In Italia coesistono numerose famiglie proprietarie di immobili adatte allo sviluppo alberghiero, ma con pochi progetti di sviluppo redditizi nel tempo.
di Roberto Necci
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In Italia, il legame tra il settore finanziario e quello alberghiero è un connubio che sembra non decollare, sebbene alcune eccezioni dimostrino che, correttamente applicata, la finanza può fungere da catalizzatore per lo sviluppo imprenditoriale. Tuttavia, la maggior parte degli attori finanziari guarda con scetticismo al comparto alberghiero, un atteggiamento che questo articolo si propone di esaminare approfonditamente.
Una delle principali ragioni di questa diffidenza è l’attribuzione al settore alberghiero di una capacità reddituale inferiore rispetto ad altri comparti immobiliari. Questo settore, assimilato a quello immobiliare in generale, richiede investimenti in asset tangibili, ma la percezione della redditività risulta spesso meno convincente rispetto ad altri settori. La gestione delle strutture alberghiere aggiunge un ulteriore livello di complessità, coinvolgendo il proprietario delle strutture in attività gestionali complesse che richiedono un costante adattamento
alle evoluzioni normative, autorizzative, edilizie e impiantistiche. Questa complessità viene percepita come notevolmente superiore rispetto a quanto richiesto in altri settori immobiliari, come il commerciale, gli uffici o la grande distribuzione organizzata. Inoltre, il contesto italiano è caratterizzato da numerose famiglie proprietarie di immobili in posizioni privilegiate, ma con pochi progetti di sviluppo redditizi nel tempo, a causa delle ridotte dimensioni degli immobili alberghieri. Questa peculiarità fa dell’Italia un esempio unico a livello mondiale, poiché la divisione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera è meno diffusa, differenziandosi notevolmente dall’approccio adottato dalle principali compagnie internazionali.
A livello globale, nel settore alberghiero si è consolidata la convenzione secondo cui la proprietà immobiliare e la gestione sono due ambiti distinti, con esigenze di investimento e conoscenze specifiche. Gli investitori internazionali, supportati dalla componente finanziaria, affidano i loro immobili a rinomate compagnie alberghiere mediante contratti di gestione, caratterizzati da un potenziale ritorno più elevato, ma con un rischio maggiore, una pratica ancora poco diffusa in Italia. Al
contrario, in molti paesi internazionali, è ormai consolidata l’idea che, per valorizzare un investimento immobiliare alberghiero, il canone di locazione deve avere una componente variabile, fungendo da paracadute nei momenti difficili e aumentando nei momenti prosperi per rispecchiare le performance alberghiere. Un’altra dinamica ampiamente diffusa a livello globale è la partnership tra compagnie alberghiere e investitori, con le prime che presentano opportunità di investimento alle seconde, svolgendo un ruolo di origination.
Purtroppo, queste dinamiche sono ancora lontane dall’essere diffuse in Italia, dove il settore alberghiero potrebbe trarre vantaggio dall’adozione di modelli internazionali di collaborazione e gestione immobiliare.



In particolare, la domanda che i più smaliziati si sono posti riguarda il perché le società di gestione del risparmio dovrebbero gravarsi di costi ulteriori per raggiungere la c.d.
Nel caso della consulenza finanziaria, poi, il dilemma raddoppia la sua portata, dal momento che è necessario – ora più che mai – parlare sia della sostenibilità futura del ruolo di consulente che della sostenibilità del ciclo di vita finanziario del cliente. Infatti, la storia della gestione del risparmio, fin dai suoi albori, ci racconta dell’eterno prevalere del mero interesse commerciale alla vendita da parte delle
Il consulente diventa etico e “sostenibile” perché esserlo è la base della sua prosperità. Uno degli ambiti in cui si esplica la sua eticità è quello del supporto all’azienda-famiglia, che dal Dopoguerra ad oggi ha prodotto in Italia risorse importanti per il benessere delle generazioni successive. In questa ottica, il
In merito alle famiglie, il compito a prima vista sembra meno difficile: sarebbe sufficiente attivarsi sistematicamente quali educatori finanziari per far crescere la loro consapevolezza in un mondo, quello della Finanza, che sta cambiando di pari passo con la Società. Questo, però, sarebbe possibile realizzarlo in un “sistema finanziario perfetto” dal quale siamo ben lontani. Presto, infatti, le certezze su cui si è sempre basata la generazione dei babyboomers – mattone e pensioni – cominceranno a vacillare per i millennials, portando sempre di più la formazione del risparmio verso il rispetto degli obiettivi di integrazione previdenziale idonei a conservare un buon tenore di vita. Pertanto, oggi le famiglie stanno sottovalutando pericolosamente l’incertezza futura illudendosi di poter vivere all’infinito in un mondo che, invece, sta scomparendo.
Relativamente agli intermediari, si ha come la sensazione che, per loro, la forma prevalga sulla sostanza, nel senso che le stringenti norme legislative imposte dall’esterno fanno prevalere l’esigenza di tutelare se stessi su quella di perseguire il bene e la prosperità collettiva.
Tornando al dilemma dell’uovo-gallina, pertanto, sembra più rassicurante puntare “all’uovo oggi”, perché la “gallina domani” richiede la sopportazione di diversi sacrifici. Però, se ciascuno di noi si domanda quali sono state le più grandi soddisfazioni avute in carriera, torneranno in mente i clienti che ci hanno ringraziati per essere riusciti a programmare l’acquisto di un immobile o l’integrazione al proprio reddito, oppure quel giorno in cui ci siamo sentiti parte di una famiglia che, a parte quella di origine, non sapevamo di avere.
chiesa cristiana evangelica, egli usa spesso i principi biblici per insegnare ai suoi “seguaci” come migliorare le loro condizioni finanziarie. Ad esempio, spesso consiglia di evitare il debito perché, secondo il verso 22:7 “Il ricco domina sui poveri e il mutuatario è schiavo del prestatore“.
della sua vecchia università, desiderosi di pianificare il proprio futuro (negli USA, non appena assunti, i giovani adulti cominciano a risparmiare immediatamente per i fondi pensione e per acquistare casa). Qualche mese dopo il successo di The Lampo Group, Ramsey iniziò a ospitare un programma radiofonico incentrato sulla finanza personale chiamato “The Money Game”, insieme al suo amico Roy Matlock. In quel periodo, pubblicò anche il suo primo libro, sfruttando il suo crescente pubblico radiofonico per venderlo.
Per quanto riguarda la comunicazione, l’approccio olistico del consulente prevede tre tipologie di documenti: uno di global wealth report, che ha il vantaggio di avere una visione integrata di tutte le componenti reddituali e patrimoniali esaminate tramite la swat analysis; un secondo documento di advisory continuativa, in cui si analizzano e controllano i singoli asset, le aree di intervento e le leve per la creazione di valore; infine, un documento di advisory specialistica in cui si implementano soluzioni predisposte dalla banca o da partners specialisti del gruppo.









