Maggio 17, 2026
Home Articles posted by Redazione (Page 170)

Malagò “Cancellazione Tokyo? Basta ‘terrorismo verbale”

ROMA (ITALPRESS) – "Le notizie che ho sono assolutamente di prima fonte. I soggetti legittimati a esprimere la loro opinione sono il governo giapponese, il Comitato organizzatore e il Cio e c'è sempre stata una risposta unanime. Credo che fare 'terrorismo verbalè, a prescindere dalle opinioni che vanno rispettate, non so quanto sia giusto". Giovanni Malagò, presidente del Coni, ai microfoni di Sky Sport 24 commenta così l'appello dei medici sportivi giapponesi perchè i Giochi di Tokyo siano cancellati. "Non ci sono assolutamente margini di rischio, poi ogni cosa nel mondo dello sport come negli altri settori è legata a dei condizionamenti, a dei parametri. Stiamo facendo di necessità virtù, il Cio per primo, immaginate cosa significa organizzare per 17 giorni un'Olimpiade", sottolinea ancora il presidente del Comitato Olimpico italiano, che a Tokyo si aspetta tanto dal nuoto che in questi giorni sta facendo faville agli Europei di Budapest. "Il nuoto sta portando da molto tempo risultati importanti. Sicuramente è una delle discipline su cui il Coni punta di più per fare risultati a Tokyo". Ma anche il tennis rappresenta un punto di forza, come dimostrano i risultati dei vari Sinner, Berrettini e Sonego. "Non solo abbiamo un mix fra meno giovani e ragazzi che hanno grandi prospettive ma anche persone che mi sembra abbiano la testa, la mentalità fisica e tecnica per farci sognare. Le Atp Finals a Torino evento Covid-free? L'obiettivo è questo. Ci auguriamo in quella data che la vaccinazione di massa sia stata raggiunta". Sul fronte calcio, le norme approvate dalla Figc su ingaggi e Superlega rappresentano una direzione "obbligata più che virtuosa. Quando un anno fa il campionato era ancora fermo e l'unica preoccupazione era ricominciare, mi sono permesso di esprimere un concetto: giusto ripartire, e il calcio è stato bravissimo a farlo, ma era ed è anche indispensabile creare dei correttivi perchè il sistema con questi numeri non sta in piedi. Mourinho alla Roma? E' un valore aggiunto per il calcio italiano. La piazza aveva bisogno di qualcosa di importante, di eclatante – conclude il numero uno dello sport italiano – Le aspettative sono molto alte, poi vediamo quello che succede". (ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

La “Generazione Z” riscopre l’agricoltura sostenibile

ROMA (ITALPRESS) – La Fondazione Enpaia (l'Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) e il CENSIS hanno presentato il 3° numero dell'Osservatorio del mondo agricolo, dal titolo "La riscoperta dell'agricoltura nella youth economy". Lo studio fotografa il nuovo rapporto dei giovani con la terra, con la produzione e il consumo del cibo, con l'impresa e il lavoro in agricoltura. Nell'Italia post Covid-19 sono loro i veri protagonisti del futuro: i Millennial, nati tra metà degli anni Ottanta e metà del decennio successivo e la Generazione Z, nata tra metà degli anni Novanta e metà degli anni Zero. Pronti a rilanciare i valori di un'agricoltura sostenibile nel perimetro della youth economy dopo l'esperienza dell'emergenza sanitaria.
Per 9 giovani su 10 sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale sono le priorità nell'agenda italiana del futuro prossimo e l'agricoltura, in particolare, è il settore che prima e meglio degli altri ha interpretato queste urgenze. Per il 60% della GenZ (composta dai 15-24enni), infatti, gli agricoltori hanno operato per rendere la filiera del cibo sostenibile, il 48% per i Millennial.
Agricoltura sostenibile per i giovani significa anche concrete opportunità lavorative, con l'88,7% convinto che sia possibile creare occupazione di qualità, con valori che arrivano all'89,5% tra i giovanissimi della GenZ. Per il 51,7% dei giovani il settore agricolo si rilancerà prima degli altri nel post Covid-19 e per l'82% – è l'l'85% nella GenZ – questa ripresa sarà decisiva in altri ambiti oggi in difficoltà, come il turismo e la filiera del food.
Le nuove generazioni, insomma, riscoprono l'agricoltura e non è un caso se tra le imprese agricole nate nell'ultimo decennio l'11,3% abbia un titolare giovane, pronto a scommettere sull'innovazione tecnologica e la digitalizzazione dei sistemi di produzione.
Oggi il 60,2% dei giovani è convinto che il percorso verso lo sviluppo nel dopo pandemia sarà lungo e difficile, perchè "il colpo subito è stato duro e ci ritroveremo con i soliti problemi aggravati". Ad esserne più sicuri sono i Millennial (63,8%), scottati in prima persona dalla crisi del 2008.
Pur abituati a vivere e lavorare in un ambiente ostico, i giovani mostrano tuttavia un'inattesa tenacia nel voler stare in partita e l'89,8% ritiene che per questa fase lo stato d'animo appropriato sia essere orientato allo sforzo per realizzare i propri progetti e raggiungere i propri obiettivi.
Non sorprende, allora, che quasi il 91,7% dei giovani italiani sia favorevole a dare aiuti alle imprese agricole che scelgono di investire nelle tante forme di sostenibilità ambientale, coerenti con nuovi stili di vita più digital e aperti a un'economia di tipo circolare.
L'agricoltura praticata dai giovani in questi anni è ad alta intensità di tecnologie e le aziende hanno saputo valorizzare le opportunità dell'Ict. Diventa una necessità, pertanto, puntare sull'innovazione tecnologica per aiutare il mondo rurale nel suo sviluppo.
Per i giovani, la sostenibilità resta il criterio regolatore per eccellenza di economia e società. Pensando al post Covid-19, infatti, emerge che il 62,8% farà più attenzione a ridurre gli sprechi, con quote analoghe tra GenZ (60,7%) e Millennial (63,5%); il 46,4% farà la raccolta differenziata per i rifiuti, mentre il 32,2% acquisterà prodotti locali, a km zero, per limitare l'inquinamento; il 32,1%, poi, eviterà acquisti di prodotti in plastica (è il 43,8% tra la GenZ e il 27,9% tra i Millennial).
Sono alte le quote di giovani che invece non hanno fiducia in istituzioni di vario tipo: è così per partiti politici (78% GenZ, 75% Millennial, ed è l'81% nel totale popolazione), amministrazioni locali (62% GenZ, 61% Millennial ed è il 64% nella popolazione), Pubblica amministrazione (61% GenZ, 61% Millennial ed è il 68% sul totale della popolazione), Ue (48% GenZ, 56% Millennial ed è il 61% sul totale della popolazione) e media (50% GenZ, 54% Millennial ed è il 60% sul totale della popolazione). Il lavoro è la grande incertezza per i giovani italiani: il 43,3% di chi un lavoro ce l'ha teme di perderlo, con un grado di incertezza superiore addirittura a quella legata ai rischi sulla salute (il 34,5%). Infine, la grande maggioranza di GenZ (82%) e Millennial (81%) ritiene che la competizione sui mercati debba contemperarsi con una buona protezione sociale.
Secondo il presidente della Fondazione Enpaia, Giorgio Piazza, "i dati dell'Osservatorio dimostrano ancora una volta come il settore agricolo costituisca un asset strategico per l'economia nazionale e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. L'agroalimentare è il settore del futuro e sarà il traino per la ripresa economica del Paese post pandemia. A mio avviso – aggiunge Piazza – sono tre i cardini su cui puntare: innovazione tecnologica, sostenibilità e giovani. Soprattutto bisognerà sostenere concretamente questi ultimi, convinti che il percorso post Covid sarà lungo e difficile, ma al tempo stesso determinati nel realizzare i propri progetti e raggiungere i propri obiettivi. Stabilità del lavoro e protezioni sociali costituiscono le maggiori incertezze delle nuove generazioni, ma anche il terreno su cui verranno misurate le istituzioni e la rappresentanza politica".
Per il presidente del CENSIS, Giuseppe De Rita, "per tornare a crescere non basteranno Stato, piani dall'alto e tanti soldi: fondamentale sarà stimolare la voglia di fare impresa degli italiani combattendo la tentazione psichica ad accucciarsi, a valutare il rischio come minaccia e a cercar sempre e solo protezione. Ecco perchè i giovani sono pronti a giocarsela in agricoltura, sono un esempio concreto di come ripartire dal basso, dalla voglia di fare delle persone. Su questo è importante puntare, tutto il resto, inclusi i piani con tanti finanziamenti, servono d'aiuto".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Mattarella “Tra otto mesi potrò riposarmi”

ROMA (ITALPRESS) – "Quando mi è stato chiesto se ero disposto ad essere eletto Presidente della Repubblica mi sono preoccupato, conoscevo quanto fosse impegnativo e faticoso questo compito, però vi sono due cose che aiutano: ho chiamato dei collaboratori molto bravi, l'altra è che in Italia in base alla nostra Costituzione non c'è un solo organo che decide ma tanti organi diversi, le decisioni sono distribuite tra tante persone, molte decisioni di vita quotidiana le prende il Governo, molte le prende il Parlamento. Il Presidente della Repubblica deve seguire tutto per potere intervenire con dei suggerimenti. L'attività è molto impegnativa ma tra 8 mesi il mio incarico termina, io sono vecchio e tra qualche mese potrò riposarmi". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando con alcuni alunni di una scuola primaria di Roma.
"La legge più importante in Italia è la Costituzione, contiene molte indicazioni che sono distribuite nei suoi articoli. All'inizio la Costituzione all'articolo 2 dichiara i diritti inviolabili di ogni cittadino, subito dopo l'articolo 3 indica il valore dell'uguaglianza, questo è il principale diritto su cui si basa anche una quantità di altri diritti – ha spiegato Mattarella agli alunni -. Siamo tutti uguali di fronte alla legge, bambini, grandi, vecchi, femmine, maschi, qualunque sia la nostra opinione, condizione economica e sociale, qualunque sia il colore della pelle, l'etnia siamo tutti uguali". "C'è una cosa che ce l'ha ricordato nell'ultimo anno, quella cosa triste che è la pandemia – ha aggiunto il capo dello Stato -. Portiamo tutti la mascherina e questa malattia così grave ci ha ricordato che siamo tutti uguali. Questo è il fondamento di ogni diritto: l'uguaglianza tra i cittadini. Dobbiamo rispettarci tutti nella stessa maniera e misura".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Immobile attacca, Cairo risponde, rissa social dopo Lazio-Torino

ROMA (ITALPRESS) – Rabbia, rancori mai sopiti, forse anche antipatia personale. C'è tutto e di più nella 'rissa social' tra l'attaccante e bomber della Lazio Ciro Immobile ed il presidente del Torino Urbano Cairo. Tutto, secondo la punta napoletana, sarebbe nato dopo lo 0-0 di ieri sera all'Olimpico che ha permesso ai granata di restare in A, condannando il Benevento. "Tutti sanno chi è Ciro Immobile. Dentro il campo, e soprattutto fuori – tuona Immobile sui suoi social – Posso accettare le critiche al calciatore, non gravi offese diffamatorie all'uomo che sono. Soprattutto se quest'ultime arrivano da dirigenti del mondo del calcio. Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all'ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con 'il sangue agli occhì, e altre cose riguardanti anche la gara d'andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al Covid. Non smetterò mai di ringraziare il Presidente Cairo per avermi dato la possibilità di consacrarmi nel Torino come calciatore, ma non posso sorvolare su un episodio che oltrepassa la dimensione calcistica. Tutti sanno chi è Ciro Immobile – termina il biancoceleste – un calciatore, sì, ma soprattutto un uomo rispettoso delle regole e dei principi della lealtà. Non posso tollerare ingiurie ed infamie che diffamino, senza alcun valido motivo, la mia persona". A stretto giro di posta arriva la risposta, sempre via social, di Cairo: "Ciro Immobile mi accusa di averlo affrontato a fine gara e sostiene che tutti sanno chi è Ciro Immobile. Ebbene, anch'io so chi è Ciro Immobile. Un calciatore che è venuto al Torino dopo un campionato deludente al Genoa per rilanciarsi. Ventura gli ha dato fiducia e lui ha fatto bene al Toro. Io pensavo che rimanesse volentieri almeno un altro anno e lui, Ciro Immobile, invece ha fatto il diavolo a quattro per andare al Borussia Dortmund. Ha avuto un altra stagione deludente e il Borussia lo ha prestato al Siviglia. Anche lì, Ciro Immobile non è andato bene e allora mi ha telefonato e mi ha chiesto per favore di tornare al Toro. Io, che gli ero affezionato, l'ho accontentato. Ha fatto un girone di ritorno non molto brillante, ma io che ci tenevo molto a lui lo avrei voluto riscattare comunque. Ma lui, Ciro Immobile, questa volta non mi ha chiamato personalmente, ma mi ha fatto dire dal suo procuratore che per motivi personali non poteva restare a Torino. E allora – conclude il presidente del Torino – non l'ho riscattato perchè ho capito chi è Ciro Immobile…".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Di Maio “Per i Balcani nell’Ue L’Italia è in prima linea”

ROMA (ITALPRESS) – "L'ingresso di tutti i Paesi balcanici è un obiettivo ambizioso, ma certamente fattibile e l'Italia è in prima linea per realizzarlo. I Paesi della regione devono affrontare sfide complesse ma necessarie. Ciascuno completerà il percorso secondo le proprie capacità, ma è fondamentale che tutti raggiungano questo obiettivo strategico". Lo afferma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un'intervista al Piccolo, commentando l'idea, evocata dal presidente sloveno Borut Pahor, di un allargamento dell'Unione a tutti i Paesi balcanici extra-Ue contemporaneamente.
"A Bruxelles abbiamo tutti condiviso che l'Ue non può guardare ai Balcani Occidentali semplicemente come a una delle regioni del proprio vicinato – sottolinea il ministro -. E' la porta di casa e questo impone un'assunzione di responsabilità maggiore. Tutti gli Stati membri sono a favore dell'allargamento, anche se possono esservi differenti sensibilità tra i Ventisette su singoli punti. E' su questa base che occorre lavorare per un cambio di passo da parte dell'Ue".
"Lasciare questi Paesi fuori dalla Ue sarebbe un errore di portata storica, un'ingiustificata miopia politica che favorirebbe attori terzi non necessariamente interessati alla piena integrazione della regione nella Unione – dice ancora Di Maio -. Verrebbe inoltre meno la leva più importante a nostra disposizione per risolvere le questioni aperte e sciogliere i nodi politici che ancora oggi bloccano lo straordinario potenziale dell'area".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Bach “Almeno il 75% degli atleti vaccinati a Tokyo”

TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Thomas Bach non ha dubbi: le Olimpiadi di Tokyo, slittate al 2021 per la pandemia di Covid-19 e in programma dal 23 luglio all'8 agosto, si svolgeranno regolarmente e in totale sicurezza. Parlando in diretta alla sessione di apertura della Commissione di coordinamento dei Giochi, il presidente del Cio ha assicurato che "almeno il 75% dei residenti nel Villaggio Olimpico sarà vaccinato", in virtù di un accordo firmato con l'azienda farmaceutica statunitense Pfizer. "E abbiamo buone ragioni per credere che questo tasso salirà ben oltre l'80%", ha aggiunto fiducioso Bach. Oltre al numero uno dello sport mondiale, sicuro che "il mondo intero apprezzerà e celebrerà le virtù del Giappone il 23 luglio, durante la cerimonia di apertura", anche Seiko Hashimoto, presidente del comitato organizzatore, Yuriko Koike, governatore della regione di Tokyo e il presidente della Commissione di coordinamento John Coates hanno ribadito che i Giochi andranno in scena questa estate come da copione, evidenziando tutte le misure di sicurezza che verranno prese e ricordando il successo degli ultimi test event a Tokyo, che hanno fatto registrare un solo caso di positività al Covid-19. Hashimoto ha anche confermato che sarà presa a giugno una decisione sull'accesso del pubblico alle competizioni, a seconda dell'evoluzione della pandemia. Nonostante la fiducia delle istituzioni, però, l'opinione pubblica continua ad essere in gran parte sfavorevole all'organizzazione delle Olimpiadi in Giappone. L'ultimo appello ad una clamorosa marcia indietro arriva dalla Tokyo Medical Practitioners Association, un'associazione composta da oltre 6000 medici giapponesi che ha inviato una lettera alle autorità competenti per ammonire sui rischi di un evento simile in piena pandemia. "Riteniamo che la decisione più giusta sia quella di annullare un evento che ha la possibilità di aumentare il numero di persone contagiate e i decessi – si legge nella missiva – I virus sono diffusi dai movimenti delle persone. Il Giappone avrà una pesante responsabilità se le Olimpiadi e le Paralimpiadi peggioreranno la pandemia, aumentando il numero di chi soffrirà e morirà". Per il momento, però, l'appello sembra caduto nel vuoto.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Ponte sullo Stretto, con le tre campate si torna al punto di partenza

MILANO (ITALPRESS) – Tutto azzerato sul Ponte di Messina. Si torna alla casella di partenza come nel gioco dell'oca. Il collegamento stabile fra la Sicilia e la Calabria è utile e necessario ma con un progetto a tre campate anzichè una sola come era stato deciso dopo più di mezzo secolo di studi e venti anni di progettazione.
Il gruppo di lavoro istituito dall'ex ministro Paola De Micheli, presso il ministero delle Infrastrutture, sostiene che esistono importanti motivazioni per realizzare il Ponte all'interno del corridoio europeo che va da Berlino a Palermo. Tuttavia il progetto a campata unica viene abbandonato per un altro a tre luci su un tracciato differente rispetto a quello che ha attraversato un percorso autorizzativo durato 20 anni. Una maniera pilatesca per dare astrattamente il via libera, ma di fatto bloccando tutto.
La realizzazione del nuovo progetto di due antenne basate sui fondali profondi dello Stretto, riprende gli studi di una soluzione lungamente dibattuta a livello di fattibilità. Era stata scartata ad inizio degli anni '90 per inefficienze economiche e problematiche tecniche ed ambientali. Viene riproposta oggi senza elementi innovativi.
Un progetto differente rispetto a quello del consorzio Eurolink basato su studi specifici del ponte a campata unica, che poi ha portato al progetto preliminare, ad una gara internazionale per la costruzione, allo sviluppo di un progetto definitivo, che è stato rivisto, validato e approvato da vari enti ed Istituzioni internazionali. Prevede un ponte sospeso, a campata unica, lungo 3.666 metri, con luce centrale di 3.300 metri. Tale lunghezza eccede di oltre il 60% l'ampiezza del ponte sospeso più lungo del mondo, il Ponte di Akashi-Kaikyo in Giappone. Dovrebbe essere sostenuto da due torri di 382 metri. Anche in altezza, il Ponte sullo Stretto supererebbe il record mondiale attuale, detenuto dal Viadotto di Millau in Francia (341 metri).
Le torri serviranno da ancoraggio per cavi d'acciaio del diametro di 1.24 metri e lunghezza 5300 metri. Il ponte dovrà resistere a sollecitazioni sismiche fino al settimo grado della scala Richter. Una magnitudo, tanto per capire, paragonabile a quella del terremoto del 1908 aveva distrutto Messina. Avrebbero sede tre corsie viarie, più una di emergenza, per ogni senso di marcia; due linee ferroviarie e due corsie pedonali. La capacità di smaltimento del traffico sarebbe di circa 6000-9000 automezzi all'ora e 200 treni al giorno. I lavori per la costruzione del ponte includono la realizzazione di collegamenti con le esistenti strutture viarie e ferroviarie, ovvero l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria, la Messina-Catania, la Messina-Palermo e la ferrovia ad alta velocità che dovrebbe collegare in futuro Napoli e Reggio con un prolungamento ad Alta capacità fino a Palermo.
Questo piano e già costato 350 milioni e non ha bisogno di essere rivisitato. L'analisi di fattibilità tecnico-economica è stata fatta, la valutazione di impatto ambientale anche, la conferenza dei servizi conclusa, l'ok del Cipe ottenuto nel lontano 2003. Servirebbe soltanto un Decreto legge per rianimare la società Stretto di Messina.
Tanto più che i fondi non mancano. Senza voler scomodare i finanziamenti del Pnrr che vanno spesi entro il 2026 ci sono i 30 miliardi del Fondo di Coesione stanziati dal governo. Il 56% va impiegato al Sud. Il costo per Ponte, attualmente, è stimato in quattro miliardi. Anche ipotizzando il prevedibile aumento della spesa si deve tenere conto dei centomila posti di lavoro che verrebbero creati in otto anni e agli incassi successivi legati ai pedaggi. Per capire basterà ricordare che l'Eurotunnel partito con un budget di tre miliardi è arrivato a 10. Il successo è stato tale che, dopo qualche incertezza iniziale si pensa al possibile raddoppio.
Sulla tenuta anti-sismica il progetto era stato elaborato in sintonia con l'Ingv, ha avuto il via libera del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, l'ok dei massimi esperti del Politecnico di Milano, approvata dall'americana Parson Transportation. Sono stati fatti studi ampiamente conservativi in grado di rassicurare su oscillazioni determinate da un evento sismico paragonabile a quello che devastò Messina nel 1908 considerato dopo anni di studi il massimo possibile nell'area, anche tutte le simulazioni della galleria del vento hanno avuto esito positivo.
Lo stesso gruppo di lavoro del Ministero delle Infrastrutture esprime le difficoltà tecniche per una soluzione alternativa al progetto definitivo in essere. Il terzo pilone, infatti, dovrebbe poggiare sul fondale dello Stretto che tutte le indagini hanno mostrato essere molto fragile: "Per ponti a più campate con pile in alveo, dovranno essere condotte indagini geofisiche, geologiche, geotecniche, fluidodinamiche – scrivono i supertecnici -. Si dovranno analizzare le azioni e gli effetti delle correnti marine, la presenza di faglie, frane sottomarine e di tutti i tipi di accumuli di sedimenti sommersi che possono subire deformazioni, spostamenti, rottura, liquefazione dinamica. Le indagini dovranno permettere di valutare il comportamento meccanico dei volumi di terreno che influenzano e sono influenzati dalle opere a terra e in alveo".
Significa che, in ogni caso, anche la soluzione a tre archi avrà bisogno di nuove indagini. Ripartiremo daccapo per arrivare, con tutta probabilità alle conclusioni attuali. Nel frattempo saranno stati buttati via tempo e alto denaro pubblico in consulenze, piani, nuovi progetti che alla fine non saranno dissimili da quelli di oggi.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Meloni “Abolire subito il coprifuoco o non recuperiamo il turismo”

ROMA (ITALPRESS) – "Se continuiamo con il coprifuoco il turismo non lo recuperiamo più. E' una misura illegittima, in una democrazia lo Stato non ha la libertà di dirti quando uscire di casa, noi lo abbiamo accettato all'inizio ma dopo un anno e mezzo va abolito, e va abolito oggi. Inoltre è una misura inutile perchè significa comprimere gli orari e questo porta agli assembramenti e non li toglie". Lo ha detto il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a Mattino Cinque.
Organizzare le vaccinazioni anche nei luoghi di vacanza "non era chiedere troppo – ha proseguito Meloni -. Il turismo è un altro grandissimo malato, non si può considerarla una attività secondaria e sacrificabile. Credo che serva uno sforzo di organizzazione non solo per consentire agli italiani di andare in vacanza, ma per consentire anche ai turisti stranieri di venire in Italia".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Si accende lo scontro M5S-Rousseau sui dati degli iscritti

ROMA (ITALPRESS) – E' sempre più scontro tra il MoVimento 5 Stelle e l'Associazione Rousseau sui dati degli iscritti. In un post su Facebook, il M5S denuncia "un fatto gravissimo. Il Movimento 5 Stelle la scorsa settimana ha ordinato, in conformità a legge, all'Associazione Rousseau, responsabile del trattamento dei dati, di restituire al M5S i dati relativi agli iscritti del Movimento, diffidandola dal continuare ad utilizzarli, indicando il termine di 5 giorni per organizzarsi e provvedere alla restituzione. Decorso tale termine e previa ulteriore comunicazione di conferma, i nostri esperti informatici e periti forensi si sono recati presso gli uffici dell'associazione Rousseau per ricevere i dati in consegna. Purtroppo, l'Associazione Rousseau, non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo – prosegue il M5S -. In tale modo l'Associazione Rousseau cerca di ostacolare e di rinviare, come già da tempo, la possibilità per gli iscritti del movimento di esercitare i propri diritti associativi e di esprimersi sul nuovo progetto politico. Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette". Per il M5S "è inaccettabile che un soggetto privato possa tentare di ostacolare l'attività di una forza politica del Parlamento e di governo, accampando pretestuose e incomprensibili motivazioni, anche di natura economica".
In una lunga nota, l'Associazione Rousseau replica: "Dare vita a un "blitz", dalla sera alla mattina, per ottenere a forza la proprietà dei dati degli iscritti senza il loro consenso rappresenta per noi una forzatura inaccettabile da qualunque punto di vista tanto giuridico quanto etico". "L'operazione che gli asseriti rappresentanti del Movimento 5 stelle vogliono porre in essere è un vero e proprio atto di forza che non tiene conto della volontà degli iscritti ai quali non viene chiesta alcuna autorizzazione e dai quali non si dice chi sia il destinatario dei dati, nè quali saranno le politiche di gestione di tali dati", prosegue l'associazione.
"Se si consegnassero i dati con le modalità richieste dall'ex reggente Vito Crimi – prosegue l'Associazione Rousseau – gli iscritti non potrebbero rinnovare la loro iscrizione annuale e ciò determinerebbe la possibile decadenza dell'iscrizione e la perdita del loro diritto di voto; sarebbe impedito a chi ha avviato un'iscrizione 6 mesi fa di poter caricare la documentazione per ottenere la certificazione e sarebbe impedita la possibilità di votare, come previsto dallo Statuto".
"Ancora una volta, siamo costretti a ribadire la nostra piena disponibilità, ma solo nel perimetro del rispetto della legge, della democrazia interna e della tutela degli iscritti – conclude -. Prepotenze amministrative o giuridiche non sono la strada per risolvere i problemi, ma solo per crearli".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Lazio-Torino 0-0 nel recupero, granata salvi e Benevento in B

ROMA (ITALPRESS) – Al Torino basta il pareggio contro la Lazio per festeggiare la matematica salvezza, con una giornata di anticipo, grazie al recupero della 25esima giornata di Serie A. Retrocede il Benevento. Il match dello stadio Olimpico finisce a reti inviolate, con un gol annullato e un rigore sbagliato da Immobile e un palo di Sanabria. La Lazio non ha nulla da chiedere al campionato, dopo aver detto addio alla Champions con la sconfitta nel derby. Il sesto posto e l'Europa League sono matematici, ma la sfida con il Torino era un affare di famiglia per Inzaghi. Una vittoria di Simone avrebbe consentito al Benevento di Pippo di giocarsi le speranze di salvezza nello scontro diretto con i granata nell'ultima giornata, invece lo condanna alla retrocessione. Alla squadra di Nicola bastava infatti un pareggio ed è il risultato che difende per tutta la gara. Il primo tempo non regala grandi emozioni: un'occasione ciascuno, il colpo di testa di Muriqi, una smanacciata di Strakosha a fermare Sanabria. Prima dell'intervallo, annullato un gol a Immobile per fallo in attacco. Nel secondo tempo i biancocelesti avrebbero meritato il vantaggio. Il Torino rischia grosso tante volte: Sirigu diventa assoluto protagonista, due belle parate sul tiro a giro di Luis Alberto e sulla conclusione di Lulic. Miracoloso, nel finale, a salvare su Escalante. A venti minuti dalla fine, Sanabria va vicinissimo al gol centrando in pieno il palo. All'83' l'episodio che può cambiare la partita, l'arbitro Fabbri assegna rigore alla Lazio per fallo di Nkoulou su Immobile. Dal dischetto però l'attaccante laziale centra il palo e regala, di fatto, la salvezza alla sua ex squadra. All'ultimo istante il brivido finale con il palo di Lazzari, poi la festa Toro.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.