Con lo scoppio della pandemia, la partecipazione alle aste d’auto d’epoca online è diventata immediatamente l’unica strada per tenere collezionisti e appassionati in contatto con il mercato e con le migliori opportunità del momento.
Diversificare il proprio patrimonio investendo in auto d’epoca non è più una prerogativa per pochi “eletti”, ed oggi il settore riceve molte attenzioni anche dagli investitori medio-piccoli. Naturalmente, con l’esplosione della pandemia è venuto meno uno degli elementi più distintivi di chi è accomunato da questa passione, e cioè le occasioni di socializzazione (raduni, esposizioni, aste pubbliche), ma il mercato è rimasto vivo grazie alle aste online, per mezzo delle quali sono stati messi a segno, anche nel corso del 2020, dei “colpi” notevoli.
La partecipazione ad un’asta online di auto d’epoca – ed in generale, a qualunque asta – richiede programmazione ed organizzazione. Bisogna avere un budget massimo, essere pronti ad eventuali rilanci degli altri compratori e informarsi in anticipo sugli esemplari in vendita, tra i quali potrebbe esserci quello da voi giudicato imperdibile.
I collezionisti non di primo pelo sanno che l’informazione, nelle aste, è tutto. Pertanto, è bene percorrere a ritroso le aste già avvenute, e capire l’andamento delle quotazioni relative alle auto che vi interessano di più e che saranno presenti all’asta online a cui intendete partecipare. Trovare queste informazioni non è difficile, perché le case d’asta le conservano online per molto tempo.
Oltre alle aste di auto d’epoca di lusso organizzate dalle più importanti case d’asta del mondo, esistono anche quelle giudiziarie di veicoli oggetto di sequestro. Per questo tipo di asta, però, non si potrà fare affidamento sulle reali condizioni dell’auto, che potrebbe essere danneggiata e richiedere numerosi interventi di restauro.
Relativamente ai luoghi virtuali di svolgimento delle aste, i dati del Country Report 2020 di Catawiki (la piattaforma online leader in Europa per oggetti speciali) ci dicono che più di 45.000 venditori unici, solo in Italia, hanno proposto nella piattaforma oltre 900.000 oggetti, ricavando circa 80 milioni di euro (+35% rispetto al 2019). Tra questi, numerosissime le auto d’epoca, che hanno realizzato una fetta importante delle vendite.
Altri siti importanti sono quello di Ebay, ma i più rinomati sono una diretta emanazione delle case d’asta non virtuali che, a causa della pandemia, si sono semplicemente adattate alle circostanze, in attesa di tornare alla normalità. Il sito di RM Sothesby’s, per esempio, è quello di una casa d’aste tra le più prestigiose, che si occupa di auto d’epoca provenienti
da tutto il mondo e organizza ogni anno le celebri aste di Monterey e Londra. Anche Silverstone Auctions, altra casa d’aste importantissima, organizza eventi in versione online come il Silverstone Classic Sales. Artcurial, poi, organizza eventi del calibro del Salone di auto d’Epoca Retromobile, che si svolge a Parigi, e di Le Mans Classic, che si svolge nella città sede della storica 24 ore.
Collecting Cars, invece, è una piattaforma inglese di aste online per auto d’epoca, da collezione e sportive che si sta lanciando anche in tutta Europa e che si concentra sul mercato locale, consentendo di vendere ad offerenti che possono trovarsi a migliaia di km di distanza dal compratore. L’asta di Febbraio, per esempio, ha visto l’aggiudicazione di una Aston Martin V8 Volante Zagato del 1989, battuta a 170.000 euro. La piattaforma di Collecting Cars conta già oltre26.000 utenti registrati da più di 60 paesi, e dalla data del lancio (Giugno 2019) ha venduto oltre 1.700 lotti per un valore di circa 64 milioni di euro.
Mentre il settore delle aste online si “globalizza” ogni giorno di più (Collecting Cars ha aperto uffici in Germania e Australia), il mondo della finanza si avvicina alle auto d’epoca progettando servizi specifici. Il gruppo finanziario svizzero Hetica ha lanciato recentemente un fondo per le auto d’epoca, sulla scorta di una crescita costante di valore nel lungo periodo che non sembra avere risentito in modo serio della pandemia. L’Hetica Klassik Fund, con sede a Zurigo, a breve sarà acquistabile tramite certificati quotati alla Borsa di Francoforte, ognuno dal valore nominale di 10mila euro.
A Lugano, in particolare, è stato predisposto un caveau-garage ad alta tecnologia, ben sorvegliato, climatizzato e dotato di controllo dell’umidità, dove le vetture acquistate dai gestori del fondo verranno custodite e mantenute, per poi essere messe in vendita, in caso di plusvalenza, in occasione delle aste internazionali. Il prezzo di acquisto di ciascuna vettura, nelle intenzioni dei gestori, sarà compreso tra 30mila euro e 6 milioni di euro.



Analizzando la finalità delle compravendite, si nota che gli acquisti per
Le compravendite di 
Questo scenario, ben noto ai
In definitiva, esiste in Italia – e persiste ancora oggi, nel pensiero di moltissime persone – la memoria storica del “mito immobiliare”, lungo ormai 50 anni, che ha attraversato diverse generazioni e ha visto i
7) una casa non è un bene liquido, nel senso che se hai bisogno di soldi non ne puoi vendere un pezzetto, ma devi venderla tutta, e ci vuole tempo;
In considerazione di tutto questo, sembra che l’unico vero investimento – in quanto a benessere, realizzazione sociale e familiare – sia quello di comprare la casa dove vivere con la propria famiglia, e dirigere i risparmi in qualcosa che non dia gli stessi problemi di un immobile “da investimento”. La scelta, tra un investimento in beni mobiliari e uno in immobili, non può che ricadere in un fondo comune d’investimento che, al pari di una casa, dia un reddito, e cioè un fondo comune a distribuzione (annuale, semestrale, persino mensile) dei proventi. Certo, si potrebbe optare per un titolo obbligazionario, ma tra tassi di interesse a zero ed il rischio emittente (o valutario) l’opzione è da scartare.
lordo (affitto) pari a 850 euro mensili e a 10.200 euro annuali, generando un rendimento lordo del 4,34%. Per determinare il rendimento netto, dobbiamo detrarre dal ricavo lordo l’importo dell’imposta “Cedolare Secca” (2.142 euro, pari al 21%), l’
Rispetto al 4,34% iniziale, un bel salto indietro di quasi la metà. In più, dobbiamo calcolare i costi “umani” dell’
In sintesi, ecco il confronto finale:
guadagni facili in Borsa, e che possono farlo tutti. Ogni giorno, come molti italiani, ricevo proposte per investire sul Forex e in Borsa, con l’esplicita promessa di realizzare guadagni facili. Tutto questo è inaccettabile, e mi ha fatto sentire il bisogno di fare qualcosa di utile, di concreto, per chi desidera sapere se i propri risparmi sono al sicuro, soprattutto in previsione di possibili oscillazioni dei mercati. L’ho sentito come un dovere professionale, e da lì è nata l’idea del Checkup, che gestisco con un team eterogeneo di esperti, tutti affiatati e operativi presso la stessa banca digitale, una delle più solide in Europa.
Come funziona il Checkup?
Se fosse un risparmiatore, sceglierebbe un consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede o un consulente indipendente?
I clienti sono, giustamente, esigenti, ma spesso tendono a leggere il mercato con il senno di poi, il che porta a non tollerare mai le perdite e a non accontentarsi mai dei guadagni. In realtà, si tratta di un “difetto di educazione finanziaria” che li porta inconsapevolmente a giudicare la bontà di un investimento esclusivamente dal suo rendimento e in un periodo breve, trascurando l’insieme (adeguatezza al profilo di rischio, rispondenza degli strumenti agli obiettivi dichiarati, protezione e sicurezza del portafoglio, influenza degli avvenimenti esterni di geo-politica etc). Proprio per questo motivo il consulente finanziario deve costruire con loro un dialogo formativo, e non semplicemente informativo, con i propri clienti, e deve poter aggiornare il portafoglio in modo tale da consentire una buona partecipazione ai guadagni di un mercato in crescita, e una riduzione delle perdite se il mercato va giù. Per arrivare a questo livello di dialogo, occorre capire profondamente i bisogni del cliente e assicurargli serenità. Credo che debba essere questo il ruolo del consulente finanziario.
Come è possibile evitare di sbagliare nella scelta del consulente finanziario? 
«Dall’inizio del 2021, sono passate per una SPAC circa l’80% delle nuove quotazioni negli
La conservazione del capitale è legata al meccanismo di finanziamento delle SPAC: il capitale raccolto è custodito in un conto segregato (escrow account) e viene investito in titoli di Stato Usa a breve termine (3/6 mesi), in quanto non può essere intaccato fino alla business combination. Gli azionisti di ogni SPAC possono chiedere il rimborso dell’intero capitale investito in sede di assemblea generale, una volta che questa è chiamata ad autorizzare la business combination proposta. L’extra rendimento è legato all’ulteriore possibilità, per gli azionisti delle SPAC, di vendere le proprie azioni sul mercato, quando il loro valore supera il valore di rimborso: nel 2020, le SPAC americane in cerca di una società da acquisire hanno offerto rendimenti medi intorno al 4% annui, mentre quelle che hanno annunciato la business combination hanno registrato un apprezzamento superiore al 30% rispetto al prezzo di collocamento delle quote delle SPAC.
«L’obiettivo del fondo è quello di diversificare i propri investimenti in un paniere equi-pesato di SPAC quotate, con l’obiettivo di uscire sempre prima della business combination», aggiunge Midolo. «Quando il valore delle posizioni sarà superiore a quello di rimborso, le azioni delle SPAC saranno vendute sul mercato. Mentre in caso di andamento del titolo piatto o negativo, il fondo chiederà il rimborso del capitale investito più gli interessi maturati nel conto segregato». 

Infatti, nel
ANDAMENTO MEDIO GENERALE DEI PREZZI IN ITALIA A FEBBRAIO 2021 – L’andamento dei prezzi delle case in tutta l’Italia a febbraio 2021 vede nel complesso un andamento rialzista trainato da alcune regioni del Nord Italia a compensazione positiva dei prezzi in discesa di alcune regioni del Sud Italia.
Nello specifico, nelle regioni settentrionali possiamo evidenziare il +4,16% della Lombardia (con un prezzo di 216.521 euro), il +0,15% del Piemonte (con un prezzo medio di 91.999 euro), il +0,68% della Toscana (con un prezzo medio di 138.465 euro), la Valle d’Aosta con un +0,65% e un prezzo medio di 111.971 euro ed il Trentino Alto Adige con un +0,39% e un prezzo medio di 137.542 euro. Segno negativo per l’Emilia Romagna (-0,82% e un prezzo medio di 76.874 euro), la Liguria (-1,72% e un prezzo medio di 84.509 euro) ed il Veneto (-0.98% e un prezzo medio pari a 55.786 euro).
Il Sud Italia, in realtà, è una opportunità che rimane lì ad aspettare che qualcuno la colga. E’ una promessa mai mantenuta, un’aspettativa costantemente disattesa, una “donna troppo bella per essere chiesta in moglie”. Eppure, le risorse e la vocazione turistica di gran parte del Sud, se beneficiassero di un (notevole) potenziamento delle infrastrutture, consentirebbero al PIL nazionale di aumentare senza ulteriori aiuti esterni, in totale autonomia.
C’è da dire che il confine economico del “regno delle due Italie” è segnato da numerosi indicatori; uno di questi è quello
A mero titolo di esempio, la Liguria (2.451 euro/mq) si conferma il territorio più caro, seguita da Trentino-Alto Adige (2.449 euro/mq) e Valle d’Aosta (2.404 euro/mq), e si contrappongono alle quotazioni presenti in Sicilia (1.041 euro/mq), Molise (909 euro/mq) e Calabria (902 euro/mq). Mediamente, pertanto, i prezzi delle seconde tre regioni sono più bassi di circa il 55% delle prime tre. Se passiamo alle singole città, poi, il divario diventa ancora più sensibile: Venezia (4.441 euro/mq), Milano (4.000 euro/mq), Firenze (3.980 euro/mq) e Bolzano (3.697 euro/mq) sono le province più care d’Italia, mentre Palermo (1.342/mq), Ragusa (799 euro/mq), Caltanissetta (778 euro/mq) e Isernia (753 euro/mq) le più economiche, generando mediamente, a parità di abitanti, un differenziale medio del 65% tra le città del Nord e quelle del Sud (con la sola eccezione di Napoli, dove il differenziale a parità di caratteristiche si riduce drasticamente al 31%).
Tale minore attrattività del
sciogliere i nodi del Mezzogiorno che è, come è noto, fondamentale per far ripartire il Paese intero. E’ necessaria una grande mobilitazione dell’intera società civile, dobbiamo essere artefici e protagonisti del nostro futuro, determinando cosa è meglio in tema di
immateriale delle regioni del Sud”. “Insisto su questo tema – prosegue Saverio Romano – perché dati, analisi, esperienza politica e conoscenza dei meccanismi politici ed economici mi portano su questa linea: senza infrastrutture il nostro territorio non ha alcuna speranza. Chi investe ha necessità di reti digitali, di strade, autostrade, ferrovie, porti efficienti e funzionali. Il trasporto delle merci, i collegamenti per il turismo e i servizi, non possono prescindere da un livello alto di 
sono quelle specializzare nella vendita (67% nel 2010, 71% nel 2015). Eppure,
Pertanto, le aziende cercano
Di fronte a questo scenario, di tassi di turnover bassi e quindi di scarsa mobilità delle risorse umane, i costi connessi all’acquisizione e alla formazione delle risorse commerciali rimangono alti. Si pensi, per esempio, ai costi connessi al mancato servizio di assistenza ai clienti gestiti dai 

aliquote avvenuto a inizio d’anno i prezzi al consumo sono destinati a risalire. Terzo punto, la tassazione delle emissioni di Co2: a partire dal 2021 a produttori e distributori di beni e servizi si applica un’imposta di 25 euro per ogni tonnellata di biossido di carbonio prodotta tramite la combustione di diesel, benzina, gasolio e gas naturale. La trasmissione di questi costi aggiuntivi agli acquirenti renderebbe più costosi beni e servizi nocivi per il clima, facendo salire i prezzi. Infine, il graduale aumento del salario minimo legale nel breve termine eserciterà un impatto positivo sull’andamento dell’inflazione.


previsioni per il 2021, è bene aspettare il ritorno a misure non restrittive nelle aree dello shopping prima di saltare alle conclusioni. Di certo, l’attenzione per il momento si concentra principalmente su nuovi sviluppi per centri commerciali nella città metropolitana di Milano.
Nel complesso del mercato immobiliare delle tipologie commerciali, le città dove si è avuto il maggiore numero di transazioni nel 2020 sono Milano e Roma. A causa del trend in atto già da anni – e solo accelerato dalla pandemia – negli ultimi dieci anni i prezzi sono diminuiti del 37% nelle vie di passaggio, e del 42,5% nelle vie non di passaggio.
Secondo i dati di Tecnocasa, l’80% di chi cerca in locazione vorrebbe aprire un’attività di somministrazione e ristorazione, e c’è una discreta domanda di chi vuole avviare attività di servizi alla persona. In questo scenario di incertezza, gli investitori si muovono con cautela o provano a realizzare acquisti opportunistici. In particolare, si chiedono rendimenti più elevati (fino al 10% annuo lordo) per compensare il maggiore rischio di vacancy, e le metrature più richieste sono inferiori a 100 mq (80,8% in acquisto e 75,6% in locazione).








