Secondo il team di gestione di DNCA Invest, la paura che il potere d’acquisto dei salari sarà schiacciato dall’aumento dei prezzi sta intaccando l’ottimismo dei britannici, alcuni dei quali temono che i costi energetici aumenteranno fino al 60%. A questo si aggiunge il conto della Brexit.
“Meglio prendere il cambiamento per mano prima che ci prenda per la gola” diceva Churchill. Con il rischio che l’inflazione vada fuori controllo, i banchieri centrali dovranno agire al più presto. Tra i primi di questi duellanti della moderna teoria del denaro a dover incrociare le spade con l’aumento dei prezzi c’è Andrew Bailey. Il governatore della Banca d’Inghilterra, che è entrato in carica a marzo al culmine della tempesta pandemica, è originario di Leicester. Oltre ad essere la patria dell’industria tessile e del suo famoso condimento, la città manifatturiera delle Midlands è anche nota per condividere il suo nome con la famosa piazza di Londra che fu uno degli epicentri più iconici dell'”inverno dello scontento” del 1978-79. Il ricordo della “piazza putrida” è forse particolarmente forte nella mente di Bailey, che deve già affrontare il fatto che la fiducia delle famiglie è scesa al livello più basso da febbraio nel suo 17° mese di mandato.
Nonostante una crescita nominale di quasi il 6% nel secondo trimestre e un rialzo dei salari mai visto da qui a 24 anni, la paura che il loro potere d’acquisto sarà schiacciato dall’aumento dei prezzi sta intaccando l’ottimismo dei britannici, alcuni dei quali temono che i loro costi energetici aumenteranno fino al 60%. A questo si aggiunge il conto della Brexit: la carenza di beni e di manodopera nell’industria, nell’artigianato e nei servizi sta paralizzando il paese dalle sue stazioni di servizio ai banchi dei macellai, e peggiorando le interruzioni della catena di approvvigionamento internazionale.
Questo aumento dell’inflazione non è arrivato nel momento migliore. Gravato da un deficit di bilancio e commerciale (rispettivamente 10% e 2% del PIL), il paese si trova in una situazione di dipendenza dai finanziamenti esteri, tanto più che, dopo 17 mesi di sostegno, la BoE smetterà di finanziare direttamente il debito pubblico da dicembre. Tuttavia, troppa inflazione riduce l’attrattiva della zona della sterlina. Gli investitori chiedono quindi un premio di rischio per investire nel Regno Unito. Il rendimento a 10 anni richiesto dal mercato è in aumento, mentre la sterlina ha perso il 6% del suo valore contro il dollaro da maggio. Questa doppia penalità finanziaria porta a un terribile circolo vizioso: più la sterlina cade, più le materie prime importate diventano costose, spingendo in alto i prezzi alla produzione e al consumo.
Per fermare questo circolo vizioso e ripristinare la credibilità della BoE e della sua moneta, Bailey dovrà prendere una decisione difficile: aumentare i tassi di interesse prima del previsto e probabilmente più di una volta. In un contesto di rallentamento economico e di inflazione record dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, questo cambiamento di politica monetaria potrebbe innescare una recessione alle porte dell’Europa. Tagliare la mano per non perdere il braccio… dall’altra parte della Manica e dell’Atlantico, né Lagarde né Powell possono vantarsi di essere indifferenti al destino britannico.
Fonte: Newsletter DNCA dell’11 Ottobre 2011 – DNCA Finance, Via Dante, 9 Milano



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Se volessimo riassumere in poche parole il concetto di Inbound Marketing, potremmo dire che si tratta di un metodo di marketing online che punta a sfruttare le opportunità offerte dal web per rispondere alle esigenze, informative e non, del cliente potenziale, allo scopo di creare interazioni che favoriscono l’acquisto. L’Inbound Marketing mira, pertanto, a far crescere le imprese informando, educando e fornendo ai potenziali clienti contenuti informativi e servizi utili, attraverso un sito web ben progettato, un focus attento sulla creazione di contenuti rilevanti e un coinvolgimento continuo tramite e-mail, messaggi di testo, social media, etc. Questo insieme di attività consente di rivolgersi con certezza al giusto target di persone, con modalità più personalizzate ed efficaci evitando, allo stesso tempo, di sprecare preziose risorse di marketing e di ridurre il costo di acquisizione di nuovi clienti del 60-70% rispetto ai metodi tradizionali.
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Relativamente all’azienda, HubSpot si è evoluta nel tempo, passando dall’essere un singolo software ad una vera e propria piattaforma all-in-one e connessa al Cloud. Ad oggi viene utilizzata da più di 100.000 clienti, molti dei quali sono
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Tuttavia, è difficile generare un rendimento aggiuntivo sostenibile dalla sola allocazione settoriale. È più probabile che la prossima fase del mercato azionario sia caratterizzata da una continua rotazione settoriale, in cui i singoli temi occupano ancora una volta più spazio e i temi di crescita strutturale possono fare la differenza a lungo termine. “Questa fase di transizione del ciclo è stata accompagnata con prudenza da varie componenti di copertura nel portafoglio Ethna-Dynamisch, che è il fondo multi-asset più aggressivo dei tre Ethna-Funds di Ethenea”, conclude Schmitt (nella foto): “abbiamo mantenuto una elevata esposizione azionaria fin dall’estate del 2020, tenendo il portafoglio concentrato su un nucleo resiliente di titoli, con l’obiettivo di continuare a garantire agli investitori l’accesso ai mercati azionari globali con un 
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Al momento, si fanno strada tre possibili coalizioni: una tra SPD, FDP e i Verdi (la cosiddetta coalizione “Ampel” che significa “semaforo” per via dei colori dei partiti coinvolti), una tra CDU/CSU, FDP e i Verdi (la cosiddetta coalizione “Jamaica”) o una grande coalizione di CDU/CSU e SPD. La coalizione “Jamaica” sembra essere la più probabile. La CDU/CSU e la FDP, infatti, potrebbero attuare gran parte della loro politica economica e finanziaria e calmare la classe media tedesca eliminando una volta per tutte
Ma la coalizione “semaforo” sarebbe anche possibile.
Infine, Tobias Burggraf considera improbabile una rinascita della grande coalizione con la CDU/CSU come junior partner. In caso di dubbio, dopo 16 anni di governo, la CDU/CSU userà la prossima legislatura per rinnovarsi con lo scopo di essere in grado di attaccare nuovamente tra quattro anni. Lo stesso vale per una coalizione di CDU/CSU, SPD e FDP (la cosiddetta coalizione “tedesca” a causa della somiglianza con la bandiera). La SPD avrà probabilmente difficoltà a raggiungere i suoi obiettivi politici e ad accrescere la sua visibilità accanto ai liberali e ai conservatori.
E in che modo si stanno comportando i mercati finanziari? Sono completamente indifferenti all’eccitazione che circonda le elezioni del Bundestag. Dopo che il DAX ha chiuso venerdì circa dello 0,7 per cento in meno a 15.530 punti, i futures stanno negoziando circa lo 0,60 per cento in più prima dell’apertura della borsa. Questo è probabilmente dovuto principalmente al fatto che alla fine la coalizione rosso-rosso-verde temuta dall’economia non è andata in porto. Tuttavia, sullo sfondo dei negoziati di coalizione ancora completamente aperti, gli investitori dovrebbero essere preparati a
In ogni caso, qualunque sia il risultato finale delle alleanze di governo, una cosa è certa: la 
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, la n. 11421 del 30.04.2021, hanno cercato di dare una risposta definitiva al problema della ripartizione dell’indennizzo in materia di polizza sulla vita in favore di terzi, chiarendo come debba interpretarsi l’espressione “erede legittimo” contenuta nella polizza. A norma dell’art. 1920, comma 2, la designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta o per
La vicenda oggetto della sentenza – Una compagnia di assicurazione impugnava la sentenza della Corte di Appello di Catania, poiché la Corte, in accoglimento del gravame spiegato da Tizio, aveva condannato la stessa a liquidargli una maggiore somma. Tizio era erede del defunto fratello unitamente alla sorella, ma quest’ultima era nel frattempo deceduta e a lei succedevano i suoi quattro figli. Trovandosi, complessivamente in presenza di cinque eredi, la compagnia assicurativa riteneva corretto ripartire in parti uguali, tra tizio ed i suoi quattro nipoti, l’indennizzo derivante dalla polizza, nella misura di un quinto ciascuno. Ma gli
La Corte di Cassazione a Sezione Unite, chiamata successivamente a pronunciarsi per dare soluzione relativamente ai principi di legittimità da osservare in vicende simili, ha affermato che la designazione generica degli “eredi” come beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita, in una delle forme previste dall’art. 1920 c.c., comporta l’acquisto di un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione da parte di coloro che, al momento della morte dello stipulante, rivestono tale qualità in forza del titolo della astratta definizione di “erede legittimo” indicata all’assicuratore per individuare i creditori della prestazione. La designazione generica degli “
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In questo scenario di generale debolezza, il mese di Settembre fa intravedere un
In assenza di liquidità, com’è noto, segue sempre l’insolvenza e il default. La situazione è talmente grave che, al momento, l’unica speranza è che il governo cinese sia persuaso ad intervenire per via dello status di “too big to fail” di Evergrande, le cui passività coinvolgono circa 130 banche e oltre 120 istituti non bancari in tutto il mondo e le cui dimensioni sono da “azienda-stato”: 163.000 dipendenti e 3,8 milioni di lavoratori cinesi nell’indotto (inclusi fornitori e società di costruzione in appalto e sub-appalto). A poco conta che, a differenza dell’unica “too big to fail” americana portata al macello (Lehman Brothers), il colosso immobiliare abbia proprietà reali, poiché il mercato è saturo e la domanda di immobili ristagna.
Pertanto, se non verrà trovata una soluzione con i creditori, c’è la seria possibilità di un crollo che rischia di travolgere l’intero comparto immobiliare cinese e gli
Un compito difficile, visto che il settore immobiliare rappresenta il 13% dell’economia cinese e un default con effetto domino mettere nei guai l’intero sistema bancario, il quale conta 7,7 trilioni di dollari di prestiti nel settore, che oggi si vede costretto a ridurre, mentre il governo cinese introduce un tetto massimo all’aumento degli affitti e pensa di introdurre una tassa sulla proprietà, nel nome di una “chinese way” per disinnescare la possibile crisi del mattone susseguente alla bolla. In tal senso, già i prossimi 3 mesi ci diranno se il modello di intervento imposto da Xi Jinping – il “nuovo Mao”, come qualcuno si è affrettato a chiamare, non senza evocare tristi presagi – sarà stato più efficace di quello americano, i cui effetti si trascinano fino ad oggi, ben 13 anni dopo quella che si riteneva essere la più grande bolla immobiliare della storia moderna.







