Chi cerca una residenza di lusso apprezza la forte attenzione ai dettagli, soprattutto nelle nuove costruzioni, per le quali si considera, oltre al contesto, la tecnologia all’avanguardia, la classe energetica e le amenities condominiali. I prezzi del 2021 di cinque città a confronto.
Quello degli immobili di prestigio è un settore che rappresenta una quota di mercato pari a circa 10 miliardi di euro, e continua ad interessare soprattutto chi è alla ricerca di una prima abitazione ed ha un’elevata disponibilità di spesa, tale da permettersi le soluzioni ampie (almeno 180-200 mq), con spazi esterni e avanzati sistemi di sicurezza, unitamente alla posizione non defilata ma che assicuri un’adeguata privacy. Non manca l’interesse, inoltre, per il segmento del lusso, con dimore in fascia di prezzo superiore ad 1 milione di euro costituite da appartamenti di grande pregio ubicati nei centri storici delle città (50%), oppure da ville (20%), da palazzetti e/o attici (rispettivamente il 7% e il 13%) e case indipendenti, loft, rustici e casali (10% del mercato). In particolare, sono i superattici quelli più ricercati tra coloro che desiderano una dimora di prestigio.
Se volessimo tracciare un “profilo” dell’acquirente-tipo di questo segmento, chi cerca una residenza di lusso apprezza la forte attenzione ai dettagli, soprattutto nelle nuove costruzioni, per le quali si considera, oltre al contesto, la tecnologia all’avanguardia, la classe energetica e le amenities condominiali, come ad esempio gli spazi dedicati al relax e al benessere, come fitness room, il servizio di portierato e locali multifunzione. Le richieste si focalizzano essenzialmente sulla zona giorno (con saloni di rappresentanza e ampie cucine), la master bedroom con ampie cabine armadio. Gli immobili d’epoca, con affreschi, travi a vista e scalinate importanti attirano sempre. Anche sul segmento degli affitti di prestigio, che rappresentano una “super-nicchia” di mercato, si registrano tendenze simili.

I dati diffusi recentemente dall’ufficio studi di Tecnocasa analizzano le quotazioni odierne delle maggiori città italiane, suddivise per quartieri o macro-aree.
MILANO – A Milano le zone con più appeal rimangono Garibaldi-Moscova-Brera, Porta Nuova e City Life. Il quartiere di Isola riscuote sempre interesse da parte degli acquirenti grazie anche all’appeal dato dal vicino Bosco Verticale e dai numerosi locali; la zona nel tempo si è ampiamente riqualificata e rivalutata, i prezzi partano dai 6000 euro al mq. In forte crescita le zone interessate dall’imminente arrivo della nuova linea metropolitana M4 e le zone oggetto di futura riqualificazione degli scali ferroviari. Nella zona di corso Genova e via De Amicis, dove si muove un target con ottima disponibilità di spesa e dove c’è sempre un’elevata domanda ma un’offerta decisamente contenuta, si concentrano tipologie più signorili che, ristrutturate, raggiungono i valori elevati: 7000-8000 euro al mq. In viale Papiniano sono in corso interventi di nuova costruzione immessi sul mercato a 8000 euro al mq.
Nel quartiere di Porta Romana-Crocetta resta la preferenza per le ampie metrature, spazi esterni e le aree più richieste sono quelle di via Quadronno, piazza Mondadori e limitrofe dove ci sono soluzioni di pregio che possono arrivare a 9000 euro al mq se in ottime condizioni e con spazi esterni o begli affacci. Punte di 10 mila euro al mq sono toccate dalle tipologie nuove, ma per scendere di prezzo ci si può dirigere verso le abitazioni più signorili presenti in via Alberti, via Giovanni da Procida e le strade limitrofe, che hanno quotazioni medie di 5000 euro al mq. Prezzi simili anche in piazza VI Febbraio che beneficia della vicinanza del parco di City life. Nella zona di City Life molto richiesta è piazza Giulio Cesare, la cui offerta però è esigua ed i prezzi superano anche gli 8.000 euro, si tratta di soluzioni in condomini ma anche villette indipendenti molto ambite.
In piazzale Baiamonti le tipologie signorili hanno prezzi medi di 5000-6000 euro al mq. Prezzi intorno a 6000-7000 euro al mq anche per le abitazioni più signorili che sorgono nelle strade di congiunzione tra via Filzi e via Vittor Pisani. Nella macro-area di Città Studi-Indipendenza c’è un’ottima offerta di immobili di prestigio con top price di 6500 euro al mq che si affacciano su piazza Grandi (lato Fontana-Bunker), corso Plebisciti, via Compagnoni e via Hajech. Nella macro-area di Fiera-San Siro le quotazioni più elevate si raggiungono per le abitazioni presenti in via Monterosa e strade limitrofe e via Dominichino, dove si concentrano prevalentemente immobili signorili costruiti tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Le quotazioni si aggirano intorno 4000-5000 euro al mq.
ROMA – Nella Capitale continua a crescere l’interesse per gli immobili di prestigio, nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando. Infatti, rispetto al 2020 le ricerche di immobili di prestigio sono cresciute del 25%. Nel dettaglio, la ricerca di abitazioni con prezzo compreso tra 1.200.000 e 1.500.000 di euro sono aumentate del 22%, mentre quelle nella fascia da 1.500.000 di euro a oltre i 2.000.000 hanno registrato un vero e proprio record di interesse: +39%. Gli immobili nel cuore della Capitale con ubicazioni particolari come, ad esempio, affacci su piazze importanti e storiche, se di piccolo taglio si toccano anche quotazioni di 13 mila euro al mq raggiungibili in piazza di Spagna. In piazza del Popolo e in via del Babuino le quotazioni medie sono di 8000-9000 euro al mq. Sul segmento di pregio si muovono sia acquirenti italiani sia stranieri. Valori di 7000-8000 euro al mq per le soluzioni posizionate in via Veneto, Fontana di Trevi e piazza Navona. Intorno al Pantheon e nel Ghetto Ebraico non si superano gli 8000 euro al mq per le soluzioni da ristrutturare con punte di 10 mila euro al mq per quelle in buono stato. Nella zona del Colosseo si possono toccare punte di 6500-7000 euro al mq, con prezzi top sul pregio che non superano i 9000 euro al mq.
NAPOLI – A Posillipo l’offerta immobiliare è qualitativamente elevata e le famiglie che comprano l’abitazione principale si focalizzano sui trilocali dotati di vita panoramica sul golfo di Napoli, possibilmente con discesa diretta al mare. I valori per soluzioni panoramiche su via Petrarca si aggirano intorno a 5000 euro al mq. Sulla prestigiosa via Posillipo, dove ci sono immobili storici e signorili si toccano punte di 6000 euro al mq per tipologie ristrutturate, panoramiche, inserite in contesti di prestigio e dotate di portineria.
TORINO – Nelle zone centrali di Torino chi cerca soluzioni con caratteristiche architettoniche di pregio si orienta verso Borgo Valentino e via Massimo d’Azeglio dove, un affaccio sul parco, può arrivare a 3000 euro al mq. L’area di via Roma, piazza San Carlo e via Amendola presenta immobili d’epoca fascista, alcuni dell’architetto Piacentini, dalle metrature importanti: i prezzi per le soluzioni ristrutturate sono di 4000 euro al mq che scendono a 3000 euro al mq per le soluzioni da ristrutturare. Sono in corso interventi su immobili d’epoca per ricavare soluzioni di elevato standard con piscina e spa in comune. In questo caso i prezzi arrivano a 7000 euro al mq. Hanno metrature ampie fino a 250 mq, terrazzi con superficie che può arrivare anche al 30% di quella dell’immobile.
VERONA – Sul mercato del Centro storico si muovono per lo più famiglie che desiderano tagli superiori a 200 mq, posizionati ai piani alti con terrazzo o attici. Le soluzioni più costose sono quelle che affacciano su piazza delle Erbe e piazza Duomo, molte delle quali spesso sottoposte a vincoli delle belle Arti. Se l’immobile gode dell’affaccio su piazza può raggiungere anche i 5000 euro al mq. Si segnalano alcuni interventi di recupero, tra cui l’ex sede della Banca d’Italia, da cui si ricaveranno immobili di pregio e una serie di interventi di ristrutturazione in San Zeno.



l’avallo dell’industria continentale del credito (che rappresenta l’”offerta”). Di conseguenza, di fronte agli emendamenti al decreto Sostegni bis a firma dei deputati Bellachioma, Borghi, Cattoi, Cestari, Comaroli, Frassini, Patassini, Paternoster. Giacomoni, Occhiuto, Prestigiacomo, Pella, Paolo Russo, D’Attis, Mandelli e Cannizzaro non si rimane sorpresi, poiché non è certo la prima volta che la Camera approva emendamenti “assassini” contro intere categorie di professionisti o lavoratori.
Nel dettaglio, l’emendamento prevede che “(Art. 125-sexies – Rimborso anticipato) – 1. Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l’importo dovuto al finanziatore e, in tal caso, ha diritto alla riduzione, in misura proporzionale alla vita residua del contratto, degli interessi e di tutti i costi compresi nel costo totale del credito, escluse le imposte”….”…Salvo diversa pattuizione tra il finanziatore e l’intermediario del credito, il finanziatore ha diritto di regresso nei confronti dell’intermediario del credito per la quota dell’importo rimborsato al consumatore relativa al compenso per l’attività di intermediazione del credito”…. “….In caso di rimborso anticipato, il finanziatore ha diritto a un indennizzo equo e oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito. L’indennizzo non può superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto è superiore a un anno, ovvero lo 0,5 per cento del medesimo importo, se la vita residua del contratto è pari o inferiore a un anno. In ogni caso, l’indennizzo non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per la vita residua del contratto….”
Si tratta, pertanto, di una riedizione della desueta clausola dello “star del credere”, in base alla quale un agente deve restituire la sua provvigione in caso di inadempimento della ditta a cui è stata fatta una certa fornitura di merce e che non ha pagato le fatture nei termini previsti. La differenza, piuttosto sostanziale, è che nel caso in questione la ”fornitura” (il prestito) è regolarmente avvenuta ed il cliente non solo è adempiente, ma intende adempiere in anticipo, manifestando una volontà che è totalmente indipendente dall’attività dell’agente/mediatore il quale, in tutta evidenza, non può averne alcun controllo nè possibilità di contraddittorio. Da qui la reazione veemente di Federpromm-Uiltucs, sindacato che tutela gli interessi delle categorie colpite (compresi i consulenti finanziari), secondo la quale “…pur comprendendo le ragioni politiche
che sono legate a risolvere un problema quanto mai increscioso – quale appunto l’applicazione della sentenza Lexitor per gli intermediari del credito – si evidenzia come l’emendamento approvato alla Camera sul decreto Sostegni Bis ponga dei seri quesiti alle categorie professionali quali gli agenti finanziari e mediatori creditizi (e indirettamente anche ai consulenti finanziari), che nell’ ambito dello svolgimento della propria attività professionale troveranno serie difficoltà nel proseguire tale qualificata funzione di assistenza e consulenza per la clientela che ha necessità di ricorrere al credito tramite finanziamento.
“Un paradosso dei paradossi – dichiara Federpromm nella sua nota – in piena confusione interpretativa della norma giuridica, che alimenta confusione e scompiglio fra gli operatori del settore e che non risolve il problema di fondo tipico di quegli emendamenti con i quali diverse forze politiche intendono scaricare i costi delle contraddizioni del sistema sulle figure più deboli, quali appunto gli agenti finanziari e i mediatori, che saranno costretti a restituire in quota parte le commissioni percepite ogni volta che si verifica una estinzione anticipata”. “Va anche sottolineato – afferma l’organizzazione sindacale – che sulle regolari commissioni percepite per il servizio offerto per conto dell’intermediario, l’agente e il mediatore vi hanno regolarmente pagato le imposte, e sarà difficile per loro poterle recuperare.
Tale posizione di forte protesta sindacale è già stata espressa anche da altre associazioni professionali presenti all’interno dell’OAM, e tutte ritengono come la formulazione dei vari emendamenti approvati alla Camera metta in crisi l’intero sistema creditizio e, in realtà, si pone in netto contrasto con i principi stessi della sentenza Lexitor. Nel frattempo, il sindacato ha avviato una forte azione di sensibilizzazione nei confronti delle forze politiche affinchè venga rivisto, modificato o ritirato l’emendamento prima della sua approvazione definitiva al Senato, prevista prima del 24 luglio 2021.
In buona sostanza, si tratta di un processo razionale – almeno così dovrebbe essere, nella maggior parte dei casi – che dà priorità al
Pertanto, è necessario uscire dalla “
Ai fondatori di ProjectBI Carlo Mauri (Commercialista, Revisore ed Analista finanziario) e Roberto Massucco (Ingegnere Gestionale specializzato in sistemi informatici di analisi finanziaria) si è presto unito Alberto Villa, consulente finanziario autonomo, che ha portato il suo contributo di esperienza nella formazione di assets d’investimenti, rendendo fruibile il tool agli investitori professionali e permettendo loro di beneficiare del set informativo che mette in evidenza, per tutte le proposte d’
La fonte dei dati che alimentano il sistema di Startup Fixing sono gli stessi documenti obbligatori presenti e pubblicamente consultabili nelle diverse
corrisponde sempre un maggior rischio”. “Pertanto – aggiunge Mauri – abbiamo individuato dei criteri che ci consentono di apprezzare gli sviluppi del progetto in chiave prospettica, basandoci esclusivamente sulle informazioni di carattere economico e finanziario presenti nei business plan, senza apportare alcuna modifica od integrazione. In particolare, grazie al tool di Startup Fixing, siamo in grado di determinare il rendimento netto teorico atteso, assumendo che la vendita delle quote della
In sintesi, il tool Startup Fixing (che sarà disponibile in rete da Settembre) adotta come criterio di valutazione il metodo universalmente utilizzato per questo tipo di investimenti, denominato “Venture Capital Method”. Per quanto riguarda la verifica dell’adeguatezza del c.d.
Pre-Money, che viene attribuito dagli stessi soci del progetto e, quindi, sconta la possibilità di essere un po’ troppo generoso. Se il valore determinato con il metodo DCF è sufficientemente maggiore rispetto al tasso espressione del rischio del settore di riferimento (che è una grandezza conosciuta), questo significa che chi ha redatto il business plan ha tenuto debitamente conto dell’elevato rischio specifico che inevitabilmente caratterizza progetti di questa natura”. La risultante finale di questo processo di analisi è un rating sintetico, che attribuisce un numero di “stelle” (da 1 a 5) quale espressione qualitativa del giudizio di Startup Fixing in funzione di alcuni parametri fondamentali. Più precisamente, il rating sarà più elevato:
Oggi le startup e le Pmi innovative godono di una particolare attenzione non solo da parte delle autorità italiane ed europee – basti pensare alle generose disposizione in materia fiscale per gli 
MARE: le performance migliori per la seconda parte dell’anno spettano alle Marche (+2,1%), all’Emilia Romagna (+0,5%) e all’Abruzzo (+0,5%). Sostanzialmente stabili il Lazio, il Molise, il Veneto. Bene anche Sardegna, Campania e Puglia (-0,4%).
“Il 2020 si chiude positivamente per il mercato della
Sempre nello stesso arco temporale si nota un importante cambiamento relativamente alla tipologia richiesta: il
Interessante l’aumento di richieste di chi ha 

Il gestore fa notare che il
Se l’
Appare dunque piuttosto complicato – prosegue Novelli – sperare di non avere l’
Tra il 2018 e il 2019 la Fed ha iniziato a ridurre il bilancio e ad alzare i tassi d’interesse ma, in pochi mesi, l’economia si è trovata sull’orlo della recessione e la Banca Centrale americana ha dovuto innescare la retromarcia, riacquistando in poche settimane tutti i titoli che aveva venduto e riportando i tassi dal 2,5% allo 0,25% in meno di tre mesi – prosegue il gestore. Se già prima della pandemia l’economia non reggeva l’urto di politiche monetarie “meno espansive” cosa potrebbe succedere oggi pronunciando solamente la parola “
Il motivo per il quale il 
Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, gli investitori – in particolare i
Relativamente ai rendimenti annui lordi, i dati di Tecnocasa restituiscono un risultato del 5,0% per un bilocale di 65 mq nelle
Altro aspetto da considerare, il cui peso è aumentato soprattutto dopo la pandemia, è la presenza dei servizi (negozi, supermercati, scuole, ecc) all’interno dei quartieri. Questi elementi consentono di valutare l’acquisto per investimento nell’immediato, ma c’è anche chi decide di investire sul 
In sintesi, per la
Sia pure con le dovute differenze, lo scorso 7 luglio la 
Sarà per questo che Warren Buffett ha già liquidato molte posizioni e aumentato la liquidità del portafoglio Berkshire Hathaway? Probabilmente no, poiché l’oracolo di Omaha sa bene che l’emergenza sanitaria ha depresso il PIL in modo anomalo nel 2020, gonfiando la lettura dell’indicatore Buffett che, invece, descrive solo un ritorno ai livelli pre-pandemici, e non una vera e propria crescita del PIL dai valori del 2019. Invece, tra gli analisti pessimisti, Robert Kiyosaki aveva affermato a Maggio scorso “il più grande crollo della storia sta arrivando, e farà esplodere la più grande 

Il secondo tema, che ha minori probabilità di avverarsi rispetto al primo, è quello di una
Il terzo tema è quello dei fattori geo-politici, che sono in grado di influire sull’andamento dei mercati aggiungendosi ad eventuali fondamentali deludenti e amplificando le correzioni. Escludendo del tutto l’ipotesi di conflitti globali, non mancano però i “conflitti localizzati”, che non smettono mai di far danni. Tra questi, le maggiori aree di tensione sono il Medio Oriente, la Crimea invasa dai russi, la Cina che limita le libertà di Hong Kong, e lo 
Pimco, celebre società di investimento specializzata nei fondi obbligazionari, prevede fino a 200 punti base di sovraperformance nei tre anni medi necessari ad un emittente per uscire dal rating “spazzatura”. Come hanno fatto Smurfit Kappa Group Plc e Stellantis NV, le quali hanno risollevato il rating di
Secondo una nota di Madhubala Sriram, strategist di JP Morgan, mentre la campagna di vaccinazione coinvolge tutti i paesi e la crescita economica sembra destinata ad accelerare, l’attenzione dei gestori si sposterà sempre più verso il ciclo di aggiornamento dei rating e gli emittenti “rising star” come Valeo SA e ArcelorMittal SA. In generale, si pensa che gli investitori in emittenti di questa categoria possono ottenere
“Dato che le valutazioni del debito governativo e corporate “investment grade” sono meno interessanti, è il momento di 

“Come anche segnalato dalle imprese nelle nostre indagini, la crescita verrebbe favorita dalla vivace dinamica degli investimenti; il recupero dei consumi sarebbe più lento, con un graduale rientro dagli elevati tassi di
“Questo scenario – ha aggiunto – presuppone che prosegua ai ritmi attuali la
Riguardo alle 
Gordon Cessford, direttore regionale Atradius per il Nord America, ha commentato: “Potrebbero essere molte le ragioni alla base di questa differenza di percezione del futuro. Sebbene appartengano ad un ambiente di business con delle specifiche interdipendenze a livello di catene di fornitura, ciascun Paese ha affrontato il contesto pandemico in maniera diversa. In Messico, gli interventi governativi meno restrittivi in tema di contenimento del virus hanno avuto come conseguenza per le aziende il proseguimento degli
Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, si è concentrato sui diversi impatti che potrebbero aver prodotto le politiche fiscali governative di ciascun Paese. In particolare, ha dichiarato: “Le aziende del Canada e degli Stati Uniti potrebbero andare incontro alla sospensione delle misure di sostegno del governo già nella seconda metà dell’anno. La maggior parte delle previsioni finanziarie mostra, in questa fase, un
Il sondaggio è stato condotto da Atradius nel secondo trimestre del 2021, un anno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale. Oltre a raccogliere opinioni che riflettono la fiducia delle imprese, il sondaggio ha analizzato lo stato di salute delle imprese attraverso alcuni indicatori chiave che rilevano i trend di utilizzo del
Nonostante l’ottimismo riferito dalle imprese del Messico, la pandemia si trova in cima alla lista delle preoccupazioni delle imprese di tutta la regione. In particolare, le aziende hanno indicato come principale fonte di preoccupazione l’imprevedibilità legata all’andamento della pandemia e la salvaguardia dei livelli di liquidità. Il Barometro sui 







