Maggio 16, 2026
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Acerbi “C’è poco da migliorare, siamo una famiglia”

FIRENZE (ITALPRESS) – "C'è sempre da migliorare, in tutte le cose, ma punti deboli in questa squadra non ne trovo. Finora abbiamo sempre vinto e meritato, bisogna vedere più avanti, come si reagirà davanti alle difficoltà, e Mancini ha ragione quando dice che nei dettagli bisogna essere perfetti in questo torneo perchè sono poche partite e i punti contano come oro". Francesco Acerbi vede un'Italia forte e pronta a puntare al bersaglio grosso a Euro2020. "L'inizio è stato ottimo ma non c'erano dubbi, le difficoltà non mancheranno ma col gruppo sei un passo avanti a tutto – prosegue il difensore della Lazio – Qui c'è un gruppo fantastico, chi gioca fa sempre bene perchè il gruppo è forte e coeso ed è un grandissimo valore aggiunto per fare qualcosa di grande in Nazionale". E i meriti di questo sono soprattutto di Mancini: "Ha cambiato anche un pò di mentalità, ci fa stare bene, ha creato una famiglia". Difficile trovare una maglia da titolare in questa Italia. "Sostituire Chiellini con la Svizzera? Giorgio è un grandissimo difensore e una grandissima persona. Un difensore veramente forte, bisogna sempre imparare da lui, ha i suoi anni, ha fatto una grandissima partita con la Turchia, ma io mi tengo sempre pronto per qualsiasi evenienza. Qui tutti vogliono giocare ma l'obiettivo unico è arrivare fino in fondo". Il prossimo ostacolo è elvetico. "Ho visto la partita della Svizzera, sono bravi, hanno un'idea di gioco, hanno giocatori come Embolo e Shaqiri, tecnici e fisici, lavorano con lo stesso allenatore da anni e hanno un'identità ben precisa. Sarà difficile per noi e per loro, conosciamo le loro qualità ma ne abbiamo anche noi. Faremo sicuramente un'altra grandissima partita". Dalla Nazionale alla Lazio. "Sono entusiasta di avere Sarri come allenatore. Ci saranno dei cambiamenti, ma non importa, sarà un bel banco di prova per noi giocatori, ma sono straconvinto che con mister Sarri faremo una grandissima stagione".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Mobilità a idrogeno, in Italia può generare un valore di 3,5 mld

ROMA (ITALPRESS) – L'idrogeno rappresenta una leva fondamentale per la costruzione di una Europa a impatto climatico zero e per garantire un'economia moderna ed efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva a livello internazionale. L'Italia in particolare ha stanziato 3,2 miliardi di euro per promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali dell'idrogeno, con 230 milioni a sostegno del trasporto stradale.
Secondo i risultati dello studio "Il futuro della mobilità pesante a idrogeno" condotto da Accenture – con il contributo di Free To X, Iveco e Saipem – e presentato nell'ambito del Workshop dell'Osservatorio Utilities Agici-Accenture, un investimento tra gli 800 e i 950 milioni di euro per la realizzazione e gestione di infrastrutture necessarie per lo sviluppo della mobilità pesante a idrogeno potrebbe generare più di 3,5 miliardi di euro di valore della produzione cumulato e circa 2 milioni di tonnellate di CO 2 evitate.
Il piano di sviluppo prevede la realizzazione di circa 40 stazioni di rifornimento su strada attraverso il ricorso ai fondi stanziati nel PNRR. I fondi previsti dal PNRR saranno funzionali a supportare il piano di investimento ipotizzato.
Sarà inoltre necessario attivare schemi innovativi di partnership che coinvolgano comunità, stakeholder, Istituzioni e autorità. La definizione di ecosistemi basati su modelli a piattaforma permetterebbe di velocizzare la realizzazione dei progetti, semplificare i rapporti tra partner, facilitare l'accesso ai finanziamenti e coinvolgere le comunità locali nelle fasi di sviluppo dei progetti.
"La mobilità pesante a idrogeno può generare un valore di produzione complessivo di oltre 3,5 miliardi di euro e portare a milioni di tonnellate di CO 2 evitate. Questo ci conferma il ruolo rilevante che l'idrogeno ricopre all'interno della transizione energetica, non solo perchè adatto alla logistica pesante per le sue facilità d'utilizzo, ma anche in quanto innovazione assoluta nella gestione del sistema energetico. Resta oggi più che mai indispensabile la continua sperimentazione e la ricerca costante, al fine di fornire delle soluzioni ottimali a beneficio dell'intero ecosistema e di tutti gli attori che ne fanno parte" ha dichiarato Sandro Bacan, Innovation Lead di Accenture Italia.
Si tratta di un passaggio epocale, che potrà essere favorito dall'implementazione della mobilità a idrogeno nel trasporto pesante non solo di camion a lungo raggio, ma anche di bus per il trasporto urbano. Tenendo conto degli attuali elevati costi di produzione dell'idrogeno, sarà fondamentale aprire il mercato tramite lo sviluppo di una rete di stazioni di rifornimento ogni 200km circa. La riduzione dei valori di investimento degli elettrolizzatori e la caduta del prezzo dell'energia da fonti rinnovabili, unitamente all'introduzione di meccanismi di penalità sulle emissioni delle fonti fossili, permetteranno all'idrogeno verde di diventare competitivo con l'idrogeno grigio nei prossimi anni.
"La Strategia Europea per l'idrogeno ha innescato una vera e propria corsa in tutto il continente verso la leadership in questa tecnologia. L'Italia fa sicuramente parte del gruppo di testa con target ambiziosi, ingenti risorse dedicate nel PNRR e importanti imprese a capofila di progetti all'avanguardia. Lo sviluppo di una filiera dell'idrogeno sarà in grado di generare benefici in termini ambientali ma anche di creazione di filiere industriali innovative. Per sfruttare questa opportunità l'Italia deve dotarsi di un quadro normativo e regolatorio che sostenga le eccellenze manifatturiere nazionali, favorisca la realizzazione di nuova capacità FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) e definisca chiaramente il fabbisogno di infrastrutture per la produzione, stoccaggio e trasporto dell'idrogeno", ha commentato Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Papa “Povertà non frutto del destino ma conseguenza di egoismo”

ROMA (ITALPRESS) – "La presenza dei poveri in mezzo a noi è costante, ma non deve indurre a un'abitudine che diventa indifferenza, bensì coinvolgere in una condivisione di vita che non ammette deleghe. I poveri non sono persone 'esternè alla comunità, ma fratelli e sorelle con cui condividere la sofferenza, per alleviare il loro disagio e l'emarginazione, perchè venga loro restituita la dignità perduta e assicurata l'inclusione sociale necessaria". Così Papa Francesco nel messaggio per la V Giornata Mondiale dei Poveri che si celebra il 14 novembre. Papa Francesco osserva poi come "sembra farsi strada la concezione secondo la quale i poveri non solo sono responsabili della loro condizione, ma costituiscono un peso intollerabile per un sistema economico che pone al centro l'interesse di alcune categorie privilegiate. Un mercato che ignora o seleziona i principi etici, crea condizioni disumane che si abbattono su persone che vivono già in condizioni precarie. Si assiste così alla creazione di sempre nuove trappole dell'indigenza e dell'esclusione, prodotte da attori economici e finanziari senza scrupoli, privi di senso umanitario e responsabilità sociale". Il Papa sottolinea come "lo scorso anno, inoltre, si è aggiunta un'altra piaga che ha moltiplicato ulteriormente i poveri: la pandemia. Essa continua a bussare alle porte di milioni di persone e, quando non porta con sè la sofferenza e la morte, è comunque foriera di povertà". Quindi "è urgente dare risposte concrete a quanti patiscono la disoccupazione, che colpisce in maniera drammatica tanti padri di famiglia, donne e giovani. Ma la povertà non è frutto del destino, è conseguenza dell'egoismo. Pertanto, è decisivo dare vita a processi di sviluppo in cui si valorizzano le capacità di tutti, perchè la complementarità delle competenze e la diversità dei ruoli porti a una risorsa comune di partecipazione". Secondo il Papa "si impone un differente approccio alla povertà. E' una sfida che i Governi e le Istituzioni mondiali hanno bisogno di recepire con un lungimirante modello sociale, capace di andare incontro alle nuove forme di povertà che investono il mondo e che segneranno in maniera decisiva i prossimi decenni", conclude. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Savona “Italia verso la ripresa economica”

ROMA (ITALPRESS) – L'Italia si sta avviando verso la ripartenza economica, lo dimostrano i dati dei primi mesi del 2021. Il presidente della Consob, Paolo Savona, traccia il bilancio di quanto successo in questo anno "terribile" delineando anche le prospettive per il futuro. Nel consueto incontro con il mercato finanziario, Savona ricorda: "Il 2020 è stato uno degli anni peggiori vissuti dall'Italia sul piano economico e sociale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale" ma nonostante le difficoltà "Unione Europea e Italia hanno attivato un ampio arco di strumenti di politica economica per controllare gli effetti della situazione emergenziale, anche impegnando le strutture esistenti in compiti nuovi. Dopo aver registrato una caduta rilevante del Pil, il Paese si è avviato verso la ripresa economica fin dalla seconda parte dell'anno e, più nettamente, nei primi mesi del 2021" .
Oggi, per il presidente della Consob, l'Italia "mostra volontà propria di affrontare i problemi irrisolti, anche avvalendosi del mutamento di attitudine di politica fiscale dell'Unione europea, necessario fondamento della coesione tra paesi membri". In ripresa anche l'export: "Nell'anno la posizione patrimoniale verso l'estero dell'Italia è migliorata ulteriormente, nel primo trimestre del 2021 il commercio mondiale si è portato a livelli superiori a quelli pre-crisi e le nostre esportazioni sono continuate a tassi di crescita doppi rispetto a esso".
Crescono anche i risparmi delle famiglie, risparmi che però non generano crescita: "Il risparmio ha contribuito significativamente a sostenere la stabilità dei mercati, senza però aver prodotto la crescita reale attesa dalla sua 'eutanasià ipotizzata da Keynes, anche se questo effetto è oggi il risultato di una crisi insorta per motivi peculiari e contingenti", ha aggiunto Savona.
Sul tema dei nuovi strumenti finanziari, delle criptovalute Savona ha riconosciuto come "l'informatica finanziaria è una lampada prodigiosa dalla quale è uscito il genio. Le autorità non riusciranno a riportarlo dentro, perchè esso agisce nella sfera immateriale (o infosfera) controllabile solo cambiando protocollo di scambio delle informazioni".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Un italiano su due vuole andare in vacanza, effetto Covid limitato

ROMA (ITALPRESS) – Un italiano su due ha intenzione di andare in vacanza, limitata l'influenza del Covid. E' quanto emerge da un'indagine "ad hoc" sulle intenzioni degli italiani di effettuare vacanze nel periodo giugno-settembre 2021, condotta dall'Istat con la collaborazione del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS). La maggioranza degli intervistati prevede di trascorrere un periodo di vacanza, tra giugno e settembre 2021, in una località diversa da quella di residenza: con certezza il 22,3% e probabilmente il 27,8%; sommando le due percentuali si arriva al 50,1%. Un terzo degli intervistati, al contrario, è certo che non andrà in vacanza. A livello territoriale, emerge un divario tra Nord e Mezzogiorno del Paese: la quota di coloro che hanno intenzione di andare in vacanza passa dal 59,7% dei residenti nel Nord-ovest al 39,1% dei residenti nel Mezzogiorno. Nel Nord-est e nel Centro le percentuali sono simili al Nord-ovest e pari, rispettivamente, al 55,2% e al 51,0%. Il quadro si ribalta per le risposte relative a coloro che non intendono effettuare una vacanza: le percentuali sono prossime al 50% nel Centro-nord e al 60,8% nel Mezzogiorno. L'intenzione di andare in vacanza è predominante per coloro che hanno un'età compresa tra i 18 e i 29 anni e per quelli tra i 30 e i 49 anni (58,5%). Le quote scendono progressivamente con l'età: 44,5% delle persone tra i 50 e i 64 anni e 32,4% di chi ha almeno 65 anni. Tra i motivi per cui non sarà possibile andare in vacanza, su tutto il territorio nazionale prevale la mancanza di risorse economiche (32,7%) anche se la percentuale è più marcata nel Mezzogiorno (38,7%) rispetto al Centro (25,9%) e al Nord del Paese (Nord-ovest 28.8% e Nord-est 30,7%). Seguono i timori legati al Covid, indicati dal 15% degli intervistati, e i problemi di salute (12,8%). (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Cingolani “Nucleare escluso con due referendum, non si torna indietro”

ROMA (ITALPRESS) – "Il nucleare è qualcosa che noi come cittadini italiani abbiamo escluso con due referendum. Non si torna indietro e non ci piove". Lo ha detto Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, a 24Mattino su Radio 24. "Due mesi fa – ha evidenziato – ho fatto notare che mentre noi ci sforzavamo di fare una vera e propria trasformazione epocale con le rinnovabili, qualche paese vicino, la Francia, sta cercando di far passare i micro-reattori nucleari di quarta generazione come sorgenti verdi. Sarebbe un cambio delle regole in corso di partita".
"Mi fa piacere – ha aggiunto – leggere che oggi il governo tedesco ha rilasciato comunicati in cui segnala questa anomalia". Secondo Cingolani "in questo momento ci sono grosse operazioni a livello internazionale in cui si cerca di trovare altre strade e di farle passare per verdi. Sono uno scienziato, non un politico, e dico che queste cose vanno viste senza ideologia, vediamo i numeri". Queste tecnologie, per il ministro, "allo stato attuale non sono all'ordine del giorno. Trovo sorprendente che in pieno Pnrr – ha aggiunto – se ne parli come cambio di regola in corso di partita. Per il resto, come tutti, attendo di vedere di cosa si tratta".
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Mattarella “Dai donatori del sangue opera preziosa e capillare”

ROMA (ITALPRESS) – "Soprattutto in tempo di pandemia l'esigenza di proteggere la vita, la salute e i diritti della collettività è diventata un'emergenza globale. Gli avvenimenti che hanno cambiato la nostra vita in quest'ultimo anno non hanno tuttavia fermato l'opera capillare e preziosa dei donatori e delle associazioni di volontariato che, nonostante le difficoltà, si sono impegnati a garantire comunque quelle terapie e quegli interventi salvavita che senza la donazione di sangue non sarebbero stati possibili". Ad affermarlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente dell'Avis Nazionale, Gianpietro Briola, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di sangue 2021. "Desidero rivolgere un caloroso saluto agli organizzatori e ai partecipanti di questo evento promosso dall'Associazione Volontari Italiani del Sangue, costantemente impegnata nella sensibilizzazione verso la donazione", aggiunge Mattarella.
"Il tema scelto 'Dona il sangue e fai battere il mondò è dedicato a quanti contribuiscono con generosità e responsabilità a diffondere la cultura del 'donò. Il mio pensiero – continua Mattarella – è rivolto a tutte le donne e agli uomini, e in particolare ai giovani che, attraverso la donazione del sangue, trasmettono un messaggio di condivisione e solidarietà. Un evento così importante offre l'occasione per riflettere e rafforzare l'azione, a livello mondiale, di potenziamento dei valori fondanti della nostra società". "Nel rinnovare il mio apprezzamento per l'iniziativa ed il costante impegno quotidiano a servizio dei più fragili, formulo i migliori auguri di buon lavoro", conclude il Capo dello Stato.
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Debutto con vittoria per Brasile e Colombia in Coppa America

ROMA (ITALPRESS) – Esordio convincente del Brasile nell'edizione 2021 della Coppa America. Sul verde dell'Estadio Nacional di Brasilia, a porte chiuse per la pandemia di Covid-19, i padroni di casa battono per 3-0 il Venezuela, costretto a rinunciare a diversi positivi al nuovo Coronavirus, tra cui capitan Rincon. Ad aprire le marcature è l'ex romanista Marquinhos al 23', nella ripresa Neymar raddoppia al 19' su rigore e al 44' Gabriel Barbosa cala il tris, su assist proprio del fuoriclasse del Psg. Sempre per il Gruppo B, debutto con vittoria anche per la Colombia, che piega all'Arena Pantanal di Cuiabà per 1-0 l'Ecuador con la rete decisiva, al 42' del primo tempo, di Cardona.
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Di Maio “M5S rappresenta il ceto medio e tutela le imprese”

TORINO (ITALPRESS) – "Siamo cambiati senza mai rinunciare a noi stessi, soprattutto ai nostri valori. Rappresentiamo quella parte del Paese che ha più bisogno del cambiamento, il ceto medio che paga le tasse, che non si tira mai indietro e che porta ogni giorno sulle spalle il peso della collettività. Noi parliamo a loro e lo faremo ancora a lungo". Lo dice in un'intervista a "La Stampa" il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando dell'evoluzione del Movimento 5 Stelle, "l'unica forza politica che ha fatto parte degli ultimi tre governi, contribuendo in modo significativo a ottenere i risultati che cominciamo a vedere. Penso alla gestione della pandemia, alle proiezioni di crescita economica al 4% o ai dati record sull'export", sottolinea. Secondo Di Maio "avere acquisito una cultura di governo significa farsi carico delle responsabilità, non prenderne le distanze. Per ottenere risultati utili ai cittadini servono nobili mediazioni. Dieci anni fa era una parolaccia. Oggi non più. I cittadini vedono che il centrodestra è diventato destra e non è più in grado di combattere le loro battaglie. Noi vogliamo tutelare le imprese, le professioni dimenticate, le partite Iva. E crediamo nella riforma fiscale e in quella della giustizia".
"Parlo con Conte continuamente e non mi risulta che ci sia in cantiere il cambio di nome – afferma Di Maio -. Mi risulta invece che ci sia in atto un tentativo per fare finalmente del Movimento una forza responsabile, organizzata e ragionevole. Uniti possiamo raggiungere l'obiettivo". Quello di togliere il limite dei due mandati, evidenzia, "è una questione di cui si sta occupando Conte e io sono l'ultima persona che ne può parlare. Faccio il ministro degli esteri e servo il Paese dando il meglio di cui sono capace. Quando il popolo mi dirà di farmi da parte smetterò di servirlo. Prima o poi capita a chiunque".
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Berlusconi “Al Governo per tagliare le tasse, poi la flat tax”

MILANO (ITALPRESS) – "Nella nostra visione liberale i cittadini non sono sudditi, sono persone titolari di diritti, fra i quali quello di disporre liberamente dei frutti del proprio lavoro. L'obbligo di versarne una quota allo Stato è una limitazione della libertà e dei diritti di proprietà, che è inevitabile, ma che va contenuta al massimo. Ne deriva che promuovere la riforma fiscale è anche uno degli obbiettivi con i quali partecipiamo al governo Draghi. Un governo che non è il nostro e che tuttavia sosteniamo con forza e convinzione". A scriverlo in una lettera a "Il Giornale" è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, secondo cui "la riforma fiscale – insieme ad un uso accorto delle risorse del Recovery Plan (che non esisterebbe, o almeno non in questa misura senza il nostro intervento in sede europea) e ad altre riforme essenziali come quelle della pubblica amministrazione e della giustizia – è la condizione assolutamente necessaria perchè le aziende possano tornare a fare utili e a creare occupazione, perchè le famiglie possano riprendere a consumare e a risparmiare". "La nostra proposta finale – sottolinea il Cavaliere – rimane quella della flat tax, la realizzerà il futuro governo di centrodestra, ma fin d'ora è indispensabile un robusto taglio delle imposte". Una proposta che si fonda su "una no tax area per i primi 12.000 euro di reddito e solo tre aliquote, molto più basse (non oltre il 23%) per i successivi scaglioni di reddito, che abbiamo rivisto e razionalizzato. Senza entrare in tecnicismi, chi guadagna meno di mille euro al mese non pagherà alcuna tassa, i redditi medio bassi sopra quella cifra avranno con la nostra riforma dai 100 ai 400 euro mensili di maggiore reddito disponibile. A questo naturalmente – evidenzia – si accompagna il nostro no assoluto a qualsiasi forma di patrimoniale o di tassa di successione, la richiesta di un 'anno bianco fiscalè con il blocco delle cartelle esattoriali fino al 31 dicembre 2021 e di misure per chiudere il contenzioso pregresso senza soffocare cittadini e imprese in difficoltà ('pace fiscalè)". "Infine, per eliminare una volta per tutte la tentazione del governo di turno di usare la leva delle tasse in modo eccessivo, chiediamo di introdurre in Costituzione, così da non poterlo più mutare, un tetto massimo alla imposizione fiscale", conclude. (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.