Aprile 22, 2026
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Mutui casa, andamento 2020. Regge il mercato del credito alle famiglie

Crescono del 12% nel quarto trimestre 2020 i mutui erogati alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55% nel corso dell’anno).

Di Renato Landoni*

Le famiglie italiane hanno ricevuto mutui per l’acquisto dell’abitazione per 15.485 milioni di euro nel quarto trimestre 2020, rispetto allo stesso trimestre del 2019 si registra una crescita delle erogazioni pari a 7,5% per un controvalore di 1.076 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2020, pubblicato da Banca d’Italia a fine Marzo e analizzati da Kìron.

Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui nel IV trimestre in Italia scopriamo che crescono di circa +12% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Si ridimensiona invece il fenomeno delle operazioni di surroga e sostituzione che registrano un calo del -12% dopo la grande crescita dei trimestri precedenti. Alla luce di questi nuovi dati possiamo affermare che il mercato della surroga ha sostenuto nel corso dell’anno il mercato dei mutui alla famiglia nonostante il calo dell’ultimo trimestre. Nell’ultimo trimestre la surroga ha pesato il 15,3% sul totale delle erogazioni.

Il totale delle erogazioni alle famiglie dell’intero anno 2020 è di circa 50,5 miliardi di euro. Anche il saldo da inizio anno porta un valore positivo +5,2% con una incremento dei volumi erogati di +2,5 miliardi di euro rispetto al 2019.

Questi dati ci restituiscono la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga dei tassi ai minimi, che giustificano la crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55%), dall’altra la sostanziale tenuta delle operazioni di acquisto (-1,7%) rispetto al calo, più consistente, del numero di compravendite immobiliari (-7,7%).  

Alla luce dei numeri di chiusura dell’anno 2020, possiamo affermare che sebbene l’anno sia stato caratterizzato dalla pandemia che ha impattato negativamente sull’economia globale, il mercato del credito alla famiglia ha retto molto bene.

Per fare previsioni più precise, si dovrà attendere il Recovery Fund europeo i cui piani finanziari per il nostro Paese restano da attuare e che dovrebbero impattare positivamente sull’economia nazionale già dalla seconda metà del 2021; molto dipenderà dalle politiche economiche che il nostro Paese adotterà. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui ancora ai minimi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare per chi vuole comprare sia a scopi abitativi sia a titolo di investimento.

* Presidente Kìron Partner S.p.A.

 

Lockdown e smartworking incidono sulle scelte di chi cerca casa anche nel 2021. La periferia sugli scudi

Aumenta il numero di coloro che hanno le idee chiare su cosa (e dove) acquistare nelle zone semi-periferiche. A questi, però, si oppongono le richieste dei venditori che, specialmente nelle prime fasi della negoziazione, pretendono prezzi di vendita troppo elevati, aumentando la distanza tra il prezzo richiesto e il prezzo offerto e la difficoltà nella conclusione della transazione.

La pandemia, com’è noto, ha inciso profondamente sulle scelte abitative di chi si è affacciato sul mercato immobiliare durante il 2020, determinando lo spostamento delle decisioni di acquisto verso le soluzioni dotate di spazi esterni o di metrature più ampie, come testimoniano le ricerche effettuate dall’ufficio studi di Tecnocasa.

Entrando più nel concreto, anche il ricorso diffuso allo smart working da parte di aziende e amministrazioni pubbliche si è rivelato un elemento fondamentale nelle scelte di quanti hanno deciso di vendere appartamenti di metratura medio-piccola nelle zone centrali e semicentrali per valutare l’acquisto in località più periferiche di alcune  grandi città, dove era possibile trovare case più ampie, magari con terrazzo e/o giardino, allo stesso prezzo – o giù di lì – dell’abitazione venduta.

E così, nel corso del 2020, le aree centrali di alcune grandi città – Milano, Napoli, Bari e Verona – hanno messo a segno una performance migliore rispetto alle aree centrali e semicentrali, avendo attirato acquirenti grazie ai prezzi più competitivi e accessibili. In particolare, nelle zone centrali di Milano e Napoli, il trend molto positivo degli anni scorsi era dovuto soprattutto alla presenza di investitori che acquistavano per realizzare abitazioni con finalità ricettiva (B&B, stanze in affitto, affitti temporanei per studenti universitari).

L’analisi dei dati elaborata sulla durata di dieci anni evidenzia che, fino al primo semestre del 2020, nelle zone centrali gli immobili avevano perso il 13,8% del loro valore, in quelle semicentrali il 29,8% e in quelle periferiche il 34,2%. Nel centro di Firenze, per esempio, nell’arco temporale considerato gli immobili avevano visto un aumento del 17,9%, seguito dal centro di Milano con un aumento del 12,9% e da quello di Verona con un aumento dell’1,9%. Gli immobili delle zone periferiche, invece, erano stati maggiormente penalizzati a Genova (-56,5%) e a Bari (-45,8%).

Milano, piazza immobiliare più vivace d’Italia, si conferma un benchmark della tendenza in atto, con le dovute differenze di quotazioni, in tutto il territorio nazionale. Infatti, a crescere di più nel secondo semestre del 2020 sono state soprattutto le periferie milanesi, come dimostrato dalla performance mirabile di Cermenate-Missaglia (26,9%) e Certosa (11,6%), seguite da Famagosta-Barona (8,5%), Vigentino-Ripamonti (4,7%), Forlanini (3,4%) e Porta Vittoria (3%). Incrementi un po’ sotto la media per Lorenteggio-Bande Nere (2,2%), Comasina-Bicocca (1,2%), Greco-Turro (0,7%), Corvetto-Rogoredo (0,4%) e Navigli-Bocconi (0,1%). In negativo, invece, le altre zone di Milano, come il Centro Storico, che insieme a Città Studi-Lambrate perde l’1,3%. Calano i prezzi anche nelle zone di Fiera-De Angeli (-2%), Garibaldi-Porta Venezia (-3,1%) e San Siro-Trenno-Figino (-4,1%).

Complessivamente, la tendenza relativa all’acquisto è sulle nuove costruzioni, ma c’è stata una rivalutazione dell’immobile da ristrutturare grazie agli incentivi fiscali del Superbonus 110%. In quasi tutte le regioni d’Italia, comunque, le zone dove si registra il maggior numero di transazioni sono quelle semi-periferiche e periferiche, dove l’offerta delle abitazioni è diversificata in palazzine con appartamenti, ville singole e ville bifamiliari.

Casa in vendita

Un cambiamento abbastanza generalizzato si evidenzia nell’aumento di coloro che hanno le idee chiare su cosa (e dove) acquistare, e che hanno urgenza di entrare in possesso dell’abitazione. Purtroppo, a costoro si oppone una offerta che, specialmente nelle prime fasi della negoziazione, pretende prezzi di vendita troppo elevati, per cui la distanza tra il prezzo richiesto e il prezzo offerto  aumenta ancora oggi una certa difficoltà nella conclusione delle transazioni, che si allungano inutilmente.

Anche nel corso del 2021, il prolungarsi dei periodi di lockdown ed il ricorso sempre più massiccio allo smart working peseranno tantissimo sulle scelte abitative degli italiani, sempre più allettati dai tassi dei mutui troppo favorevoli per non considerare un indebitamento anche nella fascia d’età oltre i 50 anni, soprattutto per i mutui con finalità di ristrutturazione, generalmente più piccoli e richiedenti un periodo di ammortamento più breve.

Tassi di interesse, si assottiglia la distanza tra rata fissa e variabile. Analisi delle consistenze

Cosa dobbiamo aspettarci per la chiusura del 2020 e per il 2021? Si delinea un panorama poco favorevole al proseguimento del trend di crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione.

Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta impattando in maniera importante sul PIL europeo, la BCE ha già annunciato che metterà in atto ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli, e se necessario continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario, in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi. Inoltre, grazie all’intesa raggiunta dai leader europei riguardo allo straordinario pacchetto di misure economiche per contrastare gli effetti della pandemia, lo scenario che dovremo attenderci per il 2021 sul fronte tassi sembra piuttosto favorevole.

In questo momento, le proposte di mutuo delle banche sono molto interessanti, soprattutto per quanto riguarda i tassi fissi.

EURIBOR (indicizzazione mutui a tasso variabile) – Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (Dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014. Ha virato sottozero col mese di Maggio 2015, e dopo una progressiva discesa ha raggiunto il suo minimo storico a -0.55% nel mese di Gennaio 2021. Oggi quota -0.537%.

EURISRS (indicizzazione mutui a tasso fisso) – Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a Dicembre 2020 segnando 0,02%. L’ultima rilevazione del mese di Marzo 2021 (giorno 5) fa registrare 0,44%, in netta risalita sui timori di inflazione ma sempre ad un livello che permette di trovare sul mercato mutui a tasso fisso ancora molto vantaggiosi.

In base alle dinamiche dei tassi fino al 5  Marzo 2021, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti all’1% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso si sosterrebbe una rata di 438 euro, circa 50 euro in più al mese rispetto a quanto risulterebbe se si optasse per un mutuo a tasso variabile (rata pari a 388 euro).

Qualora si decidesse per la situazione di maggior risparmio, ossia per il mutuo a tasso variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita.

È chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus stanno condizionando il mercato del credito alla famiglia. La buona notizia, però, è che i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa o per gli uffici a condizioni veramente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento.

CONSISTENZA DEI MUTUI IN ITALIATecnocasa e Kiron hanno analizzato i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione. Tracciandone il trend storico, è emerso che nel terzo trimestre 2020 è stato registrato lo stock di mutui in essere più alto di sempre raggiungendo quota 335.299 milioni di euro.

E’ dal terzo trimestre del 2015 che lo stock dei mutui circolanti cresce con costanza. Ed anche in questo terzo trimestre 2020 si registra un nuovo massimo storico, superando quindi anche il precedente.

Il ritmo con il quale crescono le consistenze è tuttavia in contrazione, segno che lo scenario che ci aveva contraddistinto negli ultimi anni ha subito una variazione anche in virtù dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando: +1,6% su base annua (+0,58% su base trimestrale). Alla luce dei favorevoli tassi di mercato coi quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, la composizione dello stock è in buona parte composta da finanziamenti a tasso fisso, il che presuppone un minor rischio sia in capo alle famiglie sia in capo agli istituti eroganti.

Cosa dobbiamo aspettarci per la chiusura del 2020 e per il 2021? Si delinea un panorama poco favorevole al proseguimento del trend di crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione. Gli ultimi dati riguardanti le erogazioni restano tuttavia meno negativi di quel che ci si potesse aspettare, pertanto permangono buone probabilità che anche nel quarto trimestre assisteremo ad un’ulteriore crescita dello stock circolante, tendenza che potrà poi proseguire fino all’inizio del 2021.

Mercato dei mutui positivo nel 2020. Nel 2021 nessun cambiamento particolare in vista

Le politiche di credito degli istituti saranno prudenziali, ma non si registrerà nel 2021 un irrigidimento dei parametri, ed il mutuo rimarrà al centro delle politiche di sviluppo degli istituti di credito a vantaggio delle famiglie.

Il mercato dei mutui non sembra aver subito scossoni particolari nell’arco del 2020, e le stime parlano di una chiusura pari a circa 52 miliardi di erogato, con una crescita rispetto al 2019 (che si era chiuso a quasi 49 miliardi di euro). Questo dato è estremamente positivo, se consideriamo la difficile situazione economica generata dalla pandemia.

Gli istituti, pertanto, hanno comunque continuato ad erogare, sebbene con tempi più lunghi rispetto alla media, a causa della riorganizzazione delle strutture nel rispetto delle norme anti covid-19. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui molto bassi, permangono interessanti opportunità, soprattutto per chi vuole comprare una casa a scopo abitativo. Chi compra per investimento, infatti, raramente si indebita a lungo termine e utilizza la propria liquidità, ricorrendo molto meno all’indebitamento.

La maggior parte degli operatori, in virtù del calo generalizzato nel numero di compravendite immobiliari nei primi 9 mesi dell’anno, aveva ipotizzato una diminuzione dei volumi erogati, ma il terzo trimestre del 2020 ha invece fatto registrare una crescita del 10,8%, portando i volumi dei primi nove mesi del 2020 a 37 mld di euro.

La vera crescita – com’è noto – riguarda le operazioni di surroga e sostituzione, che hanno segnato un incremento pari a +120%, anche grazie ai tassi di interesse in calo da diverso tempo a causa della particolare situazione economica degli ultimi anni. Nel 2021 non si prevedono particolari cambiamenti, e i tassi rimarranno contenuti anche per quanto riguarda il tasso fisso. Ciò dovrebbe determinare un inasprimento della competitività tra gli istituti relativamente all’offerta.

Secondo Renato Landoni  (Kiron, gruppo Tecnocasa) “in questo periodo di pandemia il supporto della Banca Centrale è stato ancora più massiccio. Oltre al sostegno economico che arriverà presto per via dei Recovery Fund, l’impegno della BCE è quello di non aumentare i tassi di interesse per i prossimi mesi. Questa ventata di fiducia sta contribuendo a rasserenare i mercati, e di conseguenza gli indici di riferimento si confermano ai minimi storici. L’economia del nostro Paese dovrebbe avere un beneficio anche dalla distribuzione generalizzata del vaccino anti covid-19, in particolare nella seconda parte dell’anno, sebbene per tutto il 2021 la situazione generale rimarrà incerta”.

“Il mercato del credito – conclude Landoni – continuerà ad essere un settore interessante e in moderata crescita rispetto al 2020, sempre grazie ai tassi contenuti e alla qualità dell’offerta. Le politiche di credito degli istituti saranno prudenziali, ma non si registrerà nel 2021 un irrigidimento dei parametri, ed il mutuo rimarrà al centro delle politiche di sviluppo degli istituti di credito a vantaggio delle famiglie”.

Mutui casa 2020, mercato sorretto dalle surroghe. Opportunità interessanti da tassi e prezzi convenienti

Visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento dei tempi di compravendita ed i tassi dei mutui ancora ai minimi storici, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare.

Di Renato Landoni*

Le famiglie italiane hanno ricevuto mutui per l’acquisto dell’abitazione per 11.761 milioni di euro nel terzo trimestre 2020. Rispetto allo stesso trimestre del 2019 si registra una crescita delle erogazioni pari a +10,8%, per un controvalore di 1.145,5 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – III trimestre 2020 pubblicato da Banca d’Italia a fine Dicembre e analizzato dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa.

Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui in Italia, scopriamo che crescono dello 0,9% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Crescita importante per le operazioni di surroga e sostituzione con un aumento del 120%.

Alla luce di questi nuovi elementi, è possibile affermare che nel corso dell’anno il mercato della surroga ha sostenuto il comparto dei mutui alla famiglia.

Anche il saldo da inizio 2020 porta un valore positivo (+10%), con una variazione positiva di 3,4 mld rispetto al 2019. Questi dati ci restituiscono la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga dei tassi ai minimi, che giustificano la crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione, dall’altra la sostanziale tenuta delle operazioni di acquisto che calano in maniera più contenuta rispetto alle compravendite immobiliari (-13,9%).

Pertanto, il mercato dei mutui alla famiglia, nonostante le difficoltà di questo periodo, resta ben strutturato. Nel corso degli scorsi anni, per mezzo del «Quantitative Easing», la Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi. Ad oggi, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, l’abbassamento dei tempi di compravendita ed i tassi dei mutui ancora ai minimi storici, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare sia per chi vuole comprare a scopi abitativi sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento.

* Renato Landoni, Presidente Kìron Partner S.p.A.

Mutui, in Italia le surroghe sostengono il mercato. Nel primo semestre erogazioni in crescita

Coloro che si aspettavano una contrazione dei volumi erogati devono ricredersi. Nel primo semestre 2020 mutui in crescita, boom delle surroghe a +243% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Di Renato Landoni, Presidente Kìron Partner, Gruppo Tecnocasa

In virtù del calo del numero di compravendite immobiliari, causato dallo scoppio della prima ondata di Covid-19, la maggior parte degli operatori avevano ipotizzato anche una diminuzione dei volumi di mutuo erogati. Così non è stato e, come avvenuto nel primo trimestre dell’anno, anche il secondo ha portato in dote al mercato un’ulteriore crescita, portando così i volumi delle erogazioni semestrali a 25,2 mld di euro, con una crescita rispetto al 2019 di +9,8%. Nel secondo trimestre, le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12,9 miliardi di euro, registrando una crescita delle erogazioni pari a +9,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, per un controvalore di oltre 1.140 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – II trimestre 2020, pubblicato da Banca d’Italia alla fine del mese di Settembre 2020.

Si registra un vero e proprio boom per le operazioni di surroga e sostituzione: +243% rispetto al pari periodo del 2019.

Alla luce dei tassi bancari sempre più bassi, in particolare in riferimento ai prodotti a tasso fisso, in molti si sono riaffacciati sul mercato del credito per negoziare con gli istituti condizioni più favorevoli, e generando di fatto un secondo e importante flusso di operazioni di surroga o sostituzione di mutui già circolanti. Questa tipologia di operazioni nel primo semestre dell’anno ha generato quasi  4,9 mld di volumi erogati dalle banche, con una crescita del +218% rispetto al primo semestre del 2019.

Per quanto riguarda l’andamento della domanda di mutui, secondo i dati interni di Kìron Partner, il trend dei contratti di mediazione è positivo, con circa 3.000 contratti registrati a settembre 2020, ovvero in linea con i dati pre-Covid.

Tassi di interesse: tipologie e andamento. Le dinamiche degli indici di riferimento evidenziano tassi che hanno raggiunto valori storicamente minimi e un costo del prodotto (spread) medio più contenuto rispetto agli anni passati. L’Euribor (indicizzazione mutui a tasso variabile) è ulteriormente sceso e pari a -0,49% (settembre 2020), mentre l’Eurirs (indicizzazione mutui a tasso fisso) diminuito ed è pari a 0,06% (settembre 2020). Rispetto al 2019, c’è un forte incremento dei prodotti a tasso fisso: siamo passati da 61% a un 83,4% nel primo semestre del 2020, complice i tassi bassi e la situazione generale economica che spinge le famiglie a scegliere prodotti meno rischiosi. Il tasso variabile passa da un 21% dello scoro anno al 10,4% della prima parte del 2020. Rimangono sostanzialmente stabili quelli a tasso misto e prodotti con il CAP. 

Mutuo: durata, importo e scopo. A livello nazionale la durata media del mutuo è di 24,7 anni, in leggera diminuzione rispetto a un anno fa. Segmentando per fasce di durata, emerge che il 71,9% dei mutui ha una durata compresa tra 21 e 30 anni e il 27,9% si colloca nella fascia 10-20 anni, mentre i prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,1% del totale a causa dei costi elevati della rata mensile.

Nel primo semestre 2020 l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale si attesta a 113.902 Euro, in lieve aumento rispetto al 2019. L’acquisto della prima casa è la motivazione principale per la quale si sottoscrive un mutuo e rappresenta l’87,6% del totale delle richieste, mentre chi opta per la sostituzione o la surroga incide per il 7,7%, il dato è in crescita. Coloro che scelgono un finanziamento per l’acquisto della seconda casa costituiscono il 2,3%.

Mutuatario: età e provenienza. L’età media di chi ha sottoscritto un mutuo nella prima parte del 2020 è di circa 40 anni (39,9), con una concentrazione nella fascia 18-44 anni che rappresenta il 58,8%. Nel nostro Paese vengono finanziati principalmente cittadini italiani, infatti il 77,7% dei mutui è stato erogato a persone di origine italiana, ma stanno aumentando le percentuali degli stranieri: attualmente quasi il 12,8% è rappresentato da cittadini europei e l’8,9% da extra-europei.

Andamento consistenze. L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione: nel secondo trimestre 2020 si è registrato lo stock di mutui in essere più alto di sempre con 336.199 milioni di euro. E’ dal terzo trimestre del 2015 che lo stock dei mutui circolanti cresce con costanza. Il passo con il quale aumentano le consistenze è comunque in contrazione, segno che lo scenario che ci aveva contraddistinto negli ultimi anni ha subito una variazione, anche in virtù dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando: +2,5% su base annua (+0,50% su base trimestrale).

Previsioni. Nonostante l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, il mercato dei mutui alla famiglia in Italia si è ben comportato fino ad oggi. Infatti, il 2019 si era chiuso con poco meno di 49 mld di euro, e il 2020 resta comunque in linea con questi valori. La Bce ha contribuito a tenere bassi i tassi di interesse agevolando di fatto l’accesso al credito delle famiglie a tassi molto competitivi, e si è posta a sostegno delle economie e della finanza dell’area Euro in difficoltà.

Il trend generale nel 2021 dipenderà molto dall’andamento della domanda, sia nella sua componente di acquisto, che nelle operazioni di surroga e sostituzione. Molto dipenderà anche dall’impatto sull’economia reale generato dalla ripresa della pandemia che ha determinato la parziale chiusura di alcune attività commerciali del Paese.

Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti ed i tassi dei mutui decisamente bassi, permangono interessanti opportunità per il mercato immobiliare, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi vuole acquistare a titolo di investimento.

Tassi d’interesse, indici ai minimi storici e rate di mutuo mai così convenienti

In questo momento le proposte di mutuo delle banche sono interessanti come non mai, soprattutto per quel che riguarda i tassi fissi. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento.

Di Renato Landoni*

Nell’attuale congiuntura socio-economica, tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta impattando in maniera importante sul PIL europeo, la Bce porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli. Ha già annunciato che, se necessario, continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi. Alla luce poi della raggiunta intesa da parte dei leader europei riguardo allo straordinario pacchetto di misure economiche per contrastare gli effetti della pandemia, è questo lo scenario che dovremo attenderci almeno fino alla fine del 2020.

In questo momento le proposte di mutuo delle banche sono interessanti come non mai, soprattutto per quel che riguarda i tassi fissi. Esaminiamo singolarmente gli indici di riferimento.

EURIBOR (indicizzazione mutui a tasso variabile) – Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (Dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014.  Ha virato sottozero col mese di Maggio 2015 e dopo, a metà marzo 2020, ha registrato il suo minimo storico sfiorando -0,50%. L’ultima rilevazione, riferita a Settembre 2020, ha segnato un tasso del -0,49%.

EURIRS (indicizzazione mutui a tasso fisso) – Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a Luglio 2020 segnando 0,04%. L’ultima rilevazione del mese di Settembre 2020 ha fatto registrare 0,06%, livello che permette oggi di trovare sul mercato mutui a tasso fisso che raramente abbiamo visto in precedenza.

­­UN ESEMPIO PRATICO – Si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti all’ 1% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso, sosterremmo una rata di 418 euro, circa 26 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile (in quanto la sua rata ammonta a 392 euro). Ciò, naturalmente, qualora i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo a tasso variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.

Alcuni esempi utili a capire la differenza tra tasso fisso e tasso variabile:

CONCLUSIONI – È chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus andranno ad influenzare il mercato del credito alla famiglia. Di contro, la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa a condizioni costantemente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento.

* Presidente Kìron Partner SpA

Con la seconda ondata, ancora in crescita gli acquisti di attici e di case con terrazzo o giardino

La tendenza si era verificata già in occasione della prima ondata, e con l’arrivo della seconda ci si attende un ulteriore consolidamento del numero di compravendite all’interno delle tipologie oggetto dell’analisi effettuata sulla scorta dei dati di Tecnocasa. Ecco il dettaglio città per città.

In occasione della prima ondata di Coronavirus, chi aveva una seconda casa al mare o in campagna vi si è trasferito già nel mese di Maggio – qualcuno anche ad Aprile – per “tenere lontano” il rischio di contrarre il virus. Coloro i quali, invece, sono rimasti rinchiusi nell’unica abitazione disponibile in città o nei grossi centri, hanno maturato il desiderio di avere una casa con uno spazio esterno, sia esso un terrazzo o un balcone, meglio ancora un giardino (opzione più probabile se si acquista una soluzione indipendente o semi-indipendente). Chi si trova nella condizione di avere maggiori disponibilità economiche, poi, si è diretto verso l’acquisto di un attico di ampia metratura.

Questa tendenza si è andata consolidando nei mesi da Giugno a Settembre, e chi ha la disponibilità economica per acquistare una seconda casa, o chi deve acquistare la prima, ha già contribuito ad un aumento delle compravendite in questo settore del mercato immobiliare. Per coloro, invece, che volessero valutare sia l’opportunità di rimanere in città ed acquistare un’abitazione con terrazzo, sia quella di vendere la propria abitazione in centro ed acquistare una villa in periferia, corre in aiuto l’analisi recentemente elaborata da Tecnocasa, che ha preso in considerazione alcune grandi città italiane e considerato tre alternative di acquisto: il classico trivani, di tipologia medio usato, finanziato all’80% con mutuo a 25 anni (tasso ipotizzato 1.35%), lo stesso trilocale (stessi parametri) dotato di un terrazzo e l’ipotesi di venditaacquisto tra la casa in centro e la villa in periferia senza alcun esborso di denaro.

Nonostante queste tipologie di abitazioni (i trivani con terrazzo) non siano facili da trovare in una zona centrale della città – e questo potrebbe far lievitare leggermente le quotazioni rispetto a quelle indicate – ai tassi di mutuo attuali l’analisi, effettuata su alcune grandi città (da Nord a Sud, da Torino a Palermo) e a seconda della zona (centrale, semicentrale, periferica), risulta interessante.

MILANO – Se si considera la zona centrale di Crocetta, un trilocale di 95 mq costerebbe 522.500 €, e sarebbe acquistabile con una rata mensile di 1642 €. Se si volesse acquistare lo stesso immobile dotato di uno spazio esterno di 15 mq, l’importo salirebbe a 550 mila € con un esborso mensile di 1729 €. Una differenza non troppo elevata tra le due rate perché sarebbe solo di 87 €.

Se si possiede già il trivani, e lo si vendesse per acquistare quello con lo spazio esterno, occorrerebbero 27.500 €, una somma non elevata che si potrebbe finanziare oppure avere già a disposizione. Se ci spostiamo in una zona semicentrale, un trilocale con terrazzo potrebbe costare 427.500 € e, in questo caso, la rata mensile sarebbe di 1344 €.  Se poi si facesse l’acquisto migliorativo per avere il terrazzo, la rata salirebbe a 1415 €, mentre vendendo ed acquistando la differenza necessaria sarebbe di 22.500 €. Ipotizzando di vendere in centro per acquistare una casa indipendente in una zona periferica si potrebbe considerare Maciachini, dove con il ricavato della vendita si potrebbe acquistare una villa singola di 174 mq.

ROMA – In un quartiere centrale come quello del Ghetto Ebraico, l’acquisto di un trilocale con terrazzo comporterebbe un esborso di 740.000 €, con una rata mensile (ricordiamo: percentuale di copertura del mutuo pari all’80% del valore di perizia) di 2.326 €. Rispetto all’acquisto di un trilocale privo di terrazzo, la rata sarebbe di 116 € in più.

In una zona semicentrale per acquistare un trilocale con spazio esterno occorrerebbe una rata di 1.195 €, mentre vendendo un trilocale in centro si potrebbe valutare di prendere una soluzione indipendente di 185 mq nel quartiere più periferico della Bufalotta. 

NAPOLI – A Napoli l’acquisto di un trilocale con terrazzo in zona centrale (media quartieri di pregio e/o centrali della città partenopea) potrebbe essere possibile con un esborso di 943 € al mese se si facesse ricorso al mutuo, in aggiunta al 20% del prezzo da apportare in autonomia (il mutuo copre l’80% del valore).

Per la stessa tipologia di abitazione, ma in una zona semicentrale, occorrerebbero 189 € al mese in meno. Se poi si optasse per una vendita del proprio trilocale in centro, e di trasferirsi in periferia o nelle campagne limitrofe (e meglio collegate alla città), si potrebbe acquistare una villa singola di 204 mq in località Pianura.

TORINO – In una delle più accessibili tra le metropoli, una rata mensile di 896 €  consentirebbe l’acquisto di un trilocale in una zona centrale, con 47 € in più sulla rata mensile si potrebbe acquistare un appartamento con un piccolo spazio esterno.

Se poi si decidesse di vendere il trivani per acquistare in periferia una soluzione indipendente con giardino, si potrebbe valutare la zona Sassi dove, con lo stesso importo, si possono acquistare 170 mq. In una zona semicentrale ma di notevole interesse come Cit Turin, un trivani con un piccolo spazio esterno si potrebbe acquistare a 230 mila €, con una rata di mutuo mensile pari a circa 723 €.

PALERMO – Nel capoluogo siculo, un appartamento di 95 mq dotato di terrazzo si acquista con poco meno di 200 mila € e con una rata mensile di 566 €. Lo stesso appartamento in una zona semicentrale costerebbe 409 € al mese.

Se si fosse già proprietari di un trilocale, nelle stesse zone occorrerebbe aggiungere quasi 10 mila €  in centro e 6500 €  in semicentro per godere di un’area esterna. Infine, vendendo l’appartamento privo di terrazzo in centro, e ipotizzando di acquistare una villa indipendente a Monreale, si potrebbe portare via un immobile di 180 mq.  

Anche il mercato degli attici ha beneficiato, sia pure in misura minore, di questa tendenza al cambiamento della tipologia di abitazione a seguito della pandemia. Infatti, secondo i dati di Tecnocasa, nel primo semestre del 2020 lo 0,7% del totale di compravendite è costituito da attici, generalmente di taglio compreso tra 101 e 150 mq (che compongono il 36,8% delle transazioni). In buon numero (29,1%) anche quelli con ampiezza compresa tra 51 e 100 mq e in forte aumento gli attici ampi: le tipologie tra 151 e 200 mq passano dal 12,7% di un anno fa all’attuale 19,7%, ed anche le fasce superiori evidenziano percentuali in crescita.

Gli attici si acquistano soprattutto come abitazione principale (86,2%). Bassa la percentuale di compravendite per investimento che si attesta al 9,2%, percentuale comunque in crescita rispetto al primo semestre del 2019 quando si fermava al 7,9%. Da segnalare anche un 4,6% di acquisti di attici da utilizzare come casa vacanza.

L’età degli acquirenti di attici si distribuisce in modo abbastanza uniforme tra le diverse fasce di età, con una lieve prevalenza di acquisti da parte di persone dall’età compresa tra 45 e 54 anni (27,1%), mentre è più bassa la percentuale di acquirenti over 65. Rispetto ad un anno fa, da segnalare un aumento della percentuale di acquirenti con un’età compresa tra 55 e 64 anni che passano dal 12,6% all’attuale 20,3%.

A comprare attici sono soprattutto coppie e coppie con figli, che in totale compongono il 72,3% degli acquirenti (mentre sono single il 27,7% degli acquirenti), e la compravendita avviene con mutuo nel 51,7% dei casi (48,3% degli acquisti senza ricorso al credito).

Cambiare casa. Quanto costa passare da un trilocale ad un quadrilocale nelle grandi città

L’analisi di Tecnocasa mette in luce le differenze di prezzo e di rata mensile di un mutuo a 25 anni derivanti dall’acquisto di un quadrilocale, nelle grandi città, rispetto al trilocale, a seconda della zona.

L’esperienza di dover restare chiusi in casa per diversi mesi ha determinato in moltissimi italiani il desiderio di avere un’abitazione con uno spazio esterno, sia esso un terrazzo o un balcone, meglio ancora un giardino (opzione più probabile se si acquista una soluzione indipendente o semi-indipendente). Altro desiderio emerso dagli studi effettuati subito dopo la fine del lockdown è stato quello di avere una casa più grande, con una stanza in più. Relativamente a questo secondo aspetto, Tecnocasa ha recentemente condotto uno studio grazie al quale, prendendo in esame il mercato di alcune grandi città italiane, e considerando l’acquisto di un trilocale (tipologia medio usato), da finanziare all’80% con mutuo a 25 anni al tasso fisso dell’1.35%, ha calcolato quanto costa la stessa tipologia dotata di una stanza in più.

MILANO – Se si considera la zona centrale di Crocetta, un trilocale di 95 mq costerebbe 522.500 € e sarebbe acquistabile con una rata mensile di 1642 €. Se si decidesse di optare per la stanza aggiuntiva la rata mensile sarebbe più costosa di 258 €. Nel caso si vendesse il trilocale per acquistare il quadrilocale si dovrebbe mettere in conto una somma aggiuntiva di 82.500 €. In una zona semicentrale della città l’esborso aggiuntivo sarebbe di 67.500 € se si vendesse un trilocale già di proprietà, mentre la rata salirebbe da 1344 a 1556 €. In una zona periferica della città un trilocale costerebbe 332.500 € con una rata mensile di 1.045 €, ma con 165 € in più al mese si avrebbe la possibilità di acquistare un immobile più ampio. 

ROMA – Nella Capitale, in un quartiere centrale come quello del Ghetto Ebraico, il passaggio da un trilocale ad un quadrilocale (con vendita del primo) comporterebbe l’esborso di 111 mila € aggiuntive. La rata del mutuo, invece, passerebbe da 2.210 a 2.559 € al mese.  Chi stesse valutando l’acquisto di un trilocale in una zona semicentrale della città, con un esborso di 179 € in più al mese potrebbe avere 15 mq aggiuntivi. In periferia, come ad esempio nel quartiere di Fonte Laurentina, la rata mensile di un mutuo per l’acquisto di un trilocale si potrebbe aggirare intorno a 896 €, e intorno a 1037 € per un quadrilocale.         

NAPOLI – L’acquisto di un trilocale in una zona centrale del capoluogo campano comporta un esborso di 285 mila € con una rata media mensile di 896 €, la stanza in più prevederebbe un’uscita mensile di 1037 € visto che un quadrilocale costerebbe intorno a 330 mila €.  In periferia, quest’ultima tipologia, si potrebbe acquistare con una rata di 605 € al mese mente in area semicentrale l’uscita mensile sarebbe di 830 € al mese.

TORINO – Nella zona centrale del capoluogo sabaudo il passaggio da un trilocale ad un quadrilocale comporterebbe un investimento aggiuntivo di 45.000 € se si vendesse il primo per acquistare il secondo. Altrimenti, di fronte alla scelta tra i due tipi di investimento, si devono mettere in conto una rata di 896 € al mese per un trilocale e di 1037 € per un quadrilocale(quindi 141 € al mese in più per avere una stanza aggiuntiva). Il gap si assottiglia se ci spostiamo nelle zone semicentrali e periferiche: nelle prime per acquistare un quadrilocale occorre pagare 108 € al mese in più rispetto alla rata che occorrerebbe per un trilocale; nelle seconde il gap tra le due rate si riduce a 57 €.

BOLOGNA – Nel capoluogo emiliano, acquistare un trilocale in una zona centrale costa mediamente intorno a 304 mila €, il che significa una rata media di 956 € al mese, che sale a 1106 € per avere una stanza in più (il prezzo sale a 352 mila €). Quest’ultima tipologia in una zona semicentrale, prevederebbe un esborso di 864 € al mese, che scende a 657 € al mese nelle aree periferiche

PALERMO – Nel capoluogo siciliano, un appartamento di 95 mq si acquista con poco più di 171 mila €, e con una rata mensile di 538 €. Con un esborso di 84 € al mese in più ci si aggiudica un quadrilocale. Un trilocale in una zona semicentrale prevederebbe una rata di 388 € al mese, che sale a 450 € al mese se occorresse aggiungere una stanza in più. Nelle zone periferiche i prezzi scendono notevolmente, ed un quadrilocale comporterebbe una rata mensile di 346 €.  

Mutui in Italia e in Sicilia nei primi due trimestri del 2020. Giù i volumi, ma la ripresa è già iniziata

Dai dati dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa relativi al primo semestre e da quelli di Crif riguardanti il secondo, è scaturita una analisi dettagliata sull’andamento dei finanziamenti finalizzati all’acquisto dell’abitazione concessi alle famiglie residenti sul territorio siciliano nel primo semestre 2020.

Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, in un’analisi che fa riferimento al report Banche e istituzioni finanziarie  aggiornato e pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Giugno 2020, c’è stata una forte contrazione del mercato dei mutui nel primo trimestre per via del lockdown, ma i dati di Crif relativi al secondo mostrano una crescita del 4,8% del numero di italiani che hanno attivo un contratto di mutuo nell’intero semestre.

Pertanto, c’è abbastanza fiducia sulla ripresa dei volumi, che si prevede essere già in corso. Inoltre, i dati Crif mostrano la rata media mensile in calo del 3,2%: se nei primi sei mesi del 2019 la rata media era pari a 362 euro, ora si attesta su 333 euro.

ITALIA – Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.345,5 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a +10,0%, per un controvalore di 1.122,9 milioni di euro. La fotografia indica ancora un aumento dell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza del quarto trimestre 2019 (quando la variazione è stata pari a +9,2%), mentre il terzo trimestre 2019 aveva fatto segnare una variazione del -10,1%.

Gli ultimi dodici mesi si sono chiusi con 50.017,2 milioni di euro erogati, con una variazione pari a -1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

SICILIA – Le famiglie siciliane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 511,5 milioni di euro, che collocano la regione al 9° posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 4,14%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a +4,5%, per un controvalore di +22,1 milioni di euro.

Se si osserva l’andamento delle erogazioni sui 12 mesi, e si analizzano quindi i volumi da Aprile 2019 a Marzo 2020, la regione Sicilia mostra una variazione negativa pari a -4,7%, per un controvalore di -101,4 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 2.048,7 mln di euro, volumi che rappresentano il 4,10% del totale nazionale.

PROVINCE DELLA SICILIA – Nel primo trimestre 2020 le province della Sicilia hanno evidenziato il seguente andamento. La provincia di Agrigento ha erogato volumi per 19,3 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a +2,5%. Nell’ultimo anno, invece, sono stati erogati 81,4 mln di euro, pari a -1,7%. La provincia di Caltanissetta sono stati erogati volumi per 17,2 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a +8,0%. Nei precedenti dodici mesi sono stati erogati 64,7 mln di euro (-7,8%). La provincia di Catania ha erogato volumi per 134,6 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +3,0%.

I dodici mesi appena trascorsi hanno evidenziato volumi per 548,5 mln di euro, corrispondenti a -8,2%. In provincia di Enna i volumi erogati sono stati 8,1 mln di euro, con una variazione pari a -8,4%. Quelli nei quattro trimestri considerati sono stati 32,5 mln di euro, (-14,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). In provincia di Messina sono stati erogati volumi per 60,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a +6,9%. Sommando i volumi dei precedenti quattro trimestri, i volumi sono stati 243,3 mln di euro e la variazione -3,7%.

La provincia di Palermo ha erogato volumi per 163,9 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a +9,9%. Questi dodici mesi hanno evidenziato volumi per 650,6 mln di euro e una variazione pari a -1,0%.

La provincia di Ragusa ha erogato volumi per 31,4 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +8,1%. L’anno appena trascorso ha segnalato un totale di 123,6 mln di euro, con una variazione di -1,7%. In provincia di Siracusa sono stati erogati volumi per 42,9 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a -9,6%. I quattro trimestri passati, invece, hanno visto un totale 170,2 mln di euro (-10,3%). La provincia di Trapani ha erogato volumi per 33,8 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a +1,9% nel trimestre. Andando indietro di un anno sono stati erogati 133,9 mln di euro (-2,3% rispetto all’anno scorso).

IMPORTO MEDIO PER SINGOLO MUTUO – Nel primo trimestre 2020 in Sicilia si è registrato un importo medio di mutuo pari a 100.800 euro, in diminuzione rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 104.400 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa l’11% in meno rispetto al mutuatario medio italiano.

In conclusione, sembra chiaro che gli impatti dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus e dal conseguente lockdown decretato dal Governo e dalle Regioni nei mesi scorsi sono andati ad impattare sul mercato del credito alla famiglia. Una stima per il primo trimestre 2020 fa ipotizzare una perdita di volumi erogati sui mutui di 3,5/4,5 miliardi di euro; di contro la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa a condizioni veramente vantaggiose. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento. Prima del blocco, infatti, la domanda di surroga era in forte aumento e tutto lascia presupporre il fatto che tale crescita non sia destinata ad esaurirsi ma che possa proseguire alla luce dell’interessante offerta bancaria.

Inoltre, le istituzioni europee hanno previsto ingenti piani di supporto alle economie dei Paesi dell’Eurozona, con importanti iniezioni di liquidità che dovrebbero supportare anche il mercato del credito.

Visti i prezzi degli immobili ancora convenienti, pertanto, sul mercato immobiliare permangono interessanti opportunità, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi vuole comprare a titolo di investimento.