Agosto 26, 2026
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Case, Arte & Auto

Abitazioni, gli under44 preferiscono acquistare soluzioni indipendenti

Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, il 70,9% degli under 44 ha comprato casa, mentre il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019 si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, incentivati da tassi sui mutui convenienti.

Tecnocasa ha analizzato di recente le scelte abitative (acquisto e locazione) degli under44 a livello nazionale, effettuate nel 2019 e nel 2020. Ne è emerso che il 70,9% degli under44 ha comprato casa ed il 29,1% è andato in affitto. Rispetto al 2019, nonostante l’emergenza sanitaria ancora in atto, si registra un lieve aumento della percentuale di coloro che hanno scelto l’acquisto, probabilmente incentivati da tassi sui mutui sempre più convenienti.

Gli under44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86,5% dei casi), mentre sono basse le percentuali di acquisti per investimento e per case vacanza (rispettivamente il 10,2% ed il 3,3%). Un anno fa si registravano percentuali sostanzialmente uguali, con una lieve flessione degli acquisti per investimento (da 10,9% a 10,2%) ed un leggero aumento della percentuale di compravendite di casa vacanza (da 2,7% a 3,3%). L’emergenza sanitaria ha determinato una leggera frenata degli acquisti per investimento ed una maggiore vivacità sul settore della casa vacanza.

Nel 2020 la tipologia più scambiata dagli under44 si conferma il trilocale con il 35,4% delle scelte, ma si segnala un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che si attestano al 22,6% (si fermavano al 19,6% un anno fa). L’emergenza sanitaria ed i periodi di lockdown, infatti, hanno determinato un maggior interesse per abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni.

Il 30,9% degli acquirenti under44 è single, mentre per il 69,1% dei casi si tratta di coppie e famiglie. Anche nel 2019 si registravano percentuali simili.

Nel 2020 il 64,4% degli acquirenti under44 ha comprato casa con l’ausilio di un mutuo, percentuale in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 62,6%. Il dato conferma una maggiore propensione al credito anche degli acquirenti più giovani, determinata dai tassi di interesse sui mutui ai minimi storici.

Analizzando il mercato delle locazioni, emerge che il 68,0% degli under 44 ha optato per questa soluzione come scelta abitativa, il 26,3% per motivi legati al lavoro e il 5,8% per motivi legati allo studio, sebbene rispetto al 2019 questa tipologia di affitti diminuisca sensibilmente (un anno fa rispettivamente erano al 29,0% e all’8,3%). Anche in questo caso lo stato di emergenza sanitaria, con il ricorso allo smart working ed alla Dad, ha inciso negativamente sul numero di stipule di contratti di locazione da parte di lavoratori trasfertisti e di studenti universitari.

La tipologia più affittata dagli under44 è il bilocale con il 41,9% delle scelte, a seguire i trilocali che si attestano al 31,0%. Gli inquilini under44 sono single nel 42,4% dei casi, mentre sono coppie e famiglie nel 57,6% dei casi.

L’avanzata dei single nelle grandi città. A Milano, Bologna e Torino guidano la classifica di chi acquista casa

Il concetto di smart home è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single (96%). I c.d. “tech enthusiasts” sono coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita, e la utilizzano diffusamente in casa.

Secondo i dati dell’indagine dell’osservatorio CasaDoxa, i single in Italia, ossia quella fascia di popolazione composta da single propriamente detti, divorziati, separati e vedovi, corrispondono all’11% della popolazione totale e sono in prevalenza uomini (il 54%). La stragrande maggioranza di loro vive in appartamento, e con l’emergenza sanitaria anche i single più giovani sono sempre più spinti a uscire fuori dalla famiglia di origine e vivere la propria abitazione.

Secondo alcune recenti ricerche, chi vive da solo è più propenso a individuare eventuali migliorie per la propria casa, soprattutto quando si trasforma in un ambiente di lavoro e c’è sempre più bisogno di acquisire dimestichezza con i concetti di “smart home”, di sostenibilità ambientale e di vocazione al digitale. Il concetto di “casa intelligente”, infatti, è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei single, e tra di loro prevale chi sa che cosa possono fare queste tecnologie, anche se non resta aggiornato rispetto alle ultime novità. Però i c.d. “tech enthusiasts”, ossia coloro che considerano la tecnologia come una parte preponderante della propria vita la utilizzano diffusamente in casa, sono ancora l’11% del totale, ma si tratta di giovanissimi (tra i 18 e i 34 anni), e quindi la loro influenza sui costumi e gli usi è destinata a crescere.

Secondo l’indagine CasaDoxa, la quasi totalità dei single italiani mostra una certa sensibilità verso i principi ESG di sostenibilità ambientale, e solo il 6% non ne ha mai sentito parlare; questo indicatore la dice lunga sulle nuove tendenze dell’industria della Finanza e di quasi tutti i settori merceologici, i cui messaggi pubblicitari sono talmente “spostati” verso la Sostenibilità ed il clima da condizionare le attività di comunicazione di altri settori commerciali che, invece, non avrebbero alcun collegamento diretto – come nell’industria – con tale problematica. 

In relazione al mercato immobiliare, la presenza sempre più massiccia dei single sta gradualmente cambiando le caratteristiche del mercato. L’ufficio studi Tecnocasa, di recente, ha analizzato le compravendite realizzate nelle grandi città italiane nel 2020, al fine di stilare una classifica con le percentuali di acquisto da parte di single. Dalle analisi emerge che le prime tre città per compravendite di single sono Milano, Bologna e Torino, tre realtà in cui la popolazione single è cresciuta molto nel corso degli ultimi anni. Sono città con un’elevata attrattività lavorativa e la presenza di importanti atenei, con una forte prevalenza di studenti universitari e di lavoratori fuori sede che, quasi sempre, dopo un periodo in affitto acquistano l’abitazione.

Anche nel 2020 Milano si conferma la città con la percentuale più alta di acquisti da parte di single, arrivando al 46,5% sul totale delle compravendite. Si tratta di una quota in crescita rispetto al 2019 quando si fermava al 41,5%. Il capoluogo lombardo, durante l’anno della pandemia, ha registrato una perdita di abitanti ma le famiglie monocomponenti sono aumentate.

Al secondo posto si piazza Bologna con il 41,5%, sul podio anche Torino con il 38,9%.

Le grandi città del Nord primeggiano in questa classifica, eccezion fatta per Roma che si inserisce al quarto posto con il 37,6% di compravendite concluse da single. A seguire Genova, Verona e Firenze che evidenziano percentuali comprese tra il 37,0% ed il 34,9%.

Chiudono la lista tre città del Sud Italia: Bari con il 32,5%, Palermo con il 26,4% e Napoli, dove solo il 25,1% delle compravendite è stato concluso da acquirenti single e si nota una prevalenza di acquisti da parte di famiglie/coppie.

Pensionati e compravendite di case nel 2020: amano il trilocale, odiano il mutuo

Chi è in pensione preferisce il trilocale e nell’84,8% dei casi non ricorre al mutuo. Rispetto al 2019 cresce lievemente la percentuale di acquisti per casa vacanza.

Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, nel 2020 il 72,7% delle operazioni effettuate da pensionati ha riguardato la compravendita di una abitazione, mentre nel 27,3% dei casi si è trattato di stipule di contratti di locazione. Rispetto al 2019 cresce la percentuale dei pensionati che sceglie l’affitto rispetto all’acquisto, si passa infatti dal 24,8% all’attuale 27,3%.

Sul fronte compravendite, i pensionati compongono il 7,6% del totale degli acquirenti a livello nazionale. Si tratta di una percentuale in lieve calo rispetto al 2019 .quando si arrivava all’8,0%.

Quasi nel 70% dei casi i pensionati comprano l’abitazione principale, nel 20,3% si acquista per investimento, mentre il 10,3% delle compravendite riguarda la casa vacanza. Rispetto al 2019 si evidenzia un calo della percentuale di acquisti per investimento da parte di pensionati, anche questa categoria infatti ha risentito dell’incertezza generata dalla pandemia in corso ed in alcuni casi preferisce aspettare il ritorno alla normalità prima di comprare per investimento. D’altro canto si segnala un leggero aumento della percentuale di acquisti di casa vacanza: infatti, soprattutto nei mesi successivi al primo lockdown, questo segmento ha visto aumentare richieste e compravendite. 

Anche nel 2020 la tipologia preferita dai pensionati rimane il trilocale, scelto nel 37,7% dei casi, mentre al secondo posto si piazzano i bilocali con il 25,4% delle preferenze. Rispetto al 2019 da segnalare un leggero aumento delle percentuali di acquisto di trilocali, 4 locali e soluzioni indipendenti e semi-indipendenti, mentre è in lieve calo la percentuale di acquisto dei bilocali.

I pensionati che acquistano casa sono coppie e coppie con figli nel 67,6% dei casi, mentre la restante parte è composta da single, divorziati, separati e vedovi.

Infine, solo una piccola parte degli acquisti da parte di pensionati è alimentata da un mutuo (15,2%), mentre nella maggior parte dei casi la compravendita si conclude in contanti (84,8%). Rispetto al 2019 si registra comunque un aumento di coloro che fanno ricorso al credito, anche grazie alla presenza di tassi sempre più bassi.

 

Comprare casa con mutuo, confronto 2010 vs 2020. A Genova si risparmia il 63 per cento

Un confronto utilissimo dell’ufficio studi di Tecnocasa, che fotografa i profondi cambiamenti avvenuti in un decennio nel mercato immobiliare. Dalla fiducia illimitata nel mattone allo scenario più fosco della pandemia, investire nelle abitazioni non è più una certezza. Ma non tutto è perduto.

Negli ultimi anni i ribassi dei prezzi immobiliari e l’andamento dei tassi sui mutui hanno determinato un importante risparmio per chi acquista casa. Sull’argomento, l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha effettuato un raffronto su scala decennale, dal 2010 al 2020, ipotizzando l’acquisto di un trilocale di 90 mq effettuato ricorrendo ad un mutuo di 25 anni con un loan to value (percentuale finanziata) dell’80%.

Il calcolo del costo totale include gli interessi che, nel periodo totale, sono corrisposti alla banca, e le conclusioni, sintetizzate in una sola tabella, sono piuttosto eloquenti e fotografano i profondi cambiamenti del mercato immobiliare avvenuti non solo in termini di valori venali, ma anche in quanto alla considerazione che oggi gli italiani hanno dell’investimento immobiliare.

Le tabelle di Tecnocasa, però, contengono una speranza: il risparmio, rispetto a dieci anni fa, è oggi irresistibile per chi detiene liquidità e vuole impiegarla nel mattone. Questo potrebbe contribuire ad una stabilizzazione dei prezzi all’interno di un range +2%/-2% che, se non consente più di parlare di valore da investimento immobilizzato nel tempo, permette di poter fare programmi a chi, dagli immobili, vuole ricavare un reddito dignitoso al netto dei costi di manutenzione straordinaria e delle imposte.

Nel dettaglio, la città dove attualmente l’abitazione costa decisamente meno rispetto a 10 anni fa è Genova, che registra un risparmio del 63%. Si tratta anche della città i cui immobili hanno perso di più negli ultimi anni (-55,9%) e, attualmente, per acquistare un’abitazione di 90 mq si deve mettere in conto una rata di 282 € al mese.

Il capoluogo lombardo è quello dove si risparmia meno: infatti, a Milano, i prezzi negli ultimi 10 anni sono in crescita, unica realtà in controtendenza. Per questo motivo l’abbattimento della rata è dovuto esclusivamente alla diminuzione dei tassi di interesse: si passa, infatti, da un esborso mensile di 1280 € al mese ad uno di 1045 € al mese, con un risparmio sul costo effettivo dell’immobile pari al 15%.

Il mercato dei rustici e gli effetti del lockdown. Crescono gli acquisti dei casali

Secondo i dati dell’ufficio studi di Tecnocasa, il lockdown ed il successivo desiderio di abitazioni con spazi esterni così come le limitazioni alla mobilità hanno portato più acquirenti a prendere in considerazione anche queste tipologie immobiliari come casa vacanza o come forma di investimento.

I rustici hanno sempre suscitato fascino ed interesse tra i potenziali acquirenti, e spesso tra questi ultimi si contavano gli stranieri da sempre desiderosi di avere una dimora nelle campagne italiane. Per questo negli anni scorsi molti di loro si erano indirizzati nelle nostre regioni alla ricerca di casa in pietra con terreno circostante e soprattutto in posizione panoramica e se possibile con piscina. Erano acquistati come casa vacanza, e talvolta anche come prima casa, in particolare da persone ormai avanti con l’età che trascorrevano interi periodi dell’anno nel nostro Paese.

Anche gli acquirenti italiani hanno sempre apprezzato questo tipo di immobile, pur avendo budget più contenuti e mirando soprattutto alla vicinanza del luogo di residenza nell’ipotesi di casa vacanza, o alla facile accessibilità ai servizi se acquistato come prima casa.

La pandemia, il lockdown ed il successivo desiderio di abitazioni con spazi esterni così come le limitazioni alla mobilità hanno portato più acquirenti a prendere in considerazione anche queste tipologie immobiliari come casa vacanza o come forma di investimento. La percentuale di chi ha acquistato rustici nel 2019 era pari all’8,6%, si sale al 10% nel 2020. In aumento dell’1,1% chi lo ha comprato come seconda casa.

Parliamo di tipologie che hanno spesso specifiche caratteristiche architettoniche che necessitano di importanti interventi di ristrutturazione in grado di preservarle, per questo motivo i bonus sulle ristrutturazioni stanno dando una spinta a questo tipo di mercato. Inoltre, la possibilità di poterli acquistare a prezzi contenuti sta spingendo i potenziali acquirenti a prendere in considerazione zone limitrofe al comune di residenza oppure all’interno della stessa regione ma con buoni collegamenti.

“Il fenomeno è abbastanza generalizzato sul territorio, anche se spiccano le regioni con una certa concentrazione di questa tipologia immobiliare: Puglia, Piemonte, Umbria, Lazio per citarne alcune”, afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

PUGLIA – In Puglia, una delle località gettonate dagli stranieri è sempre stata Locorotondo, terra di trulli e lamie, dove si è registrato un incremento di richieste di queste tipologie tipiche, da utilizzare come casa vacanza da parte di acquirenti residenti nelle altre province della Puglia e di altre regioni d’Italia, in particolare dal centro-nord. La soluzione media ricercata è di 3-4 coni (metrature minima da 60 mq ad un massimo di 100 mq) con un terreno di minimo 2000 mq ad un massimo 5000 mq. Una soluzione di questo tipo, ristrutturata e con piscina, parte da un minimo di 180.000 euro ad un massimo di 250.000 euro.

LAZIO – E’ il frusinate una delle aree riscoperte negli ultimi anni, ancora di più col lockdown, in particolare la Ciociaria. Primo fra tutti il comune di Arpino, conosciuto per aver dato i natali a Cicerone, ha conquistato il cuore di inglesi e americani e si conferma come uno dei luoghi preferiti per acquistare una seconda casa. Ad acquistare persone della provincia, spesso imprenditori profondi conoscitori delle agevolazioni. A titolo di esempio, una casa colonica da ristrutturare di 150 mq con 20 mila mq di terreno annesso si può acquistare con una cifra di poco superiore a 100 mila euro. Lo stesso tipo di abitazione nel comune di Arpino costerebbe 150 mila euro.

PIEMONTE – In Piemonte si sono riscoperti piccoli borghi, dove case che da tempo erano invendute sul mercato sono state acquistati da persone del posto sia come casa vacanza ma soprattutto come prima casa. Tra i tanti citiamo Giaveno, in provincia di Torino, dove da maggio ad agosto si è registrato un incremento delle richieste di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti con giardino e spazi esterni. Un’abitazione di 120/130 mq con giardino circostante, situata a circa 2/3 km dal centro abitato, si acquista a 70 – 80 mila euro se da ristrutturare, e a 120 – 130 mila euro se già ristrutturato.

EMILIA ROMAGNA – In Emilia-Romagna si registrano incrementi di vendite di soluzioni indipendenti in Valsamoggia e nell’appennino parmense. I prezzi sono decisamente accessibili, e per una soluzione indipendente in campagna libera su 4 lati di 150 mq con 500-600 mq di giardino si spendono mediamente 150 mila euro se da ristrutturare, per arrivare anche a 400 mila euro se già ristrutturata.

VENETO – Il Veneto offre molte opportunità di acquisto in campagna. Si spazia dalla Valpolicella, famosa per i vini e che attira proprio perché offre la possibilità di essere circondati da vigneti ai colli Euganei con le sue colline e suoi borghi storici ricchi di patrimonio artistico e culturale. Senza dimenticare le colline moreniche con la loro vicinanza al lago di Garda e alle piste ciclabili lungo quest’ultimo che piacciono sempre più a turisti italiani e stranieri. Infine, la Valdobbiadene, terra di prosecco e colli da due anni Patrimonio Unesco. In Valpolicella, i prezzi variano molto a seconda che l’immobile si trovi in zona urbana e quindi prossima ai servizi, oppure nelle zone collinari. Nel primo caso si può andare da 900 a 1100 euro al mq per le soluzioni da ristrutturare fino a 2000 – 2200 euro al mq per quelle già ristrutturate, nel secondo caso i valori scendono e si portano intorno a 600- 700 euro al mq.

LOMBARDIA – Anche in Lombardia la ricerca dei rustici è aumentata dopo il lockdown, e tra le zone interessate c’è sempre l’Oltrepò pavese. Interesse anche nelle campagne Bresciane e mantovane. L’introduzione del superbonus sta spingendo molti investitori ad acquistare per poi ristrutturare, ricavare porzioni di case e rivenderle. Una cascina in discreto stato in centro paese oscilla intorno a 400-800 euro al mq. Nelle campagne ci sono rustici più grandi, anche centinaia di mq, con giardino circostante da 2000 mq. Da ristrutturare partono da 60-70 mila euro. 

LIGURIA – Anche la Liguria offre possibilità di acquisto di rustici, nella Valpocevera dove si stanno indirizzando anche acquirenti di Genova che cercano soluzioni indipendenti a prezzi contenuti e l’entroterra imperiese. Nell’entroterra imperiese il mercato dei rustici ha avuto un’esplosione dopo il primo lockdown. Infatti, in estate c’è stata una forte richiesta di queste tipologie concentrate soprattutto nei borghi storici di Cipressa, Costarainera, Lingueglietta e Civetta. Si tratta di abitazioni tipiche in pietra e legno che si sviluppano su più livelli ed hanno pavimentazione in cotto e finiture in legno. Queste caratteristiche tipiche, oltre al fatto di essere situate in comuni con vincoli architettonici, fanno si che i costi di ristrutturazione si aggirino intorno a 1000 € al mq. Un rustico di 100-150 mq in buono stato si aggira intorno a 200-250 mila euro, e può arrivare a 350 mila euro se in ottimo stato.

Mutui casa, andamento 2020. Regge il mercato del credito alle famiglie

Crescono del 12% nel quarto trimestre 2020 i mutui erogati alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55% nel corso dell’anno).

Di Renato Landoni*

Le famiglie italiane hanno ricevuto mutui per l’acquisto dell’abitazione per 15.485 milioni di euro nel quarto trimestre 2020, rispetto allo stesso trimestre del 2019 si registra una crescita delle erogazioni pari a 7,5% per un controvalore di 1.076 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel report Banche e istituzioni finanziarie – IV trimestre 2020, pubblicato da Banca d’Italia a fine Marzo e analizzati da Kìron.

Analizzando nel dettaglio i dati relativi alle erogazioni di mutui nel IV trimestre in Italia scopriamo che crescono di circa +12% le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare. Si ridimensiona invece il fenomeno delle operazioni di surroga e sostituzione che registrano un calo del -12% dopo la grande crescita dei trimestri precedenti. Alla luce di questi nuovi dati possiamo affermare che il mercato della surroga ha sostenuto nel corso dell’anno il mercato dei mutui alla famiglia nonostante il calo dell’ultimo trimestre. Nell’ultimo trimestre la surroga ha pesato il 15,3% sul totale delle erogazioni.

Il totale delle erogazioni alle famiglie dell’intero anno 2020 è di circa 50,5 miliardi di euro. Anche il saldo da inizio anno porta un valore positivo +5,2% con una incremento dei volumi erogati di +2,5 miliardi di euro rispetto al 2019.

Questi dati ci restituiscono la consapevolezza che da un lato il mercato ha beneficiato dell’onda lunga dei tassi ai minimi, che giustificano la crescita importante delle operazioni di surroga e sostituzione (+55%), dall’altra la sostanziale tenuta delle operazioni di acquisto (-1,7%) rispetto al calo, più consistente, del numero di compravendite immobiliari (-7,7%).  

Alla luce dei numeri di chiusura dell’anno 2020, possiamo affermare che sebbene l’anno sia stato caratterizzato dalla pandemia che ha impattato negativamente sull’economia globale, il mercato del credito alla famiglia ha retto molto bene.

Per fare previsioni più precise, si dovrà attendere il Recovery Fund europeo i cui piani finanziari per il nostro Paese restano da attuare e che dovrebbero impattare positivamente sull’economia nazionale già dalla seconda metà del 2021; molto dipenderà dalle politiche economiche che il nostro Paese adotterà. Attualmente, visti i prezzi degli immobili ancora convenienti e i tassi dei mutui ancora ai minimi, permangono interessanti opportunità sul mercato immobiliare per chi vuole comprare sia a scopi abitativi sia a titolo di investimento.

* Presidente Kìron Partner S.p.A.

 

Tempi di vendita degli immobili, lieve rallentamento. Milano e Bologna le metropoli più veloci

Analisi dei tempi di vendita negli ultimi 10 anni. Il 2012 l’anno peggiore, poi una costante diminuzione fino ai giorni nostri, dove si rileva un peggioramento dovuto alla pandemia.

La pandemia di Covid-19, com’è noto, ha apportato profonde mutazioni al mercato immobiliare e, in linea generale, alla propensione al risparmio mobiliare delle famiglie italiane, le quali hanno destinato alle abitazioni, in termini di masse complessive, uno stock inferiore rispetto al 2019. Inoltre, anche i tempi di vendita degli immobili si sono fisiologicamente allungati. il tempo necessario per collocare con successo la casa sul mercato, in particolare, è da sempre un indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare.

Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa dal 2010 ad oggi, limitato alle grandi città, evidenzia un picco dei tempi di vendita nel 2012, l’anno peggiore per il mercato, mentre dal 2013 i giorni necessari per vendere un immobile iniziano a diminuire progressivamente. Fino ad arrivare ai giorni nostri: l’ultima rilevazione effettuata conferma un lieve peggioramento, che era nelle attese.

Sono state prese in considerazione le grandi città, i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia. Gli ultimi dati dicono che, nelle metropoli, i tempi di vendita sono di 118 giorni contro i 109 gg di un anno fa, quando ancora la pandemia non era scoppiata.

Nei capoluoghi di provincia si rileva una media di 146 giorni, e nell’hinterland delle grandi città di 157 giorni. I primi hanno registrato una contrazione di soli tre giorni, a conferma della buona tenuta dei piccoli centri rispetto a quelli più grandi.

Tra le grandi città, i tempi di vendita maggiori si sono avuti a Bari (162 gg), mentre le metropoli “più veloci” sono ancora una volta Milano (60 gg) e Bologna (57gg). Il capoluogo lombardo, in particolare, mostra un leggero peggioramento.

Questi dati fotografano una realtà che, dopo una ripartenza veloce subito dopo il lockdown dello scorso anno, nella seconda parte del 2020 ha frenato a causa di una maggiore prudenza dei potenziali acquirenti di fronte ai timori legati al secondo lockdown, alla tenuta del posto di lavoro e alla maggiore attenzione da parte degli istituti di credito all’analisi dei mutuatari e dei loro datori di lavoro.

Ad essere più “veloci” sono stati soprattutto gli acquirenti le cui condizioni reddituali non sono state scalfite dalla crisi economica indotta dalla pandemia, e coloro per i quali l’acquisto migliorativo non era più procrastinabile.

Relativamente a chi ha deciso di vendere, è stato più celere chi aveva necessità di cambiare l’abitazione o chi aveva necessità di reperire liquidità.

Smartworking nelle case vacanza: una nuova opzione per il segmento degli affitti brevi

Il trend più evidente nel mercato delle abitazioni è quello determinato dal fenomeno dello spostamento verso l’hinterland di grandi città, oppure verso altre province. Chi fa smartworking ed ha la possibilità di raggiungere la sede di lavoro solo se necessario, sceglie di abitare in zone di mare o montagna.  

Ad oltre un anno dallo scoppio della pandemia, è arrivata la stagione dei bilanci anche per il mercato immobiliare. In particolare, diverse sono le sfumature che possiamo cogliere collegando l’evoluzione di compravendite e locazioni al mercato del lavoro. Relativamente ai lavoratori del terziario, una recente ricerca di Airbnb effettuata su un campione di 2.000 dipendenti d’azienda e sulle statistiche di prenotazione sul sito Airbnb nel mese di settembre 2020, aveva stabilito che 2 utenti su 3 stavano pianificando già in quel periodo – sull’onda dell’effetto-vacanza – di lavorare da remoto lontani dalla propria residenza. Lo smartworking effettuato in un luogo adibito tipicamente a vacanza, infatti, ha effetti benefici non solo sul benessere psicofisico del lavoratore ma anche sulla sua produttività e sulla qualità del suo lavoro.

Annalisa Valsasina

Nel dettaglio, ad Ottobre 2020 il 60% degli intervistati aveva pensato di trasferirsi in un luogo di ferie (3 su 4 al mare, 1 su 4 in campagna), vincolando la ricerca alla presenza del Wi-Fi.

Secondo la psicologa Annalisa Valsasina, “una passeggiata nei boschi o sulla spiaggia, anche di soli 20 minuti,  in pausa pranzo o immediatamente dopo il lavoro, porta alla diminuzione della formulazione di pensieri negativi e un maggior senso di benessere complessivo. Lavorare al mare o in montagna, non può che fare bene alle persone, al loro stato emotivo e di conseguenza alla loro energia e lucidità di azione sul lavoro”.

Forti dell’esperienza del 2020, pertanto, è facile prevedere che anche quest’anno il fenomeno si possa ripetere, ed anzi si ritiene che il ricorso alle seconde case ed all’affitto di case vacanza per un lungo periodo possa aumentare, cominciando già dal prossimo mese di Maggio. Del resto, i dati provenienti dal campione intervistato da Airbnb ci dice che il 66% ritiene di aver tratto dall’esperienza un concreto beneficio fisico e mentale.

Le stesse conclusioni vengono confermate dai dati forniti dall’ufficio studi di Tecnocasa, secondo i quali chi aveva la casa vacanza al mare, in montagna o al lago l’ha sfruttata soprattutto durante i vari periodi di lockdown grazie allo smartworking. Si tratta, però, di case di proprietà, mentre durante questa ulteriore ondata di pandemia si stanno registrando richieste di affitti di lunga durata nelle località turistiche, anche per il periodo di Maggio e Giugno.

I valori di questi immobili, quindi, hanno tenuto benissimo nel corso del 2020, e la domanda di soluzioni di questo tipo è elevata non solo in affitto. Infatti, si registra anche un aumento delle compravendite di casa vacanza passate del 5,8% del 2019 al 6,5% del 2020.

Dopo il primo lockdown, tanti hanno espresso il desiderio di acquistare la casa in località turistiche spinti anche dal timore di non potersi spostare. Il turismo di prossimità ha aiutato questo segmento che ha espresso maggiori sofferenze laddove prima c’era una domanda prevalentemente straniera. In alcune regioni, in particolare, già da Gennaio è iniziata la ricerca della casa in affitto per la stagione estiva.

Il fenomeno innescato dalla pandemia ha permesso la nascita di nuove realtà imprenditoriali nel settore specifico, come quella di  Bnb Working Spaces, sorta per sfruttare le case vacanze rimaste vuote a causa della pioggia di cancellazioni dei turisti mettendole a disposizione di chi vorrebbe lavorare in smartworking fuori dalla casa in città. Il sito mette in contatto proprietari di case vacanza e smart worker cui affittare gli appartamenti con tutti i comfort e le misure di sicurezza previste per l’emergenza, permettendo così una riconversione temporanea delle abitazioni in attesa della ripresa del turismo e aprendo di fatto, anche per il futuro, una nuova opzione commerciale all’interno del segmento degli affitti brevi.

Tutti gli appartamenti presenti nel sito di Bnb Workink Space soddisfano uno standard di sicurezza e comfort preciso, devono avere uno storico di recensioni positive, attenzione per il design dell’arredamento e garantire tutto il necessario per lavorare comodamente (persino le sedie ergonomiche).

I proprietari devono garantire pulizia e sanificazione, nonchè un sistema di self check-in che consente di entrare negli appartamenti in totale autonomia e sicurezza senza contatti fisici.

Mercato immobiliare Milano, +2,8% nel 2020. Il Centro soffre la mancanza di investitori

Secondo le analisi di Tecnocasa, i valori immobiliari a Milano chiudono l’anno  con un +2,8%,  rallentando il ritmo di crescita del 13% che la città aveva segnato nel 2019.

Negli ultimi 10 anni, i prezzi degli immobili a Milano hanno performato in aperta controtendenza rispetto alla media delle grandi città (+2,1% Milano contro il -30% delle grandi metropoli). Oggi, le ultime indagini sull’andamento del mercato immobiliare di Milano sono uno specchio degli effetti della pandemia: le zone semicentrali e periferiche, infatti, hanno avuto risultati migliori rispetto a quelle centrali che hanno risentito della mancanza di investitori, passati dal 26,8% del 2019 al 24,1% del 2020. Tra le macro-aree che hanno subito questo trend ci sono Stazione Centrale-Fulvio Testi (-1,7%) e Navigli-Famagosta (-2,2%).

Segno negativo invece per le compravendite che chiudono il 2020 con un calo del 17,6% rispetto al 2019 e si portano a 21.625. CENTRO, immobili di prestigio e prima casa alimentano il mercato – Nel centro della città, nelle zone di corso Genova-De Amicis, Savona e Tortona, dove era presente soprattutto una componente di acquisto ad uso investimento, i prezzi sono in diminuzione, e i tempi di vendita in leggero aumento. Tengono gli acquisti di prima casa, in modo particolare il segmento del lusso. I valori più elevati, di 7000-8000 euro al mq, si registrano per le soluzioni d’epoca ristrutturate signorili, e nelle restanti zone si va dai 5600 euro fino a 4100 euro al mq. Sull’immobiliare di prestigio resta la preferenza per le ampie metrature e gli spazi esterni; i prezzi possono arrivare a 9000 euro al mq se in ottime condizioni e con spazi esterni o begli affacci, e a 10.000 euro al mq per le nuove costruzioni.

VERCELLI-LORENTEGGIO, effetti positivi dall’arrivo della metropolitana – Aumento dello 0,9% dei prezzi, con un buon andamento delle aree interessate dai lavori della metropolitana 4. Sono aumentati in particolare i prezzi delle soluzioni che hanno spazi esterni, molto ricercate ma di cui c’è bassa offerta. I prezzi vanno da 4000 euro al mq fino a 5500 euro al mq per le soluzioni top in zona Gambara. Valori più bassi in Bande Nere, 4000 euro al mq.

BOVISA-SEMPIONE/FIERA-SAN SIRO, le riqualificazioni danno linfa al mattone – Nelle macro-aree di Bovisa-Sempione e Fiera-San Siro (+3,6%) si continuano ad avvertire gli effetti delle future riqualificazioni dello Scalo Farini e dell’area intorno allo Stadio, grazie ai quali San Siro ha visto un crescente apprezzamento negli anni dopo l’arrivo della metropolitana. I valori arrivano intorno a 4000 euro al mq. 

A Bovisa-Sempione sono le zone periferiche a trainare, e si registra un ritorno all’acquisto da parte di immigrati, complici i mutui convenienti. I valori medi si aggirano intorno a 1500 euro al mq se l’immobile è da ristrutturare, 1800 euro al mq per i contesti economici e 2500-3000 euro al mq per le costruzioni più recenti.  Attualmente è fermo il segmento degli studenti, ma tiene quello dei lavoratori fuori sede che apprezzano la presenza della metropolitana e dei tre parchi, tra cui Parco Nord. Tra i progetti che interessano il quartiere c’è il restyling delle piazze. Si segnalano diverse operazioni di cambio di destinazione d’uso di vecchi box in abitazione.  I quartieri limitrofi vedono un aumento dei valori. Si tratta prevalentemente di giovani al primo acquisto che si finanziano con mutuo e di acquisti migliorativi. Qui un buon usato costa intorno a 3000 euro al mq, e si segnalano casi di investitori che comprano, ristrutturano e rivendono. Sono previsti due importati progetti di Student Housing a Villapizzone e alla stazione Bovisa.  Continua il buon andamento di tutta l’area a ridosso di City Life (Piazza Firenze, Fiera-Monte Rosa) e di Paolo Sarpi. 

STAZIONE CENTRALE-GIOIA-FULVIO TESTI, in arrivo nuovi interventi edilizi – Prezzi in ribasso nella macro-area di Stazione Centrale-Gioia-Fulvio Testi (-1,7%). Il venire meno degli investitori si è sentito in modo importante in quelle aree che, negli ultimi anni, hanno visto un’importante presenza di acquisti con finalità turistica. Ora si muovono soprattutto gli acquisti di prima casa.  Gli stabili vanno dai primi anni del 1900 fino agli anni ’60 e in buono stato hanno quotazioni medie di 5000 euro al mq, per scendere sotto i 3000 euro al mq oltre via Galvani. Il segmento signorile in via Vittor Pisani ha quotazioni di  6000-7000 € al mq.

CITTA’ STUDI-INDIPENDENZA-LODI CORSICA – Crescono dell’1,2% le quotazioni delle zone di viale Padova e di piazza Piola. Bene anche corso XXII Marzo dove c’è attesa per l’arrivo della linea 4 della metropolitana e per la nascita di aree verdi che dovrebbero sorgere non lontano dal complesso di Porta Vittoria. C’è un’ottima offerta sia per immobili di prestigio sia di tipo civile. Questi ultimi si valutano mediamente intorno a 4000 (da ristrutturare) e 4500 euro al mq (per i tagli più piccoli). Si segnalano punte di 6500 euro al mq per le soluzioni di prestigio che si affacciano su piazza Grandi (lato Fontana-Bunker). Nella macro-area di Lodi-Corsica le attese sono tutte per la riqualificazione dello Scalo di Porta Romana e i lavori per le Olimpiadi, in particolare in corso Lodi-San Luigi dove sono già iniziati i lavori che porteranno alla nascita del Villaggio Olimpico.

NAVIGLI-FAMAGOSTA, investitori fermi in attesa della ripartenza delle Università – Nella macro-area di Navigli-Famagosta il ribasso dei prezzi (-2,2%) ha interessato l’area di via Ripamonti- Spadolini e la zona a ridosso della Bocconi, Tibaldi, San Gottardo e Cermenate.  Fermi gli investitori che sono sempre stati attivi in zona e per cui si sono scambiate soprattutto prime case in Tibaldi-Cermenate dove i prezzi sono più contenuti. A San Gottardo i prezzi sono alti e i proprietari sono restii a ridurre i prezzi, perché incombono diversi interventi di Student housing e il campus della Bocconi. Infatti, le quotazioni sono più elevate e per una soluzione di piccolo taglio e in ottimo stato si parte da  5500 euro al mq, per scendere a valori intorno a 4000 euro al mq nella parte più popolare. Si superano i 3000 euro al mq nelle traverse di via Ripamonti, e si scende a 2800 euro al mq su via Ripamonti.

Mercato immobiliare, in lieve aumento le quotazioni nelle località di lago italiane

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nel 2020 i prezzi degli immobili turistici hanno evidenziato variazioni contenute: -0,3% il ribasso nelle località di mare, in aumento del +0,5% le quotazioni di quelle di montagna, mentre per il lago l’incremento è del +0,3%.

LAGO DI GARDA – A Desenzano del Garda si evidenzia un mercato dinamico. Il rialzo dei valori si attribuisce ad una buona domanda e ad una bassa offerta, in particolare per unità immobiliari usate inserite in piccoli condomini con ingresso indipendente e privi di spese condominiali.  Ambiti gli appartamenti ai piani alti dotati di balconi e terrazzo. In questo momento si fanno ricerche mirate, e si muovono solo coloro che hanno reale necessità e intenzione di acquistare la casa, ed il budget medio è compreso tra 150 e 300 mila euro. I prezzi delle abitazioni in buono stato vanno da 3500 a 4500 euro al mq, con punte di 7000-8000 euro al mq per le soluzioni con finiture di pregio in centro storico. Le abitazioni prive di vista lago scendono a 2500 euro al mq.

A Sirmione, dopo il primo lockdown si è registrato una ripresa della ricerca da parte di investitori che hanno impiegato capitali e di persone desiderose di una casa vacanza da usare anche nei week end. A Sirmione si ultimano soprattutto acquisti turistici. Ad acquistare a Sirmione sono prevalentemente acquirenti italiani, ma c’è anche una discreta presenza di tedeschi, belgi e, sporadicamente, russi. La richiesta tipo è il bilocale o piccolo trilocale da 120 a 250 mila euro.  I prezzi vanno mediamente da 2000 euro al mq per l’usato a 2700 euro al mq per il nuovo. Sul fronte lago della Penisola le soluzioni usate oscillano da 3000 fino a 5000 euro al mq a seconda dello stato d’uso e delle finiture. Le abitazioni da ristrutturare fronte lago in Lugana hanno prezzi che variano da 2500 euro a 3500 euro al mq. Nel centro storico di Sirmione, dove sorge il Castello, l’offerta immobiliare è molto ristretta così come nella zona della Penisola. Chi volesse delle soluzioni indipendenti può optare per la zona di Brema. 

A Salò, a partire da giugno 2020 c’è stato un forte interesse per la prima casa, la casa vacanza, la casa ad uso investimento da destinare alla locazione settimanale turistica. Dopo il secondo lockdown si segnala un rallentamento perché gli acquirenti spesso arrivano da fuori regione. La zona più richiesta è quella del centro storico, anche e soprattutto per la presenza dei servizi. I valori immobiliari sono molto variabili e le soluzioni nuove possono andare da 3000 fino a 7000 euro al mq per le tipologie fronte lago. Gli appartamenti con vista lago sono quelli più ambiti. Nelle zone collinari ci sono ville singole con vista lago.  

A Padenghe si è riscoperta la voglia e la necessità di avere una seconda casa nelle vicinanze (a non più di un’ora di strada) che abbia determinate caratteristiche: giardino o terrazzo, in residence con piscina e possibilmente vicina al lago. Anche per la prima casa ci si orienta su tipologie che abbiano più indipendenza e con sfoghi esterni. Per un bilocale si registrano budget da 140 a 170 mila €, per un trilocale si oscilla da 180 a 300 mila euro. Le ville singole vanno da 500 a 800 mila euro. A Padenghe ci sono prezzi medi intorno a 2500 euro al mq. Sul fronte lago l’offerta è molto bassa.  Non ci sono nuove costruzioni in corso.

LAGO D’ISEO – A Sale Marasino, Sulzano e Marone in estate il mercato aveva segnalato un buon trend con richieste sia per prima casa sia per investimento da parte di italiani e, solo in minima parte, di acquirenti stranieri del Nord Europa. La richiesta si orienta su residence con piscina o soluzioni indipendenti vista lago o vicine al lago. Il budget medio oscilla da 100 a 200 mila euro, con punte più elevate per le ville singole.  I prezzi vanno da 500 a 2500 euro al mq, non si registrano transazioni sul fronte lago e non si segnalano interventi importanti a livello di urbanistica, ma solo la nascita di piccoli complessi abitativi.

Ad Iseo si registra una maggiore domanda ed una minore offerta. Il mercato della casa vacanza è alimentato prevalentemente da italiani residenti nelle province di Brescia, Bergamo e Milano. Si cercano prevalentemente bilocali con un budget di spesa compreso tra 120 e 160 mila euro e trilocali che, dotati di vista lago, possono arrivare a 200-230 mila euro.  La zona più richiesta è il centro di Iseo, i cui prezzi oscillano da 2500 a 3000 euro al mq, con punte di 3500 euro al mq per le soluzioni in buono stato fronte lago (di cui però c’è bassa offerta). Nelle preferenze dei potenziali acquirenti c’è anche il comune di Monte Isola, che ha valori più contenuti dal momento che, chi decide di vivere in questo paese, deve sostenere costi aggiuntivi (dalla tassa di sbarco alla tassa di circolazione, nonché all’acquisto/affitto di un posto auto da trovare sulla terraferma nei comuni di Sulzano o Sale Marasino). A Monte Isola, per un bilocale o un trilocale di 65-70 mq in buono stato e con vista lago si spendono intorno da 80 a 100 mila euro.

LAGO DI COMO – Nella città di Como, a partire da giugno, si segnala una contrazione della domanda di casa vacanza e una maggiore prudenza per gli acquisti indirizzati sulla prima casa, segmento su cui si stanno muovendo in particolare coloro che sono realmente intenzionati ad acquistare.  Nelle zone centrali di Como la casa vacanza è acquistata prevalentemente da italiani, sporadiche le vendite con tedeschi, inglesi e russi. Il budget medio per un bilocale, tipologia più ricercata con questa finalità è di 250 mila euro. A Città Murata i prezzi medi oscillano intorno a 3000 euro al mq con punte di 5000 euro al mq. A Borghi, Stadio e Valduce un buon usato costa 2500 euro al mq. Nella zona dei Borghi sono in corso degli interventi di nuova costruzione ricavate da ex aree dismesse e scambiate a prezzi medi di 2500 euro al mq, mentre nella Città Murata sono in corso interventi conservativi che toccano i 5000 euro al mq.

LAGO MAGGIORE – Il mercato della casa vacanza a Sesto Calende e Angera vede protagonisti acquirenti che arrivano per lo più dalla Lombardia e dal Piemonte. Cercano bilocali su cui investire da 90 a 130 mila euro, o soluzioni indipendenti su cui impiegare intorno ai 300 mila euro. Si preferiscono tendenzialmente le soluzioni in buono stato in modo da essere utilizzabili. Dopo il lockdown si segnala la ricerca di immobili con spazi esterni anche come prima casa. Le zone preferite di Sesto sono Cocquo e Lisanza, apprezzate per la posizione panoramica con vista lago. Qui un buon usato può arrivare a 2200 euro al mq. Quotazioni simili ad Angera dove le zone più richieste sono il lungolago e zona Altinada.

LAGO DI BRACCIANO – Ad Anguillara Sabazia si registra un discreto mercato: come seconda casa acquistano o investitori del posto che poi mettono a reddito oppure acquirenti di Roma, spesso anche come prima casa (soluzioni indipendenti). Tra le zone più ambite dei comuni lacustri, ci sono prevalentemente le zone centrali per la vicinanza ai servizi e ai collegamenti, la zona del centro storico perché conserva il suo aspetto caratteristico, e la zona del lungo lago perché offre ville di rappresentanza con notevoli affacci sul lago. Nelle zone centrali i prezzi si aggirano intorno ai 2.000 al mq se le abitazioni godono della vista del lago.

LAGO DI ALBANO – A Castelgandolfo-Marino (una parte del lago ricade nel comune di Marino) il mercato è animato da acquirenti di prima casa, spesso provenienti da Roma e alla ricerca di case indipendenti e semi-indipendenti che possono acquistare con un budget medio di 250-300 mila euro. Ci sono anche soluzioni d’epoca e liberty, storiche, ex case papali o della nobiltà romana che arrivano al milione di euro. Presenti investitori che comprano per fare casa vacanza e B&B. Infatti, qui soggiornano spesso turisti in visita alla capitale vista la vicinanza a quest’ultima e all’aeroporto di Ciampino. Piacciono naturalmente le soluzioni sul lago. In centro paese si trovano soprattutto appartamenti. La vista lago può toccare da 3000 euro a 5000 euro al mq.