ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 89 anni, Tony Dallara. Nato a Campobasso il 30 giugno 1936 con il nome di Antonio Lardera, Dallara divenne celebre alla fine degli anni Cinquanta come uno dei primi e più rappresentativi “urlatori”, termine con cui venivano indicati quei giovani interpreti che rompevano con la tradizione melodica classica per abbracciare uno stile più energico e moderno.
Il successo arrivò nel 1957 con “Come prima”, una canzone destinata a entrare nella storia della musica italiana.
Sull’onda di questo successo, Dallara divenne uno dei volti più popolari della scena musicale nazionale. Partecipò più volte al Festival di Sanremo, palcoscenico fondamentale per la musica italiana di quegli anni, e nel 1960 vinse la manifestazione con “Romantica”, confermando la sua capacità di unire forza interpretativa e sensibilità melodica.
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(Fonte video: profilo Instagram Giuseppe Valditara)
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COMO (ITALPRESS) – Un Milan cinico supera il Como per 3-1 in trasferta e rimane agganciato al treno scudetto. Sono un rigore di Nkunku e una doppietta di un ottimo Rabiot a consegnare i tre punti ai sette volte campioni d’Europa che restano sulla scia dell’Inter e infliggono il primo ko casalingo ai lariani. Parte bene la squadra di Fabregas. Alla prima occasione, dopo 10 minuti, i padroni di casa passano in vantaggio. Da Cunha pennella un cross a rientrare dalla sinistra e pesca la testa di Kempf, che da due passi trafigge un Maignan troppo statico nei pressi della linea di porta. Al 24′, il portiere francese si fa perdonare quando salva in tuffo con un grande intervento una conclusione mancina di prima intenzione di Nico Paz. Maignan è ancora decisivo al 40′ quando, grazie a un doppio intervento su Da Cunha, evita il 2-0 e tiene a galla i suoi. Pochi istanti dopo, è Douvikas a provarci con un tiro sul primo palo ma Maignan è ancora attento e devia in corner. I lariani dominano, ma al 43′ Saelemaekers ruba palla a Van Der Brempt e verticalizza per Rabiot, il quale viene atterrato in area da Kempf. L’arbitro assegna il calcio rigore che viene trasformato da Nkunku, nonostante il tocco di Butez. Quasi a sorpresa, gli ospiti firmano così l’1-1 con cui le due squadre vanno negli spogliatoi.
Dopo 6 minuti dall’inizio della ripresa, Maignan è ancora chiamato agli straordinari quando con il guantone sinistro salva in angolo un preciso mancino di Nico Paz. Passato lo spavento, gli uomini di Allegri si fanno rivedere in avanti al 10′ e completano la rimonta. Leao, pescato da Saelemaekers, serve Rabiot in area con un destro al bacio che scavalca l’ultimo difensore e il francese capitalizza al meglio, infilando Butez con un preciso diagonale mancino. La squadra di Fabregas non demorde e al 14′ è la traversa a salvare Maignan su un sinistro dalla distanza del solito Nico Paz. I biancoblù attaccano, ma sono i loro avversari a trovare il gol per il definitivo 3-1 al 43′. Fùllkrug effettua una sponda aerea per Rabiot che scaglia un mancino rasoterra dalla lunga distanza che sorprende Butez e chiude il match. Il Milan porta quindi a casa tre punti fondamentali e torna a -3 dall’Inter capolista. Il Como resta invece al sesto posto, con cinque lunghezze di ritardo dalla zona Champions.
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VERONA (ITALPRESS) – VERONA (ITALPRESS) – Dopo sette gare si sblocca il Bologna che sconfigge 3-2 un combattivo Verona. Gli scaligeri passano in vantaggio con Orban, si fanno rimontare (Orsolini, Odgaard e Castro), accorciano per l’autorete di Freuler e sfiorano il pari nel finale: Zanetti e i suoi, dunque, continuano ad accumulare buone prove e tanti rimpianti. Per entrambe le squadre questo match ha un’importanza capitale e, dunque, nei primi minuti regna la tensione al Bentegodi. Nasce anche da questo nervosismo la rete dell’Hellas Verona, con un’azione che parte da un errore rossoblù e dal coast-to-coast di Bernede. Il francese si fa quaranta metri palla al piede e aziona Orban, che sorprende Ravaglia calciando sul palo lungo e spiazzandolo. Siamo dunque sull’1-0 per i gialloblù che, però si disuniscono e vengono puniti nella mezz’ora seguente. Proprio Orban sbaglia l’intervento difensivo su Orsolini, che rientra sul sinistro e trova un eurogol: pallone al sette da posizione impossibile, al 21′ è 1-1. La partita ha cambiato definitivamente volto e domina il Bologna, che ribalta il risultato al 29′ con Odgaard, autore di una rasoiata dal limite sull’assist di Dominguez.
C’è un protagonista argentino anche nel tris, con la grande giocata di Castro, che tira al volo e beffa Montipò con una sassata che si stampa sulla traversa ed entra in rete. Si va dunque al riposo sul 3-1 per il Bologna e Zanetti reagisce subito, con tre cambi nei primi dieci minuti nella ripresa. Non lascia il campo solo l’ammonito Unai Nùñez, annichilito da Dominguez, e si passa al tridente: Giovane affianca Sarr e Orban. Il Bologna prova controllare e l’Hellas, dopo qualche minuto di assestamento, va all’assalto. Il caos calmo generato dal tridente gialloblù porta al gol che riapre la sfida, con l’autorete di Freuler sul tiro-cross di Orban (71′), e non solo. Passano pochi minuti e, infatti, gli scaligeri sfiorano anche il clamoroso pari in mischia: Ravaglia si supera, doppia occasione sfumata per Sarr e Gagliardini. Nel finale entra anche Mosquera, ma l’assedio gialloblù non ha esito. Vince il Bologna, che sale a quota 30 punti e scavalca la Lazio: dopo 54 giorni vincono i rossoblù, ora a -1 dal settimo posto. Sempre ultimo, invece, il Verona a quota 13 punti e in tandem col Pisa. La salvezza ne dista quattro e, ora, la panchina di Zanetti torna a scaldarsi…
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(Fonte video: Quirinale)
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MILANO (ITALPRESS) – Un gol di Pio Esposito basta all’Inter per piegare il Lecce 1-0 a San Siro nel recupero della 16ª giornata. I nerazzurri, oggi campioni d’inverno, approfittano del passo falso del Napoli e si lanciano in fuga a +6 sui cugini del Milan (che domani giocano a Como) e sui campioni d’Italia. Ampio turnover per Chivu che sugli esterni lancia Diouf e Carlos Augusto mentre davanti c’è Bonny al fianco di Thuram con Lautaro Martinez e Pio Esposito a partire dalla panchina. Pierotti e Sottil nel tridente di Di Francesco in cui è Stulic il riferimento centrale. In mediana debutto da titolare per il neo acquisto Gandelman. Poche emozioni in un avvio in cui il Lecce è ordinato e l’Inter non sfonda. Sul piede di Bonny al 6′ la migliore chance nerazzurra fino all’intervallo: bravo Falcone a deviare in corner il destro a giro in caduta dell’ex Parma. Proprio Bonny è poi protagonista dell’episodio più controverso del primo tempo che arriva al minuto 23 quando l’arbitro Maresca fischia un calcio di rigore per un contatto in area tra il francese e Danilo Veiga. Il tocco del difensore sull’attaccante c’è, ma prima di colpire Bonny, Veiga prende il pallone ed è questo il motivo per cui il direttore di gara viene richiamato dal Var a monitor per una on field review che serve a cancellare il penalty. Prima di andare a riposo una buona chance anche per il Lecce: l’Inter è scoperta su un rinvio lungo di Falcone, Sottil prova a sorprendere Sommer fuori dai pali ma il pallone termina a lato.
Cambia marcia la capolista a inizio ripresa e si inizia a giocare in pianta stabile nella metà campo ospite. Falcone salva sul colpo di testa di Barella, mentre Diouf spreca da buona posizione sullo sviluppo dell’azione. Chivu si gioca subito un triplo cambio e dalla panchina pesca Frattesi, Luis Henrique e Pio Esposito, ma ancora non basta: il Lecce chiude gli spazi e all’Inter serve un modulo più offensivo con Lautaro Martinez che entra al posto di Mkhitaryan per passare a un 3-4-3 a trazione anteriore. La mossa paga i dividendi dopo una occasione degli ospiti in cui Siebert si era lanciato in proiezione offensiva ma trovava i guantoni di Sommer. Effettivamente sono proprio i subentrati a confezionare il gol da tre punti: sponda di Pio Esposito per il tiro di prima di Lautaro, respinta di Falcone e sul tap in lo stesso Esposito anticipa tutti insaccando da pochi passi. Esplode la festa della curva arringata dal suo nuovo e giovanissimo idolo che poi va anche a un passo dalla doppietta con un destro dal limite. La palla esce di un soffio, ma poco importa. Nella festa di San Siro, l’Inter è in fuga scudetto.
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