Settembre 24, 2026
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Uno studio USA: i pistacchi tostati sono una proteina completa

ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo studio mostra che i pistacchi tostati coltivati negli Stati Uniti sono una "proteina completa", cio' significa che si uniscono alla famiglia di un piccolo numero di proteine vegetali come la quinoa, i ceci e la soia che sono diventati popolari tra i vegetariani e tra coloro che non assumono proteine animali. I risultati sono stati annunciati durante la Conferenza annuale dei coltivatori americani di pistacchio a Monterey, California.
I pistacchi si qualificano come fonte di proteine e la Food and Drug Administration (FDA) definisce una proteina completa un alimento che contiene "tutti gli amminoacidi essenziali in quantita' adeguate".
Dall'analisi e' emerso che all'interno dei pistacchi tostati ci sono tutti e nove gli amminoacidi essenziali in quantita' adeguate, dato dimostrato anche dall'indice di Digeribilita' Proteica Corretta degli Aminoacidi (PDCAAS) per i pistacchi, che e' stato presentato alla Conferenza della Federazione
delle Societa' Europee di Nutrizione a Dublino il 17 ottobre 2019. I pistacchi tostati hanno un PDCAAS dell'81% (l'indice della caseina, la proteina che si trova nel latte, e' l'80%) e quindi secondo l'United States Department of Agriculture (USDA) possono essere fonte alternativa di proteine per i pasti scolastici.
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Decreto Imprese, FederlegnoArredo “Bozze insufficienti, serve coraggio”

ROMA (ITALPRESS) – "Ho gia' detto che ogni giorno che passa e' un giorno perso e a vedere le bozze del decreto in circolazione in queste ore, mi trovo costretto a dire che il Governo non ha ancora capito che cosa serve alle aziende per rimanere in vita. Forse non e' ancora chiaro che quello che serve alle imprese, piccole medie e grandi, sono cose semplici e immediatamente applicabili. Ebbene niente di questo compare nelle bozze". Cosi' in una nota il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini.
"Punto primo: le garanzie dello Stato tanto per cominciare non sono al 100 per cento, come avviene negli altri Paesi, ma in misura inferiore – aggiunge -. Punto secondo: le garanzie non possono essere subordinate a garanzie precedentemente avute, questo e' gravissimo. Punto terzo: la somma corrispondente al 25 per cento non puo' essere certo restituita in 6 anni, ma almeno in 10 anni e deve necessariamente esserci un preammortamento di almeno 24 mesi. Punto quarto: l'intervento di Sace e' indubbiamente al di sotto delle sue potenzialita', ci saranno una marea di richieste".
"Punto quinto: le procedure di accesso devono essere facili e non ci possono essere black out. In altre parole non deve ripetersi quanto accaduto con il sito INPS – sottolinea Orsini -. Punto sesto: le erogazioni non possono essere vincolate al rapporto fra numero dipendenti e costo personale. Sono cose semplici e fattibili, ma che purtroppo lo Stato non sembra avere il coraggio di fare. Vorrei dire chiaramente a chi sta prendendo ora le decisioni che se il loro timore e' fare debito pubblico, cosa che fra le altre cose stanno facendo tutti i Paesi, pensino che se mandano le aziende in default non ci sara' piu' nessuno che paga i costi dello Stato. Quindi prima falliranno le aziende, ma poi fallira' lo Stato. Pensateci, e' nel nostro e vostro interesse".
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Nasce il Manifesto del Turismo Italiano “Aiuti immediati per il settore”

ROMA (ITALPRESS) – Tour operator, agenzie di viaggi e organizzatori di eventi si fanno capofila della filiera e lanciano l'appello alle istituzioni, a tutti coloro che vivono di turismo e agli italiani "per salvare questo motore dell'economia, della societa', della cultura del Paese". Nasce cosi' il Manifesto per il Turismo Italiano, promosso dalle associazioni ASTOI Confindustria Viaggi (che rappresenta il 90% del tour operating in Italia), FTO Confcommercio (che raccoglie il mondo della distribuzione turistica con network e agenzie indipendenti e altri segmenti del settore) e importanti operatori del comparto: Alpitour World, Gruppo Gattinoni, Robintur Travel Group, Alidays, Bluserena, Futura Vacanze, Giver Viaggi e Crociere, Idee per Viaggiare, Viaggi Del Mappamondo, Naar, Nicolaus-Valtur, Ota Viaggi, TH Resorts, Trinity Viaggi Studio, Uvet, Veratour.
"Il turismo italiano rappresenta il 13% del Pil nazionale, equivale a 232,2 miliardi di euro ed e' uno dei principali motori dell'economia, della societa' e della cultura italiana. L'emergenza Coronavirus sta generando una grave crisi in tutto il comparto turistico – si legge nel manifesto -: le importanti e necessarie misure restrittive per arrestare il virus hanno portato, infatti, a partire da fine febbraio alla progressiva chiusura di tutte le attivita' del settore, con la conseguente impossibilita' di generare nuovi flussi economici in entrata. Una situazione che durera' presumibilmente per diversi mesi, con una prospettiva di ripresa lenta e lunga".
Per la prima volta aziende private, in qualche modo concorrenti, si uniscono per lanciare un grido di allarme su uno dei settori piu' colpiti da questa crisi e diventano i promotori del Manifesto per il Turismo Italiano, con l'hashtag #ripartiamodallitalia. Un'iniziativa "che chiama a raccolta le istituzioni, tutti coloro che vivono di turismo e quanti, anche da semplici cittadini e viaggiatori, vogliono esprimere il proprio sostegno e far ripartire nel prossimo futuro quello che e', nel suo insieme, un settore economico fondamentale per il Paese e uno dei suoi elementi di orgoglio e identita' piu' forti".
I firmatari, i promotori e i sostenitori del Manifesto per il Turismo Italiano chiedono quindi con urgenza al Governo l'adozione di alcune azioni forti per la sopravvivenza delle imprese e di tutti i lavoratori: "La costituzione di un Fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del settore turismo organizzato mediante finanziamenti a tasso 0 e prestiti a fondo perduto proporzionalmente al fatturato di ogni singola azienda del settore; il prolungamento della cassa in deroga; la creazione di Buoni Vacanza da utilizzare per l'imminente stagione estiva".
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Quattro famiglie su dieci al Sud non hanno pc o tablet

ROMA (ITALPRESS) – L'emergenza legata alla diffusione del Covid-19 ha messo in evidenza la necessita' di avere a casa spazi sufficienti per chi ci vive e una strumentazione informatica adeguata per consentire agli studenti la possibilita' di seguire le lezioni a distanza, a chi lavora di potere continuare a farlo anche da casa e a chi lo vuole di relazionarsi con gli altri, guardare film, trovare occasioni di svago per il tempo libero. Secondo quanto rende noto l'Istat, negli anni 2018-2019, il 33,8% delle famiglie non ha un computer o un tablet in casa, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o piu'. La percentuale di chi non ne possiede sale al 70,6% tra le famiglie di soli anziani (65 anni e piu'), ma scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minorenne. L'impatto del livello di istruzione e' molto forte: nelle famiglie mediamente piu' istruite (in cui almeno un componente e' laureato) la quota di quanti non hanno nemmeno un computer o un tablet si riduce al 7,7%. Nel 22,7% delle famiglie sono meno della meta' i componenti che hanno a propria disposizione un pc da utilizzare. Solo per il 22,2% delle famiglie e' disponibile un computer per ciascun componente. La percentuale di famiglie senza computer supera il 41% nel Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46,0% e 44,4%), ed e' circa il 30% nelle altre aree del Paese. Piu' elevata nel Mezzogiorno anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti: il 26,6% ha a disposizione un numero di pc e tablet per meno della meta' dei componenti e solo il 14,1% ne ha almeno uno per ciascun componente. Viceversa, nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa e' maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. (ITALPRESS).

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Accordo Renergetica-Edison per progetti fotovoltaici in Italia

GENOVA (ITALPRESS) – Renergetica ha sottoscritto con Edison un accordo triennale per lo sviluppo di progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici in Italia con una potenza di picco complessiva di almeno 50 MWp per ciascun anno, quindi per un totale di almeno 150 MWp. L'accordo prevede inoltre la possibilita' di un rinnovo automatico per un periodo di ulteriori due anni alle medesime condizioni, per lo sviluppo di progetti per almeno ulteriori 100 MWp.
L'accordo stipulato prevede che Renergetica individui progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici, che, se approvati da Edison, saranno sviluppati da Renergetica stessa, fino all'ottenimento del provvedimento autorizzativo previsto dal decreto legislativo 387/2003. Successivamente, i progetti autorizzati saranno trasferiti in capo a Edison.
"Siamo orgogliosi di aver concluso questa partnership pluriennale con Edison, in quanto rappresenta un passo importante per la crescita dell'azienda. Ogni giorno, infatti, impegniamo le nostre risorse per trovare soluzioni sempre meno impattanti per l'ambiente e questo riconoscimento, da parte di uno dei leader italiani nel campo dell'energia, lo conferma. L'accordo sara', per i prossimi anni, anche motivo di grande soddisfazione sia per i nostri azionisti che per i nostri investitori", commenta il presidente di Renergetica, Davide Sommariva.
"Con questa partnership Edison conferma l'impegno a consolidare la propria leadership nel settore delle rinnovabili, uno dei pilastri della strategia di sviluppo della Societa', con l'obiettivo di raggiungere al 2030 il 40% della propria produzione con energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici. Un accordo in linea con gli obiettivi nel settore fotovoltaico che ci siamo posti nel nostro piano di sviluppo a medio termine", spiega il vicepresidente Esecutivo Power Asset di Edison, Marco Stangalino.
Nell'attivita' di sviluppo, Renergetica porra' grande attenzione anche all'aspetto ambientale, ideando gia' in sede di progettazione le misure necessarie per la mitigazione dell'impatto ambientale degli impianti, nonche' per la riforestazione e smaltimento consapevole dei medesimi a fine vita.
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Moratti “Messi-Inter? Non credo sia un sogno proibito”

MILANO (ITALPRESS) – Vedere Lionel Messi all'Inter non e' impossibile. Massimo Moratti, che durante la sua gestione ha a lungo coltivato la suggestione di portare in nerazzurro il fuoriclasse argentino, spera che la famiglia Zhang possa avere miglior fortuna. "Credo che non sia per niente un sogno proibito – le parole a 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno -. Non lo era forse anche prima di questa disgrazia e penso che ci sia uno sforzo della proprieta' per cercare di portarlo all'Inter. Non so se la situazione attuale possa cambiare in positivo o in negativo questo obiettivo ma e' stato sparigliato tutto. C'e' anche da non essere esageratamente opportunisti perche' approfittare della situazione puo' spaccare il calcio ma penso che ci sia la possibilita' di vedere cose abbastanza strane a fine stagione". Ma questo vale sia in entrate che in uscita: "Lautaro? Bisogna vedere se non rientra in altre situazioni piu' importanti come quella di Messi".
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Mattarella “La ricostruzione dell’Aquila resta una priorita’”

ROMA (ITALPRESS) – "Il ricordo della notte del 6 aprile di undici anni or sono e' impresso con caratteri indelebili nelle menti e nei cuori dei cittadini de L' Aquila e di tutti gli italiani. Un terribile terremoto porto' morte e devastazioni, getto' numerose famiglie nella sofferenza e talvolta nella disperazione, rese inaccessibili abitazioni, edifici, strade, costringendo a un percorso fortemente impegnativo, prima di sopravvivenza, poi di ricostruzione". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi.
"Nel giorno dell'anniversario desidero rinnovare i sentimenti di vicinanza e solidarieta' a tutti gli aquilani, a quanti nei paesi e nei borghi limitrofi hanno condiviso sia quei momenti tragici sia gli affanni della ripartenza, ai nostri concittadini di numerosi altri territori del Centro Italia che, nel breve volgere di pochi anni, si sono trovati a vivere drammi analoghi e ora sono impegnati, come a L'Aquila, per restituire a se stessi e all'Italia la pienezza della vita sociale e i valori che provengono dalla loro storia", aggiunge il capo dello Stato.
"La ricorrenza di quest'anno si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacita', la responsabilita', la solidarieta' di cui siamo capaci. Un'emergenza nazionale e globale si e' sovrapposta a quell'itinerario di ricostruzione che gli aquilani stanno percorrendo, che ha gia' prodotto risultati importanti ma che richiede ancora dedizione, tenacia e lavoro.
La ricostruzione de L'Aquila resta una priorita' e un impegno inderogabile per la Repubblica – aggiunge Mattarella -. I cittadini hanno diritto al compimento delle opere in cantiere, al ritorno completo e libero della vita di comunita', alla piena rinascita della loro citta'".
"Di fronte agli ostacoli piu' ardui possiamo avere momenti di difficolta' ma l'Italia dispone di energia, di resilienza e di una volonta' di futuro che ha radici antiche e che, nei passaggi piu' difficili della nostra storia, e' sempre stata sostenuta da una convinta unita' del popolo italiano. Oggi questo senso di solidarieta' e di condivisione rappresenta un patrimonio prezioso a cui attingere per superare l'emergenza di questi giorni", conclude Mattarella.
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Coronavirus, rivolta nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

NAPOLI (ITALPRESS) – Oltre 150 detenuti hanno occupato una sezione del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Un intero reparto il Nilo, quello piu' nuovo, e' sotto il controllo dei detenuti. Lo rende noto Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP..
"Allo stato – spiega – non risultano feriti. Dalle prime informazioni risulta che i detenuti hanno preso le chiavi ai colleghi per poi allontanarli dalla sezione. Non risultano feriti ne' colluttazioni. All'esterno del carcere sono presenti altre 300 uomini della penitenziaria e delle altre forze dell'ordine".
Nel carcere si e' registrato un primo caso di coronavirus. Si tratta dell'ex deputato regionale siciliano, Paolo Ruggirello, detenuto da piu' di un anno per associazione mafiosa. Viste le sue condizioni di salute e' stato trasportato al Cotugno, mentre all'interno del penitenziario sono state attivare le misure previste per contenere il contagio. Ma quando la notizia si e' diffusa e' scattata la rivolta.
"Spero che la protesta rientri, in nottata, e che prevalga il buonsenso – dichiara Aldo Di Giacomo all'ITALPRESS -. Il clima, nelle ultime settimane, e' diventato molto pesante soprattutto nelle carceri del sud. Temo che nei prossimi giorni si possano verifare proteste anche nelle altre carceri, in particolare in Campania e Sicilia, ma anche nel Veneto ci sono sentori".
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Coronavirus, Azzolina “ritorno a scuola quando ci saranno le condizioni”

ROMA (ITALPRESS) – "Non e' il ministro dell'Istruzione che puo' stabilire quando un virus finisce. Io ho il compito di tutelare la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. Fino a quando non ci sara' la sicurezza, gli studenti non torneranno in classe. Ascoltero' quello che le autorita' sanitarie ci diranno, ma e' chiaro che non ho competenze mediche, si tornera' quando le condizioni lo permetteranno. La politica sara' piu' prudente della scienza, ma e' chiaro che ho bisogno di dati scientifici per non mettere a rischio la vita degli studenti". A dirlo la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ospite di Che tempo che fa su Raidue. "Io penso che questo Paese puo' essere orgoglioso di quello che il personale scolastico sta facendo", ha aggiunto la ministra.
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Coronavirus, Boris Johnson ricoverato in ospedale

LONDRA (ITALPRESS) – Il primo ministro britannico Boris Johnson e' stato ricoverato in ospedale per essere sottoposto a dei test a distanza di 10 giorni da quando e' risultato positivo al coronavirus. A riferirlo la BBC. Nelle ultime ore, secondo fonti vicine al governo, le condizioni del premier inglese non sarebbero migliorate. La febbre infatti non avrebbe ancora lasciato Boris Johnson.
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