PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar sempre più nella storia del ciclismo mondiale. Il capitano dell’UAE Team Emirates, al termine della ventunesima e ultima tappa (la Mantes la Ville-Parigi, 132.5 km) vinta dal belga Wout Van Aert (Visma Lease a Bike), può celebrare il suo quarto trionfo alla Grande Boucle. Festeggia anche il friulano Jonathan Milan (Lidl-Trek), che si aggiudica la maglia verde dedicata alla classifica a punti.
Pogacar chiude un Tour dominato sin dai primi giorni, rifilando 4’24” al danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike), secondo, e 11’00” al tedesco Florian Lipowitz (Red Bull Bora), terzo, arricchendo il suo palmares, che conta anche un Giro d’Italia, 9 classiche e 103 vittorie totali. “Vincere quattro volte il Tour de France mi sembra qualcosa di incredibile, che mi lascia senza parole. Sono davvero felice. E’ difficile dire quale sia il momento più bello, ma sono orgoglioso di come abbiamo cominciato a correre sin dal primo giorno con la squadra”, ha detto lo sloveno, che conquista anche maglia a pois e che ora è a un solo successo di distanza dal record di Miguel Induarain, Jacques Anquetil, Eddy Merckx e Bernard Hinault, tutti a quota 5 vittorie in Francia.
L’Italia, dopo aver perso prematuramente Filippo Ganna e Mattia Cattaneo, trova una grande gioia grazie alla conquista della maglia verde da parte di Jonathan Milan (Lidl-Trek) con un totale di 372 punti; alle sue spalle Tadej Pogacar e Biniam Girmay (Intermarchè Wanty). Il friulano, dunque, diventa il terzo italiano a vincere la classifica a punti del Tour de France dopo Alessandro Petacchi e Franco Bitossi. “Penso di dedicare la vittoria a tutti coloro che mi hanno supportato durante tutto l’anno: la mia famiglia, la mia ragazza, il team. Sono contento, la maglia verde era un grandissimo obiettivo da inizio anno per me e per la squadra. Ce l’abbiamo fatta, penso di non aver ancora realizzato. E’ qualcosa di talmente grande. Chiamare Petacchi? Perchè no, magari uno squillo”, ha detto il due volte vincitore della maglia ciclamino al Giro d’Italia.
Ritorno alla vittoria, infine, per Wout Van Aert che, a tre anni di distanza dall’ultima volta, torna ad alzare le braccia al cielo alla Grande Boucle, dove ha vinto 10 volte (anche nel 2021 sui Campi Elisi). “E’ stato un giorno speciale, è fantastico vincere qui”, ha detto il belga della Visma Lease a Bike, che ha preceduto sul traguardo odierno il lombardo Davide Ballerini (XDS Astana), secondo, staccato di 19″.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
(ITALPRESS).
mc/mca1
mc/mca1
LODZ (POLONIA) (ITALPRESS) – La seconda finale consecutiva, la terza in quattro anni. Come a Bangkok l’anno scorso, le azzurre di Julio Velasco battono 3-0 la Polonia e conquistano il pass per l’ultimo atto di Volleyball Nations League in programma domani (ore 20). L’Italia sfiderà il Brasile, che nella seconda semifinale ha battuto al tiebreak il Giappone (23-25, 25-21, 25-18, 19-25, 15-8). Per ora però le azzurre si godono l’ennesima prova di forza: 25-18; 25-16; 25-14 il punteggio finale di quella che è la 28esima vittoria consecutiva in match ufficiali.
La migliore realizzatrice è Egonu, che mette a referto diciassette punti. In doppia cifra anche Degradi (13) e Sylla (10). “Abbiamo giocato davvero molto bene – ha dichiarato il Ct azzurro Julio Velasco – ma la cosa più bella che è emersa da questa partita è la straordinaria mentalità mostrata da queste ragazze. Muro, difesa ma anche l’attacco di palloni difficili: possiamo dire che tutto ha funzionato. Ho visto attaccare palloni complessi senza alcun timore e anche le prestazioni individuali sono state eccellenti, sia di chi ha giocato dall’inizio sia di chi è entrato. Sono molto soddisfatto e felice per questa prestazione anche se adesso dobbiamo concentrarci in vista di domani. Saremo pronti per questa finale”.
Soddisfatta anche Alessia Orro: “Risultato incredibile quello che abbiamo raggiunto oggi – ha ammesso la palleggiatrice azzurra – abbiamo giocato bene rispetto al match con gli Usa mettendo a frutto il lavoro fatto negli ultimi giorni. Volevamo migliorare ciò che non era andato bene nei quarti ed oggi siamo state brave, credo non ci sia niente da dire”.
“Siamo molto felici del risultato che non è mai scontato – è il commento di Monica De Gennaro – giocavamo contro una squadra molto forte e che aveva il pubblico, a dir poco eccezionale, dalla sua parte. Siamo partite un po’ contratte nel primo set concedendo qualche errore per poi prendere ritmo giocando una grande partita soprattutto in muro difesa. Domani ci giochiamo un’altra finale e per noi è una grande soddisfazione, anche se dobbiamo restare con i piedi per terra”, le parole della veterana azzurra.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
TBILISI (GEORGIA) (ITALPRESS) – E’ un oro che luccica, non solo perché è il primo a Tbilisi 2025, ma soprattutto perché rende giustizia ad una serie di sfortunate coincidenze che aveva fatto venire un po’ di magone alla spedizione azzurra. Dopo i bronzi conquistati ieri da Luca Curatoli (sciabola) e da Martina Favaretto e Anna Cristino (fioretto), ecco il titolo iridato della squadra maschile di fioretto ai Mondiali di scherma georgiani.
Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Tommaso Marini e Alessio Foconi, guidati dal ct Simone Vanni, fanno risuonare l’Inno di Mameli al termine di una splendida cavalcata culminata con la finale-thrilling contro gli Stati Uniti di Massialas, l’ultimo dei suoi ad arrendersi prima della festa tricolore.
Dai fiorettisti azzurri era lecito attendersi una reazione dopo la debacle nella prova individuale. Così è stato, in virtù soprattutto di una qualità tecnica mai in discussione. Dopo il preliminare di ieri contro la Croazia (45-30), la giornata georgiana dei moschettieri azzurri inizia con la formalità Singapore negli ottavi (45-20) e il successo sulla Polonia ai quarti (45-36).
Anche la Francia, nella stessa sfida che un mese fa era per valsa per gli azzurri l’oro all’Europeo di Genova, non riesce a fermare l’avanzata dei tricolori, che mettono al tappeto per 45-30 i cugini d’oltralpe per sbarcare d’autorità alla finale per il titolo. Dove, contro gli Usa, tengono botta fino al 43-42 che ben fotografa la tensione in pedana. Poi però c’è solo la gioia per il 25° oro a squadre italiano ai Mondiali (il primo risale a Napoli 1929, che mancava dal Cairo 2022, edizione in cui il team di fioretto era identico per tre-quarti, con Garozzo oggi capo delegazione al posto di Macchi. Anche per le sciabolatrici azzurre era tempo di rivincite.
La gara individuale senza medaglie spinge la nazionale del ct Dario Chiadò (Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Sara Maria Kowalczyk) a scendere in pedana con la giusta ‘garra’. Le olimpioniche in carica, dopo aver eliminato ieri l’Olanda nel turno preliminare (45-11), infilzano Hong Kong ed Estonia nei quarti (42-27). In ques’ultimo assalto, poi, Fiamingo e Santuccio infliggono una sonora lezione a Lehis ed Embrich, le stesse che le avevano sgambettate nell’individuale e, di fatto, tolto dal podio.
Con la Francia in semifinale, remake dell’ultimo atto dei Giochi Parigini vinti dalle italiane, però va diversamente rispetto ai colleghi uomini: le transalpine, trascinate dall’iridata di Milano 2013 Candassamy e alla fine oro (41-32 sulle russe), si impongono per 45-32. Arriva così la finale per il bronzo contro la Corea, equilibrata nonostante la controprestazione di Fiamingo (dentro Kowalczyk per scelta tecnica) e finita tra le braccia delle asiatiche (37-31) con Song scatenata contro Santuccio nell’ultimo assalto. Una delusione cocente ma da cui si deve subito ripartire.
Concluse oggi anche le fasi preliminari delle ultime due gare individuali, quelle di spada maschile e sciabola femminile. Tra gli spadisti, raggiunti poi dopo la fase a gironi da Matteo Galassi e Valerio Cuomo, autori di un percorso netto (sei vittorie su sei). Avanzano in blocco al tabellone principali anche le quattro sciabolatrici azzurre. Michela Battiston era qualificata di diritto, Eloisa Passaro e Mariella Viale, grazie a un’ottima fase a gironi, l’hanno raggiunta immediatamente, mentre a Chiara Mormile è servita la vittoria di un turno preliminare, contro l’uzbeka Dayibekova, per completare il plotone italiano che sarà in pedana domani.
Nella domenica georgiana inizieranno anche le gare a squadre di sciabola maschile e fioretto femminile. Il team degli sciabolatori debutterà ai sedicesimi di finale: Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre sfideranno la Thailandia. Pass di diritto, invece, per la formazione delle fiorettiste: la squadra composta da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Anna Cristino e Alice Volpi, essendo testa di serie numero 1, salterà il primo turno e non sarà in pedana domani, attendendo direttamente negli ottavi di finale, lunedì, la vincente di Romania-Austria.
– foto ufficio stampa Federscherma –
(ITALPRESS).
mc/mca3
(ITALPRESS)
mc/mca3
(ITALPRESS)
mc/mca3
(ITALPRESS)
TBILISI (GEORGIA) (ITALPRESS) – L’Italscherma rompe il ghiaccio ai Mondiali di Tbilisi. Arrivano le prime tre medaglie per la spedizione azzurra, tre bronzi importanti che però non tolgono del tutto l’amaro in bocca per quell’oro che ancora manca nella casella tricolore. Si fa un bel regalo di compleanno nella sciabola individuale Luca Curatoli, che si regala per i suoi 31 anni il podio iridato a sei anni di distanza dall’ultima volta (Budapest 2019). E fanno festa nel fioretto femminile due 23enni come Martina Favaretto, reduce da un infortunio e al suo secondo podio iridato di fila, e Anna Cristino, che brinda al debutto mondiale spingendosi sino alla semifinale.
Segnali importanti per tutto il movimento, guidato in Georgia dal presidente federale Luigi Mazzone e dal capo delegazione Daniele Garozzo, che in mattinata hanno accolto anche l’Ambasciatore d’Italia a Tbilisi, Massimiliano D’Antuono, in una giornata di grande soddisfazioni ed emozioni.
La cavalcata di Curatoli inizia con le vittorie contro il britannico Webb (15-13) e il cinese Lin (15-6). Negli ottavi di finale il napoletano delle Fiamme Oro supera l’ungherese Rabb (15-8) arrivando così a giocarsi un posto sul podio. La certezza della medaglia per l’azzurro giunte in virtù del successo contro il tre volte campione olimpico, l’ungherese Aaron Szilagyi: Curatoli, sovvertendo uno score di 12 sconfitte e una sola vittoria in carriera nelle sfide con il fuoriclasse magiaro, si impone per 15-12. A stopparlo in semifinale, per 15- 13, è il francese Jean Philipe Patrice, poi sconfitto in finale dall’idolo di casa Sandro Bazadze. Un bronzo che Curatoli dedica al ginnasta azzurro Lorenzo Bonicelli, vittima di un terribile incidente agli anelli durante le Universiadi. Sempre tra gli sciabolatori, ottima prestazione per Pietro Torre che ha chiuso ai piedi del podio: 8^ posizione per il livornese che, reduce dalle qualificazioni del giorno precedente, batte il canadese Arfa (15-13), il rumeno Covaliu (15-7) e il tunisino e vice-campione olimpico Ferjani (15-13), fermandosi solo al cospetto dell’egiziano Hesham (15-8). A seguire, 20° posto per Michele Gallo e 43° Matteo Neri.
Al rientro dopo l’infortunio che l’aveva costretta a saltare l’Europeo di Genova, Martina Favaretto fa sue le sfide con l’israeliana Druck (15-5) e la francese Blaze (14-9). Negli ottavi la padovana delle Fiamme Oro liquida (15-2) la giapponese Tsuji, poi nei quarti l’altra nipponica Ueno (15-5). Semaforo rosso di fronte alla tri-olimpionica Lee Kiefer, che vince in semifinale 15-10 lasciando comunque a Favaretto l’orgoglio di un grande risultato. Primo Mondiale e prima medaglia per Anna Cristino, che inizia la sua cavalcata superando prima la svedese Schreiber (15-3) e poi l’ucraina Poloziuk (15-13). La giornata di bronzo della carabiniera torinese prosegue con il netto successo sulla statunitense Scruggs (15-3). Il primo podio iridato all’esordio per l’azzurra classe 2001 arriva grazie al successo per 10-8 contro la numero 1 del tabellone, la canadese Harvey. Il ko in semifinale, con il risultato di 15-11, contro la francese Ranvier, toglie nulla alla splendida prova di Cristino, capace di salire così sul terzo gradino del podio. Tra le fiorettiste, medaglia sfiorata per Martina Batini. La toscana si è classifica 7^, sconfitta in rimonta, nei quarti di finale, sempre dalla Kiefer (15-13), brava a rimontare ben sette stoccate. Stop agli ottavi e 9° posto finale invece per Arianna Errigo: la capitana del fioretto azzurro batte la brasiliana Bulcao (15-7) e la russa “neutrale” Martyanova (15-9), fermandosi contro la francese Ranvier (15-4).
La giornata registra anche l’inizio delle prove a squadre. Quella azzurra di fioretto maschile supera il preliminare e approda negli ottavi di finale ai Mondiali di scherma di Tbilisi. Sulla pedana georgiana, Bianchi, Foconi, Marini e Macchi, guidati in panchina dal ct Vanni, sconfiggono la Croazia per 45-30. Domani la sfida contro Singapore che vale l’accesso nei quarti. Ottavi di finale annche per le azzurre della spada. Fiamingo, Santuccio, Rizzi e Kowalczyk, guidate in panchina dal ct Chiadò, liquidano ai sedicesimi la ‘praticà Olanda per 45-11 e domani sfideranno negli ottavi Hong Kong, che ha sconfitto la Svezia per 45-33.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).


















