Maggio 15, 2026
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Papa Francesco, domenica Angelus dal Policlinico “Gemelli”

ROMA (ITALPRESS) – "Sua Santità Papa Francesco ha trascorso una giornata tranquilla, con un normale decorso clinico. Ha continuato ad alimentarsi regolarmente ed ha proseguito le cure programmate. Ha passeggiato nel corridoio ed ha ripreso il lavoro alternandolo con momenti di lettura di testi. Nel pomeriggio ha celebrato la Santa Messa nella Cappellina dell'appartamento privato alla quale hanno partecipato quanti lo assistono in questi giorni di degenza. Dopo il lieve episodio febbrile, il Santo Padre è apiretico. In occasione della prossima domenica è prevista la recita dell'Angelus dal 10° piano del Policlinico Universitario 'A. Gemellì. Il Santo Padre ringrazia per i numerosi messaggi di affetto e vicinanza che quotidianamente riceve e chiede di continuare a pregare per lui". Lo rende noto nel bollettino del Vaticano il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Visco: “La ripresa si sta consolidando”. Ma le banche più piccole faticano ad adattarsi

Secondo il governatore della Banca D’Italia, la condizione patrimoniale delle banche si mantiene solida, ma rimane non trascurabile il numero di piccoli intermediari che faticano ad adattarsi ai cambiamenti. Tra gli istituti che operano come banche commerciali tradizionali non sono da escludere future crisi.
 
ROMA (ITALPRESS) – “In Italia, grazie al buon andamento della campagna di vaccinazioni e al miglioramento del quadro sanitario, la ripresa economica si sta consolidando. Secondo le valutazioni attuali, la crescita si rafforzerebbe con decisione nel secondo semestre; nella media dell’anno potrebbe toccare valori intorno al 5%, consentendo un recupero di oltre metà della caduta del prodotto registrata nel 2020″. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’Assemblea dell’Abi.
“Come anche segnalato dalle imprese nelle nostre indagini, la crescita verrebbe favorita dalla vivace dinamica degli investimenti; il recupero dei consumi sarebbe più lento, con un graduale rientro dagli elevati tassi di risparmio causati dalla pandemia; le esportazioni di beni beneficerebbero dell’accelerazione della domanda estera – ha spiegato Visco -. Con il supporto della politica di bilancio, incluse le misure finanziate con i fondi europei, e il mantenimento di condizioni monetarie e finanziarie favorevoli, la fase espansiva dovrebbe consolidarsi, restando sostenuta anche per il prossimo biennio. L’incertezza resta però elevata”.
“Questo scenario – ha aggiunto – presuppone che prosegua ai ritmi attuali la campagna di vaccinazioni e si consolidi il contenimento dei contagi; ritardi nell’attuazione delle misure di rilancio previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR) potrebbero indebolire, anche per gli effetti negativi sulla fiducia di imprese e famiglie, le prospettive sulla domanda aggregata e sull’occupazione“.
Riguardo alle banche “la condizione patrimoniale si mantiene solida”, ma “rimane non trascurabile il numero di piccoli intermediari che faticano ad adattarsi al mutamento del contesto esterno. I problemi sono concentrati prevalentemente – anche se non esclusivamente – tra gli istituti con modelli di attività tipici della banca commerciale tradizionale. Non è da escludere che nel prossimo futuro si verifichino casi di crisi. Gli effetti della recessione, infatti, si aggiungono a difficoltà strutturali derivanti da modelli di attività non sostenibili e da carenze nel governo societario che abbiamo più volte invitato, spesso non adeguatamente ascoltati, a superare”.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Nord America, previsioni di crescita commerciale a più velocità per le aziende

Secondo le indagini condotte per il barometro di Atradius relativamente ai comportamenti di pagamento tra aziende del Nord America, le aziende del Messico sono ottimiste e quelle del Canada pessimiste. Le aziende statunitensi esprimono cauto ottimismo.

Previsioni ottimistiche di crescita del business per oltre l’80% delle aziende intervistate in Messico. Decisamente più pessimiste in tal senso le aziende canadesi (36%), mentre quelle statunitensi si dimostrano caute nell’azzardare previsioni di crescita commerciale nei prossimi mesi. Percezioni diverse tra le aziende del Nord America, a causa del perdurare della pandemia e delle differenti modalità di gestione dell’emergenza pandemica a livello locale. Ad approfondire tali tematiche ci pensa il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale, edizione di luglio 2021 dedicata al Nord America.

Gordon Cessford, direttore regionale Atradius per il Nord America, ha commentato: “Potrebbero essere molte le ragioni alla base di questa differenza di percezione del futuro. Sebbene appartengano ad un ambiente di business con delle specifiche interdipendenze a livello di catene di fornitura, ciascun Paese ha affrontato il contesto pandemico in maniera diversa. In Messico, gli interventi governativi meno restrittivi in tema di contenimento del virus hanno avuto come conseguenza per le aziende il proseguimento degli scambi commerciali senza interruzioni. Per il Canada si può dire il contrario”. Inoltre, il governo centrale del Canada ha implementato una serie di misure fiscali a supporto delle imprese. In Messico, la maggior parte degli interventi di sostegno alle aziende sono derivati da iniziative locali e la loro implementazione è stata disegnata in modo da affrontare le singole peculiarità.

Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius, si è concentrato sui diversi impatti che potrebbero aver prodotto le politiche fiscali governative di ciascun Paese. In particolare, ha dichiarato: “Le aziende del Canada e degli Stati Uniti potrebbero andare incontro alla sospensione delle misure di sostegno del governo già nella seconda metà dell’anno. La maggior parte delle previsioni finanziarie mostra, in questa fase, un aumento delle insolvenze aziendali. È verosimile che il pessimismo dichiarato dalle aziende canadesi rifletta le aspettative di un contesto commerciale di rischio elevato”.

Il sondaggio è stato condotto da Atradius nel secondo trimestre del 2021, un anno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale. Oltre a raccogliere opinioni che riflettono la fiducia delle imprese, il sondaggio ha analizzato lo stato di salute delle imprese attraverso alcuni indicatori chiave che rilevano i trend di utilizzo del credito commerciale, i termini di pagamento, il DSO e le modalità di gestione degli impatti delle criticità delle tempistiche di pagamento delle fatture sull’andamento del business. Dai risultati del sondaggio emerge che più della metà del totale delle operazioni commerciali tra imprese, effettuate da fornitori del Nord America è stato effettuato a credito e il 44% delle aziende ha riferito un maggior ricorso all’utilizzo del credito commerciale a seguito della pandemia. Per quanto riguarda i singoli Paesi dell’area c.d. NAFTA (North American Free Trade Agreement), sono gli Stati Uniti a mostrare la percentuale più alta riguardo ai ritardi di pagamento e ai crediti inesigibili.

Nonostante l’ottimismo riferito dalle imprese del Messico, la pandemia si trova in cima alla lista delle preoccupazioni delle imprese di tutta la regione. In particolare, le aziende hanno indicato come principale fonte di preoccupazione l’imprevedibilità legata all’andamento della pandemia e la salvaguardia dei livelli di liquidità. Il Barometro sui comportanti di pagamento tra aziende del Nord America – USMCA 2021 è stato condotto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, e i report possono essere scaricati dal sito web di Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com  (sezione Pubblicazioni).

Mutui acquisto casa 2021. Nel primo trimestre tiene il mercato del credito

Il mercato dei mutui riparte in maniera importante, e si lascia alle spalle un periodo di transizione caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Crescita del 41,8% per le operazioni a supporto di un acquisto immobiliare, calo del 18,4% per le operazioni di sostituzione e surroga.

Di Renato Landoni*

Secondo i dati riportati nel report Banche e Istituzioni finanziarie – I trimestre 2021 pubblicato da Banca d’Italia a fine giugno analizzati da Kìron (Gruppo Tecnocasa), le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.722 milioni di euro nel primo trimestre 2021, e rispetto allo stesso trimestre del 2020 si registra una crescita delle erogazioni pari a +29,2 %, per un controvalore di oltre 3.3 miliardi di euro.

Pertanto, il mercato dei mutui riparte in maniera importante, e si lascia alle spalle un periodo di transizione caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Infatti, i dati relativi alle erogazioni evidenziamo una crescita del 41,8% delle operazioni a supporto di un acquisto immobiliare, mentre calano del -18,4% le operazioni di sostituzione e surroga; segno che il mercato sta tornando ad incentrarsi sulle operazioni di acquisto anche a fronte delle mutate esigenze della famiglia nel periodo post-Covid. Cala, quindi, il rapporto tra surroghe e totale delle erogazioni proseguendo nel trend di discesa che dura dal secondo trimestre dello scorso anno.

Le previsioni per i prossimi mesi del 2021 indicano che la crescita dell’attività economica, grazie anche agli effetti del pacchetto di stimoli all’economia che ha interessato il nostro Paese, si rifletterà sulle condizioni finanziarie e sul clima di fiducia delle famiglie favorendo il ricorso al credito. La domanda di credito, in particolare, sarà sostenuta anche dalla ripresa dei consumi e dai bassi tassi di interesse per tutto il 2021 e buona parte del 2022. I finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni cresceranno grazie al contributo della moderata ripresa degli investimenti in costruzioni, dai tassi di interesse ancora molto favorevoli e dalle nuove necessità abitative emerse nell’ultimo periodo.

Al contrario, la componente di surroga e sostituzione si ridurrà ulteriormente, anche in considerazione del fatto che gran parte dello stock mutui correnti è stato già surrogato o rinegoziato.

* Renato Landoni, Presidente Kìron Partner S.p.A. – Gruppo Tecnocasa

L’economia milanese ritrova la via della crescita. Bene l’industria, più lenta la ripresa del terziario

Dopo un 2020 in profondo rosso per la crisi Covid, la campagna vaccinale attenua l’emergenza sanitaria e rimette in moto le imprese. Previsioni positive per il valore aggiunto nel 2021: +5,3% per Milano, +5,8% per Monza Brianza, +5,2% per Lodi.

“L’economia milanese, nel 2020, è stata particolarmente colpita dalla crisi Covid, con una perdita del PIL di oltre il 10%. Ora abbiamo l’opportunità di ripartire anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinate a Milano, da investire in maniera strategica in infrastrutture materiali ed immateriali e nello sviluppo del territorio e delle imprese”, ha affermato Carlo Sangalli, Presidente della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi e di Unioncamere.

Dopo un anno estremamente difficile, il sistema delle imprese trasmette i primi segnali di fiducia, facendo registrare un recupero significativo nel primo semestre del 2021: al 30 giugno 2021 sono 16.994 le nuove imprese iscritte a Milano Monza Brianza Lodi (+37,4% rispetto allo stesso periodo 2020) e il saldo, fra le imprese iscritte e cessate – in attivo di 5.050 imprese – supera quello dell’intero 2020 (+4.404 imprese). Complessivamente nel territorio di Milano Monza Brianza Lodi a fine giugno sono 389.651 le imprese attive in crescita dell’1,6% rispetto a giugno 2020.

Prospettive incoraggianti anche dalle previsioni sul valore aggiunto che indicano per il 2021 una crescita pari al 5,3% per Milano, al +5,8% per Monza Brianza e +5,2% per Lodi. Scenario di ripresa, soprattutto per il capoluogo lombardo che l’anno scorso ha pagato un prezzo alto alla pandemia, perdendo 16 miliardi di euro di valore aggiunto, registrando un calo di -10,1% rispetto al 2019. Sono questi alcuni dei dati emersi in occasione dell’evento “Ripensare Milano oltre il 2020” dedicato alla presentazione del rapporto annuale “Milano Produttiva”, realizzato dal Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Secondo Sangalli “Occorre rilanciare Milano con il PNRR e la dotazione di quasi 5 miliardi, che auspichiamo siano investiti prioritariamente nel potenziamento delle infrastrutture come ad es. la banda ultra larga, nel rilancio del turismo a livello internazionale e a favore dell’innovazione del sistema imprenditoriale. I tempi però sono molto stretti, perché il 70% dei fondi europei deve essere impegnato entro il 2022 e il restante 30% nell’anno successivo. Sarà questa certamente, la grande sfida della nuova amministrazione comunale per ripensare e rilanciare il futuro di Milano”.

Il 2020 era stato un anno difficile da interpretare per l’andamento delle imprese del territorio di Milano Monza Brianza Lodi. Infatti, nonostante la pandemia, il saldo tra iscrizioni e cessazioni risultava positivo (+4.404 unità), sebbene in netto peggioramento sul dato 2019 (+6.725). Relativamente alle imprese attive, a fine 2020 si registravano sul territorio di Milano Monza Brianza Lodi 383.726 unità, primato italiano (con 7,5% del totale nazionale), con la sola Milano sede per oltre 305mila imprese. I dati del primo semestre 2021, evidenziano un sistema imprenditoriale in ripartenza: le nuove iscrizioni sono 16.994, pari al +37,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (12.370), attestandosi quasi ai livelli pre-covid del primo semestre 2019  (17.313, -319 in valori assoluti). Andamento positivo che si riflette sul saldo di “natalità aziendale”: nel primo semestre 2021 è pari a +5.050 imprese (Milano +4.119), in netto recupero rispetto al risultato negativo del primo semestre del 2020 (-80).

Sul piano settoriale, al 30 giugno 2021 nell’area di Milano Monza Brianza Lodi si osserva una buona crescita delle imprese dei servizi (+2,8%), da sempre settore trainante nel nostro territorio. Anche il commercio torna in terreno positivo (+0,3%) dopo lo stop del 2020, mentre rimane in sofferenza l’industria manifatturiera (-2,6%). Continua e si rafforza il trend espansivo delle imprese di costruzione (+2,5%). Fra le imprese che registrano le migliori performance le startup innovative che sono cresciute del 10,4% rispetto a luglio 2020, confermando il primato italiano di Milano come terreno fertile per lo sviluppo di questa tipologia di aziende.

Il trend dei settori economici nel primo trimestre 2021 – Nel primo trimestre 2021 si osserva un deciso cambio di passo per l’industria manifatturiera, con la produzione che ha ripreso a crescere in tutti i territori: +6,8% a Milano, +7,4% a Monza Brianza, +7,8% a Lodi. Risultano ancora forti, invece, gli effetti del lockdown sul terziario. Milano registra una pesante flessione del fatturato per il commercio (-6,9%) e un arretramento di quello dei servizi (-1,7%). A Monza Brianza entrambi i comparti mostrano una stagnazione sostanziale del fatturato con +0,5% per il commercio e +0,2% per i servizi. A Lodi, all’incremento del fatturato del commercio (+4,6%) si contrappone la contrazione registrata dai servizi (-0,5%).

Relativamente all’import ed export, gli scambi con l’estero nel 2020 si erano ridotti drasticamente, perdendo complessivamente l’export l’11% (in termini assoluti circa 6,5 miliardi di euro rispetto al 2019). Anche l’import nel 2020 aveva perso (-9,5%, circa 8 miliardi di euro in meno rispetto al 2019, con Milano maglia nera (-10%). Nel primo trimestre 2021, Milano si mostra ancora in difficoltà sull’export, perdendo il 3,8%, mentre Monza Brianza e Lodi mettono a segno incrementi a doppia cifra (+10,5% in Brianza e +22,4% nel Lodigiano). Un andamento che impatta sul dato complessivo dei tre territori che porta al risultato di – 0,1% rispetto al +3,5% della Lombardia e al +4,6 dell’Italia. L’import, invece, nel primo trimestre 2021 torna a crescere su tutti i territori, in modo particolare a Monza (+16,2%), mentre la crescita è più contenuta per Milano (+6,2%) e Lodi (+4,1%). Il dato complessivo dei tre territori è pari a +7%, in linea con l’andamento lombardo del +7.8%.

Lavoro e occupazione – Nonostante le politiche di sostegno al mondo del lavoro, gli effetti della crisi si sentono anche sull’occupazione, che a fine 2020 risultava in calo rispetto all’anno precedente: a Milano dell’1,3%, a Monza Brianza dell’0,7%, mentre a Lodi registrava un +1%. Complessivamente il territorio delle tre province registrava un calo del -1,1% degli occupati, più attenuato rispetto al -1,7% della Lombardia e al -2% dell’Italia. In ogni caso, i tassi di occupazione delle tre province (Milano al 68,7%, Monza 68%, Lodi 65,8%) rimangono di gran lunga migliori rispetto al dato nazionale (58,1%), nonostante le persone in cerca di occupazione siano poco meno di 116mila (-15.000 unità rispetto al 2019). Questo calo anomalo della disoccupazione nasconde in realtà il forte aumento dei cosiddetti “inattivi”, cioè di quelle persone in età lavorativa che non cercano lavoro, né sono immediatamente disponibili ad iniziarne uno, a dimostrazione di un diffuso sentimento di scoraggiamento, amplificato dall’emergenza sanitaria.

L’industria del gioco tra legalità e illegalità

ROMA (ITALPRESS) – Ricostruire la filiera del gioco in Italia, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento dei consumatori. Sono questi gli obiettivi del Primo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia, presentato da Luiss Business School e Ipsos. "Con il nostro studio – ha detto Matteo Giuliano Caroli, Associate Dean for Research, Luiss Business School – siamo entrati in un settore industriale molto importante in Italia e nel mondo ma anche molto complesso e in forte evoluzione dal punto di vista tecnologico, dei comportamenti delle persone, degli assetti normativi e istituzionali". "L'analisi dei dati è fondamentale", ha detto Marcello Minenna, direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, annunciando l'arrivo dell'app per consentire ai cittadini di "conoscere in tempo reale se un punto di gioco è connesso ai sistemi di controllo e verifica dell'Agenzia". Sul piano normativo, per Minenna occorre "un testo unico sui giochi. Bisognerebbe lavorare – ha aggiunto – in questa prospettiva di razionalizzazione".
Sul settore del gioco ha influito in modo determinante la pamdemia. Nel 2020, nonostante la crescita del gioco on line, la spesa complessiva ha subito una riduzione del 33,5%. Inoltre, nel settore del gioco fisico, il più colpito dalle conseguenze del Covid-19, la spesa si è ridotta del 41,7%, con evidenti travasi versi i canali illegali. Di conseguenza, nel 2020 il gettito erariale da gioco ha registrato la più bassa incidenza alle entrate fiscali dal 2006. Per Livia Pomodoro, presidente Advisory Board del Progetto, occorre "non dimenticare che questo è un settore con importanti e non trascurabili risvolti di carattere economico-sociale" ed è "necessario e indispensabile che si ponga mano a un intervento complessivo" sul settore per "aggiornare ciò che è stato fatto sulla regolamentazione del gioco legale".
Dallo studio, infatti, emerge che il 67,7% della popolazione italiana maggiorenne, ossia 31.350.000 di individui ha effettuato qualche tipo di gioco nel 2020. Sono stati stimati, tuttavia, circa 4,4 milioni di giocatori in canali illegali che rappresentano un universo complesso.
Claudio Durigon, sottosegretario all'Economia, si è soffermato su "come realizzare una legge quadro che possa dare finalmente una garanzia in tutto il territorio. Stiamo lavorando per creare tavoli di confronto con le Regioni". Durigon ha sottolineato anche l'importanza di "un momento di incontro", come degli Stati Generali, che sia "allargato a tutti i soggetti del Parlamento e dei ministeri, per trovare una soluzione adeguata prima della manovra finanziaria. E' determinante fare tornare una mentalità diversa verso questo settore". Per Alberto Petrucci, ordinario di Economia Politica Luiss Guido Carli, "il gioco pubblico tutelato, sicuro, rispettoso della legalità può essere un modo per migliorare il benessere sociale. E' importante che la regolamentazione sia valida e capace di adattarsi dinamicamente all'evoluzione del settore". Il giudizio sul gioco illegale denota una certa indulgenza da parte di molti giocatori: solo 2 italiani su 3 ritengono che si possano avere problemi con la legge, percentuale che scende a 1 su 2 tra i giocatori dei canali illegali.
Ma la tolleranza rispetto ai comportamenti illegali sembra essere in contrasto col percepito generale del gioco fuori legge, che è considerato un problema serio dall'86% degli italiani e persino dal 69% dei giocatori dei canali illegali.
Per il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, è "fondamentale partire da un dato: la criminalità sceglie sempre settori nei quali incorre nel minor rischio". "I giocatori illegali – ha sottolineato Ilaria Ugenti, corporate reputation leader di Ipsos – sono una fetta importante della popolazione italiana, parliamo di 4,4 milioni di giocatori che non sempre incappano nelle mani dell'illegalità in maniera consapevole". Il profilo medio del giocatore illegale mostra "una persona colta e ben integrata nel tessuto sociale che vede nel gioco l'occasione di divertimento e svago, è consapevole della gravità del problema, ma non diamo per scontato che sia effettivamente dotato di tutti gli strumenti conoscitivi per poter operare i dovuti distinguo tra canali di gioco illegali e quelli legali".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Possibile boom economico di medio-lungo termine, ma con effetti collaterali

Secondo Mario Cribari, i livelli di crescita e di inflazione non saranno coerenti con i tassi di interesse prevalenti o con valutazioni azionarie spesso stratosferiche. Il dollaro, strutturalmente debole, è però ancora da considerare come diversificazione in un portafoglio costituito anche da oro, materie prime ed emergenti.

“L’accelerazione della campagna vaccinale e il netto miglioramento della pandemia hanno definitivamente scongiurato lo scenario di un nuovo rallentamento economico. Ci aspettiamo un boom economico di medio-lungo termine senza precedenti negli ultimi 15 anni. Fare confronti tra questa ripresa e quelle del passato è tuttavia pericoloso: la recessione sperimentata nel 2020 non è stata “classica” all’interno di un normale business cycle, e così pure la ripresa presenterà quelli che, da tempo, definiamo effetti collaterali”. È l’analisi di Mario Cribari, Partner e responsabile della strategia e ricerca di BlueStar Investment Managers.

I mercati stanno ancora festeggiando quella che sembra essere la fine della fase più acuta del Covid. Pur prendendo atto che il peggio sembra finalmente essere alle spalle (con l’incognita tuttavia della variante delta), l’equazione non può reggere: questo non è un punto di equilibrio sostenibile e qualcosa deve cedere, prima o poi.  La coperta è corta. La domanda aggregata è letteralmente esplosa, grazie all’enorme ammontare dei sussidi, mentre l’offerta arranca. Le vendite al dettaglio si sono velocemente riportate ben sopra i livelli pre-pandemici ma la produzione industriale è ancora sotto. Le supply-chain sono ancora disastrate, le materie prime in forte rialzo, componenti e semi-lavorati in affanno, molte persone sussidiate restano senza interesse a rientrare nel circuito lavorativo e la de-globalizzazione sta accelerando. I mercati emergenti sono concentrati sulla sostenibilità del loro consumo più che sulle proprie capacità produttive per l’export. Il risultato è tanta domanda auto-indotta e un’offerta che non tiene il passo, mentre le banche centrali, intrappolate nelle loro funzione di prestatori di ultima istanza, rifiutano di prendere atto della nuova realtà.

“I livelli di crescita e di inflazione non saranno coerenti con i tassi di interesse prevalenti o con valutazioni azionarie spesso stratosferiche”, sottolinea Cribari. “Come un treno in velocità senza macchinista si spera di evitare lo scontro ma il momento della frenata è inevitabile”. Il rialzo inflattivo è atteso a livello globale, non solo in Usa, anche se con entità diverse. Stiamo già assistendo a rialzi in molti paesi e il numero di banche centrali che tornano più restrittive aumenta ogni settimana. La Fed ha ammesso che forse l’inflazione non sarà tanto temporanea e ha iniziato a parlare di tapering. Sul fronte opposto la Bce si trova in un angolo in quanto, più prima che poi, non potrà più giustificare i massicci acquisti di governativi con la scusa della pandemia.

Nel breve la situazione può apparentemente normalizzarsi mentre nel lungo non è detto che sia l’inflazione a risolvere l’equazione del nuovo equilibrio. A breve termine è probabile una fase di stasi che non darà ragione né agli inflazionisti né ai deflazionisti e in cui il mercato potrebbe continuare a sguazzare, illudendosi che i rialzi dei tassi siano ancora lontani. L’impressione è che, avendo escluso un nuovo rischio recessivo, nella migliore delle ipotesi i mercati si trovino comunque a fair value con un risk/reward molto poco allettante. Questo non significa però che bisogna restarne completamente fuori. Il basso livello di volatilità si presta all’acquisto, a basso costo, di strumenti di copertura, mentre l’elevato livello di decorrelazione rende profittevole la gestione attiva e il bottom up. La temporanea fase di stasi potrebbe favorire il recupero dei segmenti growth ed esistono ancora titoli interessanti tra i ciclici dove la ripresa non è già stata tutta scontata.

“L’Europa ha ancora spazio di recupero relativo, come il Giappone, gli emergenti stanno finalmente realizzando il loro decoupling e andrebbero incrementati su una possibile debolezza causata dal mini-rallentamento cinese. Nessun valore invece sui governativi occidentali, americani ed europei, la cui funzione di hedge indiretto in un mondo reflazionista è seriamente messo in dubbio”, conclude Cribari. “A livello valutario, il dollaro pur strutturalmente debole è ancora da considerare come diversificazione in un portafoglio costituito anche da oro e materie prime. La vera alternativa però sono gli asset reali e un numero limitato di valute dai fondamentali forti, tra cui includiamo il renminbi e altre valute emergenti”.

Gucci e Intesa Sanpaolo, accordo per transizione sostenibile filiera

MILANO (ITALPRESS) – Gucci e Intesa Sanpaolo rinnovano la loro collaborazione a favore delle eccellenze italiane mettendo per la prima volta al centro la transizione della filiera produttiva verso pratiche sostenibili e inclusive. L'accordo annunciato oggi, unico in Italia, si pone l'obiettivo di supportare le aziende della filiera Gucci a intraprendere un percorso di miglioramento della propria sostenibilità sociale e ambientale attraverso l'attuazione di azioni e interventi concreti, coerenti con le direttrici del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) .
Si tratta del primo progetto di filiera sostenibile: la filiera Gucci potrà accedere a linee di finanziamento ad hoc introdotte da Intesa Sanpaolo, nella formula S-Loan e ispirate a indicatori ESG, con l'obiettivo di perseguire obiettivi cruciali. Tra questi efficientamento e risparmio energetico (riduzione dei rifiuti o incremento del riciclo, riduzione del consumo d'acqua/scarichi, riduzione utilizzo sostanze chimiche pericolose, riduzione del packaging di plastica mono uso, recupero materie prime); introduzione di progetti di mobilità/logistica "green"; sviluppo di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile; adeguamento dei modelli di business per favorire lo sviluppo dell'economia circolare; attivazione di iniziative volte a promuovere il tasso di occupazione femminile in azienda e supportare la crescita professionale attraverso la creazione di percorsi di formazione e acquisizione di nuove competenze; definizione e implementazione di policy e strumenti di welfare volti a garantire la parità e ridurre il gap di genere (opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni, politiche di gestione delle differenze di genere, politiche di conciliazione vita-lavoro, tutela della maternità); adozione di un sistema trasparente di certificazione delle parità di genere e attivazione di iniziative volte a sviluppare e aumentare la consapevolezza in merito all'uguaglianza di genere.
Unendo le loro forze e rispettive competenze, Gucci e Intesa Sanpaolo intendono così avviare un modello innovativo di supporto alle eccellenze produttive del Made in Italy che, facendo parte della filiera di Gucci, potranno autonomamente beneficiare di un accesso al credito facilitato, a condizioni migliori, e avviare un proprio percorso di evoluzione industriale in accordo con i principi di rivoluzione verde e transizione ecologica sostenuti dal piano nazionale.
Gucci, carbon neutral dal 2018, ha introdotto e implementato da anni una strategia di sostenibilità ambientale e sociale volta a ridurre il proprio impatto ambientale, tutelare la natura e generare un cambiamento positivo per le persone e per il pianeta. L'azienda è inoltre impegnata in prima linea sul tema del women empowerment, attraverso la sua campagna CHIME FOR CHANGE e l'adesione a Forum internazionali di promozione della parità di genere (tra cui Women's Forum G20 Italy e Generation Equality Forum).
Nel 2019, ha inoltre supportato lo studio "Sostenere il ruolo delle donne nella catena di approvvigionamento del lusso in Italia", promosso da Kering per comprendere lo status delle donne che lavorano nella filiera italiana del lusso e identificare le opportunità e definire le azioni per sostenere la parità di genere.
Marco Bizzarri, Presidente e CEO di Gucci ha commentato: "Siamo orgogliosi di inaugurare oggi con Intesa Sanpaolo il primo accordo di filiera per il settore della moda che consentirà all'ecosistema Gucci di fare un passo ulteriore verso la rivoluzione sostenibile del business. Si tratta di un passo importante, perchè solo insieme – pubblico e privato, grandi aziende e PMI – possiamo raggiungere obiettivi critici per la società e per l'Italia, in linea con gli obiettivi auspicati dal Piano nazionale resistenza e resilienza. Si tratta di un progetto pionieristico: tutto quello che abbiamo sempre sperato di realizzare, come imprese, per favorire l'obiettivo di una società più giusta è adesso a portata di mano.
La sostenibilità sociale e ambientale è un dovere: carbon neutrality, pari opportunità sono parte di un'unica infrastruttura, ragionando – come è necessario – in una logica di sistema-Paese".
Carlo Messina Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo ha dichiarato: "L'accordo firmato oggi con una grande impresa di eccellenza come Gucci, rappresenta un nuovo rapporto tra banca impresa e filiera di riferimento, basato sulla sostenibilità, che lanciamo per primi in una fase di svolta per il nostro Paese rappresentato dall'arrivo dei Fondi del programma NGEU. Intesa Sanpaolo conferma la sua attenzione agli investimenti green, allo sviluppo di modelli basati sulla circolarità: la nostra attenzione trova oggi un nuovo modello applicativo basato sul punto di forza del nostro sistema produttivo, quello delle filiere, da tempo al centro dei nostri programmi di sostegno per le imprese. Lo facciamo con Gucci già partner in una collaborazione di successo, certi di poter superare insieme nuove sfide. Il nostro Gruppo è convinto di come lo sviluppo economico possa avere prospettive sane quando ha come riferimenti la cura all'impatto ambientale, l'inclusione sociale, la valorizzazione del capitale umano".
Alla base dell'accordo vi è il modello di partnership già avviato nel 2020 per far fronte all'emergenza Covid-19 attraverso il programma "Sviluppo Filiere" di Intesa Sanpaolo, volto a sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dei fornitori della filiera Gucci e del contesto industriale nel quale operano, riconoscendo loro importanti vantaggi sul costo e sull'accessibilità del credito per effetto della condivisione del merito di credito con l'azienda capofiliera.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Carrà, venerdì i funerali nella chiesa Santa Maria Ara Coeli a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Si svolgeranno venerdì 9 luglio alle 12, a Roma presso la chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, sempre su Piazza del Campidoglio, i funerali di Raffaella Carrà. Ma le celebrazioni di addio alla grande signora della Tv e dello spettacolo italiano cominceranno già domani alle 16 con la partenza del corteo funebre da via Nemea 21, dove la Carrà viveva. Il corteo farà diverse tappe, nelle quali si fermerà un minuto per il pubblico saluto all'artista. Prima presso l'Auditorium Rai del Foro Italico (largo Lauro de Bosis), poi gli studi Rai di via Teulada, quindi il Teatro delle Vittorie, la sede Rai di viale Mazzini e infine il Campidoglio, dove alle 18 sarà aperta la camera ardente che si protrarrà fino a mezzanotte. L'ingresso sarà dalla Cordonata e poi, attraverso Piazza del Campidoglio e la scalinata del Vignola, accesso alla Sala Protomoteca. Giovedi 8 luglio la camera ardente sarà aperta dalle ore 08.00 alle 12.00 e poi dalle ore 18.00 a mezzanotte. Il giorno successivo le esequie.
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.

Da Fondazione Cariplo 14,5 milioni per la cultura in difficoltà

MILANO (ITALPRESS) – In questi giorni hanno trovato compimento alcune importanti iniziative che Fondazione Cariplo ha messo in campo a sostegno di progetti ed enti che operano in ambito culturale, dentro una strategia più ampia che per il 2021 ha l'obiettivo di continuare a sostenere un comparto in grave difficoltà. In questi 30 anni, dal 1991 quando è nata la Fondazione, sono stati destinati 1 miliardo e 200 milioni di euro per realizzare 14 mila progetti in ambito Arte e Cultura, un settore che da sempre la Fondazione ritiene strategico e fondamentale per la crescita delle persone, delle comunità e del territorio. La conferma viene da tre provvedimenti approvati nei giorni scorsi.
In questa fase dell'anno, il Consiglio di Amministrazione ha destinato al settore complessivamente 14,5 milioni di euro.
Nel dettaglio 9,5 milioni di euro a sostegno di 94 progetti che puntano alla ripresa delle attività culturali, alla promozione del benessere delle persone e allo sviluppo delle comunità, con un'attenzione particolare ai giovani e alle fasce della popolazione più colpite dalle conseguenze dell'emergenza sanitaria.
Tre milioni di euro per 75 progetti volti a promuovere la lettura come pratica quotidiana per fasce sempre più ampie della popolazione, in modo da favorirne l'inclusione sociale, economica, culturale.
A questo impegno si aggiunge il lancio di una nuova iniziativa attiva da domani: 2 milioni di euro per il nuovo Bando "SOS patrimonio" che verrà pubblicato il 7 luglio. L'iniziativa sostiene interventi sul patrimonio storico-architettonico di pregio, anche in considerazione della significativa contrazione delle risorse dedicate alla conservazione dei beni culturali, avvenuta nel 2020, a causa delle nuove priorità legate all'emergenza sanitaria da Covid-19.
Pur confidando in una rapida e duratura ripresa, appaiono preoccupanti le conseguenze della pandemia all'interno del settore culturale e nei comparti collegati, a partire dal turismo, dagli eventi culturali fino al teatro, messi a dura prova – in questi mesi – dalla quasi completa assenza di pubblico e di visitatori.
L'impoverimento e le condizioni generali delle famiglie rischiano di limitare la partecipazione a momenti e occasioni legati alle arti performative, la fruizione del patrimonio culturale e, in generale, l'accesso alla cultura, pratiche fondamentali per coltivare la coesione della comunità e il senso di appartenenza dei cittadini. Per tali ragioni Fondazione Cariplo, durante la pandemia ha progettato e lanciato queste iniziative che oggi trovano concretezza nel sostegno alle riaperture e alla ripartenza delle attività.
"Ciò che è emerso è un enorme bisogno – si legge in una nota -: seppure straordinaria, l'azione promossa da Fondazione Cariplo è riuscita a rispondere solo ad una parte delle organizzazioni che hanno fatto richiesta: complessivamente alla Fondazione sono arrivate 639 richieste per un fabbisogno complessivo di 66 milioni di euro, valori molto più ampi della disponibilità che segnalano una situazione eccezionale; mai si era avuta un'adesione di così ampia portata, segno che le tematiche proposte dai bandi hanno toccato un punto vivo e che il settore è in difficoltà, se ancora vi fosse la necessità di conferma".
"Soprattutto nei momenti di crisi non possiamo permetterci di perdere ciò che rende il nostro territorio attrattivo e ricco di significato – spiega Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo -: l'azione di soggetti che creano e diffondono cultura rende le nostre comunità più unite e la presenza di beni storicoarchitettonici genera un valore simbolico, culturale e anche economico. Abbiamo un grande bisogno di bellezza, per questo Fondazione ritiene cruciale continuare a investire in Arte e Cultura, proteggendo il patrimonio esistente, fatto di competenze e di luoghi, e sostenendo percorsi che ne moltiplichino gli effetti in termini di coesione e di sviluppo sul territorio".
(ITALPRESS).

Articolo di Italpress.