaldi, si continua a giocare e Gabriel Strefezza si ritrova il pallone sul destro e lascia partire una sassata violentissima che lascia di stucco Sirigu per l'1-1 comunque meritato. Nella ripresa Bremer viene espulso per doppia ammonizione e lascia i padroni di casa in dieci per più di mezzora. A dieci dal termine crolla il muro difensivo dei piemontesi e Andrea Petagna tutto solo in area all'80' spizza di testa all'angolino il pallone che vale l'1-2 e una vittoria fondamentale per gli spallini, che abbandonano l'ultimo posto in classifica scavalcando il Genoa; Torino che invece resta fermo a quota 21. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

OK CDM AL MILLEPROROGHE, VIA LIBERA AL DECRETO INTERCETTAZIONI

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto Milleproroghe e al decreto intercettazioni. Le disposizioni approvate prevedono, tra l'altro, la proroga al 31 dicembre 2021 della transizione verso il mercato libero dell'energia, l'estensione al 31 dicembre 2021 dei termini per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, la proroga fino al 31 dicembre 2020 del cosiddetto "bonus verde" sulle spese sostenute per gli interventi di sistemazione di giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali, il rinvio al 31 luglio 2020 dell'adeguamento delle tariffe autostradali, la proroga della durata di stati di emergenza già dichiarati e della scadenza della presentazione di atti relativi alle quantificazioni dei danni subiti a causa di calamità naturali. Il Cdm ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di intercettazioni. Tra le altre misure, il testo prevede una innovativa disciplina della conservazione e della consultazione, in forme telematiche, dei dati relativi alle intercettazioni nell'apposito archivio informatico che sarà gestito sotto la diretta vigilanza del Procuratore della Repubblica. (ITALPRESS)

Articolo di Italpress.

POKER AL GENOA, L’INTER RIPRENDE LA JUVE IN TESTA ALLA CLASSIFICA

MILANO (ITALPRESS) – L'Inter prosegue il duello a distanza con la Juventus e riaggancia i bianconeri in testa alla classifica. Dopo due pareggi consecutivi, gli uomini di Conte si sbarazzano del Genoa per 4-0 e mettono ancor più in pericolo la posizione di Thiago Motta sulla panchina del Grifone. Ai nerazzurri bastano due minuti intorno alla mezz'ora per mettere in discesa il match. Al 31' è Lukaku a timbrare con un colpo di testa sul preciso cross di Candreva. Passano pochi secondi e al 33' il belga si traveste in uomo assist per Gagliardini, al rientro da titolare al centro del campo, a segno con un destro leggermente deviato che non lascia scampo a Radu. In avvio di ripresa Lukaku si divora la doppietta personale dopo l'erroraccio di Romero ma è protagonista di un bel gesto al 64', momento in cui lascia la trasformazione di un rigore a Esposito: il classe 2002 ringrazia e non delude, segnando la prima rete in carriera in Serie A. L'Inter domina negli spazi aperti e dilaga calando il poker ancora con Lukaku, questa volta letale con un potentissimo mancino dal limite che bacia la traversa e si insacca alle spalle dell'incolpevole Radu: per il Genoa è notte fonda al penultimo posto con soli 11 punti all'attivo. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Patrimoni (grandi e piccoli) sempre a rischio in caso di separazione e divorzio

Avvocati e magistrati non sono in grado di contenere la mancanza di lucidità che coglie i detentori di patrimonio quando si separano. E così, senza un team di professionisti a supporto della famiglia, la salvaguardia dei beni passa quasi sempre in secondo piano.

Ad eccezione dei c.d. divorzi-lampo, anche le coppie senza figli costituiscono un nucleo familiare tenuto saldamente in piedi da progetti in comune che diventano, in un certo senso, “prole”: casa coniugale, adozione di animali domestici, beni mobili, arredi, preziosi, risparmi, solo per fare un esempio; ma anche i ricordi dei momenti passati insieme, esperienze ed amicizie comuni, a volte persino il lavoro.

Quando si separano, molti coniugi mai diventati genitori si comportano allo stesso modo di quelli che hanno figli: distruggono tutto ciò che di terreno l’amore aveva creato, a volte con maggior furia rispetto a chi si è “riprodotto”.
Pertanto, pensare di poter eliminare la società/sodalizio familiare (con o senza prole) mediante la sentenza di un giudice, è una follia. Nonostante ciò, il nostro Ordinamento – che come tutti gli ordinamenti giuridici è imperfetto, e non è dotato di sentimenti – è stato progettato per questo, e cioè per dare una sforbiciata laddove, invece, servirebbe una squadra di ricamatrici, molto tempo, diplomazia e sensibilità; tanto è vero che le nostre leggi dispongono per l’istituto della separazione, anziché un percorso tecnico più ragionato, gli affollati corridoi di un tribunale.

Siete mai entrati in un tribunale, alla prima sezione civile?

Se lo farete, vi accorgerete che un numero insufficiente di magistrati ed un numero esorbitante di avvocati tentano l’impossibile, e cioè disciplinare sentimenti ed affetti a colpi di memorie e decreti. Purtroppo, nei tribunali si va per cercare una vittoria delle proprie ragioni, e non per risolvere rapidamente ed efficacemente questioni che, altrimenti, prendono molto tempo e serenità. Diversamente, ci sarebbero altri luoghi dove gestire le vicende coniugali, magari utilizzando la mediazione multi-disciplinare, relegando giudici e legali alla fase finale del procedimento.

Cosa c’entra tutto questo con i patrimoni?

Eccome se c’entra. L’esperienza dei tribunali in materia di separazione e divorzio è fatta di scelte e prassi a volte inspiegabili (spesso di paternità esclusivamente giurisprudenziale), frutto anche di una evidente crisi di lucidità dei coniugi che né gli avvocati né i magistrati sono in grado di contenere, non avendo ricevuto la formazione adatta (l’avvocato ed il giudice sono giuristi, non psicologi). Chi si separa è mosso esclusivamente dal risentimento personale, e si perde in una guerra senza esclusione di colpi in cui il patrimonio familiare – e a volte anche lo stesso denaro, perso in mille rivoli tra spese legali ed investigatori privati – sembra non avere più alcuna importanza tanto viene sacrificato sull’altare dell’odio.

E così la salvaguardia dei beni di famiglia passa in secondo piano, con tutte le conseguenze del caso in termini di perdita di valore e di trasmissione ai figli.

La separazione della coppia, invece, sebbene rappresenti una fase molto difficile dal punto di vista emotivo (del tutto paragonabile, in quanto a sofferenza, ad un lutto), potrebbe invece rappresentare, sia per i coniugi ben patrimonializzati che per quelli con un ammontare di beni più modesto, l’opportunità di anticipare con profitto il momento della pianificazione patrimoniale (trasmissione in vita di immobili e denaro, patti di famiglia per le quote aziendali ed altro ancora); contestualmente, anche l’occasione per costruire una struttura di protezione del patrimonio, a beneficio dei propri congiunti, da opporre in futuro ad un eventuale attacco dei terzi (creditori, Stato).

LEGGI ANCHE  “Nella tutela del patrimonio in caso di divorzio è fondamentale la scelta del regime patrimoniale della coppia unita”

In generale, se un patrimonio notevole è da considerarsi sempre a rischio, il patrimonio comune delle coppie che si separano, a rischio, lo è per definizione ontologica. Infatti, oggi le famiglie italiane si vanno internazionalizzando sempre di più, e spesso i figli vivono, studiano o formano un nuovo nucleo familiare fuori dall’Italia. Di conseguenza, si prevede che il numero di divorzi e di secondi matrimoni (con tutto ciò che comporta in termini di frammentazione dei diritti successori sul patrimonio) sarà crescente. Inoltre, le generazioni successive hanno sempre una visione totalmente diversa del patrimonio creato dai propri genitori, e un numero crescente di governi europei attua misure di austerità fiscale, monitorando così, innanzitutto, le persone benestanti.

Pertanto, esistono numerose situazioni in cui l’intero patrimonio, o parte di esso, possa essere messo a rischio o addirittura scomparire in seguito all’assenza di una pianificazione patrimoniale realmente efficace.

Per esempio, studi recenti hanno dimostrato che il patrimonio viene spesso costruito da una sola generazione, e che senza una visione strategica del futuro esso scompare completamente nel corso delle successive tre generazioni. Il trasferimento tramite successione, infatti, comporta quasi sempre la divisione del patrimonio tra diversi eredi, con la conseguenza che esso verrà frammentato con alterne fortune. Le imposte sui fabbricati o di successione, poi, possono prendersi una grande fetta del patrimonio familiare.

Quella fiscale non è certo l’unica minaccia esistente per chi si separa conflittualmente. Infatti, il congelamento dei beni in caso di morte, le possibili controversie matrimoniali, il passaggio di proprietà sui beni immobili, le dispute sul controllo dell’azienda familiare, sono tutte questioni che le famiglie benestanti dovrebbero considerare con largo anticipo, semplicemente perché esse si verificano sempre. Eppure, colpevolmente, tali questioni vengono affrontate quando ormai è troppo tardi.

Pertanto, se non si è sufficientemente lucidi, la differenza tra conservazione e distruzione di un patrimonio può farla solo un team di professionisti, che non può non comprendere, nella sua composizione più estesa, un consulente finanziario, un avvocato, un commercialista ed un notaio.

Se hai trovato utile questo articolo forse potrebbe interessarti sapere come tutelare il tuo patrimonio in caso di separazione o divorzio

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Buona lettura !

 

L’UDINESE TORNA A VINCERE, BATTUTO IL CAGLIARI 2-1

UDINE (ITALPRESS) – L'Udinese batte il Cagliari per 2-1 nell'anticipo del sabato della 17esima giornata del campionato di Serie A. Alla Dacia Arena sono i friulani a conquistare i tre punti grazie alle reti di De Paul e di Fofana. È l'argentino a sbloccare la gara al 39' al termine di un uno-due rapido con Fofana con il quale De Paul si presenta in area e piazza il pallone all'incrocio dei pali. Il Cagliari pareggia l'incontro all'84' grazie a una deviazione col ginocchio di Joao Pedro ma un minuto più tardi Fofana riporta l'Udinese avanti per il 2-1 finale. Niente da fare per i rossoblù di Maran che cadono a Udine su un campo pesante e scivoloso, complice la forte pioggia abbattutasi nella mattinata, che ha complicato il gioco tecnico dei sardi, fra l'altro in 10 nel finale di gara per l'espulsione di Pisacane (doppia ammonizione). Un ko pesante, il secondo dopo la beffa contro la Lazio, che allontana ancor di più la zona Champions dopo la vittoria della Roma a Firenze. L'Udinese, invece, interrompe il filotto negativo tornando a vincere in campionato dove l'ultimo successo risaliva al 3 novembre (Genoa-Udinese 1-3). Le due squadre torneranno nuovamente in campo, dopo la sosta natalizia, lunedì 6 gennaio con il Cagliari che visiterà la Juventus (ore 15) mentre l'Udinese affronterà il Lecce al Via del Mare (ore 18). (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

SARRI INIZIA A VEDERE LA ‘SUA’ JUVE “ULTIMAMENTE MI STO DIVERTENDO”

RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – "La partita di domani la sento come è giusto sentire una finale. Ci teniamo". Maurizio Sarri ha voglia di sollevare il primo trofeo da allenatore della Juventus e domani, a Riad, avrà l'occasione di farlo. In palio la Supercoppa Italiana da contendere a quella Lazio che due settimane fa ha inflitto ai bianconeri la prima sconfitta stagionale ma da allora Ronaldo e soci sono apparsi in grande crescita. "Non se se siamo più avanti o più indietro ma ultimamente, in allenamento e in partita, mi sto divertendo e questo è fondamentale – sottolinea Sarri alla vigilia – Ho la sensazione che la squadra sta giocando o sta cercando di giocare il calcio che gli ho proposto, ha ancora tanti difetti ma ci si può lavorare sopra e risolverli. L'obiettivo deve essere sempre utopico, in modo di avere le motivazioni per migliorarsi. Se l'obiettivo è la perfezione saremo sempre scontenti e avremo così le motivazioni per migliorare". Domani il tecnico bianconero ha quasi l'imbarazzo della scelta. "Chiellini viene da un infortunio che ha i suoi tempi e fino a febbraio non ci sarà, solo lui e Khedira non sono disponibili – il punto sull'infermeria – Szczesny c'è, gli altri sono rientrati e stanno migliorando la condizione". La squadra di Inzaghi è stata l'unica fin qui a battere i bianconeri in questa stagione. "La Lazio è forte, fisicamente e tecnicamente – ricorda Sarri – E' incredibile che lo scorso anno non sia andata in Champions League: domani, sulla partita secca, può essere ancora più pericolosa". (ITALPRESS).

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INZAGHI PRONTO A GIOCARSI LA SUPERCOPPA “MA SERVE LA GARA PERFETTA”

RIAD (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – "Non c'è la sicurezza di vincere ma abbiamo delle certezze. Sappiamo chi andremo a incontrare, una squadra difficilissima da battere. Speriamo che domani si possa fare una partita perfetta e portare a Roma questo trofeo". Simone Inzaghi ha voglia di arricchire la bacheca della Lazio, Juve permettendo. A poco più di due settimane dalla sfida dell'Olimpico vinta dai biancocelesti, le due squadre si ritrovano a Riad, in Arabia Saudita, per la Supercoppa italiana. "Siamo in un ottimo momento, veniamo da 8 vittorie consecutive in campionato, la squadra ha delle certezze – sottolinea Inzaghi – Sarà una partita differente rispetto al campionato: in 90 o 120 minuti ci si gioca il primo trofeo stagionale". Il tecnico chiede ai suoi "una gara molto attenta, sapendo che sulla carta troviamo una squadra che ha potenzialità maggiori. Ma quello che conta è sempre il campo e sul campo abbiamo dimostrato di essere altrettanto forti". Inzaghi è alla quarta finale della carriera, "se sia la più importante non lo so. Viene però in un momento in cui la Lazio sta bene e ha acquisito ulteriori certezze. Vogliamo continuare la striscia positiva sapendo di dover fare qualcosa di straordinario". Che Sarri schieri o meno il tridente Dybala-Ronaldo-Higuain cambia poco. "Indipendentemente dai 2 o 3 attaccanti, incontriamo una squadra che ha grandissime potenzialità e qualità. In questi giorni abbiamo preparato qualsiasi evenienza, quello che ho raccomandato alla squadra è di fare una partita concentrata", insiste Inzaghi. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.