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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Ousmane Dembelè, attaccante del Psg, vince la 69esima edizione del Pallone d’Oro. Il 28enne calciatore francese, protagonista del “triplete” della squadra di Luis Enrique nella scorsa stagione (Ligue 1, Coppa di Francia e Champions), batte lo spagnolo Lamine Yamal (Barcellona) e il compagno di squadra Vitinha. Ai piedi del podio ci sono Mohamed Salah (Liverpool) e Raphinha (Barcellona), che precedono Achraf Hakimi (Psg), Kylian Mbappè (Real Madrid) e Cole Palmer (Chelsea), nono Gianluigi Donnarumma con Nuno Mendes (Psg) che completa la top ten. Il portiere della Nazionale, protagonista fino allo scorso giugno in maglia Psg e ora agli ordini di Guardiola nel Manchester City, si consola col premio Yashin riservato al miglior portiere: “Sono onorato di ricevere questo riconoscimento. Sono contentissimo delle mie prestazioni fatte nella scorsa stagione. Abbiamo ottenuto risultati incredibili, grazie a tutta la squadra e a tutti i miei ex compagni. Abbiamo fatto una stagione formidabile. Ora sono concentrato sulla mia nuova avventura al Manchester City e spero di vincere tanti trofei. Ringrazio tutta la mia famiglia, che mi è stata sempre vicina nei brutti momenti. E’ grazie a loro se sono qui”. Tornando alla classifica finale del Pallone d’Oro, la serie A piazza tre giocatori nella Top 30: 18° Scott McTominay (Napoli), 20° Lautaro Martinez (Inter), 25° Denzel Dumfries (Inter). A loro si potrebbe aggiungere Khvicha Kvaratskhelia, 12° e fino a gennaio in forza al Napoli.
A Lamine Yamal va il premio Kopa come miglior giovane (quinto lo juventino Yildiz), il Psg domina la serata portandosi a casa anche i premi come miglior squadra e quello di miglior allenatore con Luis Enrique che batte la concorrenza, fra gli altri, di Antonio Conte (Napoli) ed Enzo Maresca (Chelsea).
In campo femminile terzo Pallone d’Oro consecutivo per Aitana Bonmatì, in una classifica in cui sono presenti anche le azzurre Cristiana Girelli (16esima) e Sofia Cantore (24esima). Fra i tecnici la spunta Sarina Wiegman, campionessa d’Europa alla guida dell’Inghilterra, miglior squadra l’Arsenal.
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(ITALPRESS).
NAPOLI (ITALPRESS) – La prima fuga della Serie A è del Napoli, che approfitta subito dello stop della Juventus. Conte e i suoi sconfiggono 3-2 il Pisa dopo una gara che si è rivelata più complicata del previsto, coi toscani ampiamente in partita fino alla fine e capaci di spaventare i campioni d’Italia nel recupero.
Conte fa turnover, cambiando qualche pedina: De Bruyne è l’unico superstite della mediana titolare, Anguissa e Lobotka partono dalla panchina. Di fronte un Pisa che si schiera col 3-5-2 e rischia di avere subito una clamorosa chance per il vantaggio, quando De Bruyne stende Leris in area. L’arbitro però annulla il rigore per un precedente tocco di mano, chiamata al limite del Var e grosso rischio per il belga. Il Napoli riprende subito il focus del gioco e si vede annullare il vantaggio, siglato da Elmas, ma la partita è decisamente equilibrata nella prima mezz’ora. La rete che cambia tutto arriva al 39′, sulla prima disattenzione difensiva dei toscani: Spinazzola brucia Leris e la mette dietro per Gilmour, che insacca l’1-0. Scelta vincente di Conte, dunque, quella sullo scozzese. Il Pisa spreca il pari proprio con Leris e nella ripresa alza il baricentro, complici anche i cambi di Gilardino. Nasce così il pari, che arriva su rigore: Nzola trasforma dal dischetto, evidente il mani di Beukema in area. Siamo al 60′ e il Napoli, che reinserisce Lobotka e Anguissa, non perde comunque il controllo delle operazioni. Passano tredici minuti e Spinazzola firma il nuovo vantaggio: tiro che sorprende Semper, non esente da colpe, e 2-1. Entra anche Lucca, che sembra chiudere la sfida all’82’ sull’assist di McTominay. La gara è però apertissima e il Pisa lo dimostra, divorandosi un gol fatto con Tramoni e accorciando le distanze. Ci pensa Lorran, giovane fantasista ex Flamengo e arma della disperazione di Gilardino, che sfrutta l’assist di Angori. Colpevole la distrazione di Giovanni Di Lorenzo, che si fa rubare palla in area e non è esente da colpe neanche al 92′ quando Angori sfiora il pari, ma era tutto fermo per offside. Nel finale il Pisa spinge a caccia del pari, ma un Napoli irriconoscibile e impaurito riesce a gestire il risultato, non senza affanni. Vincono 3-2 i campani, nonostante il grande finale di Cuadrado e compagni. Conte resta in testa con 12 punti, +2 sulla Juventus e +3 sul Milan e sulla Roma, l’Inter resta a -6. Pisa fermo a un solo punto, ma i toscani possono sorridere: degne di nota le prove contro Atalanta, Roma e Napoli.
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Fonte video: Quirinale
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MILANO (ITALPRESS) – Dopo le due cocenti sconfitte subite contro l’Udinese e la Juve, l’Inter di Chivu ritrova la gioia dei tre punti in campionato, superando per 2-1 il Sassuolo a San Siro. Per i padroni dei casa i marcatori della serata sono due difensori, Dimarco e Carlos Augusto; nel finale per il Sassuolo segna il subentrato Cheddira. Nell’undici titolare scelto da Chivu manca ancora capitan Lautaro, sempre dolorante alla schiena e sostituito da Pio Esposito: out anche Sommer, con Josep Martinez che fa il suo esordio stagionale.
In apertura di partita la prima grande occasione per l’Inter è un assolo di Carlos Augusto, abile a dribblare mezza difesa ospite e a concludere verso la porta avversaria, salvo poi trovare la pronta risposta di Muric. Per il vantaggio nerazzurro, però, non bisogna attendere troppi minuti: al 14′ dopo un recupero palla alto di Barella, Sucic riceve palla in area di rigore e serve l’assist per Dimarco, che timbra l’1-0 con facilità. Il Sassuolo prova subito a rispondere affidandosi all’estro del solito Berardi, il cui sinistro al 18′ lambisce il palo alla destra di Martinez. Il risultato del primo tempo non cambia, nonostante le importanti palle gol capitate sui piedi di Thuram ed Esposito.
Nella ripresa l’Inter continua a macinare gioco, mancando però di precisione negli ultimi metri. Al 62′ sale in cattedra anche Josep Martinez, autore di un intervento provvidenziale sul colpo di testa da dentro l’area di Pinamonti. Poco più tardi, nell’altra porta, anche Muric salva i suoi compagni, parando la rovesciata ravvicinata di Esposito. Nonostante i cambi offensivi di Grosso (Fadera, Volpato, Cheddira), i ragazzi di Chivu non arretrano e dopo svariati tentativi trovano il tanto agognato 2-0. Il raddoppio porta la firma di Carlos Augusto, la cui conclusione da limite viene deviata dallo stinco di Muharemovic e diventa imprendibile per Muric. Il finale, però, non è privo di patemi per l’Inter che si addormenta e concede subito il 2-1 a Cheddira: il possibile terzo gol realizzato da Frattesi, invece, viene annullato per posizione di fuorigioco. I nerazzurri gestiscono con sofferenza il recupero e tornano alla vittoria in Serie A: per il Sassuolo, invece, arriva la terza sconfitta su quattro match disputati.
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FIRENZE (ITALPRESS) – Una rete a tempo quasi scaduto, segnata da Addai, consegna al Como i tre punti. Un successo meritato per gli ospiti che, andati sotto nella primissima parte di gara, dominano nella ripresa grazie soprattutto ai cambi azzeccati da Cesc Fabregas, compreso l’ingresso dell’olandese di passaporto ghanese. Per la Fiorentina è notte fonda: seconda sconfitta consecutiva, due punti in quattro partite e disappunto dei tifosi a fine gara, con Stefano Pioli già sulla graticola.
L’approccio alla partita dei padroni di casa è però deciso. Non è un caso che Mandragora porti in vantaggi i suoi al 5′ grazie a un sinistro da fuori area dopo una corta respinta della barriera su una punizione battuta dallo stesso numero 8 gigliato. Pioli sceglie per opporsi ai lariani un innovativo 4-4-2 con Fazzini e Lamptey esterni, con quest’ultimo che però deve lasciare il campo già a metà della prima frazione per un infortunio al ginocchio destro. La sfida è nervosa, tesa e spezzettata, col Como che fa possesso palla e cerca di interrompere la manovra dei viola con numerosi falli (non sempre sanzionati correttamente dal direttore di gara Bonacina). Ranieri e compagni invece provano a chiudersi e a cercare le ripartenze.
In un paio di circostanze Kean ha anche buone chance per il raddoppio, in particolare al 36′, ma gli mancano precisione e lucidità sottoporta. Gli ospiti ci mettono un pò a riprendersi dallo svantaggio ma piano piano provano a uscire dal guscio, anche se Nico Paz si accende a intermittenza. Quando lo fa in maniera brillante serve De Gea per chiudere lo specchio della porta a un Morata lanciato in area. Nel finale di primo tempo il Como si vede assegnato un rigore per fallo di Nicolussi Caviglia su Perrone, ma il Var è bravo a correggere Bonacina perchè l’infrazione del centrocampista viola avviene di poco fuori area. Poi viene annullato un gol ai biancoazzurri, segnato da Diego Carlos, per netto fuorigioco. Serve quindi un miracolo di De Gea per negare il pareggio agli uomini guidati da Fabregas al 53′, con il portiere spagnolo che dice no alla conclusione di Sergi Roberto. Intorno all’ora di gioco i due allenatori inseriscono forze fresche: da una parte Sohm e Fagioli per Fazzini e Mandragora, dall’altra dentro Douvikas e Addai per Morata e Khun. Poco dopo il Como pareggia meritatamente con Kempf che di testa sovrasta tutti. Quello degli ospiti nella ripresa è un autentico dominio e solo l’imprecisione sottoporta nega la seconda rete dei lariani almeno fino al 94′, quando Addai ubriaca tutta la difesa gigliata e regala agli ospiti tre punti meritati. A fine gara la squadra viola viene fischiata e “incassa” diversi cori ostili del pubblico del Franchi.
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(Fonte video: Canale Youtube Giorgia Meloni)

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