fsc/mca3 (Fonte video: Polizia di Stato)
(ITALPRESS)
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CINCINNATI (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner ricomincia da dove aveva lasciato. Alla prima uscita dal trionfo di Wimbledon, il numero uno del mondo approda al terzo turno nel “Cincinnati Open”, settimo Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 9.193.540 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento del Lindner Family Tennis Center della metropoli dell’Ohio. Campione in carica (un anno fa il successo in finale su Tiafoe), il quasi 24enne altoatesino si sbarazza di Daniel Elahi Galan, numero 144 del mondo, per 6-1 6-1 in appena un’ora di gioco. Sinner, che aveva già battuto il colombiano due volte su due (nel girone di Coppa Davis nel 2021 e negli ottavi a Wimbledon due anni fa), se la vedrà ora col canadese Gabriel Diallo. Per il fuoriclasse azzurro quella contro Galan è stata anche la 22esima vittoria consecutiva sul cemento da quando ha perso la finale di Pechino contro Alcaraz lo scorso settembre. Nel 2025, invece, il suo bilancio complessivo è di 27 successi e appena 3 sconfitte, con i trionfi a Melbourne e sull’erba londinese oltre alle finali di Roma e Parigi. “I match sono sempre diversi dalle sessioni di allenamento, non sapevo cosa aspettarmi – le parole di Sinner dopo la vittoria – Sono molto contento, non è facile giocare qui, è molto veloce e a tratti ho servito come volevo. Per essere il primo match sono soddisfatto. Il caldo? Si sente, anche nel riscaldamento. Sapevo che le condizioni qui sono toste ma oggi è andato tutto nella direzione giusta”.
Finisce invece subito l’avventura di Lorenzo Musetti. Il 23enne di Carrara, numero 10 del ranking ed ottavo favorito del seeding, entrato in gara direttamente al secondo turno come tutte le 32 teste di serie, ha ceduto per 5-7 6-4 7-6(4), dopo oltre due ore e tre quarti di lotta, al francese Benjamin Bonzi, numero 63 Atp, protagonista all’esordio anche dell’eliminazione di Matteo Arnaldi. Prosegue, dunque, il momento negativo del tennista toscano: dalla semifinale del Roland Garros (costretto al ritiro all’inizio del quarto set contro Alcaraz, sotto due set ad uno, per un problema all’adduttore sinistro), Musetti, rientrato a Wimbledon, ha vinto solo uno dei cinque match giocati.
– foto Ipa Agency –
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PALERMO (ITALPRESS) – Il Manchester City vince la prima edizione dell’Anglo-Palermitan Trophy nella sfida in “famiglia” con il Palermo in un “Barbera” gremito in ogni ordine di posti. A decidere sono il gol di Haaland e la doppietta di Reijnders per il 3-0 finale. Sulla carta era solo una partita amichevole ma l’atmosfera allo stadio non aveva nulla da invidiare a quella di una gara di Champions League. Entusiasmo alle stelle sugli spalti e il finale della passata stagione sembra ormai un lontano brutto ricordo. Prima del fischio di inizio la presentazione della squadra con i giocatori richiamati in campo uno per uno dallo speaker e osannati dalla propria gente. Ovazioni per tutti, a partire da Pippo Inzaghi, seguito a ruota da Brunori, Pohjanpalo e gli altri. Scroscianti applausi anche per Pep Guardiola e i suoi “marziani” (così li ha definiti Inzaghi alla vigilia), che il pubblico rosanero al momento deve accontentarsi di guardare in tv. Poi la coreografia della curva con dedica agli Oasis, l’ottima musica con l’esibizione di Rose Villain, prima di dar vita allo spettacolo sul campo.
Inzaghi schiera il 3-5-2, mentre Guardiola risponde con il 4-2-3-1. Il Palermo mostra carattere e con pressing e aggressività prova a mettere in difficoltà gli avversari: al 3′ i rosanero si procurano la prima occasione del match con un colpo di testa di Ceccaroni su angolo battuto da Augello con palla che lambisce il palo alla destra di Trafford. Al 6′ Pohjanpalo non arriva per un soffio sul pallone nell’area piccola dopo un bel suggerimento di Segre. Il City risponde attaccando con gran possesso palla e scambi corti alla ricerca di spazi. E al 25′ la sblocca con una giocata di Haaland, che in area con lo stop di sinistro elude gli avversari e col destro infila Gomis. Il Palermo reagisce e al 29′ ci prova Pohjanpalo, con un colpo di testa però troppo debole per impensierire Trafford. Il primo tempo si chiude con il City in attacco e Diakitè che salva sulla linea su tiro di Cherki. Nell’intervallo c’è spazio per l’amarcord con Javier Pastore, emblema di quello che è stato il miglior momento della storia del club nell’era Zamparini. L’argentino si presenta in compagnia dei figli indossando la seconda maglia di questa stagione, in prevalenza nera. Nella ripresa al 14′ il City raddoppia con un destro da dentro l’area di Reijnders. Inzaghi a questo punto da spazio a ben sei cambi. I nuovi sono motivati e al 17′ Le Douaron manda alto di poco con una scivolata davanti al portiere. Al 20′ è Palumbo a rendersi pericoloso con un tiro a girare. Al 28′ Gomis evita il terzo gol su un tiro potente di Reijnders che però al 37′ firma il tris e la doppietta personale con una conclusione all’angolino.
– foto Image –
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mgg/mca2
Fonte video: Ministero della Difesa
xo1/pc/mca2
Fonte video: Vigili del Fuoco
TAMPERE (FINLANDIA) (ITALPRESS) – Grande giornata per l’Italia dell’atletica: due ori e un argento agli Europei under 20 di Tampere, in Finlandia. Un’onda azzurra travolgente, due finali dominate da due meravigliosi talenti. Nei 100 metri l’impresa è di Kelly Doualla in 11.22 (-0.1) a un solo centesimo dal suo record italiano U20, padrona della gara con ben diciannove centesimi di vantaggio sulla meno lontana delle avversarie. E’ la più giovane vincitrice della storia su questa distanza nelle 28 edizioni dell’evento, a 15 anni e 261 giorni di età, dopo il recente oro all’Eyof di un paio di settimane fa. Parte bene la lombarda del Cus Pro Patria Milano che poi si scatena sul rettilineo con la sua formidabile azione di corsa, imprendibile per tutte, contro atlete più grandi anche di tre anni: argento alla britannica Mabel Akande (11.41), bronzo all’ucraina Uliana Stepaniuk (11.53) che precede di un solo centesimo l’altra azzurra Alice Pagliarini, quarta in 11.54. “Speravo tantissimo di poter fare qualcosa di grande – racconta Kelly Doualla – e posso dire di esserci riuscita, è quello che mi ero prefissata dall’inizio dell’anno. In pista ero abbastanza tranquilla, sui blocchi c’era un pò di ansia ma meglio così perchè mi ha aiutato ad andare più forte. Senza il tifo degli azzurri penso che non ce l’avrei fatta. Questa vittoria se la merita anche il mio allenatore Walter Monti per tutto l’impegno che ci ha messo, è nata grazie a lui e ai miei compagni di allenamento che mi hanno sempre spronata. Per il futuro voglio andare avanti così, migliorandomi sempre di più”. Non c’era mai stata una campionessa europea under 20 così giovane nei 100 metri e potrebbe bastare questo per inquadrare il valore dell’exploit di Kelly Doualla. La tedesca est Petra Koppetsch nel 1975 aveva 16 anni e 309 giorni quando salì sul gradino più alto del podio, l’azzurra ha un anno in meno. Ma c’è molto di più: al debutto nella categoria allieve era già riuscita a impressionare con l’oro nel Festival olimpico della gioventù europea di Skopje in 11.21. E adesso si ripete nella categoria superiore, soltanto diciotto giorni dopo, quasi con lo stesso crono: 11.22 (-0.1) a conferma della sua straordinaria capacità di rendere al massimo nelle occasioni che contano. La regina del triplo è Erika Saraceni, in testa dall’inizio alla fine: arriva a 14,24 con vento nullo all’ultimo tentativo per migliorare di sedici centimetri il suo record italiano juniores di 14,08 (+1.2) che aveva eguagliato in apertura, atterrando poi a 14,15 appena ventoso (+2.1) al terzo. Si prende anche il primato della manifestazione, ottenuto con un distacco enorme di quasi mezzo metro (49 centimetri) sulla seconda classificata, la romena Daria Vrinceanu (13,75/-1.2), diventando la sesta europea di sempre nella categoria e la settima italiana alltime a livello assoluto. Dopo il bronzo ai Mondiali U20 di Lima nella scorsa estate e la serie di progressi messi a segno in questa stagione, continua a crescere la diciannovenne della Bracco Atletica che dimostra una superiorità schiacciante nei confronti delle avversarie. “Avevo tantissime energie, era l’obiettivo stagionale e ci credevo in questo Championships Record – spiega felice Saraceni – E’ stata una gara abbastanza difficile però l’ultimo salto ha migliorato tutto. Ho iniziato a sentire un fastidio dietro al ginocchio durante le rincorse in riscaldamento, per fortuna sono riuscita a gestirlo al meglio”. “Partire da favorita non è semplice – aggiunge – un pò di timore c’era, ma mi reputo grintosa, e se non ho avversarie da superare mi metto in testa misure da superare. Sì, è una prestazione da ‘grandè, e penso di essere abbastanza pronta per competere con loro: per Tokyo aspettiamo il 24 agosto sperando di essere tra le qualificate tramite il ranking. Che bello, c’erano tutti i miei amici in tribuna: adesso ci sarò io, nei prossimi giorni, per tifare loro”. Sulla pedana del lungo conquista l’argento il non ancora 17enne Daniele Inzoli con 7,69 (+0.9) guadagnando una posizione all’ultimo salto, con la seconda miglior misura, dopo aver cominciato con un nullo millimetrico intorno agli otto metri: il portacolori dell’Atletica Riccardi Milano è di nuovo sul podio, a un anno dal bronzo agli Europei U18. Tra gli uomini nei 100 metri ottavo Daniele Orlando in 10.71 (-0.7).
– Foto Ipa Agency –
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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è “profondamente allarmato dalla decisione del governo israeliano di prendere il controllo di Gaza City”. Lo rende noto Stephanie Tremblay, portavoce di Guterres, sottolineand come “questa decisione segna una pericolosa escalation e rischia di aggravare le già catastrofiche conseguenze per milioni di palestinesi, mettendo ulteriormente a repentaglio altre vite, comprese quelle degli ostaggi rimasti. I palestinesi di Gaza continuano a subire una catastrofe umanitaria di proporzioni orribili. Il segretario generale avverte che questa ulteriore escalation provocherà ulteriori sfollamenti forzati, uccisioni e distruzioni di massa, aggravando le inimmaginabili sofferenze della popolazione palestinese di Gaza”. Guterres, inoltre, ribadisce il suo “urgente appello per un cessate il fuoco permanente, un accesso umanitario senza ostacoli in tutta Gaza e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi”. Il segretario generale esorta ancora una volta con forza “il governo israeliano a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale”, ricordando che “la Corte internazionale di Giustizia, nel suo parere consultivo del 19 luglio 2024, ha dichiarato, tra l’altro, che lo Stato di Israele ha l’obbligo di cessare immediatamente tutte le nuove attività di insediamento, di evacuare tutti i coloni dal territorio palestinese occupato e di porre fine alla sua presenza illegale il più rapidamente possibile. Non ci sarà una soluzione sostenibile a questo conflitto senza la fine di questa occupazione illegale e il raggiungimento di una soluzione praticabile a due Stati. Gaza è e deve rimanere parte integrante di uno Stato palestinese”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
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