Maggio 1, 2026
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Mobility startup, appuntamento a Milano il 6 Ottobre per andare “Oltre le barriere”

Il prossimo 6 ottobre 2022 l’appuntamento della Mobility Conference Exhibition a Milano. Imprese, startup e istituzioni si ritroveranno per confrontarsi e fare il punto sulle grandi sfide future del settore.

Non solo car sharing. Inserire la sostenibilità al centro della mobilità significa oggi cogliere l’occasione per superare vecchi e nuovi problemi grazie al ruolo che l’innovazione e il digitale possono giocare. Da qui nasce “Beyond Barriers – Oltre le barriere”, il fil rouge della 7a edizione di MCE 4X4, l’evento per Startup organizzato da Assolombarda e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e dedicati alle sfide della nuova mobilità, in particolare quella urbana, una sfida che riguarda persone e merci. 

Dal 6 giugno al 3 luglio la Call per Startup selezionerà le 16 realtà innovative che parteciperanno all’evento del 6 ottobre prossimo: una giornata dedicata alla Conference, ai Business Speed Date e Tandem Meeting tra imprese, al networking e alla contaminazione tra pionieri delle nuove soluzioni e i protagonisti del sistema economico e produttivo lombardo. Un evento esclusivo, il cui impatto si misura prima di tutto nel rafforzamento dell’ecosistema e della cultura dell’innovazione che coinvolge tutto il tessuto imprenditoriale.  “MCE 4×4, nata nel 2016 su iniziativa di Assolombarda e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e con il supporto dell’advisor Nuvolab, è stata un’esperienza di open innovation che ha lasciato il segno nella nostra realtà. Basti pensare che dal 2016 sono state presentate 80 startup e sono stati organizzati 400 incontri tra imprese e nuove realtà imprenditoriali – afferma Gioia Ghezzi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Infrastrutture, Mobilità e SmartCity

“Per i nostri imprenditori e le nostre aziende – continua Ghezzi – potersi immergere in una giornata di innovazione e networking così ben strutturata è sempre stato un grande valore. Oltre all’impatto positivo creato dalla contaminazione tra startup e aziende corporate, che si è sostanziato in un rafforzamento dell’ecosistema e molteplici attività b2b, MCE 4×4 è stato fucina anche di diversi casi di successo. Oggi, all’indomani della crisi pandemica e nel quadro del contesto storico che dobbiamo affrontare, è ancora più importante per le nostre imprese trovare spazi di confronto e di collaborazione, in particolare in un settore così centrale come quello della logistica e mobilità sostenibile”.

“Come Camera di Commercio negli anni abbiamo consolidato la partnership con Assolombarda per sostenere le nuove iniziative imprenditoriali legate alla mobilità” ha dichiarato Alvise Biffi, Membro di Giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. “Milano, che punta a posizionarsi sempre di più tra le Smart City europee, ben si presta ad essere laboratorio di importanti sperimentazioni sul tema di una mobilità intelligente che deve necessariamente fare perno sul digitale e sull’innovazione. Per questo MCE 4×4 Beyond Barriers rappresenta un momento importante per le nostre imprese e per le startup che potranno mettersi in gioco per presentare nuove idee e soluzioni “.

Dal 6 giugno al 3 luglio sarà possibile per le startup proporre gratuitamente la propria candidatura. La Call è aperta alle startup attive nel settore mobilità e, in particolare, attinenti a uno dei 4 ambiti di sfida: MCE 4X4 for people – i servizi alle persone in movimento, MCE 4X4 data & security – la sicurezza fisica e dei dati digitali, MCE 4X4 logistics – la movimentazione green e sicura delle merci, MCE 4X4 energy – energia verde. Rispetto alle edizioni precedenti i nuovi verticali sono stati pensati proprio intorno al concetto di “barriere” verso gli obiettivi di una mobilità per persone e merci innovativa, sicura, sostenibile e inclusiva. Per approfondire e candidarsi, sarà sufficiente entrare in questa pagina per le informazioni e il form di iscrizione: https://mce4x4-2022.mobilityconference.it/call/

In un’ottica di rafforzamento dell’ecosistema e supporto alle startup, quest’anno le 16 startup selezionate si aggiudicheranno anche la partecipazione al Pitch Day di Tavolo Giovani su mobilità e logistica, e avranno la possibilità di confrontarsi con investitori, imprese e attori dell’ecosistema. Inoltre, le startup saranno iscritte gratuitamente per un anno a Innovup, l’associazione di rappresentanza delle startup italiane. Le 16 startup selezionate avranno uno spazio di esposizione dedicato per effettuare liberi incontri informali con tutti gli ospiti della manifestazione; ma soprattutto avranno la possibilità di incontrare le aziende corporate in momenti più strutturati come i Business Speed Date (si tratta di veloci incontri one-to-one), e i Tandem Meeting, incontri più approfonditi per sondare le possibilità concrete di collaborazione tra imprese.

Giovani imprenditori, ecco le startup lombarde più interessanti

Creare sinergie e puntare sui miglioramenti consentiti dalla tecnologia si traduce in vantaggi competitivi per le imprese. Per i giovani startupper è importante fare networking.

Tavolo Giovani è l’iniziativa che la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha recentemente messo a disposizione degli aspiranti startupper. Si tratta di una piattaforma, fisica e virtuale, nata principalmente per dare visibilità alle giovani imprese innovative, ma anche per creare occasioni di networking, confronto e apprendimento reciproco non solo tra le startup, ma anche tra le giovani imprese e realtà già consolidate sul mercato, gli investitori e l’ecosistema.

“Presentare soluzioni innovative applicate a un settore importante come il lavoro e la formazione è stato l’obiettivo del Tavolo Giovani dello scorso 5 Aprile– ha dichiarato Alvise Biffi, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – Pensiamo infatti che creare sinergie e puntare sulla tecnologia possa apportare miglioramenti che si traducono in vantaggi competitivi per le imprese. I Tavoli sono un’iniziativa che la Camera di commercio ha ideato per aiutare i giovani imprenditori ad avere visibilità e creare networking con realtà già consolidate, ma anche un’occasione di confronto tra gli stessi startupper che possono così condividere esperienze e a volte avviare collaborazioni”. Di seguito ecco alcune delle startup che hanno suscitato l’interesse della platea e che si sono distinte per livello di innovazione dell’idea e dei processi aziendali.

THESIS 4U. Si tratta di una piattaforma che mette in collegamento aziende e università nell’ambito di temi di ricerca e innovazione. L’obiettivo della startup è far diventare la tesi di laurea il nuovo strumento di reclutamento di neolaureati, un driver di inserimento aziendale.
ALGOR  è una startup che permette all’utente di creare mappe concettuali in modo automatico; è nata anche grazie alla collaborazione di studenti, docenti, tutor e associazioni. Ogni dettaglio è pensato con cura, al fine di offrire un’esperienza di apprendimento unica.

WYBLO è una startup innovativa che utilizza una soluzione in grado di automatizzare i processi amministrativi e migliorare i percorsi formativi dei propri partner con analitiche in tempo reale. Ha come scopo quello di adattare i processi formativi alle esigenze del 21° secolo.
HACKING TALENTS è una piattaforma che supporta una nuova modalità di creare match di successo tra aziende e talenti, attraverso un algoritmo basato sulla profilazione di human & hard skills. L’offerta prevede delle soluzioni innovative per le aziende, focalizzate sull’incremento dell’engagement e basate sull’ascolto sistematico.

CONNECTING TALENTS è una piattaforma digitale di collaborazione che ha come scopo quello di far crescere insieme talenti e idee. Propone un algoritmo di matching (IA) e progetti di collaborazione (prevalentemente ad impatto ESG) a persone in cerca di esperienza professionale, e ad aspiranti imprenditori.
LACERBA nasce dal desiderio di colmare il vuoto di competenze digitali in Italia. Progetta ed eroga, su piattaforme proprietarie, piani di formazione in ambito digital e innovazione, applicando una metodologia blended live e on-demand, sempre con un approccio all’insegnamento pratico e professionalizzante.

OFCOURSEME  offre un servizio di content curation di percorsi formativi usato da grandi aziende. Grazie allo sviluppo in house di una serie di algoritmi di classificazione dinamica, OfCourseMe organizza contenuti formativi da fonti ed in lingue diverse, in una serie di percorsi formativi mirati a chiudere ogni possibile skill gap in azienda.
TUTORNOW è una piattaforma digitale dedicata ad algoritmi di artificial intelligence per la didattica online e il rafforzamento nello sviluppo di competenze specifiche. Oltre a ciò, la startup mette a disposizione servizi B2B per l’utilizzo della piattaforma come strumento di videoconference dedicato all’educazione e altri settori. 

TUTORYOU offre corsi online, tutoring individuale e corsi di preparazione per programmi internazionali, per supportare gli studenti nel loro percorso formativo attraverso consulenti universitari che mirano a cercare il percorso a loro più adatto. TutorYou crede nelle relazioni peer to peer e si focalizza sulla comunicazione.
WIBO è una piattaforma che, attraverso micro-learning, gamification e incontri sincroni, offre soluzioni di apprendimento innovative per creare Wibo Experience: il nuovo paradigma di formazione aziendale per lo sviluppo dei talenti, il team building e il coinvolgimento.

Design Thinking, ovvero come risolvere problemi complessi partendo dalle “personas”

L’approccio all’innovazione richiede sempre una visione creativa dei processi aziendali. Inizialmente pensato per risolvere problemi complessi in campo imprenditoriale, il Design Thinking sta dimostrando il suo valore anche nel campo della Consulenza Finanziaria.

Da qualche anno si sente parlare di Design Thinking, ma pur comprendendo istintivamente che si tratta di qualcosa che ha a che fare con il modo di pensare e con la progettazione, ai più sfugge il suo significato pratico ed il suo campo di applicazione.

Il Design Thinking (“pensare in modo progettuale”, in italiano) è un particolare approccio all’innovazione di servizio e di prodotto, concepito per attribuire a chi intende avvalersene la capacità di risolvere problemi complessi utilizzando una visione creativa della propria attività. Prima di essere usato in ambito imprenditoriale, in origine il Design Thinking era un approccio metodologico “di elìte”, adottato esclusivamente da agenzie di pubblicità e studi di design. Gradualmente, si sta diffondendo in settori molto differenti, traendo nuova forza dalle sue applicazioni nel nuovo corso digitale della società economica.

Relativamente ai settori aziendali propriamente detti, il Design Thinking contribuisce alla soluzione di problemi organizzativi interni, oppure può affiancarsi alla progettazione e al lancio di una startup e rendere più efficienti i processi di realizzazione e distribuzione di un prodotto. In campo informatico, anche i grandi produttori di software – come Google Ventures, che ha generato una metodologia a supporto dello sviluppo di prodotti digitali – stanno facendo sempre più ricorso al Design Thinking per via della sua estrema utilità nel processo di trasformazione digitale che è in corso da dieci anni a questa parte.

Inoltre, grazie al Design Thinking le aziende si “mettono in discussione” e sviluppano una cultura di apprendimento continuo, lavorando con chi ha competenze nell’innovazione e sperimentando nuove idee. Questo approccio, infatti, dà il vantaggio di avere un metodo di gestione delle decisioni strategiche che abbatte drasticamente i rischi connessi ad ogni cambio di strategia. Ma il beneficio più importante si rivela nell’ambiente di lavoro, che grazie al Design Thinking diventa incline all’ascolto e alla collaborazione, favorisce il lavoro in team e consente di concentrare l’attenzione dei dirigenti apicali sui bisogni delle persone, che siano collaboratori o clienti.

Relativamente ai campi di applicazione, il Design Thinking è applicabile a tutti i tipi di problemi, sia semplici che complessi. Inoltre, il punto di partenza sono sempre le persone, ed è per questo motivo che questo approccio è molto vicino a quello che viene osservato nella Consulenza Finanziaria, dove l’attenzione al cliente è la base su cui si fonda l’intera relazione professionale. Lavorando sulle persone, infatti, i consulenti ne osservano i comportamenti e ne intuiscono i bisogni, per poi “metterli in sequenza”, per esempio, lungo una matrice temporale di priorità/necessità/urgenza.

Il Design Thinking, in definitiva, è un metodo che parte dai valori del consumatore e li trasferisce in un prodotto/servizio, creando un modello di business efficace e durevole. La sua validità è duplice a seconda della direzione verso la quale si vogliono lanciare gli effetti: verso l’interno delle organizzazioni di lavoro (aziende, team, uffici condivisi etc) il Design Thinking si rivolge a tutti coloro vogliono migliorare la propria competitività ed efficacia facendo leva sull’innovazione, come le startup, le multinazionali e gli enti senza scopo di lucro (onlus); verso l’esterno, lo stesso metodo contempla il contributo attivo dei clienti, chiamati a fornire feedback costanti sul rispetto dei loro valori all’interno del servizio richiesto.

Nel Design Thinking, naturalmente, le soluzioni da ricercare non sono identiche per tutti, ma in generale esse devono tutte soddisfare alcuni criteri fondamentali, come la centralità del cliente; l’empatia come valore, poiché ci consente di pensare “con la sua testa”; l’analisi dei comportamenti di consumo e acquisto; la sostenibilità economica della soluzione. L’empatia, in particolare, permette di conoscere il cliente e di comprenderne i bisogni (primari e secondari), le sue emozioni e gli obiettivi, fino a definire i dettagli delle c.d. “personas” e le loro caratteristiche chiave in relazione ai comportamenti d’acquisto. Gli stimoli così ricevuti identificano la base da cui partire per progettare soluzioni innovative attraverso una visione creativa di team (brainstorming), in modo tale da identificare il maggior numero possibile di idee da testare con gli utenti. Successivamente, si passa alla trasformazione delle idee in prodotti e servizi concreti, anche questi da testare preventivamente per evidenziare eventuali problemi e/o difetti.

Sono ormai numerosi i percorsi di formazione in materia di Design Thinking. la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, per esempio, ha dato il via al percorso gratuito di formazione realizzato in collaborazione con Cefriel (Politecnico di Milano), focalizzato sulla metodologia di Design Thinking per generare ed elaborare idee innovative applicate al contesto turistico. Ma è nel settore bancario, assicurativo e finanziario a supporto dei processi di innovazione e formativi che questa metodologia si sta diffondendo dopo essere stata un pò in sordina fino al 2020 (solo un terzo delle istituzioni finanziarie italiane vi faceva ricorso). utilizzando questa metodologia, invece, i vantaggi percepiti dalle istituzioni finanziarie sono notevolissimi e di grande impatto per la produttività interna. Infatti, l’adozione di un processo strutturato esplicitamente per l’innovazione e  la strettissima collaborazione tra i soggetti di diverse funzioni aziendali superano le “muraglie organizzative” dei vari uffici – che spesso dialogano troppo poco tra loro – e favoriscono la cultura dell’innovazione, rendendo gli attori del processo di Design Thinking maggiormente proattivi e responsabilizzati.

L’Italia non è un paese per Startup. Tra miti e luoghi comuni, rischiamo di rimanere indietro

Secondo molti italiani, le startup falliscono per cui è pericoloso investire in questo settore. Perché allora la Francia nel 2020 ha impiegato 4 miliardi ed ha in programma investimenti maggiori nel 2021?

Di Alberto Villa*

Il rischio di impresa è un termine conosciuto ma piuttosto inviso a molti italiani, i quali vorrebbero escluderlo a priori nel loro modo di vedere il futuro. Per quanto legittimo, mettere da parte qualunque inclinazione all’attività d’impresa – che in Italia si trasmette quasi esclusivamente da una generazione di imprenditori all’altra, mancando una “scuola” imprenditoriale diffusa – produce una serie di conseguenze riguardo l’economia reale e, soprattutto, una falsa rappresentazione del rischio, nel senso che è vero che alcune iniziative imprenditoriali possono fallire, ma è anche vero che possono avere successo ed è impensabile che possano fallire tutte, solo perché c’è il “rischio d’impresa”.

Infatti, a determinare il successo o l’insuccesso di una startup concorre una serie di elementi, ed è opportuno sfatare dei veri e propri “miti” e luoghi comuni che stanno fiorendo attorno al nascente fenomeno dell’imprenditoria giovanile trainata dai megatrend delle tecnologie in tutte le loro sfaccettature. Innanzitutto, investire nelle PMI innovative non significa soltanto “ascoltare imprenditori con idee stravaganti” – sebbene ci siano anche questi – bensì analizzare la fase di avvio di nuove imprese che nascono, crescono, producono occupazione e fanno innovazione di servizio e di prodotto. E’ questo il principio di metodo osservato dalla Francia, che nel 2020, anno della pandemia, ha visto un forte iniezione di liquidità (4 miliardi) a favore delle startup. Lo stesso presidente francese Emanuel Macron lo aveva annunciato personalmente, puntando alla leadership continentale per innovazione e tecnologia.

E in Italia, cosa succede?

Mentre in Francia sono già nate 10 startup “unicorno”, in Italia molti neanche conoscono il significato del termine e l’importanza di queste aziende per l’economia nazionale. I risultati conseguiti in Francia, però, sono anche il frutto di un ecosistema nazionale ed istituzionale che ha saputo investire con pragmatismo, facendo guadagnare ai francesi una posizione invidiabile nello scenario internazionale dei Paesi più attrattivi per le startup. A differenza dell’Italia, per esempio, in Francia esiste dal 2013 la French Tech, un’agenzia governativa che ogni anno pubblica una lista di oltre 100 startup grazie al quale è possibile conoscere in maniera approfondita il mercato ed i loro investimenti.  Anche le istituzioni creditizie giocano un ruolo importante, come la banca pubblica Bpifrance, che ha svolto varie funzioni di impulso compreso l’impiego di capitali in diversi progetti.

In sintesi, mentre la Francia è stato l’unico Paese a crescere nel 2020, raggiungendo per la prima volta i 5 miliardi di investimenti e superando Regno Unito e Germania, noi non raggiungiamo neppure il miliardo. E’ anche vero che Italia e Francia siano due economie diverse, ma possiamo escludere che i francesi abbiano intenzione di finanziare società che siano destinate a chiudere entro 3 anni. Naturalmente, anche lì c’è un elevato numero di fallimenti, ma il dato va esaminato in relazione al contesto generale di quel Paese, dove esiste una comunità che favorisce la crescita di nuove realtà. In più, entro fine anno entrerà in vigore la normativa comunitaria del settore e, in un futuro molto vicino, sarà possibile investire in queste realtà d’Oltralpe esattamente come ora si utilizzano le piattaforme di Crowdfunding per accedere alle startup italiane.

Riguardo l’alto tasso di fallimento di molte iniziative, c’è da dire che anche le PMI “tradizionali” chiudono a seguito della evidente impossibilità di proseguire, ma in percentuale molto diversa rispetto alla startup innovative. Infatti, secondo i dati presentati da Banca d’Italia prima della pandemia, un quarto delle aziende “tradizionali”, considerate come piccole e medie PMI, sopravvivevano grazie alla liquidità fornita dalle banche, le quali a loro volta utilizzano varie tipologie di garanzie come ad esempio fideiussioni o consorzi fidi per tutelarsi. Pertanto, queste realtà continuano ad esistere perché in sostanza il costo del loro fallimento sarebbe difficile da sopportare. In pratica, si tratta di “aziende zombi”, destinate comunque a chiudere. A riprova di ciò, Cerved Group, ossia l’agenzia di informazioni commerciali specializzata nel valutare la solvibilità e il merito creditizio delle imprese, ha elaborato uno studio utilizzando i dati delle società italiane e ha applicato i parametri delle nuove norme sul Fallimento, con il risultato che quasi 140 mila imprese, cioè una su cinque, è in crisi, nel senso che i loro flussi di cassa futuri non sono adeguati a coprire il livello di indebitamento dell’azienda.

Non è un caso che ad aprile scorso il Governo abbia nominato una commissione di esperti per elaborare delle proposte sul tema, compreso il differire l’entrata in vigore della riforma del Fallimento, rinviata effettivamente al 2022.

Pertanto, se l’Italia non modificherà urgentemente il modo di intendere questo settore, rischiamo di vedere crescere innovazione solo all’estero, e assistere impotenti allo spostamento di patrimoni e liquidità dei nostri investitori verso altri Paesi comunitari che assicurino soluzioni alternative e più efficaci.

* Alberto Villa, Consulente in Finanza d’Impresa, membro A.I.A.F. e Consulente Finanziario Autonomo, collabora con la rete professionale M&V Private Corporate Advisor 

Aumento di capitale in overfunding per Next4. Ora investimenti in sanità digitale, IT e Innovability

Secondo Davide D’Arcangelo, è un momento storico importante per tutto l’ecosistema dell’innovazione italiano ed europeo. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’opportunità straordinaria per il sistema Paese e i settori di riferimento di Next4, in particolare la sanità digitale.

Next4 Production chiude in overfunding il suo aumento di capitale del valore di un milione di euro e si prepara a investire nei mercati del digital health, dell’Information Technology (IT) e dell’innovability. Un attestato di fiducia per il club deal investor fondato da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta che, viste le richieste, aprono la strada a un nuovo round di raccolta che sarà calendarizzato nei prossimi mesi.

“Siamo molto felici della fiducia che gli investitori ci hanno accordato – dichiara Davide D’Arcangelo (nella foto), founder di Next4 ed economista dell’innovazione – Quello che viviamo è un momento storico importante per tutto l’ecosistema dell’innovazione italiano ed europeo. Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) rappresenta un’opportunità straordinaria per il sistema Paese e i nostri settori di riferimento, a partire dalla sanità digitale, ne costituiscono i pilastri fondamentali. La transizione ecologica e digitale della Pubblica Amministrazione e delle PMI apre le porte a un nuovo paradigma nel rapporto tra pubblico e privato dove da un lato le imprese avranno risorse e mercato per innovare e sviluppare prodotti di frontiera e, dall’altro, la Pubblica Amministrazione potrà divenire più competitiva usufruendo di quella stessa innovazione che ha supportato. In questo scenario Next4 vuole giocare un ruolo da protagonista”.

Next4 nasce come startup innovativa per produrre software di digital health 4.0, ma il suo progetto ha attirato imprenditori, startupper e manager di multinazionali con interessi a 360° su tutto il fronte dell’innovazione italiana con un focus particolare nei settori digital health, IT, e innovability, e oggi Next4 può definirsi una ‘metastartup‘ – ossia un soggetto che investe in altre startup come venture builder – essendosi accreditata anche come Investitore qualificato e Business Angel. Con i suoi investimenti, Next4 individua le aziende target dopo aver condotto una attività di scouting e di analisi, e le aiuta a crescere e a strutturarsi dal punto di vista del management, per poi portarle sui mercati e promuoverle presso fondi di investimento, industries e grandi network. Diverse sono le partnership strategiche attivate nelle ultime settimane. Tra le tante si segnalano quelle con Open Italy, progetto di co-innovation gestito dal Consorzio Elis, per cui Next4 accompagna alcune delle startup del programma in un percorso di definizione del modello di business e di ricerca dei finanziamenti, e con CubeHub, veicolo di investimento con una particolare verticalizzazione su società ad alto impatto tecnologico.

Rilevante, inoltre, la collaborazione con WDA (Web Digital Advisor) con cui Next4 lavorerà allo sviluppo di nuovi modelli di business, sostenuta in questo anche dai rapporti con l’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Laboratori del Gran Sasso – con cui comincerà un’intensa attività di design thinking. Sul fronte internazionale Next4 ha partecipato con successo a Select USA, programma gestito dall’ambasciata americana per catalizzare gli investimenti stranieri negli Stati Uniti dove Next4 si appresta nel mese di settembre ad incontrare investitori e partner con la prospettiva di aprire un’ulteriore sede. Importante in questo percorso anche la partnership con lo studio Orrick che, oltre ad assistere Next4 nelle sue operazioni in Italia ed Europa, sarà protagonista di una prossima raccolta oltreoceano.

Economia circolare e Innovazione, al via il bando per le imprese della Lombardia

Tra le finalità ammesse l’innovazione di prodotto e di processo e la sperimentazione di metodologie per l’incremento della durata di vita dei prodotti. La dotazione finanziaria ammonta a euro 3.621.000. L’investimento minimo è di 40.000,00 euro, ed il contributo massimo concedibile è di 120.000 euro per progetto. 

E’ già attivo da una settimana il “Bando di sostegno alle MPMI per l’innovazione delle filiere di Economia Circolare in Lombardia – Edizione 2021”, realizzato in collaborazione con Unioncamere Lombardia e con le Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e le Camere di Commercio lombarde, grazie al quale le micro, piccole e medie imprese lombarde potranno presentare i propri progetti di investimento e beneficiare di una dotazione finanziaria complessiva pari a euro 3.621.000 euro, di cui 2.765.000 euro stanziati da Regione Lombardia e 865.000 euro stanziati dalle Camere di Commercio lombarde (in particolare, 400.000 euro sono stanziati dalla Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi).

FILIERE LOMBARDE – Il bando vuole promuovere e riqualificare le filiere lombarde, la loro innovazione e il riposizionamento competitivo di interi comparti rispetto ai mercati in ottica di economia circolare, rendendo possibile la simbiosi industriale, anche ai fini della ripresa economica post Covid 19, attraverso il sostegno a: progetti che promuovano il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui derivanti dai cicli produttivi in alternativa alle materie prime vergini e la riduzione della produzione di rifiuti, Eco-design con metodologia Life Cycle Thinking.

CHI PUO’ PARTECIPARE –  Possono partecipare le micro piccole e medie imprese aventi sede operativa in Lombardia al momento dell’erogazione, in forma singola o in aggregazione composta da almeno 3 imprese.

I PROGETTI AMMISSIBILI – Saranno ammessi progetti che puntano a:

innovazione di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse attraverso l’utilizzo di sottoprodotti nei cicli produttivi e riduzione produzione rifiuti e riutilizzo di beni e materiali;
innovazioni di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti e attività di preparazione per il riutilizzo; 
sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento
della filiera, in questo caso verranno considerate la sperimentazione e l’applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design);
– implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali: nonché la riconversione della produzione finalizzata alla realizzazione di nuovi materiali, prototipi, sviluppo di dispositivi e/o componenti anche in ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro.

CARATTERISTICHE DELL’AGEVOLAZIONE – L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute, per un investimento minimo di 40.000,00 euro e un contributo massimo concedibile di 120.000 euro per progetto. 

COME PARTECIPARE  –  Il testo del bando è disponibile sul sito della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e in quello di Unioncamere Lombardia. Le domande possono essere presentate dal 3 maggio al 15 luglio esclusivamente in modalità telematica con firma digitale. Per informazioni sul bando: ambiente@mi.camcom.it.

In aggiunta al bando, la Camera di commercio MI-MZ-Brianza-LO realizza percorsi di accompagnamento alle PMI in tema di economia circolare e di simbiosi industriale, in collaborazione con i migliori esperti, per promuovere crescita, innovazione e competitività e per supportare le PMI nella transizione verso modelli di crescita più sostenibili e circolari. Tra le iniziative, il Progetto LCA – Imprese Settore Tessile e Cartario. Un servizio rivolto alle PMI dei settori tessili e cartario dedicato all’analisi del ciclo di vita del prodotto (LCA) in un’ottica di economia circolare. C’è inoltre il progetto di accompagnamento rivolto alle PMI per l’upgrading degli impianti da biogas a biometano, ed il “Progetto RI-ECCO”, concepito in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che offre un percorso tecnico-scientifico gratuito alle PMI sull’economia circolare, con strumenti di formazione, analisi e check up approfonditi in azienda.

Il calendario completo dei prossimi webinar gratuiti e di tutte le attività è disponibile a questo link.

StartmeupHK Festival 2021. Dal 24 Maggio una vetrina per le startup di tutto il mondo

StartmeupHK Festival, l’evento annuale più importante in Asia dedicato alle startup, e organizzato da Invest Hong Kong, ritorna dal 24 al 28 maggio 2021 in forma virtuale. Sarà possibile partecipare a workshop, startup pitch, job fair e incontri con potenziali investitori.

StarmeupHK Festival 2021 rappresenta un’importante vetrina per le molte opportunità che Invest Hong Kong* offre alle startup di tutto il mondo. In questo evento annuale, che anche quest’anno si svolge in forma virtuale, le startup partecipanti avranno la possibilità di ascoltare ed entrare in contatto con gli esperti del loro settore, oltre a scoprire la posizione di primo piano di Hong Kong quale incubatore e banco di prova su tutto ciò che c’è di nuovo e sulle innovazioni che influenzeranno il  modo di vivere e di fare business in futuro.

Infatti, sebbene il mondo abbia dovuto affrontare un’enorme crisi, ci sono comunque molte opportunità interessanti che le startup possono sfruttare, e questo è dimostrato dai 14 eventi principali che quest’anno StartmeupHK Festival comprenderà e che coinvolgeranno numerosi relatori internazionali su tematiche specifiche, come l’A.I., il Fintech, ESG, le SmartCities, il settore Healtchare e quello del Proptech, per citarne alcuni tra i più significativi. Inoltre, durante l’intera settimana si avrà la possibilità di partecipare a workshop, startup pitch, job fair e incontri con potenziali investitori.

Il Festival aprirà i battenti il 24 maggio, con lo SME Tech Exhibition Programme, dedicato alle PMI e alle scale-up operative nel campo delle soluzioni tecnologiche, ed uno stand virtuale di SHAPERZ (Shaping the Future of Work for SMEs), organizzato da Finnovasia e dalla durata di due giorni. La partecipazione, da sottoscrivere entro il 15 maggio, è riservata alle aziende con meno di 30 dipendenti e un fatturato inferiore a 3 milioni di USD.

Nella stessa giornata, si potrà partecipare al Female Funding Fair, organizzato da Next Chapter Raise, dedicato alle imprenditrici donne di qualsiasi settore che vogliano inviare la propria candidatura ed essere selezionate per “Investor & Founders Mentor Hour”.

Il secondo giorno (25 maggio) ospiterà il GBA Innovation Summit, organizzato da TusPark Hong Kong, con il quale saranno analizzate le opportunità di sviluppo nella Greater Bay Area per le aziende con soluzioni tecnologiche e innovative. Nel frattempo, il 25 e il 26 maggio, Scaleup Impact Summit, organizzato da Whub, è uno degli eventi più completi sul mondo delle startup innovative progettato per realizzare risultati concreti con esperti, founder e investitori di primo livello.

Il quarto giorno (27 maggio), Asia Healthcare Innovation Summit, organizzato da Brinc, coinvolgerà startup, investitori e professionisti del settore healthcare, che condivideranno le loro conoscenze ed esperienze sulle ultime novità nell’ambito dell’health technology. In particolare, con la Future Health Asia Pitch Competition i partecipanti avranno l’opportunità di candidarsi, entro il 12 maggio, alla selezione di 2 startup che saranno ammesse alla riunione mensile degli investitori privati di Future Health Asia, per presentare il proprio progetto e ottenere un investimento fino a 250.000 USD.

Inoltre, StartmeupHK Festival 2021 ha organizzato altri cinque eventi di settore specifici molto significativi:
– 24 Maggio: Al for All & Making Money with AI,
– 24-25 Maggio: PropTech Asia & Beyond,
– 26 Maggio: Thriving Together – Startups and ESG Investors,
– 27 Maggio: Virtual Fintech Forum
– 27 Maggio: Connected Cities Conference,

Il 28 Maggio, ultimo giorno del Festival, concluderà le attività con un’agenda che prevede l’Ecosystem Summit, il Defining Decade for Impact with Tech e il GBA Online Hackathon 2021.

* Invest Hong Kong – Ufficio di rappresentanza in Italia Via del Mare 47, Milano, e-mail: info@investhk.it . Il Team italiano di Invest Hong Kong fornisce informazioni su investitori, programmi di incubazione e accelerazione, finanziamenti pubblici e spazi di co-working, e assiste gratuitamente le PMI e le Startup italiane a muovere i primi passi verso Hong Kong.

Boston Consulting: la vita media delle aziende S&P500 scenderà ancora. Colpa dell’Innovazione

Boston Consulting Group (BCG) ha stilato la lista delle società più innovative del 2020. Secondo questo studio, soltanto un quarto delle grandi aziende mondiali non sta “camminando” sulla strada dell’Innovazione. Nella speciale classifica, marchi molto noti e, fra questi, anche alcune “sorprese”.

Con l’esplosione della pandemia, il mondo delle grandi aziende sta attraversando, da un punto di vista storico-industriale, un periodo durissimo, e sopravvivere sul mercato sta diventando sempre più difficile. Però, la crisi scatenata dal Covid non è la causa principale del profondo cambiamento strutturale cui stiamo assistendo, ma solo un (pesante) elemento in più, che conferma e accelera una tendenza già in atto da molti anni.

Infatti, la durata media della vita delle società continua a diminuire. Secondo una ricerca statunitense (condotta da Innosight), la durata media di 33 anni rilevata tra le imprese facenti parte del paniere di S&P 500 nel 1964 si è ridotta a 24 anni nel 2018, e lo stesso studio prevede che entro il 2027 la durata media scenderà a soli 12 anni. Inoltre, i dati di borsa rivelano come stia aumentando il divario tra aziende concentrate sull’Innovazione e quelle in ritardo: le prime, alla prova della pandemia, hanno accresciuto ulteriormente il proprio valore al punto che il differenziale di capitalizzazione rispetto alle seconde, dal 2015 ad oggi, ha superato il 90%, quasi raddoppiando però in meno di un anno (da gennaio 2020), ossia dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Cosa è accaduto, per arrivare a tanto? Non si tratta, in realtà, di una “morte” definitiva delle aziende, ma molto più spesso di una loro trasformazione radicale a seguito dell’Innovazione, che trasforma le imprese di tutto il mondo con grande rapidità. Al resto, poi, ci pensano le operazioni di M&A, in seguito alle quali molti marchi mutano o, altrettanto gradualmente, spariscono per fare posto a quelli nuovi.

Nell’odierna economia “frenetica”, le aziende devono rimanere competitive per prosperare, e per vincere la concorrenza e rimanere rilevanti sul mercato esse devono innovare per sopravvivere. Non è un segreto, infatti, che la tecnologia abbia rivoluzionato il modo in cui lavora la maggior parte delle industrie. Per vincere nell’Innovazione, le aziende devono eliminare i confini dei loro team, ed essere sempre ricettive rispetto al lavoro di squadra ed alle nuove idee. In tal senso, Boston Consulting Group (BCG) e l’azienda americana Valuer hanno elaborato un metodo di classificazione delle aziende più innovative al mondo, ed hanno stilato la lista delle società più innovative del 2020. Secondo questo studio, soltanto un quarto delle grandi aziende mondiali non sta “camminando” sulla strada della strategia innovativa. Nella speciale classifica, marchi molto noti e, fra questi, anche alcune “sorprese”.

APPLE – Fondata 44 anni fa, Apple è l’azienda più valorizzata al mondo. Il gigante della tecnologia ha costruito la sua posizione su un’eredità di invenzioni che hanno trasformato la vita quotidiana delle persone. Dalla posizione di leader nella rivoluzione dei personal computer nel secolo scorso al recente boom degli smartphone, Apple ha creato alcuni dei dispositivi tecnologici più venduti. Inoltre, ha aperto le porte a nuovi mercati e innovazioni ed è diventata il ​​simbolo degli stili di vita moderni. Quest’anno le sue azioni sono aumentate di oltre il 44%, e secondo gli ultimi dati, il mondo ha oltre 1,5 miliardi di dispositivi Apple attivi.

ALFABETH – Fondata solo nel 2015, Alphabet è stata creata dai co-fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin per supportare le proprietà web di Google. Larry Page si riferisce ad Alphabet come a una “raccolta di aziende”, dove la più grande è Google, e spiega che il modello dell’azienda è quello di avere un CEO forte per ogni azienda, con lui e Brin che li consigliano quando necessario.

Alphabet separa efficacemente le aziende Google più redditizie (come YouTube) dalle loro iniziative creative più rischiose, come quella dell’auto senza conducente.

AMAZON – E’ una delle aziende che hanno cambiato il mondo. Amazon ha sviluppato un elenco di linee guida e pratiche culturali attraverso sperimentazione, boom e crolli per mantenere in funzione il suo motore di crescita. Le sue migliori pratiche includono il coinvolgimento dei consumatori, l’eliminazione dei rivali uno per uno, l’appiattimento dei mercati aziendali e la trasformazione di un’industria dopo l’altra. L’azienda lo ha fatto con diversi settori, come l’editoria di libri, l’e-commerce, i dispositivi personali, l’infrastruttura cloud, le app sanitarie e molti altri. Nata in un garage di Seattle nel 1994, l’azienda guida le sue innovazioni dall’alto, custodisce le idee come risorse preziose, abbraccia i fallimenti e investe in studenti che aspirano a diventare innovatori.

SAMSUNG – E’ l’azienda leader in TV, tecnologia dello schermo, design dei chip, batterie, smartphone e molti altri settori. Con la sua serie Galaxy, l’azienda ha creato un ricco patrimonio tecnologico e ha influenzato l’esperienza mobile di centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo. Samsung si sforza di brevettare le sue innovazioni, perseguendo brevetti in aree che sembravano impossibili. Una delle decisioni più critiche che ha portato l’azienda al successo è stata quella di progettare internamente, invece di assumere designer esterni. Questo ha creato un esercito di designer brillanti che hanno perseguito l’innovazione attraverso tre strumenti: empatia, visualizzazione e sperimentazione.

MICROSOFT – Grazie alla guida del CEO Satya Nadella, Microsoft si è trasformata su molti livelli fino a diventare molto di più dell’azienda che ha rivoluzionato l’uso del PC in passato. Microsoft ha ascoltato il mercato e ha iniziato ad adattarsi. Invece di girare solo intorno a Windows, l’azienda ha iniziato a sviluppare app sofisticate per iOS e Android. Inoltre, ha investito nell’IA (Intelligenza Artificiale) e promosso i bot come parte delle moderne pratiche di programmazione.

JD.com – E’ soprannominata l’Amazon cinese, ed ha iniziato come negozio fisico nel 1998. Oggi, l’azienda ha l’ambizione di diventare il più grande mercato di e-commerce del mondo. Il CEO, presidente e fondatore di JD, Richard Liu, è fiducioso che la sua azienda un giorno sarà completamente guidata da IA e robot, senza la necessità dell’intervento umano. La corsa tra JD e altri giganti rivenditori online come Amazon e Alibaba sta nella creazione dell’infrastruttura di e-commerce del futuro. La società sta lavorando ad un centro di ricerca basato sull’intelligenza artificiale, attraverso la quale sfruttare la tecnologia per creare una soluzione di e-commerce end-to-end che coprirà l’intero processo della catena di fornitura. L’azienda dispone già di magazzini automatizzati, robot che lavorano in oltre 500 magazzini, droni che consegnano prodotti in Cina e pagamenti controllati tramite riconoscimento facciale.

BOSH – Quando si parla di Bosch, la prima cosa che probabilmente viene in mente sono forse gli elettrodomestici di alta qualità o di utensili domestici. Tuttavia, il mercato principale di Bosch inizialmente era la produzione di componenti automobilistici. L’azienda continua il suo percorso in questa direzione, con l’innovazione nel settore automobilistico come uno dei suoi campi di interesse più significativi. 134 anni dopo la sua fondazione, l’azienda conta ora oltre 400.000 dipendenti e ha generato un fatturato di 77,7 miliardi di euro nel 2019. Tuttavia, questo successo non impedisce all’azienda di guardare al futuro e di perseguire una posizione in prima linea nelle innovazioni globali, come nella Realtà Aumentata e nella Realtà Virtuale.

ABB è una multinazionale svizzero-svedese con sede a Zurigo, Svizzera, e Stoccolma, Svezia. L’azienda opera principalmente nei settori della robotica, dell’energia, degli elettrodomestici pesanti e della tecnologia di automazione. ABB è stata inserita nell’elenco globale Fortune 500 da 24 anni ed è stata classificata 342ma nell’elenco Fortune Global 500. ABB ha il suo centro di ricerca e sviluppo fondato nel 2005 in Cina, uno dei sette centri di ricerca con leadership globale che opera nei materiali isolanti, nei robot di produzione di piccoli pezzi, nella tecnologia HVDC ibrida e nell’integrazione dell’energia sostenibile.

NOVARTIS – L’azienda farmaceutica internazionale svizzera Novartis è una delle più grandi società farmaceutiche mondiali, sia per fatturato che per capitalizzazione di mercato. Il CEO Dr. Vasant Narasimhan sta guidando l’azienda da 47,7 miliardi di dollari verso una significativa trasformazione strategica in cui vengono messe in luce piattaforme terapeutiche sofisticate e scienza dei dati. Novartis ha avviato il processo di trasformazione per diventare un’azienda completamente focalizzata sulla medicina, alimentata dalle tecnologie digitali. Il nuovo modello include nuove aree come le terapie geniche e cellulari.

HUAWEI è tra le aziende più innovative al mondo nel 2020, classificandosi al 6 ° posto nell’ultimo elenco di Boston Consulting Group. La posizione è frutto di un balzo di 42 posizioni rispetto allo stesso elenco nel 2019. Huawei era tradizionalmente meglio conosciuta per la fornitura di router e stazioni base in Cina. Tuttavia, la società ha sbalordito il mondo nell’estate del 2016, quando ha rivelato i suoi piani per superare Apple e Samsung e diventare il principale venditore di smartphone durante il periodo successivo.

Da allora le cose sono cambiate molto. Nonostante la pubblicità negativa che l’azienda ha avuto l’anno scorso, derivante dagli attacchi commerciali dell’amministrazione Trump, l’azienda sta recuperando velocemente tutte le posizioni. Gli investimenti della società in ricerca e sviluppo sono stati pari a 131.659 milioni di CNY nel 2019, pari al 15,3% del fatturato complessivo. Negli ultimi dieci anni, Huawei ha investito 4 miliardi di dollari, aprendo la sua strada come pioniere mondiale nelle tecnologie di prossima generazione.

Nell’ultimo decennio, le ambiziose innovazioni tecniche di Huawei hanno consentito all’organizzazione relativamente nuova di funzionare allo stesso livello di Apple, Google, Amazon, Microsoft e Samsung. Inoltre, la società ha già sconfitto Facebook, Alibaba, IBM e Sony in alcuni settori specifici.

Mercati azionari, dagli USA segnali di incertezza. Il megatrend dell’Innovazione parla cinese

Opportunità di breve termine concentrate ancora sul mercato cinese, forte del suo vincente modello di difesa sanitaria e dell’Economia votata all’innovazione. Energia, tecnologia e sanità i settori azionari più promettenti per anticipare la ripresa economica del secondo semestre 2021. 

Comunque andrà a finire questa brutta storia del Covid-19, il ruolo della Cina rimane un caso di scuola: la prima ad esserne colpita, e la prima ad uscirne mantenendo in piedi il suo apparato produttivo ed economico, ed anzi elevandosi a mercato-chiave per gli investimenti finanziari dei prossimi 12 mesi.

Come abbia fatto, ormai, non è neanche un mistero, tranne per chi si ostina – anche tra le fila dei c.d. esperti mondiali – a negare l’evidenza: in Cina si è privilegiata la soluzione “strong” del problema sanitario, per un periodo di due mesi pieni, rinchiudendo i cittadini in casa e sanificando persino le condotte delle fognature; tutto ciò, relegando in secondo piano gli effetti della pandemia sull’economia, e condizionando la ripresa della produttività ad una serie di “restrizioni sostenibili” che, alla fine, hanno fatto la differenza rispetto alle altre economie mondiali e che ancora oggi vengono osservate rigidamente.

Infatti, il governo di Pechino ha sviluppato un sistema di controllo sociale capillare, tracciando e isolando i soggetti risultati positivi, ed eliminando sul nascere il 99,8% dei focolai su tutto il territorio.  Inoltre, le procedure di controllo per gli stranieri-lavoratori che rientrano nel Paese sono ancora piuttosto rigorose e tassative: viene effettuato un tampone prima di imbarcarsi, ed il passeggero è autorizzato a partire solo se l’esito è negativo. Peraltro, il risultato viene immediatamente comunicato alla sede diplomatica cinese del paese dove il cittadino straniero vive ed ha cittadinanza. Una volta tornato in Cina, gli viene effettuato un nuovo tampone all’ingresso, ed anche in caso di esito negativo egli dovrà trascorrere in quarantena 14 giorni presso uno degli alberghi designati dalle autorità, sottoponendosi al monitoraggio dei medici. Alla fine del periodo di quarantena, infine, viene effettuato un ultimo tampone, con obbligo di iscrizione ad una app sanitaria.

Con questa prassi, la Cina è riuscita ad intercettare circa 3.000 contagiati da Aprile ad oggi. Non deve sorprendere, pertanto, che essa sia ripartita immediatamente, ed oggi stia già raccogliendo i frutti della sua strategia. Infatti, nel mese di settembre le esportazioni e le importazioni cinesi hanno registrato livelli da record: importazioni su del 13,2%, e le esportazioni cresciute del 9,9%.

Al di fuori della Cina, il rischio maggiore per le dinamiche di mercato nel breve termine ederiva dall’incerto esito della tornata elettorale negli USA, perché alcuni settori potrebbero reagire in modo diverso a seconda di chi vince. Le grandi aziende tecnologiche, quelle della difesa e le società finanziarie potrebbero registrare performance migliori sotto Trump, mentre le energie rinnovabili e le infrastrutture potrebbero rivelarsi vincenti con Biden. In entrambi i casi, il percorso tracciato sugli investimenti ESG appare ormai senza freni, grazie anche alla pressione degli investitori verso le pratiche ESG ed alla conseguente accelerazione dei flussi azionari verso quella direzione.

In linea generale, pur escludendo i lockdown totali come quelli della scorsa primavera, i prossimi mesi potrebbero essere dominati da temporanee chiusure locali, con possibili rallentamenti nei consumi in tutti i paesi europei. Pertanto, è possibile immaginare che le politiche fiscali e monetarie continuino ad assicurare una generosa tutela degli apparati produttivi, soprattutto di quelli più resilienti. Come il settore sanitario, per esempio, che si è dimostrato più resistente di quelli del turismo, dei viaggi e della ristorazione, pur avendo registrato un crollo delle visite ospedaliere non urgenti.

Relativamente ai c.d. Megatrend, che individuano i settori giusti per allocare risorse finanziarie per il lungo o lunghissimo periodo, la parola d’ordine sembra essere, per tutti, “Innovazione”. Ciò che sta accadendo nel mondo, infatti, determinerà una disruption negli stessi modelli macro-economici  – in quelli micro-economici è già cominciata di brutto – che regolano l’Economia mondiale, richiedendo un livello di innovazione di prodotto che la Cina sembra cavalcare prepotentemente già da qualche anno e sul quale, in considerazione della rapida ripresa in atto, sembra correre quasi da sola.

Il difficile, semmai, è individuare le aziende che beneficeranno maggiormente di questo Megatrend, ma sembra pacifico affermare che quelle appartenenti ai settori sanitario, biotecnologico e iper-tecnologico (quest’ultimo applicato ai grandi problemi del Clima) consentano già di circoscrivere i possibili investimenti da valutare per gli asset di portafoglio di lungo periodo.