Mettere piede nel Regno Unito con la propria impresa. Meglio adesso o nel dopo Brexit?
Ancora pochi mesi per costituire una società a Londra con le vecchie regole. Nessuno sa cosa succederà in caso di una “Hard Brexit”, ma la sensazione è che cambierà poco.
Il dibattito sulla BREXIT diventa ogni giorno sempre più serrato, con i suoi continui rinvii e ripensamenti, e così aumentano anche le fibrillazioni di quegli imprenditori che, legittimamente, vorrebbero mettere piede nel Regno Unito e costituire una Ltd entro breve tempo, per avere la certezza di essere già presenti, quando il distacco avverrà, nella culla europea dei mercati internazionali.
Non si tratta del semplice fascino della corona, ma di vantaggi concreti e tangibili che, in tutta probabilità, non potranno che aumentare per le aziende già presenti nel periodo successivo all’uscita (se mai avverrà veramente, troppi i problemi sul tavolo delle trattative) dall’U.E..
Nel Regno Unito la costituzione di una Ltd non ha la stessa complessità delle Srl italiane, e i costi sono decisamente inferiori. La costituzione avviene per via telematica ad un prezzo che si aggira sulle 13 sterline (circa 15 euro). A questo si dovranno aggiungere i costi della sede legale e degli altri servizi.
Essenzialmente, una LTD paga le tasse nel luogo in cui si trova l’oggetto sociale prevalente, ossia dove svolge la sua attività preminente (altrimenti il rischio di far evidenziare alle autorità fiscali del proprio Paese una “estero-vestizione” è altissimo, e le conseguenze molto gravi). Pertanto, è possibile anche aprire una sede legale in UK e poi aprire una filiale della Ltd nel paese della propria residenza, assoggettando la filiale alle sue forme di tassazione.
È comunque esclusa la doppia imposizione fiscale internazionale.
Inoltre, nel Regno Unito non esiste l’anno fiscale che ha termine al 31 Dicembre, ma ogni bilancio si chiude sempre ad un anno esatto dalla data di costituzione della Ltd (anno solare).
Anche se la Ltd non ha generato fatture, gli adempimenti verso le autorità vanno sempre fatti (Sede legale e Contabilità c.d. “Dormant”, cioè della società regolarmente registrata ma inattiva), ed in questo caso la Ltd non paga alcuna tassa.
La Corporation Tax nel Regno Unito è del 19% (18% dal 1 Aprile 2020), calcolata solo sull’utile. non esistono anticipi e altre tasse. Inoltre i costi sono quasi tutti deducibili, per cui i vantaggi sono evidenti.
Aprire una LTD è abbastanza semplice; è sufficiente fare richiesta al registro delle compagnie inglesi in completa autonomia: il processo si fa completamente online, dura 48 ore e costa pochissimo. Bisogna presentare una copia dello statuto sociale e dell’atto costitutivo, e si deve redigere l’albo degli amministratori e del personale adibito alla ricezione delle notifiche ufficiali.
Tali documenti, ovviamente, devono essere redatti in lingua inglese. L’atto costitutivo (c.d. Memorandum of Association) deve indicare il nome della società, il luogo in cui la società ha la propria sede e le attività che la società dovrà svolgere. La denominazione sociale deve contenere la locuzione “Limited”, o Ltd. Il nome deve essere originale e non contenere similitudini spiccate, tali da rendere difficile la distinzione, con quello di altre società.
Nell’atto costitutivo non è richiesta l’indicazione di un capitale minimo, e quindi non è necessario effettuare investimenti.
Lo statuto (c.d. Articles of Association) spiega come verrà gestita ed amministrata la società, e la sua redazione prevede delle forme o modelli standard.
Secondo l’agenzia delle entrate inglesi, è “attiva” una LTD che ha iniziato a lavorare e percepire delle entrate. In caso contrario è “dormiente” (Dormant).
Nel momento in cui una Ltd c.d. dormant comincia a fatturare, il termine massimo entro il quale bisogna comunicarlo è di tre mesi.
In linea teorica, se non si ha alcuna intenzione di entrare nel ricco mercato del Regno Unito, non si dovrebbe avere alcun vantaggio ad aprire una Ltd a Londra e lasciarla dormire.
Nella pratica, esistono invece almeno tre ordini di fattori che la fanno apparire come una opportunità.
Il primo è relativo alla situazione in rapida evoluzione dell’Inghilterra, stretta com’è tra chi pretende il rispetto del referendum che ha sancito la sua uscita dall’U.E., e chi invece vorrebbe evitare il più possibile le conseguenze di questa eventualità che sembra ormai ineluttabile. Non sappiamo cosa accadrà ai residenti stranieri (comprese le società) che vivono e lavorano da anni in UK, ma è facile prevedere che il Regno non chiuderà loro le porte e manterrà le medesime condizioni attuali.
Pertanto, “esserci” prima della Brexit sembra più saggio del “non esserci”.
Il secondo fattore riguarda i costi di fondazione e mantenimento di una società, anche dormiente; per un’azienda registrata a Londra e operativa in Italia (le tasse si pagano qui, non lì) si va dalle 50,00 sterline al mese (e anche meno) per una Ltd dormant, alle 400,00 per una società con fatturato anche florido, e queste cifre comprendono anche la tenuta della contabilità, gli adempimenti amministrativi e la sede legale (senza sede operativa e uffici a disposizione, quelli naturalmente sono un costo a parte).
Il terzo fattore è sia d’immagine che pratica: avere una sede a Londra, oltre a costituire uno skill imprenditoriale non indifferente, consente di poter fruire occasionalmente di uffici dedicati (ad un costo aggiuntivo, ma assolutamente accessibile) per organizzare incontri d’affari in una città che è un crocevia internazionale riconosciuto in tutto il mondo.
Se la Ltd deve cominciare a fatturare, avere un conto aziendale è obbligatorio. Certo, se si opera esclusivamente nel proprio paese di residenza si può scegliere anche di non averlo, ma nulla vieta di incassare nel Regno Unito le somme derivanti dal proprio business e pagare le tasse in Italia (anche se non ha molto senso). Per aprire un conto bancario, sarà sufficiente mostrare la c.d. proof of address (prova di indirizzo, di residenza) dell’amministratore, ma alcune banche si accontentano dell’indirizzo della sede legale della società. In ogni caso, esistono diversi studi professionali che sono in grado di concedere legalmente la proof of address temporaneamente, al fine di ottenere l’apertura del conto aziendale senza problemi.
Relativamente al tipo di società Ltd, se si decide di costituirla in solitudine si può essere contemporaneamente azionista unico (shareholder) e amministratore (director). Gli imprenditori attivi nell’e-commerce che decidono di fondare la propria Ltd devono sapere che alcune infrastrutture utilizzate per il marketing online devono essere necessariamente site nel suolo britannico: il server è imprescindibile anche per aprire un semplice sito vetrina.
In ultimo, il sistema di tassazione nel Regno Unito è molto più semplice e conveniente di quello Italiano. L’aliquota del 19% si applica fino al raggiungimento di 330.000 sterline (circa 350.000 euro) e viene calcolata secondo il sistema della Corporation Tax, che prevede un incremento dell’aliquota fino al 24%.
Le aziende che non raggiungono questo fatturato hanno ovviamente una tassazione minore che va fino all’annullamento totale dell’aliquota per i guadagni al di sotto delle 68 mila sterline.
In definitiva, in considerazione del modesto impegno economico iniziale, si ritiene più saggio mettere piede nel Regno Unito adesso, per evitare le possibili restrizioni successive al dopo-Brexit, soprattutto se questo sarà “hard” e, come tutti i divorzi, sarà conflittuale.
Ed in caso di divorzio – come sappiamo bene – chi ci va di mezzo sono sempre….le imprese.

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