Maggio 16, 2026
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Scauri, Lemanik: La Fed sarà costretta a intervenire sui tassi di interesse

La curva dei rendimenti Usa continua a segnalare un’alta probabilità di recessione imminente, e le valutazioni del mercato italiano riflettono già un significativo rallentamento economico. 

“La Fed sarà costretta a intervenire sui tassi di interesse. L’eccessivo debito pubblico e l’aumento dell’indebitamento pubblico richiederanno tassi d’interesse reali negativi nel medio termine, un elemento positivo per i mercati azionari nel medio termine e in particolare per i titoli di qualità, ma probabilmente dovremo prima passare attraverso una correzione del mercato”. È l’analisi di Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik European Special Situations, che a livello annuale ha registrato una performance positiva del +10,23%.

Nell’ultimo fine settimana di maggio sono stati compiuti progressi nei negoziati per l’innalzamento del tetto del debito statunitense. Tuttavia, sarà necessario attendere la versione finale dell’accordo per comprenderne appieno le implicazioni. Il tetto del debito passerà dagli attuali 31,4 miliardi di dollari a 35 miliardi nel gennaio 2025. La mossa è volta a garantire la stabilità finanziaria del paese e a fargli superare indenne le elezioni presidenziali del prossimo anno. I tassi di interesse sono saliti sulla scia di alcuni commenti da falco dei banchieri centrali, dei verbali del FOMC che mostrano un comitato ancora diviso sulle prossime mosse e di un’inflazione persistente.

Le aspettative sulle future decisioni della Fed in materia di tassi sono cambiate rapidamente: all’inizio del mese, il mercato prevedeva un picco dei tassi Usa al 5,1% e un taglio dei tassi di 75 pb entro gennaio 2024.

Ora non è previsto alcun taglio dei tassi quest’anno e si stima che i tassi raggiungeranno il picco del 5,3%, con un’alta probabilità di rialzo di +25 pb entro luglio.

A nostro avviso, però, la Fed dovrà comunque intervenire sui tassi di interesse. La curva dei rendimenti Usa 10Y-2Y rimane fortemente invertita (-78 pb da -60 pb a inizio mese), continuando così a segnalare un’alta probabilità di recessione imminente. In Europa, il rendimento del bund tedesco è rimasto sostanzialmente invariato al 2,3%, così come il rendimento del titolo decennale italiano al 4,1%, con lo spread BTP-Bund stabile a 181 pb. La Germania è entrata in recessione tecnica, con un calo del Pil dello 0,3% nel 1° trimestre del 2023 rispetto al trimestre precedente, dopo una contrazione dello 0,5% registrata nel 4° trimestre del 2022. “La cautela è ancora necessaria, poiché vediamo ancora uno scenario volatile per il mercato azionario. Non cambiamo quindi la nostra visione sulle azioni, preferendo i titoli di qualità a quelli ciclici”, sottolinea Scauri.

Le valutazioni del mercato italiano, soprattutto se confrontate con quelle di altri mercati internazionali, riflettono già un significativo rallentamento economico. Ciò è particolarmente evidente tra le mid-small cap, che stanno soffrendo ulteriormente a causa della diminuzione della liquidità. Tuttavia, nei prossimi mesi vedremo ancora gli effetti dell’inasprimento del ciclo del credito e della liquidità del mercato (con le importanti scadenze TLTRO a fine giugno, l’accelerazione del quantitative tightening sia nell’Ue che negli Usa e l’aumento delle emissioni di debito pubblico statunitense), nonché il rallentamento dell’economia cinese, che ha in parte sostenuto la crescita globale nel 1° trimestre del 2023. 

“A livello settoriale, le posizioni principali in portafoglio rimangono il Biotech con Vivoryon; il Green capex con Danieli; la Cybersecurity; il Tech, dove abbiamo aumentato il nostro posizionamento sulla base di un’ipotesi di correzione dei tassi di interesse (Shop Apoteke, Delivery Hero)”, conclude Scauri. “Segnaliamo infine le nostre posizioni su Atos, molto penalizzate da problemi specifici della società. Riteniamo che, agli attuali prezzi di mercato, vi sia del valore nascosto in uno scenario di break-up. A livello di finanziari, abbiamo concentrato il nostro posizionamento su tre banche (Santander, Banco BPM e Banca Monte dei Paschi) sulla base della valutazione e dell’appeal speculativo”.

Andrea Scauri: stop ai rialzi delle banche centrali a inizio 2023

La continuazione di questo rally è legata alle aspettative di un cambio di rotta della Fed. Biotech, green capex, cybersecurity, difesa e concessioni, i settori su cui Lemanik punta per il proprio portafoglio.

“L’indebolimento della crescita globale continuerà per i prossimi due-tre trimestri, a causa del peggioramento degli indicatori macro, inasprimento delle condizioni di credito, riduzione della liquidità, crisi energetica nell’Ue. I messaggi delle banche centrali sottolineano che le politiche monetarie restrittive non sono ancora terminate, ma ci sono segnali che indicano una pausa nel ciclo di rialzi nel primo semestre del 2023 e una conseguente stabilizzazione dei costi di finanziamento”. È l’analisi di Andrea Scauri, gestore del fondo Lemanik European Special Situations.

I mercati hanno registrato un forte rimbalzo dall’inizio di ottobre, grazie all’estremo posizionamento ribassista e alla stabilizzazione dei rialzi dei tassi. Dopo il recente rimbalzo, il posizionamento degli investitori è ora meno estremo e invita a una maggiore cautela nel breve termine in assenza di segnali positivi sul fronte macroeconomico. I dati macro continuano a segnalare un deterioramento delle condizioni: negli Stati Uniti, l’indice PMI composito per il settore manifatturiero è sceso da 50,4 a 47,6 a novembre, mentre il settore dei servizi è sceso da 47,8 a 46,1. Soprattutto, i nuovi ordini del settore privato sono scesi al ritmo più veloce da maggio 2020, quando la prima ondata della pandemia Covid-19 ha colpito. In Europa, gli indici PMI sono stati complessivamente leggermente superiori alle attese, ma sono rimasti saldamente al di sotto della soglia dei 50 punti, ovvero la linea di demarcazione tra espansione economica e recessione economica.

Per quanto riguarda i tassi statunitensi, il rendimento del decennale Usa è sceso di -30 pb al 3,75%, così come l’inflazione attesa, scesa di -25 pb al 2,3%. L’inversione della curva dei tassi Usa 10Y-2Y è leggermente aumentata, segnalando così un aumento della probabilità di recessione. In Europa, il rendimento del bund tedesco si è ridotto di -18pb all’1,96%, mentre il rendimento del titolo decennale italiano è sceso di -42 pb al 3,9%, con un restringimento dello spread BTP-Bund. Inoltre, il rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi a breve termine sembra meno evidente grazie alla recente tenuta degli indici dei responsabili degli acquisti e a un’inflazione che si è dimostrata più resistente rispetto agli Stati Uniti. I commenti più recenti della Bce sembravano aprire la porta a un allentamento dei tassi a 50 pb nella riunione del 15 dicembre, anche se il membro del Consiglio direttivo Isabel Schnabel ha rimesso sul tavolo un rialzo di 75 pb. Anche la banca centrale svedese (Riksbank) ha aumentato i tassi di 75 pb la scorsa settimana con una mossa da falco, mentre è già in atto una pausa nelle banche centrali dei paesi CE3 (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria).

Negli USA, i verbali dell’ultima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) hanno rafforzato le aspettative che il Comitato intenda aumentare i tassi di 50 pb alla riunione del 14 dicembre (da 75 pb alla riunione di novembre). Nel complesso, se da un lato l’attesa riduzione della pressione sui tassi d’interesse è coerente con la stabilità dei multipli di mercato dopo il forte de-rating di inizio anno, dall’altro i fondamentali offrono ancora poco supporto, con una continua scarsa visibilità sull’entità e la durata dell’attuale rallentamento economico. Confermiamo la nostra opinione secondo cui la continuazione di questo rally è legata alle aspettative di un cambio di rotta della Fed.

Nel frattempo, però, l’attenzione deve essere rivolta agli utili societari e alla guidance che si terrà nel febbraio 2023, con i risultati del quarto trimestre. I rischi sono ancora inclinati verso il basso. “In un contesto macro e geopolitico ancora fragile e sulla scia del recente rimbalzo dei mercati azionari, abbiamo modificato parzialmente la nostra asset allocation”, evidenzia Scauri. “Abbiamo ridotto in modo sostanziale il nostro posizionamento sui titoli finanziari; le posizioni chiave del nostro portafoglio si concentrano invece su biotech, con Vivoryon che rimane una delle partecipazioni principali del nostro portafoglio; Green capex: con titoli come Danieli che beneficeranno di un ciclo di investimenti a lungo termine nei rispettivi settori; Difesa, con Thales che è a nostro avviso il nome migliore per sfruttare l’atteso aumento della spesa per investimenti nei paesi europei; Concessioni, con Getlink (Eurotunnel) che è stato ridotto e sostituito da Sacyr; Cybersecurity, un tema chiave in questo scenario”.

Quale futuro per il comparto Biotech? Cosa devono sapere consulenti e investitori prima di investire

Gli investitori dovrebbero prestare molta attenzione alle fasi in cui si trovano i candidati a farmaco di un’azienda biotech, dal momento che i loro titoli in borsa sono estremamente volatili. Infatti, una mancata approvazione dei test clinici in Fase 3 è capace di far scendere il valore dell’azione anche del 50%.

E’ notizia di qualche giorno fa quella del batterio sintetico “analfabeta”, ottenuto nei laboratori britannici del Medical Research Council (e pubblicato sulla rivista Science), inattaccabile dai virus perché non capisce il loro linguaggio e non può aiutarli a replicarsi, costringendoli a soccombere. Questo batterio sintetico apre la strada alla possibilità di ottenere microrganismi, dal patrimonio genetico modificato, da trasformare in fabbriche di farmaci come antivirali, antibiotici o antitumorali, poiché il batterio non sa leggere il codice genetico dei virus e impedisce la loro riproduzione basata sulla capacità delle cellule di leggere tutti i pacchetti di informazione del loro genoma. Di conseguenza, quando il virus entra nella cellula non trova nessun aiuto per replicarsi e l’infezione semplicemente non avviene.

Sulla scorta di tecniche di laboratorio come queste – inconcepibili persino qualche anno fa – alcuni scienziati ritengono che ci troviamo nell'”età dell’oro” della biotecnologia, grazie alla quale oggi è possibile curare e prevenire le malattie, ma anche sviluppare potenziali trattamenti e vaccini. Questo progresso costante, naturalmente, sta anche presentando enormi opportunità per gli investitori, poiché il potenziale di rendimento a lungo termine di molti titoli biotecnologici è molto interessante.

Che cos’è esattamente una azienda biotech? È un’azienda che utilizza organismi viventi (ad esempio batteri o enzimi) per produrre farmaci. Questo uso di organismi viventi differenzia le biotecnologie dalle aziende farmaceutiche, che utilizzano sostanze chimiche per sviluppare nuove molecole per il settore farmaceutico. Oggi è facile associare la biotecnologia all’assistenza sanitaria e alla ricerca di cure per malattie o virus. Tuttavia, il mercato e le sue innovazioni sono più vasti, comprendendo anche le innovazioni che potrebbero consentire alle società di ridurre le malattie, la fame e la dipendenza petrolchimica, trasformando anche il modo in cui la società interagisce con l’ambiente.

Nello sviluppo di nuovi farmaci, le aziende biotech devono osservare almeno quattro passaggi (identificazione della malattia, test preclinici in vitro o su cavie, test clinici e approvazione delle agenzie governativa) prima di arrivare a vendere un farmaco. I test clinici, in particolare, prevedono tre fasi:
– Fase 1: piccoli studi progettati per trovare una dose sicura per il “candidato a farmaco” e determinare come potrebbe colpire gli esseri umani.
– Fase 2: studi che possono includere circa 100 o più pazienti e concentrarsi sulla sicurezza, sugli effetti collaterali a breve termine e sulla determinazione della dose ottimale per il farmaco.
– Fase 3: studi più ampi che possono includere centinaia o addirittura migliaia di pazienti e che si concentrano sull’efficacia con cui un farmaco sperimentale tratta una malattia bersaglio e quanto sia sicuro.

Ebbene, un candidato a farmaco deve superare con successo ogni fase per passare alla successiva. Solo una volta che un farmaco ha completato con successo uno studio di Fase 3, dimostrando sicurezza ed efficacia nel trattamento della condizione target, l’azienda biotech potrà richiedere l’approvazione normativa utilizzando i dati clinici dello studio. Negli Stati Uniti, per esempio, la FDA sovrintende alle approvazioni per i nuovi farmaci. Gli investitori, pertanto, dovrebbero prestare molta attenzione alle fasi in cui si trovano i candidati a farmaco di un’azienda biotech, dal momento che i loro titoli in borsa sono estremamente volatili. Di solito, più avanzata è la fase, minore è il rischio, ma una mancata approvazione dei test clinici in Fase 3 (con rinvio, non si tratta di una bocciatura definitiva da parte delle agenzie) è capace di far scendere il valore dell’azione anche del 60-70% in un breve lasso di tempo. Inoltre, prima di investire è importante considerare il potenziale picco di vendite annuali di un candidato a farmaco, ossia il livello più alto di vendite all’anno previsto dagli analisti. Più alto è, maggiori saranno le opportunità di guadagno dall’investimento.

Naturalmente, qualunque valutazione deve partire sul c.d. portfolio: un’azienda biotech con più farmaci sperimentali nella sua pipeline (è il termine usato per riferirsi a tutti i farmaci di un’azienda che sono in fase di sviluppo) tenderà ad avere meno rischi di una biotech con solo uno o pochissimi farmaci candidati. Infatti, il portfolio incide molto sulla posizione finanziaria dell’azienda, dal momento che la maggior parte delle biotech non raggiunge la redditività finché non lancia con successo uno o più farmaci sul mercato, e ciò implica la valutazione di un investimento su un’azienda con fondamentali economici che, in altri settori, farebbero fuggire qualunque investitore. Sopperiranno, in questo caso, i dati sulla liquidità disponibile dei suoi maggiori azionisti, sebbene si tratti di un indicatore indiretto e molte biotech, nel corso della loro vita iniziale, emettono spesso nuove azioni per aumentare la liquidità necessaria, il che riduce il valore delle azioni esistenti.

Alcune biotech, però, ricevono denaro anche attraverso partnership con grandi case farmaceutiche, nonchè sovvenzioni da agenzie governative e organizzazioni senza scopo di lucro. Prima dell’esplosione della pandemia, aziende come Moderna (NASDAQ: MRNA) o BioNTech (NASDAQ: BNTX) erano probabilmente sconosciute a tutti, ed hanno raggiunto la notorietà grazie alle partnership sviluppate con aziende più note (come Pfizer) grazie alla necessità di sviluppare e produrre i vaccini che oggi usiamo per il COVID-19.

Secondo un recente rapporto di Acumen Research and Consulting, si prevede che il mercato globale delle biotecnologie crescerà di circa il 15,5% dal 2020 al 2027, e raggiungerà un valore di mercato di oltre 850,5 miliardi di USD entro il 2027. C’è poi un nuovo rapporto del National Intelligence Council (NIC) degli Stati Uniti che indica che la biotecnologia potrebbe potenzialmente rappresentare circa il 20% dell’economia globale entro il 2040, con l’agricoltura e la produzione come alcuni dei suoi principali motori e con l’espansione delle applicazioni sanitarie. Questa crescita porterà molte opportunità agli investitori che si informano bene su ciò su cui ciascuna biotech sta lavorando e, soprattutto, su come stanno procedendo la loro ricerca e sviluppo. Infatti, le previsioni sul dato globale al 2027 non specificano quali saranno le aziende che non riusciranno a superare i test clinici e, di conseguenza, determineranno il fallimento dell’investimento.

In definitiva, l’investimento in titoli azionari biotech richiede una buona dose di saggezza (diversificazione estrema) ma anche il dovere di aggiornare costantemente le proprie informazioni, poiché può passare molto tempo tra ricerca e sviluppo della pipeline di potenziali trattamenti. È un gioco di attesa, che potrebbe portare fortuna solo agli investitori che sanno cosa aspettarsi negli anni a venire.

Biotech America ancora sugli scudi, grazie al Covid. I titoli biotecnologici più promettenti del Nasdaq

L’industria biotech sta cambiando rapidamente nell’attuale scenario economico, dominato ancora dalla pandemia. Il COVID-19 ha creato enormi opportunità di lungo periodo per le biotecnologie che sviluppano potenziali trattamenti e vaccini.  

E’ ormai noto a tutti – sia per gli addetti ai lavori che per gli investitori, anche i più piccoli – che la pandemia di COVID-19, oltre al suo carico di tragicità, crisi economica e sospetti, ha anche creato enormi opportunità per alcuni settori industriali, come le biotecnologie che sviluppano potenziali trattamenti e vaccini. Nel corso del 2020 queste potenzialità si sono tradotte in acquisti euforici di titoli farmaceutici e del settore Biotech applicato ai farmaci, e le quotazioni di oggi, soprattutto rispetto a quelle di cinque anni fa, appaiono come arrivate da una lunga corsa. Ma a detta dei migliori analisti, alcune aziende degli USA si sono rafforzate strutturalmente e adesso, dopo un sensibile ritracciamento dalle quotazioni massime di mercato, presentano margini interessanti anche per il lungo periodo.

Pertanto, i migliori titoli biotecnologici del Nasdaq da valutare in questo momento vantano solidi fondamentali e alcuni hanno già farmaci vincenti sul mercato. Ecco alcune società* che gli investitori dovrebbero tenere d’occhio.

Axsome Therapeutics – Il farmaco principale candidato di Axsome, che si chiama AXS-05, prende di mira la depressione e l’agitazione correlata al morbo di Alzheimer. Lo scorso 26 Aprile, Axsome Therapeutics ha annunciato l’approvazione della FDA della nuova domanda di farmaco per AXS-05 per il trattamento della depressione e del tabagismo. Axsome sta sviluppando un farmaco sperimentale per l’emicrania, chiamato AXS-07, per il quale prevede di richiedere l’approvazione della FDA (Food and Drug Administration) statunitense entro il secondo trimestre del 2021. AXS-05, come trattamento per la depressione, potrebbe essere un farmaco di successo, con picchi di vendita annuali – il più alto volume di vendite in dollari per anno previsto dagli analisti – stimato in 2,6 miliardi di dollari. Invece, il picco di vendita annuale previsto per AXS-07 nei soli Stati Uniti è di oltre 500 milioni di USD all’anno.

ExelixisExelixis ha sviluppato quattro farmaci che sono già sul mercato. Il suo più grande vincitore di gran lunga è Cabometyx. Il farmaco è approvato per il trattamento del carcinoma a cellule renali (RCC) e del carcinoma epatocellulare (HCC), rispettivamente i tipi più comuni di cancro del rene e del fegato. Questa azienda biotech potrebbe fornire una solida crescita in futuro espandendo l’uso di Cabometyx come parte delle terapie combinate. Exelixis e Bristol Myers Squibb (NYSE:BMY) hanno ottenuto l’approvazione negli Stati Uniti all’inizio del 2021 per Cabometyx in combinazione con l’immunoterapia Opdivo, ed Exelixis sta anche lavorando con Roche (OTC:RHHBY) per valutare un trattamento combinato Cabometyx-Tecentriq. Exelixis sta utilizzando la sua scorta di liquidità in rapida crescita per stipulare accordi di licenza e ampliare in altro modo le sue offerte. Ora sta concedendo in licenza da Aurigene un promettente farmaco contro il cancro in fase iniziale chiamato XL102.

Novavax – L’azienda potrebbe trarre vantaggio dall’essere uno dei candidati a produrre il vaccino COVID-19 NVX-CoV2373, utilizzando una subunità proteica (una singola molecola proteica) per stimolare una risposta immunitaria contro il nuovo coronavirus. La società biotecnologica all’inizio del 2021 ha riportato risultati intermedi positivi da uno studio in fase avanzata del Regno Unito sul vaccino sperimentale, e il governo degli Stati Uniti ha firmato un accordo da 1,6 miliardi di dollari con Novavax per finanziare lo sviluppo e la produzione in fase avanzata del suo vaccino, con la clausola che Novavax fornisca 100 milioni di dosi se il farmaco ha successo nei test clinici. Novavax ha anche siglato accordi di fornitura con Australia, Canada, Regno Unito e India. E’ bene ricordare che nel 2019 il titolo Novavax aveva perso quasi il 90% del suo valore quando il farmaco candidato al vaccino contro il virus respiratorio ResVax aveva fallito per la seconda volta gli studi clinici in fase avanzata. Ma il prezzo del titolo si è ripreso nel 2020 e la società ha riportato risultati straordinariamente positivi da uno studio in fase avanzata del suo vaccino antinfluenzale sperimentale NanoFlu. L’azienda prevede ora di perseguire l’approvazione della FDA del vaccino antinfluenzale. Gli analisti prevedono che, se approvato, NanoFlu potrebbe generare vendite annuali fino a 1,7 miliardi di dollari.

Regeneron – La più grande fonte di guadagno per Regeneron Pharmaceuticals è Eylea, un farmaco per le malattie degli occhi che produce in collaborazione con Bayer (OTC: BAYRY). Tutte le vendite nette di Eylea negli Stati Uniti vengono assegnate a Regeneron, e la società divide con Bayer le entrate ottenute dai mercati al di fuori degli Stati Uniti. Regeneron ha anche una redditizia partnership con Sanofi (NASDAQ:SNY), con la quale sta sviluppando congiuntamente farmaci per malattie autoimmuni Dupixent e Kevzara, farmaci antitumorali Libtayo e Zaltrap e il farmaco per il colesterolo Praluent. Regeneron ha anche vinto l’autorizzazione all’uso di emergenza negli Stati Uniti per il trattamento del COVID-19 con il suo cocktail di anticorpi REGEN-COV, che ha mostrato di poter ridurre significativamente il rischio di infezione sintomatica da parte del nuovo coronavirus.

Vertex – Vertex gode di un monopolio quasi totale nel trattamento della causa sottostante della fibrosi cistica (FC), una malattia genetica rara che provoca l’eccessivo accumulo di muco nei polmoni e nell’apparato digerente. Il suo farmaco più recente, Trikafta/Kaftrio, potrebbe dare beneficio ad oltre il 50% dei pazienti affetti da Fibrosi Cistica grazie ad una mutazione genetica stimata nel 90% dei pazienti affetti da Fibrosi Cistica. Inoltre, Vertex sta cercando di testare terapie di modifica genica (trattamenti che comportano la modifica delle sequenze di DNA) mirate alle malattie rare del sangue beta-talassemia e anemia falciforme. L’azienda è anche avanzata nella fase 1/2 della sperimentazione di un farmaco sperimentale che ha il potenziale per curare il diabete di tipo 1, una malattia che, solo negli Stati Uniti, colpisce più di 1,5 milioni di persone.

 

* Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite unicamente a titolo informativo, e non devono essere intese né come una consulenza di investimento, né come un consiglio di acquisto, vendita o altri tipi di operazioni relative ad un investimento su prodotti o servizi, né tanto meno un invito, un’offerta o un sollecito a investire. Le informazioni del Sito vengono fornite esclusivamente in virtù del fatto che ognuno prenderà autonomamente le proprie decisioni in materia di investimenti. Inoltre, nessun elemento nel Sito rappresenta o intende rappresentare una consulenza finanziaria, legale, contabile o fiscale.

Biotecnologie, un’onda lunghissima alla conquista delle performance. Le più promettenti biotech americane

Quando si investe nel settore delle biotecnologie è importante capire decidere il livello di rischio che si è disposti a correre. Biotecnologia e produzione di farmaci sono strettamente interconnesse, ma non sono la stessa cosa.

Dopo il “decennio silenzioso” 2007-2017, durante il quale il mercato delle biotecnologie si è sviluppato in sordina ed in modo disordinato (permettendo però enormi profitti a chi è stato lungimirante), oggi gli esperti stimano che esso ammonterà a 471 miliardi di dollari entro la fine del 2025, raddoppiando le sue dimensioni dagli originari 218 miliardi del 2017.

Ciò sarà possibile grazie, soprattutto, all’aumento di spese in R&S e in attività di outsourcing da parte di enti pubblici e privati, i quali dovrebbero così sostenere la futura crescita del mercato globale delle biotecnologie. In particolare, il settore dell’ingegneria dei tessuti e della loro rigenerazione dovrebbe essere quello in più rapido sviluppo nel periodo di previsione 2019-2025, dal momento che la medicina rigenerativa è la tecnica fondamentale nella sostituzione e rigenerazione cellulare, utile a ripristinare il naturale funzionamento biologico degli organi interni.

Il settore bioinformatico, inoltre, dovrebbe eguagliare quello biomedico. La bioinformatica, infatti,  consente di conservare e gestire i richiesti dalle varie società farmaceutiche, biotecnologiche, dalle compagnie assicurative e dai fornitori di servizi sanitari come gli ospedali.

Anche in Italia, del resto, il fatturato delle aziende biotecnologiche è cresciuto del 16% nell’ultimo anno, superando gli 11,5 miliardi di euro, a fronte di una crescita del 7% del manifatturiero. E anche gli investimenti in ricerca e sviluppo sono cresciuti del 17%, per un totale di oltre due miliardi. Inoltre, nel 2018 risultano attive nel nostro Paese 641 imprese biotech, di cui 334 a capitale interamente italiano, tra le quali le cosiddette “Red biotech” (quelle che si occupano di salute) rappresentano il 50% del totale e il 74% del fatturato, seguite da quelle dedicate a industria e ambiente (29% delle imprese e 12% del giro d’affari), quelle che si occupano di tecnologie avanzate (12% e 1%), e quelle impegnate in agricoltura e zootecnia (9% e 8%).

Gli investitori interessati al settore delle scienze della vita sono ben consapevoli dell’importanza che la biotecnologia ha in questo settore di investimento. Dalla ricerca di cure per le malattie all’alimentazione delle generazioni future, ci sono molte aree della vita quotidiana che sono influenzate dalla biotecnologia. Ma come si può investire in biotecnologia? Gli strumenti più usati sono le azioni e, in minor parte, i fondi negoziati in borsa (ETF). In ogni caso, quando si investe nel settore delle biotecnologie è importante capire che esiste una differenza tra biotecnologia e prodotti farmaceutici. Fondamentale, poi, è decidere il livello di rischio che si è disposti a correre, data la volatilità di questi titoli. Ad esempio, una grande azienda affermata con una capitalizzazione di mercato di svariati miliardi di dollari ha meno probabilità di soccombere a cattive condizioni di mercato rispetto a una società più speculativa e di nuova quotazione nella fase di sperimentazione clinica, sebbene quest’ultima potrebbe far realizzare performance stellari, a determinate condizioni (es. una licenza dalla FDA americana per un importante farmaco anti-tumorale).

Rispetto alle azioni, gli ETF sono un modo per mitigare alcuni dei rischi inerenti agli investimenti in titoli. Gli ETF, infatti, detengono moltissime attività come azioni, materie prime e obbligazioni, e seguono l’andamento di un indice. Relativamente alla biotecnologia, abbiamo lo S&P Biotech Select Industry (INDEXSP: SPSIBI), il NYSEARCA Biotechnology Index (NYSE: BTK) e il NASDAQ Biotechnology Index (NASDAQ: NBI).

Trovare le migliori aziende biotecnologiche su cui investire può essere complicato, poiché la volatilità spesso segna la loro performance complessiva, mettendo a dura prova la tenuta psicologica dell’investitore. Infatti, i piani clinici non sempre giungono a buon fine, e talvolta le scorte di biotecnologie possono risentire delle decisioni normative della Food and Drug Administration. Però le migliori aziende biotecnologiche su cui investire tendono ad avere un denominatore comune, e cioè una forte crescita degli utili. Negli USA, in particolare, tre titoli hanno ricevuto nei giorni scorsi molta attenzione da parte degli analisti.

Vertex Pharmaceuticals (VRTX) è un’azienda che opera nel trattamento della fibrosi cistica, una malattia polmonare cronica e mortale. Le azioni dell’azienda si collocano al quarto posto tra le oltre 500 società biotecnologiche monitorate dall’Investor’s Business Daily. Sulla lista dei titoli in più rapida crescita di MarketSmith.com, il titolo Vertex è elencato n. 12 con un tasso di crescita degli utili del 120% negli ultimi cinque anni.

Horizon Therapeutics (HZNP) è noto per il trattamento della gotta mediante il farmaco Krystexxa. Nel 2018, le vendite di Krystexxa sono cresciute del 65% a $ 258,9 milioni. A giugno, la società ha iniziato uno studio per valutare una combinazione di Krystexxa e un farmaco chiamato metotrexato in pazienti con gotta incontrollata. Al momento, gli analisti attendono con impazienza un nuovo farmaco chiave di Horizon, un trattamento per una patologia oculare correlata alla malattia della tiroide. Il farmaco, soprannominato teprotumumab, tratterà la sporgenza dell’occhio a causa dell’infiammazione dietro l’occhio.

Celgene (CLGN) è una delle più grandi aziende biotecnologiche, e rivaleggia con Amgen (AMGN) e Gilead Sciences (GILD) in termini di capitalizzazione di mercatoNell’elenco di 150 società in più rapida crescita di MarketSmith.com, il titolo Celgene si colloca al n. 120 con un tasso di crescita degli utili a cinque anni del 25%. Imminente un accordo di cessione a Bristol Farm. di alcuni farmaci per un valore complessivo di 74 miliardi di USD.

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Articolo tratto da:

https://investingnews.com/daily/life-science-investing/biotech-investing/invest-in-biotechnology/

https://www.investors.com/news/technology/biotech-stocks-best-biotech-companies-to-invest-in/