Aprile 30, 2026
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Gli effetti della guerra in Ucraina sui prezzi delle case in vendita

Con il conflitto tra Russia e Ucraina in pieno svolgimento, non è semplice indicare quale direzione possa prendere il mercato immobiliare. Non solo preoccupazione per l’aumento delle bollette, del carburante e di alcune materie prime, ma anche per le abitazioni.

Dallo scoppio del conflitto armato tra Russia e Ucraina è possibile notare alcune oscillazioni sui prezzi delle case in vendita, e questo dato è senza dubbio significativo di ciò che sta accadendo, in misura ancora maggiore, nei paesi della NATO – in alcune città della Romania i prezzi delle case sono aumentati del 15% in tre settimane – confinanti con i due belligeranti. 

In Italia, poi, abbiamo un effetto che può sembrare paradossale: aumentano le richieste di mutuo. Infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le domande di mutuo sono salite moltissimo nell’ultimo trimestre. Ad affermarlo uno studio condotto da Experian, secondo il quale l’aumento si avvicina intorno al 40% in più rispetto ai primi mesi dello scorso anno. Questo significa che, se i primi mesi del 2022 vedono già questi numeri, la crescita non potrà che essere sostenuta lungo tutto l’anno, ed in particolare nelle “stagioni calde” del mercato immobiliare (Primavera ed Estate), dove si concentra la maggior parte delle compravendite. L’aumento delle richieste di mutuo a Gennaio e Febbraio, inoltre, è ancora più sorprendente se si considera che dopo le vacanze natalizie, solitamente, gli aspiranti mutuatari rimangono in stand-by fino a Marzo, per poi riattivarsi da lì in poi. Invece con gli ultimi dati raccolti è possibile affermare che l’outlook è positivo, con una tendenza alla crescita esponenziale.

Pertanto, appare più che chiaro che le notizie relative all’aggressione militare della Russia ai danni dell’Ucraina non dovrebbero spostare la tendenza positiva. Il paradosso è che in tempi di crisi come questo le banche, anzichè adottare un comportamento conservativo e difensivo, concedono più denaro sotto forma di credito immobiliare. Del resto, le banche centrali agevolano una maggiore fluidità del denaro continuando a mantenere i tassi vicini allo zero, all’uno e rotti per cento o comunque con spread ancora minimi; e anche gli utenti finora rimasti alla finestra vengono stimolati dai tassi così bassi, pensando sia l’ultimo momento “giusto” per entrare nel mercato immobiliare e alimentare la domanda di mutui che appare più solida che mai.

Considerando i tempi del conflitto armato – che hanno in qualche modo frenato le previsioni di rialzo “strong” dei tassi di interesse da parte delle banche centrali – non è possibile sapere in quale percentuale cominceranno ad aumentare nuovamente i tassi, e soprattutto quando ciò avverrà. I maggiori organi di stampa, però, non fanno altro che parlare di rincari per le fonti di energia, le materie prime, la benzina etc., e se l’inflazione si dovesse mantenere elevata per un periodo di tempo apprezzabile saliranno anche i prezzi delle case in affitto e in vendita. Naturalmente, questo effetto si manifesterà in modo diverso a seconda della regione. In tal senso, l’Italia mostra delle differenze notevoli, e secondo i dati forniti da Case in vendita 360 è evidente che ci sono regioni italiane in cui, per tradizione e posizione geografica, gli appartamenti in vendita hanno un costo che viene diversificato e deciso sulla base di diversi fattori.

Periodicamente, l’oscillazione tra l’aumento o la diminuzione dei prezzi delle case viene monitorata e consente agli esperti del settore di avere una panoramica delle percentuali. E così, relativamente ai primi due mesi del 2022, è possibile stilare la variazione percentuale di una casa in vendita da 50 mq a seconda della regione. In Italia, spiccano gli aumenti medi avvenuti in Valle d’Aosta (+6.85%), Calabria (+6.23%), Molise (+4.08) e Veneto (+2,09%), così come colpiscono le diminuzioni registrate in Basilicata (-9.31%), Trentino Alto Adige (-5.39%), Umbria (-2.17%) e Sicilia (-2.08%). Pressochè stabili o poco negative le altre regioni. Da segnalare una provincia con forte aumento di prezzo, ossia Caltanissetta (con un +13.66%), storicamente una piazza con quotazioni molto basse e stabili, e una provincia con una forte diminuzione di prezzo, ossia Potenza (-9.31%), che non era tra le peggiori.

In merito alle richieste di mutuo, il periodo d’oro dei tassi ultra-bassi sembrerebbe definitivamente terminato. A dichiararlo sono la Banca d’Inghilterra (BOE) e la Federal Reserve (FED), che hanno già avviato la stagione dei rialzi e parlano apertamente anche dei futuri movimenti in aumento. La Banca centrale Europea (BCE), invece, agisce con maggior prudenza, e al momento non ha ancora rivelato con chiarezza le sue intenzioni prospettiche (le banche centrali, comunque, raramente lo fanno – n.d.r.). Prima della crisi ucraina, non si parlava di grandi aumenti ma di graduale ritorno a tassi più consistenti, e sulla carta sembrerebbe essere ancora così. Non dovrebbero esserci, cioè, stravolgimenti repentini, ma passaggi più morbidi. Questo non vuol dire che i prezzi delle case resteranno invariati, bensì che il cambiamento è ineluttabile, ma c’è più incertezza sulle date.

Si può ipotizzare che nei mesi a venire fungeranno da guida sia la situazione sanitaria che quella economico-politica. Non appena ci saranno delle condizioni più stabili rispetto allo scenario attuale, le banche probabilmente ricominceranno ad aumentare i tassi con una spinta maggiore.

Rendimenti immobili residenziali. Quanto rende il mattone nelle grandi città d’Italia

Il bilocale è la tipologia più ricercata per l’affitto e più richiesta per investimento, ma anche il gradimento del trilocale sta aumentando. Dal 1998 al 2021 la rivalutazione media nelle grandi città è scesa al 38,2%. Fa eccezione Milano con un + 107%.

“Nelle grandi città un bilocale di 65 mq rende mediamente intorno al 5,0% annuo lordo. La città in cui il rendimento è più elevato si conferma Verona (6,1%) seguita da Genova (6,0%). L’interesse degli investitori per il mattone – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – è sempre elevato nonostante nel 2021, rispetto al 2020, si registri un lieve calo degli acquisti per investimento (dal 16,8% al 16,3%)”. Gli investitori preferiscono le aree con la presenza di atenei, uffici, servizi (il cui peso è sempre maggiore dopo il lockdown) e quelle sottoposte ad interventi di riqualificazione. I rendimenti più elevati, poiché sono calcolati come rapporto tra i canoni di locazione percepiti nell’anno ed il valore dell’immobile, quasi sempre si registrano nelle zone periferiche dove i prezzi sono più contenuti.

MILANO – A Milano i rendimenti più elevati si segnalano nei quartieri di Vialba Amoretti e di Forze Armate rispettivamente con 7,3% e 6,4%. A seguire Sempione-piazza Firenze con un rendimento annuo lordo del 6%. Naturalmente i rendimenti più bassi si segnalano nelle zone centrali. L’analisi delle compravendite realizzate dal Gruppo Tecnocasa evidenzia che a Milano gli investitori si rivolgono a quartieri come Porta Venezia, San Siro, Bocconi, viale Padova e Maciachini, aree che, in questo momento, sono interessanti non solo come rendimenti ma anche e soprattutto per i futuri lavori di riqualificazione.  A Milano si stipulano prevalentemente contratti a canone libero (71,7%) e, in questa prima parte dell’anno, i lavoratori trasfertisti che rappresentavano la parte più importante di chi prendeva in affitto un immobile hanno ceduto il passo a chi affitta per scelta o necessità.

ROMA – La capitale segnala rendimenti annui lordi del 4,6% con punte del 10,6% in un quartiere periferico come Trullo. Nelle zone centrali non si raggiunge il 3% a causa del costo elevato dell’immobile, come per esempio in Piazza di Spagna dove un bilocale può costare intorno a 570 mila euro. In alcune zone universitarie della capitale ci sono rendimenti annui lordi del 4-5%, e, infatti, nella prima parte del 2021 gli investitori hanno guardato con interesse alle zone universitarie e a quelle intorno ad aree turistiche dove, nonostante il calo dei flussi turistici, si sta lentamente tornando ad investire. A Roma gli acquisti per investimento sono pari al 17,4% del totale delle compravendite

FIRENZE – A Firenze si segnalano i rendimenti annui lordi più contenuti, 3,8%, con punte del 5,2% nel quartiere di Novoli-Guidoni dove c’è sempre una buona domanda ad uso investimento alla luce del fatto che, non lontano, hanno sede l’Università e il Tribunale. E proprio nel quartiere di Novoli si concentrano le compravendite di chi acquista per investimento che in città rappresentano il 19,1% del totale. A titolo di esempio a Novoli-Guidoni un bilocale costa intorno a 150mila euro e si affitta a 7.800 euro all’anno. I rendimenti annui lordi più contenuti si registrano nei quartieri di San Quirico (3%) e Mazzini-Oberdan (3,1%). La componente per investimento immobiliare a Firenze è pari al 19,1%.

NAPOLI – A Napoli, negli ultimi anni, complici anche gli importanti flussi turistici, la componente per investimento è elevata e pari al 35% del totale. Si indirizza sempre più nelle zone dove i prezzi sono più bassi, tra queste Gianturco (8,4%), Pallonetto a Santa Lucia (7,9%), Sanità (7,5%). In particolare, in quest’ultimo quartiere e nel centro c’è una buona domanda di locazione, spesso dettata dal fatto che non si riesce ad acquistare e dove spesso di praticano anche gli short rent. Un bilocale nel quartiere Sanità si acquista a 64mila euro e si affitta a 400 euro al mese.

TORINO – A Torino il rendimento annuo lordo più elevato si tocca nei quartieri di Sassi-Superga (9,0%), Borgo Vittoria- zona Mercato (7,8%) e Barriera di Milano (7,1%). Parliamo di zone periferiche, spesso con un’offerta di tipologia popolare e dai prezzi contenuti, ma con una buona domanda di immobili in affitto. I rendimenti più bassi si segnalano nelle zone più signorili tra cui la centrale via Roma-piazza San Carlo (2,5%) e Gran Madre (2,8%) dove si concentrano numerosi immobili signorili della città. Piacciono per investimento le zone universitarie, tra queste San Salvario-Università (3,6%) e Cenisia-Adriano-Politecnico (4,3%): un bilocale nella prima costa intorno a 130mila euro e nella seconda 107mila euro e si affittano rispettivamente a 4.800 e 4.600 euro all’anno. A Torino la componente di acquisto per investimento è pari al 18%.

BOLOGNA – A Bologna è il quartiere di Borgo Panigale che mette a segno il rendimento annuo lordo più elevato, con 5,9% seguito dal quartiere di Lavino di Mezzo (5,6%). I rendimenti annui lordi più contenuti si segnalano naturalmente nel centro storico dove si scende a 2,9%. Nella zona a ridosso dell’Ospedale Maggiore dove c’è una buona domanda di immobili in affitto da parte di studenti e lavoratori fuori sede, un bilocale si affitta intorno a 8.400 euro all’anno e ha un rendimento annuo lordo del 4,2%. La maggioranza degli investitori si orienta verso i quartieri di San Donato e San Donnino: qui ci sono l’università, l’ospedale Sant’Orsola, la sede della Regione, la Fiera di Bologna, la sede dell’Unipol, il centro direzionale della Guardia di Finanza. I rendimenti annui lordi in quest’ultimo quartiere sono del 4,9% e un bilocale si aggira intorno a 149mila euro.   

In definitiva, nel 2021 si conferma la preferenza degli investitori per il bilocale (39,9%) a seguire il trilocale (31%). Il bilocale, infatti, è la tipologia più richiesta per investimento dal momento che è quello più ricercato in affitto. Ma dopo il lockdown, alla luce della necessità di avere spazi più ampi, anche il gradimento del trilocale sta aumentando, diventando sempre più richiesto in affitto e valutato dagli investitori. In genere, chi investe nel settore immobiliare non guarda solo ai rendimenti da locazione, ma anche alla rivalutazione del capitale. Dal 1998 al 2021, analizzando le grandi città italiane, la rivalutazione è del 38,2%. Quella che si è rivalutata maggiormente è stata Milano con 107,7%, seguita da Firenze con il 66,0% e Napoli con 64,3%.

Previsioni immobiliari per il 2022. Aspettative positive anche per le locazioni

Secondo Fabiana Megliola di Tecnocasa, nel 2022 le compravendite si attesteranno tra  710 e 720mila, mentre la performance dei prezzi oscillerà tra +1% e +3%. Attenzione degli investitori sulle città con infrastrutture e sedi universitarie.

“Alla luce degli ultimi dati, il mercato immobiliare confermerà il trend positivo che lo ha caratterizzato nel corso del 2021. Soprattutto il segmento residenziale – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – registrerà transazioni non lontane dai volumi attesi per l’anno appena trascorso e prezzi in aumento grazie alla spinta che arriva, ancora una volta, dal mercato del credito. Quest’ultimo, nonostante il rialzo atteso dei tassi, offrirà ancora prodotti convenienti.  Il segmento dell’abitazione principale resta quello più dinamico, ma ci aspettiamo un recupero dell’investimento dopo il rallentamento registrato nel 2020 e nel 2021 a causa della pandemia.

L’attenzione degli investitori sarà indirizzata sia sulle grandi città sia sui piccoli centri, quindi grandi o piccole realtà che hanno un’offerta di servizi, di infrastrutture e di sedi universitarie, perciò in grado di attrarre e di garantire ai potenziali investitori una redditività interessante. Si punterà anche sulle aree dove sono in corso importanti interventi di riqualificazione. Nel 2021 abbiamo visto un ritorno del turismo estivo (soprattutto nazionale e di prossimità oltre che europeo) e un buon andamento del mercato della casa vacanza. Se queste tendenze si confermassero anche nel 2022, saranno premiate le località in grado di attirare sia chi è alla ricerca della casa vacanza sia chi desidera investire per mettere a reddito con locazione turistica. Sembra confermarsi la ricerca di abitazioni più ampie e con spazi esterni riscoperti durante la pandemia. Naturalmente restano sempre in cima alle preferenze le abitazioni situate in quartieri serviti, collegati, meglio se con uno sfogo verde intorno.

Alla luce del rialzo dei prezzi che ha interessato le grandi città si sta verificando uno spostamento migratorio verso l’hinterland dove è anche più facile trovare soluzioni con spazi esterni, oltre che soluzioni indipendenti e di nuova costruzione a prezzi naturalmente più accessibili. Riteniamo quindi che queste realtà avranno buoni risultati anche nel corso del 2022 alla luce dell’atteso rialzo dei prezzi nelle metropoli. Gli immobili di nuova costruzione avranno un buon trend: particolarmente apprezzati durante il lockdown, soprattutto perché in grado di garantire risparmio energetico, sono oggi sempre più appetibili. Anche le tipologie usate, grazie al sostegno dei bonus, avranno un buon riscontro.

Aspettative positive per le locazioni grazie a una buona domanda e a un’offerta non sempre sufficiente. Con l’avanzamento della campagna vaccinale e il rientro progressivo di lavoratori e studenti negli uffici e nelle università, i valori stanno già recuperando. Resta comunque il segmento di mercato più sensibile all’andamento della pandemia e alle conseguenti restrizioni. 

Sul versante mutui non dovrebbero esserci importanti cambiamenti e, anche se le previsioni sono per tassi in lieve aumento, non riteniamo che ci possano essere impatti importanti sul mercato.  L’economia italiana, inoltre, sta ripartendo bene e questo è un altro elemento che gioca a favore del mercato immobiliare. Il 2022 vedrà compravendite tra 710 e 720 mila così come anche i prezzi che chiuderanno tra +1% e +3%”.

Tendenze immobiliari: hinterland e provincia sugli scudi, tempi di vendita in diminuzione

Rispetto al 2020 e al 2019 si registra una fuoriuscita di acquirenti dalle metropoli verso i capoluoghi di provincia e verso l’hinterland. 114 in media i giorni per vendere casa nelle grandi città, Milano e Bologna le metropoli più veloci.

Gli ultimi dati sulle compravendite immobiliari diramati dall’Agenzia delle Entrate hanno messo in evidenza che nei primi nove mesi del 2021 le compravendite dei comuni capoluogo sono aumentate del 36,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 13,4% rispetto al 2019. Hanno performato meglio i comuni non capoluogo che hanno messo a segno una crescita ben più importante: +46,6% rispetto ai primi mesi del 2020 e +28% rispetto allo stesso periodo del 2019. Sono dati che mettono in evidenza i risultati più che lusinghieri raggiunti dai comuni più piccoli che stanno dimostrando una buona vivacità grazie ai prezzi più bassi e all’offerta abitativa più in linea con le attuali esigenze espresse dalla domanda.

I dati raccolti da Tecnocasa evidenziano che, rispetto al 2020 e soprattutto al 2019 si registra una fuoriuscita di acquirenti dalle metropoli verso i capoluoghi di provincia della stessa regione e, soprattutto, verso l’hinterland della stessa metropoli. Milano è tra le città che ha visto un aumento percentuale maggiore di flussi in uscita verso le altre province, Torino e Napoli verso l’hinterland. Ad attirare in misura maggiore i milanesi è la provincia di Monza Brianza, a seguire quella di Pavia. Anche diversi comuni della prima cintura, tra cui Peschiera Borromeo, registrano un buon riscontro da parte di chi vive a Milano.  

A Torino è nell’hinterland che si acquista maggiormente, con la prevalenza di quelle realtà più vicine alla città, collegate magari con la metropolitana e laddove c’è un’offerta abitativa a prezzi più convenienti, soprattutto se si desidera acquistare una soluzione indipendente o semi-indipendente. In aumento la percentuale di chi lascia Roma per andare nell’hinterland (+3,9%) rispetto al 2019; cresce del 2% chi sceglie altre province. Bari è la città che registra una bassa percentuale di flussi in uscita, confermandosi attrattiva per gli stessi residenti che apprezzano anche la possibilità di acquistare non lontano dal mare. In ogni caso, la vicinanza ai mezzi di trasporto e soprattutto il loro livello di efficienza (e puntualità) sono l’elemento più importante alla base della valutazione di abitare nell’hinterland di una grande città, e laddove il trasporto pubblico presenta uno sviluppo insufficiente (soprattutto in alcune regioni del Sud Italia, cronicamente sofferenti per via delle infrastrutture inadeguate), le aree più richieste sono quelle limitrofe agli svincoli autostradali.

Lo stato di salute del mercato immobiliare si capisce anche dai tempi di vendita, ossia l’indicatore che stabilisce la velocità con cui la casa è venduta. I dati di Tecnocasa sulle grandi città, i rispettivi hinterland e i capoluoghi di provincia indicano che i tempi di vendita delle metropoli sono pari in media a 114 giorni, con un aumento di soli due giorni rispetto ad un anno fa. Nei capoluoghi di provincia, invece, si segnala una media di 143 giorni, in miglioramento di 6 giorni rispetto ai 149 giorni registrati nel 2020, mentre i comuni dell’hinterland delle grandi città hanno fatto registrare una media di 147 giorni contro i 154 giorni dell’anno scorso. Tra le grandi città, i tempi di vendita maggiori si registrano a Bari (149 gg) e Palermo (143 gg). Le metropoli “più veloci” sono Milano (62 gg) e Bologna (63 gg). Queste ultime due città hanno anche messo a segno anche il miglior risultato a livello di variazione percentuale dei prezzi, nella prima parte del 2021: Milano (+2,0) e Bologna (+2,3%).

Il desiderio di cambiare casa sta rivelando acquirenti più decisi e veloci, soprattutto in quelle città in cui l’offerta inizia a contrarsi e le possibilità di acquistare la casa desiderata si riducono. Dall’esame dei dati si evince in modo evidente come i picchi dei tempi di vendita sono in corrispondenza dei periodi più difficili del mercato immobiliare, in particolare nel 2012, anno in cui l’abbondante offerta e le banche più refrattarie ad erogare il credito dilatarono al massimo i tempi necessari per chiudere le trattative immobiliari.

A Roma gli acquisti per abitazione e investimento vivacizzano il mercato immobiliare

Il mercato immobiliare di Roma segnalava prezzi in ribasso a partire dal secondo semestre del 2007, ma nel 2021 registra segni leggermente positivi che hanno interessato anche alcuni quartieri periferici e quelli interessati da lavori di miglioramento.

Le analisi di Tecnocasa condotte sul mercato immobiliare di Roma nel 2021 rilevano una sostanziale stabilità dei valori (+0,1%). La capitale, che segnalava prezzi in ribasso a partire dal secondo semestre del 2007, registra segni leggermente positivi che hanno interessato anche alcuni quartieri periferici o interessati da lavori di miglioramento. Tutte le macroaree sono sostanzialmente stabili o con lievi contrazioni ad eccezione di Cassia-Torrevecchia che chiude con una contrazione dei valori del 3,1%.

La candidatura ad Expo 2030 rappresenta un’ottima opportunità per il capoluogo laziale di rilanciare il mercato immobiliare. Passando ad analizzare le macroaree di Roma, le zone centrali segnalano un leggero ribasso dei valori (-0,6%), ma con una sostanziale tenuta del cuore della città (Campo dei Fiori, piazza Navona), dove si sono concentrati prevalentemente gli investitori con l’intenzione di mettere a reddito l’immobile o di realizzare una casa vacanza. Tra chi acquista per investimento si segnalano anche stranieri che cercano un punto d’appoggio, oppure persone che effettuano acquisti di tipo migliorativo verso abitazioni con spazi esterni, come terrazzi, giardino e affacci sulle aree verdi.

Nella zona di Porta Pia, i prezzi oscillano da 4.500 a 5.400 euro al mq, con punte di 6.000-6.500 euro al mq per quelle in via Veneto e valori intorno a 10.000 euro al mq nel Tridente. Chi cerca la prima casa quasi sempre si orienta su tipologie di ampia metratura, possibilmente con spazi esterni ed affacci su piazze storiche. Importante la presenza dell’ascensore, la panoramicità e la luminosità, soprattutto nel segmento di pregio, dove si stanno muovendo sia acquirenti italiani che stranieri. Intorno al Pantheon e nel Ghetto Ebraico non si superano gli 8.000 euro al mq per soluzioni da ristrutturare, con punte di 10.000 euro per le abitazioni in buono stato. Prezzi più contenuti si registrano in via XX Settembre, perché più vicina alla Stazione Termini ma apprezzata per assenza di ZTL.  A Prati sono presenti soluzioni in stile umbertino ed il mercato è prevalentemente residenziale, con quotazioni di 6.000-7.000 euro al mq, mentre nel quartiere Monti gli acquisti per abitazione principale e per investimento muovono il mercato. Qui le tipologie costruite nel XVIII e nel XIX secolo si scambiano a 6.000 euro al mq. con punte di 7.500 euro per le abitazioni situate nelle strade più quotate della zona e di 9-10.000 euro per le soluzioni di pregio con terrazzo e vista sul Colosseo.

Nel quartiere Parioli la maggioranza delle abitazioni risale agli inizi del 1900. Le zone top sono piazza delle Muse, via Porro, via Carlo Dolci, la zona di Monti Parioli (via Rubens e via Ceracchi), via Oriani, via Bertoloni, via Mangili e limitrofe, dove si concentrano prevalentemente i villini o porzioni di villini. Su questo segmento di prestigio si toccano top prices di 6.000-6.500 euro al mq per le soluzioni da ristrutturare, e 7.000–8.000 euro al mq per quelle ristrutturate. Nella zona si registra una buona domanda di abitazioni di prestigio, preferibilmente già ristrutturati, ad opera di professionisti ed imprenditori che destinano a questo tipo di acquisto budget compresi tra 600mila ed un milione di euro. La domanda si orienta verso appartamenti di ampia dimensione, tra 140 e 180 mq, con doppio salone, due – tre camere da letto e doppi servizi. Importante la presenza di un giardino o di terrazzo abitabile.

Un discreto movimento interessa la macroarea di San Giovanni-Roma Est, che mette a segno un recupero dei valori dello 0,9%, mentre il mercato è più dinamico nel quartiere di Tuscolana-Don Bosco, dove si segnala una ripresa dei valori dopo l’immissione sul mercato, negli anni scorsi, di un’ingente quantità di immobili di proprietà di enti previdenziali. Ad acquistare sono persone alla ricerca della prima casa e investitori, dal momento che la zona registra una buona domanda di affitto da parte di studenti (non lontano sorge anche l’università di Tor Vergata). Ad attirare sono i prezzi più bassi rispetto ai quartieri limitrofi, la presenza di servizi essenziali della mobilità e centri commerciali. Apprezzata la vicinanza di ben tre fermate della metropolitana della linea A. Un buon usato costa mediamente 3.000 euro al mq.

Prezzi in leggera ripresa anche a Cinecittà Est, grazie ai valori più competitivi rispetto ad altri quartieri, alla presenza di servizi e di aree verdi oltre che ad un’offerta immobiliare di recente costruzione. La vicinanza di due fermate della metropolitana è un altro aspetto molto apprezzato.  I prezzi per un buon usato sono in media di 3.000 euro al mq.

I prezzi delle abitazioni nel quartiere Alessandrinoquartiere ben collegato all’area centrale di Roma grazie alla presenza di due strade consolari molto importanti come la Casilina e la Prenestina  – sono in lieve aumento. Qui il mercato immobiliare è alimentato in prevalenza da famiglie che acquistano per la prima volta o realizzano un acquisto migliorativo. C’è un aumento della domanda perché la zona offre piccoli contesti condominiali e i prezzi più contenuti (1.700 euro al mq) attirano le richieste anche di quartieri limitrofi come Torrespaccata e Centocelle. Anche in questa zona non mancano comunque gli acquisti per investimento, per i quali si investono mediamente 110 mila euro per soluzioni da 50-55 mq da mettere a reddito affittando a 600-650 euro al mese, con contratti a canone concordato

Sostanzialmente stabili i prezzi nella macroarea di Villa Ada-Montesacro (-0,2%), Roma Sud (-0,4%) e Policlinico-Pietralata (+0,2%). Nella prima macroarea una leggera contrazione dei valori ha interessato il quartiere di corso Trieste-Villa Torlonia-Coppedè, dove l’offerta immobiliare interessa tagli di grandi dimensioni per i quali i potenziali acquirenti hanno destinato un budget più contenuto. Sul segmento di pregio si cercano immobili oltre i 180 mq, tassativa la presenza di un terrazzo e, ancora meglio se l’immobile è inserito in un palazzo d’epoca. Per questo motivo piacciono gli stabili in stile liberty che si trovano all’interno del quartiere Coppedè, dove si raggiungono valori più elevati, 9.000 euro al mq. Sono presenti anche investitori che acquistano tagli grandi da frazionare e poi rivendere.

Nella macroarea di Roma Sud (-0,4%) si segnala una tenuta complessiva del quartiere dell’Eur: stabili nella zona centrale, in diminuzione a Eur Pavese ed in leggero aumento a Dalmata. Un quest’ultimo quartiere ha inciso la presenza di soluzioni con giardino al piano terra, molto ricercati. La possibilità di lavorare in smart working per molti ha significato una maggiore presenza in casa e la ricerca di un maggiore comfort abitativo. Questo ha fatto passare in secondo piano la sicurezza dell’abitazione, a cui si provvede con sistemi ad hoc. In più, la zona beneficia anche della vicinanza della metropolitana. Hanno tenuto le quotazioni a Eur centro, che registra valori, per un medio usato, di 3.500 euro al mq, con punte di 4.100 euro per le tipologie in buono stato presenti su viale Europa e viale Aereonautica.

Nella macroarea di Prati-Francia si segnala stabilità (+0,2%). In ripresa il quartiere Balduina, dove si segnala un leggero recupero dei valori dovuta ad una carenza di offerta e ad una maggiore domanda. Si sono realizzate soprattutto compravendite di prima casa con la ricerca di trilocali e quattro locali, possibilmente con spazi esterni e posto auto. I condomini sono stati costruiti tra gli anni ’50 e gli anni ’60, ed hanno prezzi medi di 3.300-3.600 euro al mq, con punte di 4.000 euro al mq per le soluzioni più vicine al quartiere Prati.

Compravendite immobiliari 2021, transazioni in aumento. Performance e dati

L’Agenzia delle Entrate ha diramato i dati dei primi nove mesi del 2021 sulle compravendite immobiliari. Ovunque dati in crescita. Tecnocasa: a fine anno il totale degli scambi a circa 700 mila unità. Idealista: aumentano le quadrature medie delle abitazioni.

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha analizzato i dati diramati dall’Agenzia delle Entrate sui primi nove mesi del 2021: in Italia sono state scambiate 536.022 abitazioni, con una crescita del +43,1% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +23,0% rispetto ai primi nove mesi del 2019. Continua quindi la crescita delle compravendite, anche rispetto ai mesi precedenti all’arrivo della pandemia, confermando un andamento nettamente positivo del mercato immobiliare nazionale.

Considerando solo il terzo trimestre del 2021 in Italia sono state scambiate 172.272 abitazioni residenziali con un aumento del +21,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del +25,5% rispetto al terzo trimestre del 2019. È ancora una volta evidente la migliore performance dei comuni non capoluogo che mettono a segno un incremento del +31,6% rispetto al terzo trimestre del 2019, mentre i capoluoghi crescono del +13,6%. Quest’ultimo trend conferma il buon andamento delle realtà più piccole che stanno attirando acquirenti per la loro offerta immobiliare in linea con le richieste scaturite post lockdown e, naturalmente per i prezzi più convenienti.

Tra le grandi città italiane spiccano le performance di Bari con +21,7% e Genova con +19,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Bene Verona con +16,3%, Roma con +15,3%, Torino e Firenze con percentuali superiori al 10%. Prendendo in considerazione solo il terzo trimestre del 2021, è Roma la grande città con l’aumento maggiore rispetto al 2019 (+16,5%), seguita da Genova (+15,7%).

Bene anche il settore terziario-commerciale, che fa segnare un incremento del 26,9%, e quello produttivo, dove la crescita supera il 47%. In particolare, il mercato del comparto terziario-commerciale è aumentato del 26,9%, soprattutto al nord. Infatti, gli scambi di uffici e studi privati sono aumentati del 18%, sfiorando il +30% nel nord-est; un +22,7%, invece, per le transazioni immobiliari su negozi e laboratori; le compravendite di depositi commerciali sono balzate in avanti del 30,6%, mentre le autorimesse e i capannoni industriali del 47,1%; il settore produttivo agricolo, infine, è cresciuto del 19,3%.

Alla luce dei dati attuali, pertanto, Tecnocasa prevede per la fine dell’anno in corso un numero totale di compravendite intorno alle 700 mila unità. Idealista, invece, si concentra sul dato delle quadrature medie delle abitazioni scambiate, che aumenta di 1,6 mq rispetto al 2020 e di 1,8 mq rispetto al 2019. Tale aumento si riscontra in tutte le aree tranne al Sud, dove rimane stabile, ma solo rispetto al 2019.

In ogni caso, la ripresa degli scambi coinvolge tutti i segmenti, e Idealista rileva una crescita più ampia per le abitazioni nella classe di quadratura più grande, oltre 145 mq, per le quali si rilevano i picchi dei rialzi nel Centro. La quadratura media, da 85mq fino a 115mq, seppur in crescita di oltre il 20%, presenta il tasso di variazione minore rispetto al 2019.

Mercato immobiliare e sconto medio: bene le abitazioni signorili, male i monolocali

Così come i tempi di vendita, lo sconto medio tra domanda e offerta è un’altra variabile fondamentale per comprendere l’andamento del mercato immobiliare e la sua tendenza. I monolocali continuano la parabola discendente già iniziata prima della pandemia.

“Quando il mercato immobiliare si rimette in moto una delle variabili che ne è influenzata è lo sconto medio, ossia di quanto viene ribassato il prezzo proposto dalla proprietà durante la trattativa rispetto al prezzo finale di compravendita.

“Nel 2021, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – a livello italiano lo sconto medio si è attestato intorno all’8,2% (dati di Giugno), in ribasso rispetto al periodo pre-pandemia quando era intorno al 9,1%. La differenza, quindi, è di quasi un punto percentuale, compatibile con le dinamiche di mercato che vedono un aumento della domanda, una contrazione dell’offerta ed una diminuzione dei tempi di vendita. Le percentuali cambiano se si analizzano le diverse tipologie immobiliari”. 

A seconda della vetustà dell’immobile, si registra un ribasso maggiore per le tipologie usate (-8,5%) rispetto a quelle nuove/ristrutturate (-6,6%). Le prime, infatti, quasi sempre necessitano di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, si tratta maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi che si dovranno poi sostenere per rimodernare e/o frazionare l’abitazione, e questo spiegherebbe perché su queste soluzioni la riduzione di prezzo è leggermente superiore. In forte diminuzione i monolocali (-10,8%), le soluzioni economiche (-10,3%), e gli immobili posizionati al piano terra (-8,7%). Le soluzioni acquistate per investimento possono contare spesso sul potere di acquisto dell’acquirente ed essere quindi acquistate con ribassi più importanti (-11%). Anche chi vende per necessità, dovendo recuperare capitale, è maggiormente disposto ad accettare prezzi più bassi (-9,4%).

Gap prezzo iniziale/prezzo finale più contenuti rispetto alla media nazionale si registrano per i tagli più grandi (trilocali, quattro locali). Bene anche gli ultimi piani (-7,6%) e le tipologie signorili (-6,9%), risultato abbastanza attendibile visto che si tratta di tipologie sempre piuttosto ambite e poco presenti sul mercato. I dati indicati mostrano dunque coerenza con lo scenario immobiliare che si sta disegnando. Va comunque sottolineato che i prezzi di richiesta sono definiti dopo un’attenta valutazione fatta dalle agenzie immobiliari che conoscendo bene il mercato immobiliare di riferimento determinano un prezzo di partenza congruo e allineato alla capacità di spesa della zona.

Fabiana Megliola: il mercato immobiliare non smette la sua corsa

Prospettive positive per il mercato immobiliare, ma in un quadro ancora incerto a livello economico, che richiede prudenza. Allo stesso tempo si segnalano fiducia e attesa per i progetti che saranno messi in campo con il PNRR.

Mercato immobiliare vivace e in rapida ripresa, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – come testimoniano sia i dati sui volumi scambiati sia quelli sui prezzi. Ci siamo lasciati alle spalle un 2020 con risultati migliori delle attese e siamo entrati, fiduciosi, nell’anno in corso.  La domanda abitativa, esplosa dopo il primo lockdown, non ha accennato flessioni e ha continuato a crescere trascinata dalla volontà di acquistare casa e dalla spinta del mercato del credito, mai così conveniente. A fare da cornice a questo quadro le aspettative positive sul futuro scenario economico ed un migliorato clima di fiducia”.

Volumi di compravendita – Nel 2021 i volumi delle transazioni evidenziano un incremento del 56% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 21,9% rispetto al 2019, con un risultato più che lusinghiero per i comuni non capoluogo che mettono a segno una crescita rispettivamente del 62,4% e del 26,4%.

Tempi di vendita – “I tempi di vendita, importante indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare, – spiega Fabiana Megliola (nella foto) – registrano segnali di miglioramento rispetto ad un anno fa. Gli ultimi dati dicono che, nelle grandi città, i tempi di vendita sono di 114 giorni con un aumento di soli due giorni rispetto ad un anno fa, nei capoluoghi di provincia si segnala una media di 143 giorni in miglioramento di sei giorni rispetto a quanto registrato nel 2020, per finire con i comuni dell’hinterland delle grandi città dove si vende in 147 giorni contro 154 giorni dell’anno scorso. Tra le grandi città i tempi di vendita maggiori si registrano a Bari (149 gg) e Palermo (143 gg). Le metropoli “più veloci” sono Milano (62 gg) e Bologna (63 gg). Questi risultati si spiegano con una più ferma decisione nell’acquisto e, nelle metropoli, anche con una carenza di offerta, soprattutto sulle tipologie di migliore qualità”. 

Prezzi – “L’analisi dei prezzi – continua Fabiana Megliola – mostra un mercato positivo. Le grandi città mettono a segno una crescita dei valori dello 0,8%, i capoluoghi di provincia e l’hinterland delle grandi città dello 0,4%.  Dopo l’interruzione registrata nel 2020, nelle metropoli continua il trend in aumento iniziato nel secondo semestre del 2017. In queste realtà tengono bene le zone periferiche e semicentrali i cui prezzi più bassi hanno consentito l’acquisto di abitazioni più ampie o con spazi esterni, nuovi driver di scelta scaturiti dalle chiusure forzate.  Le zone centrali mostrano talvolta sofferenze legate, in modo particolare, al rallentamento della domanda per investimento che, nonostante la fiducia incrollabile nel mattone, resta al momento ancora prudente. La novità è il recupero dei valori, per la prima volta dal secondo semestre del 2007, nei capoluoghi di provincia, molti dei quali dopo il lockdown sono stati particolarmente apprezzati, soprattutto se in grado di offrire una buona qualità di vita oltre che abitazioni nuove, in linea con i nuovi desideri abitativi. Nell’hinterland delle grandi città si segnala una buona performance per quello di Milano, Bologna e Verona, quest’ultimo in particolare trascinato dalla località turistiche. Le nuove dinamiche stanno portando ad uno spostamento di acquirenti dalle metropoli verso l’hinterland e i capoluoghi di provincia”.

Domanda ed offerta – L’analisi della domanda restituisce ancora una maggiore preferenza per il trilocale che raccoglie il 40,5% delle preferenze, a seguire i quattro locali con il 24,6%. La ricerca di soluzioni di ampia metratura e con spazi esterni determina un maggiore apprezzamento dell’immobile anche in termini di valori e ha indirizzato parte della domanda verso le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti. Le soluzioni in buono stato restano le preferite ma quelle da ristrutturare hanno continuato a trovare sostegno negli incentivi per le ristrutturazioni. Bene le nuove costruzioni che recuperano valore in questa prima parte dell’anno (+0,7%) e si confermano sempre più attrattive soprattutto in un’ottica di vivere sostenibile. Resta il nodo del costo delle materie prime e del loro approvvigionamento. Quanto alla disponibilità di spesa la concentrazione più elevata si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (25,4 %) ma c’è un aumento della percentuale di chi desidera spendere più di 350 mila €. L’analisi dell’offerta evidenzia che la tipologia più presente è il trilocale, con il 33,7%, a seguire il quattro locali con il 24,4% ed i bilocali con il 23,9%.

Sconto medio offerta-domanda – “Quando il mercato immobiliare si rimette in moto – puntualizza Megliola – una delle variabili influenzata è lo sconto medio, ossia lo scostamento tra prezzo di richiesta e prezzo di compravendita. Nel primo semestre del 2021 il gap si è attestato intorno a -8,2% contro il -9,1% registrato pre-pandemia”.

Mercato delle locazioni – Canoni di locazione in leggero recupero, dopo un 2020 che ha visto un ribasso importante dei valori a causa di una domanda in contrazione e un’offerta in aumento.  Sono stabili i canoni dei monolocali, +0,4% e +0,3% il rialzo di quelli dei bilocali e dei trilocali. Valori in calo si segnalano ancora a Milano, Roma, Bologna e Firenze, le metropoli che più di tutte le altre hanno sofferto la minore presenza di flussi turistici, studenti e lavoratori fuori sede. Nei capoluoghi di provincia i canoni sono in aumento su tutte e tre le tipologie (+0,7% per monolocali e trilocali e +0,1% per i bilocali). Nei primi mesi dell’anno in corso c’è stata una ripresa della domanda da parte degli studenti che è andata di pari passo con l’avanzamento della campagna vaccinale e con le decisioni degli atenei sulla frequenza delle lezioni. Bene i contratti a canone transitorio.

Casa vacanza – Il mercato della casa vacanza ha avuto un buon recupero già subito dopo il primo lockdown. La tipologia più richiesta e compravenduta è il trilocale ma, dopo il 2019, è aumentata la percentuale di chi cerca soluzioni indipendenti. I prezzi in media nelle località turistiche di montagna sono in aumento dello 0,6%, in quelle di lago dell’1,6% e in quelle di mare dell’1,3%.

Previsioni – “I segnali positivi che arrivano dal mercato – conclude Megliola – ci fanno propendere per una fine dell’anno con prezzi e compravendite in ascesa. I primi potranno chiudere tra +1% e +3% e le transazioni portarsi intorno a 650 mila. Il sentiment volge verso un recupero dei valori. Per il futuro del mercato immobiliare sarà cruciale il sostegno del settore del credito, cardine del processo di recupero di volumi e valori. Ad oggi le prospettive sembrano essere positive senza dimenticare che ci muoviamo in un quadro ancora incerto a livello economico, che richiede prudenza. Allo stesso tempo si segnalano fiducia e attesa per i progetti che saranno messi in campo con il PNRR e che potrebbero dare un ulteriore slancio al mercato immobiliare”.

Quando le piste ciclabili fanno bene anche alle quotazioni immobiliari

Il nostro Paese possiede una rete cicloturistica di ben 58 mila chilometri, molto apprezzata dai turisti stranieri. Con la pandemia, tante città italiane hanno messo in cantiere diversi interventi per potenziare le piste ciclabili, con ricadute positive nelle quotazioni immobiliari.

“Il mercato immobiliare, soprattutto quello delle località turistiche, sta registrando effetti benefici dovuti alla presenza delle piste ciclabili, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – almeno in termini di richiesta e ricerca di abitazioni. In particolare gli stranieri, soprattutto europei, che sono stati presenti anche quest’anno nel nostro Paese hanno dimostrato interesse per le località attraversate dalle piste. Il trend che si è rafforzato, anche in seguito alle nuove dinamiche innescate dalla pandemia, riguarda la scoperta dell’entroterra di alcune località del nostro paese che, lungo sentieri percorribili con e-bike e con mountain bike elettriche, sono diventate più accessibili. Questo ha consentito una scoperta del mercato immobiliare di queste aree e la conseguenza ricerca di informazioni su immobili in vendita“.

Secondo Megliola, i lavori previsti in tante regioni italiane – dove le piste ciclabili sono meno potenziate – potrebbero rappresentare un interessante volano per il turismo e per il mercato della casa vacanza. “Nelle grandi città e in tanti capoluoghi di provincia – afferma Megliola – si sta lavorando per migliorare i tracciati esistenti e per crearne di nuovi ma, al momento, l’impatto più evidente sul mercato immobiliare, soprattutto in termini di interesse, si registra prevalentemente nelle aree più periferiche o dell’entroterra che vedono migliorare i collegamenti con il centro città. Inoltre, dopo la pandemia si è notato un maggior apprezzamento per le località che garantiscono una qualità di vita migliore a cui le piste ciclabili contribuiscono”.

Il vivere sostenibile e un approccio più green ai trasporti sono ormai concetti con cui si ha una maggiore familiarità e che, sempre più, stanno influenzando le scelte degli italiani. L’emergenza Covid ha accentuato il fenomeno dando una spinta non indifferente al trasporto su due ruote che, in questi anni, ha consentito di muoversi rispettando il distanziamento e ha trovato supporto anche negli incentivi messi a disposizione per l’acquisto. In Italia il mercato delle due ruote ha registrato un incremento del 60% delle vendite da maggio 2019 a maggio 2020 grazie anche al boom dell’e-bike e al fenomeno del cicloturismo. Secondo i dati di Legambiente Isnart, il nostro Paese possiede una rete cicloturistica di ben 58 mila chilometri. Sono soprattutto i turisti stranieri ad alimentare il cicloturismo in Italia (Germania, Austria e Francia in testa) e tra le regioni interessate spiccano Trentino, Lombardia, Veneto, Liguria. Oltre alla rete turistica, il post-pandemia ha visto anche tante città italiane mettere in cantiere diversi interventi per potenziare le piste ciclabili e per crearne di nuove, senza dimenticare che pre-pandemia erano già in corso diversi progetti. Conferma l’importanza del fenomeno anche l’analisi di FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, secondo cui le ricerche online di informazioni sulle ciclovie e sui percorsi ciclabili sono aumentate dell’84% negli ultimi due anni.

Molte piste sono nate lungo ex percorsi ferroviari dismessi, tra queste la ciclabile ligure, in particolare quella della costa imperiese: è una delle più lunghe di Europa, 24 km, ed è sorta sull’ex linea ferroviaria Genova- Ventimiglia sul tratto tra Ospedaletti e San Lorenzo al mare

LIGURIA – A San Lorenzo al Mare la pista ciclabile, già operativa nel tratto San Lorenzo al MareSan RemoOspedaletti, ha portato ad un incremento di interesse per la località turistica soprattutto da parte dei turisti stranieri, francesi e del Nord Europa. I turisti francesi in particolare apprezzano il fatto di arrivare a Nizza e Ventimiglia e poi proseguire fino ad Ospedaletti e San Lorenzo al Mare.  Interesse che è aumentato post-pandemia dal momento che il lockdown ha delineato la necessità di stare vicino ad aree aperte e verdi, caratteristiche che stanno assumendo un peso sempre più importante insieme alla presenza di spazi esterni dell’abitazione.  Una casa vacanza vicina alla ciclabile si vende con più velocità e facilità. L’avvento e lo sviluppo dell’e-bike inoltre ha portato anche alla scoperta delle zone dell’entroterra che ora sono più accessibili in bici. La riscoperta della collina sta portando anche ad una maggiore richiesta di rustici situati nell’entroterra imperiese.

Anche ad Imperia c’è fermento: a fine anno si dovrebbe ultimare il tratto di pista ciclabile che collega Borgo Prino con San Lorenzo al Mare, dando così ulteriore slancio a questo borgo di case di pescatori da sempre molto amato da chi cerca la seconda casa (sia stranieri sia italiani). Nei prossimi due anni si prevede l’ultimazione dell’intera ciclabile che interessa tutta la città di Imperia. Il progetto infatti prevede l’estensione della ciclabile dalla stazione di Oneglia al “Galeazza”.  Al momento i prezzi sono molto contenuti e si aggirano intorno a 1200 € al mq. A Borgo Prino, borgo marinaro del ‘600-‘700 le quotazioni possono salire anche a 3000 € al mq”.

MARCHE – Un’altra cittadina sul mare il cui mercato immobiliare è stato impattato positivamente dalle ciclabili è Pesaro: la possibilità di vivere al mare restando in una cittadina a misura d’uomo sta attirando acquirenti residenti anche in metropoli come Milano, Bologna e Roma, complice anche lo smartworking e i collegamenti ferroviari con queste città.  Piace anche per l’offerta di eventi culturali che attirano turisti. Apprezzano il clima temperato e le colline circostanti.

LAGO DI GARDA – Un altro territorio che sta beneficiando della presenza della pista ciclabile è quello del lago di Garda che da alcuni anni vanta la presenza della pista “Garda by Bike”, i cui lavori sono ancora in corso. La pista parte da Limone sul Garda e arriva fino a Capo Reamol, nel bresciano, al confine con il Trentino-Alto Adige per un totale di 140 km. Diversi i comuni interessati, sia sulla sponda bresciana sia sulla sponda veronese. Anche in questo caso a beneficiare della presenza della pista ciclabile sono le località turistiche. Sono aumentati gli acquisti di case indipendenti e rustici da ristrutturare, grazie anche al superbonus”. Una soluzione degli anni ’70 da ristrutturare si scambia a prezzi medi di 2000-2500 € al mq.

Il completamento del collegamento ciclabile sul lungolago con Peschiera e Castelnuovo ha rivalutato non poco tutta l’area sotto la Gardesana Orientale. Molti villaggi o residence che erano distanti dalle zone servite hanno avuto un incremento della richiesta di acquisto. In passato, infatti, l’unica strada di accesso a Lazise o Peschiera era la strada Gardesana Orientale trafficata e priva di piste ciclabili. “Ormai il cicloturismo a Riva del Garda è diventato un tema frequente e comune a molte persone coinvolte nelle trattative per l’acquisto di case per il tempo libero. Infatti, la vicinanza alle piste, è uno dei fattori importanti per la scelta dell’immobile. La maggioranza delle compravendite a Riva del Garda interessa la casa vacanza e la presenza della pista ciclabile può far incrementare mediamente il valore dell’immobile dal 3 al 5%. A cercare casa sono trentini, lombardi e veneti ma si segnala una buona componente di acquirenti tedeschi. Il nuovo, fascia lago, costa 3000-3500 € al mq.

Sul Lago di Iseo, a Sale Marasino, Sulzano e Marone sono in corso i lavori per la riqualificazione e l’ampliamento della pista ciclabile che interessa tutto il lago. La domanda di casa vacanza arriva principalmente da persone residenti in zone che consentono di raggiungere queste località con spostamenti da fare entro un’ora. La domanda si orienta verso soluzioni con vista lago, spesso tassativa, ed i prezzi oscillano da 500 € al mq per l’usato fino a 2500 € al mq per il nuovo. Infatti, a Sale Marasino, Sulzano e Marone sono in corso diversi interventi di nuova costruzione che attirano l’interesse dei potenziali acquirenti.

Affitti turistici estate 2021 in Italia. Quotazioni nelle località di mare

Dalla Liguria alla Sicilia, il mercato delle locazioni turistiche è molto dinamico. In diverse località, però, si registra una restrizione dell’offerta perché i proprietari si sono riservati per sé l’abitazione. Ormai consolidato il fenomeno dello smartworking in casa vacanza.

“Il mercato degli affitti sulla casa vacanza è dinamico – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – e in alcune località di mare si sono registrate richieste già a partire da gennaio, quando durante il lockdown e per i timori di non trovare case in affitto molte persone si sono mosse ed hanno prenotato per la corrente stagione. Ma è da quando si è in zona gialla/bianca, e da quando la campagna vaccinale è entrata nel vivo, che si nota un maggiore movimento.

Tendenzialmente si prenota per 15 giorni, ma si segnalano casi in aumento di persone che hanno bloccato l’abitazione per l’intera stagione estiva, fin dal mese di Maggio, potendo lavorare in smartworking. Ad essere interessati però sono quasi sempre comuni ben collegati con la città, in modo da consentire di poter rientrare rapidamente se richiamati presso la sede di lavoro oppure facilmente raggiungibili nel caso in cui solo un coniuge poteva ricorrere allo smartworking. Inoltre, le località più richieste sono quelle vicine ai centri abitati più grandi, con servizi ed infrastrutture.

Un aspetto da segnalare riguarda l’offerta, resa meno abbondante perché molti proprietari stanno riservando per se stessi l’abitazione. La carenza di offerta, però, è compensata dal minore afflusso di stranieri, che ha favorito la clientela italiana con budget più ristretti.

LIGURIA – A Diano Marina sono in corso numerosi interventi di restyling sul territorio, creazione di parcheggi, pedonalizzazione di strade, e continuano i lavori per la creazione della pista ciclabile e per la nascita del Palacongressi. Per un bilocale di 4 posti letto si spendono 1200-1500 € a giugno, 2000-2500 € a luglio, 2500-3000 € ad agosto, 1200-1500 € a settembre. A Finale Ligure, invece, si segnala una forte domanda di affitto ma una bassa offerta. A giugno e settembre si spendono 1500 € al mese, a luglio 2000 € al mese, ad agosto 2500 € al mese. Il mercato immobiliare di Varazze, infine, è interessante e dinamico, ma anche qui l’offerta è contenuta. Per un bilocale di 4 posti letto si spendono 1000-1200 € a giugno, 2000 € a luglio e 2000 € ad agosto.

EMILIA ROMAGNA – A Cervia è buona la domanda di immobili in affitto, e si nota un aumento del periodo di permanenza. Per un bilocale di quattro posti letto, a Pinarella e Cervia, si spendono mediamente 1600 € al mese a giugno e settembre, 2400 € al mese a luglio, 3000 € al mese ad agosto. A Cesenatico c’è una buona domanda, e per un bilocale si registrano canoni di 1500-1600 € al mese a giugno, 2000-2400 € al mese a luglio e 2400-2600 € al mese ad agosto.  A Milano Marittima il mercato delle locazioni registra una domanda elevata per il periodo estivo. Per un bilocale di quattro posti letto si chiedono 1000 € a giugno e settembre, 2000 € a luglio, 2500-3000 € ad agosto. 

VENETO – Il mercato delle locazioni estive di Jesolo è attivo da Giugno a Settembre. Un bilocale di quattro posti letto costa circa 2500 € al mese ad agosto, 1200– 1500 € a luglio, 1200 € al mese a giugno e 600 € al mese a settembre. 

LAZIO – a Gaeta il mercato della casa vacanza registra un buon dinamismo, con richieste anche di acquisto che spaziano dal monolocale al trilocale. Sono in aumento quelle di immobili di prestigio dotati di pertinenze esterne, tra cui le ville presenti sul Lungomare di Serapo il cui valore supera il milione di €.  I canoni di locazione estivi per un bilocale di quattro posti letto sono di 1600 a luglio, 2500 agosto.

CAMPANIAIschia registra le seguenti quotazioni (classico bilocale 4 posti letto): Luglio 2.500, Agosto 3.500/4.000, Settembre 2.000. I valori immobiliari, rispetto alla scorsa stagione, sono stabili e la domanda di casa vacanza è dinamica, ma il budget è in leggera contrazione così come l’offerta: affitta solo chi ha necessità. Relativamente alle compravendite, ad Ischia le richieste si orientano su immobili da 70-80 mq, possibilmente con spazi esterni, sui cui investire da 250 a 300 mila €. In forte contrazione, a causa della pandemia, la ricerca da parte di stranieri, alcuni dei quali optano per l’affitto in località che sono letteralmente “esplose” negli ultimi cinque anni. E’ il caso di Santa Maria di Castellabate (Salerno), dove il mercato delle locazioni registra numerose richieste, ed infatti i canoni estivi sono elevati. Per un bilocale di quattro posti letto si spendono 1500-1600 € al mese a giugno, 2200-2500 € al mese a luglio, 3000-4000 € al mese ad agosto.

PUGLIA – A Gallipoli, i cui prezzi sono stabili, il mercato immobiliare è dinamico sia sul segmento della prima casa sia su quello della casa vacanza. Ci sono stati diversi interventi di riqualificazione su vecchi immobili in disuso, e le quotazioni del nuovo fronte mare toccano punte di 3000-3500 € al mq. L’elevata domanda di immobili in affitto per la stagione estiva ha determinato una buona domanda ad uso investimento che spesso si concentra nel centro storico della città. Per un bilocale si quattro posti letto i canoni di locazione sono: Giugno 1200 €, Luglio 2000 €, Agosto 3200 € e Settembre 1000 €.

SARDEGNA – A Villasimius sono presenti investitori che acquistano per mettere a reddito, visto che la domanda di locazione è sempre elevata e si aggira intorno a 2000 € al mese a giugno, 3000 € a luglio, 4000 € ad agosto e 2500 € a settembre. A Costa Rei il mercato della casa vacanza vede protagonisti sia persone residenti in Sardegna sia acquirenti provenienti dal resto d’Italia, tedeschi e svizzeri.  Nell’ultimo anno le compravendite si sono abbastanza divise tra chi acquista per uso diretto e chi acquista per mettere a reddito con la locazione turistica.  Chi acquista con quest’ultima finalità ha un budget più basso che non supera i 150 mila €.  Infatti, per un bilocale di quattro posti letto si spendono mediamente 2000 € al mese a giugno, 2800-3000 € al mese a luglio, 4000 € ad agosto e 2000 € a settembre.

SICILIA – Il mercato della casa vacanza a Giardini Naxos, nella seconda parte del 2020, è caratterizzato da una domanda interna, di acquirenti in arrivo dalle altre province della Sicilia. Stessa provenienza per chi cerca un immobile in affitto per l’estate. I canoni di locazione per un bilocale di quattro posti letto si aggirano intorno a 1500 € a giugno, 1700-1800 € al mese a luglio e 2000-2200 € al mese ad agosto. Nella zona di Castellammare del Golfo, invece, per un bilocale di 4 posti letto in media i prezzi per settimana si aggirano sui 500 € a Giugno, 600 € Luglio, 700-800 € ad Agosto, 600-700 € a Settembre. Su Scopello le ville senza piscina si affittano a 800 € a giugno, 1000-1200 € a luglio, 1200-1500 € ad agosto e 1000-1200 € a settembre. Per una villa con piscina, a Scopello i prezzi per settimana sono di circa 1000-1200 € a Giugno, 1500-2000 € a Luglio, 2000- 2500 € ad Agosto, 1300-1800 € a Settembre.