Secondo Marcel Zimmermann, la crisi immobiliare in Cina rimane un freno alla sua crescita, mentre le esportazioni potrebbero essere esposte al deterioramento geopolitico in Europa.
“Nel contesto attuale consideriamo le valutazioni del mercato giapponese a medio lungo termine molto attrattive sia per il potenziale della crescita regionale, sia per la possibilità di una rivalutazione del listino nipponico più vicino ai livelli degli altri mercati sviluppati”. È l’analisi di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity.
L’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe e le immediate e massicce sanzioni sull’aggressore da parte di Ue, Usa e altri paesi hanno messo il mondo finanziario su una strada imprevedibile. Non sappiamo ancora quali effetti avranno le sanzioni sulle catene di approvvigionamento globale, sul sentimento dei consumatori, sull’inflazione. La Banca di Sviluppo Asiatico prevede comunque una crescita regionale del 5.3% nel 2022. Questo è superiore all’Europa e agli Stati Uniti. Nel 2021 è stato firmato il patto più importante di libero scambio a livello globale, il Rcep, che copre il 30% del Pil globale e quasi un terzo della popolazione del mondo. Questo patto darà spinta a una diversificazione delle catene di distribuzione che attualmente è molto concentrata in Cina verso i paesi Sud Est asiatici e apre una grande opportunità d’investimento anche per il Giappone, la Corea del Sud ed i paesi Asean.
Il mercato azionario giapponese ha le valutazioni più attrattive tra i mercati sviluppati, sia a livello di valore intrinseco sia a livello di indebitamento aziendale. Il basso indebitamento dà alle aziende più spazio per gestire momenti di stress finanziario e/o geopolitico. Va anche considerato che con una forte incertezza geopolitica ed economica, la visibilità e le previsioni sugli utili e le vendite diventano scarse. In questo contesto incerto, un basso valore aziendale e un modesto indebitamento sono dei criteri chiave per valutare un’azienda.
Un altro punto a favore del Giappone riguarda la previsione di un aumento dell’inflazione, anche se è un’arma a doppio taglio. Da un lato, l’inflazione riduce il potere d’acquisto il che è chiaramente un fattore negativo, ma le valutazioni aziendali sotto il valore intrinseco sono anche un tipo di protezione inflazionistica. È anche per questo che il mercato si sposta attualmente di più verso il segmento value. “In questo contesto abbiamo continuato a ridurre l’esposizione in Cina. La crisi immobiliare nel paese rimane un freno alla sua crescita, mentre le
esportazioni potrebbero essere esposte al deterioramento geopolitico in Europa”, conclude Zimmermann. “La ponderazione nella tecnologia è stata ulteriormente ridotta a favore del segmento value giapponese. Le basse valutazioni fondamentali in Asia, in particolare in Giappone e in Cina, dovrebbero contribuire a mitigare parzialmente il maggiore profilo di rischio globale. Osserviamo infine attentamente il movimento dell’euro: un ulteriore deterioramento geopolitico in Europa sarebbe negativo e segnalerebbe un parziale scioglimento della copertura valutaria contro lo yen, il dollaro di Hong Kong e il dollaro Usa”.



Questa decorrelazione così evidente, però, non è inizia certo in epoca di pandemia. Infatti, negli ultimi cinque anni c’è stata una grande accelerazione del numero di asset allocator che hanno iniziato a studiare la Cina come un’asset class separata dai mercati emergenti. Il mercato cinese è secondo solo agli Stati Uniti in termini di dimensioni e può recuperare il ritardo se si continua ad assistere a nuove aziende, IPO e ad una crescita costante. Inoltre, c’è stata una grande correzione del mercato, e ora dovrebbero presentarsi opportunità in determinati settori, in particolare quelli con aziende che puntano alla crescita del reddito medio.
Facendo un passo indietro di qualche mese, se da un lato l’incisiva regolamentazione governativa aveva fatto sorgere un periodo di incertezza e portato ad una sostanziale riduzione del livello dei prezzi, dall’altro il perseguimento del disegno politico della c.d. Common Prosperity cinese ha creato le basi per un mercato più solido e sostenibile per gli anni a venire. In poche parole, si tratta di una nuova era per la Cina, e questo può rappresentare una vera opportunità per gli investimenti. Infatti, la sua caratteristica di “stand alone asset class” è in grado di influenzare anche il suo stesso posizionamento all’interno dei portafogli.
In tal senso, sono quattro i principali motivi per aumentare il peso di questa asset class. Il primo riguarda il c.d. “baricentro della crescita”, che negli ultimi anni si è spostato in Asia e qui rimarrà secondo le stime del FMI. Il secondo è relativo all’ampiezza del mercato cinese, sia azionario che obbligazionario, che rappresentano oggi il secondo mercato al mondo dopo quello degli Stati Uniti ma che non si rispecchia nella giusta proporzione all’interno dei portafogli, dove abbiamo ancora una allocazione residuale. Il terzo motivo riguarda l’apertura dei mercati cinesi nei principali indici globali, che renderà questa asset class sempre più liquida. Ultimo, ma non meno importante, il posizionamento strategico di questa nazione, destinatario di grandi progetti nazionali ed internazionali e sorretto dal piano quinquennale di Xi Jinping incentrato sulla tecnologia e sulla crescita del consumo interno sono tutti segnali di come la Cina voglia pianificare il proprio futuro da protagonista.


Il sentiment positivo registrato nei
della Corea del Nord. Nel prossimo autunno, il Congresso del Partito Nazionale Cinese dovrebbe rieleggere Xi Jinping come segretario generale e la nomina annullerebbe ufficialmente l’attuale meccanismo di successione che concentra un immenso potere su Xi. Mentre negli
“In questo contesto, abbiamo abbassato l’esposizione del fondo ai settori healthcare, tecnologia ed energia a favore dei titoli finanziari e industriali, da cui ci attendiamo una sovraperformance nella parte finale del ciclo economico”, spiega 
Durante la scorsa settimana, i rendimenti del
La banca centrale del Giappone (BoJ) mantiene un atteggiamento da colomba, spostando il punto di vista sul
La BoJ ha aggiornato le sue previsioni di crescita economica per l’anno fiscale 2022, prevedendo un’espansione del prodotto interno lordo (PIL) anno su anno in termini reali del 3,8% (rispetto all’espansione del 2,9% prevista nell’ottobre 2021), grazie principalmente al contraccolpo delle misure economiche del governo e ad una
I dati economici separati hanno evidenziato che le esportazioni sono aumentate del 17,5% su base annua a dicembre, spinte dall’allentamento dei colli di bottiglia dell’offerta verso la fine del 2021. Le importazioni sono aumentate del 41,1% su base annua nello stesso periodo, grazie all’aumento dei costi delle materie prime e a uno yen più debole. Il primo ministro Fumio Kishida (nella foto) ha sottolineato che la ripresa economica del Giappone sarà guidata dalla
finanziarie, portandolo al 2,85%, la prima riduzione della banca centrale dall’aprile 2020. In risposta, le banche cinesi hanno tagliato i tassi di prestito privilegiati per i prestiti a uno e cinque anni. A seguito di questo taglio dei tassi, il vice governatore della PBOC Liu Guoqiang ha affermato che la Cina lancerà ulteriori misure politiche per stabilizzare l’economia e prevenire le pressioni al ribasso. I suoi commenti hanno innescato un rally dei titoli di stato cinesi, portando il rendimento del titolo sovrano a 10 anni al 2,736% dal 2,809% della scorsa settimana.
Nel frattempo, la
Secondo i dati più recenti, il prodotto interno lordo cinese è cresciuto del 4%, un risultato migliore del previsto nel quarto trimestre del 2021, rallentando però rispetto al ritmo di espansione del 4,9% del terzo trimestre. I dati suggeriscono un peggioramento delle pressioni al ribasso, soprattutto nei consumi e nell’andamento degli immobili, anche se gli investimenti in infrastrutture hanno mostrato un certo miglioramento. Lo yuan ha chiuso la settimana stabile a 6,34 per dollaro USA, dopo essere salita al livello più alto da maggio 2018 all’inizio della settimana. Alcuni analisti hanno attribuito la recente forza della valuta cinese agli afflussi degli 
Il 2021 ha avuto due facce: a fronte di una progressione molto positiva per i principali
Alcune “mini-bolle” si sono nel frattempo sgonfiate in maniera silenziosa e senza danni apparenti sugli indici di mercato, eccetto che per la Cina. “I
eccessi e le manie di grandezza del passato non sono più tollerate. Gli
“In questo contesto, si prospettano tempi migliori per i settori ciclici & value, in particolare travel & leisure & entertainment, finanziari, 

Gli interventi a sostegno dell’economia durante la pandemia hanno evitato il disastro e reso la recessione del 2020 la più veloce della storia. Ma tutto ha un prezzo. Gli effetti secondari degli stimoli uniti alla de-globalizzazione, alle nuove tecnologie, alla corsa agli investimenti sostenibili ristabiliranno un punto di equilibrio dell’inflazione ben più elevato rispetto a quanto successo dal 1997 al 2019. Dall’altro lato, tuttavia, “l’elettroshock” subito dal ciclo lo renderà più vigoroso spinto da investimenti e consumi.
aspettative inflazionistiche di lungo termine
“In questo contesto generale, il nostro scenario base implica una view costruttiva sulle azioni nel medio termine ma allo stesso tempo la necessità di un doloroso periodo di reset delle aspettative in ambito valutario e obbligazionario che non potrà, a sua volta, non sortire effetti sulle azioni. Ancora peggio se il nuovo 
Di recente in Cina abbiamo assistito a un
Ora gli 
L’Asia continua a essere la regione più importante a livello di crescita anche se il trend appare in rallentamento. Sia l’indice Cinese Caixin Purchasing Manager Manufacturing (PMI) che il PMI dei servizi sono scesi sotto la soglia di 50 – e dunque in territorio di contrazione – nel mese di agosto. I casi di Covid in
Il giro di vite del governo cinese sulle grandi società dei settori della tecnologia, del 
In uno scenario simile, con il
Persino il concetto di “
Da un recente sondaggio di Reuters, è emerso che 66 analisti sui 107 intervistati considerano probabile una correzione del
C’è da dire che una correzione delle
Un capitolo a parte, come dicevamo, è quello della Cina, che ha dato vita all’








