Le piattaforme italiane dovranno attrezzarsi per poter essere competitive, altrimenti dovranno fondersi con quelle di altri paesi europei per raggiungere la massa critica sufficiente. Investitori più tutelati, grazie ad una specifica profilatura e maggiori controlli.
Di Alberto Villa*
Non in molti sono al corrente che il 10 Novembre 2021 nascerà ufficialmente il Mercato Unico Europeo del Crowdfunding. Probabilmente – anzi, certamente – gli Stati membri utilizzeranno la proroga di un anno, concessa dalla normativa del Regolamento Europeo 2020/1503, per potersi adeguare alle nuove disposizioni, quindi con ogni probabilità la deadline verrà spostata a Novembre 2022. La logica sottostante è quella di predisporre una regolamentazione più coerente tra i diversi Paesi europei, sostituendo le normative nazionali frammentate e diverse tra loro. L’arrivo di questa novità porterà sicuramente dei cambiamenti ad un settore che, secondo il report del Politecnico di Milano, è in forte crescita. Ma cosa cambierà esattamente per il Crowdfunding rispetto al passato?
In primo luogo, l’obiettivo dichiarato ufficialmente dalla Commissione e dal Parlamento Europeo è quello di creare un mercato unico, armonizzato e più competitivo; in secondo luogo, quello di salvaguardare con norme più trasparenti e maggior controlli i potenziali investitori, specialmente quelli retail e non professionali, poiché la partecipazione attiva ad una campagna di Crowdfunding richiede un supporto di competenze “non tradizionali” che, nel caso di una startup, devono necessariamente privilegiare la conoscenza dei bilanci preventivi e, soprattutto, la determinazione del c.d. valore di Pre-money dichiarato dall’azienda che chiede di essere finanziata-partecipata e, quindi, del rendimento potenziale dell’investimento.
Le novità del Regolamento Europeo 2020/1503 riguardano, in primis, la licenza di cui dovranno essere dotate le piattaforme, poiché basterà ottenerla in un qualunque Stato Membro per poter operare in tutti gli altri, facendo precedere il tutto da una semplice notifica. Sarà poi l’ESMA ad istituire un registro di tutti i fornitori dei servizi di Crowdfunding, disponibile sul suo sito web e regolarmente aggiornato. Inoltre, riguardo l’ambito di applicazione, le nuove disposizioni si applicheranno a tutti i fornitori europei di servizi di Crowdfunding e fissano un limite massimo di 5 milioni di euro per ogni offerta su piattaforma, che la startup destinataria potrà ottenere entro un periodo massimo di 12 mesi.
In merito alla tutela degli investitori: le piattaforme dovranno dotarsi di indicatori specifici del rischio e simulatori in merito alla capacità di perdita dell’investimento. In riferimento alla loro remunerazione, le piattaforme dovranno assicurare ai potenziali investitori offerte di investimenti su base neutrale, e non potranno agire in conflitto di interessi, accettando remunerazioni, sconti o benefici non monetari per il fatto di canalizzare gli ordini degli investitori verso una particolare campagna.

Altro elemento normativo riguarda il sistema di Governance, che devono assicurare “…un’efficace e prudente gestione, comprese la separazione delle funzioni, la continuità operativa e la prevenzione dei conflitti di interesse, in modo tale da promuovere l’integrità del mercato e gli interessi dei propri clienti. Al fine di evitare conflitti di interesse, ai fornitori di servizi di Crowdfunding è impedita qualsiasi partecipazione alle offerte di Crowdfunding presenti sulle loro piattaforme e i principali conflitti di interesse, azionisti, i dirigenti e dipendenti e qualsiasi persona fisica o giuridica collegata a questi da un legame di controllo non devono agire in qualità di titolari di progetti in relazione ai servizi di Crowdfunding offerti sulle loro piattaforme”. Elemento importante risiede nella scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento (Key Investment Information Sheet – KIIS), che riassume l’obbligo dei fornitori di servizi di Crowdfunding di fornire ai potenziali investitori una scheda – redatta dalla società titolare del progetto in almeno una delle lingue ufficiali dello Stato membro o in un’altra lingua accettata da tali autorità – contenente le informazioni chiave sull’investimento.
Anche riguardo alle autorizzazioni e alla vigilanza ci saranno novità importanti. Infatti, “….I fornitori di servizi di Crowdfunding forniranno le loro prestazioni sotto la vigilanza delle autorità competenti che hanno rilasciato l’autorizzazione, mentre l’ESMA istituisce un registro di tutti i fornitori. Il fornitore di servizi di Crowdfunding autorizzato potrà poi fornire i propri servizi anche a livello transfrontaliero, presentando una serie di informazioni all’autorità competente designata quale punto di contatto unico dallo Stato membro in cui è stata concessa l’autorizzazione…”.
CONSEGUENZE DERIVANTI DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMATIVA – Dato che la normativa si applicherà sia all’Equity che al Lending Crowdfunding, ci saranno dei cambiamenti per gli emittenti dei progetti, le piattaforme e gli investitori. Infatti, dal momento che basterà ottenere la licenza di gestire una piattaforma in uno Stato membro per poter operare e raccogliere denaro in tutti gli altri Stati (previa una semplice notifica), i fornitori di servizi di Crowdfunding maggiormente sviluppati, come quelli di Francia e Germania, potranno operare la raccolta di progetti anche in Italia, dove operano circa 80 piattaforme di dimensioni medio-piccole e aventi volumi non sufficienti per raggiungere il pareggio tra costi e ricavi e un buon utile. Pertanto, è legittimo aspettarsi operazioni di consolidamento, fusioni e acquisizioni tra gli operatori italiani e quelli europei, al fine di raggiungere la “massa critica” e, parallelamente al progressivo sviluppo del settore e delle iniziative, assicurare stabilità economica.
Del resto, la nuova normativa porterà anche sensibili aumenti dei costi di adeguamento normativo, stimabili tra i 20 e i 60mila euro per ciascuna piattaforma. A questi si dovranno aggiungere tutte le spese necessarie per poter competere con concorrenti molto più strutturati, capaci di attrarre capitali maggiori e, quindi, maggiori ricavi. Solo a titolo di esempio, in Italia ogni campagna raccoglie mediamente intorno ai 150.000 euro, mentre in Francia supera il milione. Nel nostro Paese si parla ancora di un “settore di nicchia”, mentre in Germania il Crowdfunding viene considerato come un mercato che ha spazi per sviluppare tematiche ancora più innovative.
Relativamente agli investitori, le norme sono orientate, attraverso indicatori specifici di rischio, a determinare la reale capacità di sopportare perdite, attraverso un test d’ingresso di verifica delle conoscenze e una simulazione della capacità di sostenere patrimonialmente delle perdite. In particolare, i fornitori di servizi di Crowdfunding saranno obbligati a chiedere ai potenziali investitori poco evoluti una serie di informazioni circa l’esperienza, gli obiettivi di investimento, la situazione finanziaria e la comprensione di base sulle tipologie di investimento e sui loro rischi. In Francia, ad esempio, viene già utilizzata una profilatura completa del cliente per poter accedere alla campagna, e non è più sufficiente rispondere a poche domande.
In merito alla capacità di sostenere perdite, nella misura massima del 10% del patrimonio netto, l’investitore dovrà comunicare alcune informazioni, come il proprio reddito abituale ed il reddito totale, nonché la sua stabilità nel tempo; le sue attività patrimoniali, ivi compresi gli investimenti finanziari e i depositi in contante, con esclusione degli immobili a scopo privato o dei fondi pensione; e infine gli impegni finanziari, esistenti o futuri.
* Consulente Finanziario Autonomo, socio AIAF e partner di M&V Private Corporate Advisor




Il passo con il quale crescono le consistenze è in linea con quanto rilevato nelle precedenti rilevazioni: +3,6% su base annua (+1,2% su base trimestrale). Alla luce dei favorevoli tassi di mercato coi quali sono stati collocati i finanziamenti durante l’ultimo triennio, la composizione dello stock è in buona parte composta da
Secondo il Monthly Outlook di ABI, a Giungo iniziano a risalire i 

L’indice PMI composito statunitense si è attestato a 63,9 in giugno, in calo rispetto al 68,7 di maggio, ma mostrando ancora un tasso di crescita storicamente elevato in termini di produzione del settore privato. Un rallentamento dell’attività è stato registrato sia nel
“Dopo il forte rally dei mercati azionari dall’inizio dell’anno, l’outlook indica qualche incertezza nel breve termine”, sottolinea
Con due dosi di 
Al di là dello scenario economico e delle possibili conseguenze di tale politica, gli eventi degli ultimi dodici anni, dalla “grande crisi” scatenata nel 2008 negli
Relativamente a questo legame tra due componenti solo apparentemente slegati tra loro, durante i periodi di
Lo scenario peggiore, in realtà, è quello della c.d. Stagflazione – termine nato dalla fusione di Stagnazione e Inflazione – che vede la contemporanea presenza di recessione economica e inflazione elevata. In un contesto simile, sicuramente eccezionale ma per nulla impossibile, le banche centrali hanno poche armi, poiché aumentare i tassi di interesse non farebbe altro che far scendere il prezzo delle obbligazioni, indebolire ancora di più la domanda di beni ed aggravare la recessione, determinando così una discesa anche del mercato azionario che, come sappiamo, basa il suo successo soprattutto sulle aspettative di crescita economica.
Pertanto, in Stagflazione le due componenti –
E le obbligazioni, come si stanno comportando in questo frangente? In generale, una obbligazione è espressione del c.d. capitale di credito – nel senso che chi la detiene è un creditore di chi ha messo il titolo – e produce un reddito fisso che viene pagato indipendentemente da altre condizioni, per cui una diminuzione dell’inflazione consente alla banca centrale di abbassare i tassi di interesse e di far aumentare la quotazione dell’obbligazione, ed un aumento dei prezzi al consumo, invece, determina la necessità di un rialzo dei tassi, che fa deprimere la quotazione dei bond.
Le dinamiche dell’inflazione e le aspettative inflazionistiche, diminuite quasi costantemente tra il 1980 e il 2020, sono state sottovalutate in occasione della
Da qui il timore e l’estrema prudenza delle banche centrali di essere costrette ad aumentare i tassi di interesse a seguito dell’aumento dell’inflazione. L’economia reale, infatti, non è uscita indenne dalla 
Le criptovalute ci hanno abituato ad una certa volatilità, per cui chi ci ha messo dentro del denaro lo ha fatto in modo marginale. Però, negli ultimi 9 mesi il Bitcoin aveva ricevuto un importante endorsement da parte di fondi speculativi e personaggi di spicco del mondo industriale (Elon Musk, soprattutto), i quali hanno poi, altrettamento rapidamente, fatto marcia indietro quando qualcuno ha fatto notare come il c.d.
Pertanto, varrebbe la pena chiedersi se, nel medio periodo, il Bitcoin e le altre maggiori criptovalute siano destinate a raggiungere nuovi massimi, e soprattutto se la contrazione in corso è solo una interruzione temporanea della
Qualunque sia la risposta a queste domande, le criptovalute stanno ormai segnando un confine sensibile tra le 
Questo scenario è il naturale portato della 
Se volessimo tracciare un “profilo” dell’acquirente-tipo di questo segmento, chi cerca una residenza di lusso apprezza la forte attenzione ai dettagli, soprattutto nelle nuove costruzioni, per le quali si considera, oltre al contesto, la tecnologia all’avanguardia, la classe energetica e le amenities condominiali, come ad esempio gli spazi dedicati al relax e al benessere, come fitness room, il servizio di portierato e locali multifunzione. Le richieste si focalizzano essenzialmente sulla zona giorno (con saloni di rappresentanza e ampie cucine), la master bedroom con ampie cabine armadio. Gli immobili d’epoca, con affreschi, travi a vista e scalinate importanti attirano sempre. Anche sul segmento degli affitti di prestigio, che rappresentano una “super-nicchia” di mercato, si registrano tendenze simili.
MILANO – A
Nel quartiere di Porta Romana-Crocetta resta la preferenza per le ampie metrature,
In piazzale Baiamonti le tipologie signorili hanno prezzi medi di 5000-6000 euro al mq. Prezzi intorno a 6000-7000 euro al mq anche per le abitazioni più signorili che sorgono nelle strade di congiunzione tra via Filzi e via Vittor Pisani. Nella macro-area di Città Studi-Indipendenza c’è un’ottima offerta di immobili di prestigio con top price di 6500 euro al mq che si affacciano su piazza Grandi (lato Fontana-Bunker), corso Plebisciti, via Compagnoni e via Hajech. Nella macro-area di Fiera-San Siro le
ROMA – Nella
NAPOLI – A Posillipo l’offerta immobiliare è qualitativamente elevata e le famiglie che comprano l’abitazione principale si focalizzano sui trilocali dotati di vita panoramica sul golfo di Napoli, possibilmente con discesa diretta al mare. I valori per soluzioni panoramiche su via Petrarca si aggirano intorno a 5000 euro al mq. Sulla prestigiosa via Posillipo, dove ci sono
TORINO – Nelle zone centrali di 

Pertanto, è necessario uscire dalla “
Ai fondatori di ProjectBI Carlo Mauri (Commercialista, Revisore ed Analista finanziario) e Roberto Massucco (Ingegnere Gestionale specializzato in sistemi informatici di analisi finanziaria) si è presto unito Alberto Villa, consulente finanziario autonomo, che ha portato il suo contributo di esperienza nella formazione di assets d’investimenti, rendendo fruibile il tool agli investitori professionali e permettendo loro di beneficiare del set informativo che mette in evidenza, per tutte le proposte d’
La fonte dei dati che alimentano il sistema di Startup Fixing sono gli stessi documenti obbligatori presenti e pubblicamente consultabili nelle diverse
corrisponde sempre un maggior rischio”. “Pertanto – aggiunge Mauri – abbiamo individuato dei criteri che ci consentono di apprezzare gli sviluppi del progetto in chiave prospettica, basandoci esclusivamente sulle informazioni di carattere economico e finanziario presenti nei business plan, senza apportare alcuna modifica od integrazione. In particolare, grazie al tool di Startup Fixing, siamo in grado di determinare il rendimento netto teorico atteso, assumendo che la vendita delle quote della
In sintesi, il tool Startup Fixing (che sarà disponibile in rete da Settembre) adotta come criterio di valutazione il metodo universalmente utilizzato per questo tipo di investimenti, denominato “Venture Capital Method”. Per quanto riguarda la verifica dell’adeguatezza del c.d.
Pre-Money, che viene attribuito dagli stessi soci del progetto e, quindi, sconta la possibilità di essere un po’ troppo generoso. Se il valore determinato con il metodo DCF è sufficientemente maggiore rispetto al tasso espressione del rischio del settore di riferimento (che è una grandezza conosciuta), questo significa che chi ha redatto il business plan ha tenuto debitamente conto dell’elevato rischio specifico che inevitabilmente caratterizza progetti di questa natura”. La risultante finale di questo processo di analisi è un rating sintetico, che attribuisce un numero di “stelle” (da 1 a 5) quale espressione qualitativa del giudizio di Startup Fixing in funzione di alcuni parametri fondamentali. Più precisamente, il rating sarà più elevato:
Oggi le startup e le Pmi innovative godono di una particolare attenzione non solo da parte delle autorità italiane ed europee – basti pensare alle generose disposizione in materia fiscale per gli 

Il gestore fa notare che il
Se l’
Appare dunque piuttosto complicato – prosegue Novelli – sperare di non avere l’
Tra il 2018 e il 2019 la Fed ha iniziato a ridurre il bilancio e ad alzare i tassi d’interesse ma, in pochi mesi, l’economia si è trovata sull’orlo della recessione e la Banca Centrale americana ha dovuto innescare la retromarcia, riacquistando in poche settimane tutti i titoli che aveva venduto e riportando i tassi dal 2,5% allo 0,25% in meno di tre mesi – prosegue il gestore. Se già prima della pandemia l’economia non reggeva l’urto di politiche monetarie “meno espansive” cosa potrebbe succedere oggi pronunciando solamente la parola “
Il motivo per il quale il 
In sintesi, per la
Sia pure con le dovute differenze, lo scorso 7 luglio la 
Sarà per questo che Warren Buffett ha già liquidato molte posizioni e aumentato la liquidità del portafoglio Berkshire Hathaway? Probabilmente no, poiché l’oracolo di Omaha sa bene che l’emergenza sanitaria ha depresso il PIL in modo anomalo nel 2020, gonfiando la lettura dell’indicatore Buffett che, invece, descrive solo un ritorno ai livelli pre-pandemici, e non una vera e propria crescita del PIL dai valori del 2019. Invece, tra gli analisti pessimisti, Robert Kiyosaki aveva affermato a Maggio scorso “il più grande crollo della storia sta arrivando, e farà esplodere la più grande 

Il secondo tema, che ha minori probabilità di avverarsi rispetto al primo, è quello di una
Il terzo tema è quello dei fattori geo-politici, che sono in grado di influire sull’andamento dei mercati aggiungendosi ad eventuali fondamentali deludenti e amplificando le correzioni. Escludendo del tutto l’ipotesi di conflitti globali, non mancano però i “conflitti localizzati”, che non smettono mai di far danni. Tra questi, le maggiori aree di tensione sono il Medio Oriente, la Crimea invasa dai russi, la Cina che limita le libertà di Hong Kong, e lo 
Pimco, celebre società di investimento specializzata nei fondi obbligazionari, prevede fino a 200 punti base di sovraperformance nei tre anni medi necessari ad un emittente per uscire dal rating “spazzatura”. Come hanno fatto Smurfit Kappa Group Plc e Stellantis NV, le quali hanno risollevato il rating di
Secondo una nota di Madhubala Sriram, strategist di JP Morgan, mentre la campagna di vaccinazione coinvolge tutti i paesi e la crescita economica sembra destinata ad accelerare, l’attenzione dei gestori si sposterà sempre più verso il ciclo di aggiornamento dei rating e gli emittenti “rising star” come Valeo SA e ArcelorMittal SA. In generale, si pensa che gli investitori in emittenti di questa categoria possono ottenere
“Dato che le valutazioni del debito governativo e corporate “investment grade” sono meno interessanti, è il momento di 








