Aprile 18, 2026

Investimenti Alternativi, quali sono quelli che hanno reso di più? Ce lo dice l’indice Knight Frank’s Luxury

Un benchmark per gli appassionati di tutto il mondo che amano investire in qualcosa che “si vede, si tocca, si annusa, si gusta”.

Dopo decenni di tassi generosi, ormai da qualche anno viviamo in un epoca di tassi negativi e di inflazione quasi nulla. Con l’allungarsi di questo scenario, gli investimenti alternativi hanno smesso di attirare solo i grandi detentori di patrimoni, diventando progressivamente materia di interesse generale per una clientela più diffusa (e ben patrimonializzata) e per molti consulenti patrimoniali.

Mercati come quello dell’Arte, degli orologi di prestigio e delle auto classiche stanno letteralmente spopolando tra la clientela upper affluent, e ad essi si affiancano altre categorie di investimenti (vino, champagne, whisky raro) che, oltre ad essere ancora più “alternativi”, sono, a detta degli appassionati, anche molto divertenti. A differenza di azioni, obbligazioni ed immobili, però, questi mercati sono alla ricerca di maggiore trasparenza e certezza delle quotazioni, e laddove le aste – che rappresentano il vero momento di mercato per queste categorie di beni – non riescono a dare una direzione costante per via della loro periodicità irregolare, interviene il Knight Frank’s Luxury Investment Index (KFLII), un indice che monitora le prestazioni di un paniere teorico di classi di attività da collezione, in cui ciascuna di esse viene ponderata in base alla sua importanza ed al suo valore all’interno del paniere.

Grazie a questo benhmark, siamo in grado di sapere che, per esempio, il Whisky Raro ha sovraperformato lo stesso indice con un rendimento del 40% nei 12 mesi precedenti all’ultimo trimestre del 2018, portando la performance del Rare Whisky ad un stratosferico +550% negli ultimi dieci anni.

Relativamente al whisky raro, in particolare, l’indice Knight Frank Rare Whisky 100 è composto dalle quotazioni di 100 bottiglie del rare whisky scozzese più desiderato al mondo, i cui prezzi reali vengono monitorati regolarmente nelle aste nel Regno Unito. A novembre 2018, ad esempio, una bottiglia unica di The Macallan 1926 Peter Blake, dipinta a mano dall’artista irlandese Michael Dillon, è stata venduta per una cifra record di 1,2 milioni di sterline, facendo schizzare in avanti il rendimento complessivo del comparto.

Come per il mercato dell’Arte, l’aumento così sostenuto del “rare” è stato guidato dalla domanda proveniente dal mercato asiatico. Secondo lo Scotch Whisky Association, le vendite di rare whisky scozzese in India, Cina e Singapore sono aumentate rispettivamente del 44%, 35% e 24% nel 2018, con i single malt che rappresentano quasi il 30% delle esportazioni scozzesi totali. Inoltre, il luxury rare whisky sta trainando il mercato delle bottiglie “rare vintage” (meno preziose dei rare luxury ma di gran valore), le quali hanno beneficiato di una crescita straordinaria negli ultimi dieci anni, sia in termini di volume scambiati sia in termini di valore.

La chiave di volta della crescita sostenuta di questa classe di attività, così come delle altre appartenenti all’universo degli “alternatives”, è la passione che gli acquirenti di tutto il mondo condividono nell’investire in qualcosa che “si vede, si tocca, si annusa, si gusta”. Secondo Andrew Shirley, redattore di The Wealth Report e del Knight Frank Luxury Investment Index, la straordinaria crescita dei prezzi dei rari whisky single malt mostra che l’appetito degli investitori per le classi di attività alternative rimane forte, soprattutto tra quelli con un patrimonio netto elevato. Contestualmente, però, stiamo assistendo a un rallentamento della crescita per le auto classiche, che avevano registrato prestazioni straordinariamente forti negli anni precedenti (fino al 2017). Ciò è certamente dovuto al rallentamento dell’attività degli investitori speculativi ed al ritorno nel mercato dei veri collezionisti, i quali fanno prevalere l’elemento emozionale su quello del profitto a tutti i costi.

In ogni caso, negli ultimi anni tutte queste classi di investimenti alternativi hanno sovraperformato rispetto alle azioni e alle obbligazioni. In particolare, il rapporto sulle auto classiche pubblicato da Knight Frank rivela che, nonostante la fortissima crescita degli anni precedenti (+258% dal 2009), il mercato di nicchia delle auto classiche rimane solido e la prospettiva a lungo termine rimane molto forte, poiché l’offerta è ampiamente fissa e la domanda continua ad espandersi sia geograficamente che demograficamente. Allo stesso modo, il segmento dell’arte rimane il “principe ereditario” degli investimenti da collezione, grazie ad una sorprendente crescita a due cifre (+25% negli ultimi 12 mesi).

Analizzando l’indice KFLII, la crescita del 40% raggiunta dal rare whisky è seguita da quella delle monete, con una performance annuale del 12%, dal vino e dalle opere d’arte (questi ultimi due con una crescita del 9%). Un po’ più in basso gli orologi di lusso (+5% in 12 mesi), le auto d’epoca (+2%) e l’antiquariato (+1%), quest’ultimo a picco (-32%) negli ultimi 10 anni.

Ai fini comparativi, il KFLII nel suo complesso performa bene anche rispetto all’oro, che lo supera negli ultimi 12 mesi (+26%) ma va sotto negli ultimi dieci anni (+89% contro un robusto +161% del KFLII).

In definitiva, gli investimenti alternativi vengono giustamente considerati il ​​massimo in termini di divertimento o emozione, e non è raro incontrare investitori che dedicano al settore del passion investment anche il 70-80% del proprio patrimonio, relegando ad una percentuale quasi marginale le attività liquide.

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