Agosto 26, 2026
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Case, Arte & Auto

Auto d’epoca, il mercato tiene ma scambi in calo. Aste spagnole e millennials sostengono i prezzi

Il mercato delle auto d’epoca ha retto bene alla prova del Coronavirus, mantenendo i valori espressi nei dieci anni precedenti nonostante un calo delle transazioni pari al 20%. I millennials, che ancora qualche anno fa sembravano disinteressati al settore, stanno diventando i principali investitori.

Il comparto delle auto d’epoca, trainato da un numero sempre più alto di appassionati, si era già affermato come una buona opzione di investimento dopo la crisi economica del 2008, e oggi conferma il livello di quotazioni, nonostante i mesi turbolenti del Coronavirus ed un calo sensibile – ma non vistoso – degli scambi.

E’ questa la sintesi dell’analisi di mercato effettuata da Patrimoni&Finanza riguardo al settore delle auto d’epoca, anche in base ai prezzi generati dalle ultime aste (soprattutto online) organizzate in Spagna e USA.

L’auto d’epoca si conferma come bene rifugio, al pari dell’Oro – quest’ultimo cresciuto a dismisura, e con un trend ancora in crescita – per molti investitori, e vede apparire in primo piano la nuova generazione di collezionisti, i millennials, che ancora qualche anno fa sembravano disinteressati al settore.

Facendo un raffronto tra i vari indici di investimento, l’indice HAGI – che misura l’evoluzione di questa tipologia di veicoli – è cresciuto del 4,11% nel 2020, mentre, ad esempio, l’indicatore di borsa Euro Stoxx 50 è sceso di oltre l’11%. Dal 2008, questo indicatore, secondo i dati di Historic Automobile Group, ha moltiplicato il suo valore per tre.

C’è da dire, però, che durante la pandemia il numero di transazioni è diminuito del 20%, ma il valore delle acquisizioni è leggermente cresciuto. In Spagna, nelle ultime settimane, sono passati di mano modelli molto esclusivi e di alto valore, a prescindere da focolai di contagio o delle aree geografiche più colpite dal virus. La casa d’aste online Catawiki, ad esempio, ha chiuso la più grande operazione della sua storia: una Ferrari 330 GT 2 + 2 del 1966, che ha lasciato un fortunato garage spagnolo per approdare in uno ancora più fortunato in Francia. Fuori dai nostri confini, l’asta di Silverstone (che quest’anno si tiene online) ha raggiunto livelli record, riuscendo a vendere il 76% delle auto, per un valore di oltre 20 milioni di euro. Protagonista assoluta una Lamborghini Miura SV del 1972, battuta per 2.130.000 euro.

Francisco Carrìon

“Le auto classiche sono un buon investimento, poiché mantengono il loro valore”, spiega Francisco Carrion, lo specialista di veicoli classici di Catawiki. “Sono un buon investimento durante una crisi, soprattutto se non sei sotto pressione per vendere e puoi aspettare il momento migliore”, ha aggiunto. Secondo Dietrich Hatlapa, fondatore di HAGI e autore di “Better Than Gold: Investing in Classic Cars“, il mercato “è strutturalmente illiquido, e questo può essere uno svantaggio se hai bisogno di vendere con una certa urgenza”, avverte.

Il Coronavirus, concordano entrambi, non ha paralizzato il mercato. Secondo Carrion “oggi c’è molta incertezza, ma dobbiamo precisare che subito dopo la crisi del 2008 il mercato delle auto d’epoca era salito alle stelle, e la maggior parte di loro ha continuato a valere il doppio o addirittura il triplo, e in alcuni casi sono salite a livelli stratosferici, dieci volte più di quanto valevano nel 2008. Ora questa crisi è appena iniziata e non sappiamo ancora cosa accadrà, ma ci sono molte vendite e molti acquisti. Investire in alcuni classici è paragonabile a investire in opere d’arte, ed infatti molti collezionisti di auto d’epoca sono anche ottimi investitori in arte”.

Difficile, comunque, replicare nel medio periodo i risultati degli ultimi 12 anni. In Spagna, lo scorso luglio, all’asta della collezione di Desguaces La Torre, è stata battuta la Ford 817T che Franco usò durante la Guerra Civile, e 46 dei 54 lotti sono stati venduti. “Gli obiettivi sono stati più che raggiunti, è stato venduto molto più del previsto e nel migliore dei casi superiore al valore atteso”, spiegano da IAG Auction, organizzatore dell’offerta.

Le auto più apprezzate rimangono quelle che possono essere guidate su strada senza problemi. “Ciò significa che sono in perfette condizioni, meccanicamente e in apparenza, e hanno la documentazione in ordine”, spiega Hatlapa. Nonostante l’offerta sia molto eterogenea, dalla Seat 600 alle Ferrari da trenta milioni di euro, quello che cambia poco a poco è il profilo dell’acquirente. “Cominciano anche ad esserci donne”, spiega Carrión, incoraggiate dalla visibilità sui social, soprattutto Instagram, “ma sono ancora poche”. Non esiste, tuttavia, un acquirente “tipo” di veicoli d’epoca, perché ci sono anche auto di ogni tipo e condizione, senza alcuno standard.

Il mercato spagnolo sembra essere quello con i maggiori margini, sebbene la gran parte degli appassionati di auto si comporta come “hobbysti di qualità”, e ama le famose auto spagnole degli anni ’60 e ’70 (Seat 600 e 850, Renault 8, 2CV etc). Però, come accaduto in Italia già da circa 10 anni, si fanno strada i collezionisti di “youngtimer”, Porsche o Mercedes degli anni ’80 o ’90 soprattutto.

I modelli di maggiore pregio messi all’asta negli ultimi 12 mesi sono stai quelli della Casa Reale. In particolare, due o tre Mercedes hanno avuto molto successo, le auto con base d’asta pari a 10.000 euro hanno raggiunto un prezzo di vendita di 40.000.

Negli USA, invece, grandi assenti le gare di eleganza a Pebble Beach, la cittadina californiana che ogni agosto diventa l’epicentro globale del lusso automobilistico. Ci saranno diverse aste online e Sotheby’s assicura che saranno le migliori della storia. L’ultima ha esibito ben 100 veicoli, tutti dal valore elevatissimo anche per Pebble Beach – dove fino ad oggi molte auto di prezzo medio si affiancavano a due o tre “pezzi pregiati” -, come una Ferrari 275 GTB / 4 Scaglietti del 1967 (valore tre milioni di euro, e una Bugatti Type 57C Ventoux del 1937 da 700.000 euro. L’auto di maggior valore è stata una Ferrari 550 GT1 Prodrive del 2001, battuta a circa 3.6 milioni di euro.

Relativamente all’età media dei collezionisti, quella dei millennials sta rapidamente diventando la fascia demografica in maggiore crescita tra le fasce più benestanti (giovani manager e dirigenti, ma non solo). Del resto, i più “vecchi” di loro hanno circa 40 anni, e adesso molti di loro hanno soldi da spendere, determinando una sorta di ricambio generazionale tra le schiere degli appassionati. Eppure, cinque anni fa non molti millennials erano interessati alle auto da collezione, mentre oggi hanno una particolare preferenza per le auto della fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70, che rappresentano il 70% delle loro preferenze insieme alle “eterne” muscle car (sempre molto apprezzate) e ai camion d’epoca.

Superbonus 110%, ecco le condizioni delle maggiori banche. Unicredit e BNL le più competitive

Da qualche settimana si attendevano le condizioni offerte dal sistema bancario, che sono arrivate (e stanno ancora arrivando) in questi giorni di Agosto. Unicredit e BNL le più competitive, ma altri gruppi bancari affilano le armi.

Da quando Il c.d. decreto Rilancio ha previsto, per una cerchia molto ampia di beneficiari (persone fisiche, compresi familiari dei proprietari e conviventi, condomini, case popolari, cooperative, enti senza scopo di lucro, associazioni sportive dilettantistiche) l’agevolazione sui lavori di efficientamento energetico degli immobili attraverso il c.d. Superbonus del 110%, il settore edilizio ha ripreso vigore in tutto il territorio italiano, e non c’è condominio in cui non si stia deliberando sull’argomento; tanto da costringere gli operatori (professionisti e imprese) ad aggregarsi per riuscire ad assorbire una domanda di servizi e lavori mai vista prima.

In estrema sintesi, il beneficio-detrazione (valido per i lavori ammessi nel periodo 1 Luglio 2020- 31 Dicembre 2021) da esercitare in sede di dichiarazione dei redditi, si ottiene attraverso una di queste due opzioni: 

sconto in fattura sul corrispettivo dovuto all’impresa che effettua i lavori di importo massimo non superiore al 100%, e cessione al fornitore, il quale recupera l’importo dell’intero credito d’imposta (ossia il 110%) e lo cede a sua volta alle banche (che incassano la commissione del 10% circa);

cessione del credito d’imposta, direttamente da parte dei beneficiari, alle banche (che incassano sempre la commissione del 10% circa), e successiva attribuzione dell’incarico ad una impresa, la quale verrà pagata con la provvista del 100% messa a disposizione dalle banche a cui i beneficiari si sono rivolti. 

Relativamente ai tempi di esercizio delle due opzioni, queste possono essere esercitate o alla fine dei lavori, oppure alla scadenza dei c.d. S.A.L. (stati di avanzamento lavori), nel numero massimo di due per ciascun intervento complessivo. Il primo stato di avanzamento dovrà riguardare almeno il 30% dei lavori previsti, ed il secondo almeno il 60% o la percentuale necessaria al completamento dell’intervento edilizio dopo il primo S.A.L..

Concretamente, il credito d’imposta ceduto si potrà compensare in F24 con i tributi e contributi dovuti dal cessionario in 5 quote annuali, con cui sarebbe stata utilizzata la detrazione nella dichiarazione dei redditi. Dal punto di vista giuridico, Il gruppo bancario che intende acquisire il credito d’imposta dal committente o dall’impresa, si impegna ad acquistare i crediti maturati per la realizzazione dei lavori ammessi al c.d. superbonus, mentre il cedente (persona fisica, condominio o impresa) si impegna a cedere alla banca i futuri crediti fiscali che matureranno in seguito alla realizzazione dei lavori, regolando il rapporto credito/debito su un conto corrente acceso presso la banca cessionaria fino ad estinzione o riduzione dell’anticipazione concessa. 

Da qualche settimana si attendevano le condizioni offerte dal sistema bancario, che sono arrivate (e stanno ancora arrivando) in questi giorni di Agosto. Unicredit, per esempio, ha comunicato che fino al 30 settembre il prezzo di acquisto del credito d’imposta sarà di 102 euro per ogni 110 euro per le persone fisiche, e di 100 euro per ogni 110 euro per le imprese. In pratica, gli 8 euro ed i 10 euro in meno corrispondono alla commissione da pagare alla banca per l’acquisto definitivo del credito d’imposta. Inoltre, Unicredit applicherà sugli anticipi a fatture e/o contratti un tasso di interesse debitore nominale annuo del 2.75% per persone fisiche e condomini, e del 6.40% annuo per le imprese. Variano le percentuali di garanzia dell’anticipo a seconda dei beneficiari: fino al 100% per le persone fisiche e per i condomini, del 60% per le imprese

L’altro grande gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, ha comunicato la formalizzazione di un accordo con la Confederazione delle piccole e medie imprese (Confapi) per la cessione del credito d’imposta. Le condizioni economiche contenute nell’accordo variano a seconda della tipologia del bonus. Quella relativa al prezzo di acquisto del credito d’imposta da superbonus 110% vede una anticipazione sono pari al 90,91% del valore nominale del credito, mentre sul prezzo di acquisto del credito d’imposta da ecobonus e sismabonus (compreso la ristrutturazione edilizia ed il bonus facciate) la percentuale di anticipazione è pari all’80% del valore nominale del credito. Per quanto riguarda la modalità di pagamento, Intesa Sanpaolo dichiara tempi di versamento del corrispettivo di cessione, mediante accredito sul conto corrente indicato dal cliente, pari a 5 giorni lavorativi successivi alla data in cui il credito risulti nel cassetto fiscale della banca e il cedente abbia consegnato al cessionario tutta la documentazione prevista. 

Crédit Agricole presenterà entro pochi giorni un pacchetto di misure sia per la cessione del credito sia per il finanziamento dei lavori a persone fisiche, condomini e imprese edili, all’interno di un plafond pari a 10 miliardi di euro già deliberato dal CdA del gruppo bancario.

BNL, infine, varerà un pacchetto di servizi molto simile a quello di Unicredit, e più precisamente: cessione possibile sia per persone fisiche sia per imprese, e possibilità di finanziamenti-ponte prime che la cessione si possa perfezionare. I costi applicati da BNL non supereranno il 10% dell’importo dei lavori, consentendo pertanto la restituzione integrale dei costi di intervento effettuati dai beneficiari.

In definitiva, le condizioni offerte da Unicredit e BNL sembrano essere al momento le più competitive, ma nei prossimi giorni altri gruppi bancari comunicheranno le proprie condizioni, e si attendono sorprese.

Compro casa, faccio da solo o mi faccio aiutare? Costi e benefici delle agenzie immobiliari

Il ruolo dell’agente immobiliare oggi è più conosciuto presso tutte le fasce sociali, e la sua attività di intermediazione non viene più considerata semplicemente come “un costo in più”. Le compravendite online in autonomia riescono solo a chi ha molto tempo a disposizione. Per i clienti c’è anche la detrazione del 19% sul compenso pagato all’agenzia. 

Quando qualcuno inizia un percorso finalizzato all’acquisto o alla vendita di un immobile, la prima domanda che ci si pone è se rivolgersi ad un’agenzia o procedere autonomamente. Non sono pochi coloro che tentano la strada delle vendita diretta, grazie ai siti specializzati di compravendita immobiliare, ma in generale il ricorso ad un agente immobiliare non è più un tabù come trenta o quaranta anni fa.

Anche perché, presto ci si rende conto che gestire una vendita attraverso Internet, dalla scrittura di un annuncio efficace, al suo posizionamento (a pagamento) in evidenza, e poi alla gestione degli appuntamenti, è una attività che richiede del tempo, a chi generalmente tempo non ne ha (o ne ha molto poco, magari solo nei fine settimana, rallentando così l’attrattività del proprio immobile sul mercato).

Il ruolo dell’agente oggi è più conosciuto presso tutte le fasce sociali, e la sua attività di intermediazione non viene più considerata semplicemente come “un costo in più”. Infatti, analizzando i pro e i contro del suo compenso provvigionale, il bilancio è certamente positivo. Basti pensare che egli è in grado di far vivere con la giusta serenità l’esperienza della vendita (o dell’acquisto o locazione), mettendo sulle sue spalle ogni adempimento e attività necessarie, a partire dalla valutazione dell’immobile secondo valori di mercato analitici ed oggettivi.

Anche la stessa preparazione della documentazione relativa all’immobile, per chi non è abituato, può essere un elemento di difficoltà, anche per via delle frequenti complicazioni burocratiche che disseminano di insidie il percorso – si pensi, ad esempio, all’assenza del certificato di abitabilità, spesso mancante per distrazione o noncuranza, da reperire poi presso gli uffici preposti del comune di residenza. L’agenzia immobiliare, invece, effettua una serie di controlli per accertare la conformità catastale, l’eventuale presenza di ipoteche o diritti di superficie, acquisendo anche le informazioni relative alla provenienza (ovvero come il proprietario ne è venuto in possesso).

Insomma, l’agente immobiliare mette l’utente, sia esso venditore o acquirente, al riparo da brutte sorprese e dal rischio di truffe, accertando e raccogliendo la documentazione dell’immobile a tutela dell’acquirente e filtrando le persone che entreranno in casa del venditore, accertandosi in anticipo che l’immobile risponda, il più possibile, alle esigenze di chi deve comprare.

Non secondaria è la promozione pubblicitaria, che insieme alla selezione degli acquirenti e alla gestione degli appuntamenti rappresenta il “cuore operativo” dell’attività di compravendita. A questi si aggiungeranno la gestione del rapporto (mediazione) tra i clienti, ed il rapporto con il notaio incaricato per stipulare l’atto di compravendita. Identica cosa, a parte il notaio, può dirsi in caso di assistenza ai propri clienti per i contratti di locazione.

La modulistica o formulari utilizzati dall’agente immobiliare sono un altro elemento importante da non sottovalutare. L’assenza di clausole vessatorie, l’assenza di penali, la trasparenza e la completezza di informazioni, costituiscono alcuni degli elementi fondamentali, che le grandi reti nazionali di mediazione immobiliare – come Tecnocasa, Tecnorete o altre ancora – riservano alla propria clientela, monitorando costantemente gli affiliati e supportandoli con un pool di tecnici e professionisti specializzati.

In via generale, è importante sottoscrivere un incarico o una proposta sempre in forma scritta; solo così l’agenzia potrà garantire servizi e attività, per regolare il rapporto tra sé e i clienti, e tra i clienti stessi, nel momento in cui viene formulata la proposta d’acquisto, la quale, una volta accettata dal venditore e comunicato ciò all’acquirente, costituisce un vero e proprio preliminare impegnativo per le parti.

Nel mandato all’agenzia, l’esclusiva non è obbligatoria, ma l’esperienza insegna che gestire il rapporto con più mediatori: a) non velocizza i tempi di vendita, b) crea eccessiva competizione, duplicando (ed anche triplicando) il numero di visite “improduttive”, e c) spesso riserva al cliente un trattamento “minimale”, privo quasi del tutto di attività promozionale.

Il compenso dell’agenzia immobiliare è pari ad una percentuale del prezzo d’acquisto dell’immobile, e deve essere pagata sia dall’acquirente che dal venditore. La normativa non stabilisce esattamente a quanto debba ammontare la provvigione, pertanto essa può variare da regione a regione e da città in città. In media, comunque, venditore e compratore  pagano il 2-3% del prezzo di vendita, ma queste percentuali possono salire sensibilmente a seconda dei casi. Nelle grandi città, per esempio, si arriva anche al 5% e più, a seconda del valore di compravendita: più basso è il valore, più alta sarà la percentuale.

Esiste, comunque, una guida pubblicata dalle Camere di Commercio, che non è vincolante ma sintetizza le tariffe consuetudinarie nella zona in cui è stato messo in vendita l’appartamento.

In ogni caso, le parti sono libere di negoziare il prezzo della provvigione, sebbene le reti nazionali più conosciute tendano a fare osservare le stesse percentuali in tutto il territorio nazionale.

Dal punto di vista fiscale, i compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, entro un anno dall’acquisto, per un importo massimo di 1000 euro. Si può usufruire della detrazione se l’acquisto dell’immobile è effettivamente concluso, ed in caso di stipula del contratto preliminare, per poter usufruire della detrazione è necessario aver regolarmente registrato il compromesso.

La detrazione spetta a condizione che l’immobile acquistato sia adibito ad abitazione principale, intendendosi per quest’ultima quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente.

La detrazione spetta esclusivamente all’acquirente dell’immobile; il venditore, pertanto, non può beneficiare della detrazione anche se ha corrisposto regolarmente la provvigione all’intermediario immobiliare.

Infine, se l’unità immobiliare è acquistata da più persone, la detrazione (sempre nel limite di 1000 euro) va ripartita tra i comproprietari in base alla percentuale di proprietà, ed il beneficio può essere attribuito qualora la fattura risulti intestata almeno a uno dei proprietari. 

Nuovo massimo per i mutui attivi circolanti. Andamento I trimestre 2020 e previsioni per i successivi

Le rilevazioni del primo trimestre 2020 di Banca D’Italia sugli stock di mutuo, elaborate da Tecnocasa , mostrano l’apice di una tendenza che non troverà conferma nel secondo trimestre, a causa del blocco delle attività dettato dal Covid-19. Il contesto macroeconomico generale, però, permette di prevedere un ritorno verso i livelli precedenti durante i successivi due trimestri, grazie anche ai bassi tassi di interesse.

Secondo i dati di Banca d’Italia, elaborati dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, il trend storico dello stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione ha raggiunto un livello elevatissimo. Ed anzi, è emerso che nel primo trimestre 2020 si è registrato lo stock più alto di sempre: 334.517 milioni di euro.

Il passo con il quale crescono le consistenze è in linea con quanto rilevato nelle precedenti analisi: +2,7% su base annua (+0,35% su base trimestrale). Alla luce dei favorevoli tassi di mercato con i quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, lo stock è in buona parte composto da finanziamenti a tasso fisso o variabile con CAP, il che presuppone un minor rischio sia in capo alle famiglie che in capo agli istituti eroganti.

Già con la chiusura del 2019, con le rilevazioni del quarto trimestre (dopo due trimestri di forte contrazione), era stato superato il precedente importo più alto di stock mutui mai registrato, e si era fissato il nuovo massimo con più di 333 miliardi di euro.

L’ultimo dato, però, non inganni: nonostante la politica monetaria espansiva, ed i bassi tassi di interesse, le aspettative per il breve periodo non sono rosee, e si delinea uno scenario poco favorevole al proseguimento della crescita del credito alla famiglia per l’acquisto dell’abitazione. Infatti, tale crescita è in corso da settembre 2015, tuttavia il molto probabile rallentamento dei nuovi mutui erogati che verrà registrato con le prossime rilevazioni – logica conseguenza del blocco operativo causa Coronavirus – impatterà spingendo al ribasso gli stock di mutui circolanti e potremmo andare incontro ad un momentaneo rallentamento.

Di seguito, il grafico con l’andamento dello stock mutui dal secondo trimestre 2018 e la distribuzione per regione delle consistenze registrate nel primo trimestre 2020.

L’immagine successiva delinea gli stock di mutuo per abitazione suddivisi per regione, con testa la Lombardia.

Ma quali sono le tipologie di mutuo preferite dagli italiani?

La forte riduzione degli indici IRS registrata nel corso del primo trimestre 2020 – con diverse scadenze degli indici IRS che hanno raggiunto per la prima volta livelli negativi nei primi due mesi dell’anno – ha risvegliato l’interesse di privati e famiglie per la rottamazione del proprio mutuo in essere. L’effetto risulta particolarmente evidente con riferimento al canale online: il peso della componente di richieste con finalità surroga e sostituzione è passata infatti dal 55% del totale delle richieste raccolte a gennaio 2020, al 57% a febbraio e al 62% a marzo.

Inoltre, risulta più accattivante l’offerta, che ha migliorato ulteriormente, nel corso del primo trimestre 2020, il livello dei migliori tassi sui mutui per privati, con riferimento sia al tasso fisso che a quello variabile. Per entrambe le tipologie, infatti, nel corso del primo trimestre 2020 i migliori spread di offerta vedono una riduzione media di circa 10 punti base (si riducono rispettivamente da una media dello 0,9% e 0,3% sul quarto trimestre, ad una media dello 0,8% e 0,2% sul primo trimestre 2020).

Naturalmente, i nuovi valori di minimo storico degli indici IRS raggiunti nel corso dei mesi di gennaio e febbraio 2020 hanno contribuito a rafforzare le preferenze di privati e famiglie verso i mutui a tasso fisso, trainati anche dal contesto macroeconomico generale che permette di prevedere un ritorno verso i livelli precedenti di stock durante i prossimi due trimestri.

Autostrada “BREBEMI”, una spinta importante per imprenditori della logistica e mercato immobiliare

Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, gli effetti il nuovo tratto autostradale Brescia-Bergamo Milano ha generato effetti importanti anche nel settore delle compravendite di capannoni industriali destinati alla logistica.

Una delle attività che ha avuto una spinta positiva durante il lockdown è stata la logistica. Infatti, la ricerca di strutture, capannoni in particolare, è aumentata e si è concentrata su arterie strategiche, meglio ancora se consentivano un facile accesso alle città.

“Negli anni scorsi l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha visto come i lavori di potenziamento delle infrastrutture siano stati importanti per questo settore e uno degli interventi che ha impattato sul territorio lombardo è stato senza dubbio dato dalla Brescia-Bergamo-Milano  – dichiara Fabiana Megliola, Reponsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – Nel 2019 nei comuni interessati dal suo passaggio si è registrato un aumento dell’11,5% delle compravendite di capannoni ad utilizzo produttivo. La Bre-Be-Mi, infatti, ha decisamente rivalutato il mercato dei capannoni delle aree che si sviluppano intorno ad essa, anche alla luce del fatto che lungo la A4 non sono più presenti spazi utilizzabili, mentre i comuni lungo la Brebemi hanno previsto aree di sviluppo logistico all’interno dei loro PGT”.

Sono numerose le aziende che hanno deciso di insediare i propri complessi produttivi e logistici nella zona. Per citarne alcune: Festa Logistics ha posizionato le sue strutture a Castrezzato (l’altra sede è a Montichiari collegata alla Brebemi attraverso la Corda Molle); Amazon ha destinato una struttura di 30 mila mq all’uscita di Travagliato Ovest nel comune di Castegnato e Porche ha scelto Castrezzato per il Customer Center più grande del mondo (5.600 mq), epicentro del “Porsche Experience Center”. Sempre all’uscita di Rovato Sud, in una struttura di 30.000 mq, si è insediato il sito produttivo della “Coroxal”, mentre all’uscita di Calcio è sorta una struttura produttiva di 50.0000 mq di “Italtrans”, leader nella distribuzione dei prodotti refrigerati per la grande distribuzione.

Sono numerosi gli interventi di sviluppo nelle aree dei comuni dislocati lungo la Brebemi, e questo ha portato ad un aumento di prezzi e canoni di locazione, che lungo la Brebemi sono di 24-26 € al mq annuo (compravendite a 550 – 650€ al mq). La maggior parte degli interventi sono del tipo build to suit, ovvero sono le stesse aziende che commissionano la costruzione dei capannoni sui terreni già liberi e destinati a finalità produttive o logistiche. Buona domanda di capannoni anche a Romano di Lombardia e nei comuni limitrofi anche se, in questo momento, si segnala una distanza tra le richieste dei proprietari (600 € al mq) e la capacità di spesa dei potenziali acquirenti (350-400 € al mq), e questo determina la presenza di molte soluzioni invendute.

La richiesta prevalente è per immobili in affitto da destinare alla logistica. Si registra la presenza di chi cerca terreni per costruire l’immobile. I canoni di locazione si aggirano intorno a 25 € al mq annuo con punte di 50 € al mq annuo per le tipologie posizionate in aree ad elevato passaggio.

“I dati di Tecnocasa confermano ulteriormente il trend emerso dal recente studio AGICI sulle ricadute della nostra infrastruttura sul territorio – afferma il Presidente di A35 Brebemi, Francesco Bettoni. In particolare, solo nell’ultimo anno (2019), lo sviluppo del settore immobiliare lungo la Brebemi ha fatto registrare dati significativi a beneficio delle amministrazioni locali e di conseguenza dei cittadini: 120 milioni di euro di nuovi investimenti, 4,1 milioni di euro incassati dai Comuni per gli oneri di urbanizzazione e 2 milioni di euro/anno di IMU riscossa dai Comuni stessi con una previsione di altri 5-10 milioni di euro/anno a regime, quando tutti gli insediamenti saranno completati”.

Mercato immobiliare. Nonostante la pandemia, gli italiani continuano a voler acquistare casa

Sul mercato immobiliare si attende un andamento differente a seconda del territorio regionale di riferimento, e laddove si dovessero manifestare fragilità economiche in alcune aree, il trend potrebbe risentirne per via della maggiore difficoltà di accesso al credito riscontrabile in questo periodo.

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa – che ha monitorato il mercato durante tutto il periodo di lockdown – il trend di mercato dimostra come neanche il Covid è riuscito a scalfire la volontà degli italiani di acquistare casa, volontà venuta meno, per una certa fascia di occupati, solo con l’arrivo della cassa integrazione e con la conseguente incertezza del mantenimento del posto di lavoro.

Pertanto, gli effetti della pandemia saranno più evidenti nella seconda parte del 2020, quando si vedrà l’efficacia delle misure messe in atto dal Governo e dall’U.E. a sostegno dell’economia. In tal senso, Tecnocasa si attende un andamento di mercato differente a seconda del territorio di riferimento, e laddove si dovessero manifestare fragilità economiche in alcune regioni, il trend del mercato immobiliare potrebbe risentirne per via della maggiore difficoltà di accesso al credito.

I dati sulle compravendite dei primi tre mesi del 2020, registrate dall’Agenzia delle Entrate, hanno evidenziato un calo delle transazioni del 15,5%; una contrazione che, quasi certamente, ci porteremo fino alla fine dell’anno, che potrebbe chiudersi con circa 100 mila compravendite in meno rispetto al 2019. Tuttavia “c’è movimento”, e un certo dinamismo dovuto sia alle compravendite che erano rimaste in sospeso (e definite alla riapertura), sia alle nuove ricerche di case, come dimostrano anche i dati record registrati dal portale Tecnocasa.

Durante la pandemia c’è stata un’impennata di richieste di case con spazi esterni, dettata dal prolungato confinamento domestico, ma nei prossimi mesi il punto cruciale sarà l’accesso al credito, indispensabile per potersi permettere queste abitazioni. Il mercato dei mutui decisamente favorevole consente di tentare l’acquisto migliorativo, ma bisognerà fare i conti con l’atteggiamento degli istituti di credito, che pur propensi ad erogare si muoveranno con maggiore prudenza.

Dopo il lockdown, si stanno muovendo  prevalentemente persone alla ricerca della prima casa o della soluzione migliorativa, e si evidenzia una contrazione degli acquisti per investimento. Gli investitori, infatti, indirizzati verso gli affitti brevi nelle grandi città, si sono fermati. Si stanno però attivando piccoli risparmiatori che considerano il “mattone” ancora una valida modalità di impiego del capitale, meno volatile di altre forme di investimento.

Dal lato dei prezzi, si evidenzia una certa rigidità da parte dei proprietari, poco propensi a ribassarli (tranne nei casi in cui si ha necessità ed urgenza di vendere). La tendenza è quella di una certa stabilità delle quotazioni in alcune grandi città (tra queste Milano e Bologna, che prima del lockdown erano in forte crescita), ed un probabile ribasso nelle città più piccole, che ancora non erano uscite dalla crisi immobiliare ed i cui prezzi erano in discesa. Al momento, sembrano soffrire maggiormente i centri storici delle metropoli che prima attiravano soprattutto gli investitori.

Si evidenziano aspettative diverse a seconda delle tipologie: potrebbero rivalutarsi gli immobili con spazi esterni, soprattutto nelle zone che ne sono carenti, e deprezzarsi le soluzioni con difetti da sanare. Le quotazioni terranno, e ci aspetta la tenuta dei valori per i quartieri che hanno una maggiore concentrazione di servizi e di negozi di vicinato così come di quelle zone periferiche e dell’hinterland in grado di offrire soluzioni indipendenti a prezzi più accessibili. Anche il segmento del prestigio sembra tenere

Sembrano esserci, invece, segnali di ribasso sui canoni di locazione in seguito all’incremento dell’offerta di immobili che, soprattutto nelle grandi città, sta calmierando la crescita delle richieste mensili. Attualmente, molti immobili con destinazione turistica sono stati immessi sul canale residenziale con contratti transitori, in attesa dei dati sulle presenze turistiche. Ma sarà interessante capire come si muoveranno gli studenti universitari e i lavoratori fuori sede (la cui domanda è venuta meno nel lockdown). Resta l’incognita della domanda di locazione da parte dei trasfertisti, che dipenderà dalla modalità in cui si svolgeranno le lezioni universitarie e dal prolungamento dello smart working. Altro aspetto da valutare sarà un possibile aumento della domanda da parte di chi non dovesse più essere in grado di accedere al credito per le peggiorate condizioni economiche. 

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Il segmento delle case vacanza è stato colpito in pieno dalla pandemia, proprio in un periodo fondamentale (Marzo e Aprile), e cioè quello in cui chi cerca la casa vacanza inizia a guardarsi intorno. L’impossibilità di spostarsi, infatti, non ha consentito di fare ciò. Gradualmente, con l’allentamento delle restrizioni relative agli spostamenti sul territorio e la definizione delle linee guida sui distanziamenti da tenere nelle località balneari, si sono iniziati a vedere i primi sold out in diverse località di mare e montagna. Quest’anno, infatti, tanti italiani sceglieranno di trascorrere le vacanze nel Belpaese. Sembrerebbe in recupero anche l’acquisto delle case vacanza, il cui destino è legato alla solidità economica e alla propensione al risparmio. 

In definitiva, il mercato ha voglia di ripartire, ma deve fare i conti con un quadro macroeconomico ancora molto incerto, che richiede un costante aggiornamento e rende difficile ogni previsione.

Tecnocasa, mutui in calo nel secondo semestre, ma tassi convenienti ancora a lungo

L’ufficio studi Tecnocasa ci segnala che La BCE ha recentemente dichiarato che porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli, continuando ad immettere liquidità nel sistema bancario in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi.

Nell’attuale congiuntura socio-economica, e tenuto conto dell’emergenza sanitaria che sta impattando in maniera importante sul PIL europeo, la BCE porrà in essere ogni azione possibile per mantenere i tassi agli attuali livelli. La Banca Centrale, infatti, ha già annunciato che, se necessario, continuerà ad immettere liquidità nel sistema bancario, in modo che gli istituti di credito possano concedere mutui e prestiti a tassi molto bassi. Alla luce poi della raggiunta intesa da parte dei leader europei riguardo allo straordinario pacchetto di misure economiche per contrastare gli effetti della pandemia, è certamente questo lo scenario che dovremo attenderci sul fronte tassi almeno per tutto il 2020.

Tutto questo dovrebbe poter avere una certa influenza sul trend del mercato immobiliare, anche perchè in questo momento le proposte di mutuo delle banche sono interessanti come non mai, soprattutto per quel che riguarda i tassi fissi.

Euribor (indicizzazione mutui a tasso variabile) – Dai massimi di Luglio 2011 (1,60%), il tasso Euribor (3 mesi) ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato a quota 0,19% (Dicembre 2012), per attestarsi poco sopra lo 0,20% per tutto il 2013 e il 2014.  Ha virato sottozero col mese di Maggio 2015 e dopo aver registrato il suo minimo storico a metà Marzo 2020 (sfiorando -0,50%), l’ultima rilevazione ha segnato un tasso del -0,38% (Giugno 2020).

Eurirs (indicizzazione mutui a tasso fisso) – Dopo aver mantenuto una media intorno al 3,4% nel 2011, l’Eurirs (25 anni) è sceso a Giugno 2012 a quota 2,13% per poi tornare a crescere fino a 2,75% a Settembre 2013. Da allora ha iniziato una fase discendente di lungo periodo che si è accentuata a Luglio 2019. Ha toccato il minimo storico a Marzo 2020 segnando -0,11%. L’ultima rilevazione del mese di Giugno ha fatto registrare -0,13% livello, che permette oggi di trovare sul mercato mutui a tasso fisso che raramente abbiamo visto in precedenza.

A titolo di esempio, e stando alle dinamiche dei tassi di Giugno 2020, si è calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio di mercato si attesti all’1,0% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 431 euro, circa 25 euro in più rispetto a quanto dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 406 euro.

Questo chiaramente se i tassi rimanessero sempre agli attuali livelli, cosa che è difficilmente verificabile in un orizzonte temporale così lungo. Volendo optare per la situazione di maggior risparmio, ovvero quella del mutuo a tasso variabile, è fondamentale capire quanto il reddito del nucleo familiare sia in grado di sopportare eventuali aumenti di rata, sia in termini di capacità di rimborso sia in termini di sostenibilità del tenore di vita che si è abituati ad avere.

Alcuni esempi utili a capire la differenza tra tasso fisso e tasso variabile:

Concludendo, la buona notizia è che ad oggi i tassi bancari legati alle operazioni di mutuo permetteranno di accedere ai finanziamenti per la casa a condizioni veramente vantaggiose ancora a lungo. Questo potrà agevolare non solo chi vuole acquistare una nuova abitazione, ma anche chi è interessato a sostituire il proprio finanziamento. Prima del blocco, la domanda di surroga era in forte aumento e l’interesse per la rottamazione del mutuo ha dato linfa alle erogazioni: nel primo trimestre l’aumento della surroga ha infatti compensato il calo dovuto all’emergenza sanitaria del Coronavirus e il mercato ha segnato una crescita.

Ci si aspetta comunque, per il secondo semestre, un calo sostenuto dei mutui erogati anche in virtù del blocco operativo che il lockdown ha comportato. Nonostante ciò, i primi segnali riguardanti le nuove richieste di mutuo sono positivi e vanno nella direzione di un graduale ritorno alla normalità. Molto dipenderà dalle politiche economiche che il nostro Paese adotterà in termini di sostegno all’Economia, soprattutto riguardo all’occupazione e al reddito delle famiglie.

 

Immobili di prestigio a Milano, Roma e Napoli. Un mercato che non conosce crisi

Ubicazione, dimensione, privacy e finiture; queste secondo Tecnocasa le caratteristiche fondamentali richieste da chi ricerca una soluzione abitativa di prestigio nelle tre principali città italiane. All’interno lo storico delle quotazioni suddiviso per semestri.

Il segmento degli immobili di prestigio rappresenta un mercato a sé stante, che difficilmente conosce crisi, dal momento che interessa un target di acquirenti con un’elevata disponibilità di spesa. Questi ultimi sono attratti soprattutto dall’ubicazione, dalla dimensione dell’abitazione (almeno 150 mq), dalla privacy e dalle finiture. La richiesta dello spazio esterno è sempre stato un must e adesso, a seguito della pandemia da Coronavirus, ancora di più.

Ulteriori elementi che accrescono l’interesse sono i sistemi di sicurezza avanzati, ma anche – soprattutto nelle nuove costruzioni – gli aspetti curati nei minimi particolari, come la tecnologia all’avanguardia, la classe energetica e gli spazi dedicati al relax e al benessere (come le fitness room). Gli immobili d’epoca, con affreschi, travi a vista e scalinate importanti attirano sempre, ancor di più se con affacci su piazze o monumenti.

Queste le variazioni percentuali dei prezzi sul c.d. “signorile nuovo” dal 2012 (fonte ufficio studi Tecnocasa)

MILANO – Nel post lockdown il segmento degli immobili di prestigio non sembra aver registrato effetti negativi. I prezzi al momento sembrano essere stabili. Garibaldi-Moscova-Porta Nuova sono tra le zone più richieste di Milano, interessate da diversi interventi immobiliari che hanno attirato anche molti investitori internazionali. Brera rimane sempre affascinante, il numero di compravendite è nettamente inferiore alla richiesta d’acquisto, in quanto difficilmente chi ha proprietà in questa zona decide di privarsene. La bassa offerta determina prezzi decisamente elevati che sul nuovo possono toccare punte di 14 mila € al mq, contro una media della zona intorno a 7000 € al mq per soluzioni da ristrutturare. Corso Italia vive una nuova giovinezza e traina la zona da Crocetta a Missori, dove si possono raggiungere top prices di € 8.500/mq, in piazza della Guastalla e in piazza Mondadori, via Quadronno.

Tutta la zona Pagano è sempre molto apprezzata e registra valori in aumento (media tra € 7.000-9.000 € al mq) e tempistiche di vendita ridotte. La zona ha subito una rivalutazione dopo il completamento di City Life, i cui spazi verdi sono stati decisamente apprezzati post lockdown.

Spesso ad acquistare queste tipologie sono acquirenti che arrivano da fuori città, a volte stranieri. Si prediligono almeno due bagni. Le richieste si focalizzano essenzialmente sulla zona giorno (con saloni di rappresentanza e ampie cucine), la master bedroom con spaziosa cabina armadio e il bagno en-suite.

ROMA – Nel cuore di Roma, chi cerca la prima casa quasi sempre si orienta su immobili di ampia metratura, possibilmente con spazi esterni ed affacci su piazze importanti e storiche. Molto apprezzate la presenza dell’ascensore, la panoramicità, lo spazio esterno e la luminosità. Su questi immobili si toccano top price di 14-15 mila € al mq raggiungibili in piazza di Spagna. In piazza del Popolo e in via del Babuino le quotazioni medie sono di 8000-9000 € al mq. Nelle altre zone del centro di Roma i prezzi scendono mediamente a 5000-6000 € al mq per raggiungere valori di 7000-8000 € al mq per quelle posizionate in via Veneto, Fontana di Trevi e piazza Navona. Intorno al Pantheon e nel Ghetto Ebraico non si superano gli 8000 € al mq per le soluzioni da ristrutturare con punte di 10 mila € al mq per le abitazioni in buono stato.

Ai Parioli si registra una buona domanda di abitazioni di prestigio ad opera di professionisti ed imprenditori che destinano all’acquisto degli immobili budget compresi tra 600 mila ed un milione di euro. La domanda si orienta verso ville, porzioni di ville oppure attici. La metratura minima è di 200 mq ed è importante la presenza di un giardino o di terrazzi abitabili. Nella zona Parioli, le zone top sono piazza delle Muse, via Porro e strade limitrofe, la zona di Monti Parioli (via Rubens e via Ceracchi) e via Oriani e limitrofe dove si concentrano prevalentemente i villini o porzioni di villini dei primi anni del 1900. Su questo segmento di prestigio si possono toccare top prices di 7000-7500 € al mq per le soluzioni da ristrutturare e 8000 € al mq per quelle ristrutturate.

NAPOLI – Via Petrarca, via Catullo e via Orazio sono le zone di Napoli dove è possibile acquistare tipologie di prestigio con caratteristiche di panoramicità e sul golfo. In genere chi cerca queste tipologie di immobili chiede quasi sempre lo spazio esterno (terrazzo o giardino), la vista panoramica ed il box/posto auto. Quando si trovano tutte queste caratteristiche si toccano punte di 7500-8000 € al mq. Può esserci una decurtazione del 10% per immobili con vista Flegrea e non sul Vesuvio.

Ad acquistare sono quasi sempre professionisti o imprenditori di Napoli oppure della provincia. Nella zona di Caravaggio-Manzoni i valori immobiliari sono più contenuti perché meno residenziale, più centrale e meno servita. Ci sono importanti parchi condominiali le cui quotazioni si aggirano intorno a 3000 € al mq con punte di 5000 € al mq a seconda della panoramicità. Poche le nuove costruzioni, e dopo il lockdown il mercato si è rimesso in moto, ma si accusano rallentamenti dovuti alle trattative al ribasso da parte dei potenziali acquirenti.

Tecnocasa, locazioni immobiliari in località turistiche. Speciale montagna

In alcune località si segnala una offerta minore rispetto al passato perchè molti proprietari hanno intenzione di usare la propria casa di montagna per lunghi periodi, grazie anche allo smart working.

Le vacanze estive in montagna hanno sempre avuto una platea di amatori molto nutrita, grazie anche al clima migliore nei mesi più caldi ed alle strutture ricettive che, in termini di servizio al cliente, nulla hanno a che invidiare a quelle situate nelle località marine. Negli anni passati, però, è aumentata anche la schiera di quanti hanno scelto di affittare una casa vacanze, magari da condividere con famiglie di amici amanti della montagna in Luglio e Agosto.

Nelle località di montagna, peraltro, si possono ricavare entrate sia con la stagione estiva sia invernale, pertanto c’è sempre stata una forte richiesta di immobili in affitto. Ne è scaturito un mercato molto vivace, che in questo 2020 dominato dalla pandemia vede la montagna come una meta con maggiore attrattiva, per via dell’aria più salubre e “pulita”, e per via dei minori assembramenti sociali, e Sono tanti coloro che stanno cercando in affitto oltre le canoniche 1 o 2 settimane estive.

Relativamente alle quotazioni, Tecnocasa al momento non segnala particolari ribassi di prezzo nelle località turistiche, ma una sostanziale stabilità. In alcuni casi si registra anche la volontà di voler chiudere velocemente la trattativa per poter godere dell’abitazione durante l’estate.

In considerazione degli effetti negativi della pandemia, qualcuno avrà necessità di vendere per recuperare liquidità, in particolare se aveva acquistato per mettere a reddito. Chi di loro non venderà, quest’anno potrà fare affidamento soprattutto su un turismo interno e per un periodo più prolungato.

In alcune località si segnala una offerta minore rispetto al passato perchè molti proprietari hanno intenzione di usare la propria casa di montagna per lunghi periodi, grazie anche allo smart working.

In generale i rendimenti da locazione variano in base ai prezzi delle case, più bassi al Sud Italia o in località meno rinomate e di tendenza. I canoni possono variare anche in base a come è arredata ed allestita l’abitazione.

La ricerca arriva prevalentemente da famiglie con bambini, ma anche da anziani che prediligono le località intorno ai 1000 metri. Si cercano trilocali e anche villette a schiera già dal mese di giugno, ma soprattutto a luglio ed agosto. Ancora più importante è diventata la presenza di spazi esterni come giardini, terrazzi e balconi.  

ALCUNI ESEMPI DI LOCAZIONE ESTIVE IN LOCALITA’ DI MONTAGNA:

Asiago: per un trilocale 1200 € a luglio, 2000 ad agosto.

A Folgaria per un trilocale: 2000 € a luglio e 3000 e ad agosto.

A Ponte di Legno l’intera stagione da giugno ad agosto: da 2000 a 3500 €.

Bardonecchia: per un bilocale o piccolo trilocale di 4 posti letto a luglio ed agosto massimo 2000-2500 € complessivi.

Per lo stesso periodo a Sauze d’Oulx siamo intorno a 2000 €, a Oulx si può arrivare fino a 2500 €. A Cogne 1800 a giugno, 2000 a luglio, 2400 ad agosto.

A Roccaraso per un bilocale con 4 posti letto a luglio la quota è di 500 €, ad agosto 800 €.

 

Tecnocasa, rustici in ripresa nel dopo Covid. Domanda sostenuta da residenti e stranieri

Non solo posti di mare. Il mercato delle prime e seconde case nei territori di campagna vicini alle città torna ad essere interessante per chi vuole “cambiare aria” dopo l’esperienza della pandemia, e realizzare in campagna anche la propria abitazione principale. Soluzioni per tutti, ma non per tutte le tasche.

La pandemia ha risvegliato il desiderio di spazi aperti e, talvolta, di case in campagna. Rustici e casali hanno sempre suscitato un certo fascino, soprattutto sugli acquirenti stranieri. A causa del lockdown, questa domanda si è rallentata notevolmente, tuttavia c’è fiducia su una ripartenza subito dopo l’estate ed in particolare nel periodo autunnale, che solitamente fa registrare una più alta domanda da parte di chi vive all’estero.

Attualmente si registrano per lo più richieste di prima casa da parte di persone residenti in loco, oppure di casa vacanza da parte di chi risiede in città. Ecco un report dettagliato diviso per zone di interesse.

CONEGLIANO E VALDOBBIADENE (TV) – Mercato stabile. La domanda si orienta prevalentemente verso la prima casa ricercata da persone residenti in zona. Le tipologie più richieste hanno metrature comprese tra 80 e 150 mq, possibilmente in buono stato e su cui investire mediamente da 120 a 180 mila €. Si prediligono, in particolare, le tipologie con terreno annesso sia con destinazione vinicola e quindi con vigneti e sia con destinazione agricola. I valori si attestano tra 1300 e 2000 € al mq per gli immobili già ristrutturati o semi-ristrutturati. Prezzi più elevati, intorno a 2500 € al mq, si registrano nella zona panoramica dell’asolano e, in particolare, nel comune di Asolo, dove si acquistano prevalentemente immobili di prestigio. Molto bassa l’offerta di terreni da destinare a vigneti, ancor di più nella zona di Valdobbiadene, dove ci sono terreni con denominazione Doc. Questi ultimi possono arrivare a costare intorno a 50 € al mq contro una media di 15 € al mq per terreni senza denominazioni Doc. La zona pregiata ed unica del Cartizze a Valdobbiadene può arrivare ad avere terreni con un valore di 100-120 € al mq

STRADELLA (PV) – Dallo scoppio della pandemia il mercato immobiliare di Stradella non ha registrato effetti particolari se non qualche richiesta da parte di persone residenti a Milano o a Pavia alla ricerca di una seconda casa in zona. Richiedono prevalentemente case indipendenti con giardino, preferibilmente già abitabili ed entro 150 mila €. Nonostante i bonus per la ristrutturazione, si prediligono le abitazioni già abitabili. La panoramicità è sicuramente un’altra caratteristica ricercata, mentre le finiture in pietra e legno sono gradite, ma non sono indispensabili. Le zone più richieste sono quelle collinari nel raggio di 10km da Stradella, dove si possono trovare rustici e case indipendenti a partire da 50 mila € per soluzioni da ristrutturare fino a 150mila € per immobili ristrutturati o di recente costruzione.

FRANCIACORTA (BS) – Dopo il lockdown si registra la presenza di acquirenti seriamente intenzionati ad acquistare e con un buon budget di spesa. Devono però confrontarsi con un’offerta che è diminuita nel corso degli anni, in particolare per i rustici in posizioni panoramiche e in buono stato. La maggioranza delle richieste sono per la prima casa da parte di residenti del posto oppure persone che vivono a Brescia o nell’hinterland e decidono di lasciare la città per acquistare una soluzione indipendente con spazio esterno per godere di una miglior qualità della vita. Molto apprezzati ed utilizzati da questo target l’eco bonus ed il sisma bonus. In generale piace soprattutto la zona cha va da Passirano ad Adro. Chi cerca immobili di prestigio guarda al mercato immobiliare di Gussago e Cellatica oltre alle località della Franciacorta più vicine alla città. Qui si possono trovare immobili che sfiorano anche il milione di euro contro una media di 500 mila € per un rustico di 250 mq abitabile. C’è interesse anche per le soluzioni indipendenti di nuova costruzione, soprattutto villette a schiera (due piani con box) acquistabili intorno a 250 mila euro (se ne trovano a Paratico, Clusane, Monticelli e Passirano).

ALBA (CN)e comuni limitrofi – Dopo la fine del lockdown si registra una crescita di case di campagna in locazione per questa estate, meglio se con un importante spazio esterno e piscina. La domanda di casali in acquisto invece è realizzata soprattutto da persone del posto che desiderano la residenza principale. In questo caso ci si orienta verso immobili indipendenti su quattro lati, privi di servitù di passaggio, con un giardino circostante, possibilmente la piscina e una buona esposizione panoramica. Spesso questi immobili sono acquistati da stranieri residenti nel Nord Europa ma quest’anno, causa pandemia, potrebbero essere acquistati dai locali come prima casa ma anche da acquirenti provenienti da Milano e da Torino alla ricerca della casa vacanza. Il budget dell’acquirente italiano è più contenuto e si aggira intorno a 350-400 mila € per una soluzione ristrutturata. Infatti, nonostante i bonus per la ristrutturazione si nota una maggiore propensione ad acquistare soluzioni già a posto. Queste zone, infatti, fanno parte del patrimonio Unesco e necessitano di autorizzazioni per eseguire i lavori di ristrutturazione che possono dilatare le tempistiche di realizzo. Per questo motivo si prediligono le abitazioni già a posto. A titolo di esempio una soluzione in buono stato di 150 mq, con 2000-3000 mq di terreno annesso può costare da 400 a 450 mila €.

BAROLO e BARBARESCO (AL, AT, CN) – In questo territorio la ricerca di case in campagna è sempre stata presente negli ultimi anni, soprattutto dopo che la zona è stata dichiarata patrimonio Unesco. Ad acquistare rustici sono sia persone del posto alla ricerca della prima casa ma anche stranieri provenienti da tutto il mondo e italiani (piemontesi e lombardi in particolare) alla ricerca della casa vacanza. Mediamente, chi cerca una casa in campagna in queste zone deve mettere in conto almeno 400-500 mila € per una soluzione in buono stato ma si può arrivare anche a superare il milione di €. Gli acquirenti stranieri hanno in genere una disponibilità di spesa più cospicua rispetto agli acquirenti italiani e prediligono le soluzioni più defilate. A Costigliole d’Asti, comune del Monferrato, si registrano richieste di casali, rustici e case di campagna. La zona più ambita è sicuramente quella collinare. A causa della pandemia si registra l’assenza di richieste da parte di stranieri che si crede possano tornare ad acquistare in autunno e da parte di milanesi e genovesi. La fascia di prezzo dipende dalle condizioni della proprietà: per un cascinale completamente da ristrutturare ma con molte potenzialità i prezzi vanno da 80.000 a 120.000 €; mentre per un immobile, già ristrutturato, con caratteristiche di pregio (ad es. affreschi/facciate in mattone a vista/piscina/vigneto produttivo) si può arrivare a 350.000-400.000 €.

GUALDO TADINO e ASSISI (PG) – la pandemia ha rallentato nel breve termine il mercato immobiliare. Si segnalano difficoltà soprattutto per le operazioni con mutuo sottostante. In zona c’è un’abbondante offerta, spesso di immobili ristrutturati dopo il terremoto. Dopo il lockdown si registra un ritorno ad immobili con giardino ed anche con abbondante terreno circostante (poderi di 20/30 ha). Si cercano tipologie di 100-120 mq di superficie, almeno tre camere, indispensabile la presenza di un appezzamento di terra o un giardino o grande terrazzo purché si tratti di uno spazio all’aperto. Di solito gli acquirenti tipo sono coppie giovani, per la maggior parte italiani, alla ricerca di una casa dove poter avviare anche una piccola attività ricettiva o dove vivere in tranquillità. Le soluzioni con terreno circostante si acquistano ristrutturate a 600-700,00 € al mq. Si cercano anche piccole abitazioni ad uso investimento da 20-30.000 € ristrutturate che si affittano a 250 € al mese. Piacciono anche le case indipendenti con giardino di oltre 5000 mq, meglio se caratteristici, (pietra a vista e travi in legno). I prezzi variano dai 100 mila a 250 mila €.