Le aste di auto da collezione più famose sono rese ancora più interessanti dalle storie dei proprietari che le hanno acquistate e poi vendute. Dal “milionario per caso” all’investitore ricco e lungimirante, gli appuntamenti del 2020 ravvivano il mito.
Il mercato delle auto da collezione non smetterà di crescere anche nel 2020. Questa è la conclusione a cui gli esperti sono giunti dopo il finale “pirotecnico” del 2019, e dopo aver considerato i modelli che saranno protagonisti delle aste internazionali del primo bimestre del nuovo anno.
Nel frattempo, continua il dibattito – tutt’altro che virtuale – tra chi, nelle auto d’epoca, vede prevalere la passione e chi, invece, ci trova un fertile terreno per gli investimenti alternativi. Non è un caso, quindi, che l’ultima asta a stelle e strisce e quelle imminenti in Europa vedano come protagonisti assoluti due modelli di auto da collezione, molto diversi tra loro per valore, e due “storie” – quelle degli esemplari e dei rispettivi proprietari – che sono la sintesi esatta di questo confronto tra collezionisti puri e investitori.
La prima storia comincia con una vendita già avvenuta. A Kissimmee (Florida, casa d’aste David Morton), ad inizio anno, è stata venduta all’asta la celebre Ford Mustang GT guidata da Steve McQueen, utilizzata durante le riprese del celebre film “Bullit” (1968). L’auto è divenuta celebre grazie alla scena dell’inseguimento sulle strade di San Francisco, ed è stata venduta per 3,4 milioni di dollari, segnando il record assoluto (quello precedente era detenuto dalla Mustang Shelby GT500 Super Snake del ’67 acquistata per 2,2 milioni di dollari nel 2019) per questo modello di Muscle Car.
Interessante la storia di quest’auto, e come sia giunta fino ai giorni nostri. Nel 1968 la Ford prestò alla casa di produzione Warner Bros due esemplari di Ford Mustang GT di colore verde, con sospensioni modificate e con un motore da 330 cavalli abbinato al cambio manuale a 4 marce. L’auto venduta all’asta è quella guidata personalmente da McQueen, mentre il secondo modello si trova in Messico (nella città di Baja, al confine con la California), in cattive condizioni, di proprietà di un privato che per ora ha deciso di non venderla. Dopo la fine delle riprese la Mustang GT fu acquistata da Robert Ross, dipendente della Warner Bros, che la vendette nel 1970 al detective Frank Marranca. Nel 1974, infine, lo stesso Marranca la cedette a Robert Kiernan per 3.500 dollari. Di quella vettura non si seppe più nulla fino al 2014, quando Sean Kiernan (figlio di Robert) fece sapere alla Ford di essere in possesso di quella storica auto, perfettamente riparata dopo aver rotto la frizione nel 1980. Da quel momento Sean Kiernan ha iniziato a esporre la vettura in manifestazioni dedicate alle auto d’epoca, allo scopo di far salire il valore e le aspettative di vendita, fino a quando non è stata messa all’asta e venduta ad un prezzo che, per quanto rappresenti il record di questo modello, pare abbia deluso il giovane Sean (le sue attese erano per una cifra vicina a 5 milioni di dollari).
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L’eco di questa vendita ha certamente dato un grande stimolo alla stagione 2020, che si è aperta con la settimana di Scottsdale (Arizona, dal 12 al 20 gennaio, 1.800 auto all’incanto), dove gli occhi dei collezionisti sono puntati sull’Alfa Romeo 8C 2300 Cabriolet Décapotable del 1932, carrozzata da Joseph Figoni, e una Ferrari 250 Gt Cabriolet Series I by Pininfarina del 1958, il cui valore si aggira tra 6 e 7 milioni di dollari. Mentre scriviamo, l’asta volge al termine, ma possiamo anticipare che sono stati assegnati modelli di auto che in qualche modo hanno fatto la storia del mercato.
Si è appena svolta anche la vendita straordinaria di RM Sotheby’s (16 e 17 Gennaio, sempre in Arizona, Biltmore Resort & Spa di Phoenix), che ha messo all’asta 150 autovetture tra auto da collezione, show car e fuoriserie sportive come Ferrari, Porsche e Aston Martin. I prezzi di aggiudicazione sono stati più “popolari”: si va da 40 mila dollari per
una Chevrolet Corvette Grand Sport Coupe del 1996, agli 80 mila dollari per una BMW 3.0 CS del 1974 e ai 100 mila dollari per una Chamlers Model 24 Touring del 1914. Tra le rarità, una Delorean del 1982, vettura resa celebre dal film Ritorno al Futuro.
Dopo gli Stati Uniti, la stagione delle aste proseguirà il 5 febbraio a Parigi (Place Vauban), in occasione della quale la casa d’aste RM Sotheby’s metterà all’incanto una Ferrari 512 BB con soli 820 km reali all’attivo. E così arriviamo alla seconda storia, davvero interessante, che inizia nel maggio del 1981, quando il veicolo viene consegnato ad un collezionista di auto sportive americano, in Texas. L’auto viene acquistata con 400 km segnati in fattura, di cui 312 percorsi durante i test di omologazione EPA. Il secondo proprietario dell’auto, un inglese, l’ha portata via dal Texas nel 2014 e, due anni dopo, l’ha sottoposta ad un esteso intervento di manutenzione comprensivo di sostituzione del cambio e della frizione. Per 33 anni la Ferrari è stata messa su strada raramente, ed il proprietario ha lasciato intatte persino alcune protezioni di plastica – le stesse applicate dagli stabilimenti al momento della consegna – e conservato maniacalmente gli interni e la valigetta dei documenti.
Al di là della sua storia, questo esemplare di Ferrari, in tutta probabilità, rappresenta quello con il minor numero di chilometri in circolazione, e la valutazione della casa d’aste è compresa tra 170.000 e 200.000 euro.
In tutta probabilità, il prezzo di aggiudicazione sarà superiore al limite massimo, con buona pace dei sostenitori di una imminente bolla speculativa in via di esplosione.



Relativamente all’aumento dei prezzi a Milano, le previsioni non sono eccessivamente ottimistiche, e si pensa che l’andamento dei prezzi potrebbe rivelarsi negativo nei prossimi due anni. Infatti, la crescita del numero di compravendite dura ormai da quasi quattro anni, e si ritiene che si sia vicini al massimo fisiologico per la città. Al contrario, Roma dovrebbe avere ancora un discreto margine di aumento dei rogiti, mentre le quotazioni rimarranno ferme (tra il -1,2% ed il +2%).
Accanto al mercato immobiliare ordinario, sempre più potenziali acquirenti si rivolgono al mercato delle aste, dove si possono trovare occasioni irripetibili per chi ha liquidità, e gli immobili di pregio (più grandi e centrali) scontano parecchie difficoltà nella vendita per via della crisi di liquidità e per la stretta creditizia delle banche, poco restie a concedere mutui di grande entità.
l’ultimo Rapporto Istat e Banca d’Italia, a fine 2017 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a 9.743 miliardi di euro. Di questi, le abitazioni costituiscono la principale forma di investimento e, con un valore di 5.246 miliardi di euro, rappresentano la metà della ricchezza lorda. In particolare, poi, circa 600.000 famiglie detengono una quota pro-capite (da 3 in su) di immobili superiore a quella media, e quasi tutti vengono “messi a reddito” per integrare il proprio tenore di vita. Molte di queste famiglie, però, non vedono ancora emergere le nuove leadership nella generazione dei millennials, un pò in ritardo rispetto ai tempi di affermazione sociale, profondamente diversa da quelle precedenti e tendente a ritardare il proprio ingresso nel mondo del lavoro.
a più del doppio rispetto a quelle attuali, con una contestuale diminuzione della generosa franchigia minima rispetto a quella prevista oggi (un milione di euro per coniuge e figli, 100.000 per fratelli e sorelle). Lo scenario, infatti, attraversa una fase di profonda mutazione: presto l’Italia potrebbe non essere più una sorta di “paradiso fiscale delle successioni e donazioni”, ma uno stato del tutto allineato a quelli dell’U.E.. Per esempio, in Francia le aliquote vanno dal 5 al 40% per i parenti in linea retta, in base al valore del bene (per un appartamento di 300.000 euro si paga il 20%, ossia 60.000 euro), con esenzione del coniuge e franchigia di 100.000 euro per i figli. Per gli altri eredi le aliquote vanno poi dal 35 al 60%. In Inghilterra (vale la pena citarla, nonostante la Brexit), invece, la franchigia è di 325.000 sterline, indipendentemente dalla parentela, e tutto ciò che eccede è soggetto ad un’aliquota del 40% (coniuge esente da imposta). In Germania, in virtù del valore del bene, le aliquote variano dal 7 al 30% per parenti in linea retta, dal 15 al 43% per fratelli, sorelle, nipoti, e dal 30 al 50% per altri soggetti (franchigia individuale da 100.000 a 500.000 euro a seconda del grado di parentela).

patrimonio. Infatti, la crescita del mercato dell’affitto (e soprattutto dell’affitto breve) è stata determinata dall’attenzione degli investitori verso la ricerca diretta di immobili già a reddito, con un buon tasso di rendimento e situati in località primarie e/o turistiche; per molti di loro, però, il problema della vetustà di questi cespiti si è presentato immediatamente. In particolare, tutti coloro che hanno acquistato singole unità all’interno dei grandi condomini costruiti dopo il 1950, in piena speculazione edilizia, si sono trovati a dover gestire interventi di manutenzione straordinaria molto costosi, necessari per il semplice ripristino dei normali livelli di funzionamento e sicurezza degli impianti e degli stessi edifici. Nulla è stato fatto per una vera riqualificazione, anche energetica, di questi caseggiati.
Onestamente, è davvero difficile non intravedere una forzatura, strumentale agli interessi di chi progetta nuovi veicoli e strumenti finanziari, in questo tentativo di massificare il valore economico di un’opera d’arte.
USD, mentre una Porsche Carrera GT del 2004 è stata battuta a 687.000 USD. Una BMW 850 CSi del 1994 è stata comprata a 184.800 USD, ed una Ferrari 550 Maranello (che necessitava di riparazioni per 15.000 dollari) ha realizzato “solo” 184,800 USD.
10° posto: 1965 SHELBY COBRA ROADSTER CSX – USD 1.595 milioni
9° posto: 1971 HEMI ‘CUDA CONVERTIBLE — USD 2.2 milioni
8° posto: 1970 PLYMOUTH HEMI ‘CUDA CONVERTIBLE – USD 2.25 milioni
7° posto: 1954 PONTIAC BONNEVILLE SPECIAL MOTORAMA CONCEPT CAR – USD 3.08 milioni
6° posto: 1967 L88 CHEVROLET CORVETTE STINGRAY CONVERTIBILE – USD 3,2 milioni
5° posto: HEMI 1971 “CUDA CONVERTIBILE – USD 3,5 milioni
4° posto: 1967 CORVETTE L88S COUPE – USD 3,85 milioni
3° posto: 1966 SHELBY COBRA 427 “SUPER SNAKE” – USD 5,115 milioni
2° posto: 1964 FORD GT40 PROTOTYPE – USD 7 milioni
1° posto: 1962 SHELBY COBRA CSX2000 – USD 13,75 milioni
del numero compravendite, pari al 3.9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A fare da traino nel periodo compreso tra Aprile e Giugno sono state le regioni del Centro Italia e le Isole, che registrano rispettivamente un +4.4% ed un +4.3%. In leggera flessione l’incremento nelle regioni del Nord Italia (+3.8%), con il Sud fanalino di coda (+3%).
Questa la trama del film, tratto da una storia vera, nel quale i protagonisti – un piccolo gruppo di analisti finanziari dell’epoca – comprendono in anticipo cosa stia succedendo e, appunto, scommettono tutto quello che hanno sul crollo delle obbligazioni e dei mercati, vincendo una vera fortuna.
Inoltre, avete notato come oggi alcune banche si propongano come agenzie immobiliari? Non si tratta certo dell’apertura di un nuovo business, ma di una spia della crisi del mercato. Il motivo ricade squisitamente sui problemi di bilancio: se una banca manda un immobile all’asta per crediti insoluti, dovrà iscriverlo a bilancio con un valore inferiore, e quindi inserire a riserva quei capitali che verrebbero così distratti dal business principale, ossia fare credito. Se lo vende al mercato, praticando anche uno sconto medio del 20%, la banca evita il penalizzante prezzo d’asta a riserva obbligatoria ed il suo bilancio “respira”, ma sul mercato arrivano immobili a sconto che abbassano o tengono ferme al ribasso le quotazioni medie delle case, soprattutto quelle di quadratura più grande, costruite per i baby boomers.









