Il saper arrivare in anticipo è fondamentale per sfruttare finanziariamente i megatrend come quello degli NFT, i quali hanno la caratteristica di manifestarsi in sordina e di non farci accorgere del loro arrivo se non quando tutti ne parlano, ed allora è troppo tardi per investire con profitto.
Di Nigel Green
Oggi non è semplice individuare quali temi specifici avranno successo durante i prossimi decenni. Secondo molti analisti, i più fiorenti megatrend del futuro saranno legati alla demografia, alla cultura, all’ambiente e persino alla politica, ma è necessario non solo prevedere con successo quali temi godranno di una crescita sostenuta, ma anche quali società specifiche associate a tali temi potrebbero prosperare sui mercati finanziari e quali, invece, potrebbero incontrare difficoltà ad affermarsi. Trenta o quaranta anni fa, per esempio, chi avrebbe mai detto che il megatrend delle banche retail sarebbe finito ai giorni nostri, con gli istituti bancari che cercano in tutti i modi di alleggerire il numero di filiali e di dipendenti?
Da uno studio di McKinsey & Co. è possibile identificare alcune metodologie di approccio che le istituzioni finanziarie e gli investitori – nella “progettazione” del portafoglio – possono adottare per individuare dei megatrend e sviluppare strategie di investimento tematico efficaci nel lungo e lunghissimo periodo. La prima è creare un “mandato tematico” – e non più un mandato basato sugli asset e sulle aree geografiche – capace di generare strategie di investimento lungimiranti. La seconda è una conseguenza della prima, e cioè quella di sovraesporre il portafoglio e l’allocazione degli asset verso i temi prescelti, aumentando l’orizzonte temporale e suddividendo l’allocazione per settore (salute, clima, biotecnologie, variabili demografiche etc) e area geografica, in modo tale da generare i rendimenti corretti per il rischio assunto a lungo termine.
Fortunatamente, nonostante i brutti momenti che a livello globale stiamo ancora vivendo, nella nostra epoca sono emersi numerosi temi che hanno il potenziale per sovraperformare nel lungo periodo. Per coglierne l’opportunità, però, serve una visione a lungo termine – che in
pochi hanno – e la capacità di identificare i beneficiari di questi cambiamenti prima che vengano ampiamente riconosciuti da tutti gli investitori, appiattendo il trend di crescita del valore degli investimenti. Il timing, infatti, ed il saper arrivare in anticipo rispetto alla massa, è fondamentale nello sfruttare finanziariamente un megatrend. Che si tratti dell’emergere di una nuova tecnologia “disruptive” dell’ascesa della nuova classe media nei mercati emergenti, i megatrend hanno la caratteristica di manifestarsi davanti ai nostri occhi senza farci accorgere del loro avvento se non quando il loro arrivo è conclamato, ed allora è “troppo tardi”.
E data la nuova normalità a cui gran parte del mondo deve adattarsi, cioè quella dei tassi bassissimi – con una moderata inflazione – è ormai assodato nel comune sentire dei risparmiatori che sia necessario cercare opportunità in grado di permettere una crescita del capitale grazie a temi strutturali più resistenti nei prossimi anni e decenni, uscendo fuori dalla mentalità del risultato di breve termine. In questo, i progressi della tecnologia vengono molto in aiuto e generano dei megatrend interessanti. I token non fungibili (o NFT), per esempio, diventeranno una parte fondamentale del megatrend degli investimenti tecnologici del prossimo decennio, nonostante i cali nelle transazioni NFT del mese di Maggio. Ma il calo a breve termine delle transazioni NFT nelle ultime settimane non è affatto sorprendente, poichè questo mercato è ancora incredibilmente nuovo la maggior parte degli investitori ancora non lo capisce o addirittura non lo conosce affatto.
Gli NFT sono oggetti da collezione digitali, codificati su una blockchain; grazie ad essi è possibile creare una filigrana digitale unica, che indica la proprietà e i diritti digitali per i collezionisti che li possiedono. Negli ultimi mesi, una serie di importanti marchi di moda, franchising sportivi globali e artisti e musicisti famosi hanno lanciato i propri NFT, e ad aprile, la casa d’aste Christie’s ha venduto per 69,3 milioni di dollari “Everydays, the First 5000 Days“, un’opera d’arte digitale in formato JPEG di un artista noto come Beeple. Si tratta della terza opera più costosa mai venduta da un artista vivente, e questo la dice lunga sul relativo megatrend in atto.
Il megatrend della tecnologia, di cui gli NFT diventeranno una parte essenziale, sarà inevitabilmente il megatrend degli investimenti del decennio per almeno quattro ragioni. Innanzitutto, la nostra vita quotidiana è sempre più guidata dalla tecnologia, e questo sta accelerando continuamente. In secondo luogo, ci sono i fenomeni demografici: i cosiddetti “nativi digitali” più giovani cresciuti sotto l’influenza di Internet e di altre tecnologie, faranno inevitabilmente aumentare la domanda di prodotti orientati alla tecnologia ed anche gli investimenti digitali. In terzo luogo, l’interesse e gli investimenti nelle criptovalute sono in costante aumento, ed è così che vengono acquistati gli NFT. Infine, gli NFT stanno cambiando positivamente i modelli di business, in particolare nelle industrie creative, che stanno crescendo in importanza economica, culturale e sociale soprattutto in Asia.
Nigel Green
Oggi artisti e musicisti possono offrire esperienze virtuali avanzate per collezionisti e acquirenti, possono mostrare che le loro opere non sono dei falsi e possono includere criteri per ottenere royalties ogni volta che le loro opere vengono rivendute in futuro. Naturalmente, però, il mercato degli NFT non è privo di critiche. Infatti, un certo numero di analisti ha bollato gli NFT come una moda passeggera, ma è bene ricordare che anche Internet, negli anni ’90, e i giganti dell’e-commerce come Amazon, negli anni 2000, sono stati considerati come un fenomeno limitato e passeggero.
Il fattore principale in gioco è che i millennial, in particolare i giovani della Generazione Z, conducono una “vita digitale”, ed è una evoluzione naturale quella di voler portare rappresentazioni digitali dei marchi di lusso, musica e arte in questi mondi, e questo ha valore. In ogni caso, sebbene il dominio degli NFT continuerà a crescere nel prossimo decennio, il mercato è ancora altamente speculativo, per cui i rischi a livello microeconomico sono elevati e gli investitori devono essere estremamente cauti nella scelta, evitando il fai-da-te e affidandosi ai consulenti esperti.
Traduzione dal testo originale a cura della redazione di P&F.
Fonte:
https://www.thestreet.com/economonitor/financial-markets/nfts-the-investment-megatrend-of-the-next-decade



La crisi dei mutui subprime, pertanto, nella sua tragicità è servita a qualcosa, ma ciò che da essa si è imparato non è sufficiente per rientrare semplicemente in ciò che si faceva prima, e adesso è chiaro a tutti che per superare la tempesta attuale e costruire una maggiore resilienza per il futuro, il
Oggi una recessione potrebbe non essere più evitabile, nonostante le enormi misure economiche di salvataggio messe in atto dai governi. Qualcuno afferma che ci siamo già, in recessione, e che manchino solo i dati definitivi per poterlo dire con certezza nel 2022, ma le
Mantenere la
Analizzando la domanda di servizi bancari, tutti i
Per spiegare meglio quale possa essere il futuro prossimo del sistema bancario, dobbiamo partire dal contesto economico generale, per nulla favorevole, in cui esso si trova ad operare dal ventennio precedente allo scoppio della pandemia. Negli ultimi anni, infatti, le persone hanno cominciato a nutrire sospetti sulla bontà del modello economico capitalista e, per usare le parole di Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterra. “….nonostante gli immensi progressi della tecnologia, molti cittadini delle economie avanzate stanno affrontando maggiore incertezza e lamentano una perdita di
fiducia nel sistema. Piuttosto che una nuova era d’oro, la globalizzazione è associata a salari bassi, occupazione precaria e disuguaglianze sempre più marcate”. Pertanto le banche, grazie al loro elevato livello di prossimità con gli utenti, hanno l’opportunità di migliorare il modo in cui aiutano i propri clienti a immaginare e pianificare un futuro migliore di quello attuale. I
Tre sono i macrotrend che danno forma al mondo come sarà nel 2025, e le banche devono adattarsi per prosperare. Il primo
Non mancano le ultra-innovazioni, alcune delle quali si distinguono per la sintesi sapiente tra tecnologia e iniziativa commerciale. In Polonia, per esempio, sono una realtà le banche strutturate per incontrare i clienti esattamente dove si trovano nella loro vita di ogni giorno. Idea Bank, per esempio, è una banca polacca che gestisce filiali popup e spazi di co-working sui treni dei c.d. pendolari, dove dipendenti di Idea Bank aiutano i clienti con le transazioni, direttamente dentro vetture “customizzate” con lo stile ed il layout della banca, con l’ausilio di un semplice cellulare o di un tablet collegato con la rete bancaria. UBS, invece, ha iniziato a sperimentare un avatar realistico di Daniel Kalt, il suo chief investment officer in Svizzera, per confrontarsi in ogni momento con la clientela.
A giudicare dagli innumerevoli sviluppi concettuali che da questo tema sono derivati negli ultimi venti anni, quello della finanza sostenibile sembra essere “il padre di tutti i megatrend”. Non sono in pochi a sostenere, infatti, che le direttive ONU del 2006 cui tributiamo il merito di aver determinato la nascita dei c.d. Investimenti Responsabili siano nate solo in seguito ad un medesimo approccio dell’industria finanziaria iniziato già all’alba del 2000 e che oggi fa della
Del resto, sebbene il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon annunciasse solo nel 2016 “…La sostenibilità è un imperativo globale, e gli investitori sono partner essenziali per raggiungerla. I Principi per l’Investimento Responsabile, sostenuti dalle Nazioni Unite evidenziano la rilevanza finanziaria delle tematiche ambientali, sociali e di buon governo aziendale (ESG), e forniscono un quadro di riferimento per gli investitori, al fine di contribuire allo sviluppo di un sistema finanziario più stabile e sostenibile…”, l’approccio ESG agli investimenti nasceva invece già alla fine del secolo scorso dall’iniziativa “illuminata” del marketing finanziario, desideroso di nuovi spunti commerciali. Fino a quel momento, infatti, il tema degli
E così, nel 2006 le Nazioni Unite lanciano i PRI, Principle for Responsible Investiment, diretti a diffondere i concetti generali dell’Investimento Sostenibile e Responsabile tra gli investitori istituzionali, chiamati a sottoscriverli e rispettarne l’applicazione. Da allora, i firmatari sono diventati oltre 3.200 tra investitori, società di gestione del risparmio e fornitori di servizi, tutti impegnati ad osservare le tematiche ESG nell’analisi e nei processi di investimento. Da lì, è seguita la nascita di una vera e propria famiglia di strumenti finanziari di risparmio gestito (sicav e fondi) targati “ESG”, oppure “Sustainable and Responsible Investment” o “SRI” che sta registrando una crescita significativa a livello mondiale, europeo e italiano, testimoniata dal continuo aumento delle masse gestite secondo tali strategie di investimento.
Secondo i dati della 
Sulla scorta di questo scenario, pertanto, molte case di investimento stanno gradualmente completando l’allineamento dei propri fondi al 
L’idrogeno, infatti, può essere bruciato in un motore a combustione o in una caldaia per il trasporto e il riscaldamento. Poi usato per alimentare una cella a combustibile per il trasporto o il riscaldamento o usato come agente di riduzione del ferro per fare acciaio. Può anche essere utilizzato come agente di stoccaggio dell’energia usando l’energia solare in eccesso in estate per produrre idrogeno, immagazzinato e riconvertito in elettricità per l’uso in inverno. Tutti processi che hanno emissioni di CO2 nulle o molto più basse delle alternative attuali.
Certo, oggi i costi sono ancora elevati: “L’idrogeno rinnovabile è molto più costoso dell’idrogeno da combustibili fossili” conferma Webber. “Tuttavia, questo dovrebbe cambiare, ed entro il 2030 l’idrogeno rinnovabile dovrebbe diventare il metodo di produzione più economico. La situazione è molto simile a quella in cui si trovavano i veicoli elettrici e la stessa energia rinnovabile 5-10 anni fa”.
Come spiegano da H2IT, il 2020 è stato l’anno della svolta per le
IDROGENO E INVESTIMENTI – Quali saranno le ricadute dell’utilizzo dell’Idrogeno su aziende e investimenti? “Ci saranno opportunità per le aziende energetiche e le società di ingegneria industriale per costruire e gestire tutti i nuovi impianti di idrogeno verde” spiega il manager di Schroders. “Ci sarà anche bisogno di centinaia di gigawatt di nuova capacità di energia rinnovabile per fornire elettricità agli elettrolizzatori. Questi nuovi volumi di energia rinnovabile non sono ancora incorporati nelle previsioni di mercato per i fornitori dell’industria eolica e solare. Tuttavia, forse la più semplice opportunità di business e di investimento sarà la crescita che avverrà a livello delle aziende che potranno catturare il mercato delle attrezzature per tutti i nuovi elettrolizzatori che verranno distribuiti. Le vendite di attrezzature per elettrolizzatori sono un mercato davvero minuscolo oggi, con solo circa 250 milioni di dollari di ricavi nel 2020. Arrivare al quantitativo di idrogeno verde necessario per de-carbonizzare tutte queste industrie a livello globale richiederebbe un mercato annuale di elettrolizzatori più vicino ai 25 miliardi di dollari negli anni di picco della costruzione”.
“il fatto che ci sia solo una manciata di operatori leader di elettrolizzatori oggi rende questo settore molto interessante, in quanto potrebbero sì esserci alcuni nuovi arrivi, ma la tecnologia non è semplice. Inoltre gli operatori consolidati stanno rapidamente formando alleanze e relazioni con sviluppatori e gruppi energetici” conclude Webber. Ecco perchè sono “tutti pazzi per l’idrogeno”.
Questo lavoro di squadra si è trasformato nelle “10 previsioni di Naisbitt”, e la maggior parte degli accademici e dei ricercatori di oggi concordano sul fatto che le sue profezie erano esatte, e si stanno ancora svolgendo quasi quattro decenni dopo.
Con la tecnologia Cloud Native alimentata da titani tecnologici come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud, la potenza, l’efficienza, la sicurezza e la flessibilità fornite sono esponenziali e portano nuova speranza al bagaglio tecnologico applicato alla gestione del patrimonio. Infatti, invece di un mucchio di applicazioni autonome, tutte liberamente connesse tramite integrazioni API per trasferire i dati avanti e indietro, la tecnologia Cloud Native consente all’infrastruttura di unire perfettamente queste applicazioni e dati in un unico ambiente.
molte di queste interazioni avvengono a distanza di mesi e tra mille cautele. E se questo va bene per i clienti già acquisiti prima della pandemia, risulta difficile pensare di acquisire “a distanza sociale” nuova clientela. Per tale motivo Megan Carpenter, CEO di FiComm Partners, ha messo in atto una strategia denominata “video first”, che in questi tempi di distacco sociale risulta essere stata fondamentale per entrare in contatto con clienti effettivi ed anche potenziali.
Non è un caso che oggi assistiamo alla adozione universale di piattaforme di videoconferenza come Zoom, che ormai sta entrando nella vita quotidiana di tutte le famiglie, diventando la norma. Durante la prima ondata di pandemia, peraltro, si è calcolato che circa la metà degli investitori non aveva alcun contatto con il proprio consulente, sentito come “assente” in un momento delicatissimo. Pertanto, quei consulenti che utilizzeranno il video con regolarità, saranno molto più avanti nel trovare, convertire e coltivare le relazioni con i clienti.
formazione” in base al quale i consulenti, per prosperare, dovranno riposizionarsi come specialisti in varie nicchie, come quelle basate sui dati demografici dei clienti, le specialità di investimento, le questioni relative all’imprenditore, la pianificazione fiscale e altro, oltre a fare coaching di finanza comportamentale.
4) SERVIZI IN ABBONAMENTO – La consulenza patrimoniale sta evolvendosi nel mondo, con gli USA a fare da apripista nei servizi in abbonamento anche in questo settore, dove il modello di business basato sulla commissione AUM (Asset Under Management) sta rapidamente disaggregandosi in nuovi modelli, soprattutto per i clienti medio-piccoli. Di conseguenza, i principali consulenti americani stanno già compiendo questa mossa, e le prime esperienze della crescita e del successo di piattaforme come AdvicePay di Alan Moore forniscono una prova convincente che questa tendenza ha una certa forza.
la nostra vita e il nostro modo di lavorare.
Il libro è l’occasione per gettare uno sguardo su come sta cambiando il mondo, tra riscaldamento globale, sovrappopolamento, scarsità di risorse, crescente ruolo dell’Est Asiatico nell’economia mondiale, applicazione massiva delle tecnologie digitali, ingresso della robotica e dell’intelligenza artificiale nella società e nel lavoro; tutte tendenze che rappresentano nuove sfide per l’individuo, la società e il pianeta.

Al di fuori della Cina, il rischio maggiore per le dinamiche di mercato nel breve termine ederiva dall’incerto esito della tornata elettorale negli USA, perché alcuni settori potrebbero reagire in modo diverso a seconda di chi vince. Le grandi aziende tecnologiche, quelle della difesa e le società finanziarie potrebbero registrare performance migliori sotto Trump, mentre le energie rinnovabili e le infrastrutture potrebbero rivelarsi vincenti con Biden. In entrambi i casi, il percorso tracciato sugli investimenti ESG appare ormai senza freni, grazie anche alla pressione degli investitori verso le pratiche ESG ed alla conseguente accelerazione dei flussi azionari verso quella direzione.
Relativamente ai c.d. Megatrend, che individuano i settori giusti per allocare risorse finanziarie per il lungo o lunghissimo periodo, la parola d’ordine sembra essere, per tutti, “Innovazione”. Ciò che sta accadendo nel mondo, infatti, determinerà una disruption negli stessi modelli macro-economici – in quelli micro-economici è già cominciata di brutto – che regolano l’Economia mondiale, richiedendo un livello di innovazione di prodotto che la Cina sembra cavalcare prepotentemente già da qualche anno e sul quale, in considerazione della rapida ripresa in atto, sembra correre quasi da sola.







