Per sviluppare un efficace piano di protezione patrimoniale, bisogna capire da quali rischi tutelarsi e quali sono gli asset di ricchezza che si vogliono proteggere.
La continua evoluzione normativa in materia di responsabilità personale per danni a terzi, accompagnata all’attuale contesto economico in rapida trasformazione per via della rivoluzione digitale, ha riacceso da tempo l’attenzione sulle categorie di persone che, per via dei possibili effetti derivanti dalle responsabilità tipiche della propria professione, rischiano di compromettere il patrimonio personale e familiare.
Le conseguenze di un’aggressione da parte di terzi (creditori, Stato) diventa ancora più grave in presenza di figli e/o familiari in condizione di disabilità, per via delle garanzie patrimoniali che verrebbero meno in assenza di strumenti di tutela. In ogni caso, è bene sapere che esistono strumenti capaci di soddisfare i c.d. interessi meritevoli di tutela, come la famiglia, i minori, i disabili, le coppie di fatto o la tutela del tenore di vita in terza e quarta età. Tutti questi interessi, inseriti con intelligenza all’interno di un progetto di difesa del patrimonio, possono prevalere sugli interessi di terzi, anche se questi ultimi sono fondati e forniti di titoli esecutivi, limitando fortemente i rischi patrimoniali.
Su tutti, assumono particolare rilevanza i rischi imprenditoriali e/o professionali di mala gestio o di responsabilità patrimoniale in caso di fallimento, nonchè i rischi familiari legati a separazioni, divorzi o conflitti tra eredi.
LEGGI ANCHE: Patrimoni (grandi e piccoli) sempre a rischio in caso di separazione e divorzio
La responsabilità patrimoniale del debitore nell’adempimento delle proprie obbligazioni rappresenta uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico. Tale responsabilità è circoscrivibile, talvolta, per mezzo delle limitazioni offerte da alcuni particolari strumenti giuridici, come il fondo patrimoniale, l’atto di destinazione, la polizza vita ed il fondo pensione (ma non solo). Caratteristica comune a questi strumenti è la supremazia degli interessi meritevoli di tutela (esigenze abitative dei figli, fino alla loro indipendenza economica, nel caso del fondo patrimoniale, o la tutela di un figlio disabile, negli atti di destinazione) e della c.d. finalità previdenziale nel caso della polizza vita e del fondo pensione.
Esiste anche un più sofisticato sistema di protezione degli asset patrimoniali, costituito dal conferimento degli immobili in società di persone (s.s., s.n.c. e s.a.s.). Esso consente di far prevalere, sugli interessi dei creditori del
socio (es. istanza di pignoramento delle quote di una s.n.c.), quelli della compagine sociale, dal momento che l’espropriazione di una o più quote produrrebbe l’effetto inaccettabile di inserire nella compagine sociale un nuovo soggetto, a prescindere dalla volontà degli altri soci (effetto non ammissibile, secondo la Corte di Cassazione). Pur consentendo un livello di difesa ancora più efficace – le quote societarie rimangono impignorabili per tutta la durata della società, generalmente lunghissima – tale soluzione è di difficile attuazione sia per la sua “sproporzione” rispetto alle esigenze della famiglia, sia per le imposte molto elevate, giustificabili solo in presenza di un notevole patrimonio immobiliare (ma anche in questo caso è preferibile, in una corretta pianificazione patrimoniale, adottare la soluzione del Trust).
In ogni caso, gli interessi e finalità descritte, prevalgono quasi puntualmente nelle aule di tribunale (in tutti i gradi di giudizio) sugli interessi dei terzi creditori, soprattutto qualora gli strumenti utilizzati siano asserviti ad una logica credibile e proporzionata ai soggetti da tutelare. Il tema di cui parliamo non prevede, da parte dei potenziali utilizzatori di questi strumenti, alcuna titubanza o incertezza: chi ha formato un patrimonio mobiliare e immobiliare (piccolo o grande che sia), e contestualmente esercita una professione che lo sottopone a responsabilità ed a possibili richieste di risarcimento, deve agire in via preventiva, costruendo un sistema di protezione dei propri averi, nell’osservanza delle regole del nostro Ordinamento, a beneficio dei figli e delle generazioni successive.
LEGGI ANCHE: La difesa del patrimonio dagli attacchi esterni: fondo patrimoniale, atti di destinazione traslativi e usucapione
Certamente esistono diversi modi per realizzare differenti gradi di protezione – tutti diversamente efficaci – eppure sono moltissimi gli imprenditori ed i professionisti che cadono nell’errore di non proteggersi per tempo dalle eventuali conseguenze di sbagli (commessi anche in buonissima fede) e dall’assalto di “nuovi creditori” (i clienti danneggiati) di cui anche pochi mesi prima di un evento sfortunato (o di un errore professionale) non si conosceva neanche l’esistenza. Si tratta di forzare il proprio animo: quando tutto va bene, e gli utili scorrono copiosi, ci si sente invincibili, e gli imprevisti sembrano toccare solo gli altri. Quando toccano noi, la differenza tra l’essere stati previdenti, ed il non esserlo stati, consisterà nel sequestro preventivo di tutto – proprio tutto – il patrimonio (soprattutto quello liquido, conti correnti e depositi), ed un logorante procedimento civile, durante il quale gli avvocati diventano dei veri e propri membri della famiglia, ed il tenore di vita diminuisce vertiginosamente (i conti vengono bloccati dal sequestro, ed è possibile goderne solo nei limiti della sussistenza).
Pertanto, al fine di sviluppare un efficace piano di protezione patrimoniale, è opportuno, prima di tutto, capire quali sono i rischi professionali da cui è necessario cautelarsi, e quali sono gli asset di ricchezza che si vogliono tutelare. Ogni strumento di protezione patrimoniale ha, infatti, una sua vocazione: esistono strumenti capaci di proteggere esclusivamente beni mobili o immobili registrati e strumenti che, invece, sono in grado di proteggere unicamente i risparmi liquidi. Inoltre, ciascuno di questi strumenti si differenzia dall’altro per il diverso grado di protezione che può offrire: dalla semplice riservatezza alla vera e propria segregazione.

Se hai trovato utile questo articolo, forse potrebbe interessarti sapere come tutelare il tuo patrimonio familiare dagli attacchi esterni
Scarica l’e-book “La Protezione del Patrimonio Familiare dai possibili atti di aggressione dei terzi“, edito da PATRIMONI&FINANZA.
Non costa assolutamente nulla, è sufficiente registrarsi.
Buona lettura !


ROMA (ITALPRESS) – La Juve vince in casa, il Parma fa suo il derby emiliano, la Fiorentina dilaga a Genova e inguaia la Samp. Questi i verdetti delle tre gare delle 15 della 24esima giornata. Pronostici rispettati all'Allianz Stadium. Senza Ronaldo lasciato a riposo, i bianconeri battono 2-0 il Brescia e si portano a quota 57 punti. Tante assenze tra i lombardi (out Tonali tra gli altri) che al 10° perdono anche il secondo portiere Alfonso che deve lasciare spazio al terzo Andrenacci. Le cose si complicano ancor di più al 37° per l'espulsione di Ayè e, un minuto dopo, Dybala sblocca il risultato su punizione. Nella ripresa entra Pjanic costretto a uscire poco dopo per infortunio. Al suo posto Matuidi che serve a Cuadrado la palla del 2-0. Se preoccupa l'infortunio di Pjanic, la buona notizia è il ritorno in campo di Chiellini, cinque mesi e mezzo dopo la rottura del crociato. Il Parma vince al Mapei Stadium. Il Sassuolo fa la partita e cerca il gol con Obiang, ma al 25° sono i crociati a passare in vantaggio con Gervinho che chiude un contropiede (proteste dei padroni di casa per un presunto fallo su Berardi a inizio azione), trovando così il modo migliore per riconciliarsi con compagni e club dopo quanto accaduto durante il mercato invernale. Caputo cerca il gol del pari, ma il Parma porta a casa i tre punti che valgono il sesto posto in compagnia del Verona. Netta sconfitta casalinga per la Samp, risucchiata ancor di più nella zona retrocessione dopo le vittorie di Lecce e Genoa. I blucerchiati si arrendono alla Fiorentina che si impone per 5-1 a Marassi. Gara subito in salita per la squadra di Ranieri, sotto all'8° per l'autorete di Thorsby, al 18° raddoppia Vlahovic su rigore, al 39° viene espulso Murru: il secondo giallo porta al secondo penalty, sul dischetto va Chiesa che firma lo 0-3. Ancora un rosso al 44°, questa volta per il viola Badelj, la Samp prova a reagire e crea diverse occasioni ma Dragowsky non si fa superare. Nella ripresa altre due reti viola: il 4-0 lo sigla Vlahovic, il pokerissimo è di Chiesa che poco prima della doppietta personale aveva anche preso un palo. Al 90° accorcia Gabbiadini, ma è troppo tardi. Notte fonda e contestazione in casa Samp. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Ci sono momenti nei quali la politica ha una sua invincibile evidenza. Oggi è chiaro a tutti, tranne ai fanatici, che la condotta di Renzi pone problemi acutissimi al campo democratico e al governo Conte. Non vado ai dettagli. Piuttosto mi rammarico che Italia Viva, potenzialmente utilissima per allargare il centrosinistra, sta diventando uno strumento della destra per picconarlo e screditarlo. Eppure tale rammarico non deve trasformarsi in una eccessiva preoccupazione. Renzi è una tigre di carta. Il suo tentativo di creare un terzo polo sta naufragando così rapidamente da renderlo prigioniero di un attivismo autodistruttivo. Così come, la scelta di passare all'altro campo non convincerebbe la stragrande maggioranza dei suoi elettori". Così Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd, commenta in un post su Facebook gli sviluppi degli scenari politici sulla maggioranza di governo. "Tuttavia egli può fare ancora danni, rendendo instabile l'azione dell'esecutivo Conte, già impegnato per conto suo su una trincea difficile e in una azione positiva, ma ancora non sufficiente, per fronteggiare la decadenza complessiva della Repubblica", aggiunge. "C'è la possibilità, certamente allo stato attuale tutta da costruire, di sostituire Italia Viva con parlamentari democratici pronti a collaborare con Conte fino alla fine della legislatura. Penso anche che, in questo scenario, nel Parlamento si aprirebbe una riflessione perfino nel gruppo renziano. Si deve lavorare subito, dunque, per allargare la maggioranza che sostiene il premier rendendo scarica la minaccia della crisi". (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Negli ultimi 50 anni l'ossigeno nei mari è diminuito del 2%. Ma il 2% è una media, ci sono zone in cui è diminuito anche del 40% e ci sono le cosiddette 'zone morte' che sono quadruplicate". A lanciare l'allarme sulla diminuzione di ossigeno nei nostri mari è Bianca Silva, ricercatrice EMBL, laboratorio europeo di biologia molecolare, intervistata nella puntata di 'PresaDiretta' in onda domani alle 21.20 su Rai3. "L'ossigeno nei mari dipende molto da quello che facciamo noi, dalla quantità di gas serra che continuiamo ad emettere o dalla quantità di fertilizzanti che continuiamo ad usare – spiega Silva -. Se l'aumento di gas serra continua come sta continuando adesso la diminuzione di ossigeno sarà molto forte". Per Eric Karsenti, ideatore e direttore scientifico della missione Tara Oceans "uno dei motivi per cui ci troviamo nei guai è che stiamo utilizzando così tanto carbonio in un tempo così breve. L'equilibrio tra anidride carbonica e ossigeno in atmosfera viene quindi modificato a causa della velocità con cui lo stiamo usando". Ma se non riduciamo le emissioni, il nostro mare Mediterraneo, potremmo avere circa 40 città con l'acqua alta come a Venezia. Oltre Venezia, Napoli, Cagliari Palermo e Brindisi, tutte sopra al metro entro fine secolo. Ma sotto l'acqua finiranno anche la Versilia, le provincie di Grosseto, Taranto, La Spezia, la pianura padano veneta, la piana del Tevere, l'area pontina, la piana dei Fondi e la piana del Sele. Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio modelli climatici Enea, con il suo gruppo di lavoro è l'autore delle mappe che mostrano l'aumento del livello del mare nel Mediterraneo. "Nel 2100 potremmo avere un metro in più rispetto ad oggi del livello del mare. Se non si applica l'accordo di Parigi di fine 2014 la rotta è già segnata", spiega Sannino. (ITALPRESS).
UDINE (ITALPRESS) – Pareggio a reti bianche tra Udinese e Verona nel lunch match della ventiquattresima giornata di Serie A: alla Dacia Arena termina con uno 0-0 che può essere accolto positivamente da entrambe e che per quanto visto in campo è sostanzialmente giusto. Piccolo passo in avanti per i friulani che si portano a 26 punti (+4 sulla zona retrocessione), sale a 35 la squadra ospite e si conferma al sesto posto. Un'occasione per parte nel primo tempo. I friulani vanno vicini al gol con il tiro in diagonale di De Paul sul quale Silvestri è attento e respinge, a tre minuti dall'intervallo l'Hellas sfiora il vantaggio: colpo di testa perfetto di Kumbulla e parata prodigiosa di Musso, felino poi a smanacciare in un secondo momento evitando il tap-in di un avversario. Nella ripresa gioco spezzettato da continui falli e interventi dell'arbitro Abbattista, poi si scatenano i padroni di casa. Correttamente annullato un gol a De Paul per il precedente fuorigioco di Lasagna, gli ospiti sembrano stanchi e i friulani sfiorano ancora il gol con Becao di testa (bravo Silvestri) e con il tiro troppo fiacco di Ter Avest che spreca da ottima posizione. Sul fronte opposto Nuytinck salva sulla linea su Zaccagni. Finisce 0-0. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – La Presidenza del Consiglio smentisce "tutte le ricostruzioni, apparse questa mattina sui giornali, relative alle presunte intenzioni del Presidente Giuseppe Conte". Si chiarisce che "il Presidente non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo". Per questo "Conte è impegnato con i tavoli di lavoro per l'agenda di governo 2023, tavoli a cui partecipano tutte le forze di maggioranza, IV inclusa. L'unico pensiero del Presidente è rilanciare l'azione di governo per far partire le tante riforme che il Paese aspetta". (ITALPRESS).
ANTERSELVA (ITALPRESS) – Dorothea Wierer trionfa nell'inseguimento ai Mondiali di biathlon di Anterselva. Partita settima dopo la sprint, Wierer è salita gradualmente grazie alla precisione e alla velocità al tiro e a un fondo ordinato e potente. La rivale diretta, Marte Roiseland, tiene il passo fino all'ultimo poligono, un po' ventoso, che costringe l'azzurra all'errore, subito pareggiato anche da un errore della norvegese. Poi l'ultimo tiro, quello decisivo. Wierer si ferma, non azzarda il tiro. Ragiona e spara solo a colpo sicuro, centrando il bersaglio. Cosa che Roiseland non fa e neppure la tedesca Denise Herrmann, pericolosa nella sua rimonta. Così l'azzurra parte sola, verso il traguardo posto a soli due chilometri. Ed è una cavalcata trionfale. Wierer vince l'inseguimento ad Anterselva, esattamente come un anno fa ai pre Mondiali, ma questa volta è un trionfo che vale oro. E' il secondo titolo Mondiale individuale per Wierer, che vince con il pettorale giallo di leader della Coppa del mondo davanti a Herrmann e Roiseland. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Il nostro principale obiettivo e' quello di garantire la pace in Libia, lo stiamo facendo mettendo attorno a un tavolo tutti gli attori di questo conflitto e tutti coloro che possono aiutare a risolvere il problema. Oggi e' stato fatto un passo in avanti notevole perche' dopo la Conferenza di Berlino di un mese fa e' stato fatto un tavolo in cui si parlano le parti militari. Allo stesso tempo ci siamo detti che l'Ue deve avere un ruolo fondamentale per bloccare l'ingresso degli armamenti in Libia. Dobbiamo creare una missione europea per bloccare l'ingresso delle armi, via terra, via mare, via aria. Ne discuteremo domani mattina, nel corso di una importante riunione del Consiglio degli Affari Esteri dell'Unione Europea". Lo ha detto da Monaco il ministro Luigi Di Maio. (ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – "Dopo il ritorno, ieri, del 17enne Niccolo' da Wuhan, e' stato stabilito di organizzare il rimpatrio dei 35 connazionali ancora bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess in Giappone. Come per quelle precedenti l'operazione verrà organizzata in stretto coordinamento tra Farnesina, Protezione Civile, Ministero della Salute e Ministero della Difesa". Lo rende noto il ministero degli Affari Esteri. (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS/WEWELFARE.IT) – Per il Gruppo Hera l'attenzione alle risorse umane è un elemento portante della strategia d'impresa. Le modalità organizzative della multiutility hanno alla base il coinvolgimento di tutti i lavoratori. Il Gruppo Hera continua così a dedicare risorse, attenzione e impegno ai 9000 lavoratori ottenendo per l'undicesima volta consecutiva la certificazione del Top Employer Institute olandese, che dal 1991 conduce una ricerca incentrata sugli standard qualitativi in termini di gestione delle risorse umane. Top Employer è uno dei più prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale del settore. Il rigoroso processo di selezione e certificazione delle aziende si basa su un'analisi di dati e verifiche approfondite che riguardano investimenti in formazione e sviluppo; politiche di welfare e on-boarding per i neo-assunti; pianificazione dei processi di selezione e carriera; strategie mirate a far crescere i talenti; cultura aziendale e ambiente di lavoro. Tra le best practice che la contraddistinguono, spicca tra tutte Hextra, il piano integrato di welfare aziendale rivolto a tutti i dipendenti del Gruppo (per un investimento di 4,9 milioni di euro nel 2019) e caratterizzato da una quota di risorse economiche "personalizzabile" da ciascun lavoratore in base alle proprie esigenze, nonché dalla possibilità di convertire parte del premio di risultato in un'ulteriore quota welfare. Per il miglioramento della qualità e dell'agilità del lavoro, sedi e ambienti di lavoro sono stati resi sempre più confortevoli, funzionali e collaborativi, e già dal 2017 è stato introdotto lo smart working che, dopo una fase sperimentale con risultati positivi e significativi, coinvolge oggi oltre 1500 lavoratori. Resta, inoltre, centrale l'impegno per la garanzia delle pari opportunità, per l'inclusione e per la valorizzazione delle diversità, come testimoniato dal recente ingresso nel Bloomberg Gender-Equality Index 2020 e dal "Diversity & Inclusion Index" di Refinitiv (ex Thomson Reuters). Nell'edizione 2019 Hera è risultata la terza azienda in Italia e la 14esima a livello internazionale, nonché prima multiutility in assoluto. Hera si conferma, inoltre, ai primi posti tra le aziende italiane che investono sullo sviluppo personale e professionale dei propri dipendenti con quasi 29 ore di formazione pro capite all'anno, ben al di sopra alla media nazionale del settore, pari a circa 250mila ore erogate complessivamente, grazie a un investimento di 1,7 milioni di euro "Ai nostri dipendenti vogliamo continuare a dedicare risorse importanti in termini di sviluppo, benessere, formazione, fornendo loro le migliori condizioni di lavoro possibili – dice il presidente esecutivo di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano -: questo significa anche garantire un contesto lavorativo inclusivo e partecipativo". (ITALPRESS).








