Giugno 10, 2026
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Mercato immobiliare, primo semestre 2021 oltre le aspettative. Studenti, locazioni in ripresa

Tecnocasa fotografa il mercato immobiliare 2021. Nel complesso, una prova di grande recupero dopo le pessime aspettative del primo lockdown, con un ritorno di interesse degli acquirenti verso le realtà più piccole. Gli studenti cominciamo a ripopolare le città universitarie.

“Nel corso del 2020 il mercato immobiliare ha dato prova di grande recupero – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – e ha superato di gran lunga le aspettative che si erano create subito dopo il lockdown. I dati sull’anno dell’Agenzia delle Entrate, infatti hanno confermato un recupero delle transazioni che chiudono con un ribasso del 7,6%, meno consistente di quello atteso. I primi sei mesi del 2021 hanno poi registrato un aumento dei volumi del 38,6% che ha interessato, in modo particolare, le realtà più piccole rispetto ai capoluoghi a conferma di un fenomeno che ha visto post pandemia un mercato più vivace proprio nelle città più a misura d’uomo”.

Questa la fotografia dello stato di salute del mattone italiano realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa nei primi sei mesi del 2021 e per l’intero 2020. Nel 2020 era aumentata la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti grazie anche alla spinta del superbonus, e la tendenza si conferma anche nel 2021, coinvolgendo la domanda di case con spazi esterni e dalla metratura più ampia. Peraltro, il mercato dei mutui decisamente favorevole consente di tentare l’acquisto migliorativo, ma bisognerà fare i conti con l’atteggiamento degli istituti di credito che pur propensi ad erogare si stanno muovendo con prudenza.

Secondo Fabiana Megliola, sia il 2020 sia i primi mesi del 2021 segnalano una tenuta del segmento della prima casa e della casa vacanza ma una contrazione del segmento dell’investimento. Gli investitori, infatti, soprattutto nelle metropoli e se indirizzati verso gli affitti brevi, si sono fermati. Si stanno però attivando piccoli investitori che considerano il mattone ancora una valida modalità di impiego del capitale, meno volatile di altre forme di investimento e, soprattutto, in grado di essere un vero bene rifugio. E questo è un importante segnale di fiducia nel settore.  

Il 2020 ha visto chiudere i prezzi degli immobili con -1,5%, ma il 2021 registra segnali di crescita in quasi tutte le grandi città, a cominciare da Milano che, insieme a Verona e Bari, avevano chiuso in positivo anche il 2020. Un leggero recupero delle quotazioni interessa anche realtà più piccole che offrono una vita più a misura d’uomo. Alcune realtà dell’hinterland sembrano uscire a testa alta da questo periodo, soprattutto se ben collegate con le metropoli.  Bene anche le periferie delle grandi città, dove si conferma la rivalutazione degli immobili dotati di spazi esterni.

Il mercato delle locazioni, che aveva chiuso il 2020 con canoni in ribasso (-1,6% il ribasso dei canoni di locazione dei monolocali, -2,2% il ribasso dei canoni di locazione dei bilocali e dei trilocali), appare in ripresa grazie ad un discreto aumento della domanda di immobili soprattutto nelle grandi città, ma l’offerta residenziale risente della destinazione di molti appartamenti al segmento degli affitti brevi. Altro aspetto da valutare sarà un possibile aumento della domanda da parte di chi non dovesse più essere in grado di accedere al credito per le peggiorate condizioni economiche. Invece il segmento delle case vacanze, che era stato colpito in pieno dalla pandemia nel corso del 2020, sta recuperando lentamente, con diverse località di mare e montagna che sono state sold out già da gennaio. Anche sulla casa vacanza si registra un aumento delle preferenze per le soluzioni indipendenti così come una riscoperta di alcune località minori che consentono l’acquisto anche a chi ha budget più contenuti.  

Sempre sul fronte delle locazioni, buone notizie dal mercato degli affitti agli studenti, che è stato tra i più colpiti dalla pandemia per via della chiusura degli atenei. A partire da giugno, infatti, si è registrato un incremento di richieste che però restano ancora un po’ distanti dai livelli pre-pandemia, a testimonianza di un graduale rientro nelle città universitarie. Nel secondo trimestre del 2021 la percentuale di chi ha cercato casa in affitto per motivi di studio è stata del 4,7%, in aumento rispetto al 2,7% registrato nello stesso periodo dell’anno scorso. “Con l’avanzamento della campagna vaccinale si iniziano a vedere una ripresa della domanda di immobili in affitto soprattutto in quelle realtà in cui le università hanno già deciso le modalità di frequenza – afferma Fabiana Megliola. Non tutti gli atenei hanno definito come sarà il rientro ma in alcune città come Napoli, Roma, Torino e Milano si stanno già stipulando contratti di locazione con studenti”.

Le caratteristiche dell’immobile richieste sono sempre quelle della vicinanza alla facoltà universitaria, la presenza dei mezzi pubblici, un buon arredamento e la presenza del collegamento ad internet. Si è rafforzato il trend che vede una preferenza per il posto letto singolo rispetto alla condivisione che rimane solo in caso di studenti appartenenti allo stesso nucleo familiare. Nel 2020, a causa della bassa domanda, i canoni di locazione sono diminuiti e, al momento, nonostante un aumento della domanda, non sembrano esserci tensioni sui valori.

Affitti turistici estate 2021 in Italia. Quotazioni nelle località di mare

Dalla Liguria alla Sicilia, il mercato delle locazioni turistiche è molto dinamico. In diverse località, però, si registra una restrizione dell’offerta perché i proprietari si sono riservati per sé l’abitazione. Ormai consolidato il fenomeno dello smartworking in casa vacanza.

“Il mercato degli affitti sulla casa vacanza è dinamico – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – e in alcune località di mare si sono registrate richieste già a partire da gennaio, quando durante il lockdown e per i timori di non trovare case in affitto molte persone si sono mosse ed hanno prenotato per la corrente stagione. Ma è da quando si è in zona gialla/bianca, e da quando la campagna vaccinale è entrata nel vivo, che si nota un maggiore movimento.

Tendenzialmente si prenota per 15 giorni, ma si segnalano casi in aumento di persone che hanno bloccato l’abitazione per l’intera stagione estiva, fin dal mese di Maggio, potendo lavorare in smartworking. Ad essere interessati però sono quasi sempre comuni ben collegati con la città, in modo da consentire di poter rientrare rapidamente se richiamati presso la sede di lavoro oppure facilmente raggiungibili nel caso in cui solo un coniuge poteva ricorrere allo smartworking. Inoltre, le località più richieste sono quelle vicine ai centri abitati più grandi, con servizi ed infrastrutture.

Un aspetto da segnalare riguarda l’offerta, resa meno abbondante perché molti proprietari stanno riservando per se stessi l’abitazione. La carenza di offerta, però, è compensata dal minore afflusso di stranieri, che ha favorito la clientela italiana con budget più ristretti.

LIGURIA – A Diano Marina sono in corso numerosi interventi di restyling sul territorio, creazione di parcheggi, pedonalizzazione di strade, e continuano i lavori per la creazione della pista ciclabile e per la nascita del Palacongressi. Per un bilocale di 4 posti letto si spendono 1200-1500 € a giugno, 2000-2500 € a luglio, 2500-3000 € ad agosto, 1200-1500 € a settembre. A Finale Ligure, invece, si segnala una forte domanda di affitto ma una bassa offerta. A giugno e settembre si spendono 1500 € al mese, a luglio 2000 € al mese, ad agosto 2500 € al mese. Il mercato immobiliare di Varazze, infine, è interessante e dinamico, ma anche qui l’offerta è contenuta. Per un bilocale di 4 posti letto si spendono 1000-1200 € a giugno, 2000 € a luglio e 2000 € ad agosto.

EMILIA ROMAGNA – A Cervia è buona la domanda di immobili in affitto, e si nota un aumento del periodo di permanenza. Per un bilocale di quattro posti letto, a Pinarella e Cervia, si spendono mediamente 1600 € al mese a giugno e settembre, 2400 € al mese a luglio, 3000 € al mese ad agosto. A Cesenatico c’è una buona domanda, e per un bilocale si registrano canoni di 1500-1600 € al mese a giugno, 2000-2400 € al mese a luglio e 2400-2600 € al mese ad agosto.  A Milano Marittima il mercato delle locazioni registra una domanda elevata per il periodo estivo. Per un bilocale di quattro posti letto si chiedono 1000 € a giugno e settembre, 2000 € a luglio, 2500-3000 € ad agosto. 

VENETO – Il mercato delle locazioni estive di Jesolo è attivo da Giugno a Settembre. Un bilocale di quattro posti letto costa circa 2500 € al mese ad agosto, 1200– 1500 € a luglio, 1200 € al mese a giugno e 600 € al mese a settembre. 

LAZIO – a Gaeta il mercato della casa vacanza registra un buon dinamismo, con richieste anche di acquisto che spaziano dal monolocale al trilocale. Sono in aumento quelle di immobili di prestigio dotati di pertinenze esterne, tra cui le ville presenti sul Lungomare di Serapo il cui valore supera il milione di €.  I canoni di locazione estivi per un bilocale di quattro posti letto sono di 1600 a luglio, 2500 agosto.

CAMPANIAIschia registra le seguenti quotazioni (classico bilocale 4 posti letto): Luglio 2.500, Agosto 3.500/4.000, Settembre 2.000. I valori immobiliari, rispetto alla scorsa stagione, sono stabili e la domanda di casa vacanza è dinamica, ma il budget è in leggera contrazione così come l’offerta: affitta solo chi ha necessità. Relativamente alle compravendite, ad Ischia le richieste si orientano su immobili da 70-80 mq, possibilmente con spazi esterni, sui cui investire da 250 a 300 mila €. In forte contrazione, a causa della pandemia, la ricerca da parte di stranieri, alcuni dei quali optano per l’affitto in località che sono letteralmente “esplose” negli ultimi cinque anni. E’ il caso di Santa Maria di Castellabate (Salerno), dove il mercato delle locazioni registra numerose richieste, ed infatti i canoni estivi sono elevati. Per un bilocale di quattro posti letto si spendono 1500-1600 € al mese a giugno, 2200-2500 € al mese a luglio, 3000-4000 € al mese ad agosto.

PUGLIA – A Gallipoli, i cui prezzi sono stabili, il mercato immobiliare è dinamico sia sul segmento della prima casa sia su quello della casa vacanza. Ci sono stati diversi interventi di riqualificazione su vecchi immobili in disuso, e le quotazioni del nuovo fronte mare toccano punte di 3000-3500 € al mq. L’elevata domanda di immobili in affitto per la stagione estiva ha determinato una buona domanda ad uso investimento che spesso si concentra nel centro storico della città. Per un bilocale si quattro posti letto i canoni di locazione sono: Giugno 1200 €, Luglio 2000 €, Agosto 3200 € e Settembre 1000 €.

SARDEGNA – A Villasimius sono presenti investitori che acquistano per mettere a reddito, visto che la domanda di locazione è sempre elevata e si aggira intorno a 2000 € al mese a giugno, 3000 € a luglio, 4000 € ad agosto e 2500 € a settembre. A Costa Rei il mercato della casa vacanza vede protagonisti sia persone residenti in Sardegna sia acquirenti provenienti dal resto d’Italia, tedeschi e svizzeri.  Nell’ultimo anno le compravendite si sono abbastanza divise tra chi acquista per uso diretto e chi acquista per mettere a reddito con la locazione turistica.  Chi acquista con quest’ultima finalità ha un budget più basso che non supera i 150 mila €.  Infatti, per un bilocale di quattro posti letto si spendono mediamente 2000 € al mese a giugno, 2800-3000 € al mese a luglio, 4000 € ad agosto e 2000 € a settembre.

SICILIA – Il mercato della casa vacanza a Giardini Naxos, nella seconda parte del 2020, è caratterizzato da una domanda interna, di acquirenti in arrivo dalle altre province della Sicilia. Stessa provenienza per chi cerca un immobile in affitto per l’estate. I canoni di locazione per un bilocale di quattro posti letto si aggirano intorno a 1500 € a giugno, 1700-1800 € al mese a luglio e 2000-2200 € al mese ad agosto. Nella zona di Castellammare del Golfo, invece, per un bilocale di 4 posti letto in media i prezzi per settimana si aggirano sui 500 € a Giugno, 600 € Luglio, 700-800 € ad Agosto, 600-700 € a Settembre. Su Scopello le ville senza piscina si affittano a 800 € a giugno, 1000-1200 € a luglio, 1200-1500 € ad agosto e 1000-1200 € a settembre. Per una villa con piscina, a Scopello i prezzi per settimana sono di circa 1000-1200 € a Giugno, 1500-2000 € a Luglio, 2000- 2500 € ad Agosto, 1300-1800 € a Settembre.

Mercato immobiliare under 44, ecco i comportamenti abitativi negli ultimi 5 anni

Esaminando le operazioni concluse dagli under 44, la scelta tra acquisto e affitto è sempre stata a favore della compravendita, con percentuali che nel 2016 si attestavano al 64,4% per le compravendite ed al 35,6% delle locazioni.

Le compravendite e locazioni degli ultimi cinque anni di acquirenti con un’età compresa tra 18 e 44 anni sono state recentemente analizzate dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, al fine di evidenziare quali siano state le tendenze sul mercato immobiliare nel periodo considerato.  Infatti, nel 2020, il 55,8% del totale delle compravendite è stato concluso da persone che ricadono in questa fascia di età, mentre gli inquilini under 44 compongono ben il 65,4% dell’intero mercato delle locazioni.  

Prendendo in considerazione solo le operazioni concluse dagli under 44, la scelta tra acquisto e affitto è sempre stata a favore della compravendita, con percentuali che nel 2016 si attestavano al 64,4% per le compravendite ed al 35,6% delle locazioni. Nel corso degli anni si è registrata una progressiva diminuzione della componente affitto, che nel 2020 scende al 29,1% sul totale delle operazioni. Evidentemente, il ribasso dei prezzi immobiliari e la contrazione dei tassi di interesse sui mutui, spingono sempre più persone, anche nelle fasce più giovani di età, a scegliere l’acquisto anziché l’affitto.

Non si registrano particolari tendenze per quanto riguarda il motivo dell’acquisto. Negli ultimi cinque anni, infatti, gli under 44 hanno comprato soprattutto l’abitazione principale (86%), mentre l’investimento compone solo il 10% delle compravendite. Anche la casa vacanza compone una parte marginale degli acquisti da parte degli under 44 e compone circa il 3% sul totale delle compravendite. La tipologia più acquistata è il trilocale, che nel corso degli anni ha compreso tra il 35% ed il 37% delle compravendite. Al secondo posto si piazzano le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti che, in particolare nel 2020, hanno raggiunto quota 22,6% contro una media del 19% degli anni precedenti. In questo caso è evidente l’effetto della pandemia in atto che ha spinto anche i più giovani verso l’acquisto di tipologie più ampie e dotate di spazi esterni.

Gli acquisti di questa fascia di età raggiungono percentuali interessanti anche nelle grandi città, dove spesso si studia e poi si resta a lavorare.

Quasi sempre dietro l’acquisto di casa di questa generazione c’è il supporto della famiglia. Nell’ultimo anno abbiamo visto come le zone periferiche delle grandi città siano state preferite per la possibilità di acquistare spazi più ampi o soluzioni indipendenti a prezzi più accessibili, e la domanda rispecchia le compravendite. Il trilocale si conferma la tipologia maggiormente richiesta anche se nell’ultimo anno sono aumentate le richieste delle tipologie indipendenti.

Mutui Italia, andamento delle consistenze nel primo trimestre 2021

Nuovo record per i mutui attivi circolanti che raggiungono la soglia di 343.772 milioni di euro. La maggior parte sono finanziamenti a tasso fisso o variabile con CAP. Per il secondo trimestre nessuna variazione di rilievo.

Secondo i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere concessi alle famiglie italiane per l’acquisto dell’abitazione, analizzati da Kìron Partner (Gruppo Tecnocasa), nel primo trimestre del 2021 emerge un trend storico che registra lo stock di mutui in essere più alto di sempre, raggiundo i 343.772 milioni di euro.

A chiusura del 2020 (con più di 339 miliardi di euro) le rilevazioni del quarto trimestre, avevano superato il precedente record, mentre in questo I trimestre 2021 viene fissato un nuovo massimo ai mutui in essere circolanti.

Il passo con il quale crescono le consistenze è in linea con quanto rilevato nelle precedenti rilevazioni: +3,6% su base annua (+1,2% su base trimestrale). Alla luce dei favorevoli tassi di mercato coi quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, la composizione dello stock è in buona parte composta da finanziamenti a tasso fisso o tasso variabile con CAP, il che presuppone un minor rischio sia in capo alle famiglie che in capo agli istituti eroganti, i quali per il 2021 prevedono uno scenario molto favorevole al proseguimento della crescita del credito alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione. Del resto, la crescita è in corso da settembre 2015 e molto probabilmente proseguirà anche in virtù della maggiore incidenza dei nuovi contratti erogati nell’ultimo trimestre, pari all’86,7% del totale, rispetto alle operazioni di sostituzione e surroga ferme al 13,3%.

Secondo il Monthly Outlook di ABI, a Giungo iniziano a risalire i tassi di interesse sui mutui. Infatti, il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è stato pari a 1,44% contro l’1,40% del mese precedente. Il tasso Euribor a tre mesi – che è il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile – a Giugno è ancorato alla media di -0,54%, mentre il parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso (tasso interest rate swaps a 10 anni) era allo 0,10% (dal 0,14% di Maggio), e nei primi giorni di Luglio la sua media è scesa allo 0,06%.

Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, a Giugno l’87,0% sono mutui a tasso fisso (87,9% il mese precedente), ma il tasso medio ponderato dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato del 2,20%, ed il sensibile differenziale tra il costo effettivo del denaro al sistema e l’offerta commerciale riflette la presenza di una domanda piuttosto robusta. Proprio in termini di offerta, però, si registra nel primo trimestre un irrigidimento dei criteri di erogazione da parte delle banche, probabilmente legato ad una maggiore percezione del rischio sistemico e di una ripresa economica che non si è ancora “scaricata” sul reddito delle famiglie che hanno vissuto momenti di grande difficoltà in occasione dell’inizio della pandemia. Ciò nonostante, l’offerta alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è mantenuta invariata, mentre le condizioni di finanziamento alle imprese hanno registrato un moderato allentamento e un diffuso allungamento delle scadenze.

Per il secondo trimestre 2021, non si prevedono cambiamenti nelle politiche di offerta, sia alle famiglie che alle imprese, le quali continuano ad avere la necessità di rifinanziarsi e/o rinegoziare il debito.

Immobili turistici, torna l’interesse di acquirenti ed investitori

Scende l’età media e aumentano le soluzioni indipendenti. Tra il 2019 ed il 2020 la percentuale delle compravendite di case vacanza passa dal 5,8% al 6,5%. Nel 2021 parte della liquidità risparmiata durante il lockdown verrà investita nelle case vacanza.

Secondo le analisi di Tecnocasa, nel 2020 i prezzi degli immobili turistici hanno evidenziato le seguenti variazioni: -0,3% il ribasso nelle località di mare, in aumento del +0,5% le quotazioni di quelle di montagna, mentre per il lago l’incremento è del +0,3%.

MARE: le performance migliori per la seconda parte dell’anno spettano alle Marche (+2,1%), all’Emilia Romagna (+0,5%) e all’Abruzzo (+0,5%). Sostanzialmente stabili il Lazio, il Molise, il Veneto. Bene anche Sardegna, Campania e Puglia (-0,4%).  
LAGO: il traino è rappresentato dal lago di Garda che mette a segno un aumento dei valori dello 0,3% con la sponda veronese che chiude con +0,9%. Bene anche il lago di Lecco e la sponda bresciana del lago di Garda. Si conferma l’interesse all’acquisto da parte dei turisti tedeschi sul lago di Garda.
MONTAGNA: aumentano i valori immobiliari In Abruzzo (+5,9%), Veneto (+1,4%). In leggero ribasso Valle d’Aosta e Piemonte. Stabili la Lombardia ed il Trentino-Alto Adige.

“Il 2020 si chiude positivamente per il mercato della casa vacanza. Infatti, – spiega Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – a partire dalla fine del primo lockdown del 2020, si è sempre registrata una crescita delle richieste di queste tipologie che hanno risposto all’esigenza di spazi aperti da parte dei potenziali acquirenti, in particolare di quelli residenti nelle metropoli. Infatti, tra il 2019 ed il 2020 si segnala un incremento della percentuale delle compravendite di casa vacanza che passa dal 5,8% al 6,5%”.

Sempre nello stesso arco temporale si nota un importante cambiamento relativamente alla tipologia richiesta: il trilocale si conferma la tipologia più scambiata (35,2%), ma si registra un aumento di scambi delle soluzioni indipendenti che rappresentano il 29,1% delle case vacanza acquistate (dal 26,5%). La presenza di uno spazio esterno (giardino o terrazzo e balcone abitabile) diventa sempre più vincolante nella scelta di cosa acquistare. Un altro dato interessante riguarda le fasce di età degli acquirenti: c’è un aumento del 2,4% delle compravendite in quella compresa tra 35 e 44 anni. 

Interessante l’aumento di richieste di chi ha budget importanti da destinare a questo tipo di acquisto: sempre più si decide di impiegare la liquidità risparmiata durante il lockdown per investire sul mattone e la casa vacanza è una di queste scelte. Gli acquirenti italiani desiderano soprattutto la vicinanza alle spiagge e la presenza dei servizi, mentre gli acquirenti stranieri prediligono maggiormente la tranquillità e la salvaguardia della privacy. Spesso optano per soluzioni tipiche, ma sono attirati anche dalle nuove costruzioni. La percentuale di stranieri che ha acquistato con Tecnocasa si è ridotta e dal 10,7% è scesa all’8,7%. Le restrizioni sugli spostamenti hanno determinato una minore presenza di stranieri e, infatti, una maggiore sofferenza si è registrata nei mercati dove c’è sempre stata una discreta componente di acquisto straniera.

Un altro dato che si conferma è il ricorso al credito per l’acquisto della casa vacanza, che ha interessato il 21,8% degli acquirenti con un aumento del 4,7% rispetto ad un anno fa. I mutui vantaggiosi, infatti, hanno sostenuto gli scambi in questo segmento di mercato.  

Il mattone per investimento convince ancora. Rendimento medio annuo del 5% nelle grandi città

Secondo Tecnocasa, i babyboomers e i tardo-millennials considerano ancora il mattone una modalità per diversificare il proprio portafogli, essendo una tipologia di investimento che ha già subito un forte ribasso delle quotazioni. Attenzione a servizi e zona, con un occhio alla rivalutazione del capitale.

Il mercato immobiliare sta lanciando importanti segnali di ripresa, come hanno dimostrato i dati di chiusura del 2020 e quelli relativi ai primi tre mesi del 2021. Riassumendo, nel 2020 si è registrata una contrazione degli acquisti per investimento (dal 17,9% al 16,5%) mentre è aumentata la percentuale di chi acquista per comprare la casa vacanza. Dalla fine del primo trimestre, in concomitanza con la riapertura dei settori produttivi ed il graduale allentamento delle restrizioni, le reti nazionali di mediazione immobiliare segnalano un rinnovato desiderio di acquisto per investimento, complice il miglioramento della fiducia e anche la liquidità accumulata durante il lockdown.

Secondo l’ufficio studi Tecnocasa, gli investitori – in particolare i babyboomers e i tardo-millennials – considerano ancora il mattone una modalità per diversificare il proprio portafoglio, essendo adesso una tipologia di investimento che ha già subito un forte ribasso delle quotazioni e con ipotesi di stabilità di reddito e valore a lungo termine. Inoltre, nell’ultimo anno la diminuzione dei turisti ha fermato chi acquistava con l’intenzione di fare attività ricettiva, soprattutto nelle grandi città, ma non ha trattenuto coloro che hanno voluto acquistare comunque una casa per puntare sulla sua futura rivalutazione e per ottenere comunque un rendimento da locazione, che resta interessante (2,2% annuo per bilocali e trilocali) nonostante la riduzione dei canoni che si è registrata nel 2020.  

Relativamente ai rendimenti annui lordi, i dati di Tecnocasa restituiscono un risultato del 5,0% per un bilocale di 65 mq nelle grandi città italiane, e le metropoli che spiccano per avere i rendimenti maggiori sono: Genova e Verona, con il 6,2 e il 6,1%, Palermo con il 6% e al terzo posto Bari con il 5,4%. Un target, sempre molto apprezzato dagli investitori, è quello degli studenti, nonostante siano stati in parte assenti dalle aule durante la pandemia. In questo caso i quartieri vicini agli atenei o con essi ben collegati sono stati i preferiti.

Altro aspetto da considerare, il cui peso è aumentato soprattutto dopo la pandemia, è la presenza dei servizi (negozi, supermercati, scuole, ecc) all’interno dei quartieri. Questi elementi consentono di valutare l’acquisto per investimento nell’immediato, ma c’è anche chi decide di investire sul mercato immobiliare scommettendo sul futuro. E in tal caso, ad essere interessate sono le aree sottoposte ad interventi di riqualificazione e che hanno in sè tutte gli elementi per potersi rivalutare. Si potrebbe per esempio guardare ai quartieri che saranno serviti da fermate della metropolitana, in particolare quelli più periferici possono arrivare anche rivalutazioni a due cifre. Nel 2020 e nel primo trimestre 2021, la tipologia immobiliari più acquistata con questa finalità è stata il bilocale, con il 34,4% delle preferenze, a seguire i trilocali con il 26,4%.

In genere, chi investe nel settore immobiliare per il lungo periodo non guarda solo ai rendimenti da locazione, ma anche e soprattutto alla rivalutazione del capitale. A tal proposito, dal 1998 al 2020 (grandi città italiane) la rivalutazione media è stata del 37,1%. Quella che si è rivalutata maggiormente è stata Milano con 103,7%, seguita da Firenze con il 66,0% e Napoli con il 64,3%.

Mutui acquisto casa 2021. Nel primo trimestre tiene il mercato del credito

Il mercato dei mutui riparte in maniera importante, e si lascia alle spalle un periodo di transizione caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Crescita del 41,8% per le operazioni a supporto di un acquisto immobiliare, calo del 18,4% per le operazioni di sostituzione e surroga.

Di Renato Landoni*

Secondo i dati riportati nel report Banche e Istituzioni finanziarie – I trimestre 2021 pubblicato da Banca d’Italia a fine giugno analizzati da Kìron (Gruppo Tecnocasa), le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 14.722 milioni di euro nel primo trimestre 2021, e rispetto allo stesso trimestre del 2020 si registra una crescita delle erogazioni pari a +29,2 %, per un controvalore di oltre 3.3 miliardi di euro.

Pertanto, il mercato dei mutui riparte in maniera importante, e si lascia alle spalle un periodo di transizione caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Infatti, i dati relativi alle erogazioni evidenziamo una crescita del 41,8% delle operazioni a supporto di un acquisto immobiliare, mentre calano del -18,4% le operazioni di sostituzione e surroga; segno che il mercato sta tornando ad incentrarsi sulle operazioni di acquisto anche a fronte delle mutate esigenze della famiglia nel periodo post-Covid. Cala, quindi, il rapporto tra surroghe e totale delle erogazioni proseguendo nel trend di discesa che dura dal secondo trimestre dello scorso anno.

Le previsioni per i prossimi mesi del 2021 indicano che la crescita dell’attività economica, grazie anche agli effetti del pacchetto di stimoli all’economia che ha interessato il nostro Paese, si rifletterà sulle condizioni finanziarie e sul clima di fiducia delle famiglie favorendo il ricorso al credito. La domanda di credito, in particolare, sarà sostenuta anche dalla ripresa dei consumi e dai bassi tassi di interesse per tutto il 2021 e buona parte del 2022. I finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni cresceranno grazie al contributo della moderata ripresa degli investimenti in costruzioni, dai tassi di interesse ancora molto favorevoli e dalle nuove necessità abitative emerse nell’ultimo periodo.

Al contrario, la componente di surroga e sostituzione si ridurrà ulteriormente, anche in considerazione del fatto che gran parte dello stock mutui correnti è stato già surrogato o rinegoziato.

* Renato Landoni, Presidente Kìron Partner S.p.A. – Gruppo Tecnocasa

Acquirenti immobiliari, in discesa i babyboomers e in aumento gli under 44

Le due fasce di età 18-35 e 36-44 anni si confermano quelle più attive nelle compravendite immobiliari. Gli over 64, invece, scendono in percentuale ma continuano ad avere una domanda molto diversificata.

Secondo i dati forniti dal gruppo Tecnocasa relativamente alle compravendite immobiliari effettuate su tutto il territorio nazionale, la fascia di età più attiva sul mercato è quella compresa tra 18 e 35 anni (28,5%), seguita dalla fascia di età compresa tra 35 e 44 anni (27,3%). Complessivamente, pertanto, gli under 44 si confermano gli acquirenti più attivi, costituendo il 55,8% del mercato immobiliare. Gli over 64 – i c.d. babyboomers – invece, scendono in percentuale ma continuano ad avere una domanda molto diversificata rispetto alle generazioni più giovani, che comprano soprattutto la prima casa e, in misura minore, la casa vacanza o quelle per investimento. A seguire, gli acquirenti di età compresa tra 45 e 54 anni (22,1%) e quelli di fascia 55-64 (13,8%), mentre gli over 64 sono in decrescita rispetto al 2019: 8,1% nel 2020 contro il 9,0%.

In relazione alle finalità, il 62,9% degli over 64 ha acquistato la casa principale, il 18,6% ha investito per mettere a reddito, l’11,2% ha comprato la casa vacanza e il 7,0% ha acquistato l’immobile per i figli. Da segnalare anche qualche acquisto per realizzare Bed & Breakfast e affittacamere (0,3%), e l’aumento del tasso di acquisto di case vacanza, che passa dal 10,0% all’11,2%, mentre diminuisce la percentuale di acquisti per investimento, che scende dal 20,6% al 18,6%. In calo anche la percentuale di acquisti per i figli, che passa dall’8,3% al 7,0% (in quest’ultimo caso ad incidere è stato anche il blocco dei corsi universitari in presenza ed il ricorso alla didattica a distanza).

La tipologia preferita dagli over 64 è il trilocale (36,7%), seguita dal bilocale (25,8%). Rispetto al 2019 non si registrano particolari variazioni, diminuisce lievemente il tasso di acquisto di bilocali e quattro locali ed aumenta leggermente la percentuale di acquisto di trilocali, che passano dal 35,0% al 36,7%. Sostanzialmente stabili i tassi di acquisto di monolocali, cinque locali e di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti.  Infine, nel 59,7% dei casi gli acquirenti over 64 sono pensionati e nel 67,8% dei casi si tratta di coppie e famiglie.

In aumento le compravendite di negozi, uffici e capannoni. Box auto, prezzi in contrazione

Tra gli immobili per l’impresa, quello dei capannoni si rivela il settore più dinamico nel post pandemia. In aumento le compravendite di box e posti auto, ma i prezzi si vanno ridimensionando.

Nei primi tre mesi del 2021 le compravendite degli immobili per l’impresa secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate ed elaborati da Tecnocasa, hanno registrato un aumento notevole delle compravendite, che hanno segnato un +43,7% per il settore produttivo,+61,1% per i depositi, +34,4% per i negozi +34,4% e +50,7% per gli uffici.

Il settore più dinamico, in generale, sembra essere quello dei capannoni, tipologia che dallo scoppio della pandemia ha registrato un recupero costante. Prima grazie all’e-commerce che ha spinto la ricerca di spazi da parte delle aziende di logistica e della GDO per trovare una location vicina alle metropoli dove stoccare la merce da consegnare velocemente in città. Allo stesso tempo la ripresa della produzione, come più fonti mettono in evidenza, sta determinando un aumento delle richieste di spazi.

Ad acquistare sono quasi sempre aziende che hanno una solida situazione patrimoniale, piani di sviluppo per il futuro e che stanno cogliendo le occasioni che il mercato offre dopo anni di ribasso dei prezzi. Infatti, negli ultimi dieci anni i prezzi dei capannoni sono diminuiti del 31,8% per le tipologie nuove e del 34,9% per quelle usate. I dati sulle compravendite realizzate evidenziano che la maggioranza di chi ha acquistato capannoni ha avuto come finalità proprio quello di creare depositi.          

Il segmento del retail è stato quello più impattato dalla pandemia e questo ha determinato anche la liberazione di molti spazi. Chi ha resistito ha provato ad acquistare l’immobile ma nella maggioranza dei casi l’operazione ha interessato investitori che hanno colto l’occasione per comprare sia spazi vuoti sia occupati. I dati rivelano che tra gli acquirenti dei negozi ci siano anche coloro che hanno deciso di destinarlo ad uso ufficio o quando possibile in abitazione e, in questo caso, spesso il negozio è posizionato in via non di passaggio. Anche questa tipologia immobiliare ha evidenziato, negli ultimi dieci anni, un calo dei valori del 37,4% per le soluzioni in via di transito e del 42,3% per quelle in via non di passaggio.

Anche per gli uffici si segnala un aumento delle transazioni, +50,7%, e in questo caso ad acquistare sono quasi sempre utilizzatori, spesso liberi professionisti, che stanno approfittando del ribasso dei prezzi che negli ultimi 10 anni è stato del 37,1% per le soluzioni nuove e del 38,7% per quelle usate.    

Relativamente al mercato retail, il Gruppo Tecnocasa ha recentemente fornito i dati sulle compravendite di box e posti auto, i quali hanno registrato una contrazione, rispettivamente dello 0,7% e dello 0,9%, nel secondo semestre del 2020 rispetto al primo. Riguardo le transazioni, i dati dell’Agenzia delle Entrate segnalano, nello stesso arco temporale, un aumento delle compravendite dei box del 7,8% a livello nazionale e dell’1,2% nelle metropoli.  

Il 68,6% delle operazioni hanno riguardato la compravendita, mentre il 31,4% la locazione. Inoltre, tra gli acquirenti esiste una buona componente (49,4%) che acquista un box o un posto auto con la finalità di metterlo a reddito, anche se prevale l’utilizzo proprio. Tra i vantaggi di investire in un box c’è sicuramente una maggiore facilità di gestione rispetto all’abitazione, ed un rendimento interessante, intorno al 6,3% annuo. Quanto al loro valore, i box hanno avuto un trend decennale abbastanza in linea con le abitazioni: i primi hanno perso il 33,1%, le seconde il 30%.  

Compravendite di case primo trimestre: +38,6%. Agenti immobiliari, migliori le prospettive a due anni

Il risultato risente dei bassi livelli di scambi avuti nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia, ma i dati dei primi tre mesi dell’anno sono veramente incoraggianti per gli operatori del settore. Rimangono sullo sfondo i grandi cambiamenti dal lato della domanda, con una offerta ancora in via di adeguamento

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa analizzando i dati dell’Agenzia delle Entrate conferma il buon momento del mercato immobiliare italiano, che chiude i primi tre mesi del 2021 con 162.258 compravendite, in aumento del 38,6% rispetto allo stesso periodo del 2020. Il risultato naturalmente risente dei bassi livelli di scambi avuti nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia, ma i dati dei primi tre mesi dell’anno sono veramente incoraggianti. 

Nel primo trimestre, infatti, tra le grandi città spiccano Bari (+51,7%), Verona (+50,9%), Genova (+36,8%). La crescita più contenuta a Milano (+14,4%) e Bologna (+14,9%). Il 78% delle compravendite ha interessato l’abitazione principale, il 16,5% la finalità di investimento e il 5,5% la casa vacanza. Rispetto allo stesso trimestre del 2020 si conferma il lieve calo (-1%) dell’acquisto per investimento. Relativamente al numero di compravendite, il 2021 potrebbe vedere un recupero in tutte le realtà regionali, portando le previsioni a livello nazionale tra 570 e 580 mila transazioni, mentre i prezzi sono previsti ancora in diminuzione (tra -2% e 0%), rinviando il recupero al 2022.

In definitiva, le attese risultano più favorevoli su un orizzonte biennale, rispetto al breve periodo. Recentemente, la Banca D’Italia (“Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”) ha raccolto le opinioni di un campione esteso (1.323) di agenti immobiliari, e il 61,5% di loro segnala una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto al trimestre precedente. Il 27,1%, invece, segnala quotazioni in diminuzione ed il restante 12% circa in aumento. Il sondaggio, inoltre, rivela che i giudizi sulle condizioni della domanda sono migliorati nelle aree non urbane, e si confermano sfavorevoli nelle città, dove l’andamento dei nuovi incarichi a vendere è rimasto negativo. Unica consolazione: i tempi di vendita sono lievemente diminuiti, così come lo sconto medio rispetto al prezzo iniziale richiesto dal venditore. In particolare, lo sconto medio sui prezzi di vendita è sceso al 10,1% (dal 11,3% del trimestre precedente), e i tempi di vendita sono diminuiti a 7 mesi (da 7,5).

Altra tendenza importante – sebbene è da verificare quanto possa essere strutturale – è quella dei canoni di affitto che scendono nelle grandi città, dove il saldo tra intervistati che forniscono giudizi di aumento dei canoni di affitto e quelli che li danno in diminuzione è ampiamente negativo nelle aree urbane e metropolitane (-37,1% e -42,3%, rispettivamente), mentre fuori dalle aree urbane circa il 70% degli operatori segnala canoni stabili. Il saldo relativo agli scenari del mercato delle locazioni, evidentemente, risente ancora molto delle attese negative nei centri urbani

Uscendo dagli scenari di breve periodo, le aspettative sull’andamento del mercato immobiliare nel suo complesso sembrano migliorate. Le prospettive a due anni, infatti, sono tornate positive secondo l’indagine di Banca D’Italia, e la quota di agenti immobiliari che si attende un aumento prospettico nella domanda di abitazioni è sensibilmente aumentata, poiché è opinione comune degli “ottimisti” che l’impatto della pandemia si estenderà fino alla metà del 2022, per poi rientrare gradualmente. Il gruppo dei “pessimisti”, però, è ancora nutrito: il 50% degli intervistati prevede un impatto negativo, sebbene sui prezzi di vendita i pessimisti sono in netta diminuzione.