Maggio 16, 2026
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I risparmiatori ignoranti e la “delega emozionale”. Cultura ed educazione finanziaria non sono la stessa cosa

La manipolazione emotiva dei clienti sembra essere una delle cause principali della presenza di eccessiva liquidità nei conti correnti, intesa come un meccanismo di autodifesa “non cosciente” dalla malizia dell’industria del Risparmio, che è alla continua ricerca di margini.

Di Maurizio Nicosia*

Con Lorenzo ci conosciamo da oltre 30 anni, avendo lui sposato la più cara amica di mia moglie. Abitiamo in due regioni diverse, ma ogni estate troviamo il tempo per incontrarci. Lui è un affermato funzionario commerciale di una grossa azienda, ed è sempre oculato nella gestione delle sue risorse finanziarie. E’ laureato in economia, ha una buona conoscenza degli strumenti finanziari e sa bene quale è il mio lavoro. Ogni tanto abbiamo parlato del mondo della finanza, ma mai in modo approfondito, poiché egli è uno storico ed orgoglioso rappresentante dei BOT people, e non c’è dialogo sul tema.

La sua insoddisfazione nel modo in cui sono gestiti i suoi risparmi in banca è cresciuta costantemente in modo direttamente proporzionale alla riduzione dei tassi di interesse, e questo ha determinato crescenti richieste di approfondimento sui prodotti finanziari “non BOT” finchè, vinto dal tragico orfanage del tasso di interesse,  mi ha chiesto di analizzare i suoi investimenti. Dando una occhiata al suo portafoglio, il suo sport preferito è rimasto quello di annegare nella liquidità. Fatto 100 il suo patrimonio, 40 sono abbandonati alla deriva sul conto corrente, e 60 sono investiti in attività alla ricerca disperata del tasso perduto. “Maurizio, ho visto che con quel deposito oggi ricavo l’1,10% annuo lordo, netto imposte diventa lo 0,614%. Ma come posso fare? I fondi che ho sottoscritto negli anni non mi hanno mai dato riscontro, le azioni nel 2000 ti ricordi che fine hanno fatto…. i titoli di stato non rendono più, forse questi certificates che mi propongono possono darmi un ritorno, che ne dici?”.

Ometto le risposte, che qualunque pianificatore patrimoniale potrà facilmente immaginare. Però, rispetto alla sua storia, faccio una riflessione: la “cultura finanziaria” non è “educazione finanziaria”, nel senso che nell’educazione finanziaria è certamente compresa la cultura, ma la semplice conoscenza degli strumenti e dei rischi legati agli stessi non definisce affatto l’educazione finanziaria. Per arrivare a questa, infatti, serve collegare l’universo dei singoli investimenti a degli obiettivi di spesa programmati all’interno di un orizzonte temporale, ed è questo collegamento – così assente nella mente di quasi tutte le famiglie italiane – che rende un investitorefinanziariamente educato”.

Che la responsabilità di questo stato di cose risieda nella scarsa attitudine dei risparmiatori a gestire le proprie emozioni nella scelta degli strumenti finanziari è un dato di fatto; ma è anche vero che costoro effettuano una vera e propria “delega emozionale”, in materia finanziaria, a quegli interlocutori che, con la finanza, vivono e prosperano operando in regime di conflitto di interessi, alla continua ricerca di margini.

E’ questa l’origine della perdita di fiducia subita dalle “cattedrali bancarie”, che fino agli anni 80 venivano percepite come qualcosa di sacro e immutabile, cui rivolgersi per la crescita e della difesa del patrimonio familiare. E così la storia ci rivela che, quando i margini hanno cominciato a scricchiolare – anche per via della riduzione dei tassi, ma non solo – si è acuita la necessità di trovare soluzioni più rapide e dirette, individuate nei “prodottoni finanziari” costruiti spesso con la complicità delle fabbriche interne alle aziende. Un gioco che ha sempre permesso certezze di ritorni economici per gli intermediari, erodendo le risorse delle famiglie.

I “prodottoni”, nel pieno rispetto della delega emozionale di cui parlavamo prima, sono generalmente di due tipi: quelli che proteggono dalla paura di perdere, e quelli che assecondano l’avidità del guadagno. Il buon padre di famiglia non può assecondare la sua avidità e, poiché non si è mai alleato con il tempo, sceglie i prodottoni del primo tipo. Il “boomer” con figli adulti, con un certo grado di evoluzione, sceglie (soprattutto) i secondi perché gli piace la sensazione di un guadagno fuori misura, da conseguire esclusivamente in un periodo breve (sennò fa presto a rientrare nel primo tipo). Nel frattempo, il frullatore della vendita da banco è sempre in azione, ma la perdita di fiducia genera lunghi periodi di permanenza in conto corrente delle risorse disponibili.

La conclusione, pertanto, sembra essere quella che la manipolazione emotiva dei clienti, che dura ormai da molti anni, è la concausa principale della presenza di tutta questa liquidità sui conti, e questa tendenza del “popolo ignorante” si manifesta come un meccanismo di autodifesa – l’unico possibile, se ci fate caso – contro la malizia dei “prodottoni”.

Mentre faccio queste riflessioni, il mio amico Lorenzo mi chiama al telefono. “….Maurizio, mi propongono questo certificate che dà il 3% per 3 anni con barriera al 40% sul valore di Apple. Mi sembra straordinario…”. “Certamente – gli rispondo – è addirittura strabiliante….”.

* Manager di area di una primaria rete di consulenza finanziaria

Equity Crowdfunding, quella insostenibile leggerezza del valore premoney

Per ridurre il rischio di un cattivo investimento, l’investitore dovrà scegliere tra tutte le proposte pubblicate nelle diverse piattaforme di Equity Crowdfunding quelle che hanno scontato l’alto rischio di variabilità del valore pre-money.

Di Carlo Mauri*

I valori economico finanziari presenti nei business plan delle startup pubblicati nei portali di Crowdfunding sono espressi spesso in termini puntuali, e se non fosse per il fatto che sono inseriti in tabelle prospettiche si potrebbero facilmente confondere con dati consuntivi. Tuttavia, sarà molto difficile trovare nei bilanci dei prossimi anni gli stessi dati o anche valori ad essi approssimabili. Infatti, quei dati si trascinano dietro una forte componente aleatoria, dai contorni indefiniti.

Servirebbe una applicazione finalizzata a misurare le relazioni tra rischio e rendimento esistenti nei piani finanziari presenti  nelle piattaforme di Crowdfunding, ma prima ancora servirebbe confrontarsi con la difficoltà di esprimere una congrua misura del rischio aziendale. Le startup sono, per definizione, prive di una precisa identità storica misurabile, e questo impedisce di fondare delle stime su dati certi da cui derivare delle linee di tendenza. Nelle scienze naturali, che studiano fenomeni “complessi” (come nella  Meteorologia) le previsioni si fondano su stime probabilistiche e non puntuali, ed anche in altri contesti della fisica classica le previsioni non sono sempre precise. In Balistica, per esempio, che un “proietto”  colpisca esattamente il bersaglio non è affatto una certezza, poiché sono troppe le variabili in gioco che possono influire sul moto inerziale, soprattutto sulle lunghe gittate.

In tutti questi  scenari, pertanto, ha senza dubbio più senso esprimersi in termini di “distribuzione di probabilità”, tanto di colpire il bersaglio in Balistica, quanto di raggiungere esattamente le previsioni quantitative di un obiettivo economico aziendale per una startup, la quale si muove, al pari di un proietto, all’interno di un ampio campo di variazione. Sfortunatamente, questo modo di rappresentare le grandezze diviene meno attraente per l’investitore medio, soprattutto in relazione al valore di premoney, il quale dovrebbe così assumere dimensioni “probabilistiche” talmente variabili da renderlo incompatibile con l’esigenza di avere una grandezza ben determinata da inserire nella delibera di aumento di capitale richiesta agli investitori.

Ogni misurazione è un interrogativo rivolto alla Natura” (Erwin Schrodinger)

Come risolvere il problema? Prima di tentare una risposta dobbiamo definire bene il concetto di rischio finanziario. Per un investitore, il rischio finanziario si identifica nella concreta possibilità di perdere tutta o quasi la somma investita nell’aumento di capitale della startup. Questo tipo di rischio deriva dalla inevitabile presenza – ed estremizzazione – del cosiddetto rischio d’impresa, che a sua volta discende dal fatto che “In  un’economia di mercato il consumatore è sovrano e dalla sua libertà di scelta sorge il rischio per l’impresa” (Ghiringhelli, “Analisi di Bilancio e Driver di Valore”). Ad esempio, i potenziali clienti delle startup potrebbero non comprare i servizi/prodotti, oppure accettare lo scambio a prezzi del tutto insufficienti a coprire i costi aziendali, rendendo di fatto impossibile il recupero delle somme investite.

In definitiva, limitarsi a valorizzare nei business plan le ipotesi di rendimento atteso mostra solo un lato della questione (quello che piace all’investitore). Questa lacuna ci spinge a trovare un’adeguata misura del rischio specifico corrispondente alla proposta del rendimento atteso. Tale misura è implicitamente sempre presente nel tasso di attualizzazione dei flussi di cassa/reddito che portano a quel dato valore di premoney (ovvero il valore dell’azienda prima della raccolta dei fondi, che di fatto rappresenta il prezzo di ingresso per i nuovi soci). L’intensità di questo  specifico “segnale di rischio” dovrà essere necessariamente di gran lunga superiore a  quella  presente nei  tradizionali investimenti in equity espressi dai prezzi dei valori azionari dei mercati regolamentati .

Quindi, assumendo il valore premoney e i flussi di cassa/reddito come parametri, il tasso che equilibra questi due differenti parametri è dato dal tasso di attualizzazione dei flussi che a sua volta incorpora una misura del rischio specifico. Inoltre, il rischio in cui impatterà la startup non potrà prescindere dalla maggiore o minore volatilità del segmento di mercato che la startup stessa andrà ad occupare; questa ulteriore integrazione di rischio la si può ottenere stimando la volatilità storica dei maggiori competitors .

Riassumendo, l’investitore potrà avere una rappresentazione aggiornata di tutte le proposte pubblicate nelle diverse piattaforme di Equity Crowdfunding andando a scegliere quelle che hanno scontato l’alto rischio di variabilità del valore premoney attraverso una riduzione prudenziale del prezzo di ingresso al patrimonio aziendale, valutata da precisi dati statistici che la rendano congrua.

* Carlo Mauri, commercialista, socio AIAF,
Managing Partner di M&V Private Corporate Advisor

Compravendite di case primo trimestre: +38,6%. Agenti immobiliari, migliori le prospettive a due anni

Il risultato risente dei bassi livelli di scambi avuti nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia, ma i dati dei primi tre mesi dell’anno sono veramente incoraggianti per gli operatori del settore. Rimangono sullo sfondo i grandi cambiamenti dal lato della domanda, con una offerta ancora in via di adeguamento

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa analizzando i dati dell’Agenzia delle Entrate conferma il buon momento del mercato immobiliare italiano, che chiude i primi tre mesi del 2021 con 162.258 compravendite, in aumento del 38,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. Il risultato naturalmente risente dei bassi livelli di scambi avuti nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia, ma i dati dei primi tre mesi dell’anno sono veramente incoraggianti. 

Nel primo trimestre, infatti, tra le grandi città spiccano Bari (+51,7%), Verona (+50,9%), Genova (+36,8%). La crescita più contenuta a Milano (+14,4%) e Bologna (+14,9%). Il 78% delle compravendite ha interessato l’abitazione principale, il 16,5% la finalità di investimento e il 5,5% la casa vacanza. Rispetto allo stesso trimestre del 2020 si conferma il lieve calo (-1%) dell’acquisto per investimento. Relativamente al numero di compravendite, il 2021 potrebbe vedere un recupero in tutte le realtà regionali, portando le previsioni a livello nazionale tra 570 e 580 mila transazioni, mentre i prezzi sono previsti ancora in diminuzione (tra -2% e 0%), rinviando il recupero al 2022.

In definitiva, le attese risultano più favorevoli su un orizzonte biennale, rispetto al breve periodo. Recentemente, la Banca D’Italia (“Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”) ha raccolto le opinioni di un campione esteso (1.323) di agenti immobiliari, e il 61,5% di loro segnala una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto al trimestre precedente. Il 27,1%, invece, segnala quotazioni in diminuzione ed il restante 12% circa in aumento. Il sondaggio, inoltre, rivela che i giudizi sulle condizioni della domanda sono migliorati nelle aree non urbane, e si confermano sfavorevoli nelle città, dove l’andamento dei nuovi incarichi a vendere è rimasto negativo. Unica consolazione: i tempi di vendita sono lievemente diminuiti, così come lo sconto medio rispetto al prezzo iniziale richiesto dal venditore. In particolare, lo sconto medio sui prezzi di vendita è sceso al 10,1% (dal 11,3% del trimestre precedente), e i tempi di vendita sono diminuiti a 7 mesi (da 7,5).

Altra tendenza importante – sebbene è da verificare quanto possa essere strutturale – è quella dei canoni di affitto che scendono nelle grandi città, dove il saldo tra intervistati che forniscono giudizi di aumento dei canoni di affitto e quelli che li danno in diminuzione è ampiamente negativo nelle aree urbane e metropolitane (-37,1% e -42,3%, rispettivamente), mentre fuori dalle aree urbane circa il 70% degli operatori segnala canoni stabili. Il saldo relativo agli scenari del mercato delle locazioni, evidentemente, risente ancora molto delle attese negative nei centri urbani

Uscendo dagli scenari di breve periodo, le aspettative sull’andamento del mercato immobiliare nel suo complesso sembrano migliorate. Le prospettive a due anni, infatti, sono tornate positive secondo l’indagine di Banca D’Italia, e la quota di agenti immobiliari che si attende un aumento prospettico nella domanda di abitazioni è sensibilmente aumentata, poiché è opinione comune degli “ottimisti” che l’impatto della pandemia si estenderà fino alla metà del 2022, per poi rientrare gradualmente. Il gruppo dei “pessimisti”, però, è ancora nutrito: il 50% degli intervistati prevede un impatto negativo, sebbene sui prezzi di vendita i pessimisti sono in netta diminuzione.

Stime di crescita UE incoraggianti. Il mondo sostiene la ripresa, occhio al comparto obbligazionario

Nonostante le incognite legate all’evoluzione della pandemia e all’efficacia delle misure di sostegno all’economia, la ripresa è trainata dagli investimenti. Il miglioramento economico globale porterà la fine delle politiche monetarie accomodanti ed un aumento dei rendimenti delle obbligazioni, destinate così a rendere il comparto obbligazionario scarsamente conveniente.

Il quadro generale di ripresa delle economie mondiali rimane ancora strettamente legato al miglioramento del quadro sanitario globale e, localmente, al sostegno proveniente dalla politica monetaria e dalle politiche di bilancio dei singoli stati. In Europa, poi, la crescita – Il consensus prevede un crescita del 4,3% nel 2021- sarà fortemente dipendente dal modo in cui i paesi aderenti all’UE riusciranno a spendere al meglio le risorse derivanti dai fondi europei del Recovery Plan.

In Italia, queste risorse rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sul quale da tempo sono puntati i riflettori per via dei dubbi – assolutamente fondati, in considerazione del livello di responsabilità politica della nostra classe dirigente – mitigati dal ruolo di garanzia di Mario Draghi, che nel passaggio da “tecnico” a “politico” pare non abbia perso il patrimonio di credibilità acquisito negli anni scorsi. Nel frattempo, la BCE lascia intatti i tassi d’interesse, con il tasso principale che rimane a zero ed il tasso sui depositi a -0,50% (quello sui prestiti marginali a 0,25%). Gli acquisti netti di titoli per immettere liquidità nel sistema continueranno ad un elevato, e le stime di crescita per l’Eurozona nel 2021 e 2022 sono riviste al rialzo (+4,6% e +4,7%, +2,1% nel 2023).

L’inflazione, che negli ultimi mesi ha causato dolori in USA (con il prezzo dei treasury a picco), sarà dell’1,9% nel 2021, dell’1,5% nel 2022 e dell’1,4% nel 2023. Sul tema, la presidente Lagarde ha affermato che l’inflazione sta risalendo principalmente a causa di fattori temporanei, e che in questo momento “una stretta sarebbe prematura e creerebbe dei rischi”. In pratica, se nel primo trimestre l’economia europea ha beneficiato della riapertura dell’economia mondiale, grazie al programma di vaccinazione ed alla spesa pubblica, nel secondo trimestre la ripresa economica globale si svilupperà più lentamente, ed accelererà nella seconda metà dell’anno, creando frizioni inflazionistiche di fronte alle quali, però, le banche centrali manterranno posizioni attendiste, favorendo così i mercati emergenti oggi al traino di Cina e India.

Naturalmente, il miglioramento economico globale porterà ineluttabilmente – e gradualmente, senza scossoni – la fine delle politiche monetarie accomodanti, e le aspettative di questa circostanza porteranno ad un aumento dei rendimenti delle obbligazioni e ad una diminuzione dei loro prezzi, destinati così a rendere il comparto obbligazionario piuttosto rischioso per qualunque portafoglio che non contenga soluzioni flessibili e covered bond.

“I dati relativi all’andamento dell’economia nell’Eurozona sono incoraggianti, e spingono ad un cauto ottimismo. La BCE ha infatti alzato le stime di crescita per il 2021″, ha dichiarato Moreno Zani (nella foto), Presidente di Tendercapital. “Positiva la rassicurazione della Presidente Lagarde in merito al mantenimento del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) a sostegno delle politiche di bilancio. Occorrerà, peraltro, monitorare con attenzione il tasso di inflazione core alla luce del lieve rialzo che ha portato la BCE a rivedere le proiezioni, pur rimanendo ben al di sotto del target del 2%. Preoccupa maggiormente il balzo dell’inflazione negli Stati Uniti, salita al +0,6% nel mese di maggio con una previsione per il 2021 pari al +5%”. E’ realistico – secondo Zani – ipotizzare che si tratti, almeno in Europa, di un fattore temporaneo legato alle manovre espansive, alla rapida ripartenza dell’economia ed ai prezzi delle materie prime. In tale contesto è ragionevole immaginare che il ritorno alla normalità della politica monetaria sarà graduale. “La previsione di uno strumento innovativo come il Next Generation EU – conclude Zani – è fondamentale purchè i Paesi membri utilizzino tali risorse in maniera virtuosa”.

Oltreoceano, l’economia americana crescerà almeno del 5% nel 2021, ma queste previsioni sono destinate ad essere ritoccate al rialzo per via degli effetti del pacchetto fiscale da 1,9 trilioni di dollari già approvato, e di quelli futuri di un altro pacchetto da 3 trilioni in fase di studio. Ciò aumenta i timori che un aumento strutturale dell’inflazione (al momento negato dal governo, ma non sappiamo fino a quando) costringa la Federal Reserve a reagire. Di certo, questo dibattito sulla FED-attendista-fino-a-quando sta già dominando la scena da alcune settimane, animando i mercati e mettendo pressione alla curva dei rendimenti dei Treasury.

In Cina la crescita dovrebbe tendere all’8%, ma il paese sembra attraversare una fase di debolezza nonostante la politica fiscale ancora accomodante. I consumi, infatti, sono in fase di stagnazione dopo una corsa lunga alcuni anni, ma la domanda è prevista in aumento, e questo rende solide le esportazioni, in particolare quelle di semiconduttori. Permane il rischio-bolla nel mercato immobiliare, e la banca centrale sembra indirizzata ad aumentare i tassi di interesse di soli 20 punti base, ma il governo continuerà a perseguire un programma di prudente riduzione dei rischi nei settori immobiliare e finanziario, concentrandosi sulla “crescita di qualità” e ponendo quindi maggiore attenzione sulla tecnologia, sull’ambiente e sui consumi interni.

Holiday working e mercato immobiliare turistico, un modo diverso di concepire la casa vacanza

Il fenomeno dell’Holiday Working interessa i comuni ben collegati con la città, che garantiscono un rientro immediato in caso di richiamo in servizio presso la sede di lavoro, vicini a centri abitati più grandi con servizi ed infrastrutture adeguate.

Da quando la pandemia è arrivata nelle nostre vite la modalità di concepire la casa è cambiata. La richiesta di spazi più ampi e di spazi esterni ha caratterizzato il mercato immobiliare post pandemia ed anche il mercato della casa vacanza è stato in qualche modo impattato dal coronavirus: in alcune località è stata piuttosto sostenuta la richiesta di immobili più ampi ma con tassativa presenza di balcone, terrazzo o giardino, in modo da poter trascorrere periodi più lunghi oltre la classica vacanza.

In questi mesi si è parlato molto di remote working, con ricerche di casa in affitto per lunghi periodi nelle località di vacanza. Peraltro, già nel primo lockdown si era rilevato il fenomeno della permanenza più lunga nelle case vacanze già di proprietà, che è continuato anche nelle ondate successive ed ha ristretto l’offerta disponibile in diversi periodi dell’anno, anche in alta stagione, da parte di coloro che l’affittavano per integrare il reddito. Questa tendenza è stata alimentata grazie al ricorso allo smartworking e alla DAD, che hanno permesso ad intere famiglie di trasferirsi in località di mare o di montagna, cercando case in affitto per periodi più lunghi (da maggio-settembre) e lavorare (e studiare) da remoto.

Naturalmente, il fenomeno ha interessato i comuni ben collegati con la città, che garantiscono un rientro immediato in caso di richiamo in servizio presso la sede di lavoro, vicini a centri abitati più grandi con servizi ed infrastrutture adeguate (es. vicinanza a uscite autostradali). Inoltre, la ricerca di casa in affitto per periodi più lunghi ha dovuto fare i conti anche con la disponibilità di immobili sul mercato, poichè molti proprietari hanno deciso di utilizzare per sè gli immobili, ed altri hanno ritenuto poco profittevole affittare per lunghi periodi preferendo affittare per periodi più brevi a prezzi più elevati. Ciò ha determinato una tenuta dei valori della casa vacanza, sia al mare che in montagna o al lago.

SICILIA – Il fenomeno dell’holiday working ha interessato molti siciliani, che hanno anche affittato casa al mare per tre mesi, principalmente nei comuni ben collegati con la città come Balestrate, Terrasini, Cinisi, Castellammare, Scopello, San Vito Lo Capo, Cefalù, Casteldaccia. Dopo il primo lockdown, tanti hanno espresso il desiderio di acquistare la casa in queste località, spinti anche dal timore di non potersi spostare. Nella zona di Castellammare del Golfo, per un bilocale di 4 posti letto in media i prezzi per settimana si aggirano sui 500 euro a Giugno, 600 euro Luglio, 700 -800 euro ad Agosto e 600-700 euro a Settembre. Su Scopello, le ville si affittano a 800 euro a giugno, 1000-1200 euro a luglio, 1200-1500 euro ad agosto e 1000-1200 euro a settembre. A Cefalù i prezzi si aggirano attorno agli 800 euro al mese, e l’offerta è decisamente più ampia rispetto alle altre zone di mare. A Sciacca si affitta a circa 1000 euro al mese anche in alta stagione, mentre ad Ortigia 70 mq si affittano a 1600 euro al mese (alta stagione estiva).

SARDEGNA – Nell’ultimo anno a Villasimius si è avuto un incremento di acquisti di soluzioni con ampie zone giorno e verande, dal momento che tanti stanno valutando lo smartworking.

LAZIO – In alcune località del litorale laziale come Terracina, S. Felice, Sabaudia, Lido di Latina, Nettuno, Scauri, già da Gennaio si registravano richieste di affitti di casa vacanza per il mese di luglio ed agosto. Molti proprietari sono ancora incerti sul da farsi, se affittare le abitazioni o tenerle per sé, in attesa delle decisioni sugli spostamenti, e questo crea una certa penuria di offerta. Nelle zone di Nettuno, Ardea, Lavinio ed Anzio si registra un aumento delle compravendite di casa vacanza. Acquistano residenti a Roma e nella zona dei Castelli Romani, alla ricerca di una soluzione con spazi esterni oppure con vista mare e quanto più possibile vicina al mare. Secondo Wikicasa, si rafforza anche la tendenza ad acquistare la prima casa in queste località in quanto ben collegate con Roma.

CAMPANIA – Nel cilentano gli acquirenti di casa vacanza sono campani, mentre l’offerta nella Costiera Amalfitana è a rilento poiché il bacino di utenza è prettamente straniero. Relativamente alle locazioni estive, un monolocale nella periferia di Amalfi si affitta anche a 4500 euro al mese a luglio e ad agosto.

LAGO DI GARDA – Sul Lago di Garda le richieste si indirizzano soprattutto verso le nuove costruzioni con spazi esterni. A Desenzano del Garda, per esempio, un bilocale di quattro posti letto si affitta a 1200 euro al mese a giugno, 2000-2300 euro al mese a luglio e 2500–2800 euro ad agosto.  

MONTAGNA – Molto vivace il comparto delle locazioni, soprattutto nelle ultime settimane di progressiva riapertura. Le richieste si sono indirizzate anche per i mesi che normalmente destano poco interesse, come maggio-giugno e settembre-ottobre, per via dello smartworking. Il clima più secco della montagna, nei mesi estivi, favorisce le lunghe permanenze, sebbene con l’Italia in zona bianca la tendenza potrebbe subire un rallentamento in attesa delle previsioni per l’autunno, che nonostante le vaccinazioni presenta ancora numerose incertezze sul pieno ritorno alla normalità.

L’Olanda vince all’esordio, 3-2 all’Ucraina di Shevchenko

AMSTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – L'Olanda fa e disfa ma alla fine la spunta alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam e apre con una vittoria il proprio cammino nel girone C di Euro2020. L'Ucraina sogna la rimonta ma crolla sul 3-2 in un folle secondo tempo e i 'tulipanì tornano a vincere in un Europeo per la prima volta dal 2008 pur complicandosi la vita nel finale. Una gara che ha regalato spettacolo sin da subito e che ha visto gli oranje prendere in mano l'iniziativa per primi. L'Olanda è bella ma poco concreta nei primi 45', in cui il migliore in campo degli avversari è Bushchan: importanti le sue uscite su Dumfries e Weghorst, quest'ultimo poco cattivo a tu per tu con l'estremo difensore ucraino, protagonista anche col bel riflesso sulla conclusione da fuori di Wijnaldum con leggera deviazione. Ma è al 40' che Dumfries si divora la palla gol più nitida: completamente dimenticato dalla difesa ospite, l'esterno della squadra di De Boer ha tutto il tempo per prendere la mira di testa, spedendo malamente sul fondo. L'Ucraina di Shevchenko e Tassotti, pericolosa solamente in contropiede grazie al lavoro di Yaremchuk e Yarmolenko, respira sul duplice fischio dell'arbitro Brych e torna negli spogliatoi con un prezioso 0-0. L'Olanda, però, si sblocca nella ripresa e passa per due volte in sette minuti, con la complicità di alcuni errori difensivi. Al 52' il buco di Mykolenko, Buschnan questa volta non è perfetto nella respinta sul cross dalla destra e a rimorchio arriva il solito Wijnaldum, che di prima intenzione infila per l'1-0. Al 58', Dumfries sfonda ancora da quella parte, Matviyenko non spazza e Weghorst fa 2-0, dopo un check al Var per un'azione caotica all'interno dell'area ucraina. L'Olanda sembra poter gestire senza affanni ma abbassa la guardia troppo presto. Al 75' Yarmolenko disegna un arcobaleno mancino imprendibile per Stekelenburg, al 79' Yaremchuk firma di testa il pareggio sulla punizione battuta da Malinovskyi. Ma non è finita: gli oranje trovano nuove energie per attaccare, Dumfries svetta sul cross di Akè e, con la collaborazione di Bushchan, riporta i suoi avanti sul 3-2 definitivo. L'Olanda è prima nel girone al pari dell'Austria, Ucraina a 0 con la Macedonia.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Non basta Pandev alla Macedonia, l’Austria vince 3-1

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – L'Austria sconfigge per 3-1 la Macedonia del Nord nella gara inaugurale del gruppo C e bagna il debutto con una vittoria. Sfuma il primo storico punto invece per Pandev e compagni, all'esordio assoluto nella competizione. Gara decisa dalle reti di Lainer, Gregoritsch e Arnautovic, che vanificano il momentaneo pari di Pandev. Il primo squillo arriva solo al 18' ma permette all'Austria di portarsi in vantaggio. Sventagliata di Sabitzer a pescare sul secondo palo Lainer, che con un destro al volo batte Dimitrievski e sblocca la gara. L'Austria appare in controllo del match, tuttavia paga a caro prezzo una disattenzione difensiva. Al 28' Pandev ristabilisce infatti la parità approfittando di un'ingenuità del portiere, il quale perde palla nel tentativo di anticipare Trajkovski. Per l'attaccante del Genoa è un gioco da ragazzi depositare la sfera nella porta vuota. Tutto da rifare per gli austriaci, ma la Macedonia del Nord si chiude a protezione del pari e riesce a difendere l'1-1 fino all'intervallo. Nella ripresa parte meglio l'Austria, che dà vita ad un vero e proprio assedio. Il fortino eretto dai nord macedoni però resiste e Foda si affida quindi ai cambi: dentro Arnautovic e Gregoritsch per cercare di dare una svolta alla partita. Bachmann riscatta l'errore precedente e salva su Nikolov, Dimitrievski è invece molto reattivo smanacciando sulla girata di testa di Gregoritsch. Poco male per l'austriaco, che si riscatta al 77' anticipando tutti sul cross di Alaba e siglando la rete del 2-1. Le sostituzioni operate da Foda continuano a dare i loro frutti e nei minuti finali Arnautovic cala il tris, approfittando di un errore di Bejtulai.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Djokovic vince in rimonta il Roland Garros, Tsitsipas ko

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Novak Djokovic vince il Roland Garros rimontando due set di vantaggio a Stefanos Tsitsipas. Il numero 1 al mondo ribalta lo score sul 6-7 2-6 6-3 6-2 6-4 dopo 4h12' e si aggiudica lo Slam numero 19, portandosi a una sola lunghezza dai 20 di Roger Federer e Rafael Nadal. Il serbo, inoltre, è il primo tennista dell'era Open (e il terzo nella storia) a vincere per almeno due volte tutti e quattro i Major. Qualche rimpianto per Tsitsipas che, dopo due set di grandissimo livello, ha dovuto combattere con alcuni problemi fisici alla parte bassa della schiena, per cui ha anche richiesto l'intervento del fisioterapista alla fine del terzo parziale.
"E' un sogno che si è realizzato ancora una volta. Ringrazio il pubblico, anche oggi un'atmosfera stupenda. Ringrazio tutto il mio staff, i miei genitori, mia moglie, penso agli ultimi due match contro due giocatori fantastici, non è stato facile fisicamente e mentalmente ma ho avuto grande fiducia nelle mie capacità" le prime parole del serbo dopo il trionfo.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Covid, 1.390 nuovi casi e 26 decessi nelle ultime 24 ore

ROMA (ITALPRESS) – Sono 1.390 i nuovi casi di Coronavirus in Italia (ieri 1.723) a fronte di 134.136 tamponi effettuati, determinando un tasso di positività dell'1,04%. E' quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. I decessi sono stati 26 nelle ultime 24 ore, in calo rispetto ai 52 registrati ieri.
I guariti sono 3.460 e gli attuali positivi scendono a 160.313 (2.096 in meno rispetto a ieri). I ricoverati nei reparti ordinari sono 3.542. Le terapie intensive sono 565 ricoverati con 20 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare sono 156.206 persone. La regione con il maggior numero di casi è la Lombardia (257), seguita da Sicilia (183), e Campania (147).
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Esordio vittorioso per l’Inghilterra, Sterling piega la Croazia

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L'Inghilterra non stecca all'esordio davanti ai propri tifosi e batte la Croazia per 1-0 nella partita inaugurale del gruppo D grazie alla rete di Sterling che consente agli uomini di Southgate di mettere al sicuro i primi 3 punti di Euro 2020. Parte con il piede sull'acceleratore l'Inghilterra, caricata dal pubblico di Wembley, tanto che bastano 6 minuti per vivere la prima emozione. Foden riceve al limite dell'area, si sposta la palla sul sinistro e calcia; Livakovic è battuto, ma a negare la gioia del gol al giovane talento del Manchester City ci pensa il palo che respinge la sfera. Pochi minuti e tocca a Phillips cercare la botta da lontano sugli sviluppi di un calcio d'angolo con Livakovic a metterci le mani deviando il pallone. La ripresa si apre con la Croazia a palleggiare tanto che il primo tiro in porta è quello di Modric con Pickford che blocca. Il gol, però, lo trova l'Inghilterra sull'asse Phillips-Sterling: passaggio filtrante del mediano per l'attaccante che calcia in area di rigore senza lasciare scampo a Livakovic firmando il vantaggio. Gli uomini di Southgate trovano nuove energie dopo il gol, Mount mette in mezzo verso Kane che però arriva all'appuntamento leggermente in ritardo mandando alto sopra la traversa, poi è lo stesso Mount su punizione a non trovare la rete per questione di centimetri. La Croazia ci prova fino all'ultimo, ma al triplice fischio di Orsato è l'Inghilterra a portare a casa l'intera posta in palio festeggiando i primi 3 punti dell'avventura europea davanti ai propri tifosi.
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