Prospettive positive per il mercato immobiliare, ma in un quadro ancora incerto a livello economico, che richiede prudenza. Allo stesso tempo si segnalano fiducia e attesa per i progetti che saranno messi in campo con il PNRR.
“Mercato immobiliare vivace e in rapida ripresa, – afferma Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – come testimoniano sia i dati sui volumi scambiati sia quelli sui prezzi. Ci siamo lasciati alle spalle un 2020 con risultati migliori delle attese e siamo entrati, fiduciosi, nell’anno in corso. La domanda abitativa, esplosa dopo il primo lockdown, non ha accennato flessioni e ha continuato a crescere trascinata dalla volontà di acquistare casa e dalla spinta del mercato del credito, mai così conveniente. A fare da cornice a questo quadro le aspettative positive sul futuro scenario economico ed un migliorato clima di fiducia”.
Volumi di compravendita – Nel 2021 i volumi delle transazioni evidenziano un incremento del 56% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 21,9% rispetto al 2019, con un risultato più che lusinghiero per i comuni non capoluogo che mettono a segno una crescita rispettivamente del 62,4% e del 26,4%.
Tempi di vendita – “I tempi di vendita, importante indicatore dello stato di salute del mercato immobiliare, – spiega Fabiana Megliola (nella foto) – registrano segnali di miglioramento rispetto ad un anno fa. Gli ultimi dati dicono che, nelle grandi città, i tempi di vendita sono di 114 giorni con un aumento di soli due giorni rispetto ad un anno fa, nei capoluoghi di provincia si segnala una media di 143 giorni in miglioramento di sei giorni rispetto a quanto registrato nel 2020, per finire con i comuni dell’hinterland delle grandi città dove si vende in 147 giorni contro 154 giorni dell’anno scorso. Tra le grandi città i tempi di vendita maggiori si registrano a Bari (149 gg) e Palermo (143 gg). Le metropoli “più veloci” sono Milano (62 gg) e Bologna (63 gg). Questi risultati si spiegano con una più ferma decisione nell’acquisto e, nelle metropoli, anche con una carenza di offerta, soprattutto sulle tipologie di migliore qualità”.
Prezzi – “L’analisi dei prezzi – continua Fabiana Megliola – mostra un mercato positivo. Le grandi città mettono a segno una crescita dei valori dello 0,8%, i capoluoghi di provincia e l’hinterland delle grandi città dello 0,4%. Dopo l’interruzione registrata nel 2020, nelle metropoli continua il trend in aumento iniziato nel secondo semestre del 2017. In queste realtà tengono bene le zone periferiche e semicentrali i cui prezzi più bassi hanno consentito l’acquisto di abitazioni più ampie o con spazi esterni, nuovi driver di scelta scaturiti dalle chiusure forzate. Le zone centrali mostrano talvolta sofferenze legate, in modo particolare, al rallentamento della domanda per investimento che, nonostante la fiducia incrollabile nel mattone, resta al momento
ancora prudente. La novità è il recupero dei valori, per la prima volta dal secondo semestre del 2007, nei capoluoghi di provincia, molti dei quali dopo il lockdown sono stati particolarmente apprezzati, soprattutto se in grado di offrire una buona qualità di vita oltre che abitazioni nuove, in linea con i nuovi desideri abitativi. Nell’hinterland delle grandi città si segnala una buona performance per quello di Milano, Bologna e Verona, quest’ultimo in particolare trascinato dalla località turistiche. Le nuove dinamiche stanno portando ad uno spostamento di acquirenti dalle metropoli verso l’hinterland e i capoluoghi di provincia”.
Domanda ed offerta – L’analisi della domanda restituisce ancora una maggiore preferenza per il trilocale che raccoglie il 40,5% delle preferenze, a seguire i quattro locali con il 24,6%. La ricerca di soluzioni di ampia metratura e con spazi esterni determina un maggiore apprezzamento dell’immobile anche in termini di valori e ha indirizzato parte della domanda verso le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti. Le soluzioni in buono stato restano le preferite ma quelle da ristrutturare hanno continuato a trovare sostegno negli incentivi per le ristrutturazioni. Bene le nuove costruzioni che recuperano valore in questa prima parte dell’anno (+0,7%) e si confermano sempre più attrattive soprattutto in un’ottica di vivere sostenibile. Resta il nodo del costo delle materie prime e del loro approvvigionamento. Quanto alla disponibilità di spesa la concentrazione più elevata si rileva ancora nella fascia più bassa, fino a 119 mila € (25,4 %) ma c’è un aumento della percentuale di chi desidera spendere più di 350 mila €. L’analisi dell’offerta evidenzia che la tipologia più presente è il trilocale, con il 33,7%, a seguire il quattro locali con il 24,4% ed i bilocali con il 23,9%.
Sconto medio offerta-domanda – “Quando il mercato immobiliare si rimette in moto – puntualizza Megliola – una delle variabili influenzata è lo sconto medio, ossia lo scostamento tra prezzo di richiesta e prezzo di compravendita. Nel primo semestre del 2021 il gap si è attestato intorno a -8,2% contro il -9,1% registrato pre-pandemia”.
Mercato delle locazioni – Canoni di locazione in leggero recupero, dopo un 2020 che ha visto un ribasso importante dei valori a causa di una domanda in contrazione e un’offerta in
aumento. Sono stabili i canoni dei monolocali, +0,4% e +0,3% il rialzo di quelli dei bilocali e dei trilocali. Valori in calo si segnalano ancora a Milano, Roma, Bologna e Firenze, le metropoli che più di tutte le altre hanno sofferto la minore presenza di flussi turistici, studenti e lavoratori fuori sede. Nei capoluoghi di provincia i canoni sono in aumento su tutte e tre le tipologie (+0,7% per monolocali e trilocali e +0,1% per i bilocali). Nei primi mesi dell’anno in corso c’è stata una ripresa della domanda da parte degli studenti che è andata di pari passo con l’avanzamento della campagna vaccinale e con le decisioni degli atenei sulla frequenza delle lezioni. Bene i contratti a canone transitorio.
Casa vacanza – Il mercato della casa vacanza ha avuto un buon recupero già subito dopo il primo lockdown. La tipologia più richiesta e compravenduta è il trilocale ma, dopo il 2019, è aumentata la percentuale di chi cerca soluzioni indipendenti. I prezzi in media nelle località turistiche di montagna sono in aumento dello 0,6%, in quelle di lago dell’1,6% e in quelle di mare dell’1,3%.
Previsioni – “I segnali positivi che arrivano dal mercato – conclude Megliola – ci fanno propendere per una fine dell’anno con prezzi e compravendite in ascesa. I primi potranno chiudere tra +1% e +3% e le transazioni portarsi intorno a 650 mila. Il sentiment volge verso un recupero dei valori. Per il futuro del mercato immobiliare sarà cruciale il sostegno del settore del credito, cardine del processo di recupero di volumi e valori. Ad oggi le prospettive sembrano essere positive senza dimenticare che ci muoviamo in un quadro ancora incerto a livello economico, che richiede prudenza. Allo stesso tempo si segnalano fiducia e attesa per i progetti che saranno messi in campo con il PNRR e che potrebbero dare un ulteriore slancio al mercato immobiliare”.



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Tuttavia, continua, ci sono evidenti differenze a livello di paese. “In Italia, Grecia e Francia, i consumatori ricevono già il sostegno del governo”, approfondisce l’esperto. “La Spagna ha fissato i prezzi dell’energia per l’energia idroelettrica e nucleare prodotta a livello nazionale, ha sospeso le tasse sull’energia e quindi ha frenato l’aumento dei prezzi attraverso la regolamentazione del governo”. La situazione attuale nel Regno Unito è particolarmente drammatica. Il produttore di fertilizzanti CF Industries ha chiuso i suoi impianti nel Regno Unito a causa della
“Al momento è difficile tenere traccia di quali aziende stiano beneficiando degli sviluppi e quali stiano soffrendo”, dice Schmidt. Per i fornitori di energia in particolare, la situazione è complicata. “Da un lato, le società di servizi vogliono offrire ai loro clienti i prezzi più bassi possibili e competitivi, il che depone a favore dei contratti a breve termine tra le società di servizi e i produttori di elettricità quando i prezzi sono bassi”, spiega il portfolio manager. “D’altra parte, i contratti a lungo termine con i produttori sono importanti per le utility per fare calcoli affidabili. Ma se un utility è rimasta legata ad un livello di prezzo troppo alto per troppo tempo, sarà superata dai concorrenti che hanno effettuato coperture a breve termine in caso di un calo dei prezzi”.
L’esempio del fornitore di energia britannico Green mostra perché è importante analizzare a fondo le singole aziende quando si investe. “Green ha chiuso a causa dei regolamenti in essere, che stabiliscono che i contratti con i clienti non possono essere adattati alle attuali situazioni di mercato. Il costo di acquisto del gas è ben al di sopra del prezzo che l’azienda è autorizzata a praticare ai suoi clienti finali”. Anche se Green non è rappresentata sul mercato dei capitali né con
“In sintesi, allo stato attuale, le 
“
“In un contesto in cui il
emissione, ne siamo particolarmente orgogliosi perché crediamo che oggi sia imperativo sostenere le imprese italiane sane e favorire la ripartenza economica attraverso ogni forma di supporto e nuove forme di finanziamento, rivolte al mercato”. “Il basket bond – conclude Severini – è uno strumento adatto alle 
In sintesi, con l’acquisto della nuda proprietà un acquirente ottiene la proprietà dell’immobile senza però poterlo utilizzare fino alla scadenza prefissata dell’usufrutto o fino alla morte dell’usufruttuario, il quale conserva il diritto all’utilizzo della 
Pur trattandosi di una operazione non semplice, la vendita della nuda proprietà presenta dei vantaggi per entrambe le parti. Per chi vende, il vantaggio è quello di ottenere la disponibilità di una somma anche ingente pur conservando il diritto di utilizzare l’abitazione. Per chi acquista, il vantaggio è quello di comprare gli
Relativamente al calcolo del prezzo della nuda proprietà, esso si effettua partendo dal valore di perizia dell’immobile, e moltiplicare il valore così determinato per il tasso di interesse legale vigente e per i coefficienti redatti dal Ministero delle finanze che tengono conto dell’età dell’usufruttuario. Il prezzo finale della compravendita, pertanto, sarà dato dalla differenza tra il valore di mercato e il valore dell’usufrutto, e sarà direttamente proporzionale all’età dell’usufruttuario (maggiore è l’età, maggiore è il prezzo).
Gli acquirenti di nuda proprietà più attivi sul mercato sono quelli con un’età compresa tra 35 e 44 anni, che compongono il 32,4% del totale, mentre sono basse le percentuali di acquisto da parte degli under 35 e degli over 65. Nella maggior parte dei casi a comprare nude proprietà sono coppie e coppie con figli che compongono il 67,6% del totale e che comprano soprattutto il
Per quanto riguarda i venditori di nuda proprietà, la maggioranza di essi appartiene a nuclei familiari monocomponente. Nel 57,6% dei casi, infatti, si tratta di single, vedovi, divorziati e separati. Nel 62,2% dei casi i venditori hanno un’età superiore a 65 anni. La maggior concentrazione degli immobili proposti con la formula della nuda proprietà sono ubicati in Lombardia, con 1.916 immobili; a seguire Lazio (1.216), Veneto (1.117), Piemonte (706) e Toscana (434). Le tipologie in nuda proprietà sono costituite principalmente da appartamenti, ma non mancano soluzioni indipendenti, come ville, porzioni di ville e 

Il deposito del denaro su un unico conto, pertanto, crea confusione e rende quasi impossibile accertare a quale categoria appartenga il denaro, in quale quantità e come debba esser diviso in sede di
Una soluzione preventiva ai problemi di tracciatura, che sarebbe utile attuare sin dall’inizio della vita di coppia, può essere quella di avere due conti personali separati, uno per il
investimenti sarà bene comunicare per iscritto alla banca, di volta in volta, che si sta utilizzando denaro estraneo alla comunione dei beni. In questo modo, l’istituto non potrà bloccare l’operatività del titolare, a meno che l’altro coniuge non fornisca una prova contraria e inoppugnabile, tale da poter generare una sospensione della 
Osservando queste modalità operative, sarà possibile in ogni momento distinguere gli investimenti derivanti da provvista di denaro “personalissima” e far sì che essi rimangano estranei alla comunione dei beni. Infatti, in assenza di tale premura, il denaro personale utilizzato per effettuare investimenti comporterebbe la caduta di questi nella comunione dei beni, e verrebbe destinato, al momento dello scioglimento della stessa comunione, alla “comunione residuale”. Ciò accade, ad esempio, anche nelle successioni, in quanto il decesso di uno dei coniugi è una delle cause di scioglimento della comunione. In questi casi, il patrimonio personale del defunto cade tutto in 
Esattamente alla fine di settembre di 40 anni fa, nel 1981, il rendimento del titolo di Stato decennale Usa era quasi al 16%, un massimo storico. Da allora le obbligazioni continuano a beneficiare dell’impatto strutturale del continuo calo dei tassi. Sebbene si sia spesso proclamata la fine del mercato rialzista, gli aumenti dei tassi si sono sempre dimostrati temporanei. Anche in queste settimane si è nuovamente osservato un netto
Il mese di settembre ha confermato la sua fama negativa causando correzioni di prezzo su ampia scala. Anche l’imminente default del secondo maggiore sviluppatore immobiliare cinese,
“In questo contesto, continuiamo a gestire il portafoglio di 

quello precedente e chiudendo contestualmente il vecchio conto corrente. Ebbene, cosa succede se la coppia si separa? Se sono passati più di dieci anni, sarà impossibile richiedere alla banca gli estratti conto a ritroso fino all’operazione di originario versamento del saldo attivo personale – le banche sono obbligate alla conservazione per un massimo di 10 anni – e l’unico modo di risalire alla titolarità di quel denaro è il possesso dei vecchi estratti conto che, come è facile intuire, poche persone hanno l’accortezza di conservare per così tanto tempo.
“comunione residuale” perché non consumato. Pertanto, per evitare una liquidazione del conto corrente cointestato al 50% con il coniuge B, A dovrebbe dimostrare che il denaro in esso versato è un bene “personalissimo”, cioè proveniente da somme di
Per questo motivo la confusione patrimoniale per “via affettiva” genera in regime di comunione effetti a volte devastanti – si pensi al malcostume diffuso di
C’è da dire che il denaro personalissimo detenuto nel conto cointestato e non consumato è destinato, al momento della separazione, alla comunione residuale, per cui sarà necessario prelevare da esso, prima della
Fin qui i problemi che nascono nei conti correnti. Il regime di comunione dei beni, però, può produrre effetti fastidiosi anche in presenza di un conto corrente personale di un coniuge con delega all’altro coniuge. Serviamoci di un esempio pratico, e supponiamo che sul conto del coniuge A confluisca una somma derivante dall’eredità di uno dei suoi genitori. Ebbene, qualora su quel conto il coniuge B ha una delega ad operare, la
Ma c’è di più. Infatti, nell’esempio considerato potrebbe accadere che tra la ricezione dell’eredità in denaro e il momento della separazione siano trascorsi molti anni, e che nel corso del matrimonio – per qualunque motivo – il conto corrente originario sia stato chiuso e la liquidità sia stata trasferita in un altro conto e, successivamente, investita in 
Gli interventi a sostegno dell’economia durante la pandemia hanno evitato il disastro e reso la recessione del 2020 la più veloce della storia. Ma tutto ha un prezzo. Gli effetti secondari degli stimoli uniti alla de-globalizzazione, alle nuove tecnologie, alla corsa agli investimenti sostenibili ristabiliranno un punto di equilibrio dell’inflazione ben più elevato rispetto a quanto successo dal 1997 al 2019. Dall’altro lato, tuttavia, “l’elettroshock” subito dal ciclo lo renderà più vigoroso spinto da investimenti e consumi.
Le politiche fiscali e monetarie molto creative stanno per presentare il loro conto. Mentre alcune
aspettative inflazionistiche di lungo termine
La
“In questo contesto generale, il nostro scenario base implica una view costruttiva sulle azioni nel medio termine ma allo stesso tempo la necessità di un doloroso periodo di reset delle aspettative in ambito valutario e obbligazionario che non potrà, a sua volta, non sortire effetti sulle azioni. Ancora peggio se il nuovo 
Dal momento che l’articolo in questione è riservato agli abbonati, pare sia passato un po’ inosservato, per cui vale la pena riportare fedelmente, nell’interesse delle categorie interessate, i passaggi più importanti di quello che appare come un vero e proprio teorema “auto-dimostrativo”, la cui tesi è la seguente: “dal momento che le commissioni di gestione del risparmio gestito impoveriscono i risparmiatori e remunerano solo le
Persino nell’ex Unione Sovietica ci avrebbero pensato un pò prima di affermare una teoria economica più elementare e aggressiva di questa. Intendiamoci: la
Il quotidiano Repubblica, naturalmente, non si limita ad enunciare teoremi, e preliminarmente si impegna a cercarne le ipotesi, ossia gli elementi più estremizzati dei prodotti di risparmio gestito: “…Negli ultimi anni (…) si è assistito a una ripresa delle polizze che investono in fondi comuni (le cosiddette unit linked), spesso combinate in un unico prodotto “multi-ramo” con una tradizionale polizza vita rivalutabile (….) Secondo l’Ivass, le commissioni possono incidere in modo sensibile sul
premesso che un TER (Total Expence Ratio) del 7% non si vede dai primi anni ’90 del secolo scorso, è certamente vero che le polizze unit linked hanno costi medi del 3% e che sarebbe opportuno ridurli un pò, ma il rimanente universo di fondi comuni e sicav – che costituisce la massa più importante dell’intera industria – da anni non fa altro che diminuire il costo medio di gestione, che oggi si aggira intorno all’1,6% tra obbligazionari ed azionari. In più, non c’è
Del resto, la consulenza finanziaria indipendente non viene svolta da missionari dediti alla solidarietà verso i detentori di patrimonio, bensì da validissimi professionisti che chiedono legittimamente una
In relazione, poi, ai c.d. prodotti “passivi”, i famosi ETF che al giornalista di Repubblica piacciono tanto, è vero che i loro gestori “…non cercano di battere l’andamento medio del mercato, ma si limitano a replicarlo, e costano circa un punto percentuale in meno…”, ma è anche vero che senza un consulente esperto – sia indipendente che non autonomo – un
Da questa serie di principi “tranchant”, Repubblica enuncia il suo secondo teorema, basato sulla celebre ipotesi del “togli qui e metti lì“: “… Se le commissioni su polizze e fondi si riducono di meno di un punto percentuale, i 
Adesso, con la decisione del tribunale di Roma che “ordina l’immediata sospensione della esecuzione della decisione assunta dalla commissione elettorale del 4 agosto 2021 ovvero della deliberazione assunta il 23 dicembre 2020 nella parte in cui la stessa è stata assunta dalla commissione elettorale”, il destino della Cassa di previdenza di
Al di là dei toni aspri con cui lo scorso 24 Settembre “Fare Presto” stigmatizzava la decisione della Commissione elettorale, c’è da dire che lo stesso Ministero del Lavoro aveva richiesto ad
Forse, vista la situazione di stallo che si era venuta a creare a seguito delle innumerevoli iniziative giudiziarie promosse dalla lista Fare Presto, molti avevano cominciato a chiedere nuove elezioni, ed in considerazione delle circostanze questa soluzione sarebbe stata la migliore. Infatti, chi assicura adesso che Fare Presto potrà governare senza ostacoli di natura giuridica che, nel frattempo, la coalizione facente capo al presidente Marzolla potrebbe – altrettanto legittimamente – incardinare? Inoltre, il giudizio di merito che si aprirà ad inizio 2022 potrebbe “scombinare” nuovamente le carte, e bloccare l’operatività piena della Cassa?
Qualunque sia la risposta a queste domande, sono tanti gli 







